Le 7 marmellate di Enrico VIII – Pesche

Oggi è il compleanno della mia cuginetta. Che tanto più piccola non è ma che è sempre stata la “piccola di casa” quindi mi sono abituata a vederla così e probabilmente la vedrò “piccola” anche da vecchietta!
Tanto la considero “piccola” che se sto insieme a lei e mia figlia inevitabilmente chiamo l’una con il nome dell’altra! E questo succede anche se sto al telefono con mia zia (la madre!). Che cosa buffa!
Ma per festeggiare questa piccola grande donna ho pensato bene di preparare un piatto dal manuale. E non un piatto qualunque ovviamente!
Dovete sapere che fino a qualche anno fa mia cugina faceva ancora colazione a latte e nesquik. Più pan di stelle ovviamente. Ora va bene tutto, anche la colazione abitudinaria, ma aveva compiuto 20 anni ed era arrivato il momento di assaggiare sapori nuovi a colazione! Quindi le portai una marmellata dolce dolce, di pesche, e un panbauletto appena comprato dal fornaio (eh si, non l’avevo fatto io ma all’epoca nemmeno sapevo accendere il forno!).
Che dire, con il pane tostato e quella marmellata sono riuscita, almeno per un giorno a farle fare una colazione diversa!
Proprio per questo questa estate mi sono conservata delle pesche succosissime, insieme ad altra frutta che non vi sto ora a svelare, proprio per regalargliele per il suo compleanno.
Non le pesche, ovviamente la marmellata!
E dove trovare la ricetta se non nel manuale sul quale tanto fantasticavamo da bambine? 

Le 7 marmellate di Enrico VIII – Pesche

“Enrico VIII, vissuto fra il 1491 e il 1547, oltre che il pallino delle mogli (una alla volta, ne sposò infatti ben sei) aveva anche il pallino delle marmellate. Ogni moglie, da Caterina d’Aragona ad Anna Bolena, a Jane Seymour, ad Anna di Cleve, a Catherine Howard, a Catherine Parr, sembra portasse in dote addirittura intere collezioni di barattoli. Per farne che cosa? Per riporvi le confetture che avrebbe confezionato per mister Enrico. Però… eh, però, eccoci al punto: le mogli, conoscendo il punto debole dell’illustre futuro sposo, si esercitavano durante il fidanzamento a preparare marmellate. Così che Caterina fu insuperabile nella marmellata di pere; lo stesso dicasi di Anna per quella di ciliegie… Ma nessuna pensò alle susine Claudia, il frutto preferito dall’Enrico. Fu così che il tapino, esaurite le mogli, fu costretto a prepararsi la marmellata da sé. Si fa tanto per ridere, è chiaro: infatti a Enrico VIII si deve l’inizio dell’espansionismo inglese, grazie alla cura da lui posta nella formazione della marina.”

700 gr di zucchero
1 kg di pesche

La marmellata si prepara facendo bollire, e cuocere logicamente, insieme una certa quantità di frutta e zucchero per un po’ di tempo. La frutta deve essere scrupolosamente lavata, asciugata, snocciolata e sbucciata. Appena la frutta candidata a diventare marmellata leva il bollore, dovete abbassare al minimo la fiamma e continuare a mescolare dolcemente e con una certa frequenza. Per la mescolatura sarà meglio usare un cucchiaio di legno. Alla fine della cottura togliete la schiuma con l’apposito mestolo. Come farete ad accorgervi se effettivamente la marmellata è cotta? Semplicemente così: mettetene una goccia su un piattino. Se questa goccia non scorre neppure a piattino inclinato, allora la marmellata è cotta!
Fate raffreddare del tutto la marmellata, versatela in vasetti di vetro, pulitissimi e asciutti.

7 jams of Henry VIII – Peaches

“Henry VIII, who lived between 1491 and 1547, as well as the ball of the wives (one at a time, in fact he married as many as six) also had the ball jams. Each wife, Catherine of Aragon for Anne Boleyn, Jane Seymour, Anne of Cleve, Catherine Howard, Catherine Parr, seems to bring a dowry even entire collections of cans. to make what? for storing jams that would have packed for Mr. Henry. though … eh, however, we are to the point: the wives, knowing the weak point of the illustrious future bridegroom, were drilled during the engagement to prepare jams. way that Catherine was unsurpassed in pear jam and the same goes to Anna for that cherry … But no thought Claudia, plums, the favorite fruit dall’Enrico. was thus that the wretched, exhausted wives, was forced to prepare the jam itself. ago is just for laughs, it is clear: in fact Henry VIII was responsible for the beginning of ‘English expansionism, thanks to the care he had given to the formation of the navy. “
700 grams of sugar 
1 kg of peaches

The jam is prepared by boiling, and cook logically, together with a certain amount of fruit and sugar for a bit ‘of time. The fruit should be carefully washed, dried, pitted and peeled. As soon as the candidate to become fruit jam lever to the boil, you have to turn down the heat and continue to stir gently and with some frequency. For the mixing will be better to use a wooden spoon. At the end of the cooking time, remove the foam with a special spoon. How are you going to actually recognize if the jam is cooked? Simply this: place one drop on a saucer. If this drop is not flowing even a saucer tilted, then the jam is cooked! 
Let cool completely jam, pour into glass jars, squeaky clean and dry.

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