Candy cookies

Vi ricordate cosa dicevo lunedì riguardo alle preferenze alimentari di mio marito riguardo ai dolci? Pochi, decisamente pochi, e quasi nessuno fra quelli che faccio io.
Bene, ho finalmente trovato il giusto compromesso!
I biscotti che tanto amo io e gli orsetti gommosi che tanto ama lui!
Eh già, per creare “l’effetto vetro” non ho usato le caramelle dure dato che non le ama molto. E devo dire che non ho notato poi questa grande differenza come effetto finale.
Trasparenti e stucchevolmente dolci, come tutte le caramelle!
Però l’effetto caramella ben si sposa con la frolla, e questi biscotti che ho sempre visto in giro per il web ma che ho sempre snobbato mi hanno stupita. E’ vero, la caramella non incontra proprio i miei gusti, troppo, troppo dolce, ma con la frolla intorno quasi non ci si fa caso. E nemmeno si attacca ai denti come di solito le caramelle gommose fanno. E anche questo per me è stato un punto decisamente positivo!
Fatto sta che questi biscotti hanno fatto felici tutti in casa: me per il biscotto, mio marito per la caramella e Cecilia per tutto!
E scoperti questi biscotti era improponibile non presentarli alla colazione di domani mattina! Quindi ecco come sveglierò i miei “Valentini” domani: caffè, latte e… biscotti!
Che ne dite? Non sembra un ottimo inizio di giornata?

Biscotti caramella

280 gr di farina 00 setacciata
30 gr di cacao
1/4 cucchiaino di sale fino
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
115 gr di burro a temperatura ambiente, morbido
200 gr di zucchero semolato
1 uovo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
orsetti gommosi

 

Setacciare farina, sale e lievito in una ciotola. Sbattere energicamente il burro e lo zucchero, incorporare l’uovo. Aggiungere quindi la farina e mescolare bene.
Dividere l’impasto in due e in uno unire un cucchiaino di estratto di vaniglia, mentre nell’altro il cacao.
Formare due palle, avvolgetele nella pellicola e ponetele a riposare in frigorifero per almeno 1 ora.
Preriscaldare il forno a 160°C.
Stendere la pasta con circa 4-5 mm di spessore. Ritagliare le forme desiderate con una taglia biscotti. Ricavate poi il centro del biscotto con un ulteriore taglia biscotti, di dimensioni inferiore.
Una volta intagliati i biscotti, porli su una teglia, e farli cuocere per circa 6 minuti. Toglierli dal forno e distribuire nella finestrella un orsetto gommoso per ogni biscotto. In cottura la caramella si distribuirà creando l’effetto vetro.
Infornare nuovamente per altri 5-6 minuti.

Candy cookies

280 grams of flour sifted 00
30 grams of cocoa
1/4 teaspoon salt
1/2 teaspoon baking powder
115 g butter at room temperature, soft
200g caster sugar
1 egg
1 teaspoon vanilla extract
gummy bears
Sift flour, salt and baking powder in a bowl. Whisk vigorously butter and sugar, stir in the egg. Add the flour and mix well.
Divide the dough in two and one add a teaspoon of vanilla extract, while in the cocoa.
Form two balls, wrap in plastic wrap and put them to rest in the refrigerator for at least 1 hour.
Preheat oven to 160 ° C.
Roll out the dough with about 4-5 mm thick. Cut out desired shapes with a cookie cutter. Obtained then the center of the cookie with another cookie cutter, size lower.
Once carved cookies, place them on a baking sheet, and cook for about 6 minutes. Remove them from the oven and distribute in the window a gummy bear for each cookie. In cooking the candy will be distributed by creating the glass effect.
Bake again for another 5-6 minutes.

Torta rustica con verza e macinato

San Valentino di solito è sinonimo di dolci, è un classico.
Ma non sempre e non per tutti è così! E’ vero che la settimana scorsa vi ho fatto venire il diabete con tutte le ricette dolci che ho postato ma per la mia famiglia in verità i dolci sono sempre in secondo piano rispetto al salato.
Mio marito è un amante strano dei dolci, per lui esistono solo le tavolette di cioccolata, i pan di stelle e gli orsetti gommosi. Per tutto il resto non ci va matto. Non assaggia quasi mai i biscotti che faccio, le torte non gli fanno impazzire. Solo il mont blanc. Che ancora non gli ho mai fatto in verità!
Quindi se dovessi puntare a un piatto speciale per San Valentino non andrei mai sul dolce con lui.
Ecco come è nata questa torta rustica, che unisce una delle sue verdure preferite, la verza, con la sua amata carne.
Certo, i cuori quasi non li ha notati ma che ci volete fare… è un maschio!
Per fortuna in questo mi aiuta Cecilia che, oltre a darmi una vera mano in cucina adesso, mette tutta l’enfasi e la gioia di una bimba di quasi tre anni quando porto in tavola qualcosa di decorato.
Meno male che c’è lei! E si mette anche a sgridare il padre quando non si accorge delle cose!
Un bel duo, mi fanno morire!
E la torta è stata spazzolata metà a cena e metà al pranzo del giorno dopo, con grande stupore delle maestre che si sono viste Cecilia mangiarsi di gusto la verza. Di certo non gli ho detto che senza cuori la verza non se la sarebbe mai mangiata! A ognuno i suoi trucchi!

Torta rustica con verza e macinato

1 rotolo di pasta sfoglia
400 gr di macinato scelto
1/2 verza
olio
sale
pepe
timo

 

Stendere la sfoglia su una teglia ricoperta di carta forno, nel frattempo lessare la verza e, una volta cotta, tagliarla a pezzi.
In una ciotola condite la carne macinata con sale, pepe e timo e mescolare bene.
Disporre il macinato nella teglia, poi fare uno strato di verza e cospargere con sale, pepe e timo.
Sigillare bene i bordi, aggiungere gli avanzi della pasta sfoglia ritagliati, se ce ne sono, e cuocere in forno a 180° per 30/40 minuti.

Rustic pie with cabbage and minced meat

1 roll of puff pastry
400 grams of minced chosen
1/2 cabbage
oil
salt
pepper
thyme
Roll out the pastry on a baking sheet covered with parchment paper, in the meantime, boil the cabbage and, once cooked, cut it into pieces.
In a bowl, seasoned ground beef with salt, pepper and thyme and mix well.
Place the baking dish in the ground, then a layer of cabbage and sprinkle with salt, pepper and thyme.
Seal the edges, add leftover puff pastry cut, if any, and bake at 180 degrees for 30-40 minutes.

Biscotti bicolori

Ed ecco che chiudo la settimana con un altro dolce!
Questi biscotti bicolori hanno una caratteristica che li distingue: sono fatti con l’olio! Niente burro stavolta per i frollini ma del semplice olio di oliva.
Certo, sono molto più friabili dei loro “fratelli burrosi” ma un pochino più leggeri e, se l’olio che usate nell’impasto è davvero buono, saranno anche molto saporiti!
Io ho fatto la classica versione bianco/nera per un semplice fatto estetico, non ho aggiunto nessuna essenza alla parte “bianca”, che di solito ha sapore di vaniglia, per esaltare il gusto e il sapore dell’olio, ma ognuno è libero di fare come preferisce!
Questi frollini all’olio sono davvero nati per l’inzuppo, non si “ammollano” come i classici e ben tollerano il mio tè (che raggiunge temperature di ebollizione) senza sfaldarsi. Quindi per me sono approvati a pieni voti!
Si conservano anche molto bene in barattoli di latta, io questi che vedete in foto li ho fatti domenica e… sono ancora lì ben chiusi e buoni come il primo giorno!

Biscotti bicolori

200 gr di farina 00
2 tuorli
80 gr di zucchero
80 ml di olio
cacao
una puntina di lievito per dolci

Lavorare a lungo i tuorli con lo zucchero e aggiungere a filo l’olio mescolando delicatamente.
Aggiungere a pioggia la farina.

A questo punto dividere l’impasto in due, metterne metà, formando un palla, nella pellicola trasparente, e aggiungere il cacao all’altra. Riporre il tutto in frigorifero per un paio di ore.
Una volta trascorso il tempo stendere i due impasti su un piano infarinato e intagliare i biscotti. Se volete unite le due frolle.
Riporre in frigorifero per mezz’ora, nel frattempo preriscaldare il forno a 180°C e fate cuocere 12-15 minuti, o almeno fino a quando i bordi non si saranno lievemente dorati.
Sfornare e lasciare raffreddare su una griglia.

Biscuits bicolor

200 grams of flour 00
2 egg yolks
80 grams of sugar
80 ml of oil
cocoa
a pinch of baking powder

 

Working long the egg yolks with the sugar and add slowly the oil, stirring gently.
Add the flour.
Now divide the dough into two, put half, forming a ball in plastic wrap, and add the cocoa to another. Place them in the refrigerator for a couple of hours.
Once spent time hanging out the two bodies on a floured surface and carve cookies. If you want to join the two shortbread.
Refrigerate for half an hour, in the meantime preheat the oven to 180 ° C and bake 12-15 minutes, or at least until the edges will not lightly golden.
Remove from oven and let cool on a rack.

Plumcakes cioccolato e peperoncino

Questa settimana voglio essere davvero mielosa. E’ iniziato febbraio quindi si inizia a pensare a San Valentino quindi… ai dolci!
E quando penso a un dolce per San Valentino il primo che mi viene in mente è il primo che ho voluto fare ai miei genitori come sorpresa: un dolcetto al peperoncino!
Peccato che ero più piccola e di peperoncino e di impasti ne capissi ben poco perché al primo morso li ho quasi uccisi!
Ora ne ridono ma ricordo bene che gli vennero le lacrime agli occhi per la quantità smodata di peperoncino che avevano quelle tortine. Ed erano anche un po’ sbruciacchiate a dirla tutta!
Ma giuro che erano pieni di amore e fatti con le migliori intenzioni del mondo!
Quello che volevo replicare era il gusto di una cioccolata calda che ci eravamo presi in montagna. Ora, la cioccolata calda proprio non me la ricordo più, ma il sapore di questi plumcake con la giusta dose di peperoncino spazzeranno via quell’avvelenamento fatto con le migliori buone intenzioni di tutto il mondo. O almeno lo spero!
La ricetta è  stata collaudata da un paio di anni da mio marito, e sono solita farla in occasione di San Valentino proprio per sdrammatizzare quell’accaduto.
Ad oggi posso dire che questi plumcake si sono perfezionati e la ricetta qui di seguito è quella che reputo la migliore. Non troppo dolce né troppo piccante, il giusto equilibrio fra i due.
Mangiateli insieme a un tè e finiranno in un battibaleno!

Plumcakes al cioccolato e peperoncino

30 gr di cacao amaro
100 gr di farina 00
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
85 gr di zucchero semolato
1 uovo
20 gr di olio extravergine di oliva
110 gr di latte intero
1 cucchiaino di polvere di peperoncino
Preriscaldare il forno a 160°C.
In una ciotola unire la farina, il cacao, il lievito, lo zucchero e la polvere di peperoncino. In un’ulteriore ciotola invece unire tutti gli ingredienti liquidi come l’uovo, il latte e l’olio.
Incorporare quindi gli ingredienti liquidi all’interno della ciotola con gli ingredienti solidi, mescolare brevemente fino e versare l’impasto riempiendo solo 2/3 di ogni stampo.
Far cuocere in forno già caldo per 10-15 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare completamente.

Plum cakes with chocolate and chilli

30 grams of cocoa
100 grams of flour 00
1/2 teaspoon baking powder
85 g sugar
1 egg
20 grams of extra virgin olive oil
110 g of whole milk
chili powder q.s.
Preheat oven to 160 ° C.
In a bowl combine the flour, cocoa, baking powder, sugar and chili powder. In another bowl combine all ingredients instead liquids such as egg, milk and oil.
Incorporate then the liquid ingredients into the bowl with the dry ingredients, stir briefly until the mixture and pour filling only 2/3 of each mold.
Bake in preheated oven for 10-15 minutes.
Remove from oven and let cool completely.

Pissaladiera – manuale di nonna papera

Eccolo, finalmente è arrivato. Il giorno degli innamorati, il giorno dei cuori e dei fiori. E non ditemi che non vi avevo avvertito, sono due settimane che vi lancio cuori e zucchero come se piovesse!
Ecco, ci siamo. E oggi che succede? Oggi semplicemente ci rifacciamo la bocca e niente dolcini o cioccolatini o roba zuccherata. No.
Potevo scegliere dal manuale una ricetta dolce, certo che potevo, ne saranno rimaste ancora un 200, ma no. Oggi si va controcorrente.
Un lievitato. Caldo e soffice. Buono da far invidia a un dolce. Un pane che porta il nome di una pizza, un pane che dovrebbe essere una pizza ma che non ho mai trattato come tale. Ma chissà, fatto sta che per quell’errore da piccola sono sempre stata orgogliosa di questo lievitato che si gonfiava, anche se le cipolle le faceva mamma in padella. Io però mettevo le olive, sempre studiando il disegno con molta attenzione. Architetto nell’anima.
Oggi ve lo ripropongo in una versione un po’ più “mia”. Una ricetta che fa parte della mia infanzia ma che con gli anni si è raffinata, fino a incontrarsi con la mia pasta madre.
Chi panifica con la pasta madre sa di cosa sto parlando. Quelle emozioni che ti ruba pochi altri ingredenti te le danno. E quindi oggi, San Valentino, vi metto il cuore della mia cucina, la mia pasta madre che, come tutte le storie, ha avuto i suoi alti e bassi. Ma alla fine ci siamo venuta incontro ed è tutto riassunto qui, con la variante alla ricetta di Nonna Papera.
Un grande abbraccio e un buon San Valentino a tutti!

Pissaladiera – Manuale di Nonna Papera

“Per garantire la puressa, ops, scusate, volevo dire purezza, ma la pissaladiera mi influensa! della lingua francese, il cardinale Richelieu volle fondare l’Accademia di Francia. 


I posti (anzi le poltrone) sono solo 40, e si può eleggere un nuovo membro solo quando… muore un Immortale! 

Il nome infatti non è un programma, ma solo deriva dal motto dell’Accademia: “All’immortalità”.
Il bello è che questa… pissaladiera è una specie di pizza.”

gr 500 di cipolle
abbondante olio
gr 200 di pasta di pane lievitata
gr 100 di olive nere

affettate molto sottili le cipolle (dopo averle sbucciate, lasciatele un po’ a bagno). Poi fatele friggere in molto olo finché diventano appena appena gialline. Comperate due etti di pasta da pane (la stessa che serve per la pizza), stendetela in una teglia imburrata e mettetevi sopra le cipolle, sistemando qua e là le olive nere. Versate sopra poche gocce di olio e mettetele in forno per una ventina di minuti.
Ps: la mia versione invece prevede di fare un pane, quindi di non stendere la pasta da pane ma di fargli le pieghe almeno una volta per poi procedere come da ricetta per il condimento.
Pps: Questa pissaladiera nella mia foto è stata fatta con questa ricetta. Sostituendo la farina manitoba con quella integrale.

Pissaladiera – Manual Grandma Duck

“To ensure the purity of the French language, Cardinal Richelieu wanted to found the Academy of France.
The seats (in fact the seats ) are only 40, and you can elect a new member when… Immortal dies!
The name in fact is not a program, but only comes from the motto of the Academy : “Immortality.”
The beauty is that this … pissaladiera is a kind of pizza. “
500 g of onions
plenty of oil
200 grams of bread dough leavened
100 grams of black olives

onions sliced ​​very thin ( after being peeled , let a little ‘ in the bathroom). Then let them fry until they become very ol barely yellowish . Bought a pound of bread dough (the same that is used for pizza) , roll it into a buttered pan and put over the onions , placing here and there the black olives. Pour over a few drops of oil and place in oven for about twenty minutes.
Ps: my version instead expected to make a loaf of bread , so not to stretch the dough from bread but the folds of him at least once and then proceed as the recipe for the sauce.
Pps : This pissaladiera in my photo was made with this recipe. Substituting the Manitoba flour with wholemeal .

Da sposare

Non venitemi a dire che non sono una moglie fantastica. 
Stamatina indovinate cosa si è trovato il mio uomo andando in cucina? Eh sì, proprio la foto che vedete voi! 
Mancavano solo i fiori ma il mio giacinto ha deciso di aspettare San Valentino per sbocciare e rivelare il suo colore. Io tifo per tutte le varianti del rosa, mio marito per quelle dell’azzurro. Cecilia non ha espresso pareri, finora se passa e lo vede dice “bello, fiore no”. Magari sbocciando le piacerà.
A parte i non-fiori i biscotti erano a dir poco perfetti! Il tocco romantico che anche un orso in fatto di biscotti, quale è mio marito, ha saputo apprezzare. Anche se io, accanto alla colazione già preparata e fotografata e poi risistemata, ero lì con gli occhi più o meno della stessa forma e dimensione di questi biscotti, pronta con un “Ti piace? Eh, ti piace il lampone nel biscotto?”,… forse ecco, il giudizio non è stato così imparziale dopo tutto. Vediamo se domani mattina ne mangia uno. Io lo lascerò casualmente sul suo piattino. E basta.

Sapete invece che mi è venuta la brillante idea di preparare tutto il set da colazione la sera prima? D’altronde messa a letto Cecilia ho quei 5 minuti di deambulismo che possono essere sfruttati, giusto?

Biscotti ai lamponi 

1 uovo
160 gr di farina
115 gr di burro
mezzo cucchiaino di bicarbonato
70 gr di zucchero bianco
70 gr di zucchero di canna
1 lampone per ogni biscotto

Battere con le fruste il burro e tutto lo zucchero. Aggiungere l’uovo, la farina e il bicarbonato. Amalgamate molto bene.
Stendere l’impasto e ritagliare le forme mettendo al centro di ogni cuor un lampone intero. Mettere i biscotti su una teglia antiaderente e infornare a 190°C per 10 minuti. 

Raspberry Cookies 

1 egg 
160 grams of flour 
115 grams of butter 
half a teaspoon of bicarbonate 
70 grams of white sugar 
70 grams of brown sugar 
1 raspberry for each cookie 

Beat with the whisk the butter and all the sugar. Add egg, flour and baking soda. Mix very well. 
Roll out the dough and cut out the shapes by placing the center of each heart a whole raspberry. Place the biscuits on a baking pan and bake at 190 ° C for 10 minutes.

Tempo, questo sconosciuto

Pausa salata.
Ci vuole, no? Altrimenti poi mi mandate il conto del dentista.
Ma anche una cosa veloce che devo scappare e sono non in ritardo ma in super ritardo!
Pizzette allora, niente di troppo complicato o di troppo laborioso. Se siete in ritardo prendete la pasta per la pizza, stendetela (o se siete super pigri o super in ritardo compratela già stesa) e farcitela. Eh no, se la comprate già bella che fatta non vale. O forse si, non lo so quanto reggano i condimenti a un intervento di tagliabiscotti! 
Comunque, dover ero rimasta… ah si, farcitela. Farcitela come più vi piace ma cercate di non esagerare, sono pizzette e non devono diventare torri o una gara di jenga. E poi infornate.
Ecco qui, quanto ci avete messo? 10 minuti? Bene, allora la prossima volta invece preparatevi qualche minuto (leggi: ora) prima e seguite la mia ricetta (che da brava ho fatto ieri sera quando sì che ne avevo di tempo).
Vedrete che cambiamento con una pasta fatta in casa! Senza nulla togliere a quelle industriali eh!
Tanto c’è solo una regola da seguire: il cuore. Che io parli del procedimento o della forma della pizza nessuno lo saprà mai. O forse qualcuno ha già capito.

Pizzette cuoriciose

150 gr di farina manitoba
100 gr di farina 00
40 gr di burro
75 gr di pasta madre 
1/2 cucchiaino di zucchero
750 ml di latte
passata di pomodoro mutti
mozzarella

In una ciotola sciogliere la pasta madre con un po’ di latte tiepido e lo zucchero. Fare la fontana con la farina e al centro mettere la pasta madre sciolta, il burro a temperatura ambiente e il sale. Lavorare l’impasto, formare una palla, ungerla di olio e porla in una ciotola unta di olio a lievitare. 
Riprendere l’impasto per lavorarlo di nuovo velocemente e lasciarlo lievitare per un’altra mezz’ora. 
Stenderlo e ritagliate tante formine a cuore. Cospargete con la passata. Metterle su una placca da forno e lasciate lievitare ancora per circa 30 minuti. Cuocere le pizzette a 200°C per circa 20 minuti. Gli ultimi 5 minuti aggiungere la mozzarella tagliata a dadini.

Pizzette hearts 

150 grams of flour manitoba 
100 grams of flour 00 
40 grams of butter 
75 gr of sourdough 
1/2 teaspoon of sugar 
750 ml of milk 
mutti tomato sauce 
mozzarella 

In a bowl, dissolve the yeast with a little warm milk and sugar. Making the fountain with the flour and put the dough in the center melted, the butter at room temperature, and salt. Knead the dough, form a ball, grease it with oil and place in an oiled bowl to rise. 
Take the dough to knead again quickly and let it rise for another half hour. 
Roll out and cut out many cutters at heart. Sprinkle with the past. Put them on a baking sheet and let rise again for about 30 minutes. Bake the pizzas at 200 ° C for about 20 minutes. The last 5 minutes add the diced mozzarella.

Dolce, aspro e ancora dolce

E dopo avervi fatto venire l’acquolina in bocca con i plumcakes della settimana scorsa, quelli con yogurt e lamponi, ecco che riparto all’attacco con un’altra ricetta piena di questi piccoli frutti che adoro.
Ho scoperto che anche Cecilia li apprezza, certo che ve la dovrei far vedere perchè è davveo buffa! Da soli i lamponi non le piacciono, ma nei dolci si. E allora fa il primo morso, dolce, buono, il secondo pieno di lampone e fa la faccia “è aspro”, poi un altro dolce e così via. Si alternano queste sue espressioni e mi vengono le lacrime agli occhi per le risate che mi fa fare! Però non demorde e se ne mangia anche più di uno. 
Ma come darle torto povera cucciola, il dolce/aspro è davvero strano. E se lo è per noi immaginate per lei!
Comuque a parte l’aspetto un bel po’ bruttino questi muffins sono davvero leggeri. Per l’aspetto sinceramente non so proprio cosa farci, ho provato a camuffarlo un po’ con la momiji ma non penso di esserci riuscita un granchè ^^
Fra l’altro la mia collezione si sta ingrandendo e devo dire che non manca molto a quando invaderanno la cucina!

Muffin ai lamponi

70 gr di burro
90 gr di zucchero di canna
225 gr di farina
1 bustina di lievito
285 gr di latte
3 lamponi per ogni muffin
2 uova
Setacciare la farina con il lievito. Aggiungere lo zucchero di canna e mescolare. 
A parte sbattere le uova con lo zucchero e versarle sul composto. Unire il burro fuso e i lamponi mescolando lentamente. Riempire i pirottini fino a 3/4 della loro altezza. 
Infornare a 210° per 10 minuti e lasciarli dentro a forno spento e aperto a metà per altri 10 minuti.

Raspberry Muffins 

70 grams of butter 
90 grams of brown sugar 
225 grams of flour 
1 packet of yeast 
285 grams of milk 
3 raspberries in each muffin 
2 eggs 

Sift flour with baking powder. Add brown sugar and mix. 
Aside beat the eggs with the sugar and pour the mixture. Combine the melted butter, stirring slowly and raspberries. Fill the cups up to 3/4 of their height. 
Bake at 210 ° for 10 minutes and leave them inside the oven switched off and opened in half for another 10 minutes.

Freebies per San Valentino

Buongiorno a tutti!
Inizia un’altra settimana e questa è un po’ agitata per due motivi: l’avvicinarsi di San Valentino e il fatto che è lunedì! Alzi la mano chi odia il lunedì. Wow, quanti! Io ora rientro fra quelli ma prima odiavo il mercoledì. Fa strano, il mercoledì. Però pensateci, è in mezzo, a metà strada fra il lunedì, quando hai tutte le ragioni del mondo per lamentarti, e il venerdì, quando sei molto più felice. Poi Cecilia ha deciso di nascere di mercoledì e da allora ha avuto un senso per me quel giorno così “inutilmente in mezzo”. I figli servono anche a questo, a farti cambiare punto di vista. A volte lo stravolgono proprio in verità! 
Ma torniamo al freebie che probabilmente è il motivo che vi ha fatto arrivare da me, non a tutti ma sono certa che oggi avrò parecchie visite “nuove”! 
Ok, basta.
Oggi che è un giorno ostico ai più vi rallegro la giornata, o almeno spero di farlo, con un set da stampare per San Valentino che spero vi piaccia.
Allora, sono poche immagini da usare come meglio credete. Tutto il set è sulle frecce di Cupido. Ci sono le frecce vere e proprie, che io ho incollato su degli stuzzicadenti e infilzato nei cioccolatini. Poi ci sono le etichette, se volete regalarle dovete solo attaccarle ai sacchetti, e ovviamente personalizzarle! E per ultimo ci sono i bigliettini! Una freccia un po’ più grande e lo spazio per una frase o per metterci qualcos’altro, come nel mio caso! 
Le trovate tutte qui. E vi lascio anche la ricetta dei cioccolatini al peperoncino!

Allora, il vostro lunedì è migliorato almeno un pochino?

Cioccolatini al peperoncino

100 gr di cioccolato peyrano
1/2 cucchiaino di peperoncino per ogni cioccolatino

Nello stampino (io ho usato cioccocuori della happyflex) mettete il cucchiaino di peperoncino alla base di ogni forma.
Mettete a fondere il cioccolato a bagnomaria. Quando è tutto sciolto mettete un cucchiaio di cioccolato in ogni forma dello stampo e fate rapprendere bene i cioccolatini in frigorifero per almeno 4 ore.

Chilli chocolate

100 grams of chocolate 
1/2 teaspoon of chili for each chocolate 

In the stencil put a teaspoon of chili at the base of each form. 
Put the chocolate in a double boiler to melt. When it’s all melted put a spoonful of chocolate in every form of the mold and let thicken fine chocolates in the fridge for at least 4 hours.

Amore a primo assaggio

Il mio primo ricordo del banana cake è stato il classico colpo di fulmine e dato che qui si inizia a prepararci per San Valentino, cosa ci può essere di meglio di una torta che mi ha fatto battere il cuore?
Lo ammetto, le banane non mi hanno mai fatto impazzire. Sono una delle poche che preferisce mangiarle quando sono verdi che più verdi non si può, e che se potesse arrampicarsi sull’albero per prenderle non le farebbe mai diventare più chiare di un lime. Un po’ come chi la carne la mangia solo al sangue, io sono un’estremista delle banane. Solo di quelle però, il resto della frutta la mangio “come le persone normali”. 
Per fortuna a casa le banane gialle vengono mangiate da marito e figlia che non condividono la mia scelta di colore, addirittura la piccola di casa, che è ghiotta di banane, se vede che ne prendo una io fa la vaga, ma se vede il padre con in mano la giallona è un continuo di “dai un po’, un po’?!” Questione di gusti. Io ancora non mi capacito di come facciano a mangiare una cosa così molliccia. Ma vabbè.
E’ quando le banane sono troppe e iniziano il loro declino sul marrone che mi preoccupo, e ultimamente ho pensato bene di utilizzarle in cucina. Soprattutto quando ho letto che nei dolci si può utilizzare al posto di ogni uovo mezza banana. E dato che ho un marito consuma-uova-in-quantità-mostruose ecco che mi ha salvato la ricetta più di una volta.

Oggi però vi propongo un dolce classico per chi è abituato al sapore della frutta nei dolci. Una torta alla banana, più nota come banana cake. Senza le noci o altra frutta secca. Un tocco di cannella e tutta la bontà delle banane. Mature stavolta!

Banana cake

2 banane
1 uovo
60 gr di burro
60gr di zucchero
100 gr di farina 00
mezzo cucchiaino di cannella
un pizzico di sale
un cucchiaino di bicarbonato
un cucchiaio di aceto
succo di limone q.b.
Schiacciare la polpa delle banane e irrorarle con qualche goccia di succo di limone per non farle annerire. 
In una ciotola mettere il burro e lo zucchero e montare fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungere poi l’uovo e il sale. Incorporare le banane e la farina. In un bicchierino far sciogliere il bicarbonato con l’aceto e aggiungerli al composto insieme alla cannella. 
Imburrare uno stampo e versare l’impasto per 2/3; infornare quindi a 180°C per circa 60 minuti.

Banana cake 

2 bananas 
1 egg 
60 grams of butter 
60g sugar 
100 grams of flour 00 
half a teaspoon of cinnamon 
a pinch of salt 
a teaspoon of baking soda 
a tablespoon of vinegar 
lemon juice

Squeeze the pulp of banana and sprinkle with a few drops of lemon juice to prevent them discolouring. 
In a bowl, put the butter and sugar and beat until frothy, then add the egg and salt. Stir in the bananas and the flour. In a short dissolve baking soda with vinegar and add to the mixture with cinnamon. 
Grease a mold and pour the mixture for 2/3; then bake at 180 ° C for about 60 minutes.