Calamari alla paprika: ricetta creativa

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Non sapendo come dare sfogo alla mia creatività se non in cucina ho pensato di preparare i calamari alla paprika.
Ma sai il motivo che c’è dietro qual’è? Te lo racconto, poi dimmi se non ho ragione.

Negli questi ultimi giorni neozelandesi ero in preda a un folle raptus, cercavo una cosa, non troppo importante fra l’altro, e non riuscivo a trovarla da nessuna parte.
E dire che ho visitato due delle città più importanti della Nuova Zelanda: Christchurch e Wellington.
Ma niente, non riesco a trovare una cosa così banale. Ah, sto cercando gli acquarelli Winsor & Newton, tanto perché tu lo sappia.

Sai le catene di eventi che nascono da una ricerca? Ecco, a me hanno portato a due scoperte sconcertanti.
La prima è che non esiste amazon qui. Non c’è un amazon.co.nz e questo è sconcertante. Specie per me che faccio la maggior parte dei miei acquisti su amazon. Ma come fanno? E come ho fatto io ad andarmene dall’Italia proprio quando era arrivata la consegna in un’ora? Si lo so, sto iniziando a diventare pesante.
La seconda è che le cartolerie scarseggiano. Cioè si, ci sono, ma probabilmente trovi più alla nostra esselunga che qui. E anche questo mi lascia perplessa. Ho trovato un negozio kikki k, è vero, e di questo sarò sempre grata a chi l’ha messo sul mio cammino, ma per trovare un refill della mia penna ci ho messo quasi un mese.

E i colori niente. Le marche normali ed economiche sì, e per Cecilia vanno benissimo, ma volevo approfittare del viaggio per riscoprire il piacere di disegnare e invece niente.
Speriamo che qui in Australia sarò più fortunata, anche se ho notato con stupore che neanche qui hanno un amazon paragonabile al nostro. C’è, ma solo per i libri. Non ha molto senso.

Vabbè, lascio perdere i colori e mi consolo in cucina, con le spezie che più aprono la mente a nuove idee e nuovi stimoli, come se non ne avessi già in abbondanza durante questo viaggio 😉

La paprika viene ricavata da un peperoncino dolce. Si diceva trasportasse energia creativa e metteva in evidenza i pensieri più profondi e risvegliasse le energie.
Una sorta di spezia dei desideri, che ti fa pensare a quello che più ti piacerebbe e te lo riporta alla mente così che tu possa seguire i tuoi sogni e non chiuderli in un cassetto.

L’ho aggiunta ai calamari, per renderli più saporiti. E poi li ho cotti in forno dato che finora non ho mai trovato nelle case delle padelle adatte alla frittura.
Il risultato mi ha sorpresa, i calamari rimangono tenerissimi e la paprika aggiunge il retrogusto leggermente piccante e dolce.
Da rifare, decisamente!
http://ricette.giallozafferano.it/Anelli-di-calamari-al-forno.html
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Calamari alla paprika

500 gr di anelli di calamari
20 gr di paprika dolce
150 gr di pangrattato
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di sale

In una ciotola grande mescola il pangrattato con la paprika e il sale.
Aggiungi gli anelli di calamari e mescola bene.
Trasferisciti su una teglia, aggiungi l’olio e inforna a 180°C per 25 minuti.

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Polpette di tonno

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Divisa a metà.

Non so se capita anche a te ma spesso mi sento divisa fra quella che sono fuori dal blog e quella che sono nel blog. E’ difficile da spiegare in verità.

E’ come se esistessero due versioni di me, una online e una nella vita reale. Quella online la conosci, sono una persona che ama mangiare, che commenta sempre con piacere gli amici, che legge tante ricette (virtuali o su carta) e che è mamma 24 ore su 24. E quella reale non è troppo dissimile, il tempo è diviso fra figlie, marito, cucina e blog. Ma c’è qualcosa che mi sfugge.

Mi sento sempre a cavallo fra due cose, queste due versioni di me che sono simili ma diverse. Sono l’unica a cui capita?

Come queste polpette che ho portato in tavola. Cecilia era convinta fossero delle polpette di carne e invece è rimasta sorpresa quando le ha assaggiate! “Ma sono di pesce!” ha detto, mentre cercava di infilarne un’altra in bocca sfidando le leggi fisiche.

Per fortuna sono così morbide che si sciolgono in bocca, e poi il forno le rende molto leggere e facili da fare, senza sporcare tutta la cucina o riempire la casa di odore di frittura.

Ecco, e se io fossi una polpetta di pesce che sembra una di carne? Simili da fuori ma molto diverse dentro. Ok, sto ufficialmente delirando. Posso incolpare “il fu mattia pascal” che ho appena finito di leggere?

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polpette DI TONNO

2 scatolette di filetti di tonno
1 uovo
1/2 tazza pan pangrattato
1 cipolla tritata
sale
pepe

In una ciotola metti il tonno, l’uovo, la cipolla, e regola di sale e pepe.
Mescola molto bene e inizia a formare le polpette. Passale nel pangrattato e adagiale in una pirofila.
Inforna a 180°C per 20 minuti.
Puoi servirle calde o a temperatura ambiente.

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Pancakes con salmone, ricotta, avocado e aneto

Capelli. Io ho un serio problema con i miei capelli.
Quando sono nata ero pelatissima e sono rimasta una bella palla da biliardo per qualche mese. Poi è venuta la crosta lattea e poi, alla fine, i tanto sospirati capelli.
Capelli senza forma che hanno continuato a fare come gli pareva per anni.
Da brava figlia degli anni 80 ho portato la frangetta, che mi è stata sempre spuntata da mia madre manco fosse Edward mani di forbice. Anzi, magari, almeno sarebbe stata dritta.
E poi l’odiato caschetto. Io volevo i capelli lunghi, il mio ideale era Ariel, tanto per farti capire, eppure uscivo dal parrucchiere “formato Biancaneve”. E non avevo i capelli lisci, quindi il caschetto al secondo lavaggio era una bomba esplosa in testa. Motivo per cui a Cecilia ancora non le ho mai tagliato i capelli veramente. Spuntati si, ma di poco.
Vogliamo poi parlare delle tinte? Volevo i capelli rossi, che fra Ariel e Willow non ti dico quanto ho desiderato i capelli rossi. Ma no, ero un’adolescente con la mania del fai-da-te le tinte in casa e il massimo che ho ottenuto sono stati capelli che solo sotto un sole accecante avevano dei riflessi ramati. Che poi devo ancora capire se erano le mie amiche a dirmelo o se ciò accadeva veramente. Fatto sta che la prima volta che mio padre mi porta dal parrucchiere perchè non ne poteva più di tinte fai-da-te esco bionda. E bionda sono stata per anni. Perchè non rossa? Me lo chiedo ancora.
Per fortuna è arrivata l’università. Pochissimo tempo da dedicare e me stessa e la ricrescita che è avanzata così tanto da convincermi a tornare al mio castano. Che poi alla fine tanto male non era.
E castana sono tutt’ora. Ho avuto un breve amore per l’hennè, che il rosso come passione non mi ha mai abbandonata, ma il tempo è sempre poco, quindi mi tengo il mio colore naturale aspettando il giorno in cui possa vantare una chioma bianco neve, anche se di capelli bianchi non se ne vede ancora uno.
Ricapitolando i capelli per me sono amore-odio. Amo la lunghezza che hanno raggiunto adesso, i miei capelli che arrivano al sedere e che posso legare in una treccia laterale, che amo da prima che diventasse una moda (grazie Elsa per farmi sembrare una bambina) e che mi risolvono il problema di gestione del capello sciolto.
Ma la lunghezza ha i suoi contro: l’asciugatura e lo spazzolamento. Per l’asciugatura amen, con due pupe metto il phon a stecca e via, in un quarto d’ora la chioma è asciutta. Per la spazzola ho forse risolto con un regalo di natale da parte di mia mamma. Un mese che la uso e ancora non ho tirato giù i santi per i capelli spezzati. Incrocio le dita.
Tutto questo post sui capelli perché ho letto da poco che uno dei mille usi dell’avocado è proprio come maschera dei capelli (non mi credi? Guarda qui!). Buffo, ma preferisco mangiarlo.
E stavolta ho provato a fare dei pancakes salati. E’ stato il nostro brunch della domenica e ha riscosso molto successo.
L’impasto è il classico, leggermente salato, la crema di ricorra e avocado si sposa benissimo con il salmone e mette d’accordo grandi e piccini.
A parte che per far prima ho usato una padella più grande e l’effetto non è proprio da “pila di pancakes”, posso dire che saranno un piatto che farò più volte!
E ora veniamo a te, raccontami i tuoi di capelli!

Pancakes con salmone, ricotta, avocado e aneto

375 gr di farina 00
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto
375 ml di latte
3 uova
150 gr di ricotta
1/2 avocado
150 gr di salmone affumicato
aneto
burro
sale
pepe

 

In un piatto metti l’avocado e schiaccialo con la forchetta. Unisci la ricotta e mescola velocemente.
In una ciotola metti la farina, unisci le uova sbattute, un po’ di sale e pepe e, mescolando con una frusta, aggiungi il latte.
Lascia riposare la pastella coperta con della pellicola per 20 minuti poi aggiungi la miscela di bicarbonato e aceto e versa 2 cucchiaiate in un tegamino antiaderente caldo, unto di burro.
Fai cuocere il pancake per un minuto, giralo e fallo dorare dall’altro lato per un altro minuto.
Ripeti le stesse operazioni con la rimanente pastella.
Distribuisci su ognuno la ricotta, qualche fettina di salmone e cospargi con aneto.

Scampi al forno

Dopo tre settimane lontane dal mare posso dire che già mi manca da morire!
Svegliarsi e godersi il panorama del suo blu, perdersi con lo sguardo là dove il mare incontra il cielo e andare in spiaggia prima di tutti solo per poter calpestare per primi la sabbia. Ecco, queste sono le cose che più amavo fare approfittando di una casa sul mare.
E’ lì che mi sono ricordata di quanto possa mancare il mare, è lì che la mia mente in questi giorni sta tornando. Sono appena tornata, ho appena ripreso in mano i ritmi della nostra casa ma il mare continua a mancarmi.
Voglio vivere al mare, l’ho appena deciso.
In attesa mi porto il sapore del mare in tavola e rispolvero una ricetta di mia nonna, nata al mare appunto!
Ed ecco che gli scampi vanno direttamente nel forno con una panatura leggerissima che non ne altera il sapore ma li rende semplicemente più appetibili ai bambini.

Scampi al forno

800 gr di scampi freschi
4 cucchiai pangrattato
1 cucchiaio di prezzemolo
1 spicchio d’aglio
sale
pepe
olio evo

 

Pulire e pelare gli scampi. In una ciotolina mettere il pangrattato, il prezzemolo tritato e l’aglio e condirli con olio, sale e pepe.
Passare gli scampi a crudo, preventivamente asciugati, nel composto, e cucinarli in forno caldo a 180°C per 20 minuti.

Baked shrimp

800 grams of fresh shrimp
4 tablespoons breadcrumbs
1 tablespoon parsley
1 clove garlic
salt
pepper
extra virgin olive oil
Clean and peel the prawns. In a small bowl place the bread crumbs, chopped parsley and garlic and season with oil, salt and pepper.
Pass the shrimp raw, previously dried in the mixture, and cook in oven at 180 ° C for 20 minutes.

Branzino con pomodoro e zucchine

L’unica cosa che in questo periodo mi va di fare è cercare ricette sfiziose ma veloci.
Sarà il caldo, saranno le bimbe che chiedono tutta la mia attenzione, ma la voglia di stare ai fornelli è un po’ scemata.
Quindi solo ricette veloci ma sane e gustose. D’altronde ho una bimba che ha finito (oggi) il primo anno alla materna e vuole tutta la mia attenzione, ma con il caldo che fa nemmeno si può stare così tanto fuori senza che la mamma non caracolli. E allora? Per fortuna il terrazzo aiuta, ma il più grande aiuto ce l’ho proprio dalla cucina!
Eh si, Cecilia è la mia aiutante già da tempo, ma con la nascita della sorellina sa benissimo che questa è una cosa che facciamo solo noi due quindi le piace ancora di più.
Non è per cattiveria, per carità, guai a chi le tocca la sorella, ma ci sono quei momenti mamma-figlia che non vuole proprio condividere. Tanto per la condivisione ci sarà tempo, per ora mi godo le ricette lampo che inventiamo, quelle che si fanno quasi da sole e che mi danno il tempo per stare un po’ con Cecilia mentre la piccoletta la “parcheggiamo” nella culla.
Questa ricetta di oggi è una delle nostre preferite, c’è il sugo che piace a Cecilia, le zucchine che piacciono alla mamma e il pesce che piace al papà. E si prepara in un quarto d’ora, provare per credere!

Branzino con pomodoro e zucchine

400 gr di filetti di branzino
2 zucchine
olio evo
prezzemolo
1 scalogno
125 ml di passata
sale
pepe
In un tegame mettere l’olio con lo scalogno tritato.
Lasciare appassire per 10 minuti e aggiungete le zucchine tagliate. Far rosolare per bene, salare e pepare, quindi unire la passata e i filetti di branzino.
Farli scottare per una decina minuti, aggiungere il prezzemolo tritato e servire.

Sea bass with tomato and zucchini

400 grams of sea bass fillets
2 zucchini
extra virgin olive oil
parsley
1 shallot
125 ml of passed
salt
pepper

 

In a pan put the oil with chopped shallots.
Allow to dry for 10 minutes and add the zucchini cut. Sauté well, add salt and pepper, then add the past and the sea bass fillets.
Blanch them for about ten minutes, add the chopped parsley and serve.

Turskapiiras

A dispetto del nome, che mi ha fatto pensare al tacchino del giorno del ringraziamento, qui si parla di tutto tranne che di tacchini. E decisamente non è una ricetta che viene dall’America ma da quel fantastico posto dove vi stiamo, almeno virtualmente, portando io e Serena: la Finlandia.
Il pesce in Finlandia di certo non manca, anzi ce n’è anche troppo per chi, come me, non lo ama molto. Per la carne invece si buttano a capofitto sulle renne, che mi fa più tenerezza di un capriolo anche se ancora non mi spiego il motivo. Rudolf proprio non lo voglio mangiare. Bambi si però.
Vabbè, lascio perdere la carne per ora e mi butto a capofitto a spiegarvi questa torta rustica.
Una torta molto diversa da quelle che faccio io anche se nei miei 4 anni di blog mi era già capitato di farne con il pesce, come quella di merluzzo e verdure, quella di spada, olive e pomodori secchi e quella di salmone e zucchine (perdonate le foto di queste, lo dico sinceramente, non si possono guardare!). Questa però mi ha particolarmente colpita.
Rimane molto cremosa all’interno ed è piaciuta tantissimo anche alla piccola di casa. Il connubio fra pesce e pancetta mi è davvero rimasto impresso e lo replicherò al più presto, una scoperta che voglio mettere “in pasta” al più presto.
E anche stavolta la Finlandia mi ha regalato un sapore diverso con un piatto salato davvero particolare. Sapete una cosa? Amo sperimentare nuove cucine e la nostra rubrica mi regala la giusta spinta quando sta vincendo la pigrizia!

Turskapiiras

500 gr di farina di grano saraceno
500 gr  di merluzzo
250 gr di pancetta
110 gr di burro
300 gr di patate
½ tazza di latte
1 uovo
sale
pepe

 

Versare la farina sulla spianatoia, disporla a fontana, mettere al centro il burro ammorbidito, un pizzico di sale ed acqua quanta è sufficiente ad ottenere un’impasto morbido ed elastico.
Formare quindi una palla e lasciarla riposare in frigo per circa 1 ora.
Intanto tagliate il merluzzo e la pancetta a pezzetti e lessate le patate.
Appena le patate sono cotte fatene un purè con il latte e 20 gr di burro. Versare poi il pesce e la pancetta, condite con qualche fiocchetto di burro, salate, pepate e lasciate raffreddare.
Tirare la pasta con il matterello e ricavare due sfoglie, imburrare la teglia, infarinarla e foderare il fondo con una sfoglia di pasta, lasciando i bordi più alti.  Versare il ripieno e coprire con la seconda sfoglia.
Bagnare i bordi delle due sfoglie con dell’acqua e premerli bene, in modo da saldarli. Spennellare infine la superficie della torta con l’uovo sbattuto e bucherellarla con i rebbi di una forchetta prima di metterla in forno a 180°C per 40 minuti.

Turskapiiras

500 grams of buckwheat flour
500 grams of cod
250 grams of bacon
110 g butter
300 grams of potatoes
½ cup milk
1 egg
salt
pepper
Pour the flour, place a mound, put the center the softened butter, a pinch of salt and water as it is sufficient to obtain un’impasto soft and elastic.
Then form a ball and let rest in refrigerator for about 1 hour.
Meanwhile, cut the cod and the bacon into small pieces and boil the potatoes.
As soon as the potatoes are cooked into a paper mashed with milk and 20 grams of butter. Pour the fish and bacon, served with some butter, salt and pepper and let cool.
Roll out the dough with a rolling pin and cut two sheets, buttering the pan, sprinkle with flour and line the bottom with a sheet of dough, leaving the edges higher. Pour the filling and cover with the second sheet.
Moisten the edges of two sheets with water and press them well, in order to weld them. Brush finally the surface of the cake with beaten egg and prick with the tines of a fork before putting it in the oven at 180 ° C for 40 minutes.

La pentola di coccio

Sono sempre stata restia ad usare questa pentola. In quasi quattro anni di matrimonio ė stata lì, abbandonata dentro uno sportello (poi finita sopra il frigo, poi sopra i pensili, poi di nuovo in uno sportello, W i traslochi!). Poi piano piano ho iniziato a capire che forse potevo usarla.
Forse non si sarebbe frantumata. Frantumata come quella di mia madre che ė stata per ore a pulire la cucina da quel disastro avvenuto sui fuochi. Quella sera ci mangiammo pizza con un odore di prodotti di pulizia come sottofondo.
Ecco, forse per questo ne avevo paura.
Poi un anno fa il primo esperimento, lo stinco alla birra. Ammetto di aver pensato che se fosse esplosa ci sarebbe stato solo il forno da pulire. E mi sono tenuta ben lontana. Ma non ė successo niente di brutto anzi, lo stinco era davvero squisito!
E allora ho aspettato un altro po’ ma alla fine mi sono decisa a metterla sul fuoco. E sapete cosa ė successo? Alla pentola niente, ai piatti che cucinavo invece…. Non facevo in tempo a metterli sul piatto che già finivano!
Ed ė nato un amore. Amore per questa pentola, che presto verrà affiancata da altre un po’ più grandi magari, e amore per un nuovo tipo di cottura che sto imparando quest’anno. La cottura lenta.
Adoro i profumi che sprigiona, adoro il fatto di aver qualcosa sui fornelli che già so verrà bene e adoro qualsiasi piatto cotto così. Di una morbidezza unica.
E oggi vi propongo il mio ultimo esperimento, buoni buoni e soprattutto tenerissimi: dei moscardini in umido.

Moscardini in umido con zucchine

500 gr di moscardini già puliti
150 gr di pomodorini
1 zucchina
1 bicchiere di olio evo
1 spicchio di aglio
sale
Lavare i pomodorini e tagliateli.
In un tegame di coccio dorate nell’olio uno spicchio d’aglio diviso a metà e fate insaporire nell’olio i moscardini per pochi minuti a fiamma viva.
Unite i pomodorini e salate. Coprite con un coperchio e fate cuocere per circa 45 minuti.
Dopo 30 minuti unite le zucchina tagliate, coprite nuovamente e terminate la cottura.

Curled octopus stewed with zucchini 

500 grams of squid already cleaned 
150 grams of cherry tomatoes 
1 zucchini 
1 cup of extra virgin olive oil 
1 clove of garlic 
salt 

Wash the tomatoes and cut them. 
In a crock golden oil a clove of garlic cut in half and cook the octopus in oil for a few minutes over high heat. 
Add the tomatoes and salt. Cover with a lid and cook for about 45 minutes. 
After 30 minutes, add the chopped zucchini, cover again and finish cooking.

Persico con pomodorini in salsa di cipolle

Mi sono appena lasciata sfuggire un vestito. E mi sta salendo un nervoso che se inizio la mattina così proprio non può andare bene.
Il tempo di rispondere al telefono e quello mi sparisce dal carrello. Mancava un passo al pagamento. Che nervoso!!!!
Ma perchè proprio stamattina mi sono decisa che per il mio ultimo paio di scarpe dovevo assolutamente trovare qualcosa da abbinarci. Dopo due settimane che non ci pensavo perchè proprio oggi. E perchè ho visto quel dannato vestito online!
Ora lo so, appena la pupa si sveglia mi metterò alla ricerca del vestito per le mille vetrine con la scusa di andare a prendere la ricetta dal dottore (che proprio scusa non è, mica è colpa mia se il suo studio è su una delle vie con più negozi di Milano,no?).
E non troverò nulla che mi piacerà perchè mi sono fissata con quello che mi sono fatta soffiare da sotto il naso. E finirò con comprare qualcosa alla pupa! Ma chissà, magari trovo qualcosa di mille volte meglio.
Vi saprò dire e intanto vi lascio con questo pesciotto che, con tutte le cipolle, è piaciuto tantissimo anche a Cecilia!

Persico con pomodorini in salsa di cipolle

3 filetti di persico
20 pomodorini ciliegino
sale
pepe

In una terrina mettere i pomodorini tagliati, aggiungere la salsa alle cipolle, l’olio d’oliva, salare e pepare e lasciare macerare per 30 minuti circa.
Lavare il pesce sotto l’acqua corrente, adagiarlo in una padella, oliare e cuocere circa 20 minuti a fuoco basso.
Quando il pesce è cotto aggiungere i pomodori con la salsa e alzare il fuoco saltando il tutto per un paio di minuti.

Persian with cherry tomatoes in onions sauce

3 fillets of perch
20 cherry tomatoes
extra virgin olive oil
salt
pepper
onions sauce

In a bowl, put chopped tomatoes, onions sauce, olive oil, salt and pepper and leave to marinate for 30 minutes.
Rinse the fish, put it in a pan, oil and cook about 20 minutes over low heat.
When the fish is cooked, add the tomatoes with the sauce and increase the heat for a few minutes.

Seppioline limone e zucchine

Oggi ho una fame da lupo! Sarà che ho da poco finito di allenarmi a casa ma mangerei di tutto!
Ho deciso di rimettermi in forma perchè solo la palestra, una sola volta a settimana perchè solo da settembre possono tenermi Cecilia nell’area bambini (e poi mi devono spiegare perchè dai 18 mesi e non prima… almeno dai 12!), non mi basta.
Poco tempo fa per fare ordine e inscatolare, dato il trasloco a ottobre, mi sono capitate per le mani le foto dei miei anni pre-gravidanza. E mi è preso un po’ il magone.
Non fraintendetemi, adoro Cecilia e anche se ho preso una ventina di chili in gravidanza non mi importa e rifarei tutto da capo per la sola gioia di essere mamma.
Però di quei 20 me ne sono rimasti 3. E tutti su pancia e “maniglie dell’amore”. E poi levate 1kg di tette che con la fine dell’allattamento si sono spostati anche loro su pancia e fianchi.
Per carità, non sono mai stata una piuma ma una donna semplicemente normale, mi vantavo solo della mia terza misura e della mia pancia piatta. Poi ho le coscione ma questa è un’altra storia.
Ora, il mio seno è ‘na schifezza, ma ho smesso di allattare a marzo e dicono ce ne vuole prima che torni florido. Ma la pancia?? Cos’è questa cosa che balla quando mi muovo? E non è nemmeno sexi come quella delle danzatrici del ventre. E’ solo pancetta. Nemmeno buona fritta secondo me!!
Ricerca su ricerca mi sono detta che dovevo fare qualcosa, e allora la mattina eccomi spaparanzata sul tappetino a fare addominali. Ho iniziato lunedì, e dovrebbero essere 42 giorni di seguito prima di vedere un miglioramento. Vi saprò dire, sempre se riesco ad essere costante!!
Nel frattempo, tanto per mettere su un altro po’ di ciccia, vi lascio con queste seppioline. Che così tenere e fresche sono piaciute a tutti!

Seppioline limone e zucchine

400 gr di seppioline già pulite
2 zucchine
30 gr burro
prezzemolo
1 scalogno
1 bicchiere di insaporitore vinchef (o vino bianco)
1/2 limone
250 ml di brodo di pesce o vegetale
fiocchi di sale falksalt affumicato al peperoncino
pepe
In un tegame sciogliere il burro e aggiungere lo scalogno tritato. Lasciare appassire per 10 minuti e aggiungete le zucchine tagliate a julienne. Far rosolare per bene, salare e pepare, quindi unire un mestolo di brodo. Nel frattempo lavare le seppioline sotto l’acqua e scolarle bene). 

Unire le seppioline alle zucchine, farle scottare per una decina minuti e poi unire il bicchiere di insaporitore o vino che lascerete sfumare. Lasciare cuocere a fuoco molto basso per 10 minuti, coprendo con un coperchio, fino a quando le seppioline diventeranno tenere. Cinque minuti prima di spegnere il fuoco, aggiungete il prezzemolo tritato e il limone.

Cuttlefish, lemon & Zucchini

14 ounces small to medium cuttlefish
2 whole medium cloves garlic, peeled
5 tablespoons olive oil
juice of 1 lemon
pinch of ground chile
1 teaspoon dried parsley
3 zucchini
1 heaping tablespoon chopped parsley
small fistful of basil leaves
salt and freshly ground black pepper
Clean the cuttlefish. Squash a clove garlic with a large knife and combine with 2½ tablespoons of olive oil, the lemon juice, and the chile. Crumble in the parsley and season with salt and pepper.
Heat the remaining 2½ tablespoons of olive oil in a large nonstick skillet, add the other whole clove of garlic and the zucchini and sauté until the zucchini is nicely colored and cooked through, but not soggy. Toss the pan now and then to turn the zucchini. Season with salt and pepper.
Put a grill pan over high heat and when it’s very hot, add the cuttlefish steaks, and the tentacles and wings on the sides. Cook until they turn opaque and golden marks appear underneath, then turn and cook the other side. Transfer to a board and scatter with a little salt. Slice up the steaks and tentacles into strips of about ¼ inch. Arrange the zucchini on your serving plate and then layer the cuttlefish on top. Scatter with the parsley.

Bucatini all’astice

Ma si possono fare 200 metri in un’ora? Si, dico io, si possono fare, specie se hai una bimba che vuole camminare.
Ma il “problema” non è stata Cecilia, no, lei non è mai un problema, il problema è il seguito di Cecilia. Perchè la pupa di casa deve fare due chiacchiere con tutti quello che si fermano a farle i complimenti, poi se hanno animali al seguito tanto meglio. Lì si diverte ad indicarli, a farli il verso (e c’è stato anche già il periodo di preferenza per i gatti dove qualsiasi animele lei pretendeva facesse “maow” ma si sa, è figlia mia, e io sono cresciuta in mezzo ai felini!).
La passeggiata comunque si è svolta così: dovevamo andare a prendere le foto, e dico dovevamo perchè nel frattempo ha chiuso il fotografo, quindi usciamo e prima tappa dal portiere, due chiacchiere, tre sorrisi e guarda quanto è brava a fare anche le scale; poi per strada incontriamo la vicina, con il labrador Luna, e via di cane – babau, ma vuoi accarezzare Luna, quanto è brava che non ha paura (e perchè dovrebbe averne??); poi i meccanici, ciao piccola pupa, fai ciao con la manina, sorrisi e moine; poi non so perchè ma abbiamo incontrato il mondo in 200 metri. E nessuno che non si fermasse, anche i mai visti e conosciuti o quelli che sembravano più scontrosi. E Cecilia devo dire che era in vena di amicizie. Ma ovviamente siamo arrivate tardi (mai avrei creduto!) e il ritorno… l’ha fatto in braccio! Si era fatto mezzogiorno!

Ingredienti:

– 2 astici

– 1 spicchio di aglio
– 500 ml di passata
– 1/2 bicchiere di insaporitore vinchef (o vino bianco)
– 200 gr di bucatini
– olio evo dante
– pepe
– prezzemolo (che ovviamente mi sono scordata!)

Procedimento:
Far appassire l’aglio nell’olio togliendolo non appena diventa dorato.
Prendere gli astici e metterli vivi in una pentola d’acqua bollente (altrimenti comprate quelli congelati) poi dividerli a metà per il lungo con un trinciapollo e metterli nel tegame.

Sfumare con l’insaporitore e aggiungere la passata lasciando cuocere a fuoco medio facendo asciugare il sugo. 
Nel frattempo cuocere i bucatini.
Un minuto prima del termine della cottura della pasta, toglierla dal fuoco e farla saltare nella padella con il sugo e gli astici, poi riponete ogni metà astice in un piatto, poi aggiungete anche i bucatini. 
Spolverizzare il piatto con del prezzemolo tritato.