Crema armena – Manuale di Nonna Papera

Con il post di oggi finalmente ritornano i lunedì a rotazione, questo è quello in compagnia del Manuale di Nonna Papera!
La ricetta di oggi è una delle mie preferite: la crema armena. Pochi ingredienti per tantissima bontà!
E’ la merenda perfetta per i bambini e soprattutto in questo periodo quando il tempo per preparare qualcosa di sfizioso solo per Cecilia, devo ammetterlo, è davvero poco.
La ricetta prevede la classica spolverizzata di cannella, ma devo dire che ne ho provate diverse varianti: con il cacao, con il cocco, con le gocce di cioccolata e con le codette colorate.
Tutte sempre apprezzate, anche dagli amichetti del cecio. A dirla tutta questa è la merenda che preparo quando ho qualche monello in casa a far compagnia alla mia! La dose che è riportata basta e avanza per 8 bicchierini, o 4 bicchieri. Nel mio caso, per bambini “formato materna” ne faccio metà dose per 4 pupi. E lascio la scelta della copertura in mini ciotoline. Certo, fanno un bel macello nei dintorni, ma si divertono e anche la merenda diventa un gioco… sarà per questo che li ho sempre in casa? 😉

Crema armena

2 tazze di latte
1/4 di tazza di zucchero
1/4 di tazza di acqua
1/4 di tazza di fecola di patate
un po’ di cannella

 

Mettete in una casseruola il latte con lo zucchero e fate bollire. Diluite la fecola con un po’ di acqua e quando il latte bolle, versatela lentamente sempre mescolando: fate cuocere a fuoco bassissimo per una ventina di minuti. A questo punto versate la crema nelle coppette e servitela fredda cosparsa con un po’ di cannella.

Armenian cream

2 cups of milk
1/4 cup of sugar
1/4 cup of water
1/4 cup potato starch
cinnamon
Put the milk in a saucepan with the sugar and boil. Dilute the starch with a little ‘of water and when the milk boils, pour it slowly, stirring constantly: cook over low heat for about twenty minutes. Now pour the cream into cups and serve cold sprinkled with cinnamon.

Mousse al cioccolato fondente e tè verde

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti!

Vi capita mai di essere invitati e non avere idea di cosa portare? Ecco, oggi per la mia rubrica “regali golosi” vi suggerisco un dolce che farà gola a grandi e piccini!
Una mousse, ma non una mousse qualsiasi perchè questa necessita solo di tre semplici ingredienti che nessuno non può non avere in casa. E non solo!
Dato che voglio stupirvi con effetti speciali, questa mousse può essere tranquillamente portata in giro perchè non necessita di frigo!
Vi ho incuriosito? Almeno un pochino?
Bene, ecco la ricetta della mia mousse al cioccolato fondente e tè verde. Ovviamente si può mettere il tè che si vuole, a seconda dei gusti di ognuno. Io finora ne ho provate altre versioni: una con il tè alla vaniglia, che è piaciuta tantissimo a Cecilia, una con il tè all’arancia, che è piaciuta a mio marito. Mi aspetta per questo week end la versione con il tè alla rosa dato che l’ho appena finito! E sicuramente quella sarà al mia preferita. Ma poi vi saprò dire!
Un’ultima cosa… ovviamente più a lungo lasciate il tè in infusione, più si sente l’aroma. Io ho trovato che una decina di minuti sia il tempo ideale ma siete liberi di fare più o meno, a seconda dei gusti!

Mousse al cioccolato fondente e tè verde

250 gr di cioccolato fondente di buona qualità
200 ml di acqua bollente
tè verde Sencha

 

Far bollire l’acqua e mettere in infusione il tè per circa 10 minuti.
Nel frattempo rompere il cioccolato fondente. Iniziare a scioglierlo a bagnomaria e versarci pian piano il tè alla menta ancora caldo.
Mescolare fino a quando il composto non sarà omogeneo.
Riempire una grande ciotola con acqua fredda e ghiaccio e metterci il tegame; sbattere con una frusta fino a quando non sarà ben freddo ed inizierà ad indurirsi.
Toglierlo dal ghiaccio e montare la mousse per circa 5 minuti (fino a quando non inizierà a diventare spumosa).
Volendo si può gustare subito oppure, se ben conservata in un recipiente chiuso, resterà morbidissima e consistente per tutto il giorno, anche senza riporla in frigo.

Dark chocolate and green tea mousse

250 grams of dark chocolate good quality
200 ml of boiling water
Sencha green tea

 

Boil water and infuse the tea for about 10 minutes.
Meanwhile, break the chocolate. Begin to melt in a double boiler and pour slowly mint tea is still hot.
Stir until the mixture is homogeneous.
Fill a large bowl with cold water and ice and put the pan; beat with a whisk until well chilled and will begin to harden.
Remove from the ice and fit the mousse for about 5 minutes (until it starts to become foamy).
If you want you can enjoy right away or, if properly stored in a closed container, will remain soft and consistent throughout the day, even without storing it in the fridge.

L’insalata delle bergamotte – Manuale di Nonna Papera

La frutta per me e mia figlia sono un vero disastro. A me piace quasi solo la frutta estiva, a lei va anche peggio perché ama solo le mele, che per sua (mia) fortuna si trovano tutto l’anno!

Ma questa estate cercherò di convincerla ad assaggiare anche il frutto preferito della mamma, la ciliegia, per la quale io darei anche un braccio mentre lei come le vede scappa! Chissà perché poi!
Ma c’è un modo di mangiare le frutta che piace proprio a tutti. Ed è il modo che mi ha permesso di estendere la frutta di mia filia a mele e pere: la frutta con lo zucchero!!!
Aiutata da Nonna Papera con il suo mitico manuale che nel mio blog è entrato a far parte delle rubriche mensili, per il semplice motivo che dopo un anno, per quanto il mio amore per questo libro sia rimasto immutato, mi stava un po’ venendo a noia sfogliarlo quasi tutti i giorni! Così invece ho molto più tempo e piacere nello sfogliarlo, infatti mi era sfuggita questa ricetta che è stata la mia salvatrice.
Il problema Cecilia-frutta è sempre a monte, non è il sapore perchè proprio non vuole sapere di assaggiare qualcosa che, secondo la sua mente “non è buono”. Non serve a nulla dire assaggia. Ma non ho dovuto neanche dirlo per questa “insalata” dato che il suo sguardo non era sulla frutta ma sul barattolo dell zucchero! E quando ha visto che lo mettevo sulla frutta tagliata nel piattino si è letteralmente fiondata ad assaggiare!
Quindi ancora una volta devo dire grazie a Nonna Papera. Certo, il metodo non è proprio ortodosso ma il fine giustifica i mezzi, giusto?

L’insalata delle bergamotte

 

“Chi di voi sa dire che cosa sono queste… bergamotte? nessuno, eh? Molto bene: la “bergamotta” è una varietà di pera, gustosissima, dal profumo di cedro. E come premio per non aver saputo rispondere, eccovi la ricetta dell’insalata.”


pere bergamotte o di varietà
zucchero
limone

 

lavate benissimo, asciugate e sbucciate le pere. Affettatele e disponetele a ventaglio addirittura nei piattini (da frutta).
Versate sulle fette poche gocce di limone e… zuccherate.

The salad of bergamot

“Which of you can tell what are these … bergamot? Anyone, eh? Very well: the” bergamot “is a variety of pear, yummy, the scent of cedar. And as a reward for not having been able to answer, here’s salad recipe. “
pears bergamot or variety
sugar
lemon
Well washed, dried and peeled pears. Slice them and place them in a fan even in saucers.
Pour a few drops on the slices of lemon and … sugary.

Alessandro in… macedonia – manuale di Nonna Papera

Finiamo la settimana, come sempre, con il manuale.

Ormai è diventato quai un rito verso il fine settimana mettermi sul divano a sfogliarlo per cercare una ricetta da fare. Certo, a volte sono indecisa e metto dei segnalibri per ricordarmi di una ricetta da fare la settimana dopo, ma puntualmente mi ritrovo a sfogliarlo sul divano anche se pieno di segnalibri! Che ci volete fare, lo adoravo da piccola e mi piace ancora tenerlo fra le mani!
Anche Cecilia ha capito il giochetto dei segnalibri e una volta l’ho trovata in camera sua che metteva pezzi di carta in un libro dicendo “petta si, petta dopo”… ah, il potere dell’imitazione mi fa fare sempre grandi risate!
Tornando alla ricetta questa è una macedonia un po’ diversa dal solito perchè condita con il vino bianco. Di solito uso del succo per fare quel bel sughino che tanto piace trovare a fondo ciotola ma anche questa versione devo dire, non mi dispiace. Succo per Cecilia e vino bianco per i suoi genitori, motivo per cui ho preferito fare la macedonia direttamente nelle ciotoline piuttosto che in un’insalatiera più grande. Anche se così devo dire non è stata mischiata un granchè. Ma era buona lo stesso!

Come frutta ho scelto pesche, nocipesche, albicocche, mirtilli e bacche di goji. E penso proprio che d’inverno farò la versione con il vino rosso, ora davvero non mi ispira per niente con il caldo che fa!

Alessandro in… macedonia – manuale di Nonna Papera

“Chi non conosce Alessandro il macedone? Oltre che ad avere il pallino di tagliare i nodi con un colpo di spada quando non riusciva a scioglierli (tipo quello di Gordio), Alessandro il grande aveva anche un debole per le grandi conquiste. Già, fu proprio per questo suo “debole” che dalla macedonia… bè, un momento: visto che siamo già alla frutta vediamo di non saltarla e sentiamo che ha da dire in proposito Nonna Papera. Pst! E’ di scena la macedonia.”

La frutta base è quella di stagione, e va scelta anche cercando di combinare i colori in modo allegro. Ci sono poi macedonie con frutti particolari, indicati a ogni singola ricetta.
Macedonia “Andante allegro”
tagliate la frutta a dadini (o se preferite a fettine molto sottili), mettetela in una zuppiera e spolverate di zucchero. Unite il succo di un limone e ricoprite di vino bianco. Lasciate in frigorifero un paio di ore e servite, se volete, con panna o gelato. 
Se invece vi piace il vino rosso (per esempio il Lambrusco di papà!), fate bollire per 10 minuti in una pentola non di alluminio mezzo litro di vino rosso con abbondante zucchero e 3 o 4 chiodi di garofano. Lasciate raffreddare e versate sulla frutta tagliata a pezzetti, poi mettete in frigo.

Alexander in Macedonia … – Manual of Grandma Duck


Who does not know Alexander the Macedonian? In addition to cutting the knots with a stroke of his sword when he could not dissolve, Alexander also had a penchant for great achievements. Yeah … well, since we are the fruit, we feel he has to say Grandma Duck. Pst! is the scene of the salad.

The fruit is in season, and should be chosen in trying to combine the colors so cheerful. There are also special salads with fruits, indicated in each recipe.
Macedonia “Andante allegro” 
Cut the fruit into small cubes, place in a bowl and sprinkle with sugar. Add the lemon juice and cover with white wine. Leave in the fridge a couple of hours and serve, if you like, with whipped cream or ice cream. 
If you like red wine, boil for 10 minutes in a pot half a liter of red wine with sugar and 3 or 4 cloves. Let cool and pour over the fruit cut into small pieces, then put in the fridge.

Il dolce da pic nic

Tutti pronti per domani? Che fate di bello?
Noi andiamo a fare un bel pic nic ^^
E sono due giorni che impacchetto la roba da portarmi dietro per il cestino!
Ma a parte i piatti classici e quelli di cui non se ne può fare a meno (leggi: le fragole!) ho pensato che sarebbe stato carino avere anche un dolcetto da gustare in pieno sole e tranquillità!
E non c’è niente di meglio che squagliare un po’ di cioccolata per un tocco di sana golosità!
Oggi quindi vi propongo un bicchierino, da lasciare in freezer fino all’ultimo minuto per poterlo gustare a fine pasto alla giusta consistenza!
In verità è un bicchierino che ho già fatto e rifatto diverse volte e ogni volta aggiungo un pezzo o un ingrediente nuovo!
La base è sempre la stessa, la classica crema al limone, l’aggiunta stavolta viene dal cioccolato che ho ricevuto al posto delle uova per pasqua (ma voi potete usare anche le uova di pasqua) e dalle codette avanzate per la festa di Cecilia.
E ora… buon pic nic a tutti!

Bicchierini di crema al limone e cioccolato

80 gr di farina 00
150 gr di zucchero
450 ml di latte
50 ml di succo limone
la buccia di un limone
1 uovo intero
2 tuorli
cioccolata
codette

Grattugiate la buccia di limone, spremetelo e filtrate il succo. Mettete in una pentola di acciaio lo zucchero,la farina setacciata e la buccia grattugiata del limone.
Aggiungete l’uovo intero e i due tuorli. Versate il latte a filo e mescolate con una frusta. Aggiungete anche il succo di limone,date una mescolata e ponete la pentola sulla fiamma.
Con un pelapatate tagliate la buccia di limone lavato e aggiungetelo alla crema
Lasciate cuocere la crema di limone mescolando continuamente finché non si sarà addensata,ci vogliono pochi minuti. Quando la crema di limone sarà bella densa,spegnete la fiamma,togliete la buccia di limone, copritela con la pellicola e fatela raffreddare.
Quando è solida aggiungete qualche cucchiaio di cioccolato sciolto e lasciate raffreddare. Decorare con codette.

Shorts lemon cream and chocolate 

80 grams of flour 00 
150 grams of sugar 
450 ml of milk 
50 ml of lemon juice 
zest of one lemon 
1 whole egg 
2 egg yolks 
chocolate 
tails 
Grate the peel of lemon, squeeze it and strain the juice. Put in a steel pot sugar, flour and lemon zest. Add the whole egg and two egg yolks. Pour the milk and stir with a wire whisk. 
Also add the lemon juice, give it a stir and put the pot on the flame. 
With a vegetable peeler, cut the lemon peel and add to the cream washed 
Simmer the lemon cream, stirring constantly until it thickens, it takes a few minutes. 
When the lemon cream is pretty thick, turn off the heat, remove the lemon peel, cover with plastic wrap and let cool. 
When it is solid, add a few tablespoons of melted chocolate and let cool. Decorate with tails.

Spuma di neve – manuale di Nonna Papera

Ultima ricetta del 2013. Mi fa un po’ strano scriverla oggi. Siamo al 20 e io già chiudo i battenti ^^
Ma sono giustificata dal compleanno di mio marito (domani) e dalle feste natale-capodanno-epifania che mi stanno trascinando in un vortice di cose da fare come non mi è mai successo prima d’ora. 
Cose che sono aumentate in maniera esponenziale da quando è nata Cecilia. Quest’anno l’ho vista crescere in maniera esponenziale e con tutte le cose che ha imparato, che fa, che dice,… mi impressiona ogni giorno di più. Mi stupisce e mi stupisco io stessa se penso che un anno fa aveva imparato da poco a gattonare. Era stata ricoperta dalle lucine natalizie per fare le foto e stava lì buona buona mentre noi facevamo l’albero. Quest’anno ho dovuto rincorrerla perchè si era rubata tutti gli angioletti di legno, si è messa da sola le lucine e ballava sulle note delle canzoncine natalizie. E’ vero, non abbiamo fatto l’albero (per il terrore delle nostre palle di vetro su un albero vero non innaffiato per un mese), ma abbiamo tirato fuori il resto delle decorazioni. E ci siamo divertiti, davvero tanto. Lasciamo la casa a festa per andare giù a Roma, dai nonni e dal resto della famiglia, per passare il Natale, per fare l’albero loro, per avere quel calore che solo le persone che ami sanno darti. Un po’ di amarezza perchè mia madre non mi farà mai toccare i fornelli ma tanta gioia perchè mi prepara tutti i piatti che adoro. E dopo Natale? Si aspetta l’anno nuovo, il 2014, con una lista di buoni propositi, il primo dei quali è: ricordarsi dov’è la lista dell’anno scorso. Tante buone intenzioni, tante promesse e poi via, un altro anno è passato e nessuno se ne è accorto. O quasi. 
E io vi lascio per tornare solo per la chiusura del contest. Ma sarò breve, il 24 si sa, hanno tutti da fare. 

Un grandissimo abbraccio a tutti, e tanti tanti auguri. Auguri dolci dolci con una spolveratina di sogni e panna montata. Tanta panna.

Spuma di neve

“Anno “zero” o se preferite anno “uno”. Il concetto non cambierebbe neppure se ci trovassimo nell’anno 3 o 4. Vediamo di immaginare per un momento questo pezzetto di tempo tanto lontano, questo inizio di secolo. Nonna Papera lo immagina immerso in una nuvola molto molto soffice, come… la panna montata: di cui vi fornisce alcune versioni. Poichè siamo in argomento: eccovi un regalo. “Strenna” deriva dalle “strenae”, dai “doni” cioè che i Romani solevano scambiarsi alle calende di gennaio come augurio di… buon anno!”
1/4 di panna liquida e molto fredda
due cucchiai di zucchero 
1 cucchiaio di zucchero vanigliato

Versate la panna in un recipiente possibilmente a fondo rotondo (tenendo presente che si gonfia più del doppio!) e sbattete col battiuova finchè diventa soffice, ma anche abbastanza solida (non esagerate, o altrimenti farete il burro!). Aggiungete lo zucchero, in modo che sia dolce quanto vi piace, e mescolate ancora un po’.
La “francesina”: aggiungete, insieme allo zucchero, un cucchiaino di cacao o mezzo cucchiaino di caffè in polvere, per ottenere panna al cioccolato o al caffè.
La “brillante”: prima dell’ultima sbattutina agginugete un cucchiaino di liquore (maraschino, cherry, ecc) per una “panna super”.
La “marroncina”: è ideale per guarnire dolci: quando la panna è pronta, unite tre o quattro marrons glacés finemente sbriciolati. E se non avete una torta da guarnire… consolatevi gustando la panna così! 

Foam snow

Year “zero” year or if you prefer “one.” The concept would not change even if we were in year 3 or 4. Let’s imagine for a moment this piece of time so long ago , the beginning of this century. Grandma Duck imagine him surrounded by a cloud very very soft , like … the whipped cream : of which provides you with some versions .
here’s a gift. ” Strenna ” is derived from ” strenae ” , from the ” gifts” that is, that the Romans used to exchange as a wish for … happy new year!
1/4 of cream and very cold
two tablespoons of sugar
1 tablespoon vanilla sugar

Pour the cream into a container possibly a round bottom (keeping in mind that swells more than double ! ) With battiuova and beat until it becomes soft, but also firm enough ( do not overdo it , or else you will make the butter ! ) . Add the sugar , so that it is as sweet as you like , and stir some more . ‘
The ” French girl ” add together the sugar, a teaspoon of cocoa powder or half a teaspoon of coffee powder, to get cream with chocolate or coffee.
The ” brilliant ” before the last sbattutina agginugete a teaspoon of liqueur ( maraschino cherry , etc.) to a ” super cream ” .
The ” brownish ” is ideal for garnishing desserts and when the cream is ready , add three or four marron glacé finely crumbled . And if you do not have a cake to decorate … console yourself enjoying the cream as well !

Panettone a sorpresa – manuale di Nonna Papera

Sia subito chiara una cosa: quando anche l’universo ti rema contro, non puoi fare niente.
Per strani leggi karmiche il Mondo intero ha remato contro di me in quella che doveva essere la ricetta più semplice di tutte. Semplice perchè ormai lo sapete anche voi che Nonna Papera non propone mai cose troppo complicate dato il pubblico al quale il libro è rivolto. Ma a questo Nonna Papera non aveva pensato. Al fato, destino, karma, chiamatelo come vi pare o semplicemente la sfiga che mi ha accompagnata dall’inizio di questa ricetta, cioè da quando mi è caduto il libro appena tolto dalla libreria. Sapete una cosa? La prossima volta lo lascio lì per terra!
Invece per terra mi è finito il panettone, dopo svariati tentativi di sabotaggio prima, sia chiaro: il marito che passandomi accanto (correndo perchè in ritardo) mi ha fatta rovesciare tutti i canditi, le altre noci che mi ha nascosto chissà dove Cecilia (e vi giuro che ieri sera erano al loro posto), la calotta rotta perchè con il coltello in mano sono una frana quando si tratta di avere la mano ferma.
Ma io volevo proprio svuotare il mio panettone e farcirlo con la bella panna appena fatta! E volevo proprio che stasera il mio papà che mi è venuto a prendere, pensasse che non avevo fatto il dolce ma solo un panettone e invece una volta aperto… sorpresa! 
E alla fine era venuto, con la calotta un po’ arrangiata e un ripieno meno ricco (però avevo messo anche le gocce di cioccolata), non mi importava, ero soddisfatta.
E invece no, Cecilia ha deciso in due secondi, il tempo di spostarmi dal tavolo al frigo, che voleva la mamma. E il tempo do aprire il frigo con una mano tenedo in bilico il panettone con l’altra era fra le mie gambe e… patatrac! Tutto per terra. Voglia di rifarlo? No. Voglia di mettersi a urlare? Tanta. 
Ma siccome poi con una figlia che ti porta la scopa non puoi far altro che metterti a ridere (istericamente, s’intende!), ecco qui a raccimolare i pezzi. Perchè ormai mi sono fissata, voglio il panettone con la panna per mio padre, peccato che si dovrà accontentare del surrogato. Buono lo stesso, per carità, ma niente effetto sorpresa.
Nonna Papera l’avevi previsto?

Panettone a sorpresa

“Sia subito chiaro che la comparsa del panettone sulle mense natalizie avvenne molto molto più tardi nel tempo, ora oggetto delle nostre rice…tte. Ma trattandosi di un dolce a sorpresa che, di sorpresa, piazzerete in tavola il giorno di Natale, pensiamo ci sia considerato chiudere un occhio sul… futuro. Secondo la leggenda, il “panettone” fu introdotto verso la fine del ‘300 dalla corte viscontea, ma si crede abbia origini più antiche.”
1 panettone (di marca) da 1/2 chilo
150 gr di panna
50 gr di frutta candita
qualche noce

Con delicatezza e tendendo il coltello con mano elastica e leggera, tagliate e togliete (e riponete) la calotta superiore del panettone. Quindi, sempre con garbo, svuotate il panettone ben bene lasciando però sia lungo le pareti sia sul fondo uno strato di “mollica” (chiamiamola così) spesso 2-3 cm. Quindi procedete al riempimento con questa crema: panna montata mescolata con la frutta candita e i gherigli di noce, tagliati tutti a dadetti. Riprendete la calotta superiore (che avete riposto) e chiudete il panettone. Mettete il dolce in fresco per un’oretta prima di servire.

Panettone surprise

“Is immediately clear that the appearance of the cake on the tables Christmas came very much later in time, but it is a sweet surprise , surprise , you place the table on Christmas Day , we think there is considered to be turning a blind eye . According to legend , the ” cake ” was introduced in late 1300 by the viscounts , but is believed to have ancient origins.”
1 cake ( brand ) 1/2 pound
150 grams of cream
50 grams of candied fruit
some walnut

Gently and pulling the knife hand with flexible and light , cut and remove ( and store ) the top cap of the cake . So , always with grace, emptied the cake very well but left both along the walls on both the bottom layer of ” crumb ” ( let’s call it ) often 2-3 cm. Then go to this cream filling with whipped cream mixed with candied fruits and walnuts , cut in all dadetti . Take back the upper cover ( you have placed ) and close the cake . Put the cake in the fridge for an hour before serving.

Il crumble ubriaco di mele e bourbon

Questa ricetta viene dalla cucina della nostra vicina di casa dei miei genitori. Una dolcissima signora inglese che fa cucinare tutto l’anno il marito. Tutto l’anno tranne il giorno di Natale dove, puntualmente, si presenta alla nostra torta con questa delizia ancora calda. Certo è una ricetta vietata ai minori ma siccome a Natale si è sempre allegri aggiungiamo l’allegria data dall’alcool alla nostra tavola!
E detta da una persona totalmente astemia è davvero una cosa strana! 
Perchè si, io sono astemia. Ma proprio astemia che più astemia non si può. Così astemia che mio suocero mi ha fatta ubriacare con la carne macerata nel brandy al cenone di capodanno. Se ci ripenso… che figura! Meno male che l’ho presa bene, a ridere e a parlare. A detta dei presenti almeno, io non mi ricordo nulla di quella sera, ho solo un confuso ricordo del giorno dopo. Sono stata malissimo.
Meno male che le prime apparenze non sono quelle che contano dato che era il mio primo capodanno da loro, ero piccola, 20 anni, e molto ma molto timida. Certo, dopo quella serata mi sono dovuta rifare, non si poteva più dire solo “buongiorno” e “buonasera”. Ah che ridere a ripensarci ora! Certo, rido un po’ meno quando penso che Cecilia ci riderà su, e magari la racconterà anche ai suoi amici. Ok, sto andando troppo avanti nel tempo, magari se la sono scordata per quel tempo (illusa!).
Vabbè, lasciamo perdere gli straccetti nel brandy e buttiamo le mele nel bourbon. 

Crumble di mele e bourbon

Ripieno
3 mele Granny Smith
1/2 tazza di zucchero di canna
1/2 tazza di zucchero
1 tazza Bulleit Bourbon
3 cucchiai di amido di mais
1/3 tazza Bulleit Bourbon
1 cucchiaino di sale
Sbucciare le mele e tagliarle a 1/2 cm di spessore, metterle in un ampio tegame con lo zucchero e il sale. Mescolare bene, versare 1 tazza di bourbon e cuocere a fuoco lento per 10-12 minuti , mescolando. In una piccola ciotola, mescolare l’amido di mais e 1/ 3 di tazza di Bourbon, aggiungere al composto di mele e far cuocere altri 3 minuti. Lasciare il ripieno in frigo per 10 minuti prima di infornarlo. 
Crumble
1/2 tazza di zucchero
3 bustine di tè ( o altro macinato finemente )
1/4 di tazza di burro congelato
Mescolare gli ingredienti secchi in una ciotola. Sbriciolate il burro con le mani.
Scaldare il forno a 180°C. Mettere il ripieno semi – raffreddato in una ciotolina, aggiungere il crumble e mettere in forno caldo per 18-20 minuti. Lasciate riposare prima di servire .

Bourbon Apple Pie

Filling
3 pounds of Granny Smith Apples
1/2 cup Brown Sugar
1/2 cup Sugar
1 cup Bulleit Bourbon
3 tablespoons Cornstarch
1/3 cup Bulleit Bourbon
1 teaspoon Salt
Peel apples and slice to 1/2” thick (do a full 1/2”, they’ll cook down in the pie). Place apples in a wide pan with sugar and salt. Mix together, pour in 1 cup Bourbon and cook on high heat for 10-12 minutes, stirring occasionally. In a small bowl, mix cornstarch and 1/3 cup of Bourbon into a slurry, add to apple mixture, and cook 3 more minutes.
Streusel Crumble
1/2 cup Flour
1/2 cup Sugar
3 each, Chai Tea Bags (or other finely ground)
1/4 cup frozen Butter, 1/2” squares

Slice butter into 1/2” squares and then freeze. Mix dry ingredients in a bowl—for Chai Tea Bags, remove the chai from the bag and place directly in mixture. Cut in butter with hands (the chunkier the better).
Heat oven to 425. Let filling cool for 10 minutes before placing in pie. Add semi-cooled filling on top of crust. Top with crumble and place in hot over for 18-20 minutes or until top and crust are crispy and brown. Remove and let sit at least an hour before serving.

Stracciatelle Unne – Manuale di Nonna Papera

E dopo due giorni di cene con… l’amica ritrovata, ci voleva una pausa. No, non che io mi sia stufata della mia amica, ci mancherebbe, ci siamo trovate così bene e così in sintonia! Anzi, così tanto bene che abbiamo voluto replicare la cena il giorno dopo! D’altronde lei era qui a Milano per un giorno in più. E ci siamo lasciate con la promessa di rivederci anche a Roma, magari di fare una “carrambata” portando anche i nostri genitori!
Ma… il mio stomaco non ne può più di cene a più portate. Mi ci vuole una pausa.
E quindi? Quindi stamattina, finiti i biscotti per “colpa” della piccola di casa, mi sono ricordata di una ricetta del mitico manuale che ero solita tirar fuori quando i biscotti scarseggiavano. Eccola qui, bella in forma come non mai! E mentre mescolavo e mettevo sul fuoco mi è anche venuta un’altra idea… e se la usassi come base per una cheesecake? D’altronde gli ingredienti ci sono tutti, non trovate?

Ps: nel manuale si suggerisce, se si ha tempo, di accompagnare questa stacciatella con uno zabaione. Data la fame che avevo… per me solo il biscotto!

Stracciatelle Unne – Manuale di Nonna Papera


“A prima vista, può sembrare che Mongoli e Unni siano di casa in questo manuale o che Nonna Papera abbia un debole per loro. In realtà, sono gli Unni che alla fine del 300 sembrano avere un… debole per l’Europa. Forse perchè, respinti dalla grande muraglia, sono costretti a pedalare altrove. Ciò che a noi ora interessa è farvi provare questa piccola, gustosa e travolgente ricetta di biscotti-briciola. Biscotti che nulla hanno a che vedere con le “stracciatelle”, quel tipo di minestra in brodo fatta con uova (sbattute), formaggio e farina. Passabile si, a qualche ospite non di riguardo.”
50 gr di burro
4 cucchiai di zucchero
1 limone
Mescolare farina, zucchero e buccia di limone grattugiata in una tazza. Fate rosolare il burro in una padella e versateci la farina rimescolando finché diventerà dorata, con un cucchiaio di legno. Già fatto? Si: se proprio volete fare qualcos’altro, fate uno zabaglione e serviteli insieme.

Stracciatelle Unne – Manual Grandma Duck

“It may seem that the Mongols and Huns are welcome in this manual or that Grandma Duck has a soft spot for them. Actually, they are the Huns who seem to have a thing for Europe. Maybe because rejected by the Great Wall. What we are now is interested in you to try this small, tasty and overwhelming cookie recipe-crumb. cookies that have nothing to do with the “stracciatelle”, that kind of thin soup made ​​with eggs (beaten), cheese and flour. “

2 oz of butter
4 oz of flour
4 tablespoons of sugar
1 lemon

Mix flour, sugar and lemon zest in a bowl. Brown the butter in a pan and pour the flour stirring until it becomes golden, with a wooden spoon. Already done? Yes: if you really want to do something else, make an eggnog and serve together.

Pesche del Volga – Manuale di Nonna Papera

Non so voi come state vivendo questo quasi autunno ma qui ha iniziato a fare un freddo cane! Tutto per colpa di un acquazzone di quelli con tanto di tuoni, fulmini e buio alle 2 del pomeriggio. Roba da matti! All’improvviso avevo voglia di cioccolata calda e di un caminetto acceso! Ma ahimè, la casa con il camino ancora è vuota, la cioccolata con quel tempaccio proprio non mi andava di andarla a comprare (parentesi: parlo del cacao da sciogliere, cosa credete che mi accontento di quella del bar?? Però il mio è già stato inscatolato!!!) e quindi… nonna papera aiutaci tu!
E dato che sotto sotto è ancora estate e approfittando delle pesche (e della piccola che dorme, come facevo a tenerla lontana dalle pesche solo “per un paio di cucchiaini di vodka”??) ecco qui un’altra ricetta che è stata approvata a pieni voti!
Dunque ieri ho trascorso buoni 15 minuti a godermi questa frutta dolce e leggermente alcolica, poi però sono crollata sul divano! Ma d’altronde, da un’astemia come me… cosa vi aspettavate?

Pesche del Volga – Manuale di Nonna Papera

“Il Volga, anticamente chiamato Rha, è un fiume russo ed è il più lungo d’Europa. Nasce là in su le alture dei Valdai, attraversa il bassopiano sarmantico e la depressione caspica (cioè le pianure centrosettentrionali e orientali) della Russia e riceve numerosi affluenti. A questo punto…. ehi, ma non è mica l’ora di geografia questa! Siamo persone serie e perciò… mano alle pentole! E si porti il dessert!”
qualche bella pesca gialla
zucchero
qualche cucchiaino di vodka

Lavare e asciugare molto bene le pesche. Tagliatele a metà e togliete, con delicatezza, il nocciolo. Cospargete su ogni metà un cucchiaino o due di zucchero e versare al centro un mezzo cucchiaino di vodka.

Volga peaches – Grandma Duck

“The Volga, called Rha, is a Russian river and is the longest in Europe. Was born there in the heights of the Valdai, crossing the plains and the central-eastern Russia. At this point …. hey, this isn’t geography time! We are serious so… hand the pots! And you’ll bring the dessert!”
some nice yellow peach
sugar
a few teaspoons of vodka
Wash and dry peaches. Cut them in half and remove, gently, the core. Sprinkle each half of a teaspoon (or two) of sugar and pour a half teaspoon of vodka in the center.