Coriandolo – Coriandrum sativum

Il coriandolo (coriandrum sativum), è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Apiaceae conosciuto anche con il nome di prezzemolo cinese o quello spagnolo cilantro. Appartiene alla stessa famiglia del cumino, dell’aneto, del finocchio e del prezzemolo.
Dalle foglie decisamente simili proprio al prezzemolo, si caratterizza per fiori bianchi con disposizione a ombrello, mentre i frutti sono dei dicheni fortemente aromatici. Del coriandolo sono utilizzate sia le foglie, più piccanti e apprezzate soprattutto in Oriente (per questo è conosciuto anche come prezzemolo cinese), che i frutti, granelli simili al pepe, gialli e dal sapore dolciastro che ricorda i limoni. Questi ultimi, spesso chiamati impropriamente semi del coriandolo, sono invece gli unici utilizzati agli scopi di cura.

Un po’ di storia

Coriandrum è una parola latina citata da Plinio, che ha le sue radici nella parola greca corys o korios (cimice) seguita dal suffisso -ander (somigliante), in riferimento alla supposta somiglianza dell’odore emanato dai frutti acerbi o dalla pianta spremendo o sfregando le foglie.
Nelle civiltà mediterranee trovò impiego fin nell’antichità come pianta aromatica e medicinale; in alcune tombe egizie viene raffigurato come offerta rituale.
Il suo utilizzo da parte dei Micenei è attestato nelle tavolette in lineare B, dove appare definito già come “ko-ri-a-ndo-no”.I Romani lo usarono moltissimo ed Apicio ne fa la base di un condimento chiamato appunto “Coriandratum”.

Coltivazione e conservazione

Le foglie tenere possono venire raccolte, a seconda delle necessità, a partire da un mese dopo la semina.Quando il fogliame tende al giallo è il momento di raccogliere i semi: tagliare estirpando la pianta e essiccare in mazzetti per alcuni giorni al sole, quindi battere per ottenere i semi. Tenere da parte i semi più grossi per la semina dell’anno prossimo.
I frutti del coriandolo si conservano in recipienti di vetro con chiusura ermetica lontano dalla luce e dall’umidità; si dovrebbero conservare interi e macinare al momento dell’utilizzo, poiché se conservati in polvere, l’aroma si disperde molto facilmente.

Impieghi terapeutici

Nell’ambito dei rimedi naturali del coriandolo si utilizzano i frutti ben maturi. Tali frutti sono ricchi di olio essenziale a base di linalolo, alcoli, aldeidi e terpeni, ma anche di flavonoidi e steroli. Queste componenti esprimono un ottimo potere antispasmodico, utile per controllare i movimenti involontari della muscolatura liscia dell’intestino, ma anche qualità favorenti della digestione e di tutte le problematiche connesse allo stomaco.
Inoltre il suo effetto stimolante attenua il senso di fatica e lo rende un buon tonico per l’attività cerebrale e per il sistema nervoso.
Il coriandolo ha inoltre un effetto fungicida e antibatterico.
In Sri Lanka le popolazioni tamil utilizzano i frutti per la preparazione di un decotto che, dolcificato con il miele, si assume per alleviare la tosse.

In cucina

Numerosissimi sono gli impieghi culinari del coriandolo.
Questa spezia si presta molto bene a insaporire zuppe e minestre, legumi, carne, pesce e verdure, in particolar modo cavoli e crauti.
I semi interi sono indicati nella preparazione di sottaceti e salami, mentre macinati sono perfetti per insaporire carne, pesce e insaccati.
Degli accostamenti con altre spezie da provare sono quello con timo e pepe per dare un tocco esotico al riso bollito e quello con la noce moscate per insaporire il purè di patate.
Macinati, i semi di coriandolo costituiscono uno degli ingredienti del curry e del garam masala.
Le foglie, in Oriente, sono utilizzate al posto del prezzemolo, per aromatizzare insalate e zuppe.
A Tenerife si usa nel Mojo Verde (salsa).
Nell’Africa Meridionale vengono inseriti nel boerewors.
In passato, in Italia, lo si trovava nella mortadella e come aroma per liquori e digestivi. Nella città di Monte San Biagio e in alcuni paesi sulla costa Ionica della Basilicata il seme di coriandolo viene usato per condire l’impasto della salsiccia.<
Le radici vengono utilizzate in particolare nella cucina thailandese per preparare un condimento di base insieme ad aglio e pepe.
In Marocco è usato nelle marinate e nei ripieni di carne.
In Egitto viene abbinato ai fagioli.
Nell’Europa centrale i semi di coriandolo insaporiscono la cacciagione, i sottaceti e le salamoie, le verdure e i funghi.
Nei Balcani è una spezia molo apprezzata per insaporire il pane, la frutta e alcuni dolci.

Curiosità

Il coriandolo era molto conosciuto in antichità e secondo Plinio il Vecchio, mettendo alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino al levar del sole, si poteva far sparire il mal di testa e prevenire la febbre.Quando si semina il coriandolo è bene sapere che può influenzare la crescita delle piante vicine: ad esempio il finocchio soffre se coltivato accanto al coriandolo mentre l’anice ne trae vigore.
Per lo sgradevole odore che emana fino al periodo della maturazione dei frutti, simile a quello delle cimici, la pianta del coriandolo è conosciuta anche come erba cimicina.
Nel XV secolo durante i festeggiamenti si lanciavano confetti che spesso consistevano in semi di coriandolo glassati, nel tempo questi dolcetti di zucchero si sono trasformati in un secondo momento in pallottoline di gesso, fino a diventare i dischetti di carta che conosciamo oggi e che hanno mantenuto il nome della spezia che hanno sostituito.
Questa spezia versatile e gustosa veniva indicata come afrodisiaco già in età classica.

Ricette

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