Stiftskeller

Oggi torno a Innsbruck per parlarti di questo ristorante-trattoria-birreria che ho trovato in centro.
Lo stile rispecchia i canoni classici: legno ovunque, banconi, grandi tavolate, un mega candelabro e un’atmosfera tipica da birreria del nord, cioè tanto chiasso, tanta gente e birra da tutte le parti!
Il servizio è stato molto veloce, cosa sempre molto apprezzata, e nonostante il gran macello nel nostro tavolo riuscivo perfettamente a sentire Cecilia e Federico. E pensare che ci avevano messi al tavolone insieme a una decina di adolescenti! E invece hanno fatto sì macello, ma neanche troppo a dire il vero!
A parte questa cosa buffa dei tavoloni condivisi il luogo l’ho trovato molto piacevole.
Grande attenzione per i bambini, Cecilia è stata servita per prima, mi hanno portato l’acqua per la piccola senza nemmeno averla chiesta, e tante piccole accortezze che mi sono piaciute.
Per quanto riguarda il cibo l’unica pecca è stato il sale. Le cose sono due però: o qui sono abituati a mangiare salato, o hanno il “piede pesante” sul sale e nessuno si è mai lamentato. Fatto sta che, come se non bastasse quello nelle pietanze, a tavola ti portano anche una ciotolina con il sale. Della serie” ma anche no, grazie”.

Questa è l’atmosfera che si respira. Non dimentichiamoci che ci sono stata sotto Natale quindi era tutto decorato con ghirlande!
Il piatto di Cecilia: wurstel e patatine! Un classico, peccato per il ketchup che sinceramente a una bambina di tre anni non l’avrei messo!
Il piatto dei Federico: selezione di wurstel e bretzel. La pecca di questo piatto è che non aveva contorno. Peccato, due patatine ci sarebbero state bene!
La mia scelta: patata con speck. Devo dire che questa è stata una piacevole scoperta! Niente di più semplice ma davvero saporita!

Stiftskeller
Stiftgasse 1
6020 Innsbruck
www.stiftskeller.eu

Goldenes dachl

La mia rubrica “Appunti di viaggio” è pronta a lasciare la bellissima Parigi per immergerci nell’austriaca Innsbruck, città che abbiamo visitato per un week end lungo in occasione del compleanno di mio marito, poco prima natale.
La cittadina è una bomboniera, peccato che non c’era la neve ma con il calo che ha fatto questo inverno non speravamo di trovarla.
I ristoranti girati non sono stati molti dato il breve soggiorno, comunque tutti fotografati, alcuni meglio e alcuni peggio, lo ammetto!
Questo è il primo, siamo arrivati per cena ad Innsbruck, mezzi morti di fame questo era l’unico che aveva posto nella sala non fumatori (eh si, ad Innsbruck si fuma anche nei ristoranti). Io non ho mangiato molto bene però marito e figlia si, e alla fine non siamo stati nemmeno male. La nota più negativa era la pochissima luce all’interno, se non fosse stato per la lampada sopra il tavolo non si sapeva nemmeno cosa c’era nei piatti!

 

Vi lascio alle portate che abbiamo ordinato, i menù erano solo in tedesco e il cameriere parlava un italiano e un inglese un po’ “a gesti” ma alla fine ci ha convinto a prendere queste cose sulla base di quello che gli dicevamo.

Per me: SPECKKNÖDELSUPPE
Che altro non erano se non canederli in brodo. Ma dovrei dire canederlo, dato che ce ne era solo uno!!! E poi il brodo, la cosa più salata che io abbia mai assaggiato, ho passato la serata e parte della notte attaccata all’acqua!
Per mio marito: GEMISCHTES SAURES
Che altri non era che un piatto misto, forse dovevo seguirlo nella scelta, fatto sta che il suo comprendeva gli spatzle, carne di manzo, salsa ai mirtilli rossi e panna acida.
Nell’insieme molto buono.
Per Cecilia: HÜHNERSUPPE
E’ arrivata per ultima con tutto che ci eravamo raccomandati dato che aveva molta fame, inoltre era bollente quindi povera ha anche dovuto aspettare! Avevo il terrore il brodo fosse salato come il mio mentre il suo era normale, per fortuna!!! Ed è stata spazzolata, non so se per fame o per bontà ^^

goldenes dachl
Anichstraße 12/1 | 6020 Innsbruck

Heureux Comme Alexandre

Oggi vi porto nell’ultimo ristorante di Parigi che mi ha davvero colpita: Heureux Comme Alexandre.
Qui potete scegliere uno tra tre menù:
– Bourguignonne: una pentola di olio caldo in cui infilare pezzi di carne (il tutto da insaporire con salsine grassissime di ogni tipo; da evitare per chi fa diete..)
– Savoyarde: fonduta di formaggio
– Pierrade: una pietra calda su cui cuocere i pezzi di carne
Ovviamente con tutte le varianti del caso per ogni menù. La prima è una fonduta di carne e si può scegliere di un solo tipo o mista. La seconda è la classica di formaggio, con varianti di funghi. E la terza è la carne alla piastra, le cui varianti comprendono i vari tipi di carne o la mista.
Noi eravamo in tre adulti e una bambina e… ci siamo presi la Savoyarde classica e la Pierrade mista. Di seguito le foto.

L’interno è accogliente, in stile retrò e pieno zeppo di quadri!
Noi siamo stati messi vicino la vetrata dell’ingresso, mentre più avanti il locale era pieno di specchi.
I camerieri sono stati molto gentili e anche pazienti considerando che c’era una bambina hanno dato subito la precedenza al nostro tavolo.
Questo quello che è arrivato dopo una decina di minuti dall’ordine! Non sapevamo da dove iniziare!!
Savoyarde: fonduta di formaggio. Accompagnata anche dalle patate al forno.
Pierrade: canre alla piastra. Accompagnata da una grande varietà di verdure crude da cuocere insieme e da tanto sale per la piastra e salsine per condire la carne.

24 Rue De La Parcheminerie,
75005 Parigi

Gai Moulin Bistro

Buona settimana a tutti! 

Per il mese di novembre ho deciso di riprendere in mano le mie rubriche del lunedì, che si fermeranno di nuovo a dicembre in vista del Natale.
Ti riporto a Parigi, nelle ultime mete gastronomiche che ho visitato e che voglio condividere con te.
Oggi si va da “Gai Moulin Bistro” un posticino dietro nel quartiere Le Marais. Tipico locale parigino, molto accogliente e intimo. Il personale gentilissimo appena seduti ci ha detto che la precedenza l’avrebbe avuta Cecilia su tutta la linea! Infatti l’anno davvero coccolata, le hanno portato giochini, colori e la sua pasta era una pasta baby, di quelle che si cuociono in pochissimo tempo. E dato come vengono di solito guardati male i bambini nei ristoranti parigini queste attenzioni mi hanno davvero fatto piacere.
E’ vero che il piatto di Cecilia non l’ho fotografato… ma alla fine la pasta era al pomodoro, più semplice di così!
Ma torniamo ai piatti principali… il menù non ha vasta scelta, però ci sono piatti sfiziosi e a prezzi modici. E cosa abbiamo preso?
Tanto per cominciare una specialità francese che ancora non avevo provato!

Ebbene si, anche se molti storceranno la bocca eccole qui, in tutta la loro bontà: le escargots de Bougogne! 
Buone, saporite anche se… caspita quanto aglio!!!
Poi mio marito ha preso “Magret de Canard aux Pêches” cioè l’anatra in salsa di pesche. 
L’ho assaggiata anche io e devo dire che era davvero molto buona, saporita ma delicata.
La cosa buffa è che i contorni non ci sono scritti sul menù, quando lo chiedi danno per scontato tu sappia che ogni piatto è accompagnato da un contorno scelto ad hoc dallo chef. Ovvio, no?!
Io invece ho preso il “Plat du Jour”, ovvero il piatto del giorno, dato che lo avevano servito a tutto il tavolo accanto al nostro e aveva un profumino (e un aspetto) davvero invitante! 
Ed era il pasticcio di carne d’oca che vedete qui sopra. Il cameriere mi ha ripetuto il nome un paio di volte ma sinceramente non l’ho proprio capito!!
E il mio contorno sapete cos’era? Quell’insalata che si intravede nella foto!

Gai Moulin Bistro
10 Rue Saint-Merri, 75004 Parigi

Le George

Un bel mese di pausa mi ci voleva per ricaricare le batterie. Un mese di nulla. Niente vacanze per noi perchè mio marito, lavorando con l’estero, ha ferie in periodi diversi. Però un week end a Roma dai miei e un salto a Berna a sentire suonare, in un festival da strada, mio cugino, ce lo siamo concesso. 

Io per contro ho messo mano a quei milioni di progetti scartando i più e mettendo ordine nei miei pensieri, ho ripreso a lavorare ai ferri come non facevo dalla gravidanza e sono carica e pronta a ripartire con il blog.
Si ricomincia come sempre, piano piano iniziamo la settimana con il lunedì di rubriche e la chiudiamo con il venerdì di Nonna Papera. Non cambia nulla dopo questa pausa, forse mi sono un po’ impigrita in questo mese lontano dal blog e la voglia di scattare ogni piatto è un po’ scemata, ma basta riprendere il via, giusto?
Quindi, per non perdere le abitudini e i ricordi del viaggio a Parigi, vi porto anche questo lunedì alla scoperta di un ristorantino francese davvero niente male.
Qui non avete da andare a cercarlo fra vicoli o con la cartina sotto il naso, basterà chiedere le indicazioni per il centre pompidou. 

Atmosfera chic e moderna, camerieri gentilissimi e premurosi nei confronti di mia figlia, ogni tanto le portavano qualche panino salato nell’attesa che arrivasse la sua pasta!
Il ristorante è all’ultimo piano, i divanetti un po’ scomodi ma fanno scena, peccato non aver potuto mangiare all’aperto ma faceva troppo freddo però è tutto vetrato e sì, la vista è bellissima!

Non abbiamo voluto esagerare per quanto riguarda le portate, a cena ci aspettavano e ci avevano detto esplicitamente di “mangiare leggero”. Per Cecilia quindi abbiamo preso una pasta al sugo che, stranamente, non era scotta. La prima pasta parigina che si è mangiata con gusto aggiungerei!
Io ho preso un’omelette con funghi. Buona ma niente di speciale (tranne il prezzo forse!).
Federico invece si è preso un hamburger. Buonissimo, a detta sua, ma un po’ piccolo per i suoi (nostri) gusti. 
Era tutto in altezza sì, ma la dimensione davvero mignon. 
E infatti non contento, si è saziato solo con il dolce.
E questo tortino di cioccolato e croccante forse è valso tutto il pranzo. Buono, leggero e delicato.
La prossima volta verrei in questo ristorante per un the pomeridiano solo per farmi tentare dai loro dolci. 

19, rue Beaubourg (Centre Georges Pompidou), 75001 Parigi

Creperie Broceliande

La domenica a Parigi è una tragedia! Tutto (o quasi) chiuso!
Avete visto un posticino carino per comprare un souvenir? Chiuso.
Avete visto la vetrina di quel negozio e volete entrare? Chiuso.
Avete visto il bar dei vostri sogni? Chiuso.

E quel ristorante all’angolo? Chiuso.
Ok, allora la creperie! Chiusa. 
No, aspetta ce n’è un’altra un po’ più lontana. Aperta!!! 
E se a tutto questo aggiungete delle salite allucinanti con il passeggino a seguito che deve spingere per forza la mamma altrimenti i pianti e le urla si fanno così forti da impedirti di chiacchierare, ecco. Il quadro è completo.
La domenica non è da Parigi. Nè da passeggini, ma questa è un’altra storia. E comunque dopo Parigi abbiamo parcheggiato il nostro bel passeggino. Basta, a 2 anni si è grandi, si cammina! A saperlo prima si camminava anche per Parigi!
Comunque dopo aver girato dalla mattina per trovare tutti i posti che volevamo chiusi ecco che ci appare quasi un miraggio nel tardo pomeriggio un posto aperto! Ok, ci è andata bene anche a pranzo, lo ammetto, ma lì avevamo l’amica parigina che sapeva dove portarci!
Il pomeriggio invece abbiamo camminato tantissimo con un altro nostro amico per scoprire altri posti chiusi, ma per fortuna, a un passo dal “lasciamo perdere” la fortuna ci è venuta incontro. 
Non era la creperie che volevamo, ma è stata una piacevole scoperta!

Io ho optato per un gusto semplicissimo, al miele. Leggera e croccante, nonostante la grandezza me ne sarei mangiata volentieri un’altra. Ma… meglio tenersi per la cena, ho pensato!
Mio marito non ha pensato alla cena e si è buttato su una all’arancia con fondente e Cointreau! Ma lo dovevate vedere a cena come ha accusato il colpo!! 
La sua era buonissima, quel cioccolato amarissimo e chi ama il fondente sa di cosa parlo!
Il nostro amico invece ha scelto una semplice all’arancia. Anche lui molto soddisfatto della scelta! 

Considerazioni finali:

Le crepes davvero buone, su questo non c’è che dire, un po’ a desiderare l’interno, come vedi: tanta luce fuori e così cupo dentro. L’arredamento pesante e scuro, le tende tiratissime e una luce così fioca che ho fatto davvero fatica a fare le foto. La cameriera poi non era così felice di vedermi con la macchinetta fotografica in mano!
Però tutto sommato… ci tornerei!

Creperie Broceliande

15 rue des Trois Freres 

75018 Parigi

Le tarte e i dolci di “le loir dans la théière”

Eccoci di ritorno con la rubrica dei viaggi! stavolta vi porto in un posticino un po’ nascosto ma molto conosciuto!
L’idea di venire qui è stata una brillante decisione presa da un mio amico che ho ritrovato a Parigi. Dico ritrovato perchè dopo aver studiato insieme 5 anni all’università ci eravamo del tutto persi di vista e grazie a facebook qualche anno fa ci siamo rimessi in contatto e quando ho visto che si era trasferito a Parigi potevo non incontrarlo?! Certo che no! Quindi questo locale è stato il nostro appuntamento! Lui, che già conosceva mio marito dato che all’università ero già con lui, ha però conosciuto la mia bimba! E dopo qualche momento di imbarazzo di Cecilia, anche lei ha subito capito che l’amico di mamma era davvero simpatico. Qualche scatto di “selfie con bambina” che ci ha fatto morire a tutti mentre aspettavamo le ordinazioni e sembrava che il tempo fosse tornato indietro!
Ma a parte la compagnia perfetta, lui e il suo compagno non vedo l’ora di rivederli, magari qui a Milano, anche il locale era carinissimo! Una fila un po’ lunga dato che non accettano prenotazioni, e il fatto che eravamo in tanti non ci ha aiutato ad entrare velocemente ma poi… per pura fortuna abbiamo preso il tavolo più bello! Tondo, con tante poltroncine comode e vicino il murales che vedete poco sotto!
Poi sul tavolo c’erano dei cubetti marroncini e io, distratta forse dal caos del locale e dalla felicità del mio amico ritrovato, ho iniziato a darli a Cecilia. Al terzo chiedo cosa sono e… erano zollette di zucchero! Ho dopato mia figlia praticamente!
A parte questo ecco un bel giro turistico dentro “le loir dans la théière”. 

Il locale è più grande di quello che sembra da fuori, solo che dentro si sta molto attaccati, ci sono tantissimi tavoli e un gran via vai di gente.
Chiaramente ispirato ad “alice nel paese delle meraviglie”, dentro ci accoglie un murales che corre per tutta la parete di fondo. Accanto ad esso il menù, su lavagna!
Cosa potevo ordinare se non una “tarte salee champignon cheddar”! Buonissima! Valeva tutta l’attesa, il cameriere che ci guardava male e gli zuccherini sul tavolo!
Mio marito invece è andato su una “tarte salee potiron bleu d’auvergne”. Buonissima anche la sua ma io non l’ho assaggiata dato che gorgonzola e simili proprio non mi piacciono!
Il via vai della gente è giustificato da un enorme banco dei dolci! Da far venire il diabete solo a guardarlo! Ce ne è per tutti i tipi, nella foto non rende perchè dei dolci erano anche sollevati su alzatine ma con tutta la gente sono riuscita a fare solo questo scatto!

Questa si che è una meringa al limone!!! Ma dopo questa non ti alzi più da tavola!

C’erano anche degli abbinamenti meno conosciuti, come questa al mango!

Solo verso la fine del pranzo mi sono accorta di un buffo assortimento vintage proprio sopra il banco dei dolci… guarda un po’!

le loir dans la théière
3 Rue des Rosiers
75004 Paris

Pierre Hermé e il suo croissant Ispahan

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti! Oggi vi porto con me nel posto che più mi ha indotto in tentazione, cui mai ho provato a resistere, invano. 
Parlo di Pierre Hermé, un nome una leggenda, che mi ha stupito sia per la bontà dei macarons (non me ne voglia Ladurée ma preferisco questi!) sia per la scoperta del famoso croissat Ispahan.
Ero scettica, come sempre del resto, ma come l’ho visto non ho avuto più dubbi nella scelta. Dovevo provarlo. Ed era l’ultimo, non puoi capire quanto ho tenuto incrociate le dita finchè non è toccato a noi!
La pecca del posto è solo una: niente posti a sedere né bevande. E’ una boutique. Vende e basta. 
Poi scappi a gustare le prelibatezze da qualche altra parte, magari nella vicina Place Saint-Sulpice. 

Inoltre è molto piccola, bancone da un lato con tutti i dolci freddi e uno scaffale dall’altro con i dolci da forno, confetture e cioccolate in vendita.
Il mio rimpianto è stato lo scoprire che era finita la Confiture Ispahan di Christine Ferber realizzata appositamente per Hermé. Non so se proverò mai a rifarla e per me rimarrà impressa a fuoco come la migliore confettura mai provata in vita mia!
Tornando a questa meraviglia dolce, nata dall’unione del croissant classico di Pierre Hermé, con la confettura di lampone, rosa e litchi. Ma non è finita qui perchè il dolce è completato da una pioggia di praline alla rosa e una glassa delicatissima. 
Il nome non riuscirò mai a dirlo bene, ma poco male, tanto i francesi ti correggono su qualsiasi parola!

I macarons invece ce li siamo gustati la sera stessa in albergo, dopo una giornata a camminare direi che è stata la golosa parentesi che ci ha fatto chiudere in bellezza! 

I loro macarons sono davvero buoni, meno dolci di quelli di Ladurée.
Il mio preferito, quello alla rosa, ha una meringa profumata alla rosa, leggerissima e fragrante, mentre la ganache è davvero soffice e leggermente aromatizzata. 

Pierre Hermé

72, rue Bonaparte 
Paris

Che viaggio francese sarebbe stato senza soufflé?

Buongiorno a tutti!
Non so come state ma a me questo repentino cambiamento climatico mi ha messo ko!
Sono raffreddata, con un mal di gola che non vi dico e inchiodata a casa da ieri! Che cosa brutta.
Però non demordo, dopo essermi impasticcata per bene mi sono fatta una full immersion nelle foto alla ricerca degli scatti in questo ristorante. Pochi ma buoni, ma vediamo di raccontarvi la mia esperienza nel fantastico mondo dei soufflé dal principio.
Questo ristorante era uno dei più raccomandati e, complice anche la posizione, molto centrale, è quasi d’obbligo un assaggio ai loro soufflé.
Se non siete amanti del formaggio o di queste nuvole commestibili, perchè la sensazione che mi hanno dato era proprio questa, ecco, lasciate perdere. Qui è tutto un soufflé. Dal nome al dolce. Iniziando dall’antipasto.

Un mini soufflé con patatine di accompagnamento. Prosciutto nell’impasto e una sofficità unica.
A fine soufflé pensavo di essere già piena. 
Pensavo.
Ecco il piatto principale. Peccato che non se ne capiscono le dimensioni perchè era enorme!! Comunque per il piatto forte ho optato per un soufflé ai funghi servito con salsa al pollo. E nella salsa, molto densa, c’erano questi bocconcini di pollo che creavano un bellissimo contrasto con la morbidezza del soufflé.
E per il dolce non ci siamo lasciati sfuggire questo soufflé alla banana con cioccolato bianco. 
Ecco, fra le portate devo dire che il dolce è stato l’unico a entusiasmarmi poco.
Comunque dopo averli assaggiato mi sono detta di dover rifare un “giorno soufflé” perchè è stata davvero un’esperienza fuori dal normale mangiare dall’antipasto al dolce solo soufflé!
Siamo usciti dal ristorante quasi rotolando e con le tasche un bel po’ alleggerite. 
Semmai ci dovessi riandare niente dolce per me grazie!

36 rue Mont Thabor
75001 Paris

Il mistero dei choux di Odette

Inizio di nuovo la settimana con uno scorcio parigino.
Penso proprio che vi accompagneranno per qualche mese questi miei appunti di viaggio, abbiate pazienza!
Questo piccolo bar era vicinissimo al nostro albergo e l’avevo notato già dal taxi. La fortuna volle che la nostra prima colazione fosse stata ad un orario un po’ più tardi del solito dato che… apre alle 10! Anzi, mi correggo, quasi tutti i posti un po’ sfiziosi dove fare colazione che non siano i soliti bar aprono alle 10! E spesso anche più tardi. Ci eravamo lasciati un bar carinissimo pieno di croissant (e solo croissant!) per l’ultimo giorno ma alle 10 ancora non aveva aperto e il nostro taxi arrivava alle 10:30. Dopo 10 minuti abbiamo dovuto ripiegare su un altro e se ci penso mi viene ancora il nervoso e l’amarezza per non aver assaggiato quelle prelibatezze.
Vabbè, chiusa parentesi oraria, torniamo a Odette. Già il nome mi evocava un posto magico e incantato, quei sgabellini fuori poi invitavano alla pausa caffè e dolcetto più di qualsiasi altra cosa nei dintorni.

Fuori ha iniziato ha piovere e con mio sommo dispiacere siamo dovuti entrare. La vedete la finestra con i gerani al primo piano? Ecco, noi eravamo seduti lì. La mia tristezza di non poter mangiare su quei bellissimi sgabellini di fuori è mutata in un attimo quando mi sono affacciata dalla finestra.

Guardate un po’!

Eh si, è proprio la cattedrale di Notre Dame. Che bellissima sorpresa, venivo da una strada parallela e davvero non mi ero accorta di essere così vicina. E meno male, ho avuto la mia sopresa!
Una pecca del locale: non volevano foto. La ragazza che serviva mi ha fatto cancellare una appena fatta all’entrata e ci sono rimasta malissimo.
Ma pensate che questo poteva fermarmi? Ovviamente no!

Per mia fortuna il primo piano, a cui si accedeva da una ripida scaletta a chiocciola piena di specchi, mi ha permesso uno scatto al bancone e alle sue dolcezze proibite. Certo, non è la stessa cosa ma almeno rende l’idea!

L’interno del locale invece era in uno stile decisamente a contrasto con il nome, a parer mio che mi aspettavo una cosa più eterea, ma molto parigino e pulitissimo.
Sono rimasta colpita dallo sviluppo in verticale di questo piccolo bar.
Al piano terra c’è posto solo per il bancone e il primo piano per i tavolini. Il secondo invece era chiuso e sospetto una sorta di dispensa dato quello che riflettevano gli specchi prima che la porta venisse chiusa dalla cameriera.
Certo, la carta alle pareti e gli specchi alle scale non fanno proprio pensare a un bar ^^
Ma quando sono arrivate le dolcezze che aspettavamo non abbiamo più pensato a nulla.
Questa è la porzione mia e di mio marito. Quella di Cecilia come è stata appoggiata è stata presa d’assalto da una piccola affamata che è stata più veloce di me. Peccato perchè il suo dolcino era rosa! 
Allora. Per il caffè niente, non c’è verso. Se volete un ristretto, un espresso o un qualcosa che non sia annacquato semplicemente non ordinatelo. Non lo sanno fare, non c’è verso.
A mio marito è andato meglio. Il cappuccino era un po’ chiaro ma bevibile.

I dolcetti invece buonissimi! Ricordavano i nostri bignè ma non hanno niente a che vedere con loro. Sono pieni di crema all’interno, aromatizzata a seconda del gusto, come la glassa sopra, in ordine noi abbiamo preso: cioccolato, vaniglia, pistacchio e cedro.
Ma la pasta è molto diversa. E poi è leggermente scura pur non avendo degli aromi particolari al loro interno. O se c’erano… io non me ne sono accorta! Molto più compatti dei nostri bignè, ma il ripieno dentro è lo stesso. Il guscio rimane il mio mistero.
Si chiamano “choux” e se qualcuno va a Parigi e capita da Odette… chiedo aiuto per risolvere il mio questito!

Odette
77 Rue Galande
75005 Paris