3 modi creativi per conservare erbe e spezie

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Mi piace avere sempre qualcosa da fare, soprattutto per le mie bambine ma anche per la mia casa. E dal momento che stiamo impacchettando tutto, sto pinnando (ma sarà un verbo? Perché in casa mia lo è diventato!) tonnellate di idee sullo stoccaggio. Oltre mobili e vestiti c’è una cucina da mettere via, e mi servono soluzioni per ogni cosa!

Una delle cose che ho cercato è come conservare le mie erbe.
Ne ho così tante… e ognuna di esse ha bisogno di un proprio spazio. Ora in cucina le ho tutte in vasetti, pronte all’uso, ma sono questi di tiger e vanno bene per essere usati in continuazione, non per essere messi da parte per qualche mese perché non hanno chiusure ermetiche.
Invece per quando ci muoviamo ho intenzione di mettere le erbe aromatiche al sicuro, cioè dovranno essere conservate in modo corretto in modo che non vadano a male.
Dopo la mia ricerca ho trovati tre di modi su come conservare le erbe essiccate, e voglio condividerli con te.

Ci sono dei fattori comuni in tutti e tre e sono:
• tenerli in contenitori ermetici
• mantenerli freschi
• tenerli in un luogo buio

Il primo modo è il più carino: utilizzando latte e contenitori d’epoca.
La cosa migliore sarebbe quella di tenere le erbe in sacchetti di plastica e poi mettere questi nei barattoli.
Quello che mi piace di questo sistema è la ricerca e la diversità di barattoli esposti che si crea in cucina! L’effetto potrebbe essere simile a questo.
Certo che se poi uno girasse per mercatini e negozi di antiquariato si potrebbe imbattere in qualche chicca, guarda che bella questa pila di barattoli di legno!

Il secondo è per grandi quantità: usare vasi.
Usare i vasi in ceramica può rivelarsi un sistema pratico perché di vasi se ne trovano in tutte le dimensioni e di tutti i prezzi, in più si può disegnare sopra, quindi via libera a immagini di erbe (per un effetto finale tipo questi) o semplicemente scrivere il nome delle erbe, magari su un’etichetta effetto lavagna (come questi).
Sempre girando per mercatini poi ci si potrebbe imbattere in qualcosa tipo antica farmacia, uno spettacolo!
Se invece si opta per i vasi di vetro, una bella opzione sarebbe quella di prenderli in vetro colorato. In questo modo non si porrebbe nemmeno il problema della luce. Ho trovato anche come farteli da sola, basta un po’ di pazienza 😉

L’ultimo è quello più usato in provenza: i sacchetti di lino.
A me ricorda un affascinante negozio di paese, sai la drogheria con i sacchi tipo questo.
Ma, anche se sembra davvero carina, forse non è il modo più ideale per conservare le erbe che si desidera far durare per un bel po’, a meno che non si fa qualcosa per tenerle lontane dall’aria. Anche in questo caso metterle prima in sacchetti di plastica potrebbe essere un buon modo per risolvere il problema.
Comunque ho trovato questi sacchetti e me ne sono innamorata! Chi mi insegna a cucire? 😛

A te invece vengono in mente altri modi per conservare le erbe ?

Torta all’ananas: ricetta della fortuna

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Sai perché c’è una candelina su questa torta all’ananas?
Oggi, 27 aprile, che è il primo compleanno Cornelia, è anche il mio uno.
Mi sono scoperta diversamente innamorata, presa e incantata, ma come se fosse la prima volta, mi sono scoperta una nuova mamma, una mamma con la sindrome da figlio unico per ogni figlia con tutta la fatica che questo comporta.
Non sono diventata più brava come mamma, ma sono cresciuta, mi sono sentita tanto più consapevole perché c’è stata la prima volta, 4 anni e un pezzettino fa.

Poi c’è un’aria… l’odore dell’ultima di casa, che mi manca appena mi allontano, perché non ho ancora imparato a dividere le sue giornate dalle mie. Il giorno prende i suoi ritmi e io la seguo in questa danza che già so mi farà girare la testa.
Il suo profumo di neonato, i suoi primi sorrisi, la sorpresa dei “pa-pa” e “ma-ma”, gli occhi che si accendono quando mi vedono, la pace di un profilo addormentato, il gattonamento “di sedere”… tutto corre troppo in fretta.

Cornelia, sempre con il sorriso sulle labbra, che fa spallucce se la sgridi e poi ti cerca, ti prende, ti bacia.
Per lei, questo mio secondo amore sul calendario della mia vita che si è fatta spazio qui, nel mio cuore.

Cornelia, così differente dalla sorella. Lei, il mio sole. Tutto ruota intorno a lei. La piccola di casa.

Per lei questa torta. Bionda come i suoi capelli e con la candelina azzurra come i suoi occhi.
Solare e piena di ananas, frutto che non solo adora, ma che porta fortuna e prosperità.
Tradizionalmente l’ananas veniva piantato per la protezione dei figli. Io di certo non posso piantarle un ananas, ma posso metterlo in una torta insieme a tutto il mio amore.

Buon compleanno Cornelia!
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Torta all’ananas

250 gr farina 00
150 gr zucchero
50 ml olio di semi
250 ml acqua a temperatura ambiente
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto
ananas a fette

In una ciotola metti l’acqua con lo zucchero e gira fino a scioglierlo.
Aggiungi l’olio e la farina.
Mescola velocemente con una frusta fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi, poi aggiungi la miscela di bicarbonato e aceto.
In uno stampo colloca le fette di ananas e sopra versaci il composto.
Inforna la torta a 160° per circa 40 minuti.
Fai sempre la prova stecchino prima di sfornarla.
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Menta – Mentha piperita

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La menta (genere Mentha) è una pianta erbacea perenne, stolonifera, fortemente aromatica, dal tipico sapore pungente e piccante, che appartiene alla famiglia delle Labiate (Lamiaceae).
Esistono numerose varietà, dalla molto nota Menta Piperita, usata per estrarne l’olio per prodotti dolciari, alle altre varietà, spesso diffuse in tutt’Italia come erba spontanea, come la menta romana, la mentuccia e il mentastro, note fin dall’antichità.

UN PO’ DI STORIA

Usata dagli antichi egizi, la menta è citata da Marco Tullio Cicerone ed era sicuramente utilizzata dagli antichi romani in cucina.
Nel Trattato sull’agricoltura di Piero de’ Crescenzi vi è un intero capitolo dedicato, che ne descrive varietà, coltivazione e proprietà.

COLTIVAZIONE E CONSERVAZIONE

Di facile coltivazione, predilige una zona poco ombrosa e umida.
Da far asciugare bene in un luogo arioso lontano dalla luce diretta del sole poi conservare le foglie in un contenitore ermetico.
La raccolta della menta viene fatta quando la pianta è completamente fiorita.

IMPIEGHI TERAPEUTICI

La menta viene usata per dare una sensazione di rinnovamento e di ristoro, produce effetti sull’intestino rilassandolo e può contribuire ad alleviare indigestione, nausea, gas, e crampi.
E’ altamente efficace per la sindrome dell’intestino irritabile, diarrea, costipazione, gonfiore e mal di stomaco. Ha funzioni di digestivo, antisettico ed antispasmodico.
Secondo alcuni, sarebbe sconsigliabile assumerla di sera perché potrebbe causare disturbi del sonno. Inoltre sarebbe da evitare nel caso si stia facendo una cura omeopatica perché ne ridurrebbe l’assorbimento.

IN CUCINA

Tutte le varietà di menta (genere Mentha) sono caratterizzate dall’aroma fresco e gradevole, e vengono aggiunte a piatti sia dolci che salati, nella cucina di diverse culture.
E’ particolarmente adatta per mitigare l’aroma molto forte di certe pietanze, come l’agnello o le fave e contrasta gusti forti come aglio e aceto: aggiungila a preparazioni di melanzane o peperoni fritti o arrosto per un risultato sorprendente.
Anche i fiori di menta hanno un alto contenuto aromatico, e sono particolarmente indicati per la preparazione di infusi.
Le varietà di menta a foglia larga possono essere usate per decorare.
Da usare un infuso con il latte per preparare lo yogurt fatto in casa, nelle ricette al cioccolato donerà un tocco fresco e particolare.
Le caramelle con questa erba aromatica sono largamente usate per il loro gusto e per la loro capacità di rinfrescare l’alito e lenire il mal di gola.
Molto usata per aromatizzare alcune varietà di tè verde.

CURIOSITÀ

Le sue foglie sono state utilizzate in pozioni curative e nel tè per migliaia di anni. Berne un infuso è utile per la guarigione, per produrre visioni e per conciliare il sonno.
Una volta erano messe nel latte per evitare si cagliasse.
Trasforma le energie negative, stimolando il chakra del plesso solare.
Molto particolare il tè del sole, preparato non con acqua bollente ma con acqua lasciata al sole per diverse ore, secondo una tradizione degli indiani d’America.
Secondo la leggenda, la menta prende il nome dalla ninfa Minthe o Myntha, amata da Ade (Dio degli Inferi), che venne trasformata in pianta da Persefone, moglie di Ade.
Per chi soffre il mal d’auto o mal di mare è l’ideale, basta fare un infuso e berne due o tre giorni prima del viaggio, oppure conservarla nel thermos e berla durante il viaggio, appena si sentono i primi sintomi di nausea e vomito.
La menta si diceva stimolasse Venere e per questo si proibiva al tempo di guerra.
Da essa si estrae il mentolo, che è un ingrediente di molti profumi, cosmetici, medicinali e viene usato persino per aromatizzare le sigarette.

RICETTE

Carciofi e pomodorini: ricetta armatura

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Non c’è verso.
Puoi fare la madre contemporanea, ma poi c’è un momento in cui ti rendi conto di essere una mamma chioccia.
A me è successo quando Cornelia era appena nata. Ci chiama l’asilo per dirci che Cecilia era caduta, con il piatto in mano, e si era tagliata sul braccio.

La scena poteva essere correre, entrare nella classe della mia principessa, dire parole a caso, prendere mia figlia, coprirla con quella coperta catarinfrangente che si vede nei film polizieschi e scappare all’ospedale.
Invece era a casa il padre ed è andato lui perché sa essere meno chioccia di me.

Credo che a un certo punto della vita dei nostri figli, il genitore deve cominciare a fare quei famosissimi passi indietro.
A non essere la loro chioccia o la fatina che guarisce qualsiasi taglio con un bacio e un gelato gigante.
Perché oggi è un graffio, ma forse domani sarà un licenziamento e allora lì che fai?
Schiaffeggi il suo datore di lavoro?
No, peccato, ma no.

Ora sono piccole e paffute creature tutte tue.
Ma bisogna cercare di dargli, oltre all’amore incondizionato, anche una corazza.
Perché tu sai di poter dare tutta la protezione del mondo a tuo figlio, e andare a salvarlo pure sull’Himalaya.
Puoi fare di tutto per un figlio. Ma così non lo proteggi, anzi.
Perché alla fine dovrà cavarsela da solo.

Per arrivare al cuore della questione ho cucinato carciofi quando Cecilia è tornata dal pronto soccorso. Perché si, alla fine tre punti li hanno dovuti mettere. Ha ancora la cicatrice.

Ma torniamo ai carciofi.
Come un membro della famiglia del cardo, il carciofo porta un’armatura ed è mangiato per scongiurare il pericolo.
Il segreto delle sue virtù benefiche e terapeutiche risiede nella cinarina, la sostanza aromatica che gli conferisce il caratteristico sapore amaro.
Amare le foglie e dolce il cuore. Una corazza che ben rende il ruolo di genitore.

E non c’è niente di meglio di un bel piatto di carciofi per quanto riguarda Cecilia. Le piace quando parlo di questo strano fiore che ci mangiamo, e le piace ancora di più da quando l’ha visto fiorito davvero. Poi l’aggiunta dei pomodorini devo dire che è stato un bel tocco di colore e sapore nel piatto!

carciofi-pomodori

Carciofi trifolati con pomodorini

8 Carciofi
8 pomodorini
2 spicchi di aglio
olio evo
prezzemolo
brodo vegetale q.b.

Pulisci i carciofi, tagliali a spicchi e mettili mano a mano in un contenitore con dell’acqua acidulata. Taglia a metà i pomodorini.
In un tegame schiaccia i 2 spicchi d’aglio e falli rosolare leggermente nell’olio. Aggiungi i pomodorini, poi i carciofi e falli saltare qualche istante.
Unisci il prezzemolo tritato e un po’ di brodo vegetale. La cottura durerà circa 15/20 minuti, ma controlla e bagna i carciofi se ti sembrano troppo asciutti.
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Muffin menta e cioccolato: ricetta del ristoro

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Inizio la settimana con una citazione di Robin Sharma. Se non riesci ad alzarti un’ora prima, come pensi di poter raggiungere i tuoi obiettivi? R.S. Condividi il Tweet

Un monito per me e chissà, forse anche per te, a prendere più tempo e, se non lo troviamo, a crearcelo.

Quanto è importante essere mattinieri? Tantissimo a mio avviso. L’abitudine di alzarsi presto la mattina ha innumerevoli vantaggi: più motivazione, più tempo per raggiungere i tuoi obiettivi e, cosa fondamentale, un tuo momento. Non ci sono distrazioni o urgenze. Al massimo quella di farti un caffè.

Devo dire che da quando è nata Cornelia (che fra un po’ fa 1 anno!!!) il tempo ha assunto le forme più strane, per me. Sembrava non bastasse, sembrava correre, sembrava non finire mai,… e io sempre di corsa a fare le mille cose che devo. E quelle che voglio o vorrei spesso passano in secondo piano davanti ai doveri.
Ma ci sono anch’io. Lo so, e spesso è più per pigrizia che rimando che non per doveri veri e propri. Sei mai stata assalita dai tuoi panni o dalla scopa? Io per fortuna no (e la cosa se dovesse succedere mi ricorderebbe Topolino apprendista stregone) quindi si possono intrecciare doveri e piaceri, senza troppi sensi di colpa.
Per esempio svegliarsi prima 😉

E come rendere più piacevole il risveglio? Mi è venuto in mente un dolcetto che fa leva su un’erba che conosciamo più di quanto effettivamente la usiamo: la menta.
La menta viene usata da migliaia di anni per dare una sensazione di rinnovamento e di ristoro. In effetti la sua freschezza e il suo odore ci ammaliano e ci danno una bella svegliata!
Ci riempie di forza per focalizzare, una sorta di schiaffone dato in buona fede 😉
E io ho deciso di usare tutto il potere della menta per concentrarmi sul tempo che scorre.

La ricetta di oggi ha tutto il gusto dei classici muffins, con l’aggiunta dell’ingrediente che gli da anche il colore: lo sciroppo di menta.
E’ una cosa molto particolare, anche al palato. Fra l’altro devo ricredermi: il connubio menta-cioccolato, che ho sempre guardato con sospetto, invece è davvero buono!
Quindi gocce di cioccolato che contrastano il sapore fresco della menta.
E in bocca c’è una vera esplosione di sapori. Il muffin rimane morbido, la sensazione di “freddo” della menta viene mitigata dalla dolcezza del cioccolato.
Diciamo che questi muffins saranno rifatti molto presto 😉

Ps: venerdì approfondisco la menta che ce ne è davvero bisogno!
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Muffin con menta e cioccolato

250 gr di farina
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
1 cucchiaio di aceto di mele
35 ml di sciroppo di menta
30 gr di gocce di cioccolato
1 uovo
100 gr di burro

Preriscalda il forno a 180°C.
In una ciotola mescola la farina con lo sciroppo. Amalgama bene poi aggiungi l’uovo e il burro a temperatura ambiente. Infine aggiungi le gocce di cioccolato e la miscela di bicarbonato e aceto.
Aiutandoti con un cucchiaio metti il composto nei pirottini e cuoci in forno per 25-30 minuti.
Falli raffreddare prima di rimuoverli dai pirottini.
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Come si conservano le erbe aromatiche

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Aggiungono ai piatti e alle pietanze sapore e aromi e senza di loro qualsiasi preparazione sarebbe incompleta. Di cosa sto parlando? Ovviamente delle erbe aromatiche!

Se abbiamo un delle piantine, capita di doverle cimare e conservare, per questo è fondamentale conoscerle al meglio, nel caso in cui ci servano in cucina erbe aromatiche che non sono di stagione, senza che perdano le loro preziose sostanze e aromi.

Raccogli le erbe usando delle cesoie o delle forbici robuste. In caso di piante aromatiche perenni potale, in caso di piante stagionali raccoglile partendo dalle radici. Poi lava le erbe con cura, per eliminare eventuali residui terrosi, strofinale leggermente con un panno pulito ed elimina il liquido in eccesso.
E poi? Poi bisogna conservarle e ci sono diversi modo per farlo. Ogni metodo ha i suoi punti di forza, vediamoli tutti per decidere qual’è il tuo.

Essiccazione

Le erbe che si prestano maggiormente a questo tipo di conservazione sono; origano, basilico, salvia, timo, maggiorana, lavanda e rosmarino.
Lascia essiccare le erbe su un canovaccio in un luogo possibilmente asciutto, caldo e arieggiato, voltandole almeno una volta al giorno.
Oppure lega gli steli insieme con dello spago da cucina, senza creare mazzetti troppo folti, scegli un luogo secco, ben aerato e buio e lasciarle riposare a testa in giù.
Il processo di essiccazione durerà da una a tre settimane. Ovviamente sono secche quando si sbriciolano 😉
Volendo l’essiccazione la si può effettuare in modo artificiale, sia in forno, a 50/60°C, girando le erbe fino a che  siano adeguatamente disidratate, sia con essiccatori casalinghi automatici, piccoli ma comodi. Se scegli il forno lasciate lo sportello leggermente aperto per facilitare la fuoriuscita dell’umidità.
Le erbe essiccate possono durare oltre un anno.

Congelamento

Non tutte le erbe aromatiche infatti possono essere congelate, quelle a foglia e stelo morbidi sono le più adatte, come basilico, dragoncello, prezzemolo, levistico, timo, melissa e l’erba cipollina.
Eliminare le parti danneggiate e tritarle finemente. Riporre le erbe preferibilmente in piccoli sacchetti o contenitori di plastica.
Consiglio: metti le erbe negli stampi dei cubetti di ghiaccio, versa dell’acqua e congelale. È il modo più pratico! Un terzo di erbe ogni due terzi di acqua sono la proporzione ideale per ogni cubetto.
Etichettate e datate, poni una scadenza non superiore ai tre mesi. Per prolungarne la conservazione (fino a sei mesi) puoi scegliere di sbollentarle per pochi secondi e poi congelarle immediatamente.

Sott’olio

Scegli un olio di qualità con gusto neutro, come l’olio di oliva, di semi di girasole, di colza o di cardo.
Metti le erbe in bottiglie di vetro pulite, asciutte e preferibilmente scure, ricoprile completamente con l’olio e chiudi bene.
Fai macerare per circa 3–4 settimane in un luogo fresco al riparo dalla luce, quindi filtra l’olio con un colino a maglia stretta e travasalo in bottiglie pulite.
Apponi un’etichetta con la data e consuma nei 6 mesi successivi.
Il rosmarino, il timo e la salvia sono le erbe che si prestano meglio ma di base mi possono utilizzare tutte le erbe aromatiche.

sotto aceto

Per questa conservazione si possono usare il timo, l’origano, la maggiorana, l’aneto, l’estragone o la santoreggia.
Scegli le erbe aromatiche e tritale tenendo da parte alcuni rametti.
Riscalda dell’aceto leggero, come quello di vino bianco, in una pentola. Versa anche le erbe e, prima che giunga a bollore, togli dal fuoco e lascia riposare una mezz’ora.
Filtra l’aceto con un canovaccio e versalo nelle bottiglie. Prendi i rametti messi da parte e inseriscili nella bottiglia come decorazione.
Conserva la bottiglia in un luogo fresco al riparo dalla luce.

sotto sale

Il sale è un rimedio usato sin dall’antichità come alimento per conservare i cibi ed è perfetto anche per conservare le erbe.
Basta che versi del sale grosso in un contenitore e crei degli strati alternando erbe e sale.
In alternativa puoi usare un mortaio e pestare insieme erbe aromatiche e chicchi di sale.
La giusta proporzione è 30 gr di erbe per 100 gr di sale.

nel burro

Un altro metodo per conservare le erbe aromatiche prevede l’uso del burro, soluzione meno dietetica ma molto golosa.
Lava e asciuga per bene le erbe, tritale finemente e incorporale al burro ammorbidito. Amalgama erbe e burro in una ciotola e crea un composto da avvolgere all’interno di una pellicola da riporre in frigorifero.

Consigli e suggerimenti

  •  un condizionatore o un ventilatore accelerano il processo di essiccazione
  • momento migliore per raccogliere le erbe è quando finisce di piovere, così che gli oli essenziali siano all’interno delle foglie e non asciugati dal sole
  • se colte prima della fioritura le erbe aromatiche racchiudono la quantità massima di oli essenziali
  • fai attenzione nel seguire le ricette, la stessa quantità di erbe fresche o essiccate non garantisce lo stesso risultato
  • le erbe aromatiche congelate sono un ottimo ingrediente, ma una pessima decorazione 😉
  • se hai essiccato dei semi interi non romperli fino al momento dell’uso

Tacchino, asparagi e limone: ricetta svegliante

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La primavera mi piace tantissimo come stagione se non fosse per una cosa: ho tanto sonno!
E sempre e alle ore più assurde.

Mi sveglio la mattina, mi alzo e sto benissimo, dopo un’oretta poi mi viene una botta di sonno pazzesca! Così come dopo pranzo e appena metto a letto le pupe. E chi ce la fa più la sera a guardare un film? Inizia e ho già un occhio chiuso. Fra l’altro grazie netflix per avermi fatto scoprire un servizio dove posso guardare tutto senza le pubblicità. Le mettono a volume così alto che mi svegliavano 😉

Io la colpa per ora l’ho data alla primavera. Al sole più caldo e alle giornate che si sono allungate. Ma qui mi sembra di andare in letargo piuttosto che uscirne. Il che è perfetto considerando che fra due settimane sto dall’altra parte del mondo dove è autunno.
Ma non va bene lo stesso, non vorrei proprio affrontare il viaggio stile ghiro 😉

Fatto sta che mi serve un ricostituente. E la mia scelta è ricaduta sugli asparagi.

L’asparago è un buon diuretico ed è pieno di sostanze nutritive per aiutare ad accumulare forza. Si tratta di un buon cibo da mangiare quando si sta facendo una pulizia del corpo, un “tonico” adatto alla stagione primaverile, diciamo che aiuta a risvegliarci.
L’asparago stimola la funzione del surrene e aumenta la risposta adrenergica, per questo è conosciuto come stimolante del metabolismo e, oltre ad avere un basso contenuto calorico, purifica il sangue e svolge un’azione diuretica per il suo contenuto di saponine.
Mecenate e Durso lo consideravano un alimento tossico e in effetti, per loro lo era: Il primo era noto per essere facilmente irritabile, mentre il secondo soffriva di epilessia.
In passato l’asparago è stato anche considerato un potente afrodisiaco è proprio per questo motivo era proibito alle suore, mentre i monaci potevano coltivarlo ma solo per uso curativo e medicinale… buffo vero?

E ovviamente c’è un’altra cosa da tenere in conto… la loro bontà!
Perché sono buoni anche da soli, diciamocelo 😉

Ma stavolta ho pensato di unirli a carne e agrumi, per un piatto più fresco e sfizioso. In verità è una rivisitazione di un piatto che faccio spesso e che è presente anche nel blog, i bocconcini di pollo con asparagi e patate.
I bocconcini di tacchino rimangono morbidissimi, poi la farina aggiunge morbidezza e gli asparagi io e Cecilia ci contendiamo ogni volta… indovina chi vince?
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Bocconcini di tacchino con asparagi e limone

400 gr di petto di tacchino
200 gr di asparagi
1 limone
1/2 cipolla
origano
olio evo
sale
pepe

Sbollenta gli asparagi poi tagliali a pezzetti.
In una padella antiaderente fai imbiondire la cipolla.
Taglia il tacchino a pezzetti e fallo rosolare nella padella con la cipolla, aggiungi il succo del limone, le spezie, il sale, copri e lascia cuocere.
Quando il tacchino è tenero aggiungi gli asparagi e lascia sul fuoco un paio di minuti.
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Treccia al pesto: ricetta antistress

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Forse non sai che il pesto può essere un alleato per combattere lo stress. E, non so tu, ma io ho ultimamente mi sento sempre più sotto stress.
Il problema è iniziato il giorno dopo il mio matrimonio. E no, non c’entra niente mio marito 😉
Mi manca un gatto. Ho passato i primi 27 anni della mia vita con dei gatti a cui davo dei nomi improbabili. Ci sono stati Murphy, Hiki, Back, Missy, Luna, Trixi e Novalis. E quello che più mi manca è accarezzare un gatto quando sono stressata.

Mi ricordo sotto esami studiavo con il gatto in grembo che faceva le fusa e mi spostava il mouse per volere più coccole. Se chiudo gli occhi posso sentire il calore e il peso sulle gambe e anche quel rumore di fondo, il ron ron per intenderci.
Mi manca, mi mancano tutti in verità. Ma niente, mio marito è ed è sempre stato un no-gatti, e benché con la nascita di Cecilia fu lui stesso a propormi un gattino, io gli dissi di no. Viviamo in appartamento e so bene come ai gatti piaccia stare fuori, girare per il giardino e farsi i loro giri.

Quindi mi serve un sostituto del gatto, e no, le pupe non contano 😉

Di pesto ne ho già parlato qui mentre di basilico ne parlavo proprio il venerdì scorso nell’herbarium.

Il basilico come già sai è una delle erbe aromatiche che amo di più.
Contiene composti che stimolano la produzione di adrenalina e serotonina, che agiscono in modo efficace per ridurre la sensazione di stress. Infatti il tè è ottimo per defaticare la mente e allontanare la malinconia.
E quindi ho pensato… perché non farne un bel pesto antistress? Però mi sembrava un po’ banale e allora dal pesto al pane il passo è stato più che breve.
E dal pane alla treccia ancora di più dato che mi piaceva l’idea di una treccia bigusto!

Il pane si è rivelato qualcosa di unico. Friabile al punto giusto, morbido al cuore e con un profumo che ha fatto venire tutta la famiglia in cucina appena l’ho sfornato!
L’attesa per farlo raffreddare è stata la parte più difficile del week end infatti.
Ottimo da solo, metà è finito così, e buonissimo con un formaggio spalmabile. Per fare la scarpetta un po’ si perde perché troppo forte come sapore, ma l’abbiamo eletto a pane per l’aperitivo!
Non farà ron ron, ma è proprio buono!
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Treccia di pane al pesto

Poolish
1 gr di lievito secco
100 gr di acqua
100 gr di farina manitoba
Impasta, copri e lascia riposare a temperatura ambiente per una notte (circa 8-12 ore).

Impasto
200 gr di Poolish
150 gr di acqua
8 gr di malto (zucchero o miele)
400 gr di Farina tipo 0
5 gr di sale
7 gr di olio EVO
20 gr di pesto (qui la ricetta per farlo da te)

Emulsione
20 gr di acqua
20 gr di olio evo

Procedimento
Impasta, a mano o con l’impastatrice, sciogliendo prima il poolish e il malto con l’acqua ed aggiungendo la farina ed il sale. Dividere l’impasto in due ciotole e in una inserire l’olio, nell’altra il pesto.
Metti a lievitare, in luogo caldo, coprendo il contenitore e attendi il raddoppio degli impasti.
Rovesciali su un piano infarinato, sgonfiali delicatamente e attendi 15 minuti. Stendili con un le mani con delicatezza, uniscili al centro, tagliali in 3 e intrecciali per creare la treccia.
Sposta poi delicatamente sulla teglia da cottura foderata con carta da forno. Attendi la lievitazione finale.
Scalda il forno a 180°C e inforna la teglia al livello più basso del forno.
Cuoci in totale per 40 minuti, fino a doratura della superficie.
Sforna, appoggia su una gratella e, ancora caldo, spennella bene su tutta la superficie l’emulsione di olio e acqua.
Lascia sulla gratella fino a completo raffreddamento.
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Basilico – Ocimum basilicum

basilico
Il basilico (Ocimum basilicum) è una pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, normalmente coltivata come pianta aromatica.
Originario dell’India, è utilizzato tipicamente nella cucina italiana per via del marcato profumo delle sue foglie.
Vi sono numerose varietà di basilico con foglie dalla forma e dimensione differente: queste piante in genere mantengono il profumo caratteristico aggiungendo una componente in più, speziata o fruttata a seconda della varietà.

Il nome deriva dal latino medievale basilicum, con origine dal greco basilikon (phyton) (“pianta regale, maestosa”), da basileus “re”.
L’etimologia è incerta: alcune interpretazioni ritengono sia così chiamato perché usato per produrre profumi per il re, o in riferimento all’utilizzo sacro delle antiche popolazioni Hindu, oppure per l’importanza “regale” conferita alla pianta.

UN PO’ DI STORIA

Il basilico si diffuse dal Medio Oriente in Antica Grecia e in Italia dai tempi di Alessandro Magno, intorno al 350 a.C.. Solo dal XVI secolo iniziò a essere coltivato anche in Inghilterra e, con le prime spedizioni migratorie, nelle Americhe.
Nella storia esso non si è distinto tanto come alimento quanto come elemento nelle superstizioni diffuse tra le popolazioni dell’Asia, del Medio Oriente e del Mediterraneo.
Nel medioevo, la pianta era utilizzata per guarire le ferite ed era un ingrediente dell’acqua vulneraria, usata un tempo per applicazioni esterne.

COLTIVAZIONE E CONSERVAZIONE

Il basilico cresce bene quando il sole è abbondante e la temperatura tra i 20 °C e 25 °C. Gradisce annaffiature frequenti, ma con un suolo ben drenato.
Il periodo di fioritura è tra giugno e settembre. Le piante devono essere regolarmente cimate per consentire una crescita rigogliosa e per allungare il ciclo di vita, che termina con la produzione dei semi.
Per asciugare le foglie basta appenderle alla luce solare diretta e poi conservarle in contenitori ermetici in un luogo fresco. Tuttavia, essiccato dovrebbe essere evitato perché perde in fretta il colore, il sapore e le sostanze nutritive.
Le foglie possono essere congelate tritandole grossolanamente e mettendole nelle vaschette del ghiaccio ricoperte di acqua.

IMPIEGHI TERAPEUTICI

Il basilico è una delle erbe più amate per una buona ragione: migliora l’appetito ed è un disinfettante naturale.
Come pianta medicinale, le foglie e le sommità fiorite vengono utilizzate per preparare infusi ad azione sedativa, antispastica delle vie digerenti, stomachica e diuretica, antimicrobica, antinfiammatoria. Il basilico è utilizzato anche contro l’indigestione e come vermifugo. Come collutorio è indicato contro le infiammazioni del cavo orale. L’olio è utilizzato per massaggiare le parti del corpo dolenti o colpite da reumatismi. Il tè è ottimo per l’irritabilità nervosa e per la digestione.
Il Tulsi, come è noto in Hindu, è utilizzato nella medicina ayurvedica per il comune raffreddore , mal di testa , disturbi di stomaco, infiammazioni, malattie cardiache e varie forme di avvelenamento.

IN CUCINA

Qualunque sia la delizia culinaria si sta progettando, la raffica di profumo che emana il basilico fresco ha una capacità quasi magica per farti sentire felice.
Il basilico deve essere utilizzato fresco e aggiunto alle pietanze all’ultimo momento. Lo si può pestare in un mortaio per rompere le cellule che contengono l’olio essenziale, liberandone l’aroma.
Il basilico è difficile da abbinare ad altre erbe aromatiche.
Si usa per le insalate, con pomodori maturi, le zucchine, l’aglio, i frutti di mare, il pesce, le uova strapazzate, il pollo, il coniglio, l’anatra, le insalate di riso, le zuppe, la pasta e per le salse di pomodoro.
Nella cucina asiatica si usa frequentemente nelle zuppe, nel pollo fritto o per insaporire latte e creme.
Il suo olio essenziale è utilizzato per la preparazione di profumi e liquori.

CURIOSITÀ

E’ afrodisiaco, dona fascino e prestigio, accentua volontà ed l’energia fisica. Una vecchia usanza stregonica, raccomanda di raccogliere il basilico sempre con la mano sinistra.
Era sacro ai Greci, e alle donne non era permesso di prenderlo.
Il nome è stato probabilmente confuso con quello del basilisco, la creatura mitologica greca descritta come un serpente dal veleno letale, col potere di uccidere con lo sguardo. Il basilico ne sarebbe stato l’antidoto.
Schiacciare le foglie e strofinarle sulla pelle come rimedio per le punture degli insetti.
Per rimuovere una verruca, strofinare le foglie di basilico e coprire con una benda.
Tra gli antichi egizi e i greci, il basilico conservò una simbologia legata alla morte: ritenuto di buon auspicio per l’aldilà, si usava per le imbalsamature. I cinesi e gli arabi ne conoscevano le proprietà medicinali, mentre i crociati ne riempivano le navi per cacciare insetti e cattivi odori.
Ai tempi di antichi Greci e Romani, il basilico era considerato un simbolo diabolico, di sfortuna e di odio. Plinio il Vecchio attribuiva alla pianta capacità di generare stati di torpore e pazzia e secondo Crisippo poteva essere dannoso per lo stomaco e per il fegato. Una leggenda africana sostiene, inoltre, che il basilico protegga dagli scorpioni.
Nelle miniature di alcuni manoscritti, il basilico è il simbolo dell’odio e di Satana.
Il folklore ebraico suggerisce invece che dia forza durante il digiuno.
Lisabetta da Messina, eroina del Decamerone di Boccaccio, seppellì la testa del suo amante in un vaso di basilico.

RICETTE

Avocado ripieno: ricetta di Venere

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E’ arrivata la primavera da un po’ sul calendario ma qui solo adesso le temperature diventano così miti da farmi pensare alla mia attività preferita che si inizia a fare proprio in primavera: i picnic!!
Invece la tua attività primaverile preferita qual’è?

Adoro i picnic, mi piace mangiare all’aria aperta, mi piace sporcarmi le mani e ho un debole per le organizzazioni. Quindi il mio amore verso i picnic è incondizionato!
Sarà per quello che Cecilia me lo ha regalato alla prima festa della mamma? Anzi, diciamola tutta dato che lei aveva un mese e mezzo quindi il merito va più al padre che alla figlia stavolta 😉
Il mio lo hai visto mille volte nei miei scatti, è un cesto di vimini, per quattro persone e, benché all’inizio ero incredula, devo dire che entra tutto per il picnic perfetto! Se proprio volessi trovargli una pecca… non c’è lo spazio per le bottiglie. Ecco, l’ho detto.
Ma ciò non mina il mio amore per il cesto o per i picnic in generale.

Spesso faccio picnic tematici, una volta solo panini, un’altra solo insalate in barattolo… è una sfida per me stessa e per chi mi accompagna. Anche se per lo più andiamo fuori porta solo noi quattro. E in quel caso è molto più semplice organizzare il tutto!

La cosa che porto sempre con me è la protezione solare. Per me e le bimbe. Per mio marito no e non perché sono cattiva, ma perché tanto non se la mette. Ci combatto da anni, ormai ho rinunciato.
Certo, non vedo l’ora di andare in Nuova Zelanda dove è costretto a mettersela. Lì il sole fa male, e anche tanto. E’ la cosa che più mi spaventa e, avendo avuto un tumore, come sento di “pericoli”, tremo. Per me e per chi amo.

Comunque ora parliamo di cose più allegre 😉

Il tema del mio prossimo picnic sarà strano: Avocado. L’ho deciso mentre cucinavo questa pietanza.
Avocado. Si può fare!
Un vegetale governato da Venere. In antichità l’avocado era mangiato per aumentare il desiderio sessuale. Gli Aztechi lo mangiavano per diventare appassionati amanti.
Oggi lo troviamo come ingrediente in cosmetica sotto forma di olio, per promuovere la bellezza fisica. E se si tratta di bellezza, sempre Venere è, giusto? Quindi io direi proprio che bisogna mangiarne in quantità 😉

La ricetta di oggi ancora non so come farla entrare nel cestino. Di certo freddi e in contenitori. Chissà se mi entrano nelle vaschette di alluminio?
Comunque sono sempre un po’ scettica sulle ricette americane e questa è un’americanata pazzesca! Il mio primo esperimento di avocado al forno è stato questo, un’americanata direttamente dalla mia infanzia.
L’avocado cotto perde un po’ del suo sapore, ma rimane molto morbido e molto semplice da prendere, pensa che abbiamo mangiato il tutto con il cucchiaino!
Il mix di erbette che ho scelto si sposano bene con l’avocado e sull’uovo poi ci stanno benissimo. Sono una fan di uovo+erba cipollina quindi non potevo ometterla!
Che aggiungere… entrerà nelle ricette super proteiche da fare più spesso 😉
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Avocado ripieno al forno

1/2 avocado maturo a testa
1 uovo a testa
olio evo
mix di erbette: io ho messo pepe nero, erba cipollina e origano più un cucchiaino di semi di chia!

Preriscalda il forno a 180°C.
Scava l’avocado e rompi l’uovo nella “buca”.
Aggiungi il mix di erbette, un filo d’olio e cuoci in forno per 25-30 minuti.
Falli raffreddare un po’ prima di servirli.
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