Purea di pisellini dolci

Sono sempre stata una bambina che mangiava con gli occhi.

Non ho mai voluto assaggiare l’avocado perché il frutto proprio non mi piaceva alla vista e ho un’avversione per il panettone (e qui i più mi odieranno!) ma perché pieno di uvetta e frutta candita.
L’avversione con l’avocado l’ho superata con lo shock che il guacamole fosse fatto per lo più da avocado. Quella per il panettone ci sto lavorando, lo giuro.
Quando ho iniziato lo svezzamento di Cecilia non mi ero mai interessata troppo alla forma delle cose che mettevo sul piatto. Man mano che Cecilia cresceva poi ho imparato che con i bambini bisogna “giocare” e vedere le cose dal loro punto di vista.
E così come ho imparato ad abbassarmi alla sua altezza per parlarle, mi sono messa sul suo piano per farla mangiare.
Poi, come ti ho già raccontato, ho trovato che il trucchetto del cucinare insieme funziona per farla interessare a quello che c’è dietro la pietanza in sé.
Con Cornelia invece, dato che stiamo facendo questo svezzamento diverso, stavo pensando che avrà una percezione del cibo molto diversa rispetto alla sorella.
Questa stessa purea di pisellini se l’avessi fatta 3 anni fa per Cecilia sarebbe stata del tutto diversa: cotti i piselli, fatto il brodo, messo il cucchiaio di crema di riso, schiacciati e aggiunti un paio di cucchiai di piselli, olio e parmigiano. Una pappetta che sapeva sì di piselli, ma neanche troppo, e dal colore verdastro.
Invece questa è piselli e un filo d’olio. E il colore infatti è di un bel verde acceso.
Mi sento che sarà più facile far apprezzare le verdure a Cornelia se già è abituata a vederle con i loro colori nel piatto!
Per noi la purea non è stata fatta ma, una volta pronti i piselli, ho aggiunto 2 foglie di menta e li ho accompagnati con l’agnello alla griglia.

Purea di pisellini dolci

Per cinque porzioni
500 gr di piselli (freschi o surgelati)
1 cucchiaino di olio d’oliva

Metti i piselli in una casseruola, copri con acqua, porta ad ebollizione e fai cuocere a fuoco basso per 7-8 minuti. Scolali.
Frulla con l’olio d’oliva fino ad ottenere una purea liscia.

Sweet pea purée

Makes five servings
500 gr peas, fresh or frozen
1 teaspoon olive oil

 

Put the peas into a saucepan, cover with water, bring to a boil, and cook over low heat for 7 to 8 minutes. Drain. Blend with the olive oil until you have a smooth purée.
For a mildly tangy note, blend this recipe with 2 fresh mint leaves. This version is excellent for Bébé, as well as the rest of the family, with grilled lamb.

Purea di fagiolini

Il segreto dei suoi occhi.

Il film, uscito quasi un mese fa, che mi ha fatto venire un colpo al cuore.
Se non lo conoscete una veloce ricerca su wiki, non voglio parlare del film, di come è girato, di come sono bravi gli attori, ecc ecc…
No. Voglio parlare di come mi ha fatto ricordare una cose che diceva sempre mia mamma quando ero adolescente.
Spesso quando guardavamo un tg o quando parlavamo della violenza che c’era in giro nel mondo lei mi diceva “se qualcuno dovesse farti male, lo cercherei fino in capo al mondo per fargliela pagare”. Io ci ridevo su e le rispondevo che era esagerata.
Ecco, ora che sono mamma non ho così tanta voglia di riderci su.
Di violenza in giro ce ne è tanta, troppa. E se mi fermo a pensarci sento che ho paura, ma non per me, per le mie figlie.
Non voglio nemmeno pensare a quello che potrebbe succedere se qualcuno facesse del male alle mie bambine.
Quindi vado oltre a questo pensiero e mi fermo a pensare a cosa posso fare io, come madre.
Ora sono piccole e in un ambiente protetto. Stanno solo con persone fidate, ma cosa succederà quando cresceranno quel tanto che basta per chiedermi di andare da sole a scuola? Io, che sono stata accompagnata a scuola da mia madre finché non ho preso la patente (te l’ho detto che era apprensiva, no?), le dirò no?
Mio marito è dell’idea di iscriverle ad arti marziali a 6 anni e di non farle uscire di casa con le amiche fino ai 18.
Io ci sorrido e penso che l’idea delle arti marziali non sia male. Magari un corso di autodifesa. Magari alle medie piuttosto che alle elementari.
E un bello spray al peperoncino da tenere nella borsa alla sua prima uscita serale.
E se volesse andare in discoteca? Rabbrividisco, non voglio pensarci.
Meno male che con la piccolissima di casa ho tre anni in più per pensarci rispetto alla sorella!
E qui siamo ancora alle prese con i primi assaggi di cibo e con le canzoncine dei cartoni animati quindi si naviga in acque sicure!
I fagiolini, piaciuti tantissimo a Cornelia, sono stati, come sempre, apprezzati anche dai grandi… dato che ne avevo prese uno sproposito li ho aggiunti alle costolette di agnello e hanno fatto parte della nostra cena. La prossima volta voglio azzardarle in una salsa alla menta!

Purea di fagiolini

Per cinque porzioni
500 gr fagiolini
10 g di burro

Lava e prepara i fagiolini, poi taglia tutto a cubetti.
Mettili in una casseruola, copri con acqua, porta ad ebollizione, poi abbassa la fiamma, copri e cuoci a fuoco medio per 15 minuti.
Frulla con il burro fino ad ottenere una purea cremosa.

Green beans purée

Makes five servings
500 gr green beans
10 g butter

 

Wash and peel the green beans, then cut them.
Put the cubes into a saucepan, cover with water, bring the milk to a boil, stirring constantly, then lower heat, cover, and cook over medium heat for 15 minutes.
Blend with the butter until you have a smooth, creamy purée.
I serve it with beef bourguignon or lamb cutlets to older children.

Purè di patate dolci

Mangia tutto! Cecilia finisci quello che hai nel piatto!
Non so quante volte ho detto questa frase negli ultimi 3 anni. E più volte mi sono chiesta perché? Perché non lo mangia anche se è buonissimo?
Perché oggi dice di no quando fino a ieri lo voleva?
Nel periodo che va dall’anno ai tre anni Cecilia mi ha fatto diventare matta a volte. Sempre sul cibo, solo sul cibo. Ci sono due cose che poi mi fanno impazzire.
E’ una bravissima bambina su tutto ma è di una lentezza disarmante quando mangia. Non fa mai i capricci però se nel piatto si trova un qualcosa che in quel momento non le va tira fuori il peggio di sé.
Ai due anni ho pensato che le cose erano due: o la mandavo a mangiare insieme al padre in ufficio così non dovevo vedere le sue scene o eliminavo il problema alla radice, facendole vedere il retroscena di ogni piatto.
La seconda, più fattibile, anche se a volte è stata una vera sudata, si è rivelata la scelta vincente.
Cucinando con Cecilia ho scoperto che se fai vedere, toccare e partecipare i risultati ci sono su tutti i fronti. Ovviamente a me interessava solo che mangiava qualunque cosa, ma come ha preso il via devo ammettere che quello è passato in secondo piano.
Ora sa il perchè. Sa che se cuoci una cosa diventa di un certo colore, se peli una patata dentro è diversa, sa che se l’acqua bolle è ora di buttare giù la pasta.
Sembra una cosa banale ma ti giuro che non lo è. E’ vero che non ha fatto miracoli per carità, non mi sentirai mai dire “cucina con i bambini così mangiano tutto!”. Ci sono ancora delle cose che appena vede già mi dice che non le vuole. Anche preparandole insieme, non cambia nulla. Ma ora so che quando fa così non è il capriccio del momento ma proprio una faccenda di gusti.
Per esempio le patate. Adora le patate. Tutte tranne quelle americane. Le patate dolci, sai quelle che piacciono a tutti i bambini? Ecco, a Cecilia no.
Ho sempre pensato fosse per l’aspetto. Ammettiamolo, l’aspetto di questa purea non è dei migliori.
Invece no, è proprio il sapore che non le piace.
Le assaggiò a 7 mesi e poi basta. Chiuso.
Avevo quasi il terrore quando le ho fatte per Cornelia. E invece il primo assaggio è stato un successo. E dopo qualche giorno posso dire che, dopo la pera, è la cosa che ama di più.
Ma la cosa più bella non è vedere Cornelia che mangia di gusto le patate americane. No, è vedere la sua faccia di pura gioia con accanto la sorella che la guarda disgustata.

Purè di patate dolci

Per cinque porzioni
2½ patate dolci
1 cucchiaio di burro

Lava e sbuccia le patate dolci, poi tagliale a cubetti.
Metti i cubetti in una casseruola, copri con acqua, porta a ebollizione e cuoci a fuoco medio per 15 minuti. Scolale.
Frullale con il burro fino ad ottenere una purea liscia.

Sweet potato purée

Makes five servings
2½ sweet potatoes (600 g)
1 tablespoon butter

 

Wash and peel the sweet potatoes, then cut them into cubes.
Put the cubes into a saucepan, cover them with water, bring to a boil, and cook over medium heat for 15 minutes. Drain.
Blend with the butter until you have a smooth purée.

Purea di zucca

Purea di zucca. Ma volendo si può anche definire vellutata di zucca.

Nella prima parte dello svezzamento, tutto il sesto mese per intenderci, sono pochi i piatti che fanno venire anche a me, che pure ho superato da illo tempore l’epoca dello svezzamento, voglia di mangiarli.
E se inizio così cosa potrebbe accadere più avanti, magari dopo i dodici mesi, quando si può mangiare di tutto o quasi? Vabbè, meglio non pensarci e procedere per gradi.
E per gradi stiamo procedendo, ma facendo passi da giganti! La cosa interessante di questo svezzamento “alla francese” che stiamo sperimentando, basato sulle vellutate di verdura con l’aggiunta di pochissima farina all’inizio e pastina poi, è l’inserimento di ingredienti “controcorrente” tipo la cipolla, lo scalogno e le erbe aromatiche.
Proprio qui ero caduta con Cecilia. I sapori “diversi” non li ha mai voluti. Ci ho messo quasi tre anni e ora è una bambina che mangia tutto ma uff, quanto mi ha fatto penare!
Questa volta tutto ciò che da solo non sarà ben accetto finirà in un minestrone, o dentro dei tortelli, o in baby burger.
L’esperienza insegna. E le facce schifate di Cecilia davanti “al nuovo” ora le conosco e non mi spaventeranno quindi quelle che farà Cornelia.
Per ora devo dire che stiamo andando alla grande. Le è piaciuto tutto, e ha un amore per la pera.
Questa purea potrebbe scansare la pera dal podio, e come ricetta poco si discosta da una vera e propria vellutata. E io per le vellutate ho il debole.
Già mentre la cuocevo l’acquolina cresceva, quando è stato il momento di ridurla in purea e sporzionarla… non ho resistito!
Levata la parte di Cornelia mi sono tenuta il resto per pranzo.
Pappa per lei e pranzo per me.
Per la versione “da grandi” invece ho aggiunto una tazza di brodo (fatto con il dado, già avevo rubato troppo!) e una bella grattata di parmigiano con un filo d’olio a crudo.
Cornelia mi guardava con aria un po’ accusatoria. Avrà capito che gliel’ho rubata?

Purea di zucca

Per cinque porzioni
750 gr di zucca
1 grossa patata
1 cucchiaio di burro
2 o 3 gocce di succo di limone

Lava e pela zucca e patate, poi taglia le verdure a cubetti.
Metti i cubetti in una casseruola, copri con acqua, porta a ebollizione e cuoci a fuoco medio per 15 minuti. Scola e frulla il composto con il succo di limone e il burro fino ad ottenere una purea liscia.
Questo purè è più saporito con un pizzico di cumino: basta aggiungere ¼ di cucchiaino di cumino macinato.

Pumpkin purée

Makes five servings
750 gr pumpkin
1 large fingerling potato
1 tablespoon butter
2 to 3 drops lemon juice

 

Wash and peel the pumpkin and potato. Deseed the pumpkin and cut the vegetables into small cubes. It will seem like a lot of pumpkin, but pumpkin loses a lot of water when it cooks.
Put the cubes into a saucepan, cover them with water, bring to a boil, and cook over medium heat for 15 minutes. Drain.
Blend the vegetable mixture with the butter and lemon juice until you have a smooth purée.
This purée is even better with a pinch of ground cumin, just add ¼ teaspoon ground cumin before blending.

Purea di avocado

Lo svezzamento, questo sconosciuto.

Mi sono catapultata indietro di tre anni quando ho iniziato lo svezzamento di Cornelia. Con Cecilia le cose andarono bene i primi tempi, poi è stato difficile farla mangiare. Mi ricordo ancora le arrabbiature per la verdura e la carne, che assolutamente non voleva a pezzi.
Memore di questo incubo che abbiamo vissuto tutti per Cornelia ho deciso di cambiare registro.
Mi sono riempita di libri. Svezzamento, auto-svezzamento, libri italiani, francesi, inglesi, americani… e ho fatto una scoperta.
Sebbene la regola dell’introduzione graduale degli alimenti valga per tutti, la scomposizione in brodi e verdure vale solo per noi italiani. Tutti gli altri paesi iniziano lo svezzamento con delle puree di frutta e di verdura che semplificano non poco la vita delle mamme.
Non solo, aumenta anche il numero di verdure da introdurre nella prima fase di svezzamento quindi la prossima persona che chiede se si può dare la zucca a sette mesi, può considerarsi messo in ginocchio sui ceci fino allo squillo della campanella, ovviamente senza merenda.
Comunque dopo aver fatto queste scoperte ho abbandonato le tecniche nostrane e iniziato a seguire un regime più rilassato.
Frutta e verdura a purea per il primo mese di svezzamento, poi via con i primi pasti “veri”.
Ho inaugurato il nuovo regime con una semplice ricetta, alla portata di tutte le mamme: la purea di avocado.
Provare per credere, la vedrai divorata! Cornelia ha finito di gran gusto i suoi 100 gr, con grande gioia della mamma.
La propongo spesso anche per noi e per Cecilia, a dire il vero è ottima sul pollo alla griglia e sul tonno. Per noi “grandi” aggiungo un pizzico di sale e una goccia di tabasco così diventa più simile a un guacamole.

Purea di avocado

1 avocado maturo
2 o 3 gocce di succo di limone

Taglia l’avocado e togli il nocciolo. Tira fuori la polpa con un cucchiaio e mettilo in una ciotola.

Schiaccia la polpa con il succo di limone (solo per preservare il colore) fino ad ottenere una purea liscia.

Avocado purée

1 ripe avocado
2 to 3 drops lemon juice

 

Cut open the avocado and remove the pit.
Scoop out the avocado flesh with a spoon and put it into a bowl.
Mash the flesh with the lemon juice (to preserve the green color) until you have a smooth purée.

Composta di pera

Se c’è una cosa che mi piace dell’essere mamma è vedere i progressi.

Con Cecilia è stata tutta una scoperta, seguivo con ansia ogni tappa e avevo sempre un occhio su tabelle e siti che comparavano l’età agli sviluppi.
Sarà che ero mamma per la prima volta, ma quei valori e le tappe, bruciate o no, mi hanno messo un po’ di ansia e sto cercando di non ripetere gli stessi errori con Cornelia.
Mi sento più rilassata senza dovermi confrontare e poi il confronto a cosa serve? Lo sto scoprendo con lei, così diversa dalla sorella.
Dunque, Cornelia e i suoi progressi.
Tutta la faccenda di pappa, cucchiaino e seggiolone: passato l’entusiasmo del primo giorno, è alquanto discutibile. Mentre mi avvicino col cucchiaino lei punta alla ciotolina con quelle manine scoordinate, provocando l’immancabile rovesciamento del contenuto su tutte le superfici presenti nel raggio di un metro dal seggiolone.
I suoi tentativi di gattonare, alquanto discutibili. Inutile provare a farle vedere come si fa, sperando nei neuroni specchio, l’evoluzione non funziona così. Quindi lei, sdraiata di pancia, ruota. Oppure si inarca e punta i piedini, segue un lamento di frustrazione con la testa incassata nel tappeto, una valutazione della distanza rimanente dall’oggetto desiderato e via da capo. Ti giuro che è instancabile.
Però sono i suoi tempi, le sue tappe, le sue prime conquiste. Mi piace guardarla, mi piace stare ai suoi tempi e mi godo il momento.
Per la seconda pappa, che già so andrà a finire ovunque ma la sto prendendo con filosofia, ho scelto la pera. Con l’aggiunta dolce della vaniglia.
Lo so, la sto già viziando però mi piace pensarla come un tentativo di farla diventare una piccola gourmet. A sei mesi. Perché no?
Comunque pera e vaniglia per lei, mentre per la versione “Cecilia” ho voluto provare ad aggiungere miele per un sapore caramellato. Levata la parte per Cornelia ho quindi aggiunto 2 cucchiai di miele.
Il risultato? E’ piaciuto a Cornelia e ai mobili nei dintorni. Cecilia se l’è divorato chiedendo cosa preparavo domani per Cornelia. Direi che questo svezzamento piace 😉

Composta di pera

(per 5 porzioni)
6 grandi pere (Bosc, Bartlett, Williams)
vaniglia

Lava e sbuccia le pere, quindi tagliale a cubetti.
Metti le pere in una casseruola, copri con acqua per metà della frutta e porta ad ebollizione.
Cuoci, scoperto, a fuoco medio per 15 minuti.
Schiacciale per ridurle in purea.
Questa composta sarà più gustosa se si aggiunge la vaniglia mentre le pere stanno cucinando.
Con un coltello, apri la vaniglia e rimuovi i semi. Mettili nel tegame con le pere ma ricordati poi di rimuoverli prima di fare la purea.

Pear compote

Makes 5 servings
6 big pears (Bosc, Bartlett, Williams)
1 vanilla bean

 

Wash and peel the pears, remove the cores and any spare seeds, then cut the fruit into cubes.
Put the pears into a saucepan, cover the fruit halfway with water, and bring to a boil. Cook, uncovered, over medium heat for 15 minutes. When done, 3 or 4 tablespoons of liquid should remain.
Make sure the pears are well cooked before blending them to obtain a smooth compote.
This purée tastes even better if you add a vanilla bean while the pears are cooking. With a knife, open 1 vanilla bean lengthwise and scrape it to remove the seeds. Throw the seeds into the saucepan along with the open bean. Before blending, remove the bean.
For a caramelized flavor, add 4 tablespoons of honey 2 or 3 minutes before removing the pears from the heat. Stir the honey well once added so it doesn’t stick to the saucepan.

Composta di mela e banana

Ho un nuovo grande amore.

Ha gli occhi del color del cielo e per lei sono il Mondo. E’ già successo con Cecilia, lo so, ma riscoprirlo con Cornelia è una gioia.
Sinceramente mentre ero incinta pensavo che mai avrei potuto amare qualcuno più di Cecilia. O come Cecilia. Poi è nata Cornelia e ho capito quanto quel pensiero fosse sbagliato.
Le amo entrambe. In maniera diversa, ma le amo entrambe e ho bisogno di loro, di respirare il loro respiro, di vivere le solo risate.
Avere un figlio ti cambia, è vero. Averne due ti trasforma.
E questa piccola che è entrata nelle nostre vite ci sta cambiando. Sta cambiando me, come madre e come donna, e sta cambiando Cecilia.
Cecilia si è calata nel ruolo di sorella maggiore. Fa la buffona per Cornelia, le porta i giochi quando si lamenta, le prende i giochi che cadono dal seggiolone, la sgrida quando li fa cadere e la sgrida (ancora!) quando prende i suoi, di giochi.
Cornelia ricambia le attenzioni della sorellona con tutti i versi possibili e immaginabili, cerca Cecilia con lo sguardo ed è attratta dai suo capelli come le api al miele.
Io le lascio fare, non so cosa significhi avere una sorella, sono figlia unica, e penso che intromettermi il meno possibile sia la scelta più saggia, almeno per ora.
Mamma di due femmine e c’è chi dice che la famiglia perfetta sia proprio fatta così.
Io sogno anche il maschio ma questo non dirglielo agli studiosi 😉
E come mamma di due lo svezzamento si fa in tandem. Cecilia ha scelto mela e banana per la sorella. Per lei la stessa composta è diventata merenda, ma in aggiunta c’è stato zucchero e una spolverata di cacao.
Cornelia del canto suo ha fatto finire la pappa ovunque. Ha immerso le mani nella pappa, l’ha assaggiata, ha fatto la faccia sorpresa, l’ha riassaggiata e rovesciata sul seggiolone.
Prossimo acquisto? Un bavaglino di quelli con le maniche. Mi ero scordata cosa voleva dire iniziare con le pappe.

Composta di mela e banana

(per 5 porzioni)
4 mele dolci (McIntosh, Golden Delicious, Fuji)
2 banane sbucciate
½ cucchiaino di cannella (facoltativo)

 

Lava, sbuccia e taglia le mele a cubetti. Taglia le banane a fettine.
Metti le mele e le banane in una casseruola, copri la frutta con acqua per metà e porta ad ebollizione.
Cuoci, scoperto, a fuoco medio, per 15 minuti. Puoi aggiungere ½ cucchiaino di cannella se il pupo gradisce.
Una volta cotte, devono rimanere 3 o 4 cucchiai di liquido.
Assicurati che i frutti siano ben cotti poi passali per ottenere la composta.

Apple & banana compote

(Makes 5 servings)
4 sweet apples (McIntosh, Golden Delicious, Fuji)
2 peeled bananas
½ teaspoon of cinnamon (optional)

 

Wash and peel the apples, remove the cores and any spare seeds, then cut the fruit into cubes. Cut the bananas into small slices.
Put the apples and the bananas into a saucepan, cover the fruit halfway with water, and bring to a boil.
Cook, uncovered, over medium heat for 15 minutes. You can add ½ teaspoon of cinnamon while they’re cooking.
When done, 3 or 4 tablespoons of liquid should remain.
Make sure fruits are well cooked before blending them to obtain a smooth compote.

Minestroncino con crema di mais

Finiti i pacchi di crema di riso che mi hanno portato sono andata a prendere la crema di mais. Una nuova scoperta per il cecio di casa!
Ingredienti:
– 2 foglie di lattuga
– 1 carota
– 1 zucchina
– 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva
– 1 cucchiaino di parmigiano reggiano
– 1 lt di acqua oligominerale
– 4 cucchiai di crema di mais

Procedimento:

Mettere a bollire la lattuga, la carota e la zucchina (pelate carota e zucchina e lavate bene la patata). Dopo 40 minuti togliere dal fuoco e filtrare il brodo.
Frullare le verdure e metterle nel brodo.
Prenderne da parte 200 ml e aggiungere la crema di mais, un cucchiaino di olio extravergine d’oliva e uno di parmigiano.

Vellutata di zucchine

Siamo arrivati all’introduzione del pranzo! Quindi via con ricette nuove per non stancare il palato della piccola!
Ingredienti:
– 2 zucchine
– latte
– olio evo

Procedimento:
Mettete le zucchine a cuocere a vapore. Quando sono belle morbide frullatele con poco latte fino a raggiungere una consistenza cremosa.
Servite con un cucchiaino di olio a crudo.

Brodo vegetale con ricottina di capra

Un bel pezzo di ricotta è quello che rende la pappa del cecio di casa ancora più buona e poi l’espressione di gusto che fa quando le capita in bocca un tocchetto non del tutto sciolto… non ha prezzo!

Ingredienti 

– 200 ml di brodo vegetale
– 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva
– 40 gr di ricotta di capra 
– 4 cucchiai di crema di riso

Procedimento:

Mettere a bollire una patata, una carota e una zucchina (pelate carota e zucchina e lavate bene la patata). Dopo 40 minuti togliere dal fuoco e filtrare il brodo.
Prenderne da parte 200 ml e aggiungere la crema di riso, un cucchiaino di olio extravergine d’oliva e sciogliere la ricotta mescolando continuamente.