Salvia – Salvia officinalis

salvia
La specie più nota, largamente usata in cucina, è la Salvia officinalis.

UN PO’ DI STORIA

Il nome Salvia deriva dalla parola latina “Salveo”, che significa guarire o salvare.
Era un’erba cerimoniale sacra dei romani e ai greci.
Teofrasto, saggio greco, la classifica come “herbe coronarica”, perché si pensava levasse le malattie.
Nel Medioevo veniva usata nel tè per curare raffreddori, febbre, mal di fegato, epilessia, perdita di memoria e molti altri disturbi comuni.
I primi coloni americani la consideravano essenziale, al pari di sale e pepe.

COLTIVAZIONE E CONSERVAZIONE

È una pianta a portamento cespuglioso, con fusto ramificato e foglie di colore grigio-verde, feltrose al tatto, hanno un colore verde-grigiastro e un odore caratteristico. I fiori sono di colore violetto e sbocciano in primavera.
Le foglie possono essere prese tutto l’anno se coperte con un panno contro il gelo invernale.

IMPIEGHI TERAPEUTICI

Prima e dopo i Romani, dagli Egizi alla farmacopea medioevale, la salvia fu sempre apprezzata in erboristeria.
Tra i principali effetti, ha efficacia antisettica ed è anche digestiva e calmante.
Può essere utilizzata per curare un’eccessiva sudorazione: si prepara un infuso e si praticano tamponamenti della zona da trattare.
E’ una pianta utile alle donne per alleviare le vampate della menopausa o per regolarizzare il ciclo mestruale. Ma se si sta allattando è controindicata.

IN CUCINA

Tra le centinaia di specie di salvia, solo una manciata sono utilizzate in cucina.
Si sposa bene con alimenti ricchi in sapore, come l’anatra, il pollame, la carne di maiale, le carni rosse.
Ottima con fagioli, melanzane, salse a base di pomodoro,
Indispensabile nei ripieni.
In Medio Oriente viene usata per aromatizzare l’arrosto di montone.
Meno comune è il suo impiego per i formaggi e le zuppe.
Non tutti sanno che i suoi fiori sono buoni nelle insalate o insieme alla frutta.
Volendo si può aggiungere cruda a un piatto di affettati condendola con aceto balsamico, pepe nero e limone.

CURIOSITÀ

Arabi e cinesi credevano che mangiare salvia fosse la chiave per avere una lunga vita.
Contiene un chetone complesso, il tujone, che può risultare tossico ad alte dosi.
E’ utile per protezione, guarigione e nella realizzazione dei desideri.
Per aumentare la conoscenza e saggezza.
Presso i Romani doveva essere raccolta con un rituale particolare, senza l’intervento di oggetti di ferro, in tunica bianca e con i piedi scalzi e ben lavati.
Era sacra agli dei Zeus e Giove.
Secondo la tradizione medievale, tutto quello che dovete fare per diventare immortale è prenderne un po’ ogni giorno, soprattutto nel mese di maggio.
I rospi ne sono attratti.
Gli zingari la utilizzano per scurire i capelli grigi.
Gli olandesi nel 17° secolo barattarono la salvia per il tè con i cinesi.

RICETTE

risotto alla zucca con taleggio e salvia
torta rustica autunnale
ravioli neri ripieni di salmone al burro e salvia
minestra asciutta di fagioli, funghi e speck
fagiolata spartana