Avocado ripieno: ricetta di Venere

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E’ arrivata la primavera da un po’ sul calendario ma qui solo adesso le temperature diventano così miti da farmi pensare alla mia attività preferita che si inizia a fare proprio in primavera: i picnic!!
Invece la tua attività primaverile preferita qual’è?

Adoro i picnic, mi piace mangiare all’aria aperta, mi piace sporcarmi le mani e ho un debole per le organizzazioni. Quindi il mio amore verso i picnic è incondizionato!
Sarà per quello che Cecilia me lo ha regalato alla prima festa della mamma? Anzi, diciamola tutta dato che lei aveva un mese e mezzo quindi il merito va più al padre che alla figlia stavolta 😉
Il mio lo hai visto mille volte nei miei scatti, è un cesto di vimini, per quattro persone e, benché all’inizio ero incredula, devo dire che entra tutto per il picnic perfetto! Se proprio volessi trovargli una pecca… non c’è lo spazio per le bottiglie. Ecco, l’ho detto.
Ma ciò non mina il mio amore per il cesto o per i picnic in generale.

Spesso faccio picnic tematici, una volta solo panini, un’altra solo insalate in barattolo… è una sfida per me stessa e per chi mi accompagna. Anche se per lo più andiamo fuori porta solo noi quattro. E in quel caso è molto più semplice organizzare il tutto!

La cosa che porto sempre con me è la protezione solare. Per me e le bimbe. Per mio marito no e non perché sono cattiva, ma perché tanto non se la mette. Ci combatto da anni, ormai ho rinunciato.
Certo, non vedo l’ora di andare in Nuova Zelanda dove è costretto a mettersela. Lì il sole fa male, e anche tanto. E’ la cosa che più mi spaventa e, avendo avuto un tumore, come sento di “pericoli”, tremo. Per me e per chi amo.

Comunque ora parliamo di cose più allegre 😉

Il tema del mio prossimo picnic sarà strano: Avocado. L’ho deciso mentre cucinavo questa pietanza.
Avocado. Si può fare!
Un vegetale governato da Venere. In antichità l’avocado era mangiato per aumentare il desiderio sessuale. Gli Aztechi lo mangiavano per diventare appassionati amanti.
Oggi lo troviamo come ingrediente in cosmetica sotto forma di olio, per promuovere la bellezza fisica. E se si tratta di bellezza, sempre Venere è, giusto? Quindi io direi proprio che bisogna mangiarne in quantità 😉

La ricetta di oggi ancora non so come farla entrare nel cestino. Di certo freddi e in contenitori. Chissà se mi entrano nelle vaschette di alluminio?
Comunque sono sempre un po’ scettica sulle ricette americane e questa è un’americanata pazzesca! Il mio primo esperimento di avocado al forno è stato questo, un’americanata direttamente dalla mia infanzia.
L’avocado cotto perde un po’ del suo sapore, ma rimane molto morbido e molto semplice da prendere, pensa che abbiamo mangiato il tutto con il cucchiaino!
Il mix di erbette che ho scelto si sposano bene con l’avocado e sull’uovo poi ci stanno benissimo. Sono una fan di uovo+erba cipollina quindi non potevo ometterla!
Che aggiungere… entrerà nelle ricette super proteiche da fare più spesso 😉
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Avocado ripieno al forno

1/2 avocado maturo a testa
1 uovo a testa
olio evo
mix di erbette: io ho messo pepe nero, erba cipollina e origano più un cucchiaino di semi di chia!

Preriscalda il forno a 180°C.
Scava l’avocado e rompi l’uovo nella “buca”.
Aggiungi il mix di erbette, un filo d’olio e cuoci in forno per 25-30 minuti.
Falli raffreddare un po’ prima di servirli.
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Pancakes con salmone, ricotta, avocado e aneto

Capelli. Io ho un serio problema con i miei capelli.
Quando sono nata ero pelatissima e sono rimasta una bella palla da biliardo per qualche mese. Poi è venuta la crosta lattea e poi, alla fine, i tanto sospirati capelli.
Capelli senza forma che hanno continuato a fare come gli pareva per anni.
Da brava figlia degli anni 80 ho portato la frangetta, che mi è stata sempre spuntata da mia madre manco fosse Edward mani di forbice. Anzi, magari, almeno sarebbe stata dritta.
E poi l’odiato caschetto. Io volevo i capelli lunghi, il mio ideale era Ariel, tanto per farti capire, eppure uscivo dal parrucchiere “formato Biancaneve”. E non avevo i capelli lisci, quindi il caschetto al secondo lavaggio era una bomba esplosa in testa. Motivo per cui a Cecilia ancora non le ho mai tagliato i capelli veramente. Spuntati si, ma di poco.
Vogliamo poi parlare delle tinte? Volevo i capelli rossi, che fra Ariel e Willow non ti dico quanto ho desiderato i capelli rossi. Ma no, ero un’adolescente con la mania del fai-da-te le tinte in casa e il massimo che ho ottenuto sono stati capelli che solo sotto un sole accecante avevano dei riflessi ramati. Che poi devo ancora capire se erano le mie amiche a dirmelo o se ciò accadeva veramente. Fatto sta che la prima volta che mio padre mi porta dal parrucchiere perchè non ne poteva più di tinte fai-da-te esco bionda. E bionda sono stata per anni. Perchè non rossa? Me lo chiedo ancora.
Per fortuna è arrivata l’università. Pochissimo tempo da dedicare e me stessa e la ricrescita che è avanzata così tanto da convincermi a tornare al mio castano. Che poi alla fine tanto male non era.
E castana sono tutt’ora. Ho avuto un breve amore per l’hennè, che il rosso come passione non mi ha mai abbandonata, ma il tempo è sempre poco, quindi mi tengo il mio colore naturale aspettando il giorno in cui possa vantare una chioma bianco neve, anche se di capelli bianchi non se ne vede ancora uno.
Ricapitolando i capelli per me sono amore-odio. Amo la lunghezza che hanno raggiunto adesso, i miei capelli che arrivano al sedere e che posso legare in una treccia laterale, che amo da prima che diventasse una moda (grazie Elsa per farmi sembrare una bambina) e che mi risolvono il problema di gestione del capello sciolto.
Ma la lunghezza ha i suoi contro: l’asciugatura e lo spazzolamento. Per l’asciugatura amen, con due pupe metto il phon a stecca e via, in un quarto d’ora la chioma è asciutta. Per la spazzola ho forse risolto con un regalo di natale da parte di mia mamma. Un mese che la uso e ancora non ho tirato giù i santi per i capelli spezzati. Incrocio le dita.
Tutto questo post sui capelli perché ho letto da poco che uno dei mille usi dell’avocado è proprio come maschera dei capelli (non mi credi? Guarda qui!). Buffo, ma preferisco mangiarlo.
E stavolta ho provato a fare dei pancakes salati. E’ stato il nostro brunch della domenica e ha riscosso molto successo.
L’impasto è il classico, leggermente salato, la crema di ricorra e avocado si sposa benissimo con il salmone e mette d’accordo grandi e piccini.
A parte che per far prima ho usato una padella più grande e l’effetto non è proprio da “pila di pancakes”, posso dire che saranno un piatto che farò più volte!
E ora veniamo a te, raccontami i tuoi di capelli!

Pancakes con salmone, ricotta, avocado e aneto

375 gr di farina 00
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto
375 ml di latte
3 uova
150 gr di ricotta
1/2 avocado
150 gr di salmone affumicato
aneto
burro
sale
pepe

 

In un piatto metti l’avocado e schiaccialo con la forchetta. Unisci la ricotta e mescola velocemente.
In una ciotola metti la farina, unisci le uova sbattute, un po’ di sale e pepe e, mescolando con una frusta, aggiungi il latte.
Lascia riposare la pastella coperta con della pellicola per 20 minuti poi aggiungi la miscela di bicarbonato e aceto e versa 2 cucchiaiate in un tegamino antiaderente caldo, unto di burro.
Fai cuocere il pancake per un minuto, giralo e fallo dorare dall’altro lato per un altro minuto.
Ripeti le stesse operazioni con la rimanente pastella.
Distribuisci su ognuno la ricotta, qualche fettina di salmone e cospargi con aneto.

Tortilla de patatas – la biblioteca

Maggio è iniziato e io vi porto subito dentro un libo dalla mia biblioteca. Ma non un libro qualsiasi, uno spagnolo che mi fu regalato da mia cognata per il mio compleanno quando ero incinta di Cecilia.
Mi sembrava logico iniziare maggio con questo libro dato che a breve nascerà quest’altra “patatina”.
E niente di meglio di una tortilla da una ricetta originale spagnola e così ricca (e semplice) che me ne sto mangiando a palate!
A dire il vero sono tentata anche di fare una serata a “tortillas” ma mio marito non ama le frittate tanto quanto le amo io quindi per ora rimando ancora un po’ aspettando che Cecilia ne mangi più di una fetta! Per fortuna almeno a lei piacciono. E speriamo anche a quest’altra bimba ^^
Ma torniamo alla nostra tortilla… buona sia calda sia fredda, soffice e piena zeppa di patate! Molto diversa da quella che facevo di solito, su ricetta di nonna papera, e devo dire che questa mi piace di più se dovessi scegliere. Io consiglio di provarle entrambe così da poterle confrontare meglio.
Le dosi della ricetta sono per 8 persone, io le ho dimezzate ed è venuta la tortilla che vedete in foto. Uno spicchio a Cecilia, uno al marito e il resto me lo sono spazzolato io. Però se dovessi dirla tutta, forse è l’appetito da gravidanza che parla 😉

 

Aspetto che nasce questa piccola per vedere la giusta dose!

Tortilla de patatas

450 gr di patate tagliate a dadini
425 ml di olio
2 cipolle
2 uova grandi
sale
pepe
prezzemolo

 

Mondare e tagliare le cipolle.
Scaldare metà olio e versarci, una volta caldo, le patate e la cipolla, facendo cuocere per 5 minuti. Spegnere e metterle in una ciotola a intiepidire.
In una ciotola a parte sbattere le uova con il sale. Unire le patate e le cipolle.
In una padella riscaldare il rimanente olio e versare il composto abbassando la fiamma. Cuocete per 10 minuti, coprendo con un coperchio, girare la tortilla e cuocere per altri 10 minuti.
Servire calda o fredda.

Tortilla de patatas

450 grams of diced potatoes
425 ml of oil
2 onions
2 large eggs
goes up
pepper
parsley

 

Peel and chop the onions.
Heat half of oil and pour, once hot, the potatoes and the onion, and cook for 5 minutes. Turn off and put them in a bowl to cool.
In a separate bowl beat the eggs with the salt. Add the potatoes and onions.
In a frying pan heat the remaining oil and pour the mixture by lowering the flame. Bake for 10 minutes, covering with a lid, turn the tortilla and cook for another 10 minutes.
Serve hot or cold.

La tortilla di Castiglia – Manuale di Nonna Papera

Siamo arrivati (quasi) a fine maggio e chiudo il mese con un’ultima ricetta per la via dei sapori
Questo mese la Spagna mi ha particolarmente ispirata!!
Un’altra delle pietanze che ho amato dei miei viaggi in Spagna è stata la tortilla e la sua capacità di trovarla ovunque!
Nei bar c’era ampia scelta dei bocadillos con la tortilla de patatas, la maggior parte delle tapas, antipasti diffusi in Spagna, aveva almeno tre piattoni di tortilla tagliate in rettangolini, e infine mi sono imbattuta in una “tortilla brava” che aveva una salsa piccante, la stessa delle patate bravas, piccante e a base di pomodoro e pimenton.
Quindi se penso alla Spagna in ordine -di miei gusti personali- mi vengono in mente: paella, churros e… tortilla!
E la tortilla alla fine altro non è che non una frittatona di patate. E come mi sono meravigliata di trovarne una versione anche nel manuale! A dire il vero ho mandato subito una foto a Serena per informarla della scoperta! Ma come potevo lasciarmi sfuggire questa occasione? E, dato che maggio era quasi finito, mi sono messa al volo a pelare le patate e il risultato lo vedete qui sotto!
Con la special guest di Nonna Papera in 20 minuti avevo la mia tortilla di patate! Soffice, morbida e spumosa. A dire il vero non ho proprio schiacciato tutte-tutte le patate un po’ perchè mi piace la consistenza della patata solida un po’ perchè nei miei ricordi le tortillas avevo i pezzi di patate, non il purè!
E’ stato amore a primo assaggio anche per Cecilia e le ho anche raccontato di come la mamma ne mangiava un bel po’ quando è andata in Spagna a trovare la zia con il pancione! 

La tortilla di Castiglia – Manuale di Nonna Papera

“Sapete com’è, ragazzi, quando si tortilla! Tortilla oggi, tortilla domani e ti ritrovi fra capo e collo una frittata come se niente fosse. Non così però dovette pensarla Isabella regina di Castiglia il giorno in cui, trovandosi fra le mani l’uovo di Colombo, anzichè farsi una frittata si fece una risata. Isabella però aveva anche il senso degli affari e così, soffocate le risa, prestò al Cristoforo genovese le famose caravelle affinchè gli scoprisse qualcosa… indifferentemente, le Indie o l’America. E poichè le caravelle da sole stentavano a navigare, fece uscire con atto magnanimo dalle carceri avventurieri, ladri e malandrini della peggior specie e li spedì, loro nolenti, a scoprire!”
5 uova
4 patate
2 cipolle
olio 
sale
pepe

Tagliare le patate (sbucciate!) a pezzettini e le cipolle  rotelline, e soffriggete il tutto in abbondandissimo olio. Mentre cuocciono, schiacciate bene con la forchetta patate e cipolle, in modo da ottenere una specie di purè. Sbattete in una fondina le uova con il sale (se non l’avete fatto, ricordatevi adesso di salare e pepare la verdura!), versate nella padella e fate dorare la frittata dalle due parti: dovrebbe essere alta circa due dita. Per ottenere una cottura perfetta, usate una padella di ferro e voltate la tortilla usando un piatto unto.
Ps: ehi, ppt, ragazzi! Vi chiedessero a bruciapelo quale delle tre caravelle era l’ammiraglia di Colombo, sapreste rispondere? Sì? non importa, ve ne diciamo lo stesso il nome: Santa Maria.

The tortilla of Castile – Manual Grandma Duck

“Queen Isabella of Castile to the day when, lying in his hands the egg of Columbus, rather than make an omelet she laughed. Isabella, however, also had the business acumen and lent it to Christopher caravels for the discovered something. and … as the caravels themselves found it hard to navigate, he released from prison adventurers, thieves and robbers and sent them, them not, to find out! “
5 eggs
4 potatoes
2 onions
oil
salt
pepper

Cut the potatoes into small pieces and onions too, and fry everything in olive oil. While cooking, mashed well with a fork potatoes and onions, so you get a kind of mashed potatoes. Beat the eggs in a bowl with the salt, pour in the pan and brown the frittata by both parties: it should be about two fingers high. To get a perfect cooking, use an iron skillet and turn the tortilla using a plate greased.
Ps: hey , ppt , guys! You were asked which of the three ships was the flagship of Columbus, can you answer ? Yes? does not matter, let’s say there the same name: Santa Maria.

Quiches funghi e tartufi

Sapete quando avete una ricetta in testa che proprio non ce la fate a pensare ad altro? E finisce che ne assaporate il sapore ancor prima di averla assaggiata e che ne anticipate l’odore prima che esca dal forno? Sapete di cosa parlo vero, di quella sensazione che solo un piatto amato e ricercato può dare.
E oggi vi racconto questa sensazione, nata dalla mia prima quiche assaggiata in Francia anni (e anni) fa al compleanno di mia mamma, quando ero ancora una bambina. Una quiche che mi ha fatto amare i tartufi così, a primo assaggio. Una quiche che partiva un po’ avvantaggiata per via dei funghi ma che solo l’aroma di tartufo e la sofficità dell’impasto potevano esaltare così.
Una quiche che ieri, per il compleanno della mia mamma, ho voluto replicare. 
I ricordi magari mi ingannano un po’ e si sa, con gli anni diventano dei miti difficili da replicare, ma quando l’ho assaggiata non ho potuto fare a meno di tornare a quel tavolo a cui arrivavo solo perchè avevo un paio di elenchi del telefono sotto il sedere!

Quiches funghi e tartufi

2 uova
200 ml di panna
noce moscata
sale
pepe
2 funghi pleurotus medi
Pulite e tagliate i funghi. Saltateli in padella per circa 5 minuti con un filo d’olio.
In una ciotola mescolate panna, uova, un pizzico di noce moscata e i funghi scolati. Salate, pepate e grattugiate il tartufo nel composto.
Versatelo in pirottini di media grandezza (o in due teglie piccole) e cuocete a forno caldo a 180° per 30 minuti.

Quiches mushrooms and truffles

2 eggs
200 ml of cream
nutmeg
oil
salt
pepper
Oyster mushrooms 2 medium
black truffle
Clean and cut the mushrooms. Toss in the pan for 5 minutes with a drop of oil.
In a bowl, mix cream, eggs, a pinch of nutmeg and mushrooms. Add salt, pepper and grated truffles in the compound.
Pour into cups of medium size (or two smaller pans) and bake in preheated oven at 180 degrees for 30 minutes.

Omelette con avocado

Avocado. Ma non si poteva scegliere un’altra parola per questo frutto? Perchè è d’obbligo poi sentirci i giochi di parole sopra. Che dopo un po’ stufano pure.
Sarà che in questo periodo sono davvero nera con gli avvocati, non posso proprio sentirli nominare! Quindi mentre scrivevo il titolo e il correttore automatico mi metteva “omelette con avvocato” mi è davvero salito il nervoso! Fra l’atro, avocado è italiano, ma chi diamine li controlla questi correttori automatici?
Vabbè, merita un discorso a parte quello dei correttori e degli errori che mi fanno fare. Spesso è colpa loro, lo giuro! 
Tornando a parlare di avvocati, di quelli che non ne posso più, metto in primis il mio ex padrone di casa, che da più di un mese mi deve ridare indietro la caparra, seguito a ruota dal nostro avvocato di famiglia che non vuole nemmeno scrivergli una lettera perchè è una perdita di tempo!
Ma si può!!! Guai a chi mi parla di avvocati adesso, sono troppo su di giri e stavolta ho tutte le ragioni del mondo, non credete?

Ok, basta parlare di avvocati, parliamo di avocadi. Ho scoperto da poco una nuova passione: l’avocado cotto! E ve lo propongo in omelette, davvero squisito.

Omelette con avocado

un avocado a fette
4 uova
taleggio
burro
sale
pepe

Tagliate l’avocado a fette e lasciatelo da parte. Sbattete le uova, salate e pepate.
Fate fondere il burro in una padella antiaderente, trasferitevi le uova e cuocete una frittata a fuoco basso, prima da una parte e poi dall’altra. Dopo averla girata adagiate le fette di avocado e di taleggio e chiudetela a metà. 
Trasferite in un piatto da portata e servite.

Avocado omelette

2 eggs, separated
1/4 cup Dairy Whip Whipped Cream
10g butter
25g (1/4 cup) grated cheddar
1/2 small avocado, sliced
Fresh coriander, finely chopped

Use an electric beater to beat egg whites until firm peaks form.
Whisk egg yolks and Dairy Whip Whipped Cream in a medium bowl. Gently fold the egg white into the egg yolk mixture until well combined.
Preheat a grill on high. Melt butter in a 17cm omelette pan or small non-stick frying pan over medium heat. Pour the egg mixture into pan and cook for 2-3 minutes or until the underside is golden. Place the pan under grill and cook for 2 minutes or until omelette is golden and the centre is slightly soft.
Spoon cheddar, avocado and coriander over half of omelette and fold over remaining half to enclose filling. Season with salt and pepper to serve.

Asparagi in cocotte

Ieri è stata una giornata tranquilla come il resto della settimana fino alle 18, ora in cui la pupa di casa ha deciso di scalare la sedia dello studio. 
E’ proprio vero, nei due minuti che vai in bagno succede di tutto! Accosto la porta del bagno e vedo Ceci che entra nello studio “poco male, ha lì la metà dei suoi giocattoli” penso. Mi giro, faccio due passi e sento il botto e l’urlo. Penso di essermi teletrasportata perchè già ho il cecio in braccio e, dopo essermi accertata che stesse bene noto delle cose: sedia spostata, libri e tastiera a terra e qualche goccia di sangue. Ok, lo ammetto, mi si è gelato il sangue per qualche secondo prima di procedere alla “scansione di Cecilia”. 
Per fortuna niente di grave, un taglio sul polpastrello, subito medicato e incerottato. E lei si è tolta il cerotto quindi incerottato di nuovo, poi di nuovo e poi ho finito i cerotti e le ho messo quello spray! 
Insomma… ieri ho finito la giornata con la prima medicazione, per fortuna piccolissima, della mia bambina. E ho pensato che fra qualche anno me la dovrò vedere con ginocchia sbucciate e chissà quale altra cosa considerando la vivacità di questa piccola. 
Di certo non ha preso da me questo lato selvaggio, è tutta il padre. Da me ha preso la coccolosità e… la testardaggine!!

Asparagi in cocotte

250 gr di asparagi

4 uova
1 scalogno
olio evo dante
panna
parmigiano grattugiato
pepe
Preriscaldare il forno a 180°C.  
Pulire e mettere a bollire gli asparagi. Quando sono pronti tagliarli a pezzi molto piccoli lasciando intere solo le punte.
In una ciotola mescolare le uova con la panna, il parmigiano e lo scalogno tagliato molto sottile, salare, pepare, aggiungere per ultimo gli asparagi.
Dividere il composto nelle due cocotte e adagiare le punte degli asparagi a guarnizione. Grattugiare altro parmigiano sopra e un goccino di olio. Infornare per 20 minuti.

Asparagus in cocotte

9 oz asparagus
4 eggs
1 shallot
extra virgin olive oil dante
heavy cream
grated parmesan cheese
pepper

Preheat oven to 350° F.
Cook the asparagus in the boiling water for 1 minute then cut the asparagus on the bias into 1/8-inch slices. 
In a bowl mix the eggs with the heavy cream, Parmesan cheese and finely chopped shallot. Add the asparagus and season to taste with salt and pepper. 
Divide the asparagus mixture in cocotte and garnish with the asparagus tips. Sprinkle with Parmesan cheese and oil. Set the pot in oven and bake for 20 minutes.

Cocottine con uova e topinambur

Oggi si inforna. Ieri ho messo a rinfrescare la pasta madre e quindi oggi si inforna. Però io odio lo spreco, anche quello elettrico anzi, se qui ci fosse mio marito direbbe soprattutto quello, penso non ne possa più di sentirmi dire “la luce, spegni la luce quando esci dalle stanze”! Ma se in tutti questi anni ancora non ha imparato io che posso farci?
Ok, chiusa parentesi familiare, riprendiamo a infornare.
Quindi, aspettando che il forno arrivi a temperatura mentre io preparo ancha da mangiare a Cecilia sapete che faccio? Un antipasto. Che tanto si dovrà freddare quindi sfruttando il forno che si scalda ancora un po’ per il pane ho il tempo per dare da mangiare a Cecilia, finita la sua cena si può infornare il pane e, mentre la cena è sul fuoco, io e il marito ci gustiamo questo sfizio!
Non male, no? Sembra tutto calcolato. E per una volta tanto i tempi coincideranno!

Ingredienti (2 cocotte):
– 200 gr di topinambur
– 2 uova biologiche
– pepe
– olio evo

Procedimento:

Preriscaldate il forno a 180 gradi.

Lessate il topinambur in acqua bollente salata per 5/7 minuti. Scolatelo, spellatelo e tagliatelo a fette lasciandone un pezzetto da grattugiare.

Disponete le fette di topinambur sul fondo delle due cocotte, rompete il primo uovo in un piatto e versatelo sul topinambur scartando un pochino dell’albume. Ripetete l’operazione con il secondo. Grattugiate il resto del topinambur, pepate e infornate per 20 minuti. 
Servite con del pane tostato.

French toast

La domenica a pranzo a volte si ha la voglia di una piatto sfizioso ma non quella di cucinare… per questo è sempre bene, una volta ogni tanto, togliersi lo sfizio del brunch con un pranzetto semplice da preparare me bello sostanzioso, come i french toast!

French toast

Ingredienti (2per):
– 4 uova
– zucchero
– cannella
– latte
– 4 fette di pancarré
– pancetta

Preparazione:
Sbattete 2 uova con un cucchiaio di zucchero, la cannella (secondo i gusti) ed un po’ di latte, imbevete le fette di pancarré e metterle in una padella a friggere.
Nel frattempo in un tegamino fate le uova all’occhio di bue e soffriggete anche della pancetta.
Servite con l’uovo sopra le fette di pancarré.

Li abbiamo accompagnati con delle patatine fritte… favolose!

Uova con salmone affumicato

Questa ricetta risale al 27 settembre del 2008… ero a casa con il mio ragazzo (il 27 giugno futuro marito!) quando mi sono ritrovata fra le mani il libro “Stuzzichini & Co. Tartine, fingerfood e mignon” e, non avendo tutti gli ingredienti, ho inventato questa variante delle uova al salmone!

Uova con salmone affumicato (4per)

Ingredienti:
– 4 uova
– maionese
– 1 mazzettino di erba cipollina
– 50 g di salmone affumicato
– sale e pepe

Procedimento:
Prendete un pentolino con dell’acqua fredda, immergete le uova e quando l’acqua inizia a bollire contate 6 minuti. Sbucciate le uova, tagliatele a metà e prelevate il tuorlo che amalgamerete insieme a maionese, sale e pepe. Quindi mettete il composto nelle uova, con sopra l’erba cipollina tagliata, e avvolgetele con il salmone affumicato.