Frappe

frappe

Basta febbraio! Ridatemi gennaio e le vacanze di Natale.

Soprattutto quelle in verità. Guarda, i regali neanche li voglio, ma qualche giorno di relax quello sì che lo vorrei.
Anche perché se siamo a febbraio può solo voler dire una cosa, anzi due: Carnevale e San Valentino.

E infatti qualche giorno fa è arrivata la mail dell’asilo di Cecilia dove si dice che si farà, anche quest’anno, la festa di Carnevale a tema. E già qui li odio, perché a 4 anni che bisogno hanno delle feste a tema. Poi ho letto il tema… “le fiabe dei fratelli Grimm” e mi è un po’ passata l’arrabbiatura. Anzi, a dire il vero sono già al settimo cielo. Il lato più creativo di me ha iniziato a passare in rassegna tutto quello che trovavo in giro, per poi venire brutalmente fermato dal fatto che sono bambini, non gli serve un costume pangalattico.

Ho parlato con Cecilia della festa. Certo, non si dovrebbe anticipare nulla ai bambini altrimenti passiamo i giorni da qui alla festa fra mille domande, ma è lei a mascherarsi quindi ho pensato bene si dovesse scegliere anche il costume.
So che la sua favola preferita è Cappuccetto rosso, ma no, non vuole mascherarsi così. Ovviamente mi ha stupito e ha scelto una fiaba a cui io non avevo proprio pensato! E sai quale? Il principe ranocchio. Anzi, sarà una principessa ranocchio.

Mi sono immersa nel mondo delle rane per quasi una settimana e stamattina ho parlato con la maestra per sapere se dovessi cucinare qualche cosa per i bambini e… ho scoperto che quest’anno gli abiti vogliono siano fatti a mano! A mano?? Sono rimasta scioccata! Mi ha spiegato che anche di carta vanno bene (e questa non l’ho capita ma ero così scioccata che non ho nemmeno chiesto!).
Quindi? Io che non so tenere in mano neanche un ago come faccio? Semplice (ma anche no): tirerò fuori i miei ferri da maglia e mi comprerà lana verde. Il vestito lo farò ai ferri in… 2 giorni! La festa è venerdì! Se ci penso mi viene l’ansia!

Poi ti faccio vedere quello che ne è uscito fuori, per ora dedichiamoci alle frappe che di certo mi sono venute molto meglio di come sarà il vestito!
L’impasto viene dal ricettario di famiglia, era una delle ricette di mia nonna paterna, nonna Lea, ma ancora oggi rimane un mistero come abbia fatto a stendere a mano la sfoglia sottilissima e come facesse a fare chili e chili di frappe per noi nipoti.
I misteri delle nonne.
Le frappe di nonna Lea però sono facili e leggere, l’impasto si stende che è una meraviglia e rimango sempre stupita di come con una dose ne escono fuori così tante!
Provare per credere!

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FRAPPE

250 gr di farina
1 uovo
50 gr di burro
4 cucchiai di vino
1 cucchiaio di zucchero

Setaccia la farina, aggiungi lo zucchero, l’uovo sbattuto e il vino.
Lavora fino ad amalgamare bene gli ingredienti. Unisci il burro e continua ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Avvolgi il panetto con la pellicola trasparente e lascialo riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti. Trascorso questo tempo, infarina la pasta e stendila con il tirapasta impostando ogni volta uno spessore sempre minore, fino a raggiungere i 2 mm.
Lascia riposare qualche minuto la pasta tirata e nel frattempo scalda l’olio.
Con una rotella procedi sagomando i rettangoli e falli cuocere rigirandoli fino a che non raggiungono la doratura.
Scolate le frappe su carta assorbente e, una volta fredde, cospargile con abbondante zucchero.

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Castagnole

Sono passati due anni da quando ho fatto le castagnole l’ultima volta. E sinceramente il motivo è davvero semplice: di solito è mia madre che le fa!

Ma stavolta le avevo promesse a Cecilia che le ha mangiate all’asilo e… come dire di no a quegli occhioni!
Quindi mi sono armata di santa pazienza perché se c’è una cosa che odio è friggere, e mi sono messa all’opera ripescando da un libretto la ricetta delle castagnole di mia madre.
Due versioni fa mia madre: quelle classiche condite con lo zucchero a velo, e quelle ricoperte di miele. Io fra le due preferisco quelle di zucchero per il semplice fatto che con le altre dopo qualche minuto hai il miele fino ai gomiti!
Prevedendo catastrofi del genere con la mia piccola ho preferito fare queste, le classiche, ma per chi volesse provare l’altra versione basta cospargerle di miele al posto di zucchero a velo quando sono fredde.
Anche se fredde non è detto che arrivano in tavola! Dal canto mio ne ho mangiate una decina ancora calde (e con la prima mi sono davvero bruciata la lingua, ma questa è un’altra storia!) che le trovo squisite! Certo, cercare di tenere lontana Cecilia dalla cucina è stata la parte più difficile, ma penso proprio che domani le rifarò (eh si, sono già finite!!) però mi metto all’opera quando è all’asilo così quando torna a casa avrà anche questa sorpresa!
Fra l’altro proprio oggi è andata a scuola mascherata! La sua prima festa dell’asilo, era tutta emozionata quando le mettevo il vestitino (è vestita da farfalla) e… io quasi più di lei!

Castagnole

125 gr. farina
40 gr di zucchero
1 uovo
50 ml di latte
1/2 bustina di lievito
1 cucchiaino di rum
la scorza del limone
olio da frittura
zucchero a velo q.b.

 

Preparare la scorza del limone. Sbattere l’uovo con lo zucchero e il limone, aggiungere la farina, il lievito e mano a mano latte e rum. Amalgamare bene gli ingredienti finché l’impasto non viene  morbido. Friggere (aiutandovi con il cucchiaino se serve) in olio bollente per un paio di minuti, poi scolarle e, una volta raffreddate, cospargerle di zucchero a velo.

Castagnole

200 gr. flour
1 egg
60 ml of milk
1/2 tablespoon baking
1 shot of rum
a pinch of salt
lemon zest
frying oil
powdered sugar

 

Prepare the lemon zest. Beat the egg with salt and lemon, add the flour, baking powder and gradually milk and rum. Mix the ingredients well until the dough is soft. Fry (with the aid of a spoon if necessary) in hot oil for a few minutes, then drain and, once cooled, sprinkle with powdered sugar.

Pancakes

E’ vero, li avevo già fatti in precedenza, sono stati una delle prime cose che ho scritto sul blog e potete trovare la ricetta qui solo se mi promettete di non guardare le foto però!!
Da quel post sono cambiate tante cose, allora ero una sposina fresca fresca e alle prese con i primi esperimenti in cucina, oggi le ricette che ho imparato e che improvviso sono decisamente di più ma la cosa più importante è che quei due neosposini ora sono una famiglia in espansione!
Ma lasciamo un attimo i ricordi e le emozioni un passo indietro e concentriamoci su questa bellissima ricetta americana!
Tanto per iniziare mai avrei sospettato fossero proprio loro le famose frittelle che zio Paperino preparava per i suoi nipoti. E che scoperta fu per me! Mia madre penso ancora sia terrorizzata da quando ogni domenica volevo a tutti i costi far colazione così! E se pensate che mi svegliavo alle 11… bhè, non deve essere stato facile sopportarmi!
All’epoca lo sciroppo d’acero non sapevo che sapore avesse quindi le cospargevo di miele, a dire il vero anche adesso le trovo molto più buone cosparse di miele, ma suppongo i ricordi influenzino la mia scelta!
Invece in questi 4 anni di matrimonio la ricetta man mano è stata modificata e questa penso proprio sia la migliore fra le tante, provare per credere!

Pancakes

125 gr di farina 00
25 gr di burro fuso
un pizzico di sale
2 uova
200 ml di latte
1/2 cucchiaino di lievito
15 gr di zucchero
Versare i tuorli in una ciotola con il latte e il burro, mescolare e poi aggiungere il lievito e la farina.
Montare i bianchi insieme al pizzico di sale e lo zucchero a neve non ferma e unirli al composto di latte, uova, burro e farina.
Mettere a scaldare su fuoco medio un pentolino antiaderente spennellato con un filo di burro. Versare al centro del pentolino un mestolo di preparato e quando il pancake sarà dorato, giratelo sull’altro lato.
Appena tolti i pancakes poggiarli su di un piatto e impilarli uno sopra l’altro. Da servire caldi e cosparsi di zucchero a velo o sciroppo d’acero.

Pancakes

125 grams of flour 00
25 grams of melted butter
a pinch of salt
2 eggs
200 ml of milk
1/2 teaspoon baking powder
15 grams of sugar
Pour the egg yolks in a bowl with the milk and butter, stir and then add the yeast and flour.
Mount whites along with pinch of salt and sugar until stiff and does not stop them to the mixture of milk, eggs, butter and flour.
Put to heat a nonstick saucepan over medium heat brushed with a little butter. Pour in the middle of a ladle of prepared pan and when the pancake is golden, turn it on the other side.
Just removed the pancakes lay them on a plate and stack one above the other. Serve hot, sprinkled with powdered sugar or maple syrup.

La frittata di Paride – Manuale di Nonna Papera

Oggi sono un po’ di corsa, altri due denti estratti ieri e la voglia di fare le cose è pari a zero… però la casa non si ferma per un mal di dente e, mentre mi preparo mentalmente ad un altro week end di centrifughe devo pur sfamare la piccola di casa!
E dopo qualche ora dall’intervento ero già in cucina. Matta! Ma no dai, per fare questo dolcetto servono 5 minuti. Il tempo di prepararlo, vederlo magiare e lavare i piatti ed ero di nuovo sul letto con il mio ghiaccio sulla guancia!
Quindi se cerchi una merenda un po’ sostanziosa e speciale o se vuoi finire in dolcezza un pasto ma sei di fretta… questa omelette è il dolce giusto!
Personalmente ho un debole per frittate, omelette e co. quindi forse non faccio testo, però a chi non piacerebbe dare un morso a una frittatina piena di confettura?
Questa omelette è davvero semplice, nonna Papera non poteva mettere un dolcetto più veloce e facile, e se proprio volete provarla ma non avete a portata di mano né il manuale né questo post ricordatevi solo di questo: fate la frittata come siete abituati a farla, tirate fuori la marmellata e mettetene un cucchiaio al centro. Ecco, tutto qui.
Poi godetevi questo piccolo tesoro giallo con il cuore dolce!
Io ho optato per la confettura di lamponi, come vedete dalla foto, che è una delle preferite di Cecilia.
A mio avviso questa omelette è più buona con quella di mirtilli, ma si sa, ognuno ha le sue preferenze quando si parla di confetture!!!
Però ora sono curiosa, qual’è la tua preferita?

La frittata di Paride – Manuale di Nonna Papera

“Minerva, Giunone e Venere – con spirito comprensibilmente poco sportivo… poiché ancora non erano state inventate le Olimpiadi – chiesero un giorno a Paride, il bellissimo figlio di Priamo re di Troia, a quale di loro tre avrebbe dato la “mela d’oro”. E alla domanda ciascuna allegò la promessa d’un favoloso dono: Minerva la sapienza, Giunone la potenza e Venere… l’amore. Il figlio di Priamo donò la mela a Venere e fece una gran bella frittata! Esattamente quella che più tardi i Francesi chiameranno “omelette à la confiture”.”
1 uovo
un pizzico di sale
1 cucchiaio di marmellata

 

In una fondina sbattete bene l’uovo intero con una forchetta. Aggiungete il pizzico di sale e date l’ultima sbattuta. In un tegamino mettete un poco d’olio: quando questo sarà bollente versate l’uovo. Lasciatelo rapprendere un pochino, a fuoco vivo, muovendo però sempre il tegame. Girate la frittata e appoggiatevi al centro la marmellata e sopra questa ripiegate i lembi della frittata. sempre muovendo il tegame sul fuoco. fate dorare e… servite!
P.S.:
1) le dosi per una “frittata ideale”, in linea massima, sono: 2 uova, 2 cucchiai di farina, 4 cucchiai di latte, sale e olio. Si sbatte il tutto e si mette a scaldare in una padella con poco olio (o burro). Appena la frittata si rassoda, si capovolge e la si fa scivolare abilmente sul piatto.
2) il procedimento per le “frittatine” è identico, solo che nell’olio caldo si versano 2 cucchiai di impasto alla volta con rispettiva aggiunta di qualche goccia d’olio.

The omelette of Paride – Manual Grandma Duck

“Minerva, Juno and Venus asked Paride, beautiful son of Priam, king of Troy, to who of the three goddesses would have given the “gold apple”. Each goddess attaching the promise of a fabulous gift in case of winning: the wisdom from Minerva, the power from Juno and love from Venus. Son of Priam gave the apple to Venus, and made…. an omelette! Exactly what later the French call “omelette à la confiture” . “
1 egg
a pinch of salt
1 tablespoon of jam
In a bowl, beat the egg well with a fork. Add a pinch of salt. In a pan put a little oil and pour the egg. Let it thicken a little. Turn the pancake and put jam in the middle and above this fold the edges of the omelet… and serve!
P.S. :
1) a “perfect omelet” : 2 eggs , 2 tablespoons flour, 4 tablespoons milk , salt and oil .
2) the procedure for “little omelette ” is identical , except that in the hot oil pour 2 tablespoons of dough at a time.

Mini churros – la via dei sapori

Sono nel pieno momento spagnolo per “la via dei sapori“. Sono arrivate un po’ di ricette che mi hanno messo la carica e ho voluto festeggiare a tema.
Con cosa? Ma che domande, con un dolce!
I churros sono una piccola prelibatezza che hanno accompagnato i miei viaggi spagnoli. Si trovano per lo più per strada, in piccole bancarelle lungo le strade i nelle piazze, anche se i più buoni li ho mangiati al mercato!
Fritti e zuccherosi dopo averli mangiati non vuoi altro che lavarti le mani. Perchè si, ti arrivano in mano con il bel cartoccio di carta paglia e un fazzolettino, ma in tempo record lo zucchero (e l’unto) finirà ovunque! Da mangiare caldi perchè sono ancora più buoni appena fatti e il massimo sarebbe intingerli in una bella tazza di cioccolato caldo!
Ma data la stagione anche una colata di cioccolato sopra non ci sta male! Tanto se uno mette in programma di sporcarsi le dita… può benissimo farlo con stile giusto?!
I miei non potevano essere dei veri churros non avendo la “churrera”. Non ridere, si chiama proprio così! A quanto sembra gli spagnoli hanno uno strumento apposito per ogni piatto! E, dovendomi arrangiare, ho preferito usare la sparabiscotti per fare dei mini churros!
Il risultato è piaciuto a tutti! Tanto per iniziare così piccoli sembra siano molti di più, quindi la felicità di portarli in tavola e di sentirti dire “wow quanti!” è immensa! Poi sono più gestibili con il cioccolato sopra che non cola ovunque mentre cerchi di vincere la corsa contro il tempo per riuscire a mangiare il churro prima che la cioccolata cada rovinosamente sui vestiti. Due morsi e sono finiti.
E poi, diciamolo, è un dolce di sola pastella. E zucchero sopra. E cioccolato per volere esagerare. Cosa aggiungere per convincerti che sono buonissimi?

Mini churros

100 ml di acqua
60 gr di burro
50 gr di zucchero
68 gr di farina
1 uovo
olio di semi q.b.
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di cannella in polvere
Accendere il fuoco e scaldare l’acqua, dopo un paio di minuti aggiungere lo zucchero e farlo sciogliere.
Unire il burro e, una volta sciolto, aggiungere la farina. Mescolare continuamente il composto per evitare i grumi.
Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare il composto all’interno della pentola stessa. Una volta freddo trasferirlo in una ciotola e unire l’uovo (che dovrà essere a temperatura ambiente). Quando la è pasta lucida e morbida potrete trasferila in una sac-a-poche (io nella sparabiscotti!) dotata di bocchetta a stella.
In un pentolino dai bordi alti scaldare l’olio e, una volta caldo, spremere l’impasto direttamente nel pentolino così da formare dei bastoncini. Fare cuocere i mini-churros 3 minuti rigirandoli. Una volta pronti scolarli e ricoprire ogni churros con la miscela di zucchero e cannella.

Mini churros

100 ml of water
60 grams of butter
50 grams of sugar
68 grams of flour
1 egg
seed oil q.b.
3 tablespoons sugar
1 tablespoon ground cinnamon

 

Turn on the heat and heat the water, after a couple of minutes, add the sugar and let it dissolve.
Combine butter and, once melted, add the flour. Stir the mixture constantly to avoid lumps.
Turn off the heat and let the mixture cool in the pan itself. Once cool transfer to a bowl and add the egg (which must be at room temperature). When the dough is shiny and soft, you can trasferila in a sac-a-poche (I in biscuit maker!) Fitted with a star nozzle.
In a small saucepan with high sides, heat the oil and, once hot, squeeze the dough directly into the pan to form sticks. Cook the mini-churros three minutes stirring. Once you are ready, drain and fill every churros with cinnamon and sugar mixture.

Mele alla bella Elena – Manuale di Nonna Papera

La festa della mamma è alle porte, domenica tutti avranno un pensiero verso le proprie madri.
Io per la prima volta in questi miei quasi 32 anni di vita non la passerò con lei. E un po’ mi dispiace. Non che sia successo nulla, per carità, stiamo tutti bene (a parte io che ho una guancia grossa così per un dente del giudizio che mi sono tolta!). Semplicemente quest’anno staremo insieme un po’ più in là. Fra due settimane ad essere precisi.
Ma oggi in qualche modo volevo dare anche io il mio contributo nel web che impazza di ricette per la festa della mamma.
La mia è una ricetta del cuore, fatta per la prima volta a 5 anni quando avevo mia madre a letto con la polmonite. C’era mia nonna in casa a dare una mano e mi ricordo che sono entrata in cucina armata del manuale perchè avevo appena scelto una ricetta per mia madre. Una semplice perchè mi ricordo che mia nonna diceva che la mamma non poteva mangiare dolci in quel periodo. 
E infatti mettemmo anche poco poco zucchero sopra, ma per la sua mancanza provvidi con una di quelle poesie melense che ti insegnano a scuola. Furono lacrime di gioia e risate quando mi inzuccherai tutta la faccia. 
Ancora oggi faccio queste frittelle per mia madre, a volte cambiando vino, altre volte aggiungendo cannella. 
Ma quest’anno ecco la ricetta originale!

Mele alla bella Elena – Manuale di Nonna Papera

“Fu con una bella mela che Paride indicò Venere come la più bella delle dee in contesa, cioè Giunone e Minerva. E fu grazie alla mela data a Venere che Paride ebbe a sua volta in dono l’amore di Elena, moglie di Menelao (re di Sparta) e cognata di Agamennone (re degli Achei). Ecco perchè Troia un bel giorno si vide contro tutti i greci intenzionati a fare di tutti i troiani un affettato misto. L’idea delle classiche frittelle di mele nacque forse da questa intenzione che Omero immortalò in poema. Nonna Papera, in clamide e peplo, vi dà qui dell’episodio una personalissima versione. Occorrente, procedimento e… pettegolezzi sono tutti alla pagina accanto.”

3 mele

50 gr di farina
3-4 cucchiai di vino bianco secco
zucchero
olio

Lavate le mele e sbucciatele lasciandole intere. Con l’apposito utensile togliete il torsolo trapassando le mele da parte a parte. Tagliatele a fette, alte 0.5 cm, in senso trasversale.
Intanto preparate una pastella con la farina e il vino bianco: immergetevi le fette di mele.
Mettete un po’ d’olio in una padella e, quando sarà caldo, gettatevi le aspiranti frittelle. A doratura ultimata, scolatele e servitele spolverate di zucchero.

Ps: pettegolezzi storici. Dicono che Elena, la bella moglie di Menelao, abbia inventato il gioco della “morra”.

Apples to the beautiful Elena – Manual Grandma Duck

“It was with a beautiful apple that Paris pointed to Venus as the most beautiful of the goddesses. And it was thanks to the apple that Paris had the gift of the love of Helen, wife of Menelaus (King of Sparta) and sister of Agamemnon (king of the Achaeans) .
The idea of the apple pancakes was born perhaps from this intention that Homer immortalized in the poem. Grandma Duck, in cloak and tunic, gives you a personal version of the episode here. Required, procedure and gossip … all are on the opposite page. “

3 apples
50 g flour
3-4 tablespoons of dry white wine
sugar
oil
Wash the apples and peel them leaving them whole. With the special tool, remove the core. Cut into slices 0.5 cm thick.
Meanwhile, prepare a batter with flour and white wine: soak the sliced ​​apples.
Put the oil in a pan and when hot, throw the apple slices. When are gilded, drain and serve sprinkled with sugar.

Ps: historical gossip. Helen, the beautiful wife of Menelaus, would seem to have invented the game of “morra”.

Bistecche alla bucefalo – Il manuale di Nonna Papera

E’ arrivato halloween anche per Nonna Papera!
Ho scoperto due cose mentre cercavo una ricetta carina per finire questa settimana in dolcezza. La prima, che mi ha sconvolta non poco, è che in tutto il manuale non c’è una sola ricetta con la zucca! Nemmeno l’ombra! Va bene che la nonna proprio giovane non è, però ai suoi tempi di zucche ce ne erano eccome! E non venitemi a dire che è difficile da tagliare o che non piace ai bambini, sul manuale c’è di peggio!
La seconda è che questa ci sono più ricette salate che dolci. Da piccola non me ne ero mai accorta, possibile? E voi, ci avete mai fatto caso? E pensare che con lei c’è anche Ciccio! Fra l’altro… mi è sfuggita la torta di mele, ma non mi va di ricominciare la ricerca, a me non fa impazzire ma la domanda sorge spontanea: c’è?
Di certo ci sono tante ricette alcoliche!!! Anche troppe per i miei gusti! Tutte giustificate con un “per il papà”… e la mamma? La mamma aiuta in cucina, magari assaggia prima di darle al papà.

Bistecche alla bucefalo – Il manuale di Nonna Papera

“Due rose… due rose… magnifico e poetico nome! Io veramente preferirei che fosse il nome di un’osteria di campagna, quelle belle rustiche col pergolato e le tovaglie a quadretti: e invece è il nome di una sanguinosissima guerra che sconvolse per trent’anni l’Inghilterra. Gli York (rosa bianca) e i Lancester (rosa rossa) sostenevano entrambi di avere diritto al trono, e cercavano di appoggiare le loro ragioni con l’aiuto di truppe mercenarie. Il popolo inglese era piuttosto seccato di queste continue battaglie che rovinavano i suoi prati ben tenuti, e stava a guardare con disapprovazione. Come finì la guerra? Ma è chiaro, nutriti di sola avena, i mercenari tedeschi si rifiutarono di continuare a combattere e rimpatriarono in massa: mentre i cavalli, entusiasti di tutta quella stessa avena, rimasero tutti in Inghilterra, dove ancora oggi vivono i loro discendenti. Le rose… appassirono entrambe: data la prematura e violenta morte di tutti i rivali, divenne re un Tudor, Enrico VII. Che cosa c’entra Bucefalo? Bucefalo è… eh-eh, niente! E questo è il bello!”
5 cucchiai d’avena
5 cucchiai di farina
1 uovo
una presa di sale
un po’ di latte
abbondante olio

Mescolare gli ingredienti aggiungendo latte quanto basta per ottenere una “pappotta” densa ma non densissima, e versarla a cucchiaiate in una padella di olio bollente, facendo dorare dalle due parti. Se preferite le “bistecche” dolci, aggiungete alla pasta un cucchiaio di zucchero e la scorza grattugiata di un limone, e spolveratele di zucchero.

 

Steaks bucefalo – The owner of Grandma Duck

“Two roses … two roses … what a magnificent and poetic name! I really would prefer it to be the name of a country inn, but instead is the name of a British war. The York (white rose) and Lancester (red rose) both claimed to be entitled to the throne. as the war ended? Nourished by oats, German mercenaries refused to continue fighting and repatriated; horses instead they all stayed in England. it became a Tudor king, Henry VII. That what does Bucephalus? eh-eh, nothing! “
5 tablespoons oatmeal
5 tablespoons flour
1 egg
salt
milk
oil
Mix the ingredients, adding just enough milk to get a thick paste, and pour a spoon in a pan of hot oil, making brown on both sides. If you prefer sweets, add a tablespoon of sugar and the grated rind of a lemon, and sprinkle with sugar.

 

Castagnole

Giovedì grasso! Finalmente!!! E finalmente posso festeggiare il carnevale in tutta la sua bellezza!
E mentre io qui a Milano combatto con la friggitrice mia madre giù a Roma frigge a tutto spiano.
E questo è un post un po’ strano, a quattro mani, con le castagnole di mia madre proprio perchè io non riesco a friggere. Certo, potrei mettere tutto su padella ma avendo una cucina tutta aperta sul soggiorno non posso proprio impregnare l’aria di fritto. Non ora con la piccola in giro per casa e non apro nemmeno per paura di una freddata dato che ci siamo andate vicine questo week end.
Quindi la ricetta di mamma. Sua la ricetta e sue le castagnole, a me solo l’onere di riportare qui il risultato.
Per oggi accontentatevi ^^

Ingredienti: 
– 200 gr. farina

– 1 uovo 
– 60 ml di latte 
– 1/2 bustina di lievito
– 1 bicchierino di rum
– un pizzico di sale
– la scorza di limone
– olio da frittura 
– zucchero a velo q.b.

Procedimento:

Preparare la scorza del limone. Sbattere l’uovo con il sale e il limone, aggiungere la farina, il lievito e mano a mano latte e rum. Amalgamare bene gli ingredienti finché l’impasto non viene  morbido. Friggere (aiutandovi con il cucchiaino se serve) in olio bollente per un paio di minuti, poi scolarle e, una volta raffreddate, cospargerle di zucchero a velo.

Con questa ricetta partecipo al Contest de la cucina di Sissi: “La Ricetta più Gettonata

Pancakes

Una variante di questa mia ricetta. Stavolta li abbiamo impilati come si usa in America!!!

Ingredienti (2per):
– 125 gr di farina
– 1 cucchiaino di lievito da dolci

– 25gr di burro
– 15gr di zucchero
– 2 uova
– 200 ml di latte
– un pizzico di sale
– sciroppo d’aceroProcedimento:
Mettere la farina, il lievito e lo zucchero in un contenitore, versare il latte e i due tuorli e mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Aggiungere un pizzico di sale e il burro fuso.

Montare gli albumi a neve e aggiungerli al composto.
Scaldare un po’ di burro in una padella e poi versarci 1/2 mestolo dell’impasto. Far cuocere fino a che non risulti dorato su entrambi i lati.
Servirli ricoperti da sciroppo di acero.

Pancake

Quant’è bello svegliarsi con la voglia di portare a letto la colazione alla persona amata… e che colazione!!!

Pancake

Ingredienti (2per):
– 150 gr di farina
– 1/2 cucchiaino di lievito da dolci
– zucchero
– 2 uova
– 250 ml di latte
– olio
– sciroppo d’acero

Procedimento:
Mettere la farina, il lievito e lo zucchero in un contenitore, versare il latte e le uova e mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Scaldare l’olio in una padella e poi versarci 1 mestolo dell’impasto. Fai cuocere per fino a che non risulti dorato su entrambi i lati, circa 2-3 minuti per lato. Servili ricoperti dallo sciroppo di acero.