Fagiolata spartana – Manuale di Nonna Papera

Lo ammetto, non è davvero un piatto estivo questo. Eppure lo è diventato, anzi, con gli anni ho imparato a mangiare questa fagiolata soprattutto d’estate, quando fuori si muore di caldo! Certo, spesso al posto dei fagioli freschi dai tempi lunghi ho preferito dei fagioli in scatola per un pranzo più veloce. Il risultato finale non è poi così diverso!
E comunque con i fagioli già cotti ho velocizzato di non poco tutto il processo e con il caldo che fa mi sono risparmiata il tempo del fornello acceso in cucina.
Un piatto davvero… spartano, alla fine. Fagioli, pomodori e salvia. Che nemmeno si sente poi così tanto. Stavolta ho preso dei fagioli rossi per un piatto molto più colorato e dal sapore più deciso ma dalla consistenza delicata. La salvia è quella che sta strasbordando e che mi supplica di cambiarle vaso, che puntualmente mi scordo di comprare! Invece i pomodori sono dei datterino pazientemente spellati e ridotti in purea. 
E’ venuto fuori questo bel sugo denso e rosso carico, colore accentuato dai fagioli, che ho semplicemente cotto la mattina e lasciato raffreddare per gustarceli a pranzo.
Un piatto un po’ diverso ma sostanzioso per via di questi fagioli energetici e nutrienti, dal sapore un po’ etnico, infatti con gli avanzi non mi dispiacerebbe metterli con un po’ di carne trita in un bel burritos!
Questa idea di Nonna Papera è davvero sfiziosa, d’estate fredda e d’inverno calda si potrebbe gustare in tutte le stagioni!

Fagiolata spartana – Manuale di Nonna Papera


“Un posto a sé nella storia lo occupa senz’altro Sparta. Infatti, come sapete o saprete a suo tempo, gli spartani non erano certo tipi di carattere mite e abitudini tenere. L’educazione dei ragazzi, fin dalla primissima età, era curata direttamente dallo stato. E’ chiaro che, abituati fin da piccoli a un genere di vita… spartano, gli spartani da grandi conducevano una vita spartana. Niente monili, niente intrugli, niente fantasie: un brodetto nero a pranzo e a cena, quattro fagioli, due patate e via… al lavoro. Però, anche a Sparta, c’era chi tentava di dare un sapore “nuovo” ai piatti di tutti i giorni e trasformare i fagioli in… pietanza.”
1 kg di fagioli freschi
300 gr di pomodori
qualche foglia di salvia
uno spicchio di aglio (se piace) 
sale
olio

Lavate e mondate i pomodori (togliendo loro anche la buccia sottile) e, dopo averli tagliati a listarelle, metteteli in tegame con 3-4 cucchiai di olio. Fate rosolare con l’aglio e la salvia (se a vostro piacere decidete di metterli). Quindi aggiungete i fagioli, che avrete sgusciato e lavato, unite un bicchiere di acqua. Mettete il coperchio al tegame e fate cuocere a fiamma bassa per un’ora, rimestando di tanto in tanto con il solito cucchiaio di legno.

Beans spartan – Manual Grandma Duck 

“A place in history is occupied by Sparta. Spartans were not certain types of mild character. Raising children, from an early age, he was directly supervised by the state. It ‘clear that, accustomed since childhood to a kind of life spartan…, the Spartans by leading a spartan life great. no jewelry, no potions, no fantasies: a black soup for lunch and dinner, four beans, two potatoes and off to work. Yet, even in Sparta, there was those who tried to give a flavor “new” dishes every day and turn the beans in… dish. “
1 kg of fresh beans
300 grams of tomatoes
a few sage leaves
a clove of garlic (if you like)
salt
oil
Wash and clean the tomatoes (also removing their thin skin) and, after having cut them into strips and place in a pan with 3-4 tablespoons of oil. Sauté the garlic and sage (if you decide to put them at your leisure). Then add the beans, which you shelled and washed, add a glass of water. Put the lid on the saucepan and cook over low heat for one hour, stirring from time to time with the usual wooden spoon.

La merenda di Linneo – Manuale di Nonna Papera

E’ finita un’altra settimana e con questa mi sembra davvero che il tempo stia volando via troppo in fretta. Non so da voi ma qui siamo passati dal piumino alle mezze maniche nel giro di pochi giorni e mi ha sconvolto. Ridatemi la primavera, ridatemi le magliette a maniche lunghe e i giacchetti leggeri! Per carità, adoro l’estate, e come non potrei dato che porta anche il mio compleanno? Ma la cara e vecchia mezza stagione, quella dove ti vesti un po’ a strati perchè non sai mai se avrai troppo caldo o troppo freddo, quella delle sciarpette leggere leggere che servono quasi solo perchè sono belle da vedere sia al collo sia appese al manico della borsa quando tira quel vento così caldo che in un attimo ti sei mezza denudata. Ecco, mi manca quello. L’incertezza della mezza stagione e il suo sole che passa dal tiepido al caldo.
Per fortuna di certezze nella vita non mancano e quando si tratta di mettere piede in cucina o meglio, il naso fra i libri della cucina, c’è sempre il manuale che mi offre una ricetta consolatoria.
Queste polpettine di melanzane, che da piccola mai mi sarei mangiata a merenda a differenza di Linneo, sono invece un perfetto aperitivo o contorno sfizioso da proporre  tutti, senza limiti di età.
A Cecilia piacciono molto al forno, la mamma a dire il vero le preferisce fritte, ma in entrambi i casi non vi deluderà la loro consistenza. La panatura rende croccante l’esterno delle polpettine e il bello delle panature è che potete giocare con le spezie anche. Aggiungete timo e non ne resterete delusi! Addentata una polpettina resterete stupiti dall’interno: morbido e soffice, quasi impalpabile. La melanzana si scioglie in bocca e il cuore caldo e filante rendono tutto ancora più buono e…filante! Provare per credere!

La merenda di Linneo – Manuale di Nonna Papera

“Linneo, il grande naturalista svedese, fin da ragazzo si dedicò anima e corpo all’osservazione della natura. A questo grande studioso svedese Nonna Papera, commossa nel suo cuore agricolo, dedica una superba merenda a base di melanzane.


Ps: le melanzane, o petonciani, sono originarie dell’India.”


5 melanzane
50 gr di parmigiano grattugiato
1 uovo
mollica di pane
latte
pangrattato
olio 
50 gr di fontina

Fate lessare le melanzane in acqua bollente salata, scolatele bene e tritatele finissime. Mettere a bagno nel latte la mollica del pane e quando sarà ben ammorbidito impastate insieme i pezzetti di melanzana, la mollica, il parmigiano e l’uovo. Fate delle polpettine tonde, schiacciate, in mezzo a cui sistemerete un dadino di fontina, passatele nel pangrattato e friggetele nell’olio bollente. Presentatele e gustatele calde.

Linnaeus snack – Manual Grandma Duck 

“Linnaeus, the great Swedish naturalist, as a boy he devoted himself body and soul to the observation of nature. At this great scholar Swedish Grandma Duck, moved in his heart agricultural, devotes a superb snack of aubergine. 
Ps: eggplant are from India. “
5 eggplant 
50 grams of grated Parmesan cheese 
1 egg 
breadcrumbs 
milk 
bread crumbs 
oil 
50 grams of cheese 
Boil eggplant in salted boiling water, drain well and chop fine. Soak the breadcrumbs in the milk and when it is softened knead together the pieces of eggplant, crumbs, Parmesan cheese and egg. Make meatballs round, flattened, which will settle in the middle of a cube of fontina cheese, mash them in bread crumbs and fry in hot oil. Made to it and Taste them warm.

Sformato di melanzane vr dolore dei denti

La settimana scorsa mi sono levata due denti del giudizio che hanno deciso di venir fuori a quasi 32 anni! Avevo il terrore di togliermeli e invece è andata meglio del previsto. Fastidio si, tanto. Ma dolore poco e la guancia, che temevo diventasse più grande dalla pancia di doraemon, invece non si è minimamente gonfiata.
Per carità, ero anche bella imbottita di aulin e per tutto il primo giorno non ho fatto altro se non alternare 30 minuti di ghiaccio con 30 minuti di riposo. Però ha dato i suoi frutti e sono pronta per levarmi gli altri due a fine maggio. Che seccatura però, non facevano meglio a starsene buoni buoni dentro la gengiva a non infastidire nessuno? 
Per “colpa” loro ho seguito una dieta di soli liquidi per 3 giorni e vi giuro che non ce la facevo più! A poco è servito il regalo di mio marito, una centrifuga, perchè c’è poco da fare, a me piace masticare!! E non vi dico quanto mi è mancato farlo!
Dopo due giorni a fare centrifughe di qualsiasi cosa mi capitasse a tiro ho pensato di azzardare uno sformato al forno, ben stufato prima. E si è davvero rivelata una scelta vincente! 
Il tortino morbido di melanzane è stata una buona, soffice e gustosa parentesi nella mia dieta, peccato che è finito subito! La morbidezza non mi ha dato fastidio, non c’è quasi da masticare e la forchetta è solo l’illusione del boccone dato che potrebbe benissimo essere preso al cucchiaio! Ma la consistenza un po’ più pastosa, il buon sapore del cotto al forno unito a quei tocchetti di taleggio squagliato e alla crosticina quasi impalpabile che si forma sopra ne hanno fatto il piatto per eccellenza della mia convalescenza. 

Sformato di melanzane


2 melanzane 
pangrattato 
1 uovo 
origano
timo
50 gr di taleggio
parmigiano grattugiato 
olio evo 
sale 
pepe

Lavare le melanzane, tagliatele a pezzi la polpa e stufatela in una padella finché sarà morbida. 
Mettere la polpa di melanzane in una ciotola, aggiungere l’uovo, l’origano e il timo tritati, il pepe, un cucchiaio di pangrattato, il taleggio tagliato a tocchetti e amalgamare fino a ottenere un composto compatto.
Prendere una pirofila, cospargere il fondo di pangrattato, mettervi il composto di melanzane, livellare bene, cospargere con pangrattato e parmigiano grattugiato. Infornare a 180°C per 25 minuti.

Eggplant flan 

2 eggplants 
bread crumbs 
1 egg 
oregano 
thyme 
50 g taleggio 
grated Parmesan cheese 
extra virgin olive oil 
salt 
pepper 
Wash eggplant, cut into pieces and the pulp stufatela in a frying pan until it is soft. 
Put the eggplant pulp in a bowl, add the egg, oregano and chopped thyme, pepper, a tablespoon of breadcrumbs, taleggio cheese cut into small pieces and mix until the mixture is compact. 
Take a baking dish, sprinkle the bottom with bread crumbs, put the mixture of eggplant, good leveling, sprinkle with bread crumbs and Parmesan cheese. Bake at 180 ° C for 25 minutes.

Torta mongolfiera – Manuale di Nonna Papera

Siamo quasi arrivati alla fine di questo mese. E’ stato un mese impegnativo e considerando che mi aspetta un tour de force per questa domenica ancora non è finita qui!
Ma è stato anche un mese divertente con i due anni della piccola e le nostre gite fuori porta. Fra l’altro vi prometto al più presto un resoconto di Parigi, dei posticini che abbiamo scovato io e la mia bimba mentre il papà lavorava!
Ma oggi, fine della settimana, voglio proporvi un piatto semplice semplice che viene dalle pagine del nostro manuale. Mi stupisco ogni volta pensando a quante ricette sto scoprendo, certe le facevo solo con la fantasia, specie quelle salate. Pur essendo da sempre una che preferisce i salati ai dolci non so il perchè ma in cucina mi toccavano solo le torte. Devo dire che mi sono rifatta con il tempo, e la scoperta della maggioranza di ricette salate in questo manuale mi ha fatto riflettere.
Perchè facciamo impastare solo roba dolce ai bambini? Forse per la manipolazione? Perchè non ci fidiamo del tutto? Chissà.
Fatto sta che questo tortino l’abbiamo fatto a 4 mani e non sarà l’unico salato che replicherò con la mia bimba!

Torta mongolfiera – Manuale di Nonna Papera

“E sarebbe come dire un’ottima torta di patate! Ma piano: prima è opportuno dire qualche parola sull’avvenimento che farà puntare il naso di tutto il mondo in aria. ùil motivo c’è, poichè i fratelli Montgolfier hanno inventato l’aerostato.”

500 gr di patate
50 gr di burro
1 uovo
25 gr di parmigiano grattugiato
sale
noce moscata
2 cucchiai di pane grattugiato
50 gr di mozzarella o fontina

Lessate le patate, sbucciatele, passatele e rimettetele sul fuoco aggiungendo il burro e mescolando. Toglietele dal fuoco, unite il parmigiano grattugiato, l’uovo intero e la noce moscata. Ungete e impanate un recipiente di pirofila e metteteci metà dell’impasto: sopra mettete il formaggio tagliato a fettine e qualche fiocchetto di burro. Coprite col resto dell’impasto, lasciate la superficie e cospargete di pane grattugiato. La torta deve cuocere in forno caldo per 20 minuti e va mangiata ancora calda.
Ps: il primo volo in aerostato, con navicella, i fratello Montgolfier lo fecero fare a tre… animali: una pecora, un gallo e un’anitra.

Cake balloon – Manual Grandma Duck

“It would be like saying a great potato pie ! But plan : first it is appropriate to say a few words about the event that will point the nose of the whole world in the air. UIL is no reason , since the Montgolfier brothers invented the balloon . “
500 grams of potatoes
50 grams of butter
1 egg
25 grams of grated Parmesan cheese
salt
nutmeg
2 tablespoons of bread crumbs
50 grams of mozzarella or fontina
Boil the potatoes, peel, mash them and put them back on the heat and add the butter, stirring. Remove from the heat, add the grated Parmesan cheese, egg and nutmeg. Grease a bowl of breaded and pan and put half of the dough: Put the above sliced ​​cheese and some butter. Cover with the rest of the dough, let the surface and sprinkle with breadcrumbs. The cake is baked in a hot oven for 20 minutes and should be eaten while still hot.
Ps: the first balloon flight with spacecraft, the Montgolfier brother made ​​him do … three animals: sheep, rooster and duck.

Un mese impegnativo e una ricetta veloce

Iniziamo la settimana con una ricetta light per due motivi: il primo, ci vuole un qualche piatto che ci avvicina alla primavera, a quella voglia di profumo di fiori e cinguettii di uccellini; il secondo è che ho una settimana di fuoco, venerdì si festeggiano i due anni di Cecilia e ci sono stati un po’ di cambiamenti last minute che mi hanno un po’ scombussolato i piani.
La prima idea era quella di volarsene a Parigi (l’anno scorso Londra, ricordate?) poi una consegna improvvisa e anticipata di un lavoro di mio marito hanno fatto slittare il viaggio di qualche giorno. Ma è troppo tardi per organizzare la festa di Cecilia con così poco preavviso quindi cambio di programma e si va a trovare i nonni a Roma, per fortuna avendo un week end in cui incastrare il compleanno è tutto più semplice da organizzare. E poi i miei mettono su delle feste spettacolari in meno di 48 ore, ho ancora molto da imparare su quel fronte. Quindi partenza proprio il 14 per un venerdì sera a Roma, un sabato di feste fra parenti e amichetti e una domenica in giro per Roma. Si torna lunedì (o forse martedì, vediamo se riesco a convincere il marito) e poi di nuovo via, Parigi questa volta. Da giovedì 20 a martedì 25. Per i due anni “all’estero”. Una tradizione che abbiamo inzugurato l’anno scorso e che speriamo mantenere negli anni, magari facendo scegliere alla piccola quando tanto più piccola non sarà.
E la festa? Eh, la festa. La festa ci sarà, rimandata al 30 ma ci sarà. Probabilmente quello che mancherà sarà la mia presenza sul blog ma di questo non me ne farete una colpa spero ^^
Un bacio a tutti e buona settimana! La mia anzi, le mie prossime, saranno un po’ in giro!
Vi lascio con un contorno veloce da fare e da mangiare, delle zucchine dal gusto dolce e amaro che vi incanteranno!

 Zucchine al miele con olio di limone e timo

1 zucchina grande
timo
1 cucchiaino di miele
1/2 scalogno

 

Affettate le zucchine molto sottili e fatele saltare in padella con la cipolla e l’olio. Aggiungete 1/2 bicchiere di acqua e coperchiate. Quando l’acqua sarà evaporata quasi del tutto spolverizzate di timo e aggiungete il cucchiaino di miele girando velocemente.
Servire calde o fredde.

Zucchini with honey and lemon thyme oil

1 large zucchini
lemon oil vom fass
thyme
1 teaspoon of honey
1/2 shallot

 

Slice the zucchini very thin and sauté in a pan with the onion and oil. Add 1/2 cup of water and coperchiate. When the water has evaporated almost completely sprinkle of thyme and add a teaspoon of honey turning quickly.
Serve hot or cold.

Di paragoni fra genitori e ricordi

Ebbene lo ammetto, questa settimana mi sto facendo una serie di piatti che mi coccolano proprio. 
Fatta la prima, arrivo anche a farvi la seconda confessione: mio marito riesco a farlo abbonire su zuppe e piatti in cocotte soprattutto quando sto male quindi… ne ho decisamente approfittato!
Ok, mi sento meglio ora. Almeno voi sapete tutto. Cecilia anche, poi ne riparliamo su quando sarà un po’ più grandina e vediamo dalla parte chi chi starà. E’ femmina, quindi mio marito parte avvantaggiato. E poi anche io ho sempre avuto un debole per il mio papà. Però ora che sono “grande” ma soprattutto mamma, inizio a vedere con più chiarezza i motivi dietro questa scelta. Mio padre mi faceva fare tutto quello che volevo, mi portava in giro e al lavoro con lui l’estate. Qualsiasi cosa volessi non riusciva a dirmi di no. Con queste premesse è facile avere un favorito, no?
La mamma invece era quella che stava, come me anche lei ha lasciato il lavoro per dedicarsi a tempo pieno a me. Però era quella che dava le regole, i “no” venivano da lei. Ed era severa. 
Ora mi sto immedesimando in mia madre ogni giorno di più e capisco tante cose che all’epoca mi sfuggivano. Capisco la stanchezza a fine giornata quando proprio non ne puoi più di giocare e stare a quattro zampe. Capisco la rabbia e la delusione quando un piatto viene rifiutato. E penso al futuro, chissà Cecilia cosa pensa e cosa penserà di noi crescendo. Chissà.

Per ora mi godo la sua mammosità, e quando sono stanca spesso mi costringo a sforzarmi per fare quell’ultima corsa a carponi solo per vederla ridere e cercarmi. Non so quanto durerà la sua mammosità e se ci penso già mi manca.

Cocottine ripiene con peperoni e zucchine

2 peperoni
1/2 cipolla
1 zucchina
passata di pomodoro Mutti
sale
pepe
olio evo
1 albume

Tagliare a cubetti le verdure e irrorarle con olio e passata di pomodoro. Salare e pepare e disporre nelle cocottine.
Con la pasta sfoglia formare un coperchio e spennellarlo con l’albume. Cuocere per 20-25 minuti a 180°C.

Cocottine stuffed with zucchini and peppers

2 peppers
1/2 onion
1 zucchini
tomato sauce Mutti
salt
pepper
extra virgin olive oil
puff pastry
1 egg white

Dice the vegetables and sprinkle with olive oil and tomato sauce. Add salt and pepper and place in ramekins.
With the pastry to form a lid and brush with the egg white. Bake for 20-25 minutes at 180 ° C.

Contorno light

Oggi mi sono svegliata con l’idea di una giornata all’insegna delle verdure. Niente carne né pesce. Né uova né pasta. Solo verdure. E sarà una domenica all’insegna della leggerezza, senza lasagne o arrosti. 
Ogni tanto ci vuole, il vero problema sarà convincere mio marito che vorrebbe mangiare carne o pesce a pranzo e cena. Al contrario di me e Cecilia che siamo più pastasciuttare ^^
Comunque ho deciso. Il week end sarà così! 
Il “problema” è… cosa posso cucinare? Il pranzo è facile, mi basta fare una vellutata. Magari accompagnata da pane croccante ripassato nel burro (volevamo un pranzo leggero, no?) e qualcosa al forno per cena. Si ma cosa? Deve essere leggera ma anche sfiziosa, e poi ho voglia di patate.
Girovagando un po’ per il web ho trovato l’idea. Una prima sperimentazione che vi propongo qui oggi e direi che ho trovato una cosa per domenica sera. La abbinerò con le polpette patate e lenticchie, ancora non so se le polpette le friggo o le faccio al forno.
Che ne pensate? Avete suggerimenti per il dolce?

Terrina di verdure

3 carote
2 porri
1 spicchio d’aglio
1 mazzetto di timo
8 cucchiaia di olio extravergine d’oliva
sale
pepe
Pulite e spuntate le verdure, quindi affettatele. Tritate finemente l’aglio e mescolatelo in una ciotola con l’olio, il timo e una presa di sale.
Versate due cucchiai di olio nella terrina quindi sistemate dentro le verdure alternandole la varietà,
distribuite sopra il resto dell’olio e cuocete a 180° per 40/45 minuti.

Vegetable terrine

3 carrots
2 leeks
1 clove of garlic
1 sprig of thyme
8 tablespoons of extra virgin olive oil
salt
pepper
Clean and trim the vegetables, then slice. Finely chop the garlic and mix it in a bowl with the olive oil, thyme and a pinch of salt.
Pour two tablespoons of oil in the bowl and then placed inside the vegetables, alternating the varieties,
distributed over the remaining olive oil and bake at 180 degrees for 40/45 minutes.

Duchesse di zucca

In famiglia adoriamo le patate e le cucino sempre in modi diversi ma alla fine penso che la patata è buona anche solo lessa! E proprio mentre stavo condendo le patate lesse mi è venuta l’idea delle duchesse, che fa sempre mio suocero. Però, dato che era tardi per prepararle, mi sono messa a lessare anche la zucca perchè una malsana idea si era già impossessata di me!
A voi quindi l’ennesima ricetta con la zucca, e nemmeno l’ultima dato che mi sto esercitando per la festa. Che comunque non sarà tutta solo a base di zucca!!
Per ora vi lascio alla ricetta, un po’ più leggera di quella delle duchesse tradizionali perchè senza burro né uova, ma per chi volesse aggiungerli basta mettere il burro nel purè e le uova poi nell’impasto!

Duchesse di zucca

300 gr di zucca 
latte qb
parmigiano grattugiato qb
sale
pepe
Bollite la zucca, poi schiacciatela, unitela al grana e mettete il tutto in una pentola e procedete come un normale purè, deve rimanere un po’ denso quindi piano con il latte! Salate e lasciate raffreddare per poi trasferire il tutto in una sacca da pasticcere. Formate su una teglia rivestita di carta forno le classiche patate duchessa. Fate cuocere in forno finché non avranno fatto una crosticina leggermente dorata. Spolverizzatele con il pepe quando sono ancora calde.

Duchess pumpkins

2 pounds pumkins, peeled and cut into chunks
1/4 cup milk
Salt
1/2 teaspoon black pepper
Place pumkins in a medium to large pot and cover with a couple inches of cold water. Add a couple teaspoons of salt to the water. Bring to a simmer and cook until the pumkins are tender, about 20-25 minutes.
Preheat the oven to 425°.When the pumkins are cooked, drain in a colander and put the potatoes back in the pot set over low heat. Allow them to release steam for a minute or so. Add the black pepper, milk and continue mashing the pumkins  Once everything is incorporated, add salt to taste. Continue to mash until the mixture is smooth. Using a piping bag with a large star point, pipe the pumkins onto a cookie sheet. Bake in the 425°F oven until nicely browned, about 20 minutes.

Cipolle al forno

Girovagando per il web e nei vari blog di cucina mi sono accorta di una cosa… qui c’è gente che pensa al natale!!! Ma no, no, no! Così non va! Non si può pensare al natale adesso, c’è un’altra importantissima festa che è entrata finalmente nelle nostre vite! -e dico finalmente perché la mia prima volta da bambina a San Francisco ne rimasi folgorata- 
C’è Halloween!!! Mi raccomando, non potete metterlo in secondo piano! Una delle mie feste preferite, non so se l’avevate notato, e ci sto pensando da adesso! 
Mi giustifico che così penso anche al piacere, non solo al dovere del trasloco imminente, ma davvero il tempo stringe! 
Appena l’estate inizia a cedere il passo all’autunno mi rendo conto di quanto effettivamente manchi poco, quindi avanti con le idee e con i menù, con i costumi e con le decorazioni!
E ora non venitemi a dire che non vi ho messo voglia di organizzare una festa… da paura!

Cipolle al forno

2 cipolle medie
1 cucchiaio di timo
2 cucchiai di pangrattato
fiocchi di sale falksalt affumicato al peperoncino
pepe

Sbucciare e pulire le cipolle, poi bollirle per 7 minuti in abbondante acqua salata. Scolarle e tagliarle a metà.
Oliare una pirofila e disporre le cipolle, salare, pepare, coprire con abbondante timo e pangrattato. Per ultimo aggiungere l’olio. 

Infornare a 180°C per 60 minuti fino a che le cipolle saranno appassite e leggermente abbrustolite.
Poi per 10 minuti mettete il forno a 200°C in modalità grill. Così si abbrustoliranno per bene!

Baked onion

2 onions
1 tbsp thyme
2 tbsp breadcrumbs
extra virgin olive oil
salt
pepper
Preheat oven to 250 degrees F. Place onions into a baking dish with approximately 1 inch of water. Bake, uncovered, 2 hours or until onions are soft when you squeeze them.
Remove from oven and place onto a cutting board; pull back brown skins and cut them off at the roots. Transfer onto a serving platter and season each with salt, pepper, thyme, breadcrumbs and oil.

Pleurotus pastellati

Adoro i funghi, veramente ci vado matta. Così tanto che mia madre mi proponeva le melanzane chiamandole “a funghetto” quando ero piccola e non volevo mangiarle.
Ma i funghi che amo di più sono proprio loro, i pleurotus, che continuo a chiamare i plinius sia perchè il nome mi è ostico sia perchè li chiamo così da quando ero piccola, e mia mamma mi ha sempre capita al volo!
E poi fritta è buona anche l’aria, no?

Pleurotus pastellati

250gr di funghi pleurotus
pane grattato
2 uova
olio da frittura
Mondate i pleurotus, sciacquateli rapidamente ed asciugateli. In una scodella, sbattete le uova con una forchetta, passate i pleurotus nell’uovo e poi rivoltarli nel pan grattato.  Mettete l’olio in una padella per fritti in modo che arrivi a metà altezza. Quando è molto caldo immergetevi i pleurotus,  a gruppi di 5-6 per evitare che si attacchino fra loro, e lasciarli fino a che saranno ben dorati. Dopo averli tirati su, appoggiateli su un doppio foglio di carta da cucina, spolverateli di sale e servirli.

Pleurotus in batter

250g pleurotus mushrooms
breadcrumbs
2 eggs
oil for frying

Clean the Pleurotus, pass them in beated eggs and in bread crumbs. Put oil in a frying pan and fry mushrooms in groups of 5-6. Leave until they are golden brown. After being cooked, place them on a double sheet of kitchen paper, sprinkle with salt and serve.