Panini con farina di mais: ricetta protettiva

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Sai una delle cose più buffe e strane che ho notato da quando sono arrivata in Nuova Zelanda quale è? Spesso i bambini sono scalzi! Per strada, al parco giochi, con la pioggia, con il sole,… non importa, sono scalzi.
Di solito c’è sempre il genitore con le scarpe in mano poco dietro, ma sono più le volte che ho incontrato bambini scalzi che bambini con le scarpe.

E dire che mi fa strano è poco. Ok, sarà anche tutto bello pulito, ma l’asfalto sotto ai piedi fa male. Almeno, a me fa male. E se penso ai piedini morbidi delle mie pupe… no, non ce la potrei fare.
Anche se a forza di camminare scalzi avranno delle solette al posto dei piedini morbidi!

Comunque ho parlato con una mamma che mi ha spiegato, più o meno, il loro punto di vista. Sarebbe per il senso di libertà che solo il camminare scalzi dà. Quindi non per farli abituare ai duri percorsi della vita come pensavo io 😛
Mah, rimango con i miei dubbi e leverò le scarpe alle mie bimbe solo quando serve, come in spiaggia.

In America le prime scarpe ai bambini erano fatte dalle foglie delle pannocchie di mais, per proteggerli. Ora per fortuna le scarpe sono un po’ più comode ma il concetto rimane lo stesso: la protezione.
Una pannocchia posta all’interno della culla proteggeva il bimbo dalle negatività e il mais, posto in sacchetti ai quattro angoli della casa, proteggeva tutta la famiglia dal male.

Io ne ho fatto dei panini con farina di mais. Li ho un po’ improvvisati sulla base degli ingredienti che avevo, e il risultato è andato oltre le mie aspettative.
Gialli, soffici e buoni, sia mangiati così che ripieni.
La farina di mais ne ho messa in uguale quantità con quella bianca per avere dei panini belli saporiti e infatti si è sentita molto! Mio marito li ha soprannominati i panini alla polenta, ma esagera o forse si è scordato com’è la vera polenta 😉
Rimangono soffici anche dopo giorni e con questa dose ne vengono fuori sei. Puoi anche fare un unico pane ma i panini sono sempre più divertenti da mangiare!

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Panini con farina di mais

1 tazza di farina integrale
1 tazza di farina di mais
1 cucchiaino di lievito secco
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiaini di acqua
1 cucchiaio di burro ammorbidito
1 cucchiaino di sale
Acqua

In un bicchiere mescola il lievito con lo zucchero e aggiungi l’acqua. Lascia riposare per 10 minuti.
Intanto in una ciotola mescola le farine con il sale. Aggiungi la miscela di lievito e il burro e inizia ad impastare aggiungendo acqua all’occorrenza.
Quando avrai fra le mani una massa soda e liscia, copri con un panno e lascia riposare per 20 minuti.
Trascorso il tempo forma i tuoi panini, mettili ben distanziati su una teglia e attendi 45 minuti.
Preriscalda il forno a 200°C.
Inforna per 20 minuti poi lascia raffreddare i panini prima di servirli.

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Treccia al pesto: ricetta antistress

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Forse non sai che il pesto può essere un alleato per combattere lo stress. E, non so tu, ma io ho ultimamente mi sento sempre più sotto stress.
Il problema è iniziato il giorno dopo il mio matrimonio. E no, non c’entra niente mio marito 😉
Mi manca un gatto. Ho passato i primi 27 anni della mia vita con dei gatti a cui davo dei nomi improbabili. Ci sono stati Murphy, Hiki, Back, Missy, Luna, Trixi e Novalis. E quello che più mi manca è accarezzare un gatto quando sono stressata.

Mi ricordo sotto esami studiavo con il gatto in grembo che faceva le fusa e mi spostava il mouse per volere più coccole. Se chiudo gli occhi posso sentire il calore e il peso sulle gambe e anche quel rumore di fondo, il ron ron per intenderci.
Mi manca, mi mancano tutti in verità. Ma niente, mio marito è ed è sempre stato un no-gatti, e benché con la nascita di Cecilia fu lui stesso a propormi un gattino, io gli dissi di no. Viviamo in appartamento e so bene come ai gatti piaccia stare fuori, girare per il giardino e farsi i loro giri.

Quindi mi serve un sostituto del gatto, e no, le pupe non contano 😉

Di pesto ne ho già parlato qui mentre di basilico ne parlavo proprio il venerdì scorso nell’herbarium.

Il basilico come già sai è una delle erbe aromatiche che amo di più.
Contiene composti che stimolano la produzione di adrenalina e serotonina, che agiscono in modo efficace per ridurre la sensazione di stress. Infatti il tè è ottimo per defaticare la mente e allontanare la malinconia.
E quindi ho pensato… perché non farne un bel pesto antistress? Però mi sembrava un po’ banale e allora dal pesto al pane il passo è stato più che breve.
E dal pane alla treccia ancora di più dato che mi piaceva l’idea di una treccia bigusto!

Il pane si è rivelato qualcosa di unico. Friabile al punto giusto, morbido al cuore e con un profumo che ha fatto venire tutta la famiglia in cucina appena l’ho sfornato!
L’attesa per farlo raffreddare è stata la parte più difficile del week end infatti.
Ottimo da solo, metà è finito così, e buonissimo con un formaggio spalmabile. Per fare la scarpetta un po’ si perde perché troppo forte come sapore, ma l’abbiamo eletto a pane per l’aperitivo!
Non farà ron ron, ma è proprio buono!
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Treccia di pane al pesto

Poolish
1 gr di lievito secco
100 gr di acqua
100 gr di farina manitoba
Impasta, copri e lascia riposare a temperatura ambiente per una notte (circa 8-12 ore).

Impasto
200 gr di Poolish
150 gr di acqua
8 gr di malto (zucchero o miele)
400 gr di Farina tipo 0
5 gr di sale
7 gr di olio EVO
20 gr di pesto (qui la ricetta per farlo da te)

Emulsione
20 gr di acqua
20 gr di olio evo

Procedimento
Impasta, a mano o con l’impastatrice, sciogliendo prima il poolish e il malto con l’acqua ed aggiungendo la farina ed il sale. Dividere l’impasto in due ciotole e in una inserire l’olio, nell’altra il pesto.
Metti a lievitare, in luogo caldo, coprendo il contenitore e attendi il raddoppio degli impasti.
Rovesciali su un piano infarinato, sgonfiali delicatamente e attendi 15 minuti. Stendili con un le mani con delicatezza, uniscili al centro, tagliali in 3 e intrecciali per creare la treccia.
Sposta poi delicatamente sulla teglia da cottura foderata con carta da forno. Attendi la lievitazione finale.
Scalda il forno a 180°C e inforna la teglia al livello più basso del forno.
Cuoci in totale per 40 minuti, fino a doratura della superficie.
Sforna, appoggia su una gratella e, ancora caldo, spennella bene su tutta la superficie l’emulsione di olio e acqua.
Lascia sulla gratella fino a completo raffreddamento.
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Pane casereccio a lievitazione naturale

Chi lavora con la pasta madre sa benissimo quante soddisfazioni può dare un lievitato che riesce bene.
Bene, oggi vi parlo della mia ricerca del pane perfetto, ricerca che è iniziata nel 2013 dandomi man mano che sperimentavo risultati sempre buoni ma mai eccelsi.
Finalmente oggi posso dire di aver trovato il pane che stavo inseguendo da due anni! Buono e con la crosta “che scrocchia” come quello del fornaio, ma con la soddisfazione che sono state le mie mani a farlo!
E poi i buchi nella mollica finalmente! Non che prima non venissero, ma non erano mai come li volevo io!
Solo in una cosa devo ancora migliorare, nel ribaltare l’impasto.
Ho sempre l’ansia e vado molto con calma e cautela quando dal cestino di lievitazione lo ribalto sulla teglia e infatti puntualmente un po’ si affloscia. Ma per quello ora che ho trovato la ricetta che fa per me ho tempo per impratichirmi e sperimentare. Così come i tagli superficiali. Ho sempre paura di compromettere l’alveolatura e non li faccio mai profondi!! Infatti quasi non si vedono!
Si accettano suggerimenti 😉

Pane casereccio a lievitazione naturale

Prefermento
15 gr di Pasta Madre
50 gr di Farina forte (bio),
75 gr di acqua
3 gr di miele
Mescolare gli ingredienti e lasciare riposare circa 8-12 ore
Impasto
110 gr di acqua fredda di rubinetto + 25 gr da inserire successivamente nell’impasto
250 gr di farina tipo “0”
5 gr di sale
5 gr di olio evo

 

Sciogliere in una ciotola il prefermento con l’acqua. Aggiungere la farina e mescolare.
Lasciare riposare per 30 minuti coprendo la ciotola.
Impastare introducendo gradualmente la restante acqua ed il sale. Ad ultimo aggiungere l’olio e lavorare fino che l’impasto non risulti liscio ed omogeneo.
Fare una palla e metterlo a lievitare.
Quando sarà triplicato, rovesciare sul piano leggermente infarinato e dare un giro di pieghe.
Mettere a lievitare in un cestino da lievitazione o in una ciotola foderati con un canovaccio spolverato di semola. Coprire ed attendere che lieviti nuovamente a temperatura ambiente.
Scaldare il forno, con all’interno un pentolino metallico e la placca da forno, quando avrà raggiunto i 240°C, togliere la placca e spolverarla di semola, ribaltarvi l’impasto con un movimento ben deciso, realizzare delle incisioni sulla superficie e infornare buttando qualche cubetto di ghiaccio nel pentolino rovente per generare il vapore.
Lasciare cuocere in tutto un’ora diminuendo gradatamente la temperatura nei primi 20-30 minuti fino arrivare a 200°C.
Negli ultimi 10 minuti, cuocere tenere socchiuso il portellone del forno ( io lo blocco con un cucchiaio di legno!) e finita la cottura lasciare raffreddare su una gratella prima di tagliare.

Homemade bread sourdough

Pre-ferment
15 grams of pasta Mother
50 grams of flour strong (bio)
75 grams of water
3 g of honey
Mix ingredients and let stand about 8-12 hours
Dough
110 grams of cold tap water + 25 g to be inserted later in the dough
250 grams of flour type “0”
5 grams of salt
5 g of extra virgin olive oil

 

Dissolve in a bowl the prefermento with water. Add flour and mix.
Let stand for 30 minutes, covering the bowl.
Knead gradually introducing the remaining water and salt. At last add the oil and work until the dough is smooth and homogeneous.
Make a ball and let rise.
When will be tripled, spilling onto lightly floured surface and give a tour of folds.
Let rise in a basket from rising or in a bowl lined with a cloth dusted with semolina. Cover and wait yeasts again at room temperature.
Heat oven with metal inside a pan and baking, when he has reached 240 ° C, remove the plate and sprinkle with flour, tipping over the dough with a movement was determined, create the pits on the surface and bake throwing some ice cubes in the hot pan to create steam.
Allow to cook all over one hour gradually decreasing the temperature in the first 20-30 minutes to reach 200 ° C.
In the last 10 minutes, bake keep ajar the door of the oven (I block with a wooden spoon!) And finished cooking cool on a wire rack before cutting.

La pizza di pasqua a modo mio

Quest’anno per Pasqua si cambia!
Eh si, come dicevo già l’anno scorso io la pizza pasquale tradizionale non la mangio. E non riesco proprio a sentirne l’odore in verità!
Ma quest’anno le cose sono cambiate. Come per la gravidanza di Cecilia anche con questa i miei gusti sono cambiati. Per esempio prima di Cecilia non mangiavo la carbonara. Mi faceva proprio stare male solo l’odore. Dopo Cecilia un giorno che mio marito l’ha portata in tavola (solo per lui!) l’ho assaggiata e me ne sono innamorata.
Stavolta i miei gusti invece sono sbilanciati sui formaggi. Certo, il pecorino non mi piace ancora (e penso a questo punto che mai mi piacerà!), ma la torta salata ho voluto modificarla per renderla più appetibile per me e per mia figlia, che in quanto a formaggi è proprio come me.
Quindi via il pecorino (finalmente!) e abbondiamo di grana e emmenthal! Il risultato è stato proprio come speravo, non sarà la pizza pasquale tradizionale, è vero (infatti mio marito ne pretende una “vera” per Pasqua!) ma almeno io e Cecilia eravamo soddisfatte! Certo, la ciliegina sulla torta sarebbe stata accompagnarla con dei salumi ma in gravidanza non si può volere tutto, no?

La pizza di pasqua a modo mio

Pre-impasto:
50 gr di farina manitoba
50 gr di pasta madre
25 gr di latte
Impasto:
120 gr di farina manitoba
40 gr di latte
100 gr di grana padano grattugiato
50 gr di emmenthal grattugiato
20 gr di burro
2 uova intere
1 gr di sale
1 gr di pepe

 

In una ciotola sciogliere il lievito madre nel latte, aggiungere la farina creando una massa omogenea, quindi sigillare con pellicola e lasciar fermentare 12 ore.
Unire in una ciotola le uova e i formaggi, creando una crema omogenea.
Dopo 12 ore nel pre-impasto aggiungere il latte e poco alla volta la crema di uova e formaggi e la farina, lasciandoli assorbire. Aggiungere quindi il burro, il sale e il pepe.
Rovesciare l’impasto su un piano di lavoro, arrotondatelo e mettetelo coperto con pellicola, fino a triplicazione del volume.
Scaldate il forno a 190°, riempite gli stampi (io 6 colombe della happyflex), e infornate.
Trascorsi i primi 40 minuti, se vedete che la superficie colora troppo, aprire il forno e coprire con carta argentata.
Sfornare e lasciare raffreddare.

Easter pizza my way

Pre-mix:
50 grams of flour Manitoba
50 gr of sourdough
25 grams of milk
Dough:
120 grams of flour Manitoba
40 grams of milk
100 grams of grated parmesan cheese
50 g grated Emmenthal
20 g butter
2 eggs
1 g salt
1 g of pepper
In a bowl, dissolve the yeast in the milk, add the flour, creating a homogeneous mass, then seal with foil and allow to ferment 12 hours.
Combine in a bowl the eggs and cheese, creating a smooth cream.
After 12 hours in the pre-mix and add the milk little by little cream cheese and eggs and flour, leaving them absorb. Then add the butter, salt and pepper.
Overthrow the dough on a work surface, round up and place covered with plastic, up to threefold increase in volume.
Preheat the oven to 190 °, and fill the molds (or mold) and bake.
After the first 40 minutes, if you see that the surface colors too, open the oven and cover with foil.
Remove from oven and let cool.

Pagnotta intrecciata

E’ da tantissimo che non panificavo!
E devo dirla proprio tutta… in verità era da novembre che non rinfrescavo la pasta madre! E poi? E poi ho avuto un periodo di rifiuto totale per qualsiasi tipo di panificazione! Nemmeno la pizza ho più fatto in casa.
E così come è venuta questo mese se ne è andata. Per fortuna, a detta di mio marito!
E per mia fortuna ho sempre una piccola scorta di pasta madre in freezer, anche perchè stavolta ho provato e riprovato a far riprendere la mia del frigo ma niente, sembra davvero morta.
La mia ultima speranza è provare a farle un “bagnetto” o sperare in qualche consiglio da parte di chi la usa e ha tentato un recupero del genere.
Comunque dopo aver fatto scongelare quella “di riserva”, averla rinfrescata, averne messo la metà di nuovo nel freezer e l’altra di nuovo a fare un rinfresco, ecco, in parole povere mi sono ricreata la mia piccola scorta “da frigo” e “da freezer”.
Certo, magari stavolta mi serve da lezione, non posso far passare così tanto tempo! Però è anche vero che già mi preoccupo di quando nascerà la mia seconda bimba.
Con Cecilia spesso dedicare più di 5 minuti alla cucina era un lusso, non perchè non fosse buona anzi, quello fin troppo, ero io ad essere costantemente stanca! Quindi questa volta, che sono due le bambine che richiedono tutta la mia attenzione, come farò?
Ok, ho preso una decisione: insegnerò a Cecilia come si fa! Che ve ne sembra come idea??!

Pagnotta intrecciata

Pre impasto:
100 gr di farina manitoba
100 gr di acqua
25 gr di lievito madre
Impasto:
300 gr di farina 00
100 gr di farina di avena macinata a pietra
125 gr di acqua
10 gr di sale

 

La sera prima sciogliete il lievito madre nell’acqua e aggiungeteci la farina, mescolando bene. Sigillate con pellicola e lasciate fermentare per 10/12 ore.
Al mattino, aggiungete la farina, il malto e l’acqua e iniziate ad impastare per circa 10 minuti.
Aggiungete il sale e lasciate assorbire.
Rovesciate l’impasto su un piano da lavoro e arrotondatelo.
Ponetelo quindi in una ciotola fino al raddoppio del volume.
Dividete l’impasto in 2 porzioni e con ognuna create una corda. Torcete tra loro due porzioni e lasciate riposare 45 minuti.
Portate il forno a temperatura di 220° e infornate.
Trascorsi i primi 15 minuti, abbassate la temperatura a 200° e continuate la cottura per 25 minuti.

Braided bread

Pre dough:
100 grams of flour Manitoba
100 grams of water
25 grams of yeast
dough:
300 grams of flour 00
100 grams of oat flour stone-ground
125 grams of water
10 g salt
The night before dissolve the yeast in the water and add in the flour, stirring well. Sealed with plastic wrap and let it ferment for 10-12 hours.
In the morning, add the flour, malt and water and started to knead for about 10 minutes.
Add the salt and let soak.
Overturned the dough on a work surface and round up.
Then place it in a bowl until doubled in volume.
Divide the dough into 2 portions and each created with a rope. Twist together two portions and let stand 45 minutes.
Bring the oven to a temperature of 220 ° and bake.
After the first 15 minutes, lower the temperature to 200 degrees and continue cooking for 25 minutes.

Split tin – pane inglese

Ecco la ricetta e la storia di un pane inglese davvero spettacolare!
L’ho assaggiato la prima volta che avevo 12 anni, a Londra con i miei genitori, e niente aveva a che vedere con i nostri pan bauletto. Il sapore mi è rimasto così impresso che quando ci sono tornata, a 30 anni e con la mia famiglia, l’avevo mitizzato! Ma sono riuscita a convincere mio cugino (abita a Londra da anni ed eravamo suoi ospiti) ad entrare in una panetteria per cercarlo! 
Ed eccolo lì, il nome non me lo ricordavo di certo ma come l’ho visto l’ho riconosciuto! E la signora inglese, di solito di poche parole stando alla descrizione di mio cugino, mi ha spiegato che in quella panetteria ne fanno diverse versioni e… mi ha dato da assaggiare diversi tipi! Ero al settimo cielo!
Poi quando le ho raccontato di come il sapore mi fosse rimasto impresso anni fa bhè, che ci crediate o no, mi ha dato la ricetta!! Scritta sul mio iphone la conservo ancora fra le note! E mi voleva anche spiegare cosa fosse il lievito madre! Inutile dire che le ho detto che lo avevo anche io e… le si sono illuminati gli occhi!
Lo ammetto, sono andata a trovarla tutti i giorni per prendere un pezzetto di pane e l’ultimo giorno ha regalato dei biscotti a Cecilia! Ancora oggi quando mio cugino entra in panetteria (molto di rado) chiede se torno! 
E questa ricetta, fatta e rifatta più volte, stranamente non l’ho mai messa sul blog. Forse perchè non è mia ma ora è arrivato il momento di condividerla! (e magari di far vedere le foto anche alla signora!!).

La versione qui riportata non è la classica, semplice, ma quella arricchita da semi in superficie. Perfetta per la colazione, come mi disse!

Split tin – pane inglese

500 g di farina, più extra per spolverare 
100 g di lievito 
1 cucchiaino di sale 
1 cucchiaino di miele 
1 cucchiaino di olio extravergine 
acqua calda
semini vari per la superficie

Setacciare la farina e il sale in una ciotola con un setaccio molto fine e poi fare un pozzo al centro. Aggiungere il lievito nella miscela della farina e sale. Quindi aggiungere 1 cucchiaino di miele e 1 cucchiaino di olio. A poco a poco aggiungere l’acqua tiepida a tutti gli ingredienti e con un cucchiaio di legno unire lentamente la farina. Posizionare su un superficie infarinata e impastare per 20 minuti. Mettere in una ciotola leggermente oliata, afferrare un asciugamano, bagnarlo con acqua calda, porlo sopra la ciotola e lasciare lievitare in un luogo caldo per 4 ore o fino a quando ha quasi raddoppiato in massa. Formare un rettangolo e rotolarlo per la lunghezza. Coprirlo e lasciarlo lievitare per circa 20/30 minuti. Mettere i semini in superficie e preriscaldare il forno a 230 C. Infornare per 15 minuti, poi ridurre la temperatura del forno a 200 C e cuocere in forno per 20/25 minuti.

Split tin

500 g flour, plus extra for dusting
100 g of yeast
1 teaspoon of salt
1 teaspoon of honey
1 teaspoon of virgin cooking oil
warm water

Lightly grease a 2 Ib (900 g) loaf tin. Sift the flour and Salt together in a bowl using a very fine sieve and then make a well in the centre. 
Add the yeast into the mixture of the flour & salt. Then add 1 teaspoon of honey and 1 teaspoon of virgin cooking oil. Gradually add the warm water to all the ingredients and with a wooden spoon slowly combine the flour into the other ingredients around the edge of the bowl to form a batter. Place on a floured surface and knead for 20 minutes until smooth and elastic. If you added too much water add more flour so the dough becomes dry. Place in a lightly oiled bowl.
Then grab a towel, wet it using warm water and place over the bowl and leave to rise, in a warm place for 4 hours or until nearly doubled in bulk. Knock back the dough and turn over on a lightly flour surface. Shape into a rectangle. Roll up lengthways. Tuck the ends under and place seam side downing the tin. Cover and leave to rise for about 20/30 minutes, or until nearly doubled in bulk.  
Leave for 10/15 minutes. Meanwhile preheat the oven to 450 F. Bake for 15 minutes, then reduce the oven temperature to 400 F. 
Bake for another 20/25 minutes unti golden brown.

Horiatiko Psomi

Con la Grecia arriva anche un pane non molto conosciuto all’estero ma sempre presente nelle panetterie greche.
Ho girato la Grecia in lungo e largo con i miei genitori e in qualunque paesino ci fermassimo la prima cosa che facevo con mia madre era scendere dal camper con qualche dracma per comprare il pane.
Psomi. O Psciomì, come dicevo io. 
Buono, semplice e leggero. Tanta mollica, come piace a me, e adatto a qualsiasi piatto anche se la morte sua è accompagnato dallo tzatziki.
Me lo ricordo ancora e se chiudo gli occhi posso immaginare profumo e sapore. 
Sull’onda del ricordo sono andata a cercare la ricetta in rete. Difficile da trovare, specie se non si sa nemmeno come è scritto! Ma alla fine sono riuscita dal mio nome pronunciato (male) ad arrivare al pane. 
Quello che ho preparato io è il pane di tutti i giorni, quello della Grecia rurale, quello che forse più si avvicina al pane dei miei ricordi.
Ma cercando un pane ho scoperto un vero mondo di storia, praticamente la Grecia si distingue, fin dai tempi più antichi, per le varietà di pane che ha saputo… sfornare. 
Infatti i pani greci “antichi”, circa una sessantina, avevano nomi legati alle forme, ai tipi di cereali impiegati, agli ingredienti, alle modalità di cottura e sopratutto ai riti cui erano destinati. Gli impasti di acqua e farina erano anche mescolati con miele, vino, olio di oliva, latte ed erbe aromatiche. 
Si deve ai Greci l’istituzione dei primi forni pubblici e delle associazioni di panificatori con precise regole di lavoro e di lavorazione del pane. Il pane lievitato, con la conquista della Grecia da parte dei Romani e l’arrivo di schiavi panettieri Greci nell’ antica Roma, andò a sostituire il puls, pane di polenta o farro o fava, che fino a quel tempo era considerato cibo nazionale romano.
Che aggiungere, sembra proprio che dobbiamo ai greci le pagnotte nostrane di cui ci vantiamo tanto!

Horiatiko Psomi

preimpasto:
50 gr di pm
25 gr di acqua tiepida 
50 gr di farina manitoba
impasto:
250 gr di farina di grano integrale
1/2 cucchiaio di sale 
156 ml di acqua tiepida 
1 cucchiaino di latte 
1 cucchiaino di olio d’oliva 
1 cucchiaino di miele 

Preparare il preimpasto e lasciarlo lievitare per 2 ore. 
Setacciare la farina rimasta con il sale, mettere in una ciotola, e fare la fontana al centro. Aggiungere olio, miele, latte, il preimpasto, e 2 tazze di acqua. Mescolare lentamente con le mani fino a quando l’impasto non risulta bello liscio e non si attacca alle mani. 
Mettere l’impasto in una ciotola leggermente unta d’olio e rotolarlo fino a oliarlo tutto. Coprite la ciotola con un panno e metterla in un luogo caldo. Lasciare lievitare fino al raddoppio.
A impasto raddoppiato, impastare per 5-6 minuti su una superficie infarinata. Dividere la pasta se volete dei panini più piccoli o dategli una forma tonda oppure oblunga. 
Posizionare su una teglia e lasciar lievitare in un luogo caldo per un’ora.
Scaldare il forno a 220°C, fare dei tagli sul pane e infornare per 30- 35 minuti.

Horiatiko Psomi

1/2 ounce of fresh yeast
1/4 cup of lukewarm water
1/4 cup of flour for bread
4 cups of bread flour (whole wheat)
1/2 tablespoon of salt
1 1/4 cups of lukewarm water
1 tablespoons of milk
1 tablespoons of olive oil
1 tablespoons of honey

Make a sponge with 1/2 pound of starter, the 1/4 cup of lukewarm water, and 1/4 cup of flour. Set aside to rise for 2 hours.
Sift the remaining flour with the salt, put in a large mixing bowl, and make a well in the center. Add oil, honey, milk, yeast mixture, and water in the well. Pulling in the flour slowly, mix with hands until it’s a cohesive mass. Turn out onto a floured surface and continue kneading until the dough is nice and smooth and no longer sticks to the hands.
Place the dough in a lightly oiled mixing bowl and roll until all sides of the dough are lightly oiled. Place in a warm place and allow to rise until doubled, about 1 1/2 to 2 hours.
Punch down and knead for 5-6 minutes on a floured surface. Divide the dough into the number of loaves you want to make, and form into round or oblong shaped loaves. Place several inches apart on ungreased cookie sheets and cover with 3 clean dishtowels. In a warm place, allow the loaves to rise for 1 hour.
Preheat oven to 450 F and bake as is on the rack just below the middle of the oven for 30-35 minutes until browned. When tapped on the bottom, bread will sound hollow. When the loaves are done, remove from oven and cool on racks.

Cornetti salati integrali

Un periodo di sfiga sembra sempre non finire mai. Prima il visto non preso, poi la macchina. Semiassi da sostituire, ovviamente. 
Le corse per i concessionari perchè non vale la pena aggiustarla, con la paura di rimanere a piedi. Una settimana un po’ da incubo!
Per fortuna in mezzo c’è stato un pic-nic per inaugurare il mio nuovo acquisto: l’impastatrice kitchenaid!
Un unicio giorno di sole che è coinciso con il nostro anniversario di matrimonio, un raggio di sole nelle nubi di giugno oserei dire, e dei cornetti salati che mi hanno fatto amare l’impastatrice fin dal primo giro.
Per il pic nic perfetto poi ci voleva anche il vino perfetto.
Lo ammetto, è stato un salto nel buio l’abbinamento perchè mai prima d’ora avevo mai assaggiato questo spumante, ma la descrizione con la frase “profumo di crosta di pane” mi hanno ispirata ed è stata un’ottima scelta!
Il cruasè di Francesco Quaquarini: già il colore mi mette allegria, rosa, un piacere alla vista oltre che al palato! Poi il sapore, la vera scoperta. Al naso ha un bouquet complesso ed accattivante, in bocca i piccoli frutti rossi ne esaltano il sapore, specie sul finale, e con la loro acidità bilanciano l’effervescenza dello spumante.
Che dire, le nuove bollicine rosa non possono che rappresentare un nuovo punto di svolta sia nei miei futuri acquisti della spumantistica, sia per gli abbinamenti, un classico dolce che diventa salato, da rifare!
E con queste premesse di cambiamento, la vita anche non può che migliorare, giusto?

Cornetti salati integrali

Prefermento
150 gr di lievito madre
100 gr farina manitoba
110 gr di latte

Mescolare tutti gli ingredienti, coprire la ciotola e lasciar fermentare per 8-10 ore.

Impasto 
tutto il prefermento
50 gr farina manitoba
100 gr farina integrale
40 gr di zucchero
1 uovo 
50 gr di olio di semi di girasole
8 gr di sale
semi di girasole

Impastare tutto insieme finchè non è ben incordato, sistemare l’impasto in ciotola e lasciar riposare per un paio d’ore.
Infarinare il tavolo di lavoro, stendere l’impasto ad un altezza di 3mm e ritagliare dei triangoli allungati.
Formare i cornetti e adagiarli su una teglia con carta da forno, cospargerli di semi, coprire con la pellicola  e lasciar lievitare per 8-10 ore.
Infornare a 160°C per circa 30 minuti.
Ripieno
rughetta
hamburger
cipolla
Spalmare la salsa facendo attenzione a non rompere le punte del croissant e… riempire a piacimento!

Savory stuffed croissants integrals


pre-ferment 
150 grams of yeast 
100 gr flour manitoba 
110 grams of milk 
Mix all ingredients together, cover the bowl and leave to ferment for 8-10 hours. 
dough 
throughout the prefermento 
50 g manitoba flour 
100g wholemeal flour 
40 grams of sugar 
1 egg 
50 g of sunflower oil 
8 grams of salt 
Mix everything together until it is well-strung, place the dough in the bowl and let sit for a couple of hours. 
Flour the work table, roll out the dough to a height of 3 mm and cut into elongated triangles. 
Forming croissants and lay them on a baking sheet with parchment paper, cover with plastic wrap and let rise for 8-10 hours. 
Bake at 160 ° C for about 30 minutes.
filling 
Calvé burger sauce 
rocket 
hamburger 
onion 
Spread the sauce, being careful not to break the tips of the croissant and fill … at will!

Piadina con… zaalouk!

Una delle cose che più mi piace della nostra via dei sapori è la riscoperta di emozioni e pensieri legati a determinati posti o piatti.

Il piatto che vi propongo oggi è una fusione di due piatti tradizionali nata da una storia che ora vi racconto: un mio caro amico, marocchino di origine e romano di adozione (come si definisce lui) finita la scuola, mi aveva proposto una cena “a metà”, lui cucinava la portata principale e io il dolce. Entusiasta mi misi a preparare l’unico dolce che sapevo fare, il tiramisù (ero giovane e con un accesso ristretto alla cucina, abbiate pietà!) mentre lui mi parlava di piatti a me sconosciuti al telefono. Eravamo in quel periodo adolescenziale dove quasi parlavi di più al telefono che dal vivo, ma fra uno strato e l’altro di savoiardi capii che la mia cena sarebbe stata molto speziata dall’elenco infinito di erbe che stava mettendo in quel piatto dal nome insolito.
Arrivai a casa sua con il mio bel dolce a seguito e mi aspettava una bella sorpresa: la nostra cena era sul balcone, seduti per terra e a mangiare tutto con le mani! Tranne il tiramisù ovviamente.
Mi ha proposto questo zaalouk, buonissimo e speziato come avevo immaginato, con il pane arabo che era l’unica cosa a me nota. Poi è iniziata la nostra “discussione” lui diceva che il pane arabo era uguale alle nostre piadine, che aveva visto al supermercato ma mai assaggiato, io continuavo a ripetergli che non c’entravano niente ma che ci sarebbero state benissimo con la pietanza che aveva preparato. Ma lui non mi credeva. Prima di andarmene ho chiesto alla mamma di scrivermi la ricetta dello zaalouk e il giorno dopo ho messo mia mamma ai fornelli per preparane un po’ mentre io andavo al supermercato… indovina a comprare cosa?
Con la scusa di un film che avevo affittato la sera stessa il mio amico è venuto da me ed ecco che ha scoperto quanto sono diverse le piadine dal pane arabo! 
E ancora adesso ogni volta che vedo una piadina mi viene in mente lo zaalouk! Per me rimane l’accoppiata vincente!
Anche il pane arabo mi piace però ^^ ma lo preferisco con una pietanza che svelerò nei prossimi giorni!
La ricetta qui di seguito è quella della mamma del mio amico, ancora conservata su un foglietto al sicuro a casa dei miei. La piadina invece, è quella di Tiziana. Buonissima, ma ho dimezzato le dosi e resa “mignon” per poterla meglio accompagnare con questo antipasto marocchino!

Zaalouk


1 melanzana grande pelata e tagliata a pezzetti
4 pomodori freschi grandi, pelati, senza semi e tagliati a pezzetti
3 spicchi di aglio finemente tritato
1/3 di tazza di coriandolo e prezzemolo tritati
1 cucchiaio di paprika
1 cucchiaio di cumino
1 e 1/2 cucchiaino di sale
una presa di pepe
1/4 di tazza di olio di oliva
1/3 di tazza d’acqua

Mischiare tutti gli ingredienti in una padella profonda o in una pentola. Coprire e lasciare cuocere a fiamma media, medio-alta per 30 minuti, mescolando di tanto in tanto e cercando di far amalgamare i pomodori e le melanzane. Abbassare la fiamma se necessario per evitare di bruciare lo zaalouk!
Dopo 30 minuti scoprire e lasciar cuocere per altri 10 minuti per far evaporare i liquidi.
Può essere servita calda o fredda.

Piadina mignon (6 dal diametro di circa 10 cm)

125 gr di farina 00
32 gr di acqua
32 gr di latte parzialmente scremato fresco
34 gr di strutto
4 gr di lievito per torte salate
3 gr di sale fino
1 pizzico di bicarbonato di sodio

Intiepidire il latte e l’acqua e lasciar ammorbidire lo strutto una mezz’ora prima fuori dal frigorifero. 
Fare la fontana con la farina e al centro mettete lo strutto a pezzetti, il lievito, il bicarbonato e il sale. Aggiungere l’acqua e il latte. Mettere l’impasto in una ciotola, coprire e lasciar riposare 48 ore al fresco. 
Dividere la pasta in 6 pezzi e formare delle palline da lasciar riposare a temperatura ambiente almeno mezz’ora. 
Stendere la piadina con il mattarello fino a uno spessore di 0,5 centimetri. Se volete, ritagliatele con un coppapasta.
Scaldare una padellina antiaderente e cuocere pochi minuti per lato, controllando la cottura alzando la piadina. Disporre le piadine una sull’altra per far si che rimangano calde mentre cuocete le altre.

Zaalouk 

1 large eggplant peeled and cut into small pieces 
4 large fresh tomatoes, peeled, seeded and chopped 
3 cloves of garlic, finely chopped 
1/3 cup of cilantro and parsley 
1 tablespoon paprika 
1 tablespoon of cumin 
1 and 1/2 teaspoon salt 
a pinch of pepper 
1/4 cup of olive oil 
1/3 cup water 
Mix all the ingredients in a deep pan or a pot. Cover and let cook over medium heat, medium-high for 30 minutes, stirring occasionally and trying to blend the tomatoes and aubergines. Lower the heat if necessary to prevent burning the zaalouk! 
After 30 minutes, uncover and cook for another 10 minutes to evaporate the liquid. 
Can be served hot or cold.

Flatbread mignon (6 diameter of about 10 cm) 

125 grams of flour 00 
32 grams of water 
32 grams of fresh semi-skimmed milk 
34 grams of lard 
4 grams of baking pies 
3 grams of salt 
1 pinch of baking soda 
Warm the milk and water and let it soften the lard out of the fridge half an hour before. 
Making the fountain with the flour and the center put the lard into small pieces, baking powder, baking soda and salt. Add the water and milk. Put the dough in a bowl, cover and let stand 48 hours in a cool place. 
Divide the dough into 6 pieces and roll into balls, allow to stand at room temperature at least half an hour. 
Spread the flat bread with a rolling pin to a thickness of 0.5 cm. If you want, cut them out with a pastry cutter. 
Heat a non-stick pan and cook a few minutes on each side, controlling the cooking raising the flatbread. Arrange the tortillas on one another to make sure that they stay warm while you cook the others.

Hobz arbi – Pane arabo

Inizio la giornata con la mia prima ricetta per la via dei sapori. Questo mese eravamo a far visita al Marocco con il nostro pulmino e la prima cosa che mi viene in mente quando penso a quel bellissimo paese è il suo pane.
Così semplice ma così buono, sta bene con qualsiasi cosa, il pane perfetto mi viene da pensare!
Lo faccio spesso, lo ammetto, ma non mi ero mai cimentata con il lievito madre essendo abituata ad una vecchia ricetta. Ma per la via dei sapori ho voluto fare una prova!
A dire il vero mi frullava già nella testa da un po’, però non mi decidevo mai!
A parte la lavorazione un po’ più lunga non ho trovato grandi differenze, il lievito madre su questa ricetta non ha un impatto così grande però c’è da dire che fa meno male dell’equivalente chimico, quindi preferisco questa versione all’altra che avevo.
La veloce cottura rende questa ricetta perfetta per chi, come me, si ricorda sempre troppo tardi di rinfrescare il pane e di stare nei tempi per portarlo in tavola a cena, infatti il pane arabo cuoce in 10 minuti! 
Il pane è venuto perfetto, chiaro e vuoto dentro, ho fatto quattro panini tondi per farli maneggiare anche alla piccola di casa che ha una grande passione per il pane, ma volendo con questa dose escono due pani di dimensioni normali!
Noi l’abbiamo mangiato al naturale, ma non nego che mi sarebbe piaciuto un bel kebab dentro ^^

Hobz arbi – Pane arabo

150 gr di farina manitoba
76 ml di acqua
50 gr di pasta madre
un pizzico di sale
1/2 cucchiaino di zucchero
farina di riso per spolverare

Sciogliere la pasta madre nell’acqua. In una ciotola mettere la farina a fontana, e al centro lo zucchero e l’acqua con la pasta madre sciolta. Iniziare ad impastare facendo assorbire tutta l’acqua, aggiungete il sale e trasferite sul piano. Impastare per una decina di minuti. Lasciar lievitare per 3 ore in una ciotola con un panno. 
Trascorso il tempo dividere l’impasto in 4 parti e stenderli con un mattarello. Adagiare i panini sulla leccarda foderata di carta forno, cospargerli con la farina, e lasciate lievitare intanto che il forno raggiunge la temperatura. 
Infornare in forno caldo a 250°C per 10 minuti e far freddare su una gratella.

Hobz arbi – Arabic bread 

150 grams of flour manitoba 
76 ml of water 
50 gr of sourdough 
a pinch of salt 
1/2 teaspoon of sugar 
rice flour for dusting 
Dissolve the yeast in the water. In a bowl put the flour, and the center of the sugar and water with sourdough dissolved. Start kneading by absorbing all the water, add the salt and transferred to the floor. Knead for about ten minutes. Let rise for 3 hours in a bowl with a cloth. 
After the interval divide the dough into 4 pieces and lay them out with a rolling pin. Arrange the rolls on baking tray lined with parchment paper, sprinkle with flour, and let it rise in the meantime that the oven reaches the set temperature. 
Bake in preheated oven at 250 ° C for 10 minutes and let cool on a wire rack.