Fagioli all’uccelletto: ricetta contro la negatività

fagioli-uccelletto
Mio marito va matto per i fagioli in salsa che si trovano in barattolo. Quando gli ho fatto notare che altro non erano che fagioli all’uccelletto non mi ha creduto! Ho dovuto cucinarglieli per fargli sentire la differenza.

E una ricetta così semplice e banale a quanto sembra in America, ma non solo lì, ha davvero spopolato! Dovevo immaginarlo dalle quantità di marchi che fanno questo prodotto in barattolo. Mi sono chiesta quanti siano in Italia. Forse un paio, non mi ricordo di averne visti di più.
Invece qui si trovano scaffali interi di fagioli all’uccelletto. Più o meno speziati, certo, ma di base sono la stessa cosa.
Ti dico solo che ho faticato più a trovare dei pelati.

Devo dire il vero, nella vita in camper è comodo avere sottomano dei barattoli belli che pronti, che basta aprire e scaldare al microonde, perché sì, almeno il microonde l’ho voluto.
E ci sono stati alcuni giorni che mi chiedevo ma chi me lo fa fare di cucinare in così poco spazio! E li ho comprati e assaggiati. No, non si possono paragonare a quelli veri.
Da lì a farli il passo è stato breve e sai qual’è il responso di mio marito: preferisce quelli in barattoli! Dice che i miei sono troppo saporiti!
No comment.

Lasciamo perdere e passiamo ai retroscena curiosi, come il fatto che i fagioli essiccati venivano usati in sonagli per scacciare gli spiriti, specialmente quelli che facevano ammalare le persone.
Inoltre, sempre essiccati, si usava portarli come amuleto contro le negatività.
Un’antica credenza dice di mettere in bocca un fagiolo per poi sputarlo verso una persona che si pensa possa farci male. Immagina la scena!

A te invece i fagioli all’uccelletto piacciono? Hai mai preso “l’imitazione” già pronta in barattolo?
fagioli-uccelletto-negativitafagioli-uccelletto-architectoftaste

Fagioli all’uccelletto

300 gr di fagioli cannellini
olio evo
200 gr di pomodori pelati
salvia
2 spicchi di aglio
sale
pepe

Fai rosolare in un tegame con l’olio, l’aglio ed la salvia. Dopo qualche minuto aggiungi i pomodori pelati e lascia addensare il sugo.
Aggiungi quindi i fagioli, sale e pepe, quindi prosegui la cottura per almeno 15 minuti.
Una volta pronti servili ancora caldi.

Spaghetti ai gamberi grigi: ricetta della verità

spaghetti-gamberi-grigi
Sto scoprendo tantissime cose abitando qui.
I gamberi grigi ad esempio, che non avevo mai visto al supermercato ma solo in pescheria (e sempre guardato con sospetto, lo ammetto.)
Ma ho scoperto che i gamberi grigi sono i più diffusi e probabilmente sono quelli che ho sempre mangiato. Anche se li ho sempre comprati arancioni. Cioè con i coloranti.
Si tratta di una manovra di marketing.

Tutti i gamberi una volta cotti cambiano colore, ed è di quel colore che siamo abitati a vederli. Dei gamberi grigi li comprerebbero molte meno persone, e questo significa che, per chi li produce, è conveniente colorarli per venderli meglio.
Allucinante non trovi?
Eppure vero, e se vai a controllare tra gli ingredienti, scritto in piccolo e in un angolo, ci sono due codici del tipo E120 o E130: i coloranti.
Mah, io non ho parole.

Tornando ai miei gamberi grigi, sebbene anche Cecilia sia stata molto scettica al momento dell’acquisto, si sono rivelati di gusto molto delicato. Anche il colore di cottura tende più al rosa che al rosso (e questo ha tranquillizzato Cecilia!).
Li ho fatti con una spaghettata accompagnati con il solo prezzemolo, messo a fine cottura.
Ma lo sapevi che l’abitudine di mettere un rametto di prezzemolo sui piatti fu iniziata dai romani a guardia contro il veleno e il deterioramento? Inoltre si diceva stimolasse a parlare, dunque perfetto per far venire a galla le verità.
E non dimentichiamoci che gamberi e prezzemolo sono sempre un’accoppiata vincente!

spaghetti-gamberi-grigi-architectoftaste

Spaghetti ai gamberi grigi

350 gr di spaghetti
200 gr di gamberi grigi
1 spicchio d’aglio
olio evo
prezzemolo

Sguscia i gamberi, puliscili molto bene e tagliali a pezzetti.
In una padella fai saltare l’aglio con l’olio, unisci al soffritto i gamberi e cuoci tutto per 5 minuti circa.
Fai cuocere gli spaghetti, mantenendoli al dente, scolali ed uniscili al sugo preparato.
Impiatta guarnendo con il prezzemolo tritato.

spaghetti-gamberi-grigi-architect-of-taste

Tè vs infuso: quale è meglio per te?

Non c’è niente di meglio che avere una tazza di tè fra le mani per il mero piacere o per godere dei principi attivi delle erbe. Ma ci sono anche gli infusi da tenere conto e quando dobbiamo scegliere ti è mai capitato di non sapere cosa fare? A me sì, per questo ho deciso di studiarci su e, ora che la differenza mi è ben nota ed è entrata nella mia quotidianità, ti rendo partecipe di quello che ho imparato, poi passiamo anche alla parte pratica e ti spiego come fare correttamente sia un tè che un infuso.

Qual è la differenza tra una tè e un infuso?

Un tè è spesso utilizzata con erbe singole oppure è una miscela selezionata di erbe aventi lo stesso principio attivo.
Diciamo che è quella che mi faccio per godermi il piacere di un momento per me, o durante il ciclo oppure se ho mal di testa.
L’infuso di erbe invece utilizza una maggiore quantità di droghe ed è lasciato in infusione molto più a lungo. Le infusioni infatti forniscono più quantità di principi attivi rispetto al tè. Ti faccio un esempio: una tazza di tè all’ortica ha 5-10 mg di calcio, mentre una tazza di infuso di ortica può averne fino a 500 mg.
Infatti l’infuso di erbe lo uso per alimentare il mio corpo con una bella dose di vitamine e minerali.

Quando si utilizza un tè piuttosto che un infuso?

Non c’è una regola comune.
Alcune persone ne bevono entrambi i tipi in maniera regolare, altri per lo più tè e di tanto in tanto infusi, ed alcuni (per lo più gli erboristi incalliti) bevono solo infusi!
Io personalmente consumo il tè come bevanda quotidiana o nei momenti in cui il mio corpo ha bisogno di una particolare erba o per alleviare qualche fastidio. Invece tratto le infusioni come se prendessi delle vitamine, quindi con più cautela, e le uso per fornire al mio corpo con dosi di vitamine e minerali se carenti.

Come si prepara il tè

Prendi 1 cucchiaino di erbe secche (a tua scelta) per ogni tazza di acqua bollente. Dopo aver aggiunto l’acqua, copri la tazza e lascia in infusione per 5-10 minuti. Filtra le erbe e bevi.

Come si prepara l’infuso

Aggiungi circa 75 gr di erbe fresche (o la metà in erbe secche) in 500 ml di acqua bollente. Copri bene con un coperchio e lascia le erbe in infusione 4-10 ore e poi filtralo. L’infuso è da tenere in frigorifero e da buttare dopo 36 ore.

Quanto prenderne?

La dose consigliata di tè per gli adulti è una tazza tre volte al giorno.
Per quanto riguarda le tisane si possono bere fino a 4 tazze al giorno.

Scones al formaggio al microonde: ricetta nutriente

scones-formaggio
Il mio amore per gli scones è nato con la vicina di casa dei miei genitori, inglese, che li faceva in abbondanza e ce ne portava sempre per la colazione. Quello che non potevo sapere è che esistevano diverse versioni degli scones e soprattutto che non tutte sono dolci.

L’ho scoperto viaggiando ma non avevo mai provato a rifarli. Il camper ha cambiato i punti di vista e ha aperto la pista a ricette facili e veloci. Senza dimenticare la bontà ovviamente!
E visto quanti formaggi trovo qui ho pensato bene di iniziare dagli scones al formaggio!

Il latte evoca nutrimento, prosperità e protezione.
Nei film storici spesso si vede Cleopatra (o Poppea) fare bagni in vasche piene di latte. La finzione non si discosta dalla realtà, infatti era veramente usato il latte di asina, che veniva considerato un elisir di bellezza che permetteva di avere una pelle chiara, morbida e vellutata.
Nell’antica Britannia invece il latte veniva usato come offerta agli spiriti della natura, specie le fate, di cui si diceva ne erano ghiotte. Un alimento che si può pensare al femminile sia per produzione sia per usi.

Ora, è vero che il latte fa bene alla pelle ma per quanto mi riguarda a me proprio non piace! Per contro non posso pensare di rimanere a corto di formaggi!

Ma veniamo alla ricetta… Buonissima e davvero facile da fare, per un risultato che è davvero esploso, hai visto la foto, no? Per me è ottimo per antipasto, magari accompagnato da un tagliere di salumi. Il centro rimane morbido e burroso, se vuoi fare la golosa però puoi aggiungere un po’ di burro da spalmare su ogni pezzetto che tagli. I fianchi non ringrazieranno ma lo stomaco sì!
Provalo, poi  fammi sapere!

scones-formaggio-architectoftaste

Scones al formaggio al microonde

125 gr di farina
15 gr di lievito in polvere
un pizzico di sale
un pizico di pepe
15 gr di burro
65 gr di latte
12 gr di formaggio grattugiato

In una ciotola unisci tutti gli ingredienti secchi.
Taglia il burro a pezzi molto piccoli, l’aspetto deve essere simile alle briciole di pane, e aggiungi il latte e il formaggio lasciandone un po’ per la copertura.
Mescola rapidamente l’impasto.
Infarina leggermente una teglia da muffins, aggiungi il formaggio rimasto e mettili nel microonde per 2-3 minuti alla massima potenza.
scones-formaggio-microonde

Patate e cipolle a fisarmonica: ricetta energetica

patate-cipolle-fisarmonica
Sto letteralmente impazzendo per le patate neozelandesi. E per le loro cipolle. Anzi, è proprio il connubio patate e cipolle a farmi impazzire.

Di patate ce ne sono tante, troppe forse, di tutti i tipi e dimensioni e colori. Vado matta per quelle arancioni, seguite a ruota da quelle rosse e viola. So che c’è anche la patata nera ma finora non l’ho vista.
E poi cipolle. Cipolle di tutte le dimensioni, da quelle piccole come una noce a quelle enormi che non mi bastano due mani per tenerle!

E il sapore… dolci. Qui tutti gli ortaggi sono dolci ma con le patate si rasenta la sensazione di zucchero in bocca, mentre le cipolle, a parte farti piangere anche solo se le strofini fra le mani, sì è una cosa stranissima, pensa che mio marito mi prendeva in giro poi gli ho messo il cipollone in mano e ecco che lacrimava anche lui mentre se lo rigirava fra le mani… in verità sembravamo due scemi 😛
Ma la dolcezza ti sorprenderebbe!
Ho provato le patate arancioni fritte e bhè, penso di aver toccato il cielo con un dito!
Poi sono tornata con i piedi per terra e ho voluto assaggiare anche patate e cipolle “normali”. Quelle che usiamo tutti e che teniamo in dispensa. Non mi aspettavo molto invece mi sono dovuta ricredere!

Le patate sono una recente aggiunta al menu del genere umano.
I tuberi per secoli sono stati pensati per essere velenosi, causa di lebbra e portatori di malattie infettive.
Sarà per il fatto che i nativi americani pensavano fossero potenti serbatoi di energia primaria, quindi modellavano le patate come bamboline e le usavano come un punto di riferimento per magia di materializzazione.
Fatto sta che era contro la legge far crescere le patate in Francia, mentre i tedeschi le usavano solo come mangime per animali.
Per fortuna verso il 1760, si iniziò a promuovere la patata come soluzione per le carestie e in poco tempo le patate erano entrate nella dieta occidentale.
Ad oggi, si contano più di 3000 varietà.

Inutile dirlo che vorrei assaggiarle tutte.

Ma torniamo alle “normali” patate neozelandesi. Devo ridefinire il concetto di normale a quanto sembra dato che qui nulla lo è.
Le patate erano di una morbidezza e una dolcezza uniche, con tutto che le ho ben condite con sale e bacon si sentiva solo la nota dolce.
Le cipolle sicuramente hanno fatto la loro parte, per questo ne ho messe in quantità moderata, piangendo come una bambina nel tagliarle ovviamente, dato che le volevo tritare.
Il bacon è un’aggiunta piacevole perché dona al piatto quella giusta croccantezza che altrimenti manca.

La prossima volta voglio provare con le patate arancioni, ma devo stare attenta che rischio la dipendenza!
patate-cipolle-fisarmonica-architectoftaste

Patate e cipolle a fisarmonica

4 patate medie
1/2 cipolla
200 gr di bacon a fette
sale
pepe
4 cucchiai di olio evo
4 cucchiai di acqua

Preriscalda il forno a 200°C.
Lava e asciuga le patate.
Taglia le patate a fette ma non fino in fondo, poi aprila a ventaglio.
Trita cipolla e bacon.
Farcisci la patata con il trito di cipolla e bacon e aggiungi sale e pepe.
Mettile su una piastra da forno e versa su ognuna un cucchiaio di olio e uno di acqua.
Inforna e cuoci per 40 minuti, o fino a quando l’interno sarà morbido.

patate-cipolle-fisarmonica-architect-of-taste

Lavanda – Lavandula

Lavanda
La lavanda, (lavandula) è una pianta appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, dall’aspetto di piccola erbacea annuale o perenne dalla tipica infiorescenza a spiga.
Per la presenza di sostanze aromatiche, molte specie di questa famiglia sono usate in cucina come condimento, in profumeria, liquoreria e farmacia.

UN PO’ DI STORIA

La storia della lavanda ha radici lontane, tuttavia è difficile ricostruirne la strada.
L’ipotesi più diffusa è quella del barone Gingins-Lassaraz, che vede come precursori nello studio della lavanda Dioscoride e Plinio il Vecchio.
Dioscoride è il primo, nel 50 d.C., a citare l’erba odorosa stoecha, che prenderebbe il nome dalle isole stecadi nelle quali è diffusa, e che usualmente si considera proprio la Lavandula stoechas.
Ma il nome lavanda viene dal gerundio latino “lavare” per alludere al fatto che queste specie erano molto utilizzate nell’antichità per detergere il corpo.

COLTIVAZIONE E CONSERVAZIONE

Le specie del genere Lavandula sono diffuse nel bacino del Mediterraneo, nell’Africa, nell’Asia e in Oceania.
L’habitat è quello tipico da temperato a subtropcale.
Le specie di questo genere hanno un portamento arbustivo o subarbustivo o cespitoso-arbustivo e sono fortemente aromatiche.
Le foglie sono colorate di verde cinereo.
Le infiorescenze sono terminali con i fiori raggruppati in sottili spighe, i colori variano da blu-violetto a porpora o bianco.
I fiori si raccolgono durante la fioritura, a partire da Luglio fino anche all’autunno inoltrato. Per conservarli bisogna lavarli, asciugarli e lasciarli essiccare per poi sbriciolarli e conservarli in barattolo per 6-9 mesi.

IMPIEGHI TERAPEUTICI

La Lavanda è conosciuta fin dai tempi più antichi per le sue proprietà antisettiche, analgesiche, battericide, per i dolori muscolari ed è considerata un blando sedativo.
In aromaterapia, viene utilizzata come antidepressivo, tranquillizzante, equilibrante del sistema nervoso, come decongestionante contro i raffreddori e l’influenza.
Inoltre viene ritenuta efficace per abbassare la pressione arteriosa, per ridurre i problemi digestivi ed è miscelata con altre sostanza omeopatiche per curare il mal di schiena e il mal d’orecchie.
L’olio essenziale di lavanda è l’olio più utilizzato in profumeria.

IN CUCINA

I fiori di lavanda raccolti durante la fioritura e essiccati si utilizzano come erba aromatica soprattutto per ricette dolci, ma anche salate.
Aromatizzano biscotti dolci e salati, crostate, cheesecakes, piatti di pasta e ricette a base di formaggio.
Hanno un aroma molto intenso, e bisogna pertanto dosarli con attenzione.
Se una ricetta prevede l’utilizzo del latte per l’impasto o la farcitura, è possibile scaldarlo finché non diventa tiepido, quindi lasciarvi in infusione i fiori di lavanda e lasciare raffreddare.
Anche le foglie della lavanda essiccate si possono usare, il loro aroma è più delicato e più adatto alla preparazione di ricette salate.
Si sposa molto bene con formaggi, per farcire torte salate, con la carne di vitello.

CURIOSITÀ

La lavanda è associata a Mercurio e Giove ed ai giorni di mercoledì e giovedì. La pianta veniva usata anche per la preparazione di talismani e portafortuna.
Rappresenta anche la castità e la purezza e veniva nascosta tra gli indumenti di una fanciulla per mantenere la castità fino al matrimonio.
Il suo profumo e il suo colore sono ottimi contro la depressione.
Viene ancora bruciata in mazzi al solstizio d’estate.
I fiori possono essere sparsi attorno alla casa per portare pace, e possono essere bruciati come incenso per favorire il sonno.
Qualche goccia di olio essenziale, aggiunta nell’acqua del bagno, aiuta a rilassare.
Per uso cosmetico, se utilizzata nell’ultimo risciacquo, quando si lavano i capelli, oltre che dare un profumo delizioso, aiuta a combattere i capelli grassi.
I fiori di lavanda, contrariamente a tante altre specie, conservano a lungo il loro aroma anche se secchi. È infatti consuetudine mettere dei sacchetti di tela nei cassetti per profumare la biancheria.

RICETTE

biscotti integrali ai fiori di lavanda
torta alla lavanda e gocce di cioccolato
pan briosche alla lavanda

Cozze verdi gratinate: ricetta fortificante

cozze-verdi-gratinate-architectoftaste
Sono tante le cose strane che trovo a vendere nei supermercati della Nuova Zelanda. Fin dal primo giorno avevo notato queste strane cozze verdi ma poi le novità erano così tante che mi ero proprio scordata di loro!

Le cozze verdi, prodotto tipico neozelandese, rivestono una grande importanza fra le specie coltivate, sono note anche con i nomi di: greenshell, Kuku e Kutai.

Il nome deriva dal loro aspetto, infatti il guscio sfuma dal marrone scuro al verde per poi finire con un bordo esterno verde acceso. Anticamente i Maori attribuivano a questo mollusco proprietà benefiche e curative, soprattutto a carattere antinfiammatorio. Rafforzati dal fatto che questa popolazione sin dai tempi antichi non sembra soffrire di forme artritiche e malattie simili, si sono svolti diversi studi scientifici sulle effettive proprietà di questo mollusco.

Gli studi hanno dimostrato che questo mollusco fornisce sostanze di base, i GAG (Glicosaminoglicani) che giocano un ruolo chiave nel caso di disequilibrio del tessuto connettivo, e diversi minerali (Potassio, Magnesio, Calcio, Ferro, Sodio, Selenio, Zinco), L-aminoacidi, acidi essenziali Omega-3, enzimi, tutti elementi importanti per il nutrimento del tessuto connettivo e della cartilagine.
Questo rende la cozza verde efficace per una terapia naturale rigenerante, ricostituente ed antinfiammatoria dei tessuti connettivi come la cartilagine, i tendini ed i legamenti.
E’ un mollusco particolarmente indicato a chi sottopone le loro articolazioni a carichi elevati (come sportivi o persone molto attive).

In ogni modo ulteriori studi sono ancora in corso di aggiornamento per questo straordinario prodotto dalle qualità ancora da scoprire. Tuttavia, già si raccomanda per alleviare i dolori alle giunture e quelli dovuti alle forme artritiche, per ridurre le infiammazioni, per aumentare le capacità di recupero in seguito a lesioni o ad una stressante attività fisica.
Quindi si, la non-artite dei Maori è (anche) grazie a queste cozze.

E dopo aver raccolto tutte le possibili informazioni su queste cozze verdi come potevo non correre a comprarle?

Ma come cucinare questo cibo così strano? Perché strano è, a parte il colore, sono grandi due volte le nostre cozze.

All’inizio volevo farci una pasta ma facendo due chiacchiere con la ragazza del banco della pescheria (fra l’altro di razza Maori) ho scoperto che loro le condiscono in maniera molto semplice. E ho provato la sua ricetta.

Ecco quindi le cozze veri gratinate, in tutta la loro succulenta bontà.
Un sapore che ricorda molto le nostre cozze, ma amplificato da un gusto “selvaggio”, e da un profumo di mare che ho di nuovo fame solo a parlarne.
Rimangono morbidissime e succose, si sciolgono in bocca per quanto sono morbide e devo dire, anche se non l’avrei mai detto, che cozze e burro sono davvero una splendida accoppiata!

cozze-verdi-gratinate

Cozze verdi gratinate

200 gr Burro
sale q.b.
pepe q.b.
1 kg di Cozze verdi della nuova Zelanda
farina q.b.
erbe a piacere

Lascia qualche ora il burro a temperatura ambiente oppure intiepidiscilo nel microonde per ottenere la consistenza cremosa.
Regola di sale e pepe e aggiungi erbe a piacere.
Apri le cozze in un tegame senza acqua, una volta aperti dividi i gusci e tieni quelli con la valva da parte.
Preriscalda la grigia o il grill del forno alla massima potenza.
Aggiungi un cucchiaino di burro ai mitili e poi spolvera con la farina precedentemente tostata in padella.
Griglia per 1 minuto alla massima potenza poi abbassa e continua la cottura fino a quando il burro non inizia a sobbollire nella valva e la farina inizia a formare una crosta croccante.
Servi immediatamente.
cozze-verdi-gratinate-salute

Salsa con avocado e cumino: per la bellezza

salsa-cumino-avocado-architectoftaste
Quando ero ancora a Milano pensavo di trovare dall’altra parte del mondo l’avocado a un prezzo quasi ridicolo. E invece mi sono dovuta ricredere.
Se ne trovano, tanti, ma agli stessi nostri prezzi. Buoni come i nostri biologici anche se qui li trovi al supermercato.
Però hanno una quantità di prodotti aggiuntivi che fanno paura: olio all’avocado, maionese di avocado, avocado in polvere,… c’è da impazzire!
Per ora non mi sono avvicinata troppo, guardo quei prodotti con un mix di curiosità e seduzione e ho osato prendere l’olio perché sapevo che era molto buono nelle insalate.

L’olio di avocado è di colore verde scuro, molto ricco e denso. Ha più potassio delle banane ed è ricco di vitamine E, K e del gruppo B. L’alto contenuto di grassi rende questo olio un po’ instabile, si deve conservare lontano dal calore e dalla luce, meglio se in frigo.
Ha molte proprietà salutari e viene usato, oltre che in cucina, anche in bellezza per farne delle maschere per il viso, specie quelle contro le rughe perché ammorbidisce e rilassa la pelle.

Si gusta anche per la bellezza quindi. Non per nulla l’avocado è governato da Venere.
Gli Aztechi mangiavano l’avocado per diventare amanti appassionati e le giovani coppie facevano crescere una pianta in casa per mantenere l’amore.

Io le creme per la bellezza ho smesso di usarle finita l’adolescenza, e so già che me ne pentirò da vecchia ma non fanno proprio per me. Molto meglio mangiarli i prodotti di bellezza!
E siccome l’avocado lo mangio davvero in tutte le salse, mi mancava farne una proprio a base di avocado!
Ho approfittato del cumino, trovato in polvere nella dispensa della cucina, e ho iniziato ad amalgamare. Quello che è uscito fuori è stata la salsa con avocado e cumino che ho usato poi per questo panino.
Che fra l’altro si è assemblato quasi da solo: la baguette che avevo comprato stamattina con le pupe (ed equamente divisa), il prosciutto a peso d’oro comprato al mercato sabato (lo stiamo centellinando!) e ovviamente un’abbondante strato della mia salsa con avocado e cumino!
Lo ammetto, volevo fare le foto alla salsa in maniera più figa ma non è avanzata. Finita al cucchiaio (anzi, cucchiaino) da Cecilia.
La rifarò, promesso!
salsa-cumino-avocado-protezione

Salsa con avocado e cumino

1/2 avocado maturo
1 cucchiaino di cumino in polvere
1 pizzico di sale

Taglia l’avocado, puliscilo e versane metà in una ciotola capiente.
Con un cucchiaio ammorbidiscilo sbattendo energicamente e, quando è ridotto in crema, aggiungi il cumino e il sale.
Amalgama bene gli ingredienti e servi come più ti piace.

salsa-cumino-avocado

Come fare delle pasticche digestive in casa

pasticche-digestive
In un post precedente ti ho parlato di quattro erbe che possono essere usate per i bambini con problemi di digestione. Oggi ho intenzione di mostrarti come usare quelle stesse erbe per farne delle pasticche digestive.

Come parte liquida ho utilizzato il miele e la glicerina ma per bambini sotto l’anno di età si può sostituire il miele con lo sciroppo d’acero oppure purea di frutta.
Questa ricetta può essere regolata in base ai vostri gusti per pastiglie più morbide o più solide. L’importante è avere le erbe in polvere in modo da ottenere una bella consistenza liscia.

Rivediamo le erbe che andremo a usare:

  1. Altea: lenitiva
  2. Finocchio: digestivo
  3. Menta: calmante
  4. Olmo: rilassante

Pasticche digestive

30 gr di polvere di finocchio
30 gr di polvere di menta
30 gr di polvere di radice di altea
30 gr di polvere di corteccia di olmo
1-2 cucchiai di miele
2-4 cucchiai di glicerina vegetale

Misura ciascuna delle erbe separatamente per prevenire errori di misurazione.
Poi mescola tutte le erbe insieme aiutandoti con una forchetta. Aggiungi lentamente un cucchiaio di miele e mescola, poi 2 di glicerina e continua a mescolare.
Continuare aggiungendo miele e glicerina fino ad avere un impasto morbido ma non friabile.
Forma delle palline utilizzando un cucchiaino per aiutarti nella dose.
Per farle più gradevoli al palato puoi rotolarle nel cacao, o nella cannella, a noi piacciono così!

Per rassodare la pastiglie ci sono diversi modi:
– lasciarle a temperatura ambiente per una notte;
– metterle in freezer un paio di ore;
– utilizzare il forno a 100 gradi per 1-2 ore.
Si conservano in un contenitore sigillato in frigorifero per un mese.

Focaccia con cipolle: ricetta protettiva

focaccia-cipolle-architectoftaste
Potere della cipolla, vieni a me! No aspetta, non faceva proprio così, vero? 😉
Però adesso come adesso ho bisogno di loro, delle cipolle, della loro capacità di farmi sta meglio quando sono raffreddatissima.
Raffreddore a giugno, ma si può? Si se fra due settimane arriva anche l’inverno e io quando cambia il tempo mi ammalo.
Un semplice raffreddore non ha mai ucciso nessuno per carità, ma la voglia di uscire c’è ed è tanta ma fa freddo quindi no, oggi è meglio che rimango a casa. Che poi ho scoperto una cosa molto bella della Nuova Zelanda: non è che faccia poi così freddo in verità, mio marito è ancora a mezze maniche e noi usciamo con una semplice felpa addosso, ma quando il vento arriva ti uccide. E’ il vento il cattivo. E’ forte, fortissimo. E freddo. Passi dall’avere quasi caldo al tremare. Così mi sono fregata.

E che ho fatto? Mi sono fatta una bella zuppa di cipolle e patate anzi, non patate ma kumara, patate arancioni, la prima cosa che ho fotografato quando sono arrivata qui, le avrai viste su instagram un mese fa!
Ma dato che la malata sono solo io per gli altri ho impastato. Ho anche trovato questo nuovo lievito che sembra funzionare meglio degli altri.
Ho impastato una focaccia, anzi, una focaccia con cipolle, che si sono mangiati abbinati al rostbeef a fette che quasi ti tirano dietro al supermercato. Perché affettati ce ne sono, ma non i nostri. Cioè si, c’è anche un mercato apposta dove ho trovato addirittura la mozzarella buonissima, ma il costo era da capogiro.

Quindi non ho fotografato la zuppa perché ho mangiato insieme a Cornelia alle 19, ma la focaccia si! E come vedi si è anche bruciacchiata!!

Le cipolle, venerate nell’antico Egitto per la loro capacità di assorbire le impurità, e si trovano appese in corone sulla porta ancora oggi nel New England per scaramanzia contro il male e le malattie. Ma a me servono perché si distinguono per le loro proprietà antibatteriche e anti-infiammatorie.
Ottime alleate per la salute fisica, sono ricche di vitamina B6, acido folico, potassio, manganese e vitamina C.
Aggiungi le cipolle al tuo pasto e vedrai la differenza.

La mia focaccia con cipolle, bruciacchiata, al suo interno mi ha stupita. Croccante e saporita, come non mi capitava da un po’ di farla così buona. Io l’ho solo assaggiata, la mia gola in fiamme non mi ha permesso altro, ma Federico e Cecilia se la sono finita. E vabbè che non era enorme ma è comunque una gran bella soddisfazione vederli mangiare così di gusto!
Un pezzo è finito anche a Cornelia ma lei non fa testo, mangia qualsiasi cosa (compresi terra, sabbia,… ma questa è un’altra storia!).

focaccia-cipolle

Focaccia con cipolle

250 gr di farina
140 gr di acqua fredda
4 gr di lievito secco
30 gr di olio
sale
pepe
1/2 cipolla rossa

Il una ciotola amalgama la farina con il lievito, aggiungi metà olio, metà acqua e mescola velocemente.
Aggiungi il resto dell’olio e poco a poco tutta l’acqua. Impasta per una decina di minuti, copri con un canovaccio e lascia riposare per un’ora.
Ribalta l’impasto su una placca da forno ed inizia ad allargarlo aiutandoti con i polpastrelli oleati.
Dopo un paio di ore sarà pronta per il forno.
Affetta la cipolla. Aggiungi a pioggia il sale e il pepe e guarnisci con le rondelle di cipolla. Inforna a metà forno a 200°C, per 15 minuti.
focaccia-cipolle-protezione