Scones rucola e feta: ricetta afrodisiaca

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E ci siamo presi anche la febbre!!!
Cecilia ieri è finita, per giocare, con il sedere ammollo in una fontana. Si è bagnata fino alla schiena ma per fortuna ho sempre un cambio completo dietro, solo che eravamo in un parco quindi ho dovuto spogliarla tutta, asciugarla e rivestirla al freddo dell’inverno australiano.
A quanto sembra è bastato per prendersi la febbre. E quindi stanotte medicine.

In attesa che si svegli per misurarle di nuovo la febbre e fare colazione, se ne ha voglia, ho impastato con la piccolissima di casa.

Ho pensato di anticiparmi il pranzo, alle pupe farò la minestrina, ma per me e mio marito una cosa che già da un po’ mi frullava in testa…

Oltre ad essere un ottimo ortaggio da foglia, la rucola è anche un erba che viene utilizzata in erboristeria come tonico. Se ne preparano infusi e decotti, ma insieme ad altre erbe aromatiche, come la menta o la melissa, per addolcire il sapore.
I Romani, che ne consumavano anche i semi, le attribuivano qualità magiche e la utilizzavano nei filtri amorosi, ritenendola il più potente tra gli afrodisiaci. Infatti la sua coltivazione era effettuata nei terreni che ospitavano le statue falliche erette in onore di Priapo, dio della virilità. Ovidio nella Ars Amatoria la chiamava “eruca salax” o herba salax” cioè erba lussuriosa.
Anche durante il Rinascimento si scrisse sugli effetti afrodisiaci della rucola, e l’erborista Matthias de Lobel narrava di certi monaci che eccitati da un cordiale a base di rucola, abbandonarono il voto di castità.

Ora, con tutti questi effetti noti fin dai tempi più antichi non potevo esimermi del provare a fare qualcosa solo per noi due!
Pensa che ti ripensa mi sono venuti in mente gli ultimi scones che avevo mangiato, qualche giorno fa, a Wellington. Quelli erano con spinaci e cheddar, ma io avevo già in mente la mia versione.
I miei sono scones rucola e feta, appena sfornati e con un profumo da far venire l’acquolina in bocca fin di prima mattina.
Lo ammetto, non ho resistito alla tentazione e ne ho mangiato metà. Mi sono (ovviamente) scottata la lingua e ho maledetto la mia gola in tutte le lingue, ma lo rifarei subito! Che buoni!
Morbidissimi, si sciolgono in bocca per quanto sono burrosi, e poi con quel sapore unico che solo la rucola può dare. La feta aggiunge allo scones una nota acida che mi è piaciuta tantissimo.

Voglio provare a fare anche altre versioni, ormai ci ho preso gusto!

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Scones rucola e feta

275 gr di farina 00
75 gr di burro
1 uova
2 cucchiai di latte
25 gr di feta
25 gr di rucola
sale
pepe

Preriscalda il forno a 200°C.
Mescola con le dita la farina e il burro fino a sbriciolare grossolanamente il tutto.
In una ciotola, sbatti le uova e il latte con una forchetta, aggiungi un pizzico di sale e pepe e versa nel composto di farina. Mescola fino ad ottenere un impasto morbido e asciutto. Aggiungi la feta e la rucola tagliata al coltello.
Dividi la pasta in 2 pezzi, e tagliali a forma di cerchio con un coltello o con il bordo di un bicchiere. poi mettili su una teglia da forno.
Cuoci in forno per 15 minuti e aspetta qualche minuto prima di servirli perché l’interno è rovente!
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Scones al formaggio al microonde: ricetta nutriente

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Il mio amore per gli scones è nato con la vicina di casa dei miei genitori, inglese, che li faceva in abbondanza e ce ne portava sempre per la colazione. Quello che non potevo sapere è che esistevano diverse versioni degli scones e soprattutto che non tutte sono dolci.

L’ho scoperto viaggiando ma non avevo mai provato a rifarli. Il camper ha cambiato i punti di vista e ha aperto la pista a ricette facili e veloci. Senza dimenticare la bontà ovviamente!
E visto quanti formaggi trovo qui ho pensato bene di iniziare dagli scones al formaggio!

Il latte evoca nutrimento, prosperità e protezione.
Nei film storici spesso si vede Cleopatra (o Poppea) fare bagni in vasche piene di latte. La finzione non si discosta dalla realtà, infatti era veramente usato il latte di asina, che veniva considerato un elisir di bellezza che permetteva di avere una pelle chiara, morbida e vellutata.
Nell’antica Britannia invece il latte veniva usato come offerta agli spiriti della natura, specie le fate, di cui si diceva ne erano ghiotte. Un alimento che si può pensare al femminile sia per produzione sia per usi.

Ora, è vero che il latte fa bene alla pelle ma per quanto mi riguarda a me proprio non piace! Per contro non posso pensare di rimanere a corto di formaggi!

Ma veniamo alla ricetta… Buonissima e davvero facile da fare, per un risultato che è davvero esploso, hai visto la foto, no? Per me è ottimo per antipasto, magari accompagnato da un tagliere di salumi. Il centro rimane morbido e burroso, se vuoi fare la golosa però puoi aggiungere un po’ di burro da spalmare su ogni pezzetto che tagli. I fianchi non ringrazieranno ma lo stomaco sì!
Provalo, poi  fammi sapere!

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Scones al formaggio al microonde

125 gr di farina
15 gr di lievito in polvere
un pizzico di sale
un pizico di pepe
15 gr di burro
65 gr di latte
12 gr di formaggio grattugiato

In una ciotola unisci tutti gli ingredienti secchi.
Taglia il burro a pezzi molto piccoli, l’aspetto deve essere simile alle briciole di pane, e aggiungi il latte e il formaggio lasciandone un po’ per la copertura.
Mescola rapidamente l’impasto.
Infarina leggermente una teglia da muffins, aggiungi il formaggio rimasto e mettili nel microonde per 2-3 minuti alla massima potenza.
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Cozze verdi gratinate: ricetta fortificante

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Sono tante le cose strane che trovo a vendere nei supermercati della Nuova Zelanda. Fin dal primo giorno avevo notato queste strane cozze verdi ma poi le novità erano così tante che mi ero proprio scordata di loro!

Le cozze verdi, prodotto tipico neozelandese, rivestono una grande importanza fra le specie coltivate, sono note anche con i nomi di: greenshell, Kuku e Kutai.

Il nome deriva dal loro aspetto, infatti il guscio sfuma dal marrone scuro al verde per poi finire con un bordo esterno verde acceso. Anticamente i Maori attribuivano a questo mollusco proprietà benefiche e curative, soprattutto a carattere antinfiammatorio. Rafforzati dal fatto che questa popolazione sin dai tempi antichi non sembra soffrire di forme artritiche e malattie simili, si sono svolti diversi studi scientifici sulle effettive proprietà di questo mollusco.

Gli studi hanno dimostrato che questo mollusco fornisce sostanze di base, i GAG (Glicosaminoglicani) che giocano un ruolo chiave nel caso di disequilibrio del tessuto connettivo, e diversi minerali (Potassio, Magnesio, Calcio, Ferro, Sodio, Selenio, Zinco), L-aminoacidi, acidi essenziali Omega-3, enzimi, tutti elementi importanti per il nutrimento del tessuto connettivo e della cartilagine.
Questo rende la cozza verde efficace per una terapia naturale rigenerante, ricostituente ed antinfiammatoria dei tessuti connettivi come la cartilagine, i tendini ed i legamenti.
E’ un mollusco particolarmente indicato a chi sottopone le loro articolazioni a carichi elevati (come sportivi o persone molto attive).

In ogni modo ulteriori studi sono ancora in corso di aggiornamento per questo straordinario prodotto dalle qualità ancora da scoprire. Tuttavia, già si raccomanda per alleviare i dolori alle giunture e quelli dovuti alle forme artritiche, per ridurre le infiammazioni, per aumentare le capacità di recupero in seguito a lesioni o ad una stressante attività fisica.
Quindi si, la non-artite dei Maori è (anche) grazie a queste cozze.

E dopo aver raccolto tutte le possibili informazioni su queste cozze verdi come potevo non correre a comprarle?

Ma come cucinare questo cibo così strano? Perché strano è, a parte il colore, sono grandi due volte le nostre cozze.

All’inizio volevo farci una pasta ma facendo due chiacchiere con la ragazza del banco della pescheria (fra l’altro di razza Maori) ho scoperto che loro le condiscono in maniera molto semplice. E ho provato la sua ricetta.

Ecco quindi le cozze veri gratinate, in tutta la loro succulenta bontà.
Un sapore che ricorda molto le nostre cozze, ma amplificato da un gusto “selvaggio”, e da un profumo di mare che ho di nuovo fame solo a parlarne.
Rimangono morbidissime e succose, si sciolgono in bocca per quanto sono morbide e devo dire, anche se non l’avrei mai detto, che cozze e burro sono davvero una splendida accoppiata!

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Cozze verdi gratinate

200 gr Burro
sale q.b.
pepe q.b.
1 kg di Cozze verdi della nuova Zelanda
farina q.b.
erbe a piacere

Lascia qualche ora il burro a temperatura ambiente oppure intiepidiscilo nel microonde per ottenere la consistenza cremosa.
Regola di sale e pepe e aggiungi erbe a piacere.
Apri le cozze in un tegame senza acqua, una volta aperti dividi i gusci e tieni quelli con la valva da parte.
Preriscalda la grigia o il grill del forno alla massima potenza.
Aggiungi un cucchiaino di burro ai mitili e poi spolvera con la farina precedentemente tostata in padella.
Griglia per 1 minuto alla massima potenza poi abbassa e continua la cottura fino a quando il burro non inizia a sobbollire nella valva e la farina inizia a formare una crosta croccante.
Servi immediatamente.
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Bruschetta ricotta, miele, timo e mandorle: ricetta energizzante

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Siamo già arrivati a metà maggio ma il freddo ancora non è arrivato a farsi sentire. L’essere passati per Roma prima di patire ha però scombussolato le pupe, specie Cecilia, e dal caldo di Roma ci siamo trovati ai mille gradi in aeroporto (qualcuno mi spieghi perché deve fare così caldo lì dentro!) poi, anche se lo sapevamo, il freschetto mattutino di Auckland ci ha comunque colti di sorpresa.

Sono passate già due settimane eppure il freddo so che non è tanto fuori ma io lo sento dentro, nelle ossa. E’ davvero una spiacevole sensazione che, a parte farmi sentire una vecchietta quando giro in vestaglia la mattina, mi da proprio fastidio!

Mi sono dunque messa ai fornelli, anzi, ho proprio acceso il forno dato che i riscaldamenti qui lasciano un po’ a desiderare (dimmi che non sono l’unica che pensa che fa proprio strano parlare di riscaldamento a maggio!). E mentre tagliavo ili pane da scaldare ho preso, quasi da automa, il timo.

Il timo serve a dare una ripulita alle energie. Fin dai tempi dell’antica Grecia veniva bruciato nei templi, e i sacerdoti si facevano, e consigliavano di farlo, un bagno con maggiorana e timo per dare coraggio ed energia.
E’ un mineralizzante, quindi rafforza negli stati di debilitazione e debolezza. Inoltre possiede notevoli proprietà antisettiche, sto andando incontro all’inverno e mi sembra perfetto, non trovi?

Questo antipasto è un vero “apristomaco”. Stuzzica l’appetito e prepara al piatto principale senza appesantire.
Io sono una fan della bruschetta e me la mangio condita nei modi più svariati ma fra i tanti questa combinazione è la mia preferita. Avendo poi trovato delle bellissime mandorle stavolta ho voluto osare aggiungendole e la loro nota amara, data dalla buccia, ha bilanciato il dolce del miele.
L’unico rimprovero che mi è stato fatto è che la prossima volta ne devo fare di più!
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Bruschetta ricotta, miele, timo e mandorle

4 fette di pane
50 gr di ricotta di capra
qualche rametto di timo
qualche cucchiaio di miele di timo
50 gr di mandorle

Metti il pane in forno a bruscare e nel frattempo frantuma grossolanamente le mandorle con un mortaio.
Appena il pane è tostato spalma la ricotta e condisci con un cucchiaio di miele.
Aggiungi a pioggia mandorle e timo e cerca di mangiare le bruschette tiepide!
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Muffins coriandolo, avocado e bacon: ricetta tonica

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Una delle poche cose della mia cucina che mi sono portata in valigia è un set di stampini per muffins. Anzi per mini plumcakes per dirla tutta. E poi se mi segui sulla mia pagina facebook avrai partecipato ai sondaggi su cosa mettere il valigia una mesata fa.

Peccato che non potevo portarmi anche tutte le mie spezie, ho una dispensa che fa invidia a un’erborista! 
Ma quelle si trovano abbastanza facilmente in giro e, a parte il basilico, che non l’ho visto da nessuna parte, di coriandolo la Nuova Zelanda ne è piena. Si usa molto più che da noi a quanto sembra!

Ti capita mai di “inciampare” in quello che proprio ti serve in un preciso momento? Ecco, aver trovato così tanto coriandolo in giro mi ha dato proprio questa impressione.

Anticamente si credeva che, mescolando i semi, ridotti in polvere, nel vino rosso, si otteneva un potente filtro d’amore.
Per il mio filtro d’amore è tardi, per quello per le pupe è presto, quindi mi sono concentrata su un effetto magico che potesse servirmi nell’immediato.
Grazie ai suoi principi attivi (che trovi nella sua scheda qui), infatti è l’erba giusta per attenuare il senso di fatica e per il sistema nervoso. Contiene anche un diuretico, che riduce la pressione sanguigna e aiuta quando si ha il mal di testa.

Perfetto no?
Fatica delle tante ore di viaggio, mal di testa che ancora attribuisco al fuso,… gli ingredienti ci sono tutti! 

Oltre ad essere un’ottima erba aromatica che aggiunge sapore ai cibi ovviamente 😉
Questi muffins non sarebbero stati gli stessi senza coriandolo, magia o sapore non importa, fatto sta che il gusto soffice dell’avocado unito con i tocchetti morbidi del bacon hanno trovato in quest’erba il compagno ideale.
Saporitissimi, freschi al palato e perfetti come aperitivo perché fra le mille proprietà c’è anche quella di alleviare il senso di pesantezza dello stomaco.

Insomma, mi sono decisamente piaciuti! Saranno ricordati e rifatti spesso in questo viaggio 😉
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Muffin salati con avocado, bacon e coriandolo

250 gr di farina
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
1 cucchiaio di aceto di mele
1/2 avocado maturo
1 cucchiaio di coriandolo
1 fetta di bacon
1 uovo
100 gr di burro
sale

Preriscalda il forno a 180°C.
In una ciotola mescola la farina con l’avocado e il coriandolo. Amalgama bene poi aggiungi l’uovo e il burro a temperatura ambiente. Infine aggiungi il bacon e la miscela di bicarbonato e aceto.
Aiutandoti con un cucchiaio metti il composto nei pirottini e cuoci in forno per 25-30 minuti.
Falli raffreddare prima di rimuoverli dai pirottini.
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Rotolini di sfoglia al pomodoro

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Come aperitivo i rotolini farciti sono sempre la mia carta vincente.

Ne ho fatti diverse versioni: ai fiori di campo e pepe rosa, al rosmarino e dal manuale di nonna papera.

Quello che non avevo mai provato a fare era una versione con il pomodoro. E ho pensato bene di provarli lo scorso week end, che ho fatto la pizza.

Con la pizza si sa, o si servono i fritti o si va di una cosa piccola e sfiziosa. Io di fritto non avevo voglia. Ok, forse si, ma non volevo sporcare la cucina! Invece avevo un rotolo di pasta sfoglia che aspettava di essere consumato. Quindi i rotolini si sono quasi fatti da soli.

Sono stati un antipasto veloce e sfizioso, perfetto per accompagnare la pizza che c’è stata dopo. Anche perché poi non ne ho fatti tantissimi. La versione al pomodoro Cecilia l’ha definita la sua “di più preferita”. Io forse sono più per quella con i chicchi di sale grosso ma semplicemente perché mi piace sentirlo scrocchiare in bocca. Il marito come sempre non fa testo, si è mangiato tutto e si mangia sempre tutto con grande avidità.

La ricetta è così facile che viene da sola, a te la scelta se aromatizzare con qualche erba, io ho messo l’origano, così si sposava meglio anche con la pizza.
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Rotolini di sfoglia al pomodoro

1 rotolo di pasta sfoglia
concentrato di pomodoro
olio evo
timo

Stendi la pasta sfoglia nella sua carta da forno. Con un pennello spalma il concentrato di pomodoro in modo da coprire in maniera uniforme tutta la superficie della sfoglia, evitando di lasciare spazi vuoti. Aggiungi un filo di olio e il timo.
Arrotola molto stretta la sfoglia, avvolgila nella carta forno e riponila in freezer per 15-20 minuti, per poi affettarla meglio.
Trascorso il tempo taglia le rotelle a uno spessore di circa 1 cm e disponile sulla teglia.
Inforna a 200°C per 20 minuti.

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Tuorlo strapazzato con prosecco e timo

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Finisce sempre così, uno vorrebbe levare e smaltire ma no, si ritrova ad aggiungere.

Che ci posso fare? Ho trovato questa tazza e l’ho amata da subito. E’ perfetta! Per chi come me pianifica tutti i post del blog e si ritrova a scrivere con un bel tè accanto. A proposito di pianificare, hai scaricato il mio blog planner? E’ come freebie nella newsletter, spero ti piaccia. Io ne sto facendo un uso smodato, lo ammetto. E la tazza ce la vedo proprio bene accanto a lui.

E meno male che mi sono fermata alla tazza, ci sarebbero state tantissime altre cose da aggiungere! E ora il dubbio? Come la metterò in valigia? La metterò in valigia?

In verità sto cercando di non pensare al fatto che starò 7 mesi senza il kitchenaid. 7 mesi. Sono tanti, sono davvero tanti. E non ho nessuna intenzione di impastare a mano, è una cosa che non mi è mai piaciuta fare. Chissà se nelle case di air b&b posso mettere l’opzione impastatrice? C’è la lavatrice, c’è la lavastoviglie, c’è il forno,… e perché l’impastatrice no? Cioè a parte il forno, delle altre cose ne faccio a meno. Tanto la lavatrice non la userò, ci muoveremo spesso e sarà più comoda quella a gettoni per le strade, con tanto di asciugatrici. Ma per impastare? E un mattarello? Come faccio, una volta essermi sporcata di impasto fino ai gomiti se non posso stenderlo? Mi sento in piena crisi per le cose più inutili. E ogni giorno ne sforno a milioni di pensieri che mi portano a domande senza risposta. Domande sciocche sì, ma che fanno parte di me.

La mia più cara amica mi ha consigliato di seguire la teoria delle 100 cose. Ce la posso fare. Anche se a parte i vestiti, il portatile, il telefono e il kindle sarò già a quota 100. Meglio fare una lista di cose importanti e rispondere alla domanda “se fossi in un’isola deserta, cosa vorresti avere?” Lì non penso il kitchenaid mi servirebbe a molto 😉

Se per questo nemmeno per l’antipasto che ti spiego oggi mi è servito. Forse lo sto sopravalutando.

Oggi una ricetta facile e veloce, bastano i tuorli, che tanto abbiamo spesso in frigo avanzati da qualche dolce, un po’ di prosecco e qualche spezia. Per noi timo e pepe, per Cecilia solo il timo. E’ stato davvero uno sfizio gradito, il prosecco evapora lasciando solo il retrogusto amarognolo, qui il vero protagonista è il tuorlo! E a noi che tanto piacciono le uova non poteva non piacerci!

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Tuorlo strapazzato con prosecco e timo

4 tuorli
60 gr di burro
80 ml di prosecco
sale
pepe
timo

Metti in una pentola di acciaio dal fondo spesso con i tuorli e sbattili con una frusta aggiungendo un pizzico di sale. Immergi la pentola a bagnomaria a fuoco medio. Aggiungi il burro mescolando con un cucchiaio, poi versa il prosecco a filo continuando a mescolare.
Leva dal fuoco e servi in coppette cospargendo con timo e pepe.

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Stelline di polenta al mandarino

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Ci siamo, capodanno cinese, si entra nell’anno della scimmia.

E se penso a scimmia tiro fuori la mia parte più legata ad anime e manga e penso a dragon ball o saiyuki. Certo, ce ne sono molte altre ma a me vengono queste immagini in mente. Subito dopo Donkey Kong. E mi fa strano perché io a Donkey Kong non ci ho mai giocato! Ma da poco ho visto il film più assurdo che ci sia, Pixel, e ancora mi domando se c’è un senso in quel film. Di certo mi ha fatto ridere. A mio marito molto di più ma lui passava ore nelle sale di videogiochi da piccolo. A me in verità non affascinavano così tanto, ma questo non dirglielo 😉

Non penso però che anime, manga o videogiochi abbiano influenzato la ruota degli animali del capodanno cinese, c’è stato però un bellissimo (e romanticissimo) manga quando ero adolescente, fruits basket, e parlava proprio degli animali dell’oroscopo cinese. La storia è bella intrecciata ma posso solo dirti che mi piacque molto da subito. So che ne hanno fatto anche un anime ma quello non l’ho mai visto.

A parte questa parentesi, veniamo ai fatti, cioè cosa porterà questa scimmia in questo suo anno? Dovrebbe essere l’anno delle opportunità, dei cambiamenti e della tolleranza. Sembra un anno sotto il segno di Babbo Natale messa così! Ma a differenza del bianco babbo la scimmia è ambiziosa e un po’ opportunista. Quindi? Quindi ben vengano i cambiamenti ma meglio stare con gli occhi aperti ricordando che non è tutto oro quello che luccica!

Però se parlo di dolci mi devo ricredere! Non ho mai trovato un dolce bello e non buono. Sarà il caso di dire che i dolci rientrano nell’eccezione che conferma la regola?

E qui in casa si festeggia l’anno della scimmia con un qualcosa che di cinese non ha proprio origini. Però più pensavo a questa festività più l’immagine di mettere in un antipasto il mandarino si faceva largo fra i miei pensieri.

Ed è stato un amore a primo assaggio. La farina di mais fa un bel contrasto con il succo di mandarino, e anche la piccolissima di casa ha gradito questo insolito sapore (senza sale per lei!)

I semi di papavero sono stati un’aggiunta “di colore”, volevo usare la buccia del mandarino per fare delle scorzette ma il tempo di spremerlo e iniziare a fare la polenta e… Cecilia l’aveva già messo sul termosifone per farlo seccare! Quindi niente scorzette.

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Stelline di polenta al mandarino

125 gr di polenta
60 gr di acqua
succo di 1 mandarino
sale
semi di papavero

Cucina la polenta in acqua e succo di mandarino e, una volta pronta, falla raffreddare.
Taglia dei tocchetti di polenta con le forme per dolci e mettili in un piatto. In alternativa, se non vuoi farlo con le formine, taglia la polenta a cubetti di media grandezza.
Distribuisci sulla polenta sale e semi di papavero e servi l’antipasto di polenta a temperatura ambiente.

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Rotolini di zucchine e tonno

Sono in piena fase “ritorno al futuro”.

Sarà che sono stata circondata da scritte, post e note sui 30 anni dal viaggio al futuro, fatto sta che sono entrata nel loop.
Mi piacevano i film e me li sono rivisti volentieri in questi giorni. Cecilia non era dello stesso avviso e a metà film mi ha mollata sul divano preferendo le bambole ma penso sia troppo piccola per un film del genere.
Io e mio marito invece sembravamo tornati bambini. E quanto abbiamo riso nel secondo film, quello sul futuro. Ma davvero pensavano avessimo tutte quelle cose strane?
Lo skateboard volante, i vestiti che si regolano e si asciugano da soli, indossare i calzoni con le tasche di fuori, il cinema con la pubblicità ad ologrammi!
Sarebbe divertente per qualche cosa, come la pizza che da piccina diventa enorme nel fornetto. Ma come si vede che è un film degli anni 80!
Non so se ti è capitato di rivederlo o se te lo ricordi, ma ci sono delle cose che fanno davvero ridere.
Mi chiedo se Cecilia riderà da grande, quando vedrà i film che adesso ambientiamo in un futuro non così distante, diciamo altri 30 anni.
Come te lo immagini il futuro? Skateboard e macchine volanti? Io sinceramente non credo.
E in attesa che la cucina si metta in movimento da sola quando proprio non mi va di cucinare ti propongo un veloce sfizio.
Noi li mangiamo per antipasto accompagnati a del pesce al forno. Ma hanno fatto la loro figura anche nella nostra ultima festa a casa, non sono riuscita a mangiarne nemmeno uno!
Ecco quindi i miei rotolini, in perfetto stile anno 2015.
Molto semplici, si fanno in pochi minuti. Ci sono poche accortezze: usare un tonno buono e tagliare fettine davvero sottili di zucchina.
A te la ricetta e aspetto di sapere come immagini il 2045!

Rotolini di zucchine e tonno

1 zucchina
1 scatoletta di filetti di tonno consorcio sgocciolati
1 cucchiaio di formaggio fresco spalmabile
sale
pepe nero
salsa di soia

 

Con un grosso coltello taglia a strisce la zucchina. Cerca di farle il più sottile che puoi!
Mescola il tonno sgocciolato, con il formaggio fresco, sale e pepe.
Poi semplicemente arrotola la zucchina con il ripieno e blocca con uno stuzzicadenti per evitare che si aprono.
Sono buonissimi immersi nella salsa di soia.

Tuna zucchini rolls

1 zucchini
1 can of Tuna Drained
1 tbsp Fat Free Greek Yogurt
punch of salt
black pepper
Soy Sauce

 

With a large knife cut thin strips of cucumber longwise. Mix the drained tuna, yogurt, lemon juice, salt and pepper.To make the roll add a tablespoon of the tuna salad on on end of a cucumber strop. Then simply roll!The thin ones stayed together better. I just stuck a toothpick in them to prevent unrolling.

Taralli mandorle e acciughe

Buongiorno e buon inizio di settimana.
Da ieri in casa abbiamo inaugurato una nuova routine culinaria per intrattenere Cecilia un’intera mattina.
Tutto è iniziato con l’asilo. La mattina alle 7:30 Cecilia è sveglia, non c’è differenza fra giorni lavorativi e non, sa solo che ci sono i giorni dell’asilo e quelli dove non va all’asilo. E fin qui tutto nella norma, a parte il fatto che la domenica io vorrei rimanere a letto fino alle 12… ma da quando è nata Cecilia questo lusso non mi è più permesso.
Il “problema” al quale dovevo trovare una soluzione era come impegnare la mattinata di una bambina di 3 anni e mezzo… quando fuori piove! Eh sì, quando splende il sole è più semplice: passeggiata, parco giochi, terrazzo,… ma con la pioggia?
E soprattutto la combo pioggia-abitudini dell’asilo è micidiale. Sì perchè la mattina è abituata a fare le attività, e spesso, non mi vergogno ad ammetterlo, mi manca proprio la fantasia che hanno le sue maestre.
Quindi ieri mattina, mentre facevamo colazione noi femminucce di casa, alla centesima domanda di Cecilia che voleva la mia attenzione mentre allattavo una Cornelia sonnacchiosa cercando un equilibrio fra pupa e tazzona di caffè, ecco che ho detto: facciamo le cuoche.
Penso che il silenzio che è seguito dalla mia affermazione sia stato la chiave per capire che avevo ingranato la marcia giusta.
E da lì è iniziato il divertimento: dopo esserci vestite mi sono messa sul tavolo con tutti gli ingredienti per il pranzo più quelli per la cena e con una ciotola di acqua e farina.
Siamo state su quel tavolo finchè non ho infornato pranzo, cena e colazione del giorno dopo, ed erano già le 12.
Ho trovato la mia pace per un’intera mattina: ho ascoltato le storie più assurde, sono riuscita ad allattare senza Cecilia che voleva vedere come si faceva, ho preparato tutto a quattro mani e mi sono sporcata di farina anche il naso. E alla fine, una volta pulito tutto, mi sono sentita dire: “mamma, lo rifacciamo quando non vado all’asilo?” Ecco, sono davvero felice.
E i taralli?
I taralli sono nati da un’idea di Cecilia, è a lei che va il merito di questa ricetta. Stavo facendo la sfoglia quando è venuta con il barattolo di acciughe. Come facevo a restare indifferente?
Un’aggiunta di pepe all’impasto e una mandorla sopra li hanno resi ancora più particolari. Una nota: fai scolare benissimo le acciughe, pressandole anche, così che non rilasciano altro olio nella sfoglia.

Taralli mandorle e acciughe

200 gr di farina
150 gr di burro
1/2 bicchiere di acqua calda
un pizzico di sale
acciughe consorcio
mandorle
pepe
Versa l’acqua, il sale e una noce di burro nella farina e impasta fino ad avere un panetto morbido.
Stendi un pochino la pasta, metti in mezzo il burro, il pepe, e avvolgilo bene richiudendo i lembi della pasta con le dita e togliendo tutte le bolle d’aria.
Adesso spiana la sfoglia, col mattarello, più sottile che puoi: ripiegala poi in tre, rispianala, e così via per sei volte.
Taglia dei lunghi rettangoli e aggiungi un’acciuga per ogni striscia, poi arrotolale e chiudile a cerchio, come fossero delle ghirlande.
Poni una mandorla in cima e mettile negli stampi da muffins, così che non perdono la loro forma cuocendo.
Cuoci in forno caldo a 180°C per 20 minuti.

Taralli with almonds and anchovies

200 grams of flour
150 g butter
1/2 cup of hot water
a pinch of salt
anchovies consorcio
almonds
pepper
Pour water, salt and a knob of butter into the flour and knead until you have a soft dough.
Stretch a little dough, put in half the butter, pepper, and wrap it well, closing the edges of the dough with your fingers and removing all air bubbles.
Now paves the dough, with a rolling pin, more subtle than you: then fold it in three, rispianala, and so on for six times.
Size of long rectangles and add an anchovy for each strip, then arrotolale and close them in the circle.
Place an almond on top and bake in oven at 180 ° C for 20 minutes.