Come fare i cubetti di ghiaccio a base di erbe

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Prendi il tuo drink preferito e dagli una carica di sapore aggiungendo dei gustosi cubetti di ghiaccio a base di erbe!

Non c’è niente di meglio di un bicchiere di tè ghiacciato in una calda giornata estiva.
In realtà non sono una vera amante delle bevande fredde, il caffè e il tè freddo mi sembra perdano molto sapore, e poi preferisco sempre bere le cose a temperatura ambiente, semmai aggiungendo dei cubetti di ghiaccio. Da qui all’idea di creare bevande con i cubetti di ghiaccio a base di erbe il passo è stato breve!
Il bello dei cubetti così fatti è che non si sciolgono in poco tempo, come i normali cubetti di acqua che di solito uno non finisce di terminare il bicchiere che già sono sciolti! Non so il perché, magia delle erbe suppongo 😉 ma il risultato è davvero sorprendente. Le bevande acquisiscono molto più sapore, rimangono fresche più a lungo e soprattutto si può sperimentare!

Si perché puoi usare quello che vuoi! Un tuo mix di erbe, le erbe aromatiche del tuo balcone, le spezie che hai in dispensa, oppure il tè di quelli confezionati, o la tua miscela preferita.
Io uso anche il mio tè verde alla rosa, che adoro, ma d’estate non riesco mai a berlo caldo, e allora diventa tè a cubetti da aggiungere all’acqua fresca!
Mescola, abbina, insomma lasciati tentare e osa creare abbinamenti inusuali!

Cubetti di ghiaccio a base di erbe

4 tazze di acqua
1/4 tazza di erbe (di tua scelta)
1/4 tazza di miele

Porta l’acqua ad ebollizione e poi versala sopra in mix di erbe in un grande contenitore di vetro.
Lascia in infusione per 5-10 minuti, a seconda delle indicazioni dell’erba scelta.
Trascorso il tempo filtra il tutto ottenuto per avere avere circa 3 tazze e 1/2 di infuso.
Lascia raffreddare, poi versalo negli stampi per i cubetti di ghiaccio e congelali.
Puoi usarli per insaporire molte bevande, io li trovo deliziosi nella limonata o nelle centrifughe!

Prova a combinare e fammi sapere! Hai già qualche idea in mente su come e dove usarli?

Calamari alla paprika: ricetta creativa

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Non sapendo come dare sfogo alla mia creatività se non in cucina ho pensato di preparare i calamari alla paprika.
Ma sai il motivo che c’è dietro qual’è? Te lo racconto, poi dimmi se non ho ragione.

Negli questi ultimi giorni neozelandesi ero in preda a un folle raptus, cercavo una cosa, non troppo importante fra l’altro, e non riuscivo a trovarla da nessuna parte.
E dire che ho visitato due delle città più importanti della Nuova Zelanda: Christchurch e Wellington.
Ma niente, non riesco a trovare una cosa così banale. Ah, sto cercando gli acquarelli Winsor & Newton, tanto perché tu lo sappia.

Sai le catene di eventi che nascono da una ricerca? Ecco, a me hanno portato a due scoperte sconcertanti.
La prima è che non esiste amazon qui. Non c’è un amazon.co.nz e questo è sconcertante. Specie per me che faccio la maggior parte dei miei acquisti su amazon. Ma come fanno? E come ho fatto io ad andarmene dall’Italia proprio quando era arrivata la consegna in un’ora? Si lo so, sto iniziando a diventare pesante.
La seconda è che le cartolerie scarseggiano. Cioè si, ci sono, ma probabilmente trovi più alla nostra esselunga che qui. E anche questo mi lascia perplessa. Ho trovato un negozio kikki k, è vero, e di questo sarò sempre grata a chi l’ha messo sul mio cammino, ma per trovare un refill della mia penna ci ho messo quasi un mese.

E i colori niente. Le marche normali ed economiche sì, e per Cecilia vanno benissimo, ma volevo approfittare del viaggio per riscoprire il piacere di disegnare e invece niente.
Speriamo che qui in Australia sarò più fortunata, anche se ho notato con stupore che neanche qui hanno un amazon paragonabile al nostro. C’è, ma solo per i libri. Non ha molto senso.

Vabbè, lascio perdere i colori e mi consolo in cucina, con le spezie che più aprono la mente a nuove idee e nuovi stimoli, come se non ne avessi già in abbondanza durante questo viaggio 😉

La paprika viene ricavata da un peperoncino dolce. Si diceva trasportasse energia creativa e metteva in evidenza i pensieri più profondi e risvegliasse le energie.
Una sorta di spezia dei desideri, che ti fa pensare a quello che più ti piacerebbe e te lo riporta alla mente così che tu possa seguire i tuoi sogni e non chiuderli in un cassetto.

L’ho aggiunta ai calamari, per renderli più saporiti. E poi li ho cotti in forno dato che finora non ho mai trovato nelle case delle padelle adatte alla frittura.
Il risultato mi ha sorpresa, i calamari rimangono tenerissimi e la paprika aggiunge il retrogusto leggermente piccante e dolce.
Da rifare, decisamente!
http://ricette.giallozafferano.it/Anelli-di-calamari-al-forno.html
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Calamari alla paprika

500 gr di anelli di calamari
20 gr di paprika dolce
150 gr di pangrattato
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di sale

In una ciotola grande mescola il pangrattato con la paprika e il sale.
Aggiungi gli anelli di calamari e mescola bene.
Trasferisciti su una teglia, aggiungi l’olio e inforna a 180°C per 25 minuti.

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Scones rucola e feta: ricetta afrodisiaca

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E ci siamo presi anche la febbre!!!
Cecilia ieri è finita, per giocare, con il sedere ammollo in una fontana. Si è bagnata fino alla schiena ma per fortuna ho sempre un cambio completo dietro, solo che eravamo in un parco quindi ho dovuto spogliarla tutta, asciugarla e rivestirla al freddo dell’inverno australiano.
A quanto sembra è bastato per prendersi la febbre. E quindi stanotte medicine.

In attesa che si svegli per misurarle di nuovo la febbre e fare colazione, se ne ha voglia, ho impastato con la piccolissima di casa.

Ho pensato di anticiparmi il pranzo, alle pupe farò la minestrina, ma per me e mio marito una cosa che già da un po’ mi frullava in testa…

Oltre ad essere un ottimo ortaggio da foglia, la rucola è anche un erba che viene utilizzata in erboristeria come tonico. Se ne preparano infusi e decotti, ma insieme ad altre erbe aromatiche, come la menta o la melissa, per addolcire il sapore.
I Romani, che ne consumavano anche i semi, le attribuivano qualità magiche e la utilizzavano nei filtri amorosi, ritenendola il più potente tra gli afrodisiaci. Infatti la sua coltivazione era effettuata nei terreni che ospitavano le statue falliche erette in onore di Priapo, dio della virilità. Ovidio nella Ars Amatoria la chiamava “eruca salax” o herba salax” cioè erba lussuriosa.
Anche durante il Rinascimento si scrisse sugli effetti afrodisiaci della rucola, e l’erborista Matthias de Lobel narrava di certi monaci che eccitati da un cordiale a base di rucola, abbandonarono il voto di castità.

Ora, con tutti questi effetti noti fin dai tempi più antichi non potevo esimermi del provare a fare qualcosa solo per noi due!
Pensa che ti ripensa mi sono venuti in mente gli ultimi scones che avevo mangiato, qualche giorno fa, a Wellington. Quelli erano con spinaci e cheddar, ma io avevo già in mente la mia versione.
I miei sono scones rucola e feta, appena sfornati e con un profumo da far venire l’acquolina in bocca fin di prima mattina.
Lo ammetto, non ho resistito alla tentazione e ne ho mangiato metà. Mi sono (ovviamente) scottata la lingua e ho maledetto la mia gola in tutte le lingue, ma lo rifarei subito! Che buoni!
Morbidissimi, si sciolgono in bocca per quanto sono burrosi, e poi con quel sapore unico che solo la rucola può dare. La feta aggiunge allo scones una nota acida che mi è piaciuta tantissimo.

Voglio provare a fare anche altre versioni, ormai ci ho preso gusto!

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Scones rucola e feta

275 gr di farina 00
75 gr di burro
1 uova
2 cucchiai di latte
25 gr di feta
25 gr di rucola
sale
pepe

Preriscalda il forno a 200°C.
Mescola con le dita la farina e il burro fino a sbriciolare grossolanamente il tutto.
In una ciotola, sbatti le uova e il latte con una forchetta, aggiungi un pizzico di sale e pepe e versa nel composto di farina. Mescola fino ad ottenere un impasto morbido e asciutto. Aggiungi la feta e la rucola tagliata al coltello.
Dividi la pasta in 2 pezzi, e tagliali a forma di cerchio con un coltello o con il bordo di un bicchiere. poi mettili su una teglia da forno.
Cuoci in forno per 15 minuti e aspetta qualche minuto prima di servirli perché l’interno è rovente!
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Disintossicarsi in estate

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In questo periodo di viaggi e spostamenti ho fatto del mio meglio per aiutare il mio corpo a pulirsi in modo naturale e a disintossicarsi mangiando un sacco di verdure, bevendo tisane e tenendomi in esercizio con lunghe passeggiate. Qualcosa ha funzionato, e devo molto sia alle erbe che ho usato per aiutare il mio corpo a disintossicarsi, sia al regime alimentare che ho mantenuto.
Comunque per affrontare l’estate con energia, per prima cosa occorre eliminare le tossine accumulate durante l’inverno.

Oggi ho intenzione di mettere a fuoco e condividere con te un regime sano per aiutare il corpo a pulirsi in modo naturale, con il supporto dell’erboristeria ovviamente. Qui di seguito trovi consigli sull’alimentazione insieme alle erbe che aiutano con la disintossicazione del fegato, del sangue e del colon.

Disintossicarsi in estate

Per prima cosa bisogna bere molta acqua oligominerale, che elimina il sale in eccesso e favorisce il lavoro dei reni.
E’ importante fare una colazione a base di kiwi e thè verde, che favorisce l’evacuazione, e a metà mattinata puoi prendere un frutto.
Mangia verdure fresche crude prima dei pasti e riso o quinoa o miglio, ma solo a pranzo.
Le proteine (pesce e carne bianca) accompagnate da verdure fresche, dovresti assumerle a cena, mangiando sempre prima un po’ di insalata, perché stimola i succhi gastrici.
Le verdure cotte sono preferibili condite con il succo di limone fresco. Che ti aiuterà anche a riequilibrare le funzione del fegato.
Per mantenere una pelle giovane, luminosa e sana, mangia molta frutta e verdura. Fai scorte di vitamina C, in grado di facilitare la produzione di collagene, cosi da garantirti una pelle liscia e levigata.

Erbe per la pulizia del colon

  • Carbone attivo
  • Bentonite
  • Radice di altea
  • Semi di psillio
  • Corteccia di olmo

Erbe per la pulizia del fegato

  • Semi di finocchio
  • Radice di Dente di leone
  • Radice di liquirizia
  • Curcuma
  • Menta piperita

Erbe per la pulizia del sangue

  • Radice di bardana
  • Pepe di Cayenna
  • Foglia di dente di leone
  • Aglio
  • Radice di zenzero

Ora che sei più informata su come disintossicarti questa estate… sei pronta a fare un po ‘di pulizia?

Torta al miele in tazza: ricetta del buon umore

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Ci stiamo facendo davvero un bel giro per questa terra di kiwi, e quello che mi stupisce sempre è la mancanza di reperti antichi.

Lo sapevo che non avevano molto, ma viverlo è stato strano. Sarà che siamo abituati all’Italia, dove c’è una chiesa antica in ogni paesino (o quasi). Sarà che sono nata a Roma, e le rovine romane mi hanno accompagnata in così tanti giorni che ci avevo fatto l’abitudine.
Ma qui hanno qualche raro totem maori sopravvissuto alla chiesa anglicana, e tanto verde, che i maori consideravano sacro. Io poi non sono proprio un’amante delle escursioni nei boschi quindi le nostre passeggiate nella sacra natura duravano ben poco.

Una cosa che però qui hanno e noi no è il senso di appartenenza. Sono tutti molto cordiali e gentili, parlano della loro terra con una luce negli occhi che non ho mai visto in nessun altro luogo.
Ovunque siamo andati abbiamo trovato persone che decantavano i luoghi preferiti, gli angoli più nascosti e ci spingevano a vedere tutto per scoprire quelli che sarebbero diventati i nostri angoli di paradiso neozelandesi.

Sta succedendo, nonostante la mancanza di reperti a volte troviamo posti incantevoli che ti fanno davvero dire: wow!

Come i fiori che abbiamo visto appena arrivati ad Auckland, quelle distese pronte per le api, ma quello lo abbiamo scoperto dopo.
E il loro miele, così buono se acquistato alle fattorie locali. Tornavamo sempre a casa con il nostro barattolo di miele e una storia, o una ricetta, o dei consigli su cosa vedere nelle vicinanze,

La storia del miele maori parte dal nettare sacro a molti dei, tra cui il dio sole e la dea della terra. Gli antichi maori lo consumavano per celebrare le soddisfazioni personali e lo aggiungevano al cibo per portare buon umore.

Ecco per te la ricetta della torta al miele in tazza, direttamente da questa signora del miele, che ci ha visti con il camper, ma un po’ riadattata dalla mia memoria dato che mi è stata detta a voce, ma il risultato è sorprendente!
Una torta buona e veloce, l’originale era cotta in forno ma non avendolo ho fatto la cottura in microonde. Saporita, si sbriciola in bocca e rimane con tutto il sapore del miele intatto.

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Torta al miele in tazza

45 gr di farina
30 gr di miele
1/2 cucchiaino di lievito
un pizzico di sale
45 ml di latte
30 gr di burro
4 noci

In una ciotola media mescola gli ingredienti secchi. Nel microonde sciogli il miele con il burro.
Aggiungi il latte, il miele e il burro e mescola fino a quando tutti gli ingredienti sono combinati.
Versa in una tazza che possa andare nel forno a microonde e decora con le noci tritate.
Poni la tazza nel microonde per 120 secondi.
Attenzione a quando la togli perché scotta molto!

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Salsa di avocado e aglio arrostito: ricetta del cuore

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Ti ho già parlato del reparto salse a base di avocado che ho trovato nei supermercati neozelandesi. Rimpiango però di non averne mai provata una perché ho pensato l’avessero in tutta la Nuova Zelanda.
Niente di più sbagliato!
Le ho trovate solo ad Auckland! I supermercati nel resto del mio viaggio non erano niente di che, spero di trovare di meglio in Australia infatti.

Mi consolo pensando che quella che ho fatto io è sicuramente più buona perché fatta senza conservanti. Però il rimpianto mi resta.

Ho pensato di unire due sapori forti ma contrastanti e così è nata la mia salsa di avocado e aglio arrostito. Buona, abbastanza liquida quindi perfetta anche per le insalate, con tutta al cremosità dell’avocado e il sapore pungente dell’aglio.

I Romani pensavano che l’aglio fosse un potente afrodisiaco e veniva appeso nelle stanze delle donne. Usanza poi ripresa nel medioevo, ma per scacciare gli spiriti del male. La famosa diceria di usare l’aglio contro i vampiri infatti nasce proprio in questo periodo. In Svezia addirittura veniva messo sui bovini per tenere lontani i troll.
Potente antibatterico, non farà scappare i vampiri ma di certo aiuterà a tenere a bada un raffreddore.

Io con la salsa di avocado e aglio arrostito ho fatto un veloce aperitivo, spalmandola su fette di pane leggermente tostate e guarnendola con una spolverata di pepe nero. Il risultato è stato una crema fresca e con un retrogusto piccante. L’aglio si nota soprattutto alla fine mentre è il sapore morbido dell’avocado che avvolge il palato fin dal primo morso.

A me e mio marito è piaciuta così, a crudo, Cecilia ha un po’ storto il naso quando è arrivato il sapore dell’aglio mentre Cornelia non aveva ancora finito il primo che già voleva il secondo!! Direi che tre su quattro è un buon risultato come primo esperimento!

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Salsa di avocado e aglio arrostito

1 avocado
30 gr. di olio evo
2 spicchi di aglio
sale
2 cucchiai di latte

Metti gli spicchi di aglio in una padella di ghisa per farli sbruciacchiare. Quando sono abbastanza abbrustoliti levali e lasciali freddare prima di spellarli.
Mescola tutti gli ingredienti in un mixer e frulla fino ad ottenere una consistenza fluida.
Se vuoi una maionese più cremosa diminuisci il latte a un solo cucchiaio.

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Origano – Origanum vulgare

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L’origano (Origanum vulgare) è una pianta erbacea della famiglia delle Lamiaceae, nativa dell’Europa e delle regioni centrali e meridionali dell’Asia.

UN PO’ DI STORIA

Il suo nome deriva dal greco oros (monte) e ganaos (mi piace), perché cresce bene in montagna o nei piani alti delle zone assolate.
I Greci lo utilizzavano ampiamente, sia esternamente che per impacchi. Lo usavano come rimedio per veleni e convulsioni e, se cresceva selvatico su una tomba, si diceva portasse felicità dei defunti.
Per i Romani era costume coronare le giovane coppie con l’origano.

COLTIVAZIONE E CONSERVAZIONE

È un’erba perenne, legnosa alla base, le foglie sono opposte, picciolate, verdi sulle due facce, intere a margine dentato.
I fiori sono porporini odorosi e portati in infiorescenze erette. La fioritura avviene in luglio-settembre.
La parte edule sono le foglie.

IMPIEGHI TERAPEUTICI

Questa spezia ha un potere antiossidante tra i più elevati in assoluto. I suoi principi attivi sono principalmente i fenoli Timolo e Carvacrolo oltre a grassi, proteine, sali minerali, vitamine e carboidrati.
Le sue proprietà terapeutiche sono: antalgico, antisettico, analgesico, antispasmodico, espettorante, stomachico e tonico.
Il suo olio essenziale è molto utilizzato nell’aromaterapia.
I suoi infusi sono consigliati contro la tosse, le emicranie, i disturbi digestivi e i dolori di natura reumatica svolgendo una funzione antinfiammatoria.

IN CUCINA

L’origano è un’importante pianta nella tradizione culinaria italiana e greca.
E’ una delle erbe aromatiche più utilizzate nella cucina mediterranea in virtù del suo intenso e stimolante profumo.
Si usa in innumerevoli preparazioni su carni e su pesce, nelle insalate e nella pizza.
Le cucine dell’Italia meridionale e della Sicilia ne fanno grande uso.

CURIOSITÀ

Aristotele affermava che le cicogne, se ferite, si facevano applicazioni di origano.
L’origano è da sempre utilizzato per combattere la nausea e bruciore di stomaco.
Negli antichi erbari l’origano era indicato come maggiorana selvaggia.
L’Origano è anche un buon repellente per le formiche: basta cospargerlo nei luoghi frequentati e ricordarsi di sostituirlo spesso per tenerle lontane.
Nel linguaggio dei fiori è da sempre stato considerato una pianta che dà sollievo, conforto e salute.

RICETTE

Fettuccine con pachino, origano e sale nero
Plumcake pomodoro e origano
Rotolini di sfoglia al pomodoro
Quiche di tonno e quinoa
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Melanzane al forno con pomodorini e formaggio
Insalata greca al bicchiere
Focaccia ai pomodorini

Panini con farina di mais: ricetta protettiva

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Sai una delle cose più buffe e strane che ho notato da quando sono arrivata in Nuova Zelanda quale è? Spesso i bambini sono scalzi! Per strada, al parco giochi, con la pioggia, con il sole,… non importa, sono scalzi.
Di solito c’è sempre il genitore con le scarpe in mano poco dietro, ma sono più le volte che ho incontrato bambini scalzi che bambini con le scarpe.

E dire che mi fa strano è poco. Ok, sarà anche tutto bello pulito, ma l’asfalto sotto ai piedi fa male. Almeno, a me fa male. E se penso ai piedini morbidi delle mie pupe… no, non ce la potrei fare.
Anche se a forza di camminare scalzi avranno delle solette al posto dei piedini morbidi!

Comunque ho parlato con una mamma che mi ha spiegato, più o meno, il loro punto di vista. Sarebbe per il senso di libertà che solo il camminare scalzi dà. Quindi non per farli abituare ai duri percorsi della vita come pensavo io 😛
Mah, rimango con i miei dubbi e leverò le scarpe alle mie bimbe solo quando serve, come in spiaggia.

In America le prime scarpe ai bambini erano fatte dalle foglie delle pannocchie di mais, per proteggerli. Ora per fortuna le scarpe sono un po’ più comode ma il concetto rimane lo stesso: la protezione.
Una pannocchia posta all’interno della culla proteggeva il bimbo dalle negatività e il mais, posto in sacchetti ai quattro angoli della casa, proteggeva tutta la famiglia dal male.

Io ne ho fatto dei panini con farina di mais. Li ho un po’ improvvisati sulla base degli ingredienti che avevo, e il risultato è andato oltre le mie aspettative.
Gialli, soffici e buoni, sia mangiati così che ripieni.
La farina di mais ne ho messa in uguale quantità con quella bianca per avere dei panini belli saporiti e infatti si è sentita molto! Mio marito li ha soprannominati i panini alla polenta, ma esagera o forse si è scordato com’è la vera polenta 😉
Rimangono soffici anche dopo giorni e con questa dose ne vengono fuori sei. Puoi anche fare un unico pane ma i panini sono sempre più divertenti da mangiare!

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Panini con farina di mais

1 tazza di farina integrale
1 tazza di farina di mais
1 cucchiaino di lievito secco
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiaini di acqua
1 cucchiaio di burro ammorbidito
1 cucchiaino di sale
Acqua

In un bicchiere mescola il lievito con lo zucchero e aggiungi l’acqua. Lascia riposare per 10 minuti.
Intanto in una ciotola mescola le farine con il sale. Aggiungi la miscela di lievito e il burro e inizia ad impastare aggiungendo acqua all’occorrenza.
Quando avrai fra le mani una massa soda e liscia, copri con un panno e lascia riposare per 20 minuti.
Trascorso il tempo forma i tuoi panini, mettili ben distanziati su una teglia e attendi 45 minuti.
Preriscalda il forno a 200°C.
Inforna per 20 minuti poi lascia raffreddare i panini prima di servirli.

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Pizza di pane pomodoro e origano

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Le spezie qui in Nuova Zelanda è molto semplice procurarsele.
Tutti nel giardino hanno piantata la lavanda, che non è come la nostra comune ma ha le foglie dentellate, eccola qui se vuoi vederla. I più audaci mettono insieme lavanda e rosmarino, e il giardino si tinge di verde e viola.

Ma per tutte le altre c’è il supermercato. File e file di vasetti di erbe fresche, di quasi tutte le specie. Così belle e profumate che ogni volta facevo uno sforzo enorme per tornare a casa a mani vuote.

E poi il reparto delle spezie. Perché sì, è un reparto. Due corsie piene di spezie, da diventare matti.
Hanno tantissime varietà di ogni erba aromatica o spezia, c’è un profumo così intenso che se chiudi gli occhi ti sembra di stare in India.
Belle sì, ma hanno una capacità di complicarti la vita che è assurda. Perché no, non vogliamo le cose semplici e le spezie in barattolo. No. Le spezie si vendono in sacchetti, che ti riempi tu, ma che devono pesare almeno 100gr. Ma con 100gr di spezie uno che ci deve fare?
Quindi, sebbene la tentazione di provarle tutte sia stata tanta, per il bene della famiglia e del portafogli (perché di certo non te le regalano) ho puntato a quelle conosciute.

A dire il vero ho preso solo l’origano che mi sto portando dietro da Auckland.

Questa spezia ha un potere antiossidante tra i più elevati in assoluto.
Una pianta che dà sollievo e conforto, quello che mi serve se penso a quante spezie poteri provare se non ci fossero quelle restrizioni.

Io ci ho fatto una pizza di pane pomodoro e origano, molto semplice e buona.
Veloce proprio non è dato che devi avere un po’ di pazienza con l’impasto. Ma il risultato non è per niente male!
Croccante, saporita, e piacevolmente profumata proprio grazie all’origano.
Noi l’abbiamo mangiata come aperitivo ma la rifarò molto presto raddoppiando le dosi per farne una cena!
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Pizza di pane pomodoro e origano

170 gr di pane raffermo
100 ml di acqua
50 ml di olio evo
1/2 cucchiaino di sale
20 gr di parmigiano
150 gr di passata
origano
olio evo
sale

Sbriciola il pane a pezzetti, aggiungi l’olio e poi l’acqua poca alla volta. Continua a impastare finché il composto prenderà forma.
Aggiungi sale e parmigiano poi compattalo su una teglia.
Condisci con la passata, l’olio e l’origanoe inforna a 180°C per 20 minuti.

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Preparazioni a base di erbe

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Mi sono sempre bene informata su come utilizzare e come si fanno le preparazioni a base di erbe, mi incoraggio ad acquistare buoni libri di erbe, a seguire corsi per tenermi aggiornata, e a tenere a portata di mano i miei appunti che uso come base di riferimento.
Dal quaderno al blog il passo non è stato breve, lo ammetto. Ma ho estrapolato le nozioni più importanti e quelle che ti serviranno di più.

Infuso

Viene effettuato versando acqua bollente sulle erbe, lasciando in infusione per 15 minuti coperto, finché le erbe hanno rilasciato le loro componenti benefiche. Può essere dolcificato a piacere, preferibilmente con un dolcificante naturale come il miele o lo sciroppo d’acero.
Gli Infusi sono fatti dalle parti più delicate delle piante: fiori, foglie o sommità fiorite.

Decozione

Una decozione è diversa da un’infusione per il fatto che l’erba viene messa insieme all’acqua in un pentolino e poi portata al punto di ebollizione a fuoco basso. La miscela viene poi lasciata bollire per 15-30 minuti, finché il liquido si riduce alla metà del volume originale. L’estratto liquido risultante viene quindi filtrato e zuccherato, se lo si desidera.
I Decotti sono fatti dalle parti legnose delle piante: radici, corteccia o steli.

Tinture

Le tinture sono concentrati estratti liquidi a base di erbe fresche o secche.
E’ una preparazione ottenuta esaurendo la droga tramite macerazione con un opportuno solvente. Il solvente più utilizzato nelle tinture madri è una soluzione idroalcolica (acqua + alcool) con una gradazione variabile (il più delle volte compresa fra i 60° agli 80°) in funzione della solubilità degli attivi da estrarre.
Le tinture sono anche chiamate estratti di erbe.

Estratti di olio

Sono utilizzati principalmente per applicazioni topiche, e come base per unguenti o pomate perché sono facilmente assorbiti attraverso la pelle.
In generale, le erbe essiccate sono estratte più facilmente per infusione a freddo, mentre le erbe fresche con a caldo.
Erbe e fiori delicati, devono sempre essere preparati per infusione a freddo.
Gli infusi freddi sono pronti in due o tre settimane, gli estratti caldi in poche ore.
Si usa l’olio extravergine di oliva o olio di vinaccioli. Il primo per estratti caldi, il secondo per quelli freddi.
infusione a freddo

Unguento

A volte con delle lesioni localizzate è preferibile mantenere un estratto di olio in contatto prolungato con una zona della pelle. L’unguento è stato progettato per fare questo.
E’ una miscela di sostanze chimiche liposolubili, estratti da piante, che si scioglie a poco a poco a temperatura corporea, e lentamente rilascia le sue proprietà curative per l’area di applicazione.
Tradizionalmente, gli unguenti erano fatti da erbe nel grasso di montone, sego di bue, lardo, lanolina, o anche vaselina. Ma qualsiasi estratto di olio può essere addensato con un po’ di cera d’api

Impiastro

E’ un mix di erbe fresche o secche applicate a rigonfiamenti esterni, ferite, ecc…
Con le erbe secche si utilizza dell’argilla in polvere, poi si aggiunge abbastanza acqua calda per formare una pasta spessa.
Per le erbe fresche si unisce mezzo bicchiere di erbe in una tazza di acqua e si lascia bollire per 2-3 minuti.
Dopo si posiziona su un pezzo pulito di lino, o garza, o cotone il composto di erbe e si avvolge attorno la parte lesa.

Ecco qui, il riassunto dei miei appunti e delle mie annotazioni. Ho cercato di essere il più concisa possibile dato che il tema delle preparazioni a base di erbe comprende argomenti spesso lunghi e noiosi (lo so bene!). Ma sono soddisfatta del risultato: un bel mix che abbraccia le principali preparazioni a base di erbe, utile se vuoi saperne di più in maniera veloce o se vuoi chiarirti le idee sulle differenze delle preparazioni a base di erbe.