Basilico – Ocimum basilicum

basilico
Il basilico (Ocimum basilicum) è una pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, normalmente coltivata come pianta aromatica.
Originario dell’India, è utilizzato tipicamente nella cucina italiana per via del marcato profumo delle sue foglie.
Vi sono numerose varietà di basilico con foglie dalla forma e dimensione differente: queste piante in genere mantengono il profumo caratteristico aggiungendo una componente in più, speziata o fruttata a seconda della varietà.

Il nome deriva dal latino medievale basilicum, con origine dal greco basilikon (phyton) (“pianta regale, maestosa”), da basileus “re”.
L’etimologia è incerta: alcune interpretazioni ritengono sia così chiamato perché usato per produrre profumi per il re, o in riferimento all’utilizzo sacro delle antiche popolazioni Hindu, oppure per l’importanza “regale” conferita alla pianta.

UN PO’ DI STORIA

Il basilico si diffuse dal Medio Oriente in Antica Grecia e in Italia dai tempi di Alessandro Magno, intorno al 350 a.C.. Solo dal XVI secolo iniziò a essere coltivato anche in Inghilterra e, con le prime spedizioni migratorie, nelle Americhe.
Nella storia esso non si è distinto tanto come alimento quanto come elemento nelle superstizioni diffuse tra le popolazioni dell’Asia, del Medio Oriente e del Mediterraneo.
Nel medioevo, la pianta era utilizzata per guarire le ferite ed era un ingrediente dell’acqua vulneraria, usata un tempo per applicazioni esterne.

COLTIVAZIONE E CONSERVAZIONE

Il basilico cresce bene quando il sole è abbondante e la temperatura tra i 20 °C e 25 °C. Gradisce annaffiature frequenti, ma con un suolo ben drenato.
Il periodo di fioritura è tra giugno e settembre. Le piante devono essere regolarmente cimate per consentire una crescita rigogliosa e per allungare il ciclo di vita, che termina con la produzione dei semi.
Per asciugare le foglie basta appenderle alla luce solare diretta e poi conservarle in contenitori ermetici in un luogo fresco. Tuttavia, essiccato dovrebbe essere evitato perché perde in fretta il colore, il sapore e le sostanze nutritive.
Le foglie possono essere congelate tritandole grossolanamente e mettendole nelle vaschette del ghiaccio ricoperte di acqua.

IMPIEGHI TERAPEUTICI

Il basilico è una delle erbe più amate per una buona ragione: migliora l’appetito ed è un disinfettante naturale.
Come pianta medicinale, le foglie e le sommità fiorite vengono utilizzate per preparare infusi ad azione sedativa, antispastica delle vie digerenti, stomachica e diuretica, antimicrobica, antinfiammatoria. Il basilico è utilizzato anche contro l’indigestione e come vermifugo. Come collutorio è indicato contro le infiammazioni del cavo orale. L’olio è utilizzato per massaggiare le parti del corpo dolenti o colpite da reumatismi. Il tè è ottimo per l’irritabilità nervosa e per la digestione.
Il Tulsi, come è noto in Hindu, è utilizzato nella medicina ayurvedica per il comune raffreddore , mal di testa , disturbi di stomaco, infiammazioni, malattie cardiache e varie forme di avvelenamento.

IN CUCINA

Qualunque sia la delizia culinaria si sta progettando, la raffica di profumo che emana il basilico fresco ha una capacità quasi magica per farti sentire felice.
Il basilico deve essere utilizzato fresco e aggiunto alle pietanze all’ultimo momento. Lo si può pestare in un mortaio per rompere le cellule che contengono l’olio essenziale, liberandone l’aroma.
Il basilico è difficile da abbinare ad altre erbe aromatiche.
Si usa per le insalate, con pomodori maturi, le zucchine, l’aglio, i frutti di mare, il pesce, le uova strapazzate, il pollo, il coniglio, l’anatra, le insalate di riso, le zuppe, la pasta e per le salse di pomodoro.
Nella cucina asiatica si usa frequentemente nelle zuppe, nel pollo fritto o per insaporire latte e creme.
Il suo olio essenziale è utilizzato per la preparazione di profumi e liquori.

CURIOSITÀ

E’ afrodisiaco, dona fascino e prestigio, accentua volontà ed l’energia fisica. Una vecchia usanza stregonica, raccomanda di raccogliere il basilico sempre con la mano sinistra.
Era sacro ai Greci, e alle donne non era permesso di prenderlo.
Il nome è stato probabilmente confuso con quello del basilisco, la creatura mitologica greca descritta come un serpente dal veleno letale, col potere di uccidere con lo sguardo. Il basilico ne sarebbe stato l’antidoto.
Schiacciare le foglie e strofinarle sulla pelle come rimedio per le punture degli insetti.
Per rimuovere una verruca, strofinare le foglie di basilico e coprire con una benda.
Tra gli antichi egizi e i greci, il basilico conservò una simbologia legata alla morte: ritenuto di buon auspicio per l’aldilà, si usava per le imbalsamature. I cinesi e gli arabi ne conoscevano le proprietà medicinali, mentre i crociati ne riempivano le navi per cacciare insetti e cattivi odori.
Ai tempi di antichi Greci e Romani, il basilico era considerato un simbolo diabolico, di sfortuna e di odio. Plinio il Vecchio attribuiva alla pianta capacità di generare stati di torpore e pazzia e secondo Crisippo poteva essere dannoso per lo stomaco e per il fegato. Una leggenda africana sostiene, inoltre, che il basilico protegga dagli scorpioni.
Nelle miniature di alcuni manoscritti, il basilico è il simbolo dell’odio e di Satana.
Il folklore ebraico suggerisce invece che dia forza durante il digiuno.
Lisabetta da Messina, eroina del Decamerone di Boccaccio, seppellì la testa del suo amante in un vaso di basilico.

RICETTE

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