Shirley Temple

Halloween!
Che pensavi mi fossi scordata di una delle mie feste preferite? No, semplicemente quest’anno avere due bimbe mi ha portato via più tempo e le ricette per un party a tema sono ridotte a quest’ultima settimana di ottobre.
Halloween, non vedo l’ora. Il quarto di Cecilia e il primo di Cornelia. Nel corso degli anni ho organizzato feste a tema e mi sono divertita a mascherarmi e mascherare Cecilia. Certo, sempre a tema, non come in america che fanno di halloween una sorta di carnevale.
No, halloween deve essere “terrificante” o quanto meno in tema. Non principesse e unicorni rosa.
Quest’anno sono ancora indecisa sulla maschera, ma il menù comprenderà questi cocktail.
Li avevo visti l’anno scorso su pinterest. Era passato halloween ma questo cocktail anzi, questa presentazione, mi era rimasta in mente. Geniale, semplicemente.
Niente di più semplice e di grande effetto. L’unica pecca forse è andare in farmacia a chiedere tutte quelle siringhe. Prendile al supermercato altrimenti si ripete questa scena: io in cassa con due pacchi da 10 siringhe.
La farmacista: “quante siringhe, sarà una lenta guarigione”
Io: “no, veramente sono per un party”
La faccia allucinata della farmacista, con la scatola sospesa a mezz’aria mi ha fatto pensare che aveva sospettato il peggio.
Io: “faccio una festa di halloween, nelle siringhe metto la granatina e faccio un cocktail”
La farmacista: “ah.”
Non mi è sembrata convinta. Poi se citofonerà la polizia a casa mia il 31 sera non ne ho idea.

 

Shirley Temple

soda
granatina
siringa

Versa in un bicchiere la soda fino a riempirlo per 2/3.

Metti la granatina nella siringa e guarnisci il bicchiere!

 

Shirley Temple

Soda
Grenadine
Syringes

Pour soda in a glass and garnish with a grenadine syringe.

Cioccolata hasta la vista – Manuale di Nonna Papera

E’ passato un bel po’ dall’ultima ricetta di Nonna Papera! Ma spostandola a rubrica mensile devo ammettere che è molto più gestibile ^^

Oggi la famosa nonna ci porta una ricetta davvero golosa, una ricetta che ha accompagnato tutto il mio inverno e che preparo sempre con Cecilia. Certo, finisce sempre con la tazzona per lei e una tazzina di caffè per me, ma va bene così! Lei ne è ghiotta e io se ne mangio un po’ di meno diciamo che male non fa!
La ricetta in questione altro non è che una bella cioccolata calda. Due le varianti, anche se a mio avviso la prima è migliore. Ma sono gusti, come tutte le cose anche la cioccolata vuole le sue schiere di amanti: quelli che solo fondente e amara, quelli che solo bianca e burrosa, quelli che se non è aromatizzata non la bevono.
A Cecilia per ora piace la versione classica, a me sinceramente piace con un po’ di peperoncino. E a voi? Di che fazione cioccolatosa siete?

Cioccolata hasta la vista

“Gli spagnoli e i portoghesi, approfittando del fatto che il nome scientifico della cioccolata (in pianta) è Theobroma cacao, cioè “cibo degli Dei”, si rifiutarono a lungo di rivelare il segreto della preparazione della cioccolata in tazza. Questo accadeva nel ‘600. Il primato dell’esagerazione spetta però agli Aztechi che, pur avendo oro e gioielli a non finire, usavano come denaro i… semi di cacao!”
4 cucchiai di cacao amaro
75 gr di zucchero
un pizzico di sale
3 cucchiai di acqua
6 chiodi di garofano
3/4 di latte
200 gr di panna
Setacciare il cacao e metterlo in una casseruola con lo zucchero, il sale, l’acqua e i chiodi di garofano e portare a ebollizione. Aggiungere il latte e metà della panna e far scaldare senza far bollire, sempre mescolando. Versare la cioccolata nelle tazze con il colino e guarnire con il resto della panna, montata.
Versione Ciao
Sciogliere a bagnomaria 4 cucchiai di acqua e 160 gr di cioccolato fondente. Sbattete energicamente, dopo aver tolto dal fuoco, e quando la cioccolata si addenserà, aggiungete 8 cucchiai di acqua e, sempre mescolando, un litro di latte bollente. Servite subito, con lo zucchero a parte.

Chocolate hasta la vista

“The Spanish and Portuguese, taking advantage of the fact that the scientific name of the chocolate (in plan) is Theobroma cacao, means” food of the gods “, long refused to disclose the secret of preparation of hot chocolate. This was in ‘600 . The primacy of exaggeration but it is up to the Aztecs who, despite having gold and jewelry to no end, as they used the money … cocoa beans.!”
4 tablespoons unsweetened cocoa
75 grams of sugar
a pinch of salt
3 tablespoons water
6 cloves
3/4 of milk
200 grams of cream
Sift cocoa and put it in a saucepan with the sugar, salt, water and cloves and bring to a boil. Add the milk and half the cream and heat without boiling, stirring constantly. Pour the chocolate into cups with strainer and garnish with the remaining cream, whipped.
Hello version
Melt 4 tablespoons of water in a water bath and 160 grams of dark chocolate. Beat vigorously, after removing from the heat, and when the chocolate will thicken, add 8 tablespoons of water and, stirring constantly, a liter of boiling milk. Serve immediately, with sugar separately.

Frullati in tavola… pitagorica

Anche questa volta nella nostra via dei sapori non poteva mancare Nonna Papera. E, anche se di greco ha solo il nome, questo frullato è davvero un’ottimo punto di partenza in vista del gran caldo che sta facendo in questi giorni!
Per il nostro frullatone misto ho scelto fragole, lamponi e more. Un frullato decisamente ai frutti rossi ma davvero buono e fresco. La frutta ammetto di non averla zuccherata perchè la preferisco al naturale, ma nessuno si è lamentato!
Una piccola accortezza che stavolta mi sono ricordata è stata quella di mettere la frutta in freezer la sera prima. Questo porta un grande vantaggio: che non c’è bisogno di aggiungere i cubetti di ghiaccio in preparazione, e per me che mi scordo sempre di farli è davvero la chiave di svolta del frullato! Mi devo ricordare più spesso di congelare mini porzioni di frutta da usare il giorno dopo nel frullato, potrebbe anche diventare la colazione della famiglia!

Frutta ghiacciata, latte e un pizzico di vaniglia. Mi sembra fresca, gustosa e salutare, giusto?

Frullati in tavola… pitagorica

“Fu intorno al 550 aC che fece la sua comparsa, alla ribalta dei… grossi grattacapi numerici per le più giovani generazioni future, un certo Pitagora. Per la precisione: Pitagora di Samo, un grande filosofo greco e matematico, che scoprì la tavola pitagorica e sostenne che la terra era rotonda. Suddivise i numeri in… pari e dispari e mise a punto il teorema del triangolo rettangolo. Nonna Papera, in vena pitagorica, ha pensato di darvi una serie di ricette per frullati che potrete voi stessi… moltiplicare a piacimento!”
Frullatone misto
Se avete sottomano, o potete prendere sottobanco e di soppiatto, della macedonia di frutta, allora… potete dire d’aver vinto un terno a lotto perchè il più è già fatto. Oppure comperate una scatola di macedonia già sciroppata. Oppure ancora (che fantasia, vero?) saltate ad Alessandro Magno e preparate una macedonia come da indicazioni del… macedone.
Torniamo al frullato: prendete due bicchieri di macedonia di frutta mista (che sia già ghiacciata, zuccherata e sciroppata) e versateli nel frullatore. Aggiungete mezzo bicchiere di latte o di succo di ananas; un pizzichino di vaniglia in polvere; 3-4 cubetti di ghiaccio pestati. Mettete in moto il frullatore e fatelo girare (prima sul minimo e poi sul massimo) per circa un minuto.

Smoothies in the Pythagorean table!

“It was around 550 BC that made ​​its appearance a certain Pythagoras. Namely: Pythagoras of Samos, a great greek philosopher and mathematician, who discovered the multiplication table and argued that the earth was round. Divided numbers in … odd and even, and he developed the theorem of the triangle. Grandma Duck has decided to give a series of recipes for smoothies that you can do it yourself! “

Smoothie mix 
If you have the fruit salad, then … you can say that he had won the jackpot because a lot more is already done. Or already bought a box of fruit salad in syrup. 
Let’s go back to the smoothie: Take two glasses of fruit salad mixed and pour them into the blender. Add half a cup of milk or pineapple juice; a pinch of vanilla powder; 3-4 crushed ice cubes. Put in motion the blender and let it run (the first minimum and then the maximum) for about a minute.

Bibita “emme” maiuscola – Manuale di Nonna Papera

Torno operativa al 100% con il mio bel computer fra le mani. 
Al di fuori delle mie più rosee previsioni sono stata solo 24 giorni senza e posso dire che… si può fare!!! Ma le scocciature sono state tante. E voi poveri, avete patito i miei lamenti!
Ma è passato, ed eccolo qui, riparato, e quasi nuovo dato che sono più i pezzi che mi hanno cambiato di quelli rimasti originali… anche la mia tastiera è stata cambiata! 
A proposito di tastiera, avevo scritto un post sul misero della “a” sbiadita che poi con il tempo si era definitivamente canellata. E ora ho di nuovo una “a” bella e fiammante che con la sua punta verso l’alto mi guarda e spera di resistere qualche anno di più rispetto il suo predecessore.
Vabbè, bando alle ciancie che ho un computer da rimettere in sesto, il viaggio dai miei e il compleanno di mia figlia da organizzare! 

Vi lascio con questa ricetta dal manuale di Nonna Papera, facile facile anche per chi, come me, al posto del succo bello e pronto ha preferito spremere un paio di arance!

 Bibita “emme” maiuscola – Manuale di Nonna Papera

“Già sappiamo che i fenici erano abilissimi mercanti… tanto che, per mantenersi in contatto, anzi in contratto, con i loro clienti, inventarono perfino l’alfabeto. E fu appunto navigando che fecero la “m” a forma di “m”. Per i fenici, navigatori folli, tale lettera rappresentava infatti le onde del mare. Anche perchè il mare in fenicio è “mem”! A questo punto, non ci resta che farci una bella bevuta.”
Un barattolo o una bottiglia di succo d’arancia
un limone

In una caraffa mettere tutto il succo d’arancia, aggiungete altrettanta acqua e il sugo del limone. Potete servire con o senza zucchero a piacere e sembrerà “aranciata vera!”

Drink “em” – Manual Grandma Duck 

“We already know that the Phoenicians were skilled merchants … so much so that, to keep in touch with their customers, even invented the alphabet. Browsing And it was that made the” m “in the form of” m. “For the Phoenicians in fact, this letter represented the waves of the sea. too, because the sea is in Phoenician “mem”! at this point, we just have to have a good drink. “
A jar or a bottle of orange juice 
a lemon 

In a pot put all the orange juice, add as much water and the juice of the lemon. You can serve with or without sugar to taste and feel like “real orange juice!”

Il Grog dello Spiffero – Il Manuale di Nonna Papera

Questa settimana vi lascio con il classico di Nonna Papera: il grog dello spiffero!
E dato che io sono raffreddata, Cecilia lo sapete e io marito ieri sera ha detto che aveva mal di gola… lo sto preparando per tutti e tre!
Nel frattempo vi dico che piano piano Cecilia sta migliorando, ma ho notato due cose che prima, forse per la stanchezza o per il nervosismo, non avevo notato: la carne dopo la pasta non la tocca quasi più, nemmeno il polpettone, che è sempre stato il suo secondo preferito; e che quando si agita perchè non le piace quello che ha davanti (a parte sembrare l’esorcista) stai pur certa che qualsiasi altra pietanza sarà rifiutata, magari però la distrai e dopo mezz’ora mangia (la seconda scelta però, mai la prima). Che devo fare, continuare così? Mah, c’è chi dice “l’importante è che mangia” e c’è chi mi dice “se salta un pasto non muore mica”. Io so solo che mi sta facendo impazzire.
Vabbè, beviamoci su ^^

Il Grog dello Spiffero – Il Manuale di Nonna Papera

“Allora non esistevano pastiglie e sciroppo per la tosse e per il mal di gola. Però esistevano spifferi e correnti d’aria. Si capisce: gli uomini abitavano o in caverne o su palafitte in palude. Così era un bel problema difendersi dai mali di … magione!
Sul problema discussero e starnutirono a lungo i cavernicoli finché Nonno Antenato non inventò la bevanda calda. Che mente! Quel dritto d’un Nonno fece bollire dapprima dell’acqua di palude: e il disgusto fu generale. Tentò di nuovo facendo bollire questa volta del latte con un po’ di miele. E fu un successo. 
Tuttora valido, caso mai voleste evitare certi sciroppacci contro la tosse”

Che cosa occorre:
1 tazza di latte;
2 cucchiai di miele

Come si procede:
al latte molto caldo aggiungete il miele. Quindi: 1° versare in tazza, 2° trangugiare, 3° andare a dormire. Buonanotte!

The Grog of draft – The Manual of Grandma Duck

“Then there were pills and syrup for cough and sore throat. But there were drafts. We understand: the men lived in caves. On the problem discussed for a long time until Grandpa ancestor invent the hot drink. First time boil the water of swamp and disgust was general. He tried again boiling the milk with honey. And it was a success. Still valid!”
What you need:
1 cup milk;
2 tablespoons honey
How to proceed:
milk very hot, add the honey. So: pour into mug, drink it, go to sleep. Good night!

Tè imperiale fior di pesco – manuale di nonna papera

Iniziamo la settimana con lei, la nonna più famosa del mondo. Dato che ho appena fatto colazione in sua compagnia allora, ho pensato, perchè non condividerla con voi? Sia la ricetta che la colazione, ovviamente!
E siccome non posso leggervi pezzi del manuale come faccio per Cecilia, spero vi accontenterete della lettura virtuale. 
Quindi per questo caldo che è arrivato in tutto il suo splendore ecco qui una delle bevande fresche che preferisco. Sarà perchè l’ho fatta così tante volte che ormai è diventato sinonimo di estate, sarà perchè è davvero fresca, o semplicemente che è buona. 
Così buona e così semplice che un attimo dopo averla finita pensi quasi quasi ne faccio ancora!
D’altronde è estate e non c’è stagione migliore per un tè freddo… o sbaglio?

Tè imperiale fior di pesco

Tra tutte le bibite dissetanti io penso che questa sia una delle più indovinate. E, credetemi, farete veramente colpo sui vostri ospiti con questo tè imperiale. Firmato: Nonna Papera

tè cinese in bustine per maggior comodità (io: tè sfuso Pu’er)
3 pesche gialle mature
zucchero

In una grande caraffa, possibilmente di vetro trasparente, tagliate a fette le pesche. Avrete intanto preparato tanto tè un po’ più “carico” del solito quanto ne entra nella caraffa. Zuccheratelo quando è ancora caldo e lasciatelo raffreddare. Poi versatelo nella caraffa sopra le pesche. Lo servirete molto freddo.

Imperial tea peach blossom

Of all the refreshing drinks I think this is the best. And you will impress your guests with this imperial tea. Signed: Grandma Duck

tè cinese
3 pesche
zucchero
In a large glass carafe, sliced ​​peaches. Meanwhile, prepare the tea. Sweeten it while it is still hot and let it cool. Then pour it into the carafe over the peaches. serve it very cold.

Le bacche di goji

Iniziamo la settimana con una bella notizia. Vi annuncio la mia prima collaborazione ufficiale con  Goji.

Non conoscevo queste bacche ma dopo averne lette le proprietà ho iniziato a informarmi.
Non voglio stare ad elencarvi tutte le proprietà delle bacche perché so che nessuno le leggerebbe. Però vorrei accendere la vostra curiosità accennando di come queste bacche rosse, originarie dell’Himalaya, la cui forma fa pensare a ciliegie allungate, siano apprezzate per il gusto leggermente zuccherato ma soprattutto abbiano una formidabile reputazione medicinale.
Non importa se sotto forma di frutti freschi, secchi, di succo, o in polvere o usato nelle ricette.
Le loro proprietà non cambiano. La dose consigliata giornaliera è di massimo 15 grammi cioè circa 100 bacche.

E ora parliamo delle mie impressioni.

Il pacchetto è arrivato e non vedevo l’ora di provarle. La prima cosa che ho fatto è stata mangiarne un paio ed ecco che il sapore di frutta secca ha invaso il mio palato. La mia prima impressione è stata un misto fra uvetta e frutti di bosco. Poi ho letto la scritta sulla confezione (immergerli in acqua o latte) e, approfittando dell’ora (tardo pomeriggio) ho messo un tè nero semplice sul fuoco e ho aggiunto le bacche.

Ecco, a primo assaggio ricorda molto il Darjeeling. E le bacche dopo qualche minuto hanno sprigionato un lieve retrogusto che mi ha fatto pensare al moscatello.

Ma all’assaggio della bacca mi sono sorpresa. Questa nel tè aveva acquistato consistenza e posso affermare che somiglia molto ai frutti di bosco ma il sapore è più rotondo.

Assaporando il tè ho pensato a quale piatto abbinarle, me ne sono venuti in mente, sia dolci che salati, e stasera sperimenterò quindi a breve aspettatevi delle ricette particolari!

Per chiudere vi informo che, come tutte le bacche, anche queste sono semplici da conservare, basta un barattolo di vetro chiuso. Ovviamente si devono tenere all’asciutto e magari anche al buio.

Ringrazio ancora Goji per avermi omaggiato di queste ottime bacche.