Nocciolata con mandorlata

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E siamo arrivati anche alla fine di questo marzo.

Un marzo che ho inseguito correndo, con le tante cose da fare per il viaggio. e fra un mese si parte. Un mese, così vicino e così lontano.

Questo marzo si chiude con mezza casa impacchettata, e mezza che non so ancora come impacchettarla. Si è aperto con il corso di Veronica, il passion twist (che sto ancora seguendo!), nel mezzo ci sono stati i quattro anni di Cecilia e si chiude con Pasqua. Perché in tutto ciò Pasqua è passata del tutto in sordina quest’anno. Se non fosse che siamo scesi a Roma e abbiamo trovato le uova ad attenderci neanche mi sarei accorta di Pasqua.

Ma anche questa è fatta, e ora siamo a casa, e fra due settimane Cecilia saluterà i suoi amichetti all’asilo, pensavo di portare una grande torta così la mangiano tutti insieme, devo sentire le maestre però. E poi metà mese prossimo ci trasferiamo a Roma per spostare residenze e co. e poi via, si parte.

Mi fa ancora strano avere tutte le cose impacchettate, mi fa ancora più strano pensare che saremo 7 mesi in giro “da ospiti”, in case affittate, senza niente di nostro se non i vestiti. E’ un bel salto, specie per me che sono abitudinaria. Mi farà bene, sicuramente.

E forse proprio perché alle mie abitudini non rinuncio sto facendo le scorte per quelle due settimane di Roma, qui c’è un esperimento nuovo nuovo che è entrato nella nostra routine mattutina: questa crema spalmabile che è ottima sulle fette biscotatte!
Dolce, densa e piena di energia. Facciamo il pieno dalla mattina che ce ne è bisogno 😉
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Nocciolata con mandorlata

Nocciolata
25 gr di farina di mandorle
10 gr di zucchero semolato
75 gr di cioccolato bianco
50 gr di latte
35 gr di olio di semi

Dopo aver fatto la nocciolata lasciala raffreddare.
Nel frattempo frulla la farina di mandorle, unisci lo zucchero e spezzetta il cioccolato. Frulla il tutto fino ad ottenere un composto poco granuloso.
In un pentolino mescola il latte con l’olio e unisci il composto. Fai cuocere a fiamma moderata per qualche minuto. Togli dal fuoco e versa nei barattoli con la nocciolata fredda. Lascia raffreddare a temperatura ambiente.

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Onigiri

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Mi sto preparando mentalmente a proseguire lo svezzamento anche in viaggio. Sarà impegnativo ma alla fine partendo dopo l’anno di Conrelia, non sarà poi così drammatico.

Per mia fortuna la pupa in questione non ha mai fatto grandi facce schifate, è una vera buongustaia che si spazzola sempre con grande gusto quello che uno le propone. E anche se una cosa non le piace alla fine la mangia lo stesso. Quindi no, non sono preoccupata per Cornelia.

Quello che un po’ mi da pensiero è la diversità. La pasta ormai lo so, la trovi ovunque anche se di sapori leggermente diversi e spesso a costi proibitivi. Anche frutta e verdura trovi ovunque, stesso discorso per quanto riguarda la bontà dei prodotti ma non penso la situazione sia tanto differente da qui a Milano dove i fruttivendoli tendono sempre a esagerare con i prezzi esposti.
Carne e pesce? Stesso discorso. Ma i pesci saranno differenti quindi sperimenteremo una dieta di pesci oceanici, chissà come saranno.

Poi in Australia e Nuova Zelanda c’è una vera passione per il bbq e, nonostante noi partiremo che lì è autunno, non mancherà l’occasione di sperimentare anche quello! Per quanto riguarda il Giappone invece vado sul sicuro, è una cucina molto sana e sono certa non mi deluderà. Un’altra cosa sarà cercare di capirci qualcosa al supermercato. Manca poco più di un mese alla partenza, sono così emozionata, non vedo l’ora!

E tanto perché era un po’ che non mi compravo qualcosa di inutile per la cucina ecco che ai miei attrezzi si è aggiunto lo stampo per gli onigiri.
E così abbiamo fatto un pranzo nipponico in famiglia 😉

onigiri

Onigiri

 100 gr di riso
a scelta:
frutta lessa
verdure lesse
pesce lesso
Prendi il riso e mettilo in una ciotola, versa sopra dell’acqua e sciacquarlo più volte, finché l’acqua non rimane trasparente.
Trasferisci il riso in un tegame, poggia la mano sul riso con il palmo in giù, e versa l’acqua fino a sfiorare la superficie  del mignolo.
Sistema il tegame a fuoco medio e da quando il riso inizia a bollire, abbassa la fiamma e cuoci per 10 minuti, senza mai alzare il coperchio. Poi spegni e lascia riposare per 5 minuti.
Forma gli onigiri con il ripieno che hai scelto formando dei triangoli con l’aiuto delle mani e mettendo un cucchiaino di ripieno al centro di ognuno.

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Rotolini di sfoglia al pomodoro

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Come aperitivo i rotolini farciti sono sempre la mia carta vincente.

Ne ho fatti diverse versioni: ai fiori di campo e pepe rosa, al rosmarino e dal manuale di nonna papera.

Quello che non avevo mai provato a fare era una versione con il pomodoro. E ho pensato bene di provarli lo scorso week end, che ho fatto la pizza.

Con la pizza si sa, o si servono i fritti o si va di una cosa piccola e sfiziosa. Io di fritto non avevo voglia. Ok, forse si, ma non volevo sporcare la cucina! Invece avevo un rotolo di pasta sfoglia che aspettava di essere consumato. Quindi i rotolini si sono quasi fatti da soli.

Sono stati un antipasto veloce e sfizioso, perfetto per accompagnare la pizza che c’è stata dopo. Anche perché poi non ne ho fatti tantissimi. La versione al pomodoro Cecilia l’ha definita la sua “di più preferita”. Io forse sono più per quella con i chicchi di sale grosso ma semplicemente perché mi piace sentirlo scrocchiare in bocca. Il marito come sempre non fa testo, si è mangiato tutto e si mangia sempre tutto con grande avidità.

La ricetta è così facile che viene da sola, a te la scelta se aromatizzare con qualche erba, io ho messo l’origano, così si sposava meglio anche con la pizza.
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Rotolini di sfoglia al pomodoro

1 rotolo di pasta sfoglia
concentrato di pomodoro
olio evo
timo

Stendi la pasta sfoglia nella sua carta da forno. Con un pennello spalma il concentrato di pomodoro in modo da coprire in maniera uniforme tutta la superficie della sfoglia, evitando di lasciare spazi vuoti. Aggiungi un filo di olio e il timo.
Arrotola molto stretta la sfoglia, avvolgila nella carta forno e riponila in freezer per 15-20 minuti, per poi affettarla meglio.
Trascorso il tempo taglia le rotelle a uno spessore di circa 1 cm e disponile sulla teglia.
Inforna a 200°C per 20 minuti.

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Torta rustica pan di zucchero e mascarpone

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Non c’è niente di meglio di una bella torta rustica per festeggiare l’arrivo della primavera!

E se oggi è primavera allora oggi dormirò di più. Perché mi sono accorta che a ogni cambio stagione il mio fisico ne risente e siccome non voglio portarmi strascichi dietro stavolta parto prevenuta: stanotte dormo di più! Che si traduce in: vado a letto prima, poi il sonno arriverà quando deve arrivare.

Un’altra cosa che devo iniziare a fare è bere un po’ di più. Il mio quantitativo d’acqua giornaliero meglio che non lo rendo pubblico, ti basta solo sapere che sono un pessimo esempio. Ma davvero no so più che fare. Mi scordo di bere, non posso farci nulla se non ho sete.E se parliamo di vizietti come non pensare anche ai fuori orario? Ogni momento è quello buono per un biscotto, ma forse anche no. Farei meglio a tenermeli per colazione e merenda 😉

Detto questo ecco che per almeno una settimana devo cercare di mantenere le promesse che mi sono fatta: dormire un po’ di più, bere di più e mangiare meno fuori pasto. Ce la posso fare.

Invece parlando della ricetta, questa è di una bontà unica! Avevo provato altre volte a fare torte rustiche con il pan di zucchero ma l’amaro di base che rimaneva in bocca non mi ha mai convinta del tutto. Ho provato questa volta a cercare un connubio con il mascarpone e ci sono riuscita! Solo un’accortezza: gustala fredda altrimenti brucia troppo.

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Torta rustica pan di zucchero e mascarpone

(per una teglia da 24cm)
1 cespo di radicchio pan di zucchero
1 cipolla
250 grammi di mascarpone
1 rotolo di pasta sfoglia
olio evo
sale
pepe

Taglia il pan di zucchero e la cipolla e fateli rosolare con l’olio. Lascia sul fuoco per una decina di minuti, regolando di sale e pepe.
Spegni il fuoco e aggiungi il mascarpone.
Metti il rotolo di sfoglia in una teglia e bucherella il fondo con una forchetta.
Aggiungi il ripieno e inforna a 180°C per 30 minuti.
Servi fredda o appena tiepida altrimenti il fondo cederà.
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Riso e coste

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Oggi vi parlo della storia del trenino che vedi in foto.
Quel trenino ha 33 anni, me lo portò mio padre quando avevo solo qualche mese, comprato proprio a Milano.

Non ho ricordi di giochi con questo trenino però mi ricordo che lo tenevo sopra la casa delle barbie, in bella vista, e lì è rimasto finché la casa non venne smontata. Poi finì sulla mia scrivania, poi dopo un paio di traslochi del trenino non c’era più traccia, perso in chissà quale scatolone.

Quando rimasi incinta di Cecilia mi ricordo che andai a rovistare in tantissimi scatoloni di miei vecchi giocattoli per cercarlo ma niente, non lo trovai. Poi Cecilia nacque e gli anni passavano, poi sono rimasta incinta di Cornelia e quest’estate, quando siamo stati un po’ di giorni a Roma per far conoscere l’ultima arrivata ad amici e parenti, ecco che cercando un mio vecchio tutù, nello scatolone dei vestiti di carnevale salta fuori questo trenino!
Ero così felice! Da allora segue Cornelia in ogni stanza, e devo dire che con la sorella viene spesso litigato ma è composto da quattro pezzi quindi il modo per metterle d’accordo c’è sempre.

La cosa che mi fa più ridere è il fatto che questo trenino è “tornato” a Milano, sembra quasi una cosa assurda!

Trenino a parte, il riso di oggi è un piattino molto gustoso che piace tanto anche a noi. Un diverso modo di assaggiare le coste e un interessante accostamento quello con la cipolla, che rende più dolce il tutto.
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Riso e coste

25 gr di riso
100 gr di coste lesse
10 gr di cipolla
parmigiano reggiano
olio evo

Metti a dorare la cipolla, aggiungi le coste e manda a fuoco vivace per qualche minuto.
Leva dal fuoco e trita il tutto.
Cuoci il riso. A cottura ultimata aggiungi le coste, il parmigiano e servi con un filo di olio a crudo.

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Pollo e peperoni

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E dopo i 4 anni, l’emozione e le risate di quel giorno raccolgo i cocci e mi preparo all’invasione degli amici per questo sabato.

La festa per il compleanno di Cecilia, come ogni anno, quest’anno sarà affiancata da un “garage sales” che più che in garage si farà in salotto.
E’ arrivato il momento di vendere tutti i mobili di casa perché fra un mese la lasciamo e perché quella gran tirchia simpatica della nostra proprietaria ci ha detto che non si prende nessun mobile, nemmeno la cucina che, ovviamente è fatta su misura.

Su questo io ci contavo ma se penso a quando si è rotta una serranda che è voluta venire a vedere se non ero io che non sapevo tirarla su allora per una volta è vero, aveva ragione mio marito a non contarci proprio per niente!

Quindi via, ogni mobile con un bel cartellino (leggi: post-it) e una cesta di libri a 2€. Quelli che già ci siamo ripresi in digitale. Ah, fra l’altro mio marito non sa che i miei libri di cucina non si vendono, dovrò fare molto la vaga sull’argomento!

E poi vediamo, dopo questo week end, quanta roba ci rimane. Anche se io ne dubito riusciamo a svuotare davvero casa, non è che vengono mille persone, solo una decina. Uff, che macello. Non voglio quasi pensare a domenica mattina, quando ci troveremo a fare i conti con la roba “avanzata”.
Per fortuna l’armadio è vuoto, già messi in una valigia che sarà parcheggiata dai miei tutti i vestiti estivi di tutta la famiglia, d’altronde noi andremo incontro all’autunno e all’inverno. Quindi almeno una cosa è fatta!

Mancano i giochi di Cecilia e Cornelia ma a parte qualcosa che metteremo in valigia e nel bagaglio a mano, il resto si impacchetterà. I miei “giochi” della cucina invece meritano una settimana di meditazione zen prima di metterci mano. Anzi, magari inizio subito, così per sabato qualche cosa inutile che mi sono presa finirà nel mucchio delle cose da vendere. Per esempio ho un ripiano della cucina pieno di mie tazze. In 6 anni di matrimonio ne ho collezionate 30. Forse sono un po’ tante!

Considerando poi che sono 6 anni che uso la stessa per fare colazione perché poi io alle cose mi ci affeziono forse si, sono tante.

Non voglio pensarci ora, pensiamo alla ricetta, va!
Pollo e peperoni, un classico piatto ma presentato direttamente a pezzi in padella. Buono e sfizioso, poi fatto solo con i petti di pollo per renderlo più morbido e alla portata delle pupe.
Il pollo rimane tenerissimo, il sugo è nato per il pane e i peperoni rendono tutto molto dolce. Da provare!

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Pollo e peperoni

4 petti di pollo
2 peperoni gialli
200 gr di passata di pomodoro
olio
sale
pepe

Taglia i petti di pollo a pezzetti e rosolali in una padella con l’olio. Dopo pochi minuti aggiungi i peperoni, il sale e il pepe.
Aggiungi anche la passata e coperchia la padella. Lascia cuocere a fuoco medio per 15-20 minuti.
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Torta ai lamponi

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Oggi è il compleanno di Cecilia.
4 anni… sono davvero tanti, ci vuole quasi una mano!

E’ una giornata che sa di primavera, calda, con un cielo e una luce che fanno sognare l’estate. Una vera meraviglia.
Come ciò che sento guardando Cecilia. Meravigliosa, un incanto, il mio primo incanto. Vedo lei e vedo me, giorno per giorno ci scopriamo tanto simili. E le sue diversità sono un concentrato di quello che è la sua natura.
Ci sono momenti in cui cerco di sfuggirle e credo che anche questo sia normale, è una maniera per tornare ed essere con lei al meglio di me.

Ieri sera mi sono ostinata a preparare all’ultimo momento la torta per la merenda all’asilo, che doveva essere semplice ma speciale (che vedete sul mio instagram). Più una tortina per questa mattia (che vedete qui in foto).
Stamattina ho fotografato veloce prima dell’arrivo della pupa. E ho pensato che era una vera meraviglia, proprio come lei.

La torta grande? Ribattezzata “esprimi il desiderio”.
Il risultato? Lo saprò all’uscita di scuola 🙂
Il desiderio? La richiesta di un’altra torta per merenda da mangiare “solo noi”. Che dire, i bambini al contrario di tutti i vorrei di noi adulti hanno desideri molto semplici. Forse sono semplicemente felici di ciò che vivono, ora e adesso, senza i domani.
E della torta per la merenda, solo noi quattro (in attesa delle festicciola di sabato con gli amici)… beh ti racconterò, promesso!

La torta è una rivisitazione del ciambellone al mascarpone (qui la prima versione) dove sono rimasta conquistata dall’unione morbida di mascarpone coi frutti rossi. Ho pensato che era perfetta per la Cecilia di oggi, ma con qualche modifica.
Quindi una torta più tenera, che si scioglie in bocca come una caramella morbida. Un po’ come Cecilia quando dorme e la guardi.
Arricchita da tanti lamponi, la nuova passione di Cecilia, che tingono di rosa la torta e la bocca!
Le dosi sono per la torta grande, stampo 2 lt.
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Torta di lamponi

300 gr di farina 00
100 gr di maizena
200 gr di lamponi
scorza di 1 arancia non trattata
3 uova
200 gr di mascarpone
200 gr di zucchero
200 gr di latte fresco
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto di mele
70 g di burro fuso

Preriscalda il forno a 180°C.
Sbatti le uova con lo zucchero fino a quando non saranno raddoppiate di volume.
Unisci un cucchiaio di mascarpone alla volta, mescolando bene.
Aggiungi, alternandoli al latte, la farina, la maizena e la scorza di arancia.
Unisci quindi il burro fuso. Mescola per una decina di minuti poi aggiungi la miscela di bicarbonato e aceto.
Versa metà dell’impasto nello stampo. Adagia i lamponi e copri con il restante impasto.
Poni in forno e fai cuocere per 40-45 minuti.
La superficie risulterà dorata e la torta dovrà superare la prova stuzzicadenti.
Lasciala raffreddare all’interno dello stampo. Se ben coperta, resta soffice per diversi giorni.
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Pastina con fagiolini

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All’asilo di Cecilia gli insegnanti puntano molto a far uscire fuori il potenziale di ogni bambino. Fa parte della filosofia di quella scuola steineriana e mi sono sempre trovata bene con questo pensiero.

Poi ho scoperto che la stessa filosofia la applicano per tutto il percorso delle scuole dell’obbligo e la cosa mi ha lasciata un po’ perplessa. Va bene lasciarli fare all’asilo ma se crescendo a uno non piace una materia che fai, la levi dal piano di studi? Non mi sembra una soluzione. Anche il fatto di non dare i voti per “non mettere pressione ai ragazzi” mi sembra un fatto abbastanza strano. E mi domando come arrivano al liceo questi ragazzi. E non mi meraviglio di aver sentito storie di ragazzi scioccati dal passaggio medie-liceo.

Ok, è vero, io non sono un’educatrice o una maestra, ma qualche dubbio sul metodo mi è venuto.

Va bene la personalità, stimolare la creatività e il lasciare i bambini liberi di sperimentare però servono anche delle regole, senza quelle non si va avanti.
Le regole fondamentali si insegnano fra le mura di casa, ma tante altre di imparano “sul campo” e a quest’età vuol dire a scuola e a giocare con gli altri bambini.

E, mi ripeto, finché si parla di asili mi va anche bene che siano i bambini a sperimentare, che siano lasciati fare errori e che sia lasciata loro la scoperta delle cose. Ma il discorso cambia man mano che si cresce. Semplicemente più si cresce più anche i bambini entrano in contatto con quello che è il mondo “reale”, che tanto rose e fiori proprio non è. Quindi perché farli crescere in una bolla? Sono io l’esagerata?

Vabbè, mi tiro indietro che farei una filippica e parlo di questa pasta. Ho trovato una cosa per cui Cornelia non va matta: i fagiolini.
E meno male, percé in casa la chiamiamo “l’aspirapolvere” per quanto in fretta riesce a spazzolarsi qualsiasi cosa di commestibile le capiti a tiro. Ma ecco, i fagiolini proprio no. Li guarda, se li studia, e a malavoglia apre la bocca.
Ma siccome la filosofia di casa (oggi è un post filosofico 😛 ) è mangiare quello che c’è, i fagiolini sono finiti in una pasta. Meglio, molto meglio.
Pastina veloce veloce che farà andare giù anche i fagiolini più antipatici 😉
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Pastina con fagiolini

4 cucchiai di pastina
100 gr di fagiolini lessi
1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva
1/2 cucchiaino di parmigiano

Metti a bollire l’acqua per la pastina.
Cuoci la pastina e, a cottura ultimata, condiscila aggiungendo un cucchiaino di olio evo e il parmigiano.
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Biscotti vegani con granella di nocciole e fave di cacao

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Si avvicina a grandi passi il compleanno di Cecilia, che sarà il 14, e mai come quest’anno sono così in alto mare.
Sarà il viaggio, sarà che abbiamo la casa sottosopra, sarà che aspetto ancora le valigie, ma ecco, sto davvero indietro nella preparazione di qualsiasi cosa.

Il tema quest’anno l’ho scelto io. E non perché non volessi farglielo scegliere a Cecilia, ma perché voglio sia tutto una sorpresa, d’altronde lei ancora non ha ben chiara la concezione del tempo e mi voglio godere tutto il suo stupore quando vedrà… cosa? Ancora non lo so!

Direi che non sto proprio messa bene. A parte l’idea di farle la festa in tema Ariel dato che è l’ultima principessa disney che le è entrata nel cuore, e di farle una gonna che ricordi la coda di una sirena, per decorazioni e menù non ho tantissime idee. Più che altro quest’anno ho poco tempo da dedicare alla pianificazione quindi mi toccherà improvvisare. Cose semplici, veloci e da servire fredde. E a parte l’insalata di mare non so cosa altro servire. Mah, per sabato prossimo mi verrà in mente qualcosa. Ovviamente accetto suggerimenti 😉

Questi biscotti potrei farli come regali agli invitati anche se rendono poco l’idea di mare. Ma la consistenza rustica poteri farla passare per “sabbiosa” e la granella e le fave come sassolini. Sto delirando. Fatto sta che i biscotti sono davvero croccanti e golosi, tutti da provare!

Ps: ecco gli occhiali di cui vi parlavo la scorsa settimana. Fra l’altro sto ancora cercando un paio che possa sostituirli.
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Biscotti vegani con granella di nocciole e fave di cacao

 80 grammi di olio evo
50 gr di zucchero di canna
120 gr di farina 00
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto di mele
granella di nocciole
fave di cacao

Preriscalda il forno a 180°C.
In una ciotola mescola l’olio con lo zucchero, poi unisci la farina, mescolando con un cucchiaio di legno. Non appena l’impasto risulterà difficoltoso da lavorare, unisci la miscela di bicarbonato e aceto e continua a impastare velocemente con le mani.
Preleva con un cucchiaino l’impasto e disponi le cucchiaiate su una teglia già foderata con carta forno. Distribuisci sopra la granella di nocciole e le fave di cacao.Cuoci in forno ben caldo per 15-20 minuti.
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Patate e radicchio

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Il weekend scorso, oltre ad essere passata la febbre (e la ola me la sono fatta da sola!) è anche iniziato il corso Passion twist con Veronica.
Sono davvero entusiasta e mio marito dice che è stata lei a farmi passare la febbre 😉

Devo dire che avevo mille ansie e mille dubbi, poi mi sono detta che non coglievo la palla al balzo l’avrei rimpianto. Te lo ricordi sssspumeggiante? Ecco, infatti l’inizio è stato proprio così!

Ora non ho più nessuna scusa e devo iniziare quella serie di cambiamenti che poi, a catena, mi dovrebbero portare lì dove vorrei. Sulla scia di “non ci sono più scuse né paure, cerca in te il tuo più grande sogno e riuscirai a realizzarlo”.

Sembra facile. Sembra, appunto.
Perché facile non lo è mai.
A parole in verità lo è. A pianificare anche. Il problema arriva quando sei pronta a fare il grande salto ma poi ti blocchi. E ti assale l’ansia di non farcela, l’ansia che stai facendo un salto nel vuoto.

Ma il corso mi servirà anche a questo, a far sparire questa ansia e a fare quel passo, magari piccolo, ma sempre importante.

A te è mai capitato? Come hai fatto a superare le tue paure?

Forse proprio per questo oggi vi propongo un contorno semplicissimo, di quelli che non possono venir male.
La morbidezza delle patate che incontra l’amaro del radicchio. Un contorno semplice e che piace a grandi e piccini.
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Patate e radicchio

3 patate
1/2 cespo di radicchio
1 spicchio d’aglio
olio evo
sale
pepe

Pulisci le verdure, quindi affetta le patate e taglia il radicchio.
Trita finemente l’aglio e mescolalo in una ciotola con l’olio e una presa di sale.
Versa due cucchiai di olio in una terrina quindi sistema dentro le patate,
distribuisci sopra 6 cucchiai di olio e cuoci a 180° per 45 minuti.
Aggiungi il radicchio, aggiungi due cucchiai di olio, e lascia cuocere per altri 10 minuti.
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