Cozze verdi gratinate: ricetta fortificante

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Sono tante le cose strane che trovo a vendere nei supermercati della Nuova Zelanda. Fin dal primo giorno avevo notato queste strane cozze verdi ma poi le novità erano così tante che mi ero proprio scordata di loro!

Le cozze verdi, prodotto tipico neozelandese, rivestono una grande importanza fra le specie coltivate, sono note anche con i nomi di: greenshell, Kuku e Kutai.

Il nome deriva dal loro aspetto, infatti il guscio sfuma dal marrone scuro al verde per poi finire con un bordo esterno verde acceso. Anticamente i Maori attribuivano a questo mollusco proprietà benefiche e curative, soprattutto a carattere antinfiammatorio. Rafforzati dal fatto che questa popolazione sin dai tempi antichi non sembra soffrire di forme artritiche e malattie simili, si sono svolti diversi studi scientifici sulle effettive proprietà di questo mollusco.

Gli studi hanno dimostrato che questo mollusco fornisce sostanze di base, i GAG (Glicosaminoglicani) che giocano un ruolo chiave nel caso di disequilibrio del tessuto connettivo, e diversi minerali (Potassio, Magnesio, Calcio, Ferro, Sodio, Selenio, Zinco), L-aminoacidi, acidi essenziali Omega-3, enzimi, tutti elementi importanti per il nutrimento del tessuto connettivo e della cartilagine.
Questo rende la cozza verde efficace per una terapia naturale rigenerante, ricostituente ed antinfiammatoria dei tessuti connettivi come la cartilagine, i tendini ed i legamenti.
E’ un mollusco particolarmente indicato a chi sottopone le loro articolazioni a carichi elevati (come sportivi o persone molto attive).

In ogni modo ulteriori studi sono ancora in corso di aggiornamento per questo straordinario prodotto dalle qualità ancora da scoprire. Tuttavia, già si raccomanda per alleviare i dolori alle giunture e quelli dovuti alle forme artritiche, per ridurre le infiammazioni, per aumentare le capacità di recupero in seguito a lesioni o ad una stressante attività fisica.
Quindi si, la non-artite dei Maori è (anche) grazie a queste cozze.

E dopo aver raccolto tutte le possibili informazioni su queste cozze verdi come potevo non correre a comprarle?

Ma come cucinare questo cibo così strano? Perché strano è, a parte il colore, sono grandi due volte le nostre cozze.

All’inizio volevo farci una pasta ma facendo due chiacchiere con la ragazza del banco della pescheria (fra l’altro di razza Maori) ho scoperto che loro le condiscono in maniera molto semplice. E ho provato la sua ricetta.

Ecco quindi le cozze veri gratinate, in tutta la loro succulenta bontà.
Un sapore che ricorda molto le nostre cozze, ma amplificato da un gusto “selvaggio”, e da un profumo di mare che ho di nuovo fame solo a parlarne.
Rimangono morbidissime e succose, si sciolgono in bocca per quanto sono morbide e devo dire, anche se non l’avrei mai detto, che cozze e burro sono davvero una splendida accoppiata!

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Cozze verdi gratinate

200 gr Burro
sale q.b.
pepe q.b.
1 kg di Cozze verdi della nuova Zelanda
farina q.b.
erbe a piacere

Lascia qualche ora il burro a temperatura ambiente oppure intiepidiscilo nel microonde per ottenere la consistenza cremosa.
Regola di sale e pepe e aggiungi erbe a piacere.
Apri le cozze in un tegame senza acqua, una volta aperti dividi i gusci e tieni quelli con la valva da parte.
Preriscalda la grigia o il grill del forno alla massima potenza.
Aggiungi un cucchiaino di burro ai mitili e poi spolvera con la farina precedentemente tostata in padella.
Griglia per 1 minuto alla massima potenza poi abbassa e continua la cottura fino a quando il burro non inizia a sobbollire nella valva e la farina inizia a formare una crosta croccante.
Servi immediatamente.
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Bruschetta ricotta, miele, timo e mandorle: ricetta energizzante

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Siamo già arrivati a metà maggio ma il freddo ancora non è arrivato a farsi sentire. L’essere passati per Roma prima di patire ha però scombussolato le pupe, specie Cecilia, e dal caldo di Roma ci siamo trovati ai mille gradi in aeroporto (qualcuno mi spieghi perché deve fare così caldo lì dentro!) poi, anche se lo sapevamo, il freschetto mattutino di Auckland ci ha comunque colti di sorpresa.

Sono passate già due settimane eppure il freddo so che non è tanto fuori ma io lo sento dentro, nelle ossa. E’ davvero una spiacevole sensazione che, a parte farmi sentire una vecchietta quando giro in vestaglia la mattina, mi da proprio fastidio!

Mi sono dunque messa ai fornelli, anzi, ho proprio acceso il forno dato che i riscaldamenti qui lasciano un po’ a desiderare (dimmi che non sono l’unica che pensa che fa proprio strano parlare di riscaldamento a maggio!). E mentre tagliavo ili pane da scaldare ho preso, quasi da automa, il timo.

Il timo serve a dare una ripulita alle energie. Fin dai tempi dell’antica Grecia veniva bruciato nei templi, e i sacerdoti si facevano, e consigliavano di farlo, un bagno con maggiorana e timo per dare coraggio ed energia.
E’ un mineralizzante, quindi rafforza negli stati di debilitazione e debolezza. Inoltre possiede notevoli proprietà antisettiche, sto andando incontro all’inverno e mi sembra perfetto, non trovi?

Questo antipasto è un vero “apristomaco”. Stuzzica l’appetito e prepara al piatto principale senza appesantire.
Io sono una fan della bruschetta e me la mangio condita nei modi più svariati ma fra i tanti questa combinazione è la mia preferita. Avendo poi trovato delle bellissime mandorle stavolta ho voluto osare aggiungendole e la loro nota amara, data dalla buccia, ha bilanciato il dolce del miele.
L’unico rimprovero che mi è stato fatto è che la prossima volta ne devo fare di più!
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Bruschetta ricotta, miele, timo e mandorle

4 fette di pane
50 gr di ricotta di capra
qualche rametto di timo
qualche cucchiaio di miele di timo
50 gr di mandorle

Metti il pane in forno a bruscare e nel frattempo frantuma grossolanamente le mandorle con un mortaio.
Appena il pane è tostato spalma la ricotta e condisci con un cucchiaio di miele.
Aggiungi a pioggia mandorle e timo e cerca di mangiare le bruschette tiepide!
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Stelline di polenta al mandarino

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Ci siamo, capodanno cinese, si entra nell’anno della scimmia.

E se penso a scimmia tiro fuori la mia parte più legata ad anime e manga e penso a dragon ball o saiyuki. Certo, ce ne sono molte altre ma a me vengono queste immagini in mente. Subito dopo Donkey Kong. E mi fa strano perché io a Donkey Kong non ci ho mai giocato! Ma da poco ho visto il film più assurdo che ci sia, Pixel, e ancora mi domando se c’è un senso in quel film. Di certo mi ha fatto ridere. A mio marito molto di più ma lui passava ore nelle sale di videogiochi da piccolo. A me in verità non affascinavano così tanto, ma questo non dirglielo 😉

Non penso però che anime, manga o videogiochi abbiano influenzato la ruota degli animali del capodanno cinese, c’è stato però un bellissimo (e romanticissimo) manga quando ero adolescente, fruits basket, e parlava proprio degli animali dell’oroscopo cinese. La storia è bella intrecciata ma posso solo dirti che mi piacque molto da subito. So che ne hanno fatto anche un anime ma quello non l’ho mai visto.

A parte questa parentesi, veniamo ai fatti, cioè cosa porterà questa scimmia in questo suo anno? Dovrebbe essere l’anno delle opportunità, dei cambiamenti e della tolleranza. Sembra un anno sotto il segno di Babbo Natale messa così! Ma a differenza del bianco babbo la scimmia è ambiziosa e un po’ opportunista. Quindi? Quindi ben vengano i cambiamenti ma meglio stare con gli occhi aperti ricordando che non è tutto oro quello che luccica!

Però se parlo di dolci mi devo ricredere! Non ho mai trovato un dolce bello e non buono. Sarà il caso di dire che i dolci rientrano nell’eccezione che conferma la regola?

E qui in casa si festeggia l’anno della scimmia con un qualcosa che di cinese non ha proprio origini. Però più pensavo a questa festività più l’immagine di mettere in un antipasto il mandarino si faceva largo fra i miei pensieri.

Ed è stato un amore a primo assaggio. La farina di mais fa un bel contrasto con il succo di mandarino, e anche la piccolissima di casa ha gradito questo insolito sapore (senza sale per lei!)

I semi di papavero sono stati un’aggiunta “di colore”, volevo usare la buccia del mandarino per fare delle scorzette ma il tempo di spremerlo e iniziare a fare la polenta e… Cecilia l’aveva già messo sul termosifone per farlo seccare! Quindi niente scorzette.

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Stelline di polenta al mandarino

125 gr di polenta
60 gr di acqua
succo di 1 mandarino
sale
semi di papavero

Cucina la polenta in acqua e succo di mandarino e, una volta pronta, falla raffreddare.
Taglia dei tocchetti di polenta con le forme per dolci e mettili in un piatto. In alternativa, se non vuoi farlo con le formine, taglia la polenta a cubetti di media grandezza.
Distribuisci sulla polenta sale e semi di papavero e servi l’antipasto di polenta a temperatura ambiente.

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Rotolini di zucchine e tonno

Sono in piena fase “ritorno al futuro”.

Sarà che sono stata circondata da scritte, post e note sui 30 anni dal viaggio al futuro, fatto sta che sono entrata nel loop.
Mi piacevano i film e me li sono rivisti volentieri in questi giorni. Cecilia non era dello stesso avviso e a metà film mi ha mollata sul divano preferendo le bambole ma penso sia troppo piccola per un film del genere.
Io e mio marito invece sembravamo tornati bambini. E quanto abbiamo riso nel secondo film, quello sul futuro. Ma davvero pensavano avessimo tutte quelle cose strane?
Lo skateboard volante, i vestiti che si regolano e si asciugano da soli, indossare i calzoni con le tasche di fuori, il cinema con la pubblicità ad ologrammi!
Sarebbe divertente per qualche cosa, come la pizza che da piccina diventa enorme nel fornetto. Ma come si vede che è un film degli anni 80!
Non so se ti è capitato di rivederlo o se te lo ricordi, ma ci sono delle cose che fanno davvero ridere.
Mi chiedo se Cecilia riderà da grande, quando vedrà i film che adesso ambientiamo in un futuro non così distante, diciamo altri 30 anni.
Come te lo immagini il futuro? Skateboard e macchine volanti? Io sinceramente non credo.
E in attesa che la cucina si metta in movimento da sola quando proprio non mi va di cucinare ti propongo un veloce sfizio.
Noi li mangiamo per antipasto accompagnati a del pesce al forno. Ma hanno fatto la loro figura anche nella nostra ultima festa a casa, non sono riuscita a mangiarne nemmeno uno!
Ecco quindi i miei rotolini, in perfetto stile anno 2015.
Molto semplici, si fanno in pochi minuti. Ci sono poche accortezze: usare un tonno buono e tagliare fettine davvero sottili di zucchina.
A te la ricetta e aspetto di sapere come immagini il 2045!

Rotolini di zucchine e tonno

1 zucchina
1 scatoletta di filetti di tonno consorcio sgocciolati
1 cucchiaio di formaggio fresco spalmabile
sale
pepe nero
salsa di soia

 

Con un grosso coltello taglia a strisce la zucchina. Cerca di farle il più sottile che puoi!
Mescola il tonno sgocciolato, con il formaggio fresco, sale e pepe.
Poi semplicemente arrotola la zucchina con il ripieno e blocca con uno stuzzicadenti per evitare che si aprono.
Sono buonissimi immersi nella salsa di soia.

Tuna zucchini rolls

1 zucchini
1 can of Tuna Drained
1 tbsp Fat Free Greek Yogurt
punch of salt
black pepper
Soy Sauce

 

With a large knife cut thin strips of cucumber longwise. Mix the drained tuna, yogurt, lemon juice, salt and pepper.To make the roll add a tablespoon of the tuna salad on on end of a cucumber strop. Then simply roll!The thin ones stayed together better. I just stuck a toothpick in them to prevent unrolling.

Felafel

Ho tanta voglia di stare all’aperto e di pic-nic!
Sarà che questo giugno mi sento particolarmente portata alle mini porzioni o sarà il bel tempo che mi spinge a mangiare fuori, fatto sta che sempre più spesso mi trovo a preparare il cestino da pic nic, metterci qualcosina di sfizioso appena preparato e incamminarmi verso il parco!
Mi prenderanno per matta, sono più le volte che sto lì di quelle in cui sono in casa! E poi il bello è che non mi metto spaparanzata al sole ma sotto un albero, ben lontana dai raggi solari che mi fanno diventare paonazza. E poi ho trovato un albero perfetto, diciamolo. Un tronco che reggerebbe una casa, un piccolo piazzale in piano ai suoi piedi e, cosa fondamentale, la fontanella vicino!
I week end immagino sia preso d’assalto ma tanto noi andiamo in mezzo alla settimana, quando passeggiano solo nonni e nipoti, anche se verso mezzogiorno il parco sembra solo per noi. C’è un ciclista che ogni giorno sotto il sole cocente mi passa davanti, sono tentata di salutarlo, ormai è un appuntamento fisso e quasi mi preoccupo se tarda di 5 minuti!
Che dite, lunedì lo saluto?
Mentre ci pensate su vi lascio a queste polpettine che si fanno in poco tempo e si mangiano in un attimo! Le trovo perfette per un pic-nic, si prendono con le mani e sono ottime accompagnate a un p rimo piatto freddo!

Felafel

250 gr di ceci
1/2 cipolla
1 spicchio di aglio
cumino
prezzemolo fresco
sale
pepe
olio di semi

 

Tagliare la cipolla e l’aglio grossolanamente e tritare il prezzemolo.
In un mixer versare i ceci, la cipolla, l’aglio, il cumino e quando gli ingredienti si saranno amalgamati aggiungere il prezzemolo e aggiustare di sale e pepe.
Una volta pronto il composto lasciatelo riposare in frigorifero per 20-30 minuti.
Trascorso il tempo formare i felafel con un cucchiaio, scaldare l’olio e iniziare a friggere pochi felafel.
Quando saranno dorati, scolarli e trasferirli su carta assorbente.
Buoni sia caldi che freddi e soprattutto con qualsiasi salsa di accompagnamento!

Felafel

250 grams of chickpeas
1/2 onion
1 clove of garlic
cumin
fresh parsley
salt
pepper
seed oil
Cut the onion and garlic and coarsely chop the parsley.
In a mixer pour chickpeas, onion, garlic, cumin, and when the ingredients are blended add the parsley and season with salt and pepper.
Once the mixture ready let it rest in the refrigerator for 20-30 minutes.
After the interval form felafel with a spoon, heat the oil and start frying few felafel.
When they are golden, drain and transfer them on paper towels.
Good both hot and cold, and especially with any sauce!

Ceci speziati – regali golosi

Una settimana fa Cecilia ha iniziato la materna. Mi fa ancora strano sia pensarlo che dirlo! Dopo due anni e mezzo che stavamo a casa praticamente 24 ore su 24 ecco che torno ad avere le mattine libere. Che strano!
Comunque l’inserimento continua con me presente, la scuola che abbiamo scelto è molto attenta ai bisogni dei bambini e le loro previsioni di inserimento in un paio di giorni mi fecero ridere a luglio, quando andai a conoscere i maestri. Perché? Ma è semplice, come si può pretendere che una bimba che vive con i genitori e non ha contatti con altri bambini dopo due giorni prende il via? Poi la mia Cecilia è molto diffidente con gli sconosciuti, non fa un sorriso nemmeno se lo paghi oro, ma di solito basta una mezz’ora che si scioglie. Ma non in una classe con tanti bambini!
Il primo giorno c’era un bimbo, dolcissimo a mio avviso, che voleva darle la mano e accompagnarla a vedere l’asilo, Cecilia si è messa il dito in bocca e con lo sguardo l’ha fulminato! Mi sono trattenuta dal ridere. Ma che ci volete fare, lei è fatta così, è abituata a stare solo con noi e non abbiamo amici con figli più o meno coetanei qui a Milano. A Roma c’è il figlio della mia migliore amica che si passa due mesi con Cecilia, ma vederlo una volta ogni tre-sei mesi non basta. E il parco giochi? Andiamo ma il massimo che abbiamo trovato sono bimbi che camminano appena o adolescenti! E Cecilia è più spigliata verso quest’ultimi!
Ma la materna le farà un gran bene, la scioglierà da questa timidezza verso gli altri bambini e imparerà a capire che si può vivere qualche ora senza mamma.
Ma chissà se la sua mamma imparerà a stare qualche ora senza la sua bimba?!!

Ceci speziati

250 gr di ceci
1 cucchiaino di curry
1/2 cucchiaino di peperoncino
1 cucchiaino di timo
2 cucchiai di olio evo
Preriscaldare il forno a 180° C. Se avete i ceci in scatola già pronti, basta sciacquarli e metterli in una ciotola, se sono quelli secchi invece metterli in ammollo e poi cuocerli a vapore, una volta freddi metterli nella ciotola.
Aggiungere le spezie, l’olio e disporli in una pirofila.
Infornare per 30 minuti e lasciarli raffreddare.
Io non solo li servo insieme agli aperitivi come li vedete in foto, ma per questo natale ho fatto dei sacchetti da mettere vicino l’etichetta dei regali. Un’idea che è stata più che apprezzata!

Spicy chickpeas

250 grams of chickpeas
1 teaspoon curry
1/2 teaspoon red pepper
1 teaspoon thyme
2 tablespoons extra virgin olive oil
Preheat oven to 180 ° C. If you have canned chickpeas ready, just wash them and put them in a bowl, if they are dry ones instead put them to soak and then steam them, once cold place them in the bowl.
Add spices, olive oil and place in a baking dish.
Bake for 30 minutes and let them cool.
I will not only serve together with aperitifs as you see them in the picture, but for this christmas I made bags to put near the label presents. An idea that was more than appreciated!

Uova indiavolate

Buon inizio di settimana a tutti! Oggi ti propongo per halloween un antipasto veloce e che farà venire un bel sorriso a tutti!
Ho scoperto che quest’anno non sono per i piatti mostruosi, quelli veramente mostruosi che fanno un po’ impressione. Sono più per un halloween giocoso!
E queste uova sono l’antipasto perfetto se si tratta di tirare fuori un sorriso, dai, a guardarle sono davvero buffe!
Certo, a renderle più mostruose basterebbe poco, magari un pezzetto di erba cipollina per fare delle sopracciglia arrabbiate e il peperone rosso tagliato a listarelle per una bocca anch’essa arrabbiata.
Ma no, quest’anno si fa la linguaccia! E’ più divertente!
E poi la sorpresa di portare in tavola le uova indiavolate simpatiche a una bambina di due anni e mezzo è impagabile! Mentre le prendeva mi chiedeva “mamma, perchè fanno la linguaccia a me?”!
E’ stato tutto un farsi la linguaccia, avevo le lacrime agli occhi!
Per quanto riguarda il sapore, le uova sode con il tuorlo mescolato alla maionese sono un classico che tutti conoscono. L’aggiunta di peperoni rende il boccone più fresco ma lo ammetto, a Cecilia ho levato i grani di pepe!

Uova indiavolate

4 uova
pepe nero in grani
1 peperone rosso
1 peperone giallo

Prendete un pentolino con dell’acqua fredda, immergete le uova e quando l’acqua inizia a bollire contate 6 minuti. Sbucciate le uova, tagliatele a metà e prelevate il tuorlo che amalgamerete insieme alla maionese. Quindi mettete il composto nelle uova.
Decorate con fettine di peperone tagliate per corna e lingua e con il pepe nero fate gli occhi!

Deviled eggs

4 eggs
black peppercorns
1 red pepper
1 yellow pepper

Take a saucepan with cold water, soak the eggs and when the water starts to boil counted 6 minutes. Peel the eggs, cut them in half and removed the yolk amalgamerete together the mayonnaise. Then put the mixture into the eggs.
Decorate with slices of bell pepper cut for horns and tongue with black pepper make the eyes!

Fagottini con crema di piselli – La Biblioteca

L’inizio settimana è sempre ostico. Arrivo prima del week end carica a mille e con tantissime idee e cose da fare e preparare, poi passo il sabato di solito in giro per Milano con la mia famiglia e la domenica a cucinare e a giocare con mia figlia. Inutile dire che domenica sera crollo a letto prestissimo, insieme a mia figlia di solito, con tutte quelle mille idee e mille progetti che rimando, puntualmente, di settimana in settimana.
Ecco, anche questo week end è andato così.
E mi ritrovo, di nuovo, a scrivere il post del lunedì all’alba, con una tazza di caffè (ah no scusate, oggi tè perchè al supermercato era finito il caffè americano, mio compagno di colazioni da un anno a questa parte), un biscotto che mangerò quando mi ricordo di averlo preso, e un occhio ancora mezzo chiuso dal sonno.
Ovviamente mentre scrivo sto pensando a perchè mi riduco a scrivere questo post ogni lunedì alla solita ora e a non programmarlo prima. Ma non so mai cosa rispondermi, è così da tanto tempo che quasi sta diventando una routine di inizio settimana. Anche se sarebbe una cattiva abitudine da eliminare.
Di buono c’è che, variando la rubrica del blog di lunedì in lunedì, non rischio di cadere troppo in questo circolo vizioso. Qualcosa cambia, oltre la ricetta. 
E speriamo che per lunedì prossimo io riesca a fare un miracolo!
Ok, ora veniamo alla ricetta… l’antipasto di ieri, che ha accompagnato una buonissima spalla di maiale al forno. La mia variante è stata il non frullare troppo i piselli e lo scordarmi di montare la panna. Peccato per la panna, sarebbe stata molto più spumosa. La mia sembrava una vera crema, mentre la consistenza doveva essere simile a quella di una mousse.
Buona per carità, anche senza quell’ingrediente facoltativo che tanto mai mi sarei ricordata di comprarlo dato che ancora non ho nemmeno imparato a scriverlo!!!

Fagottini con crema di piselli

Per la pasta:
150 gr di pasta fillo
olio evo
Per la crema:
200 gr di piselli
100 ml di panna fresca
1/2 cipolla
olio evo
sale
pepe
Per decorare – facoltativo:
50 gr di tempeh
olio di semi 
sale
Sovrapponete 3 fogli di pasta fillo spennellando tra uno e l’altro con poco olio d’oliva. Tagliate la pasta a quadrati e foderatevi degli stampini.
Infornate a 180°C per 10-15 minuti.
Tritate la cipolla e fatela soffriggere con l’olio d’oliva, unite i piselli, salate, pepate e lasciate insaporire per alcuni minuti. Bagnate con 1/2 bicchiere d’acqua e cuocete coperto per 20 minuti.
Frullate i piselli, montate la panna e unitela alla purea. Farcite i gusci di pasta fillo con la mousse di piselli.
Facoltativo: tagliate il tempeh a fettine e friggetelo. Asciugatelo su un foglio e salatelo appena. Decorate la mousse con qualche pezzetto.

Dumplings with cream of peas 

For the dough: 
150 grams of phyllo dough 
extra virgin olive oil 
For the cream: 
200 grams of peas 
100 ml of fresh cream 
1/2 onion 
extra virgin olive oil 
salt 
pepper 
To decorate – optional: 
50 grams of tempeh 
seed oil 
salt 

Overlap 3 sheets of phyllo dough brushing between one and the other with a little olive oil. Cut the dough into squares and foderatevi stencils. 
Bake at 180 ° C for 10-15 minutes. 
Chop the onion and fry with olive oil, add the peas, salt and pepper and cook for a few minutes. Sprinkle with 1/2 cup of water and cook covered for 20 minutes. 
Blend the peas, whip the cream and add it to the puree. Stuffed shells of phyllo dough with pea mousse. 
Optional: Cut the tempeh into thin slices and fry. Dry it on a paper and salt it lightly. Decorate the mousse with a few pieces.

Polpette di lenticchie

Non c’è niente che mi entusiasma più di una sfida. Forse far felici gli amici, e con questa ricetta direi che ho preso due piccioni con una fava!
Allora, tutto è iniziato nel week end quando ci siamo riuniti con un paio di coppie di amici che non vedevamo da un po’. E’ iniziato con un pomeriggio fra amici ed è finito davanti a un barbecue acceso!
Un giornata bellissima che dovremmo ripetere più spesso.
Ma che c’entrano in tutto ciò le polpette? C’entrano perchè il marito di una coppia è diventato vegetariano questa estate. E chi lo sapeva! 
Attimi di panico pensando a tutta quella carne scongelata (cosa del tutto ingiustificata, due uomini affamati hanno mangiato anche quell’ultima bistecca!) ma ho accettato la sfida: proporre un piatto sfizioso che non gli facesse tornare la voglia di addentare una bistecca!
Da parte mia sono stata fortunata ad averlo scoperto dopo poco, le lenticchie hanno avuto tutto il tempo dell’ammollo. Da parte sua è stato più che felice di non dover mangiare solo insalata e verdure grigliate! 
Direi che sono stata soddisfatta del risultato, poi insaporite con l’aceto balsamico al fico nell’impasto… ho fatto veramente una scelta giusta! 
Per rendere ancora più gustose le polpette consiglio di accompagnarle da qualche salsa, la maionese per esempio ci sta benissimo!
Ps: le mie dosi erano un po’ esagerate per una persona, infatti queste che vedete in foto sono le polpette avanzate che abbiamo scaldato al forno (senza stecchini, per carità!) e mangiato il giorno dopo per un piccolo aperitivo noi tre!

Polpette di lenticchie

50 gr di pane
250 gr di lenticchie
1 uovo
erba cipollina
sale
pepe
Mettere le lenticchie in ammollo per circa due ore. Dopodiché lessatele in acqua bollente e scolatele. Quindi inseritele in un frullatore con l’uovo, l’erba cipollina e il pane che avrete precedentemente tritato finissimo, frullate il tutto finché il composto non sarà diventato omogeneo. 
Aggiungete la paprika, il sale, il pepe e frullate ancora il tutto fino ad ottenere un impasto malleabile. 
Fatto questo plasmate le polpette e fateli cuocere in una padella con l’olio circa 3 – 4 minuti a fuoco medio. Volendo si possono anche cuocere in forno a 200° per 8-10 minuti.

Lentil Meatballs 

50 grams of bread 
250 grams of lentils 
1 egg 
sweet paprika 
chive 
salt 
pepper 
Put the lentils to soak for about two hours. Then boil them in boiling water and drain. So put them in a blender with the egg, chives and bread which you have previously finely chopped, blend everything until the mixture will become smooth. 
Add the paprika, salt, pepper and blend well until the dough is pliable. 
Without this shaped meatballs and cook them in a pan with oil about 3-4 minutes on medium heat. If you want you can also bake at 200 degrees for 8-10 minutes.

Polpette in pentola a pressione? Si può fare!

Questa è una ricetta per chi ha tempo da dedicare in cucina ma anche voglia di qualcosa di gustoso e leggero!
Il tempo serve perchè, anche se la pentola a pressione facilita il compito della cottura dimezzando i tempi, altrettanto non si può dire della preparazione delle polpette. E non è quanto la scelta degli ingredienti, lì basta prendere una ciotola e mescolare, quanto la preparazione stessa delle polpette. E se poi sei un masochista come me e vuoi fare dei piccoli fingerfood… bhè, metti in conto che un terzo del tuo tempo se ne andrà a combattere con gli stuzzicadenti.
Io parto avvantaggiata perchè mi sono presa un ultilissimo crea-polpette per semplificarmi la vita, ricordi? Ma lo stuzzicadente mi ha fregata, e cercare poi di mettere tutte le polpette nel cestello con gli stuzzicadenti che non facessero a spadate fra loro è stato un gioco di prestigio che non penso di rifare almeno per un po’. In verità litigo così tanto con gli stuzzicadenti che mi chiedo che li compro a fare. 
Le polpettine però sono state una bella sorpresa. Sia in tavola perchè alla fine l’odiato stuzzicadente viene riscattato dalla sua giocosità, sia dal punto di vista della gola.
Buone e leggere. 
Leggere perchè hanno perso tutto quel grasso che ci piace tanto sì, ma che alla fine fa anche male. 
Mi ha quasi stupito il fatto di vedere il vassoio rimanere pulito mentre le sistemavo per portarle in tavola.
E poi il prezzemolo che ho messo nell’impasto viene davvero esaltato con la cottura al vapore. La prossima volta voglio provare a cambiare erba aromatica, magari mettendo la menta che con il suo sapore fresco ben si accompagna a questa bella stagione.
Niente aglio stavolta, volevo qualcosa che lasciasse in bocca un sapore delicato. Chissà, la prossima volta potrei invece optare per dello scalogno.

Polpette in pentola a pressione

400 gr di carne macinata di vitello
pan grattato 
latte 
prezzemolo
noce moscata
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale
In una ciotola mischiare la carne con il pan grattato, il latte, il prezzemolo, la noce moscata, il parmigiano ed il sale. Creare delle polpettine di piccole dimensioni e adagiarle nel cestello a vapore della pentola a pressione.
Cuocere per circa 15-20 minuti. 
Mangiare calde o fredde, a piacere!

Meatballs in pressure cooker 

400 grams of ground veal 
breadcrumbs 
milk 
parsley 
nutmeg 
2 tablespoons grated Parmesan cheese 
salt 

In a bowl, mix the meat with the bread crumbs, milk, parsley, nutmeg, Parmesan cheese and salt. Make small meatballs and place them in the steamer basket in the pressure cooker. 
Bake for about 15-20 minutes. 
Eat hot or cold, in pleasure!