Torta in tazza: ricetta della felicità

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Tanti auguri a me!

Se un anno fa mi avessero predetto il futuro avrei riso di gusto e preso la persona per un vero ciarlatano! E invece… e invece eccomi qui, a tanti chilometri da tutti i miei amici e parenti, dall’altra parte del mondo con la mia famiglia.
E oggi, una giornata che di solito passava tranquilla in attesa della festa a Roma con i parenti, ecco, oggi sarà diversa.
Non so cosa mi aspetta in questo compleanno australiano, magari l’abbraccio di un koala. Non lo so, sarà tutta una sorpresa.

L’unica cosa certa è stata la torta della colazione, fatta da me e Cecilia che, come sempre, in vista di un compleanno è la prima a svegliarsi.
E se l’ho fatta in cinque minuti senza essermi neanche fatta un caffè dico proprio che viene eletta a torta dell’anno!
La mia giornata inizia bene quindi, e spero prosegua anche meglio!

I Maya e gli Aztechi credevano che il cacao fosse di origine divina e bevevano la cioccolata con estrema riverenza. Addirittura usavano i semi del cacao come moneta.
Ma come dargli torto! Il cacao induce sensazioni di amore, stimolando il Chakra del Cuore. Per questo è da sempre associato con il romanticismo e la felicità.

E a me piace proprio per il suo aroma dolce e secco. Per il piacere di sentirlo sciogliere in bocca e per l’inconfondibile colore che dà a tutte le cose.
La mia torta in tazza non poteva essere diversa per il mio compleanno. Amara ma non troppo, senza uova perché la renderebbero spugnosa, facile e veloce perché comunque è mattina e mi sono appena svegliata, e piena di zuccherini messi con cipiglio deciso da Cecilia.
Come posso non amarla?

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Torta in tazza senza uova

60 gr di farina
10 gr di cacao amaro in polvere
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
30 gr di zucchero semolato
75 ml di latte
30 ml di olio di semi
zuccherini

In una ciotola media mescola gli ingredienti secchi. Aggiungi l’olio e il latte e continua a mescolare fino a quando tutti gli ingredienti sono combinati.
Versa in una tazza che possa andare nel forno a microonde e decora con gli zuccherini.
Poni la tazza nel microonde per 120 secondi. Attenzione a quando la togli perché scotta molto!
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Torta al miele in tazza: ricetta del buon umore

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Ci stiamo facendo davvero un bel giro per questa terra di kiwi, e quello che mi stupisce sempre è la mancanza di reperti antichi.

Lo sapevo che non avevano molto, ma viverlo è stato strano. Sarà che siamo abituati all’Italia, dove c’è una chiesa antica in ogni paesino (o quasi). Sarà che sono nata a Roma, e le rovine romane mi hanno accompagnata in così tanti giorni che ci avevo fatto l’abitudine.
Ma qui hanno qualche raro totem maori sopravvissuto alla chiesa anglicana, e tanto verde, che i maori consideravano sacro. Io poi non sono proprio un’amante delle escursioni nei boschi quindi le nostre passeggiate nella sacra natura duravano ben poco.

Una cosa che però qui hanno e noi no è il senso di appartenenza. Sono tutti molto cordiali e gentili, parlano della loro terra con una luce negli occhi che non ho mai visto in nessun altro luogo.
Ovunque siamo andati abbiamo trovato persone che decantavano i luoghi preferiti, gli angoli più nascosti e ci spingevano a vedere tutto per scoprire quelli che sarebbero diventati i nostri angoli di paradiso neozelandesi.

Sta succedendo, nonostante la mancanza di reperti a volte troviamo posti incantevoli che ti fanno davvero dire: wow!

Come i fiori che abbiamo visto appena arrivati ad Auckland, quelle distese pronte per le api, ma quello lo abbiamo scoperto dopo.
E il loro miele, così buono se acquistato alle fattorie locali. Tornavamo sempre a casa con il nostro barattolo di miele e una storia, o una ricetta, o dei consigli su cosa vedere nelle vicinanze,

La storia del miele maori parte dal nettare sacro a molti dei, tra cui il dio sole e la dea della terra. Gli antichi maori lo consumavano per celebrare le soddisfazioni personali e lo aggiungevano al cibo per portare buon umore.

Ecco per te la ricetta della torta al miele in tazza, direttamente da questa signora del miele, che ci ha visti con il camper, ma un po’ riadattata dalla mia memoria dato che mi è stata detta a voce, ma il risultato è sorprendente!
Una torta buona e veloce, l’originale era cotta in forno ma non avendolo ho fatto la cottura in microonde. Saporita, si sbriciola in bocca e rimane con tutto il sapore del miele intatto.

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Torta al miele in tazza

45 gr di farina
30 gr di miele
1/2 cucchiaino di lievito
un pizzico di sale
45 ml di latte
30 gr di burro
4 noci

In una ciotola media mescola gli ingredienti secchi. Nel microonde sciogli il miele con il burro.
Aggiungi il latte, il miele e il burro e mescola fino a quando tutti gli ingredienti sono combinati.
Versa in una tazza che possa andare nel forno a microonde e decora con le noci tritate.
Poni la tazza nel microonde per 120 secondi.
Attenzione a quando la togli perché scotta molto!

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Cookies cacao e prugne: ricetta dei desideri

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Cecilia ha sempre odiato mangiare la frutta. Le piacciono mele, pere, banane e avocado, il resto non lo assaggia nemmeno.
E’ sempre stato un problema e ora che Cornelia sta crescendo il problema si raddoppia.
No, non è Cornelia il problema, lei è davvero una buona forchetta e si mangia qualsiasi cosa abbia davanti. Il problema è che la gente tende a fare i paragoni.
Al ristorante qui spesso Cecilia e Cornelia si dividono il piatto, la sorellina di solito è quella che si spazzola tutta la sua parte (guardando anche con avidità la parte della sorellona!) e le cameriere non poche volte le hanno detto “è più brava tua sorella di te”. Ora, per fortuna, finché lo dicono in inglese lei non può rimanerci male, ma a me inizia a stare sui nervi questa cosa.

Anzi, un po’ tutto in verità, sia il fatto che Cecilia mangia come un uccellino sia chi fa i commenti. Io non giustifico mai ma non rispondo nemmeno. Sorrido, porgo il piatto e basta.
Ma che fastidio mi da non puoi capire! Mi verrebbe proprio da rispondere male a volte, specie a chi insiste e indica anche con il piatto quando capisce che siamo stranieri. Ma un pacchetto di fatti vostri, no?

Io ho i miei metodi per far assaggiare le cose al cecio di casa (che fra l’altro, i ceci non li mangia). Quando proprio non c’è
verso di farle assaggiare una cosa la infilo nei dolci. Funziona? Non sempre, ma a volte si.
Anche il cucinare insieme aiuta, perché vede esattamente quello che metto dentro e, a meno che il dolce non le sia piaciuto, la prossima volta a tavola so che lo mangia.

La sfida di questa volta? Le prugne.

I frutti venivano mangiati per mantenere le promesse o come accordo fra le parti. Mi sembra davvero ideale quindi per noi. I nostri accordi culinari di solito portano buoni frutti 😉
Lo sapevi che gli indiani Dakota mettevano i noccioli delle prugne selvatiche nel terreno attorno al villaggio per attirare i favori del Grande Spirito?
Io non ho piantato noccioli in verità, ma un desiderio l’ho espresso!

E con Cecilia abbiamo impastato questi cookies cacao e prugne, senza uova per necessità dato che le avevo finite. E a dire il vero poi non se ne è sentita proprio la mancanza.
I biscotti sono molto friabili e burrosi, si inzuppano benissimo e ricordano i nostri frollini (ma lo sai che qui in Nuova Zelanda non esistono frollini ma solo shortbreads?). A noi sono piaciuti e già domani mi è stato chiesto di rifarli.
Io ho il rammarico di non aver potuto mettere delle vere prugne fresche nell’impasto perché qui non è stagione, ma con quelle secche il sapore è uscito fuori lo stesso.
Però se puoi cambia la ricetta e al posto delle 3 secche metti una bella e grossa prugna fresca.
Poi però fammi sapere come vengono 😉

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Cookies cacao e prugne senza uova

1 cucchiaio di cacao in polvere
1 tazza di farina 00
3 prugne secche
1 cucchiaino di lievito in polvere
6 cucchiai di zucchero
5 cucchiai di burro ammorbidito
2 cucchiai di latte

Prendi le prugne e tritale il più possibile con un coltello.
In una ciotola mescola il cacao con la farina e il lievito.
In un’altra ciotola sbatti il burro con lo zucchero. Aggiungi le prugne, il latte e per ultimo il composto secco di farina.
Amalgama bene e lascia riposare il panetto per una decina di minuti.
Preriscalda il forno a 180°C.
Taglia i biscotti servendoti di un coltello, disponili su una teglia e infornali per 15 minuti.
Lasciali raffreddare su una gratella poi riponili in una scatola di latta.
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Pan briosche alla lavanda: ricetta sedativa

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Ho bisogno di calma e tranquillità.
Mi serve il profumo di un lievitato, dolce ovviamente, in combinazione con la lavanda, in dosi anche massicce se possibile. Di entrambi.
Devo fare un bel respiro profondo e cercare di non pensare a quello che succederà quando lasceremo Auckland. Perché?
Perché abbiamo preso una decisione azzardata: affittare un camper per il prossimo mese e girarci la Nuova Zelanda da lì.

Ok, lo ammetto, io non sono nuova alla vita in camper grazie ai quasi tre mesi di vacanza che ci facevamo con i miei genitori. Ma allora:
1) ero piccola (sebbene il lasso del tempo in cui lo ho seguiti sia bello lungo: fino ai 17 anni!)
2) era estate e si viveva più fuori che dentro
3) non dovevo di certo preoccuparmi di organizzazioni, al massimo di portarmi dietro i giusti libri.

Invece adesso, passata l’onda di entusiasmo mi ritrovo a pensare che il camper dentro è davvero piccolo. E noi siamo in quattro. E mio marito deve lavorare. E Cecilia giocare. E Cornelia imparare a camminare (da sola intendo!).
Ok, ecco che torna l’ansia… dov’è la mia fetta di pan briosche? Non c’è realmente, ti lascio con l’ultimo che ho fatto perché qui sto ancora in alto mare con i lievitati. Ho provato tutti i lieviti secchi che ho trovato ma niente, il risultato non mi ha ancora soddisfatta.

Questo pan briosche alla lavanda invece invade ancora i miei sogni.
Il profumo forte della lavanda, che concilia il sonno, dona tranquillità e calma è quello che mi servirebbe adesso.
Forse non sai che una manciata di petali secchi dei fiori della lavanda (o qualche goccia di olio essenziale), aggiunta nell’acqua del bagno, aiuta a rilassare. Qui siamo gli unici sfigati ad avere il giardino senza piante aromatiche. Le chiederò al vicino, che sembra averle solo per bellezza.

Ma tornando al mio pan briosche alla lavanda… questo è stato l’ultimo prima di incartare lo stampo (Dio come mi manca la mia cucina attrezzata) e sarà per questo che ho ancora il suo profumo nelle narici. Ma come avevo aperto il forno si è sprigionato un tale profumo che era davvero inebriante!
La sua morbidezza interna unita alla crosticina, non troppo spessa, lo hanno innalzato al re dei pan briosches mai usciti dal mio forno.
Certo, è un po’ lungo da fare, ma ne vale davvero la pena, te lo assicuro. E saranno due settimane che mi mangio dei simili che non reggono il paragone quindi, per piacere, fallo e mangialo anche per me!

Ps: ma lo sai che qui la farina si vende da 1,5 kg in su? Che (altra) cosa strana ^^
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Pan briosche alla lavanda

Prefermento:
1 gr di lievito di birra
55 gr di acqua
65 gr di farina

Lascia lievitare fino al raddoppio

Impasto:
200 gr di farina 0
150 gr di farina Manitoba
1 uovo
70 gr di acqua
70 gr di zucchero di canna
70 gr di olio di arachide
1 cucchiaio di fiori di lavanda
4 gr di sale

Sciogli nel prefermento l’uovo e un po’ di acqua, poi alterna le farine con acqua e zucchero. Aggiungi l’olio, il sale, i fiori di lavanda e impasta fino all’incordatura dell’impasto (sarà liscio, uniforme e si compatterà in unica massa).
Olia leggermente una ciotola e metti l’impasto, copri con della pellicola e lascia riposare l’impasto per 8 ore.
Al termine delle ore sgonfia delicatamente l’impasto, dividilo in pezzi e forma le tue palle da mettere nello uno stampo per Plum Cake vicini.
Lascia lievitare coperti fino al raddoppio.
Cuoci in forno a 180°C per 40 minuti, mettendo la placca nella parte bassa.

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Torta ricotta e lamponi: ricetta del vigore

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Il fuso orario, questo sconosciuto. Ci ha scombussolato tutti i ritmi, per questo quando ho visto una vaschetta di lamponi al mercato non ho resistito!
Il lampone è un frutto diuretico, rinfrescante ed energetico. Quale modo più goloso di una torta per approfittare di questa carica di energia?
Fra l’altro il signore del banco, molto gentile, mi diceva che sono proprio gli ultimi della sua serra. E che avere i lamponi in autunno era un vero lusso! Lì per lì ho pensato autunno? Ma poi mi sono ricordata che sono agli antipodi rispetto l’Italia e che sì, mi sto facendo un anno di brutte stagioni.
Ha un senso tutto questo, non siamo impazziti, ma se decidessimo di trasferirci Cecilia inizierebbe la scuola a gennaio 2017. Non potevamo pianificare un viaggio “di ricognizione” nella bella stagione quindi.

Comunque, freddo e pioggia a parte, avevo solo un problema: con cosa abbinare i miei lamponi.
Già avevo deciso si sarebbero trasformati in torta, niente di meglio dei dolci quando si è scombussolati e non si ha voglia di mangiare agli orari dei pasti. Ma il mascarpone, uno degli ingredienti da me preferiti nelle torte (come questa), non l’ho nemmeno cercato, sapevo già di non trovarlo. Però il destino mi ha dato una mano e il signore dei lamponi aveva anche la ricotta di capra. Avevo già fatto una torta lamponi e ricotta, quindi in meno di cinque minuti avevo il mio bottino e due pupe da soddisfare!

Il lampone è un frutto che contribuisce a rafforzare le difese immunitarie e fornisce all’organismo ottime quantità di vitamine A e C di acido citrico, pectina e fruttosio.
Al di là dell’impiego alimentare da cui si ricava un’azione antiossidante, il lampone è anche uno dei fitoterapici più utilizzati per la sua carica energetica.
Il modo migliore per beneficiare delle proprietà del lampone è mangiarlo fresco, ancora meglio appena colto.

Con tutte le sue proprietà mi sembra davvero un ottimo aiuto per riempirci di energia contro gli scombussolamenti del fuso!

La torta poi è venuta buonissima! Dolce per la ricotta ma amara per i lamponi. Un connubio che ha conquistato anche mio marito, che dolci ne mangia ben pochi.
Morbida e soffice, si scioglie in bocca.
Peccato che il nostro stampo era troppo grande e non è venuta molto alta, ma in questa casa che abbiamo preso c’è una gran carenza di utensili da cucina. Fra l’altro hai visto la mia cucina neozelandese su instagram? 😉

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Torta con ricotta e lamponi

200 gr di farina 00
65 gr di maizena
50 gr di lamponi
2 uova
150 gr di ricotta di capra
135 gr di zucchero
135 gr di latte fresco
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto di mele
45 g di burro fuso

Preriscalda il forno a 180°C.
Sbatti le uova con lo zucchero fino a quando non saranno raddoppiate di volume.
Unisci un cucchiaio di ricotta alla volta, mescolando bene.
Aggiungi, alternandoli al latte, la farina e la maizena.
Unisci quindi il burro fuso e mescola per una decina di minuti.
In una ciotolina schiaccia con una forchetta i lamponi.
Aggiungi la miscela di bicarbonato e aceto all’impasto della torta.
Versa l’impasto nello stampo. Aggiungi la polpa di lamponi e con una forchetta crea i vortici.
Poni in forno e fai cuocere per 40-45 minuti.
La superficie risulterà dorata e la torta dovrà superare la prova stuzzicadenti.
Lasciala raffreddare all’interno dello stampo. Se ben coperta, resta soffice per diversi giorni.
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Ghiaccioli camomilla e miele: ricetta destress

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I ghiaccioli che vedi sono stati fatti più e più volte negli ultimi periodi del trasloco. Complice il fatto che la camomilla e il miele sono utili per bambini che sono sotto stress.

Il trasloco ha messo alla prova Cecilia. Effettivamente non è semplice vedersi impacchettare tutti i giochi e rimanere in poche settimane con nulla (o quasi).
A me ha fatto capire che ha troppi, ma davvero troppi, giocattoli. Ne aveva alcuni che non ricordavo. E ha solo quattro anni!
Ho regalato la maggior parte delle cose, e tenuto solo i giochi di legno, da spedirci.
Per il periodo del viaggio mi sono messa insieme a lei che ha deciso di portare: una bambola con qualche vestito, una scatolina con i giochi per la cucina, due peluches e due libri per la buona notte.
Ma non sa che le ho preso delle schede con 100 giochi da fare insieme per i viaggi in aereo (questo) e un mini grembiule per cucinare con me.

Però la vedevo nervosa, stanca, e ogni giorno che andavo a prenderla in asilo mi chiedeva con cosa poteva giocare. Mi ha fatto una grande tenerezza.
Lo scorso trasloco non lo ricorda, aveva solo un anno e mezzo, ma io sì e lei aveva semplicemente smesso di mangiare la maggior parte delle cose. Mi ha fatto passare un periodo nero, e ne è uscita quando abbiamo svuotato l’ultimo scatolone.

Questo trasloco per fortuna non ha intaccato il suo appetito ma suoi nervi. Ecco il motivo dei ghiaccioli.

Nell’herbarium ho già parlato della camomilla, ma vediamo di ripassarla insieme.

A causa della sua delicata efficacia, la camomilla è la prima erba scelta per molti rimedi casalinghi.
La lista apparentemente infinita di usi può essere ricondotta ai suoi effetti sul sistema nervoso e sull’apparato digerente, nonché alle sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche.
La sua tisana, oltre ad essere una delle mie preferite prima di andare a letto, la aggiungo anche all’acqua della vasca se voglio concedermi un bagno rilassante.

I ghiaccioli sono rinfrescanti e lenitivi, facili e veloci, con gusto morbido e inconfondibile. Poi c’è il miele che, come la camomilla, ha molti vantaggi.
Te li consiglio, a noi hanno aiutato e li usavo come rimedio morale. Ti dico solo che chiudendo l’ultimo scatolone Cecilia ha esclamato: “oggi ce ne meritiamo due di ghiaccioli!”.
In effetti ne meriterebbe molti di più 😉

Ps: come ogni mese oggi ti arriverà la mia newsletter, ma tu sei già iscritta, vero? 😉

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Ghiaccioli camomilla e miele

590 gr di acqua
100 gr di miele millefiori
1 bustina di camomilla o 6 gr di fiori di camomilla freschi

In un tegame porta l’acqua al punto di ebollizione, togli dal fuoco e aggiungi il miele.
Appena il miele è sciolto aggiungi la camomilla, metti il coperchio sulla pentola e lascia in infusione per 10 minuti.
Filtra il liquido se hai utilizzato i fiori freschi.
Riempi gli stampini per ghiaccioli, metti il coperchio e inserisci i bastoncini.
Metti a congelare per una notte o per almeno 8 ore.
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Torta all’ananas: ricetta della fortuna

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Sai perché c’è una candelina su questa torta all’ananas?
Oggi, 27 aprile, che è il primo compleanno Cornelia, è anche il mio uno.
Mi sono scoperta diversamente innamorata, presa e incantata, ma come se fosse la prima volta, mi sono scoperta una nuova mamma, una mamma con la sindrome da figlio unico per ogni figlia con tutta la fatica che questo comporta.
Non sono diventata più brava come mamma, ma sono cresciuta, mi sono sentita tanto più consapevole perché c’è stata la prima volta, 4 anni e un pezzettino fa.

Poi c’è un’aria… l’odore dell’ultima di casa, che mi manca appena mi allontano, perché non ho ancora imparato a dividere le sue giornate dalle mie. Il giorno prende i suoi ritmi e io la seguo in questa danza che già so mi farà girare la testa.
Il suo profumo di neonato, i suoi primi sorrisi, la sorpresa dei “pa-pa” e “ma-ma”, gli occhi che si accendono quando mi vedono, la pace di un profilo addormentato, il gattonamento “di sedere”… tutto corre troppo in fretta.

Cornelia, sempre con il sorriso sulle labbra, che fa spallucce se la sgridi e poi ti cerca, ti prende, ti bacia.
Per lei, questo mio secondo amore sul calendario della mia vita che si è fatta spazio qui, nel mio cuore.

Cornelia, così differente dalla sorella. Lei, il mio sole. Tutto ruota intorno a lei. La piccola di casa.

Per lei questa torta. Bionda come i suoi capelli e con la candelina azzurra come i suoi occhi.
Solare e piena di ananas, frutto che non solo adora, ma che porta fortuna e prosperità.
Tradizionalmente l’ananas veniva piantato per la protezione dei figli. Io di certo non posso piantarle un ananas, ma posso metterlo in una torta insieme a tutto il mio amore.

Buon compleanno Cornelia!
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Torta all’ananas

250 gr farina 00
150 gr zucchero
50 ml olio di semi
250 ml acqua a temperatura ambiente
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto
ananas a fette

In una ciotola metti l’acqua con lo zucchero e gira fino a scioglierlo.
Aggiungi l’olio e la farina.
Mescola velocemente con una frusta fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi, poi aggiungi la miscela di bicarbonato e aceto.
In uno stampo colloca le fette di ananas e sopra versaci il composto.
Inforna la torta a 160° per circa 40 minuti.
Fai sempre la prova stecchino prima di sfornarla.
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Muffin menta e cioccolato: ricetta del ristoro

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Inizio la settimana con una citazione di Robin Sharma. Se non riesci ad alzarti un’ora prima, come pensi di poter raggiungere i tuoi obiettivi? R.S. Condividi il Tweet

Un monito per me e chissà, forse anche per te, a prendere più tempo e, se non lo troviamo, a crearcelo.

Quanto è importante essere mattinieri? Tantissimo a mio avviso. L’abitudine di alzarsi presto la mattina ha innumerevoli vantaggi: più motivazione, più tempo per raggiungere i tuoi obiettivi e, cosa fondamentale, un tuo momento. Non ci sono distrazioni o urgenze. Al massimo quella di farti un caffè.

Devo dire che da quando è nata Cornelia (che fra un po’ fa 1 anno!!!) il tempo ha assunto le forme più strane, per me. Sembrava non bastasse, sembrava correre, sembrava non finire mai,… e io sempre di corsa a fare le mille cose che devo. E quelle che voglio o vorrei spesso passano in secondo piano davanti ai doveri.
Ma ci sono anch’io. Lo so, e spesso è più per pigrizia che rimando che non per doveri veri e propri. Sei mai stata assalita dai tuoi panni o dalla scopa? Io per fortuna no (e la cosa se dovesse succedere mi ricorderebbe Topolino apprendista stregone) quindi si possono intrecciare doveri e piaceri, senza troppi sensi di colpa.
Per esempio svegliarsi prima 😉

E come rendere più piacevole il risveglio? Mi è venuto in mente un dolcetto che fa leva su un’erba che conosciamo più di quanto effettivamente la usiamo: la menta.
La menta viene usata da migliaia di anni per dare una sensazione di rinnovamento e di ristoro. In effetti la sua freschezza e il suo odore ci ammaliano e ci danno una bella svegliata!
Ci riempie di forza per focalizzare, una sorta di schiaffone dato in buona fede 😉
E io ho deciso di usare tutto il potere della menta per concentrarmi sul tempo che scorre.

La ricetta di oggi ha tutto il gusto dei classici muffins, con l’aggiunta dell’ingrediente che gli da anche il colore: lo sciroppo di menta.
E’ una cosa molto particolare, anche al palato. Fra l’altro devo ricredermi: il connubio menta-cioccolato, che ho sempre guardato con sospetto, invece è davvero buono!
Quindi gocce di cioccolato che contrastano il sapore fresco della menta.
E in bocca c’è una vera esplosione di sapori. Il muffin rimane morbido, la sensazione di “freddo” della menta viene mitigata dalla dolcezza del cioccolato.
Diciamo che questi muffins saranno rifatti molto presto 😉

Ps: venerdì approfondisco la menta che ce ne è davvero bisogno!
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Muffin con menta e cioccolato

250 gr di farina
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
1 cucchiaio di aceto di mele
35 ml di sciroppo di menta
30 gr di gocce di cioccolato
1 uovo
100 gr di burro

Preriscalda il forno a 180°C.
In una ciotola mescola la farina con lo sciroppo. Amalgama bene poi aggiungi l’uovo e il burro a temperatura ambiente. Infine aggiungi le gocce di cioccolato e la miscela di bicarbonato e aceto.
Aiutandoti con un cucchiaio metti il composto nei pirottini e cuoci in forno per 25-30 minuti.
Falli raffreddare prima di rimuoverli dai pirottini.
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Cookies all’ anice: ricetta della calma

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Se sei iscritta alla mia newsletter hai scoperto che a partire da questo mese ci sono interessanti novità. Se non l’hai ancora fatto (guarda che non ti riempio la mail con i miei post, te ne mando una al mese con un po’ di chiacchiere, approfondimenti e un regalo) non te ne parlo qui ma lo saprai a tempo debito 😉

Ma ora una domanda: ti rilassi mai? E come lo fai?
Io seguo questo consiglio:

“Il miglior momento per rilassarsi è quando non abbiamo neanche un momento per farlo.” S.J.… Condividi il Tweet

Infatti spesso consideriamo mente e corpo come entità distinte, quando invece sono un unico sistema strettamente integrato. Quando abbiamo certi pensieri il nostro corpo reagisce di conseguenza, e viceversa, anche il corpo può influenzare la nostra mente.
Per esempio quando sono nervosa e preoccupata tendo a respirare in modo superficiale e con maggiore frequenza. Al contrario, quando sono rilassata il mio respiro rallenta e diventa più profondo.
Ecco il segreto: il respiro. La nostra vera arma segreta contro preoccupazioni e stress.
La respirazione rappresenta anche una delle migliori tecniche di concentrazione e meditazione. Spostare il tuo focus sul movimento ritmico del respiro ti aiuta a svuotare la mente, permettendoti di raggiungere una maggiore concentrazione. Quante volte abbiamo sentito la frase “fai un bel respiro profondo?” Troppe. Stressata? Respiro profondo. Preoccupata? Respiro profondo. Nervosa? Respiro profondo. Non hai tempo e vorresti una giornata da 48 ore? Respiro profondo.

Ma ci sono delle volte che respirare aiuta si, ma serve anche un gesto, un movimento. E quando ho bisogno di muovermi io non vado in palestra ma in cucina. Vado in cucina e apro il barattolo delle spezie. Ecco, l’anice stellato, perfetto.

L’ anice stellato hai scoperto dalla mia newsletter che aiuta a calmare. Calma e lenisce il corpo e la mente.
Si ma come? I semi di anice contengono una forma di estrogeni vegetali con proprietà sedative.
Ecco perché viene spesso utilizzato per alleviare mal di testa e la tosse. E perché lo troviamo in diversi medicinali.
Le sue proprietà rilassanti sono note dai tempi degli antichi romani che davano, a fine nozze, una torta all’anice agli sposi così da calmare le coppie nervose per la prima notte insieme!
I monaci medievali invece usavano i semi per un tè aromatico che favoriva la meditazione.

E’ per le sue proprietà che l’ho scelto come spezia per questi biscotti. Anzi, per questa rivisitazione degli americanissimi cookies.
I cookies sono biscotti che adoro, friabili quanto basta, secchi al tatto ma burrosi al palato.
Li amo, ma questo già l’ho detto.
Li faccio spesso, i classici con gocce di cioccolato, o con la frutta secca. Non mi ero mai allontanata troppo dalle versioni classiche proprio per non rimanere delusa.
Poi ho osato. Un cookie all’anice. Eh si, si può fare!
Rimangono friabili e il gusto dell’anice ben si sposa con il burro dell’impasto. Un sapore fresco in bocca, addolcito dal dolce forte dello zucchero di canna.
E se poi mi aiutano anche a rilassarmi potrei eleggerli a biscotti preferiti con il rituale: morso, respiro profondo, altro morso,…
Che ne dici?
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Cookies all’anice

170 gr di zucchero di canna
150 ml di olio di semi (o altro olio vegetale)
60 ml di burro a temperatura ambiente
1 cucchiaio di fecola di patate
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di bicarbonato
100 gr di farina 00
1 cucchiaio di semi di anice

In una ciotola sbatti energicamente l’olio con lo zucchero. Aggiungi il burro e continua a lavorare il composto fino ad ottenere una crema.
Unisci quindi la fecola, il sale e il bicarbonato. Mescola e aggiungi la farina poi lavora il tutto con una spatola fino ad ottenere un impasto omogeneo e ben compatto.
Unisci all’impasto i semi, rilavora il tutto e preleva delle palline di impasto poco più grandi una noce. Appiattiscile leggermente con le mani e disponile man mano, distanziandole, su una teglia foderata con carta forno.
Fai cuocere in forno statico ben caldo a 180° per circa 10 minuti. I bordi dovranno risultare leggermente dorati, mentre il cuore dei biscotti risulterà morbido e cedevole al tatto. Non preoccuparti, come si raffredderanno si induriranno!

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Torta ai lamponi

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Oggi è il compleanno di Cecilia.
4 anni… sono davvero tanti, ci vuole quasi una mano!

E’ una giornata che sa di primavera, calda, con un cielo e una luce che fanno sognare l’estate. Una vera meraviglia.
Come ciò che sento guardando Cecilia. Meravigliosa, un incanto, il mio primo incanto. Vedo lei e vedo me, giorno per giorno ci scopriamo tanto simili. E le sue diversità sono un concentrato di quello che è la sua natura.
Ci sono momenti in cui cerco di sfuggirle e credo che anche questo sia normale, è una maniera per tornare ed essere con lei al meglio di me.

Ieri sera mi sono ostinata a preparare all’ultimo momento la torta per la merenda all’asilo, che doveva essere semplice ma speciale (che vedete sul mio instagram). Più una tortina per questa mattia (che vedete qui in foto).
Stamattina ho fotografato veloce prima dell’arrivo della pupa. E ho pensato che era una vera meraviglia, proprio come lei.

La torta grande? Ribattezzata “esprimi il desiderio”.
Il risultato? Lo saprò all’uscita di scuola 🙂
Il desiderio? La richiesta di un’altra torta per merenda da mangiare “solo noi”. Che dire, i bambini al contrario di tutti i vorrei di noi adulti hanno desideri molto semplici. Forse sono semplicemente felici di ciò che vivono, ora e adesso, senza i domani.
E della torta per la merenda, solo noi quattro (in attesa delle festicciola di sabato con gli amici)… beh ti racconterò, promesso!

La torta è una rivisitazione del ciambellone al mascarpone (qui la prima versione) dove sono rimasta conquistata dall’unione morbida di mascarpone coi frutti rossi. Ho pensato che era perfetta per la Cecilia di oggi, ma con qualche modifica.
Quindi una torta più tenera, che si scioglie in bocca come una caramella morbida. Un po’ come Cecilia quando dorme e la guardi.
Arricchita da tanti lamponi, la nuova passione di Cecilia, che tingono di rosa la torta e la bocca!
Le dosi sono per la torta grande, stampo 2 lt.
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Torta di lamponi

300 gr di farina 00
100 gr di maizena
200 gr di lamponi
scorza di 1 arancia non trattata
3 uova
200 gr di mascarpone
200 gr di zucchero
200 gr di latte fresco
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto di mele
70 g di burro fuso

Preriscalda il forno a 180°C.
Sbatti le uova con lo zucchero fino a quando non saranno raddoppiate di volume.
Unisci un cucchiaio di mascarpone alla volta, mescolando bene.
Aggiungi, alternandoli al latte, la farina, la maizena e la scorza di arancia.
Unisci quindi il burro fuso. Mescola per una decina di minuti poi aggiungi la miscela di bicarbonato e aceto.
Versa metà dell’impasto nello stampo. Adagia i lamponi e copri con il restante impasto.
Poni in forno e fai cuocere per 40-45 minuti.
La superficie risulterà dorata e la torta dovrà superare la prova stuzzicadenti.
Lasciala raffreddare all’interno dello stampo. Se ben coperta, resta soffice per diversi giorni.
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