Spaghetti ai gamberi grigi: ricetta della verità

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Sto scoprendo tantissime cose abitando qui.
I gamberi grigi ad esempio, che non avevo mai visto al supermercato ma solo in pescheria (e sempre guardato con sospetto, lo ammetto.)
Ma ho scoperto che i gamberi grigi sono i più diffusi e probabilmente sono quelli che ho sempre mangiato. Anche se li ho sempre comprati arancioni. Cioè con i coloranti.
Si tratta di una manovra di marketing.

Tutti i gamberi una volta cotti cambiano colore, ed è di quel colore che siamo abitati a vederli. Dei gamberi grigi li comprerebbero molte meno persone, e questo significa che, per chi li produce, è conveniente colorarli per venderli meglio.
Allucinante non trovi?
Eppure vero, e se vai a controllare tra gli ingredienti, scritto in piccolo e in un angolo, ci sono due codici del tipo E120 o E130: i coloranti.
Mah, io non ho parole.

Tornando ai miei gamberi grigi, sebbene anche Cecilia sia stata molto scettica al momento dell’acquisto, si sono rivelati di gusto molto delicato. Anche il colore di cottura tende più al rosa che al rosso (e questo ha tranquillizzato Cecilia!).
Li ho fatti con una spaghettata accompagnati con il solo prezzemolo, messo a fine cottura.
Ma lo sapevi che l’abitudine di mettere un rametto di prezzemolo sui piatti fu iniziata dai romani a guardia contro il veleno e il deterioramento? Inoltre si diceva stimolasse a parlare, dunque perfetto per far venire a galla le verità.
E non dimentichiamoci che gamberi e prezzemolo sono sempre un’accoppiata vincente!

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Spaghetti ai gamberi grigi

350 gr di spaghetti
200 gr di gamberi grigi
1 spicchio d’aglio
olio evo
prezzemolo

Sguscia i gamberi, puliscili molto bene e tagliali a pezzetti.
In una padella fai saltare l’aglio con l’olio, unisci al soffritto i gamberi e cuoci tutto per 5 minuti circa.
Fai cuocere gli spaghetti, mantenendoli al dente, scolali ed uniscili al sugo preparato.
Impiatta guarnendo con il prezzemolo tritato.

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Onigiri

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Mi sto preparando mentalmente a proseguire lo svezzamento anche in viaggio. Sarà impegnativo ma alla fine partendo dopo l’anno di Conrelia, non sarà poi così drammatico.

Per mia fortuna la pupa in questione non ha mai fatto grandi facce schifate, è una vera buongustaia che si spazzola sempre con grande gusto quello che uno le propone. E anche se una cosa non le piace alla fine la mangia lo stesso. Quindi no, non sono preoccupata per Cornelia.

Quello che un po’ mi da pensiero è la diversità. La pasta ormai lo so, la trovi ovunque anche se di sapori leggermente diversi e spesso a costi proibitivi. Anche frutta e verdura trovi ovunque, stesso discorso per quanto riguarda la bontà dei prodotti ma non penso la situazione sia tanto differente da qui a Milano dove i fruttivendoli tendono sempre a esagerare con i prezzi esposti.
Carne e pesce? Stesso discorso. Ma i pesci saranno differenti quindi sperimenteremo una dieta di pesci oceanici, chissà come saranno.

Poi in Australia e Nuova Zelanda c’è una vera passione per il bbq e, nonostante noi partiremo che lì è autunno, non mancherà l’occasione di sperimentare anche quello! Per quanto riguarda il Giappone invece vado sul sicuro, è una cucina molto sana e sono certa non mi deluderà. Un’altra cosa sarà cercare di capirci qualcosa al supermercato. Manca poco più di un mese alla partenza, sono così emozionata, non vedo l’ora!

E tanto perché era un po’ che non mi compravo qualcosa di inutile per la cucina ecco che ai miei attrezzi si è aggiunto lo stampo per gli onigiri.
E così abbiamo fatto un pranzo nipponico in famiglia 😉

onigiri

Onigiri

 100 gr di riso
a scelta:
frutta lessa
verdure lesse
pesce lesso
Prendi il riso e mettilo in una ciotola, versa sopra dell’acqua e sciacquarlo più volte, finché l’acqua non rimane trasparente.
Trasferisci il riso in un tegame, poggia la mano sul riso con il palmo in giù, e versa l’acqua fino a sfiorare la superficie  del mignolo.
Sistema il tegame a fuoco medio e da quando il riso inizia a bollire, abbassa la fiamma e cuoci per 10 minuti, senza mai alzare il coperchio. Poi spegni e lascia riposare per 5 minuti.
Forma gli onigiri con il ripieno che hai scelto formando dei triangoli con l’aiuto delle mani e mettendo un cucchiaino di ripieno al centro di ognuno.

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Rigatoni con carciofi a pezzi

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Mi sto facendo una cultura su come organizzare gli spazi, roba da non crederci quello che le persone riescono a infilare in una valigia minuscola.

E io che ho sempre viaggiato leggera ma semplicemente perchè troppo pigra per progettare una valigia ecco che mi ritrovo, per necessità, a fare i conti con i centimetri anzi, i millimetri, delle valigie. Il bello è che sto perdendo una marea di tempo vedendo video inutili su youtube di come fare la valigia perfetta arrotolando l’arrotolabile. Ma non lo farò mai, già lo so. Eppure non riesco a smettere di guardarli. Sono ipnotici. E forse sotto c’è anche la magagna. Più che altro mi immagino la scena della valigia che esplode e schizza tutta la roba in giro perchè viene buttata da un posto all’altro senza troppa delicatezza. Ecco, questo fatto mi lascia un po’ a disagio. Le valigie vengono davvero maltrattate e pensando che noi viaggeremo con sole 3 valige dove ci sarà tutto l’occorrente per 7 mesi mi mette ancora più in ansia (ti sei persa il nostro viaggio? Ne parlo qui).

E se le perdiamo? E se esplodono? E se… non sai quanti di questi “e se…” mi sono venuti in mente l’attimo in cui ho realizzato che dovevo decidere quale valigia comprare. No, non ho ancora deciso. Le nostre vecchie valigie che sono sopravvissute in 5 anni di matrimonio in realtà sono valigie morbide, non adatte a essere strapazzate in così tanti aeroporti. Ho trovato un sito che ha fatto fare delle belle prove a otto valigie. Addirittura gli hanno lanciato una macchina sopra! A vedere quei video un po’ di ansia se n’è andata. E ho trovato un buon punto di partenza per iniziare la ricerca delle valigie. Certo, poi devo combattere con i colori. Cecilia che la vuole rosa, io che la vorrei fucsia. Ma io posso farne a meno e Cecilia spero si accontenti di una bella targhetta rosa. Incrocio le dita. Poi dovrà dividersi la valigia con Cornelia… vabbè, a questo penserò dopo!

Torno nella mia cucina, circondandomi dalla mia amata pasta che già so quanto mi mancherà.
Oggi pasta con i carciofi. Io con i carciofi ho un rapporto di amore e odio. Amo mangiarli tanto quanto odio pulirli. Ma d’altronde a chi piace pulire i carciofi?
La pasta è un classico, fatta molto semplicemente con carciofi tagliati a pezzi e poi ripassata in padella. Semplice e buona, la prossima volta voglio aggiungere panna e bottarga. La panna per la cremosità e la bottarga per il suggerimento di Imma.

Che dici, se metto in valigia la macchinetta per fare la pasta?
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Rigatoni con carciofi a pezzi

2 carciofi
50 ml di Brodo vegetale
2 spicchi di aglio
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
Sale
160 gr di rigatoni

Lava i carciofi, togli le foglie dure più esterne, taglia le punte e riducili a spicchietti.
In una padella imbiondisci l’aglio nell’olio, unisci i carciofi e falli saltare a fuoco vivo per un paio di minuti.
Abbassa il fuoco, aggiungi il brodo e lascia proseguire la cottura a fiamma media, coperto, per 10-15 minuti circa.
Lessa la pasta in abbondante acqua salata.
Salta la pasta scolata a fiamma vivace nella padella del condimento per qualche minuto, girando di frequente.

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Pasta al limone e semi di papavero

A casa nostra si canta.
Che siano canzoni dello zecchino d’oro, Disney, filastrocche, vecchie canzoni, poco importa. Noi cantiamo.
“Colpa” forse di mia madre, che fin da piccola mi ha circondata di musica. E mi viene naturale fare lo stesso con le mie figlie. Cantiamo mentre ci vestiamo, cantiamo mentre prepariamo i pasti e cantiamo sotto la doccia. Ad alta voce.
Cecilia spesso canta più di me e la lascio fare, è così bello vederla così felice che canta e balla in giro per casa. Addirittura Cornelia si è rassegnata abituata ai nostri canti. O dorme beata o si mette a fare i suoi versetti “di accompagnamento” dico io.
E una delle canzoni che più ci piace cantare è una delle mie preferite Disney: il mondo è mio.
Certo, non hanno fatto presa su Cecilia le altre mie preferite Disney come “come vorrei” di Ariel, “so chi sei” di Aurora e tutte quelle degli Aristogatti.
A dire il vero non mi scorderò mai la prima volta di “all’alba sorgerò” di Elsa. E’ fenomenale, farà la storia della generazione di Cecilia, lo so.
Invece sulle note di “ho un sogno anch’io” di Rapunzel, una delle preferite di Cecilia, abbiamo preparato questa pasta.
E’ stata la nostra prima pasta del 2016. Bianca e nera, molto chic.
Il sapore del limone è deciso, il gusto amarognolo mitigato dalla dolcezza della panna. E i semi di papavero aggiungono un sapore insolito e rendono questo piatto molto più interessante.
Perché ho scelto limone e semi di papavero? Perché il limone porta amore e allontana le negatività, i semi di papavero portano fortuna e denaro… mi sembrava proprio un bel piatto carico di emozioni positive per iniziare al meglio il nuovo anno!
Ma ora a te la palla, qual’è la tua canzone Disney preferita? Sono curiosa 😉

Pasta al limone e semi di papavero

220 gr di pasta
60 gr di succo di limone fresco
buccia di 1 limone piccolo
1 scalogno piccolo
18 gr di burro
70 gr di panna liquida fresca
1 cucchiaino di semi di papavero

 

Trita lo scalogno al coltello e mettilo in padella con il burro lasciando soffriggere leggermente.
Aggiungi il succo di limone filtrato accuratamente e lascia cuocere 4 minuti circa, aggiungi la panna liquida e lascia cuocere per 5 minuti a fuoco moderato.
Nel frattempo metti sul fuoco una pentola con abbondante acqua e sale. Appena arriva ad ebollizione cala la pasta.
Scolala al dente e buttala direttamente in padella con il sughetto caldo ma a fuoco spento. Gira accuratamente, poi sistemate la pasta nel piatto, aggiungi il sughetto rimasto su ogni porzione e spolvera con semi di papavero.

Linguine con le code di gambero e pomodorini

Parigi.

Un triste weekend questo appena passato.
Ci ho pensato molto prima di scrivere un post su quanto è accaduto, poi mi sono detta che la vita va e deve andare avanti. Con più consapevolezza di ogni nostra azione e con la triste verità della Francia in guerra.
Per mia fortuna tutti i miei amici che hanno scelto Parigi per trascorrere la loro vita erano lontani da quella strage. Una mia cara amica ha perso sei persone e mi ha detto che sarà difficile continuare, giorno dopo giorno, con la consapevolezza che la loro vita è stata stroncata.
Io non sapevo cosa dirle. Sai quando vorresti cercare di tirare su il morale, dire qualcosa di positivo, confortare in qualche modo? Ecco, a me non venivano le parole. Le ho semplicemente detto che non ne avevo, non sapevo come starle accanto. Se fosse stata accanto a me fisicamente l’avrei semplicemente abbracciata. Un abbraccio è vero che scalda e conforta più delle parole.
E’ stato un brutto week end ma si va avanti, mi sembra che il tempo si sia fermato ma così non è.
E oggi ho portato Cecilia all’asilo, ho allattato Cornelia,… ecco la mia giornata non ha subito cambiamenti, eppure qualcosa è cambiato. Non ero serena. E probabilmente non lo sarò per un po’ di tempo e questo mio post è semplicemente un modo per buttare fuori i miei pensieri, che sono ancora caotici perché quando non vedo spiegazioni dietro un’azione io semplicemente entro nel pallone.
E la pasta di oggi, fatta ieri sera, è una pasta che abbiamo mangiato a Parigi. Due anni fa, sembra passata una vita.
Ho voluto rifarla, anche se è semplicemente un classico: linguine con le code di gambero.
Sono arricchite da pomodorini quel tanto che basta per colorare la pasta, sa di mare, e i pomodorini per me ben si sposano con i gamberi, ne accentuano la dolcezza.
Questa Pasta è per Parigi, per i bei ricordi che ho di quella incantevole città.

Linguine alle code di gambero e pomodorini

220 gr di linguine
300 gr di code di gambero
200 gr di pomodorini
aglio
1 bicchiere di vino bianco secco
peperoncino
olio evo
timo
sale

 

In una padella rosola l’aglio in un paio di cucchiai di olio, aggiungi le code di gambero e lascia insaporire per qualche minuto. Bagna con il vino bianco e lascialo sfumare a fuoco vivace. Cuoci con il coperchio per una decina di minuti poi scopri, aggiungi i pomodorini, il peperoncino e regola di sale.
Nel frattempo cuoci la pasta.
Scola le linguine e versale nella padella con il sugo, aggiungendo il timo.

Linguine with prawns and cherry tomatoes

220 g of linguine
300g prawns
200 grams of tomatoes
garlic
1 glass of dry white wine
chilli
extra virgin olive oil
thyme
salt

 

In a pan browning garlic in a few tablespoons of oil, add the prawns and let cook for few minutes. Pour the white wine and let it evaporate over high heat. Cook covered for about ten minutes then discover, add the tomatoes, chilli and season with salt.
Meanwhile cook the pasta.
Drain the linguine and pour into the pan with the sauce, adding the thyme.

Gnocchi di patate al sugo

Giovedì gnocchi.
E lunedì? Lunedì anche.
Ma perché poi gli gnocchi il giovedì? Questo l’ha chiesto mio marito l’altro giorno a tavola.
Cecilia è stata più svelta di me: papà, cercalo sull’ipad.
Ecco. La risposta dei born in 2012.
Sarà così? Non sai una cosa, la cerchi su internet? Mia figlia non cercherà sfogliando pagine reali ma virtuali?
E le ricerche della scuola? Con internet diventa tutto troppo facile.
Certo, è vero, sta poi a noi dosare il tutto.
Ma non sarà facile. Già partiamo male noi, Cecilia ha tre anni e mezzo e un suo ipad.
E’ quello nostro vecchio e ci gioca da quando aveva quanto? Un anno, o di meno?
Le app per i piccolissimi ci sono, e devo dire che sono fatte molto bene, a quelle poi si sono aggiunte altre man mano che cresceva ed ecco come la situazione stava degenerando. Per fortuna il senno ha imbroccato la strada giusta per una volta.
Si è vero, Cecilia è nata in un’epoca dove la tecnologia è veramente alla portata di tutti e non si può escludere dalle nostre vite.
E’ vero anche che a volte per finire di scrivere un post ricorro all’ipad di Cecilia per tenerla a bada.
Poi se c’è la combo Cornelia che dorme è fatta. L’ipad diventa il mio miglior alleato.
Ma. Ma c’è un ma.
Ma a piccole dosi.
Io sono una mamma che è rimasta a casa per le mie figlie. Se le schiaffassi davanti a una qualsiasi cosa piuttosto che dedicargli il tempo che meritano bhè, non mi considererei una brava madre.
Quindi va bene l’eccezione, va bene quando voglio ritagliarmi quei 10-15 minuti.
E mi domando come farò quando sarà abbastanza grande da avere un suo computer, un suo telefono,… che adolescenti saranno loro, ci sarà ancora l’incontro dei ragazzi dopo la scuola o faranno i “ragazzi fantasma”, tutti online?
La cosa mi spaventa non poco. La tecnologia ci ha reso la vita decisamente più facile, sarò in grado di insegnare alle mie figlie a staccarsene quando saranno più grandi?
Non lo so. Così come ancora non so perchè il giovedì si fanno gli gnocchi. La storia potrei cercarla su internet, ha ragione Cecilia, però ho deciso di tenermi il dubbio fino a stasera. Mi inventerò una favola della buonanotte sugli gnocchi del giovedì, l’ho deciso dopo la sua risposta e poi vi faccio sapere se le è piaciuta.
Di certo gli gnocchi le sono piaciuti, la ricetta è la nostra di sempre e li prepariamo insieme. Stavolta Cecilia ha avuto il permesso di tagliarli, devo dire che è stata bravissima tutta concentrata sui singoli tagli.
Che dire degli gnocchi, sono un classico, buonissimi nella loro semplicità.

Gnocchi di patate al sugo

120 gr di farina 00
400 gr di patate
1 uovo
250 gr di passata di pomodoro
aglio
olio evo
parmigiano reggiano

 

Inizia, se già non ne hai da parte, lessando le patate. Uniscile in una ciotola, schiacciale e aggiungi l’uovo e la farina.
Impasta bene e forma gli gnocchi tagliandoli con un coltello.
Prepara in un tegame il sugo con uno spicchio d’aglio.
Butta gli gnocchi in acqua bollente e, man mano che vengono a galla, spostali con la schiumarola nella padella con il sugo.
Mescolali velocemente per non sfaldarli e servi con abbondante parmigiano.

Potato gnocchi with tomato sauce

120 g flour 00
400 grams of potatoes
1 egg
250 grams of tomato sauce
garlic
extra virgin olive oil

 

Start, if you do not already have the part, by boiling the potatoes. Merge them into a bowl, mash and add the egg and flour.
Knead well and form the dumplings by cutting them with a knife.
Prepare the sauce in a pan with a clove of garlic.
Throw the gnocchi in boiling water and, as they are shallow, move them with a slotted spoon into the pan with the sauce.
Mix it quickly to not sfaldarli and servants.

Penne con salmone, pesto e panna

 

Abbiamo visto Inside Out.
Commenti? Io l’ho trovato magnifico! Mio marito ha riso con me durante le scene delle “teste altrui”, specie quelle dei genitori. E Cecilia? Cecilia invece dopo una mezz’ora ha iniziato a distrarsi. Troppo maturo? O troppo piccola lei?
Mi sono andata a cercare recensioni in giro e non pensavo di trovarne tante. Tante si, ma troppi exploit analitici sulla componente psicologica del film. Sono rimasta un po’ scioccata davanti a tutte quelle recensioni che analizzavano il cartone animato in ogni parte, rigirandolo come un pedalino per cercare nuove sfumature su questo “cartone da grandi”.
Cioè… ma vogliamo scherzare?
Qualcuno forse si è scordato che è un cartone animato?
E’ vero, è bello e tocca un tema delicato ma lo fa come solo la Disney lo sa fare: facendoci divertire.
E io mi sono divertita, mia figlia si è un po’ persa quando sono iniziate le scene un po’ più tristi ma quando è comparso l’amico immaginario l’attenzione è ritornata.
In conclusione posso dire che è un bellissimo cartone animato e che me lo rivedrò molto volentieri quando uscirà in dvd.
Non so quanto influenzerà le scelte di Cecilia, lei è ancora innamorata persa di Trilli, ha avuto una leggera infatuazione per Rapunzel ed Ariel, e poi è tornata su Trilli.
Io facevo il tifo per Ariel ma questa è un’altra storia.
La storia di questa pasta invece viene proprio dal nostro pomeriggio con disney.
Si era fatto tardi e avevo voglia zero di preparare la cena, ma eravamo appena tornati a casa, anche un po’ stanchi in verità.
Nel frigo ho trovato il salmone e un vasetto di pesto aperto, in dispensa panna e penne.
E la pasta è venuta quasi da sola.
Delicata e vellutata. Il salmone con la panna è un classico, ma l’aggiunta del pesto ha reso il piatto più colorato e più saporito.

 

 

Penne con salmone, pesto e panna

220 gr di penne rigate
80 gr di pesto
200 gr di salmone
panna
olio evo
1 spicchio di aglio

 

Metti a bollire la pasta in acqua non troppo salata.
Nel frattempo in un tegame metti il salmone a pezzetti con aglio e olio.
Appena prende colore aggiungi il pesto e la panna.
Scola la pasta e dai una veloce ripassata in padella.

Penne with salmon, pesto and cream

220 grams of penne
80 grams of pesto
200 grams of salmon
cream
extra virgin olive oil
1 clove garlic

Put the pasta in boiling water is not salty.
Meanwhile, in a pan, add the salmon into small pieces with garlic and oil.
Just begins to brown add the pesto and cream.
Drain the pasta and a quick sauté.

Tagliatelle alle castagne con funghi porcini

Un tempo c’erano le barbie. Anzi, ai miei tempi. E non sto parlando di troppo tempo fa, tanto per precisare 😉
Solo le barbie e semmai i my little pony e lady lovely locks. Se proprio vogliamo estendere la categoria di bambole di quelle dimensioni.
Ora c’è un mondo parallelo a barbie e mi ci sono persa.
Premessa: stavo guardando cosa regalare a Cecilia per Natale, sì hai letto bene, Natale, d’altronde mancano solo 62 giorni.
Quindi barbie, ho pensato. D’altronde per il mio natale dei quattro anni avevo ricevuto la casa di barbie, quella con l’ascensore, e le mie prime barbie dai miei zii. Un regalo programmato da mia madre e mi ricordo perfettamente la mia reazione. Ho ancora la casa di barbie, peccato che in camera di Cecilia non entra più nemmeno una spilla altrimenti la portavo qui a Milano.
Comunque lo spazio per una barbie c’è.
Si, ma quale? Mi sono sentita persa fra le mille versioni disponibili. Non di barbie, ma di tutte le “simil-barbie” che sono uscite in questi anni: bratz, monster high, ever after high,… e non so quante altre, mi fermo qui.
Ho chiuso amazon, ti dico solo questo.
Come si fa a scegliere fra mille bambole tutte bene o male uguali? Da piccola sarei impazzita. Già impazzivo quando dovevo scegliere una barbie, immagina come potevo scegliere anche quale tipo di bambola volere. No, non si può fare.
E poi ho un serio problema con le scelte. Ci penso e ripenso mille volte, se devo prendere una decisione ci devo pensare, con calma, poi tornarci su, riflettere, vedere pro e contro… insomma, sono davvero lenta!
Ecco perché il regalo di Natale per Cecilia lo inizio a pensare adesso. E già la vedo lunga.
Invece in cucina stranamente sono più veloce. Sarà che ai fornelli mi sento a mio agio e che so esattamente quello che c’è nella mia cucina.
Questa pasta è nata così, un’ispirazione al supermercato: farina di castagne, che ci faccio? La pasta con i funghi che prenderò dopo al mercato. Ecco, una delle scelte più veloci della mia vita probabilmente.
La pasta è dolce. Inutili i giri di parole, è davvero così: dolce.
Il sapore di castagna rimane piacevolmente sul palato e ben si accompagna con i porcini. Quelli grossi, quelli freschi, morbidi e teneri come burro. L’abbinamento è collaudato e sempre vincente.
Deve essere una pasta corposa ed è meglio se la stendi un po’ spessa. I porcini invece tagliali a pezzi piccoli così riesci a prenderli meglio quando inforchetti.
La pasta è servita. Il regalo… ci sto ancora pensando, ma accetto suggerimenti.

Tagliatelle alle castagne con funghi porcini

150 gr di farina di castagne
150 gr di farina
3 uova
sale
2 porcini
prezzemolo
olio evo
sale
pepe
parmigiano reggiano

 

Per fare la pasta prendi una terrina e mescola le due farine. Poi versa le farine su una spianatoia e con la mano fai il classico vulcano, all’interno metti le due uova e comincia ad amalgamare la farina fino ad ottenere un impasto omogeneo poi lascia riposare.
Metti su l’acqua per la cottura della pasta a fuoco basso e prepara il sugo ai funghi porcini.
Lava i porcini, puliscili e tagliali. Metti in una padella uno o due cucchiai di olio, aggiungi i funghi e cuoci per meno di 10 minuti. Poi aggiusta di sale e pepe.
Riprendi il panetto di pasta e stendilo a uno spessore di 1 – 2 mm e forma le tagliatelle a mano o con la macchina della pasta.
Quando l’acqua bollirà, aggiungi un pugnetto di sale grosso e le tagliatelle. Appena le vedrai venire a galla saranno pronte (dopo circa 3-4 minuti).
Scolale e versale nella padella del sugo aggiungendo il prezzemolo.
Servile calde con parmigiano reggiano e un filo di olio a crudo.

Tagliatelle with porcini mushrooms with chestnuts

150 grams of chestnut flour
150 grams of flour
3 eggs
salt
2 porcini
rosemary
extra virgin olive oil
salt
pepper
Parmesan

 

To make the dough, take a bowl and mix the flours. Then pour the flour on a work surface and hands do the classic volcano, inside put the two eggs and begins to mix the flour until the dough is smooth then leave.
Put on the water for the pasta cooking over low heat and prepare the sauce with porcini mushrooms.
Wash the mushrooms, and cut them. Put in a pan one or two tablespoons of oil, add the mushrooms and cook for less than 10 minutes. Then add salt and pepper.
Resume the dough of pasta and spread it to a thickness of 1 – 2 mm and form the noodles by hand or with the pasta machine.
When water boils, add a handful of coarse salt and noodles. As soon as you see them come to the surface will be ready (after about 3-4 minutes).
Scolale and pour into the pan with the sauce, stirring.
Servile hot with Parmesan and a drizzle of olive oil.

Zuppa di zucca al latte

La stagione della zucca e delle zuppe. Ecco come si chiama l’autunno per noi.
E allora perchè non fare una zuppa di zucca? A parte il gioco di parole questa ricetta è un classico che non manca mai sulla tavola di ottobre.
Ho stupito Cecilia questa volta perchè la zuppa l’ho presentata nella tazza della colazione. Come ha visto le tazze a tavola ha detto “mamma, ma a cena ci mangiamo il latte con i cereali? Noooo!”.
Mi ha fatto morire dalle risate, ancora di più quando è salita sulla sedia e ha visto che di certo quello che c’era nella tazza non era latte e cereali.
Il latte c’era in verità ma quando l’ho detto a Cecilia lei non mi è sembrata molto convinta.
Una zuppa con la zucca e il latte, in verità niente di più semplice, ma molto saporita con l’aggiunta dello sciroppo di acero.
Per accompagnare la zuppa mi sono trovata, penso per la prima volta, sprovvista di pane secco. Quindi ho ripiegato sui granetti ma ti assicuro che con dei pezzetti di pane secco ripassati nel burro questa zuppa acquista tutto un altro sapore.
La prossima volta farò una variante più piccante per me e mio marito, magari con del pepe rosa.

Zuppa di zucca al latte

2 cucchiai di burro
1 piccola cipolla
400 gr di zucca lessa
1 tazza di latte
2 cucchiai di sciroppo d’acero
1/2 cucchiaino di sale
pepe

 

Fai sciogliere il burro in una casseruola a fuoco medio; aggiungi la cipolla e fai cuocere, mescolando, circa 8 minuti.
Aggiungi la zucca, il latte, lo sciroppo e porta ad ebollizione. Abbassa la fiamma e fai sobbollire per 10 minuti, mescolando spesso.
Regola di sale e pepe e servi con dei crostini.

Pumpkin Milk Soup

2 tablespoons butter
1 small onion, finely chopped
2 (15 oz.) cans solid packed pumpkin
1 quart water
1 cup milk
2 tablespoons maple syrup
1/2 teaspoon salt
Freshly ground pepper, to taste

 

Melt butter in a large saucepan over medium heat; add onion and cook, stirring often until very soft, about 8 minutes. Add pumpkin, water, milk, syrup, salt and pepper; bring to a boil. Reduce heat and simmer for 10 minutes, whisking often. (Soup can be made 1 day ahead. Let cool and then cover and chill. Bring to a simmer before serving.)

Chili di zucca

 

Ottobre! Finalmente è arrivato uno dei mesi più divertenti in cucina!
La tavola si dipinge dei toni caldi d’autunno, arrivano la zucca, i funghi e le castagne: tre cose che mi rendono più piacevole l’allontanarsi dell’estate. Almeno io cerco di consolarmi con queste tre cose.
E poi a fine mese c’è halloween! Ecco, mi basta pensare ad halloween che riesco a sopportare anche una (tipica) giornata autunnale senza sole.
Proprio in una giornata uggiosa è nata questa ricetta e nella stessa giornata uggiosa ho litigato per la prima volta con la macchinetta fotografica di mio marito.
E’ una macchinetta strana, non mi ci trovo perchè, fra le altre cose, non mi è mai piaciuta. A pelle.
Poi è tutta in manuale e io ho passato due ore prima di fare uno scatto decente. Ovviamente la pupa dormiente ha fatto da modella senza accorgersi che la mamma la stava sfruttando. E meno male che dormiva anche la pupa grande dato che dalla mia bocca non sono uscite di certo rose e fiori.
Ma alla fine ce l’ho fatta. Una foto su un milione è uscita come volevo. Ero pronta per il cibo.
No, come non detto.
Per le foto del cibo devo prenderci ancora la mano, non sono abituata a girare tutte queste rondelle e levette e sono leeeeenta. Così lenta che la zuppa che vedete sono stata costretta a riscaldarla per poterla mangiare. Ma ci farò la mano, piano piano.
La mia zuppa riscaldata invece è veloce da fare e leggermente speziata.
Un chili dolce, grazie alla zucca, arricchito dal sapore piccante del peperoncino. I fagioli poi sono delicati e portano consistenza alla zuppa, cosa che adoro.
Sono stata avvantaggiata dalla zucca lessata il giorno prima, però in 20 minuti puoi averla anche tu.
Accompagnala con dei crostini o delle fette di pane ripassate in padella con il burro.

Chili di zucca

3 cucchiai di olio d’oliva
1 cipolla piccola
1 jalapeño
2 spicchi d’aglio
400 gr di pomodori a dadini
400 gr di zucca lessata
2 tazze di brodo
1/2 cucchiaio di peperoncino in polvere
1 cucchiaio di cumino
sale
pepe
1 scatola di fagioli rossi
1 scatola di fagioli borlotti
Scalda l’olio in una pentola capiente a fuoco medio.
Aggiungi cipolla, aglio e jalapeño; soffriggi finché diventano teneri, per circa 12 minuti.
Aggiungi pomodori, zucca, brodo, peperoncino in polvere, cumino e 1/2 cucchiaino di sale e porta ad ebollizione.
Riduci il fuoco a medio-basso e aggiungi i fagioli.
Copri e cuoci a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto per circa 30 minuti.
Assaggia e aggiusta di sale e pepe.

Pumpkin Chili

3 tablespoons olive oil
1 small onion
1 jalapeño
2 cloves garlic
2 15-oz. cans diced tomatoes
1 15-oz. can pure pumpkin
2 cups broth
1 1/2 tablespoons chili powder
1 tablespoon cumin
Salt and pepper
1 15-oz. can kidney beans
1 15-oz. can white kidney beans
Warm oil in a large pot over medium heat. Add onion, jalapeño and garlic; sauté until tender, about 12 minutes.
Transfer to a bowl.
Add tomatoes, pumpkin, broth, chili powder, cumin and 1/2 tsp. salt. Bring to a boil. Reduce heat to medium-low and stir in all beans. Cover and simmer, stirring occasionally, until chili thickens slightly, about 30 minutes.
Taste and season with salt and pepper.