Onigiri

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Mi sto preparando mentalmente a proseguire lo svezzamento anche in viaggio. Sarà impegnativo ma alla fine partendo dopo l’anno di Conrelia, non sarà poi così drammatico.

Per mia fortuna la pupa in questione non ha mai fatto grandi facce schifate, è una vera buongustaia che si spazzola sempre con grande gusto quello che uno le propone. E anche se una cosa non le piace alla fine la mangia lo stesso. Quindi no, non sono preoccupata per Cornelia.

Quello che un po’ mi da pensiero è la diversità. La pasta ormai lo so, la trovi ovunque anche se di sapori leggermente diversi e spesso a costi proibitivi. Anche frutta e verdura trovi ovunque, stesso discorso per quanto riguarda la bontà dei prodotti ma non penso la situazione sia tanto differente da qui a Milano dove i fruttivendoli tendono sempre a esagerare con i prezzi esposti.
Carne e pesce? Stesso discorso. Ma i pesci saranno differenti quindi sperimenteremo una dieta di pesci oceanici, chissà come saranno.

Poi in Australia e Nuova Zelanda c’è una vera passione per il bbq e, nonostante noi partiremo che lì è autunno, non mancherà l’occasione di sperimentare anche quello! Per quanto riguarda il Giappone invece vado sul sicuro, è una cucina molto sana e sono certa non mi deluderà. Un’altra cosa sarà cercare di capirci qualcosa al supermercato. Manca poco più di un mese alla partenza, sono così emozionata, non vedo l’ora!

E tanto perché era un po’ che non mi compravo qualcosa di inutile per la cucina ecco che ai miei attrezzi si è aggiunto lo stampo per gli onigiri.
E così abbiamo fatto un pranzo nipponico in famiglia 😉

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Onigiri

 100 gr di riso
a scelta:
frutta lessa
verdure lesse
pesce lesso
Prendi il riso e mettilo in una ciotola, versa sopra dell’acqua e sciacquarlo più volte, finché l’acqua non rimane trasparente.
Trasferisci il riso in un tegame, poggia la mano sul riso con il palmo in giù, e versa l’acqua fino a sfiorare la superficie  del mignolo.
Sistema il tegame a fuoco medio e da quando il riso inizia a bollire, abbassa la fiamma e cuoci per 10 minuti, senza mai alzare il coperchio. Poi spegni e lascia riposare per 5 minuti.
Forma gli onigiri con il ripieno che hai scelto formando dei triangoli con l’aiuto delle mani e mettendo un cucchiaino di ripieno al centro di ognuno.

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Pastina con fagiolini

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All’asilo di Cecilia gli insegnanti puntano molto a far uscire fuori il potenziale di ogni bambino. Fa parte della filosofia di quella scuola steineriana e mi sono sempre trovata bene con questo pensiero.

Poi ho scoperto che la stessa filosofia la applicano per tutto il percorso delle scuole dell’obbligo e la cosa mi ha lasciata un po’ perplessa. Va bene lasciarli fare all’asilo ma se crescendo a uno non piace una materia che fai, la levi dal piano di studi? Non mi sembra una soluzione. Anche il fatto di non dare i voti per “non mettere pressione ai ragazzi” mi sembra un fatto abbastanza strano. E mi domando come arrivano al liceo questi ragazzi. E non mi meraviglio di aver sentito storie di ragazzi scioccati dal passaggio medie-liceo.

Ok, è vero, io non sono un’educatrice o una maestra, ma qualche dubbio sul metodo mi è venuto.

Va bene la personalità, stimolare la creatività e il lasciare i bambini liberi di sperimentare però servono anche delle regole, senza quelle non si va avanti.
Le regole fondamentali si insegnano fra le mura di casa, ma tante altre di imparano “sul campo” e a quest’età vuol dire a scuola e a giocare con gli altri bambini.

E, mi ripeto, finché si parla di asili mi va anche bene che siano i bambini a sperimentare, che siano lasciati fare errori e che sia lasciata loro la scoperta delle cose. Ma il discorso cambia man mano che si cresce. Semplicemente più si cresce più anche i bambini entrano in contatto con quello che è il mondo “reale”, che tanto rose e fiori proprio non è. Quindi perché farli crescere in una bolla? Sono io l’esagerata?

Vabbè, mi tiro indietro che farei una filippica e parlo di questa pasta. Ho trovato una cosa per cui Cornelia non va matta: i fagiolini.
E meno male, percé in casa la chiamiamo “l’aspirapolvere” per quanto in fretta riesce a spazzolarsi qualsiasi cosa di commestibile le capiti a tiro. Ma ecco, i fagiolini proprio no. Li guarda, se li studia, e a malavoglia apre la bocca.
Ma siccome la filosofia di casa (oggi è un post filosofico 😛 ) è mangiare quello che c’è, i fagiolini sono finiti in una pasta. Meglio, molto meglio.
Pastina veloce veloce che farà andare giù anche i fagiolini più antipatici 😉
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Pastina con fagiolini

4 cucchiai di pastina
100 gr di fagiolini lessi
1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva
1/2 cucchiaino di parmigiano

Metti a bollire l’acqua per la pastina.
Cuoci la pastina e, a cottura ultimata, condiscila aggiungendo un cucchiaino di olio evo e il parmigiano.
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Erbette e prosciutto cotto

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Con questo post vi presento Sophie.

Eccola lì, con il suo collo lungo e il suo profumo di vaniglia. E’ la giraffa francese che mi ha ossessionato da quando ero incinta di Cecilia. E niente, non riuscivo a trovarla.

La giraffa da dentizione (dicono), quella che tutti i bambini vorrebbero avere nel delicato momento dei dentini. Quella che con il suo profumo calma i bambini e li fa addormentare con un sorriso. Quella che le mamme francesi mi hanno accusata di non avere quando siamo stati a Parigi per i due anni del cecio. E che ci potesse fare a due anni una bambina con una giraffa da mordere ancora me lo devono spiegare, loro.

Comunque era nella mia wish list di amazon da quattro anni, dimenticata, morta e sepolta da libri di cucina e giocattoli più adatti. E’ magicamente emersa dalla wish list sotto Natale e, complice il fatto di aver avuto Cornelia alle prese con i suoi primi due dentini il passo dalla wish list al carrello è stato fatto in un attimo.

Arrivata la tanto attesa giraffa Sophie, che ormai la chiama per nome anche Cecilia, ecco che succede… nulla. Cornelia la guarda, ci gioca cinque minuti, e passa ad altro.

Arrivano i denti numero tre e quattro e confido di nuovo nella profumata giraffa (anche se la mia Cherry merry muffin profuma di più) ma niente, anche lì le aspettative vengono deluse. Mi consolo con una cosa: per le foto del blog Sophie è molto fotogenica!

E in questa pappa verde verde fa un bellissimo contrasto! Piaciuta molto di più la pappa della giraffa a dirtela tutta 😉

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Erbette con prosciutto cotto

Per 5 porzioni da 100 gr
500 gr di erbette
100 gr di prosciutto cotto
1 cucchiaino di olio evo
2 cucchiaini di scalogno tritato
acqua
Taglia a pezzetti il prosciutto cotto. Lava bene e taglia le erbette.
In una casseruola dal fondo pesante, scalda l’olio a fuoco medio e aggiungi lo scalogno tritato. Dopo 5 minuti aggiungi le erbette e tanta acqua quanto ne basta per coprire metà delle pietanze.
Coperchia e porta a ebollizione, riduci la fiamma, e lascia cuocere a fuoco lento per 20 minuti. Verifica che sia tutto tenero prima di togliere dal fuoco. Tritura le erbette, aggiungi il prosciutto cotto e servi con un filo di olio a crudo.

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Fettine di vitella con purea di cavolfiore

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Al posto di fare spazio nella mia cucina, iniziare a levare il superfluo io lo aggiungo.
Mi sembra ovvio, no? E tanto per essere più coerente ho appena preso un biberon per Cornelia. Ma con quello sono più giustificata, quello di Cecilia lo avevamo lasciato a Roma ai suoi 2 anni come passaggio alla tazza. Un passaggio memorabile, non ha fatto colazione per una settimana rimpiangendo la scelta. Per fortuna ha vinto la fame.

E quello di Cornelia forse sarà la stessa cosa ma pensavo che, se decidessimo alla fine del viaggio di trasferirci, sarà più difficile da lasciare perché i suoi due anni li festeggerebbe agli antipodi. Magari se vede la sorella senza biberon si abitua a bere senza. Chissà, per ora spero che il biberon le faccia prendere un po’ di acqua dato che beve solo quando allattata. Che dici, la giustificazione regge?

Nel frattempo cerco di farle mangiare più cremoso possibile, le verdure almeno. Poi la carne si sa, più di tanto non si può sminuzzare 😉

Per oggi cavolfiore ridotto in purea per lei e da contorno per noi. La fettina ai ferri per i più grandi e a pezzetti per Cornelia. Il piatto è piaciuto a tutti, e la preparazione così uguale per tutti ha anche reso felice me regalandomi un bel quarto d’ora di relax!

Meglio di così 😉

Fettine di vitella con purea di cavolfiore

Per 5 porzioni da 100 gr
600 gr di cavolfiore
100 gr di fettine di vitella
1 cucchiaino di olio evo
2 cucchiaini di cipolla bianca tritata
acqua
Taglia a pezzetti le fettine e le cime del cavolfiore.
In una casseruola dal fondo pesante, scalda l’olio a fuoco medio e aggiungi la cipolla. Dopo 1-2 minuti aggiungi la carne. Una volta che i pezzetti si sono rosolati su tutti i lati, aggiungi il cavolfiore e tanta acqua quanto ne basta per coprire metà delle pietanze.
Coperchia e porta a ebollizione, riduci la fiamma, e lascia cuocere a fuoco lento per 20 minuti. Verifica che sia tutto tenero prima di togliere dal fuoco. Schiaccia il cavolfiore e servi con un filo di olio a crudo.

 

Pastina e lenticchie

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Il filo rosso del destino.

A pochi giorni da San Valentino mi torna a casa Cecilia con un bel disegno fatto all’asilo. Arte astratta come sempre, con il significato dei segni che cambia di volta in volta, in base al suo umore. Ma non è stato il disegno che mi ha colpito, ma il filo di lana con cui era legato, di un rosso brillante.

E, sarà stato il periodo o un caso, ma a me ha fatto pensare subito alla leggenda cinese. La conosci?

Io l’ho conosciuta attraverso i vari anime e manga che si sono succeduti nella mia adolescenza, da Inuyasha a Nana, passando per Ranma, è stata una leggenda che mi ha sempre incuriosita ma non l’avevo mai approfondita.

Me la sono andata a leggere su wiki e devo dire che sono rimasta un tantino delusa. Mi aspettavo un finale diverso. E qui faccio spoiler se non hai ancora letto la leggenda, ma alla fine, quando lui gli rivela la verità del taglio sulla fronte, tu, cara fanciulla, perché non ti sei spaventata e fuggita a gambe levate? Sono strana io che ho pensato subito all’assurdità? Oltre al fatto che come minino quei due avranno 30 anni di differenza.

Vabbè, la storia del filo rosso mi piace e se ci penso bene, i miei nonni avevano 19 anni di differenza. Ma sono curiosa di sapere se la conoscevi e cosa ne pensi tu.

Per la ricetta svezzamento oggi invece propongo la classica pasta con le lenticchie. Un piatto unico e sostanzioso che mi ha levato le ansie che avevo con Cecilia sulle lenticchie decorticate. O forse è Cornelia che digerisce anche i sassi, chissà.

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Pastina con lenticchie

4 cucchiai di pastina
25 gr di lenticchie
1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva
100 ml di acqua oligominerale
1/2 cucchiaino di parmigiano

Mettere a bollire le lenticchie. Dopo 20 minuti togliere dal fuoco.
Far cuocere la pastina e, a cottura ultimata, condirla aggiungendo un cucchiaino di olio evo e il parmigiano .

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Pollo e zucchine

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E’ dall’inizio dell’anno che ho una parola per definire il mio 2016.

In verità è qualche anno che vorrei fare la figa e sventolare parole chiave ma finisco sempre con il dimenticarmene quando arriva gennaio. Quest’anno l’ho trovata subito, ma questo sarà un anno così pieno di novità che è stato facile. Anzi più che io a trovare lei posso dire che è stata lei a trovare me.

La mia parola chiave di questo 2016, in inglese,  è “DARE” cioè osare. E mi domando come ho fatto a non dirtela prima.
E’ una parola che racchiude tutto il mio anno, con i nuovi inizi, come il passaggio a wordpress (che può sembrare una cavolata ma giuro che così non è stato), o il viaggio che abbiamo deciso di fare. Racchiude il mio imparare il più possibile sull’erboristeria e il mio insegnare a Cecilia a casa, al posto dell’anno di asilo che salterà. Vorrei applicarla in ogni settore della mia vita e usarla anche per vincere le mie paure e la mia timidezza.
A parte il non averla condivisa con te appena trovata, io me la sono messa sull’iphone come sfondo, perché mi piace vederla ogni volta che sblocco il telefono (ho preso questa immagine trovata su pinterest). E da quando l’ho trovata me ne sono imbattuta diverse volte. Online o in televisione, leggendola e pensando “ma ho sentito bene?”! E’ stato anche divertente a volte!

E tu? Hai la tua parola o hai mai pensato di volerne una per tutto l’anno? Se ancora non l’hai trovata posso suggerirti l’articolo di Ilaria o il mini corso, in inglese, di Susannah. Se invece l’hai trovata o lei ha trovato te, raccontamela che sono davvero curiosa!

La ricetta, per la versione bebè formato 7 mesi, è davvero semplice. Stavolta ho approfittato del forno acceso e ho messo dentro la cena anche per Cornelia (e Cecilia). I bocconcini di pollo erano stati tagliati prima dell’infornata, le zucchine le ho tagliate mentre mangiava invece.

Un piatto leggero e saporito, perfetto per la cena e per farle assaggiare anche cibi cotti in maniera diversa!

Ps: il vestito per la festa di carnevale l’ho finito ieri sera… Forse un po’ corto e con pochi accessori, lo ammetto, ma Cecilia ne è innamorata e a me basta quello! Poi dato che avevo un po’ di tempo prima di buttare del tutto gli occhi ho pensato di farne una versione mini per Cornelia e stamattina l’ho vestita da hawaiana! Le maestre stanno ancora ridendo. E dopo questa corsa per carnevale non potevo non farti vedere i risultati quindi sul mio Instagram trovi le foto delle pupe mascherate!

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PETTO DI POLLO E ZUCCHINE

Per 5 porzioni da 100 gr
600 gr di zucchine
100 gr di petto di pollo
1 cucchiaio di olio evo
acqua
Taglia a pezzetti il petto di pollo e a rondelle le zucchine.
In un tegame per la cottura in forno, metti l’olio, le zucchine e la carne. Aggiungi acqua quanto ne basta per coprire metà delle pietanze.
Coperchia e lascia cuocere a 180°C per 20 minuti. Verifica che sia tutto tenero prima servire.
Appena tolto dal forno aggiungi un filo di olio a crudo.

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Panini stella

Svezzamento, questo sconosciuto.

No, in realtà non è più così. Ormai la nostra piccolissima di casa ha compiuto i 9 mesi e i pasti sono sempre di più una condivisione con tutta la famiglia a tavola che una pausa di assaggi.
E dato che qui si fanno pranzi, cene e anche merende (la colazione no, non c’è niente che la tira giù dal letto se non il latte di mamma), ho pensato di fare un post per aiutare quelle mamme alle prese con i menù per i pargoli da svezzamento.
Perché so che non è facile. E la tentazione di dargli il latte a vita c’è ed è tanta.
Ma vengo al punto… che si mangia la mia piccola Miss durante la settimana?
Per entrambi i pasti principali la base è sempre di vellutate o passati. Le verdure quindi, sempre presenti, ma a volte ci capita dentro qualche frutto, tipo fettina di mela o pera.
Pastine o riso si uniscono alle verdure 4-5 volte la settimana, poi i formaggi (Parmigiano, ricotta, crescenza) sempre 4-5 volte la settimana, i legumi (lenticchie rosse, piselli, fagioli e ceci) 2 volte la settimana, 1 volta prosciutto cotto, 2 volte carne, 2 volte pesce, lasciando 3 pasti con solo verdure e un cucchiaino di olio.
Il mio consiglio è di evitare i “papponi” e fare piatti il più possibile simile a quelli “dei grandi”.
Via libera a un psuedo primo e un pseudo secondo, ma anche un piatto unico va più che bene. Anzi, a volte risolve non pochi problemi.
Se i pupi si rivelano essere patiti del fingerfood, e lo saranno, data la gioia nel manipolare, prova con pezzetti di verdura cotta, micro pezzettini di Parmigiano Reggiano, focacce fatte in casa a base di verdure al vapore e ricotta o altro formaggio fresco.
Ti stupirà vedere come mangia di gusto da solo e per il cibo che finirà ovunque… amen, poi si pulisce.
Poi il pane, a tavola, mentre mangino “i grandi” non può mancare. Questi sono i miei ultimi panini, ultimi ma primi, dato che ho iniziato a farli 3 anni fa. Poi con il tempo la ricetta si è modificata e, ad oggi, questa è la mia versione migliore.
Buoni e facili, si fanno quasi da soli, basta avere un po’ di pazienza con i tempi di lievitazione. Per la forma, se vai di fretta, puoi essere meno precisa e addirittura staccare pezzi di impasto con le mani. Da noi stelle e cuori funzionano sempre, ma in particolare le stelle ben si prestano a manine non del tutto coordinate.
Se proprio vuoi lasciar correre la fantasia usa le spezie, come lo zafferano, per colorare l’impasto, e aggiungi semini in superficie per diverse fantasie.
Stavolta io li ho fatti a stella per le pupe (lisci per Cornelia, con i semi di papavero per Cecilia) e tondi per noi (semi di sesamo, di girasole e di zucca!).

Panini stella

Biga:
1 gr di lievito secco
100 gr di farina manitoba
40 gr di acqua
Impasta e lascia riposare per una notte coperta a temperatura ambiente.
Ingredienti:
Biga
400 gr di farina tipo 0
220 gr di acqua
50 gr di burro a pomata o olio di semi
semi a piacere

 

Tagliuzza la Biga in una ciotola con l’acqua, aggiungi la farina, mescolando con un cucchiaio, poi il burro a pomata (o l’olio ). Impasta finche l’impasto apparirà liscio, omogeneo e ben incordato.
Dai un giro di pieghe e metti a riposare in un contenitore coperto fino al raddoppio di volume.
Ribalta sul piano di lavoro, abbassa lo spessore con un mattarello fino a circa 1.5 cm, e con degli stampini ritaglia i panini e mettili sulla piastra da forno rivestita con carta forno.
Per fare aderire i semini puoi inumidire spennellando acqua, poi copri con pellicola trasparente e fai lievitare fino al raddoppio del volume.
Riscalda il forno a 160 C e inforna nella parte media del forno per 20 minuti circa. Dovranno prendere appena un po’ di colore.

 

Gallina con purè di patate

Arriva la carne!

Eh si, si dà il caso che Cornelia, oltre ad avere il vizio dello striscio per pavimenti che mi fa venire voglia di prendere un Baby Mop, abbia messo su anche dei minuscoli dentini nella parte bassa. E per festeggiare la momentanea fine della pupa in versione lumaca (che tornerà per quelli sopra, lo so…) la sottoscritta ha iniziato a proporre i primi assaggi di carne, giusto per dare un senso ai dentini.
Come già fatto con Cecilia, ho preferito posticipare l’introduzione della carne, aspettando i sette mesi, e ho optato subito per la versione homemade. Niente omogeneizzati o liofilizzati, per carità, che qui non se ne sopporta nemmeno l’odore.
Per il momento sto utilizzando carne di tacchino e pollo. Per i primi assaggi è perfetta: ricca di ferro quasi quanto la carne rossa, ma più leggera e digeribile.
Questa volta partivo avvantaggiata, ho fatto il lesso per tutta la famiglia quindi è stato molto comodo levare la parte di Cornelia.
E mentre noi mangiavamo la nostra parte di gallina e manzo con patate lesse, lei si è finita la sua patata, in purè, e la sua gallina, a pezzetti piccoli piccoli.
E’ piaciuta, e anche molto. Anche se i dentini ancora non hanno capito come devono masticare. Nel frattempo il cucchiaino ha riportato i primi segni di denti e questo mi ha riportato indietro a tre anni fa, la cosa mi ha fatto sorridere, lo ammetto.
Per il primo assaggio ho fatto il brodo per tutti, ma qui di seguito riporto la ricetta “versione pupa”, quella che faccio quando non mi va di lasciare la pentola sul fuoco per tre ore!

Gallina con purè di patate

Per 5 porzioni da 100 gr
600 gr di patate
100 gr di gallina
1 cucchiaino di olio evo
2 cucchiaini di scalogno tritato finemente
acqua

 

Lava e sbuccia le patate, poi tagliale in quattro parti. Taglia grossolanamente la carne della gallina.
In una casseruola dal fondo pesante, scalda l’olio a fuoco medio e aggiungere lo scalogno. Dopo 1-2 minuti aggiungi la gallina. Una volta che i pezzetti di carne sono rosolati su tutti i lati, aggiungi le patate e tanta acqua quanto ne basta per coprire il tutto.
Porta a ebollizione, riduci la fiamma, copri, e lascia cuocere a fuoco lento per 20 minuti. Verifica che le patate sono tenere prima di togliere dal fuoco.
Leva le patate e riducile in purea liscia con poca acqua di cottura.
Servi con un filo di olio a crudo.

 

Purea di cavolfiore

Mia mamma mi ha sempre detto che l’amore di un genitore non si divide, si moltiplica, ma io non ho mai capito cosa volesse dire.

Ora ho capito.
Amo ognuna delle mie due figlie più di ogni altra cosa, amare è un esercizio, quindi più ami più amore dai. E ho capito che siamo sempre stati in quattro, anche quando, tanti anni fa, in quella prima casetta a bovisa, pensavo di non volere nessun altro nella mia vita se non mio marito.
E mi accorgo che ho paura del tempo. Crescono in fretta. Cornelia ha messo i dentini e Cecilia sa a memoria la ricetta dei suoi biscotti preferiti.
Dov’è finita la culla di Cornelia? E il lettino di Cecilia?
Fra un po’ manine che vogliono essere strette non mi cercheranno più.
Non sono malinconica ma oggi proprio non ho voglia di farle crescere. Vorrei che il tempo si fermasse un attimo e invece mi scopro a inseguirlo.
Scherzo spesso con mio marito su quando porteranno a casa i loro fidanzatini, io ci rido su, lui trema. E così mi sembra di esorcizzare un po’ questa ansia che mi prende quando le vedo crescere e sfuggire dalle mie mani.
E capisco mia mamma, quella frase che mi ripeteva e che io dirò a loro fra qualche anno.
Oggi invece mi toccherà ripetere “basta!”. E perché? Perché ho preparato il cavolfiore!
Sembra assurdo ma ho due figlie che ne vanno matte!
Sarà il bianco, che ricorda la neve, sarà il fatto che io ne mangio a vagonate e sono abituate all’odore, ma come porto in tavola un qualsiasi broccolo… sparisce!
Oggi quindi mi aspettano le lagne di Cecilia che ne vorrà di più. Per fortuna Cornelia mangia prima altrimenti Cecilia si spazzolava anche la sua!
Quindi una purea di cavolfiore, per la pupa formato quasi 9 mesi, e in vellutata con un po’ di latte e noce moscata per la grande. A sorpresa troverà qualche cima di cavolfiore arrostita nel suo portapranzo dell’asilo.
A proposito di ricette poi, mi è venuta anche una bellissima idea in questo giorni di malinconia “da tempo”, chiamiamola così. Un’idea che prenderà forma fra parecchi anni ma che intanto condivido con te. Un giorno vorrei regalare alle mie figlie il quaderno dello svezzamento con le ricette di Cecilia e Cornelia. Mio marito ha detto che sono matta ma da un uomo non mi aspettavo capisca una cosa così profondamente materna come il nutrire. Tu invece che ne dici?
Ps: domani arriverà la mia prima newsletter! Se ti sei iscritta avrai già fra le mani il blog planner e domani ti aspetterà un’altra sorpresa da scaricare 😉

Purea di cavolfiore

Per 5 porzioni da 100 gr porzioni
600 gr di cavolfiore
200 ml di acqua
10 gr di burro

 

Lava le cime del cavolfiore e, in una pentola, portare l’acqua ad ebollizione.
Aggiungi il cavolfiore e cuoci a fuoco medio per 15 minuti.
Scola e frulla il cavolfiore con il burro, fino ad ottenere una purea cremosa.

Puoi aggiungere un rametto di timo fresco 5 minuti prima della fine della tempo di cottura, per poi rimuoverlo prima di frullare. Il timo aggiungerà dolcezza senza sopraffare il gusto del cavolfiore.

 

Risotto con piselli, carote e pere

La settimana è appena iniziata e già non so più da che parte cominciare. Ho da fare tantissime cose ancora e se penso che il trasloco è sabato, questo sabato, mi prende il panico. Ho fatto liste, creato allarmi che mi ricordano la varie disdette e persone da chiamare ma non ho finito di inscatolare! Il vero problema è che è rimasta fuori la roba più grande e ingombrante (nonché pesante) e non entra in quelle scatole che mi sono rimaste. 
Per contro il portiere mi ha portato in casa degli scatoloni enormi, che userò giusto per proteggere i mobili per quanto sono grandi. Pensate che in uno ho messo tutta la biancheria di casa e non riesco a muoverlo dal centro del salone!!
E vabbè, rimarrà lì finchè non torna mio marito stasera!
La buona notizia invece è che Cecilia ha ripreso a mangiare di gusto ^^ e questo è sempre uno dei suoi primi piatti preferiti!

Risotto con piselli, carote e pere

40 gr di riso
35 gr di piselli freschi
1 carota
1/2 pera
parmigiano reggiano
olio evo
Mettete l’acqua sul fuoco e, quando bolle cuocete il riso seguendo i tempi di cottura indicati. Nel frattempo cuocete a vapore i piselli con la carota e la pera tagliate a tocchetti. Quando le verdure sono cotte aggiungetele al riso negli ultimi 2 minuti di cottura.
Servite con un cucchiaino di olio a crudo e parmigiano a pioggia.

Rice with peas, carrots and pears

40 grams of rice
35 grams of peas
1 carrot
1/2 pear
parmesan
extra virgin olive oil
Cook the rice according to cooking times indicated. Meanwhile, cook the peas with carrot and pear. When the vegetables are cooked add them to the rice. Serve with a teaspoon of olive oil and parmesan cheese.