Panini con farina di mais: ricetta protettiva

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Sai una delle cose più buffe e strane che ho notato da quando sono arrivata in Nuova Zelanda quale è? Spesso i bambini sono scalzi! Per strada, al parco giochi, con la pioggia, con il sole,… non importa, sono scalzi.
Di solito c’è sempre il genitore con le scarpe in mano poco dietro, ma sono più le volte che ho incontrato bambini scalzi che bambini con le scarpe.

E dire che mi fa strano è poco. Ok, sarà anche tutto bello pulito, ma l’asfalto sotto ai piedi fa male. Almeno, a me fa male. E se penso ai piedini morbidi delle mie pupe… no, non ce la potrei fare.
Anche se a forza di camminare scalzi avranno delle solette al posto dei piedini morbidi!

Comunque ho parlato con una mamma che mi ha spiegato, più o meno, il loro punto di vista. Sarebbe per il senso di libertà che solo il camminare scalzi dà. Quindi non per farli abituare ai duri percorsi della vita come pensavo io 😛
Mah, rimango con i miei dubbi e leverò le scarpe alle mie bimbe solo quando serve, come in spiaggia.

In America le prime scarpe ai bambini erano fatte dalle foglie delle pannocchie di mais, per proteggerli. Ora per fortuna le scarpe sono un po’ più comode ma il concetto rimane lo stesso: la protezione.
Una pannocchia posta all’interno della culla proteggeva il bimbo dalle negatività e il mais, posto in sacchetti ai quattro angoli della casa, proteggeva tutta la famiglia dal male.

Io ne ho fatto dei panini con farina di mais. Li ho un po’ improvvisati sulla base degli ingredienti che avevo, e il risultato è andato oltre le mie aspettative.
Gialli, soffici e buoni, sia mangiati così che ripieni.
La farina di mais ne ho messa in uguale quantità con quella bianca per avere dei panini belli saporiti e infatti si è sentita molto! Mio marito li ha soprannominati i panini alla polenta, ma esagera o forse si è scordato com’è la vera polenta 😉
Rimangono soffici anche dopo giorni e con questa dose ne vengono fuori sei. Puoi anche fare un unico pane ma i panini sono sempre più divertenti da mangiare!

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Panini con farina di mais

1 tazza di farina integrale
1 tazza di farina di mais
1 cucchiaino di lievito secco
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiaini di acqua
1 cucchiaio di burro ammorbidito
1 cucchiaino di sale
Acqua

In un bicchiere mescola il lievito con lo zucchero e aggiungi l’acqua. Lascia riposare per 10 minuti.
Intanto in una ciotola mescola le farine con il sale. Aggiungi la miscela di lievito e il burro e inizia ad impastare aggiungendo acqua all’occorrenza.
Quando avrai fra le mani una massa soda e liscia, copri con un panno e lascia riposare per 20 minuti.
Trascorso il tempo forma i tuoi panini, mettili ben distanziati su una teglia e attendi 45 minuti.
Preriscalda il forno a 200°C.
Inforna per 20 minuti poi lascia raffreddare i panini prima di servirli.

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Focaccia con cipolle: ricetta protettiva

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Potere della cipolla, vieni a me! No aspetta, non faceva proprio così, vero? 😉
Però adesso come adesso ho bisogno di loro, delle cipolle, della loro capacità di farmi sta meglio quando sono raffreddatissima.
Raffreddore a giugno, ma si può? Si se fra due settimane arriva anche l’inverno e io quando cambia il tempo mi ammalo.
Un semplice raffreddore non ha mai ucciso nessuno per carità, ma la voglia di uscire c’è ed è tanta ma fa freddo quindi no, oggi è meglio che rimango a casa. Che poi ho scoperto una cosa molto bella della Nuova Zelanda: non è che faccia poi così freddo in verità, mio marito è ancora a mezze maniche e noi usciamo con una semplice felpa addosso, ma quando il vento arriva ti uccide. E’ il vento il cattivo. E’ forte, fortissimo. E freddo. Passi dall’avere quasi caldo al tremare. Così mi sono fregata.

E che ho fatto? Mi sono fatta una bella zuppa di cipolle e patate anzi, non patate ma kumara, patate arancioni, la prima cosa che ho fotografato quando sono arrivata qui, le avrai viste su instagram un mese fa!
Ma dato che la malata sono solo io per gli altri ho impastato. Ho anche trovato questo nuovo lievito che sembra funzionare meglio degli altri.
Ho impastato una focaccia, anzi, una focaccia con cipolle, che si sono mangiati abbinati al rostbeef a fette che quasi ti tirano dietro al supermercato. Perché affettati ce ne sono, ma non i nostri. Cioè si, c’è anche un mercato apposta dove ho trovato addirittura la mozzarella buonissima, ma il costo era da capogiro.

Quindi non ho fotografato la zuppa perché ho mangiato insieme a Cornelia alle 19, ma la focaccia si! E come vedi si è anche bruciacchiata!!

Le cipolle, venerate nell’antico Egitto per la loro capacità di assorbire le impurità, e si trovano appese in corone sulla porta ancora oggi nel New England per scaramanzia contro il male e le malattie. Ma a me servono perché si distinguono per le loro proprietà antibatteriche e anti-infiammatorie.
Ottime alleate per la salute fisica, sono ricche di vitamina B6, acido folico, potassio, manganese e vitamina C.
Aggiungi le cipolle al tuo pasto e vedrai la differenza.

La mia focaccia con cipolle, bruciacchiata, al suo interno mi ha stupita. Croccante e saporita, come non mi capitava da un po’ di farla così buona. Io l’ho solo assaggiata, la mia gola in fiamme non mi ha permesso altro, ma Federico e Cecilia se la sono finita. E vabbè che non era enorme ma è comunque una gran bella soddisfazione vederli mangiare così di gusto!
Un pezzo è finito anche a Cornelia ma lei non fa testo, mangia qualsiasi cosa (compresi terra, sabbia,… ma questa è un’altra storia!).

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Focaccia con cipolle

250 gr di farina
140 gr di acqua fredda
4 gr di lievito secco
30 gr di olio
sale
pepe
1/2 cipolla rossa

Il una ciotola amalgama la farina con il lievito, aggiungi metà olio, metà acqua e mescola velocemente.
Aggiungi il resto dell’olio e poco a poco tutta l’acqua. Impasta per una decina di minuti, copri con un canovaccio e lascia riposare per un’ora.
Ribalta l’impasto su una placca da forno ed inizia ad allargarlo aiutandoti con i polpastrelli oleati.
Dopo un paio di ore sarà pronta per il forno.
Affetta la cipolla. Aggiungi a pioggia il sale e il pepe e guarnisci con le rondelle di cipolla. Inforna a metà forno a 200°C, per 15 minuti.
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Treccia al pesto: ricetta antistress

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Forse non sai che il pesto può essere un alleato per combattere lo stress. E, non so tu, ma io ho ultimamente mi sento sempre più sotto stress.
Il problema è iniziato il giorno dopo il mio matrimonio. E no, non c’entra niente mio marito 😉
Mi manca un gatto. Ho passato i primi 27 anni della mia vita con dei gatti a cui davo dei nomi improbabili. Ci sono stati Murphy, Hiki, Back, Missy, Luna, Trixi e Novalis. E quello che più mi manca è accarezzare un gatto quando sono stressata.

Mi ricordo sotto esami studiavo con il gatto in grembo che faceva le fusa e mi spostava il mouse per volere più coccole. Se chiudo gli occhi posso sentire il calore e il peso sulle gambe e anche quel rumore di fondo, il ron ron per intenderci.
Mi manca, mi mancano tutti in verità. Ma niente, mio marito è ed è sempre stato un no-gatti, e benché con la nascita di Cecilia fu lui stesso a propormi un gattino, io gli dissi di no. Viviamo in appartamento e so bene come ai gatti piaccia stare fuori, girare per il giardino e farsi i loro giri.

Quindi mi serve un sostituto del gatto, e no, le pupe non contano 😉

Di pesto ne ho già parlato qui mentre di basilico ne parlavo proprio il venerdì scorso nell’herbarium.

Il basilico come già sai è una delle erbe aromatiche che amo di più.
Contiene composti che stimolano la produzione di adrenalina e serotonina, che agiscono in modo efficace per ridurre la sensazione di stress. Infatti il tè è ottimo per defaticare la mente e allontanare la malinconia.
E quindi ho pensato… perché non farne un bel pesto antistress? Però mi sembrava un po’ banale e allora dal pesto al pane il passo è stato più che breve.
E dal pane alla treccia ancora di più dato che mi piaceva l’idea di una treccia bigusto!

Il pane si è rivelato qualcosa di unico. Friabile al punto giusto, morbido al cuore e con un profumo che ha fatto venire tutta la famiglia in cucina appena l’ho sfornato!
L’attesa per farlo raffreddare è stata la parte più difficile del week end infatti.
Ottimo da solo, metà è finito così, e buonissimo con un formaggio spalmabile. Per fare la scarpetta un po’ si perde perché troppo forte come sapore, ma l’abbiamo eletto a pane per l’aperitivo!
Non farà ron ron, ma è proprio buono!
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Treccia di pane al pesto

Poolish
1 gr di lievito secco
100 gr di acqua
100 gr di farina manitoba
Impasta, copri e lascia riposare a temperatura ambiente per una notte (circa 8-12 ore).

Impasto
200 gr di Poolish
150 gr di acqua
8 gr di malto (zucchero o miele)
400 gr di Farina tipo 0
5 gr di sale
7 gr di olio EVO
20 gr di pesto (qui la ricetta per farlo da te)

Emulsione
20 gr di acqua
20 gr di olio evo

Procedimento
Impasta, a mano o con l’impastatrice, sciogliendo prima il poolish e il malto con l’acqua ed aggiungendo la farina ed il sale. Dividere l’impasto in due ciotole e in una inserire l’olio, nell’altra il pesto.
Metti a lievitare, in luogo caldo, coprendo il contenitore e attendi il raddoppio degli impasti.
Rovesciali su un piano infarinato, sgonfiali delicatamente e attendi 15 minuti. Stendili con un le mani con delicatezza, uniscili al centro, tagliali in 3 e intrecciali per creare la treccia.
Sposta poi delicatamente sulla teglia da cottura foderata con carta da forno. Attendi la lievitazione finale.
Scalda il forno a 180°C e inforna la teglia al livello più basso del forno.
Cuoci in totale per 40 minuti, fino a doratura della superficie.
Sforna, appoggia su una gratella e, ancora caldo, spennella bene su tutta la superficie l’emulsione di olio e acqua.
Lascia sulla gratella fino a completo raffreddamento.
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Focaccine integrali con bicarbonato

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Queste sono le focacce dei 10 minuti.

A parte il fatto che si fanno davvero in 10 minuti, sono un modo per ricordare a me stessa i miei obiettivi per questo 2016.

Sono tante le cose che vorrei fare ma alla fine, come ogni anno, mi ritrovo con la lista dei buoni propositi piena e la voglia di fare che a febbraio si è già esaurita. Invece quest’anno è diverso perché voglio che sia diverso.

Ho instaurato una mia personale routine giornaliera. I miei 10 minuti di impegno. Ogni giorno mi prendo 10 minuti per seguire quello che è il mio più grande obiettivo dell’anno. Che poi ruota intorno al blog quindi in quei 10 minuti o seguo qualche lezione online o studio una ricetta o scrivo un post.E alla fine cosa sono 10 minuti al giorno? Non tantissimi. Non sono ammesse distrazioni, proprio l’altro ieri mi sono distratta e ho “buttato” quasi tutti i 10 minuti su pinterest, che è una droga per me, ma questo è un altro discorso.

Queste focacce sono nate ieri, nei 10 minuti, e impastate e infornate subito dopo. Sono e saranno il mio monito a non sprecare nemmeno uno dei 10 minuti per i miei obiettivi.

Sto provando a sperimentare varie focacce senza “aiuti” di pasta madre o lieviti essiccati dato che nei 7 mesi del viaggio non penso di trovarne. Anche se la mia vera domanda è come farò a capire cosa mettere nel carrello in Giappone. Ma vabbè, di quello vi parlerò poi, in tempo reale.

Tornando alle focacce, sono esattamente come sembrano dalle foto, buone, un po’ secche fuori ma molto morbide dentro. La prossima volta vorrei solo lavorare sulla finitura, quindi spennellerò di olio, magari uno alle erbe. Per il resto sono perfette per un veloce aperitivo, e con la mia dose ne vengono fuori dieci.

Invece tu per cosa useresti 10 minuti al giorno? Per te, per rilassarti o per un obiettivo personale?

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Focaccine integrali con bicarbonato

200 gr di farina integrale
100 gr acqua tiepida
1 cucchiaio d’olio evo
1 cucchiaino raso di bicarbonato
1 presa di sale

Metti la farina, il bicarbonato e il sale in una ciotola. Aggiungi l’olio e l’acqua tiepida.
Impasta a mano fino a ottenere un impasto morbido e omogeneo. Stendi l’impasto a circa 1/2 cm di altezza e forma dei cerchi.
Cuoci le focaccine in forno a 180°C per 15 minuti.

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Focaccia integrale con sale rosa e fiori di campo e il coraggio

Mi sono fatta un regalo.
Un regalo per me prezioso, che sa di magia e di alchimia. Mi sono regalata un corso di erboristeria.
Finalmente.
E sai perché finalmente? Perché ci ho messo un po’ a capire cosa voglio veramente.
Penso di non essermi mai chiesta cosa andasse bene per me: scuola, università, sport, lavoro,… mi sono sempre lasciata trasportare da ciò che era giusto, forse per il mio senso del dovere spiccato e per la mia autostima, dipendente dal giudizio degli altri.
Per esempio la mia scelta di prendere architettura era basata sul fatto di voler stare con mio padre il più possibile sebbene odiassi andare in cantiere.
E se vado indietro di errori ne ho fatti altri. Ero creativa, potevo fare l’artistico o una qualsiasi altra scuola che mi portava nel mondo della creatività e invece no: liceo scientifico. E sapete quale era la mia materia più odiata? La matematica.
Non ti dico le mie discutibili scelte in fatto di sport.
Ma la base è sempre quella: non ero io veramente a decidere, era la convinzione che quella era la cosa giusta da fare.
Inoltre i buoni ottimi risultati ottenuti non mi hanno mai aiutata a fare chiarezza, ma d’altronde se vieni stimata e ritenuta competente, come fai a capire che quello che va meglio per te è altro?
Sono passati cinque anni dall’ultima mia volta in un cantiere. Poi la gravidanza e la decisione di rimanere a casa. Mi sono cancellata dall’albo e ho iniziato a re-inventarmi.
Piano piano, un passo alla volta, e ancora devo capire in dettaglio alcune cose. Ma questa volta non le voglio trascurare per impersonare il prototipo di donna-realizzata-per-forza-felice. Voglio vivere per come sono.
E l’erboristeria era uno dei tanti sogni riposti in un cassetto. Un cassetto che ho deciso di aprire.
Se le proprietà medicinali delle piante sono ben note, i loro poteri energetici sono meno conosciuti ed è proprio questo aspetto che voglio approfondire.
Tutto questo preambolo per dirvi di come la ricetta di oggi punta dritta al coraggio.
Una focaccia. Perchè per me non c’è niente di più rilassante che mettere le mani in pasta.
Con fiori di campo. Ho scelto il fiordaliso, fiore che aiuta a vedere le cose con più chiarezza; rosa, fiore per antonomasia dell’amore ma anche della guarigione e della fortuna; e calendula, per allontanare la tristezza e la nostalgia.
Virtù magiche a parte, questa focaccia si è rivelata davvero buonissima!
L’impasto, di farina integrale, che meglio si abbina con il sapore dei fiori, l’ho steso molto sottile perchè volevo che scrocchiasse in bocca, il sale rosa la rende molto saporita senza coprire il sapore dei petali dei fiori che spiccano per la nota dolce che conferiscono alla focaccia.

Focaccia integrale con sale rosa e fiori di campo

250 gr di farina integrale
140 gr di acqua fredda
4 gr di lievito secco
30 gr di olio
sale rosa grosso
fiori di campo essiccati (fiordaliso, calendula e rosa)

 

Il una ciotola amalgama la farina con il lievito, aggiungi metà olio, metà acqua e mescola velocemente.
Aggiungi il resto dell’olio e poco a poco tutta l’acqua. Impasta per una decina di minuti, copri con un canovaccio e lascia riposare per un’ora.
Ribalta l’impasto su una placca da forno ed inizia ad allargarlo aiutandoti con i polpastrelli oleati.
Dopo un paio di ore sarà pronta per il forno.
Aggiungi a pioggia il sale e i fiori e inforna a metà forno a 200°C, per 15 minuti.

Focaccia integral with wildflowers

250 grams of wheat flour
140 grams of cold water
4 g of dry yeast
30 grams of oil
big pink salt
wildflowers dried (cornflower, marigold and rose)

 

The bowl blend the flour with the baking powder, add half oil, half water and stir quickly.
Add the remaining oil and gradually all the water. Knead for about ten minutes, cover with a cloth and let stand for one hour.
Flips the dough on a baking sheet and begins to widen helping with fingertips oiled.
After a couple of hours will be ready for the oven.
Add the salt to rain and the flowers and bake at half oven at 200 ° C, for 15 minutes.

Focaccine in padella

Eccoci qui con la prima ricetta di settembre!
Una ricetta che ho scelto ad hoc perchè la prima cosa che ho fatto quando mi sono rimpossessata della cucina è stata dedicarmi alla mia pasta madre.
Eh si, più di due mesi senza rinfreschi. E si è comportata meglio di quanto mi aspettassi!
Per prima cosa le ho fatto un “bagnetto”. Insieme alle pupe ci si mette anche lei a volere le sue attenzioni, come se avessi tempo da perdere!
Ma per fortuna il suo bagnetto è stato veloce e indolore per tutte le femmine di casa che, dai 4 anni in giù, dormivano beatamente. Anche io vorrei farmi una bella dormita, ma questa è un’altra storia!
Comunque, dopo averla rimessa nel suo barattolino per il rinfresco ho pensato a cosa potevo fare con l’esubero che avrei sicuramente avuto. Detto-fatto: focaccine!
Il bello delle focaccine è che si fanno in pochissimo tempo, sono buone e genuine. Il formaggio le rende un po’ più morbide ma si può anche omettere.
E siccome il mio motto “inforno per ingannare il tempo” non è il momento di usarlo, ho sperimentato con la padella. Esperimento riuscito! E ‘ste focaccine pallide sarebbero perfette da tagliare e spalmare con ricotta, spettinato e primo sale.

 

Focaccine di pasta madre in padella

50 gr di esubero di pasta madre solida
60 gr di latte
35 gr di formaggio morbido spalmabile (io crescenza)
1/2 cucchiaino di miele
125 gr di farina
15 ml di olio extravergine

 

Sciogliere nel latte l’esubero di pasta madre a pezzettini, aggiungendo il miele e il formaggio morbido.
Aggiungere ora la farina e l’olio e impastare fino ad ottenere un panetto liscio e morbido ma non appiccicoso. Porre in una ciotola a riposare per un paio di ore.
Trascorso il tempo di riposo staccare 4 pezzi dello stesso peso e far riposare le palline di impasto sul piano, coperto da un canovaccio, per circa mezz’ora.
Poi schiacciare con i polpastrelli creando delle fossette e lasciare coperte un’altra mezz’oretta.
Mettere a riscaldare una padella antiaderente, al momento di cuocere le focaccine dovrà essere rovente.
Adagiare le focaccine sulla padella, abbassare la fiamma al minimo e cuocere per pochi minuti per lato con il coperchio, finché non si gonfiano e si dorano in superficie. Girarle spesso, che la superficie non deve bruciarsi.
Lasciarle freddare almeno 5-10 minuti prima di servirle.

 

Flat bread in the pan

50 grams of excess of sourdough solid
60 grams of milk
35 grams of soft spreadable cheese (I crescenza)
1/2 teaspoon honey
125 grams of flour
15 ml extra virgin olive oil
Dissolve in milk oversupply of sourdough into small pieces, adding honey and soft cheese.
Now add the flour and oil and knead to a smooth dough and soft but not sticky. Place in a bowl to rest for a few hours.
After the interval of rest detach 4 pieces of the same weight and rest your balls of dough on the floor, covered by a towel, for about half an hour.
Then crush with your fingertips, creating dimples and leave covered another half hour.
Put to heat a pan, when cooking the muffins will be hot.
Put the buns on the skillet, reduce heat to low and cook for a few minutes per side with the lid until it swell and gild the surface. Turn them often, that the surface must not burn.
Let cool at least 5-10 minutes before serving.

Focaccia integrale

Sapete già che ultimamente ho poca voglia di cucinare, giusto il desiderio di sfornare: impastare qua e là con il cecio, pane, biscotti, e tutto quello che ci fa sporcare le mani e pensare solo a noi due per una mezz’ora.
Impastare è un gesto antico: elementi semplici che con il passare delle ore prendono vita e assumono forme infinite.
Abbiamo preparato l’impasto la sera con la pasta madre ma il bello della ricetta è il profumo appena sfornato: l’ho talmente decantato che Cecilia non ha fatto altro che annusare e annusare appena levata dal forno.
Questa focaccia è semplicissima, sa di coccole, basta fare un morso, affondare i denti, e perdersi. Ma deve essere mangiata calda, magari proprio appena sfornata, con quel sapore croccante proprio dell’essere focaccia che rimane in bocca morso dopo morso.
Ultimamente credo di aver acquistato e sperimentato con tutta una serie di farine, al momento quella che sto usando in tutti i modi possibili è proprio quella integrale, però devo dire che anche quella di grano saraceno mi sta dando soddisfazioni e sto pensando ad accoppiarla con un frutto per una versione di focaccia dolce.
Lancio l’idea e la lascio lì appesa, non mi va di fare programmi perchè stiamo vivendo la giornata e… ci piace così!

 Focaccia integrale

200 gr di prefermento (20 gr pasta madre + 65 gr acqua + 65 gr farina) lasciato riposare 8-10 ore
175 gr di farina integrale
100 gr di acqua fredda
6 gr di sale
10 gr di olio
fiocchi di sale al rosmarino

 

Il una ciotola sciogliere il prefermento con l’acqua, aggiungere la farina, mescolare velocemente e lasciar riposare per 20 minuti.
Aggiungere il sale e l’olio e impastare.
Dopo circa 3 ore ribaltare l’impasto sulla placca oleata del forno e fare delle pieghe.
Lasciare rilassare l’impasto 30 minuti ed iniziare ad allargarlo aiutandovi con i polpastrelli oleati, riprendere l’impasto a più riprese fino a che sarà arrivato a coprire tutta la teglia.
Dopo un paio di ore sarà pronta per il forno. Aggiungere a pioggia i fiocchi di sale e
infornare a metà forno a 240°C, per 20-25 minuti, a metà cottura abbassare il forno a 200°C.

Flat bread integral

200 grams of prefermento (20 gr sourdough + 65 g water + 65 g flour) allowed to stand 8-10 hours
175 grams of wheat flour
100 grams of cold water
6 grams of salt
10 grams of oil
salt flakes with rosemary

 

The bowl dissolve the prefermento with water, add the flour, stir quickly and leave for 20 minutes.
Add the salt and oil and knead.
After about three hours fold the dough on a baking oiled oven and make the folds.
Let the dough relax 30 minutes and start helping you stretch it with your fingertips oiled, take the dough several times until it arrives to cover the whole pan.
After a couple of hours will be ready for the oven. Add to rain flakes salt and
bake at half oven at 240 ° C, for 20-25 minutes, half cooked lower the oven to 200 ° C.

Pizza funghi e patate

Lo ammetto, sono una romana un po’ strana per quanto riguarda la pizza.

Per me non c’è una pizza più buona delle altre: romana, napoletana, alta, bassa, con il cornicione ripieno o no… sono tutte buonissime!
Quindi ogni volta che metto le mani in pasta per creare una pizza sono combattuta. Come la faccio?
Bhè, ognuno ha le sue ricette di famiglia o quelle chieste a pizzaioli o fornai, e da ogni impasto nasce una pizza diversa che segue i gusti di chi ha fornito la ricetta.
Per quanto mi riguarda la pizza al ristorante o in pizzeria e la pizza fatta in casa sono due cose separate.
La pizza fatta in casa mi riporta a quando ero piccola, a una mia vicina di casa, insegnate di educazione tecnica, la signora Elena, che la faceva una volta ogni due/tre mesi, rigorosamente tutta fatta in casa, ma ci stava tantissimo a prepararla e ne faceva tante e di diversi gusti.
La signora Elena era napoletana, aveva tre figli di cui il più piccolo era il mio insegnante di nuoto. E quando faceva la pizza riuniva tutti i figli e veniva anche a chiamare la mia famiglia, dato che era molto amica di mia madre. Mi ricordo che spesso l’aiutavo nel tagliare la montagna di patate o verdure che aveva nella cucina. Ero piccola, parlo di quando facevo le elementari, ma il ricordo che ho di quei momenti, quando anche io e mia mamma aiutavamo in cucina, è ancora vivido. E ancor più vivido il ricordo della sua pizza: niente a che vedere con quelle mangiate fuori!
La ricetta dell’impasto la diede a mia madre, poi noi ci trasferimmo (e ancora e ancora) e della signora Elena abbiamo perso i contatti ma non il ricordo. E la ricetta della pizza era rimasta nel quaderno di mia madre, mai usata perchè lei preferisce il lievito di birra. E’ arrivata nelle mie mani nella mia ultima visita a Roma e ci ho messo un po’ per calibrare la mia pasta madre su quella ricetta.
Questa è la mia ultima versione, la migliore a mio avviso, che mi ha portato direttamente indietro nel tempo.
Ve la lascio insieme alle parole della signora Elena che accompagnavano la nostra pulitura di verdure: della pizza la cose fondamentale è l’impasto, quello che ci si mette sopra è solo un’abbellimento.

Pizza funghi e patate

Pre-fermento
10 gr di Pasta Madre solida
160 gr di farina Manitoba
130 gr di acqua
Impastare con un cucchiaio e lasciare a temperatura ambiente per 24 ore.
Impasto
300 gr di Pre-fermento
200 gr di farina tipo 0
85 gr di acqua
15 gr di olio evo
1 cucchiaino di miele
10 gr di sale
In una ciotola, sciogliere bene il pre-fermento con l’acqua e il miele, poi a cascata aggiungere la farina e il sale.
Amalgamare fino a che la farina non ha ben assorbito il liquido, poi lasciare riposare un’oretta, coprendo con un piatto.
Fare delle pieghe, lasciare riposare 2 ore, ripiegare in 4 l’impasto e lasciare riposare un’ora.
Stendere l’impasto sul piano infarinato e iniziare a dargli la forma. Lasciare 30 minuti poi spostarla sulla teglia oleata, lasciare riposare un’ora. Quando è visibilmente ben gonfia, con i polpastrelli fare le fossette sull’impasto e condirla a piacere.
Infornare a 240°C, cuocere per 10 minuti con la teglia a metà del forno. Solo a questo punto aggiungere la mozzarella e rimetterla in forno per altri 10 minuti.

 

Pizza mushrooms and potatoes

Pre-ferment
10 grams of sourdough solid
160 grams of flour Manitoba
130 grams of water
Mix with a spoon and leave at room temperature for 24 hours.
Dough
300g Pre-ferment
200 grams of flour type 0
85 grams of water
15 grams of extra virgin olive oil
1 teaspoon honey
10 g salt

 

In a bowl, dissolve well the pre-ferment with water and honey, then cascading add flour and salt.
Mix until the flour is not well absorbed the liquid, then let it sit for an hour, cover with a plate.
Make the folds, let stand 2 hours, 4 fold in the dough and let stand one hour.
Roll out the dough on floured surface and begin to shape it. Allow 30 minutes then move on oiled baking sheet, let stand one hour. When it is well visibly swollen, with your fingertips do the dimples sull’impasto and season to taste.
Bake at 240 ° C, bake for 10 minutes with the pan in the middle of the oven.
Only at this point add the mozzarella and put it back in the oven for another 10 minutes.

Pane casereccio a lievitazione naturale

Chi lavora con la pasta madre sa benissimo quante soddisfazioni può dare un lievitato che riesce bene.
Bene, oggi vi parlo della mia ricerca del pane perfetto, ricerca che è iniziata nel 2013 dandomi man mano che sperimentavo risultati sempre buoni ma mai eccelsi.
Finalmente oggi posso dire di aver trovato il pane che stavo inseguendo da due anni! Buono e con la crosta “che scrocchia” come quello del fornaio, ma con la soddisfazione che sono state le mie mani a farlo!
E poi i buchi nella mollica finalmente! Non che prima non venissero, ma non erano mai come li volevo io!
Solo in una cosa devo ancora migliorare, nel ribaltare l’impasto.
Ho sempre l’ansia e vado molto con calma e cautela quando dal cestino di lievitazione lo ribalto sulla teglia e infatti puntualmente un po’ si affloscia. Ma per quello ora che ho trovato la ricetta che fa per me ho tempo per impratichirmi e sperimentare. Così come i tagli superficiali. Ho sempre paura di compromettere l’alveolatura e non li faccio mai profondi!! Infatti quasi non si vedono!
Si accettano suggerimenti 😉

Pane casereccio a lievitazione naturale

Prefermento
15 gr di Pasta Madre
50 gr di Farina forte (bio),
75 gr di acqua
3 gr di miele
Mescolare gli ingredienti e lasciare riposare circa 8-12 ore
Impasto
110 gr di acqua fredda di rubinetto + 25 gr da inserire successivamente nell’impasto
250 gr di farina tipo “0”
5 gr di sale
5 gr di olio evo

 

Sciogliere in una ciotola il prefermento con l’acqua. Aggiungere la farina e mescolare.
Lasciare riposare per 30 minuti coprendo la ciotola.
Impastare introducendo gradualmente la restante acqua ed il sale. Ad ultimo aggiungere l’olio e lavorare fino che l’impasto non risulti liscio ed omogeneo.
Fare una palla e metterlo a lievitare.
Quando sarà triplicato, rovesciare sul piano leggermente infarinato e dare un giro di pieghe.
Mettere a lievitare in un cestino da lievitazione o in una ciotola foderati con un canovaccio spolverato di semola. Coprire ed attendere che lieviti nuovamente a temperatura ambiente.
Scaldare il forno, con all’interno un pentolino metallico e la placca da forno, quando avrà raggiunto i 240°C, togliere la placca e spolverarla di semola, ribaltarvi l’impasto con un movimento ben deciso, realizzare delle incisioni sulla superficie e infornare buttando qualche cubetto di ghiaccio nel pentolino rovente per generare il vapore.
Lasciare cuocere in tutto un’ora diminuendo gradatamente la temperatura nei primi 20-30 minuti fino arrivare a 200°C.
Negli ultimi 10 minuti, cuocere tenere socchiuso il portellone del forno ( io lo blocco con un cucchiaio di legno!) e finita la cottura lasciare raffreddare su una gratella prima di tagliare.

Homemade bread sourdough

Pre-ferment
15 grams of pasta Mother
50 grams of flour strong (bio)
75 grams of water
3 g of honey
Mix ingredients and let stand about 8-12 hours
Dough
110 grams of cold tap water + 25 g to be inserted later in the dough
250 grams of flour type “0”
5 grams of salt
5 g of extra virgin olive oil

 

Dissolve in a bowl the prefermento with water. Add flour and mix.
Let stand for 30 minutes, covering the bowl.
Knead gradually introducing the remaining water and salt. At last add the oil and work until the dough is smooth and homogeneous.
Make a ball and let rise.
When will be tripled, spilling onto lightly floured surface and give a tour of folds.
Let rise in a basket from rising or in a bowl lined with a cloth dusted with semolina. Cover and wait yeasts again at room temperature.
Heat oven with metal inside a pan and baking, when he has reached 240 ° C, remove the plate and sprinkle with flour, tipping over the dough with a movement was determined, create the pits on the surface and bake throwing some ice cubes in the hot pan to create steam.
Allow to cook all over one hour gradually decreasing the temperature in the first 20-30 minutes to reach 200 ° C.
In the last 10 minutes, bake keep ajar the door of the oven (I block with a wooden spoon!) And finished cooking cool on a wire rack before cutting.

La pizza di pasqua a modo mio

Quest’anno per Pasqua si cambia!
Eh si, come dicevo già l’anno scorso io la pizza pasquale tradizionale non la mangio. E non riesco proprio a sentirne l’odore in verità!
Ma quest’anno le cose sono cambiate. Come per la gravidanza di Cecilia anche con questa i miei gusti sono cambiati. Per esempio prima di Cecilia non mangiavo la carbonara. Mi faceva proprio stare male solo l’odore. Dopo Cecilia un giorno che mio marito l’ha portata in tavola (solo per lui!) l’ho assaggiata e me ne sono innamorata.
Stavolta i miei gusti invece sono sbilanciati sui formaggi. Certo, il pecorino non mi piace ancora (e penso a questo punto che mai mi piacerà!), ma la torta salata ho voluto modificarla per renderla più appetibile per me e per mia figlia, che in quanto a formaggi è proprio come me.
Quindi via il pecorino (finalmente!) e abbondiamo di grana e emmenthal! Il risultato è stato proprio come speravo, non sarà la pizza pasquale tradizionale, è vero (infatti mio marito ne pretende una “vera” per Pasqua!) ma almeno io e Cecilia eravamo soddisfatte! Certo, la ciliegina sulla torta sarebbe stata accompagnarla con dei salumi ma in gravidanza non si può volere tutto, no?

La pizza di pasqua a modo mio

Pre-impasto:
50 gr di farina manitoba
50 gr di pasta madre
25 gr di latte
Impasto:
120 gr di farina manitoba
40 gr di latte
100 gr di grana padano grattugiato
50 gr di emmenthal grattugiato
20 gr di burro
2 uova intere
1 gr di sale
1 gr di pepe

 

In una ciotola sciogliere il lievito madre nel latte, aggiungere la farina creando una massa omogenea, quindi sigillare con pellicola e lasciar fermentare 12 ore.
Unire in una ciotola le uova e i formaggi, creando una crema omogenea.
Dopo 12 ore nel pre-impasto aggiungere il latte e poco alla volta la crema di uova e formaggi e la farina, lasciandoli assorbire. Aggiungere quindi il burro, il sale e il pepe.
Rovesciare l’impasto su un piano di lavoro, arrotondatelo e mettetelo coperto con pellicola, fino a triplicazione del volume.
Scaldate il forno a 190°, riempite gli stampi (io 6 colombe della happyflex), e infornate.
Trascorsi i primi 40 minuti, se vedete che la superficie colora troppo, aprire il forno e coprire con carta argentata.
Sfornare e lasciare raffreddare.

Easter pizza my way

Pre-mix:
50 grams of flour Manitoba
50 gr of sourdough
25 grams of milk
Dough:
120 grams of flour Manitoba
40 grams of milk
100 grams of grated parmesan cheese
50 g grated Emmenthal
20 g butter
2 eggs
1 g salt
1 g of pepper
In a bowl, dissolve the yeast in the milk, add the flour, creating a homogeneous mass, then seal with foil and allow to ferment 12 hours.
Combine in a bowl the eggs and cheese, creating a smooth cream.
After 12 hours in the pre-mix and add the milk little by little cream cheese and eggs and flour, leaving them absorb. Then add the butter, salt and pepper.
Overthrow the dough on a work surface, round up and place covered with plastic, up to threefold increase in volume.
Preheat the oven to 190 °, and fill the molds (or mold) and bake.
After the first 40 minutes, if you see that the surface colors too, open the oven and cover with foil.
Remove from oven and let cool.