Polpette di tonno

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Divisa a metà.

Non so se capita anche a te ma spesso mi sento divisa fra quella che sono fuori dal blog e quella che sono nel blog. E’ difficile da spiegare in verità.

E’ come se esistessero due versioni di me, una online e una nella vita reale. Quella online la conosci, sono una persona che ama mangiare, che commenta sempre con piacere gli amici, che legge tante ricette (virtuali o su carta) e che è mamma 24 ore su 24. E quella reale non è troppo dissimile, il tempo è diviso fra figlie, marito, cucina e blog. Ma c’è qualcosa che mi sfugge.

Mi sento sempre a cavallo fra due cose, queste due versioni di me che sono simili ma diverse. Sono l’unica a cui capita?

Come queste polpette che ho portato in tavola. Cecilia era convinta fossero delle polpette di carne e invece è rimasta sorpresa quando le ha assaggiate! “Ma sono di pesce!” ha detto, mentre cercava di infilarne un’altra in bocca sfidando le leggi fisiche.

Per fortuna sono così morbide che si sciolgono in bocca, e poi il forno le rende molto leggere e facili da fare, senza sporcare tutta la cucina o riempire la casa di odore di frittura.

Ecco, e se io fossi una polpetta di pesce che sembra una di carne? Simili da fuori ma molto diverse dentro. Ok, sto ufficialmente delirando. Posso incolpare “il fu mattia pascal” che ho appena finito di leggere?

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polpette DI TONNO

2 scatolette di filetti di tonno
1 uovo
1/2 tazza pan pangrattato
1 cipolla tritata
sale
pepe

In una ciotola metti il tonno, l’uovo, la cipolla, e regola di sale e pepe.
Mescola molto bene e inizia a formare le polpette. Passale nel pangrattato e adagiale in una pirofila.
Inforna a 180°C per 20 minuti.
Puoi servirle calde o a temperatura ambiente.

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Erbette e prosciutto cotto

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Con questo post vi presento Sophie.

Eccola lì, con il suo collo lungo e il suo profumo di vaniglia. E’ la giraffa francese che mi ha ossessionato da quando ero incinta di Cecilia. E niente, non riuscivo a trovarla.

La giraffa da dentizione (dicono), quella che tutti i bambini vorrebbero avere nel delicato momento dei dentini. Quella che con il suo profumo calma i bambini e li fa addormentare con un sorriso. Quella che le mamme francesi mi hanno accusata di non avere quando siamo stati a Parigi per i due anni del cecio. E che ci potesse fare a due anni una bambina con una giraffa da mordere ancora me lo devono spiegare, loro.

Comunque era nella mia wish list di amazon da quattro anni, dimenticata, morta e sepolta da libri di cucina e giocattoli più adatti. E’ magicamente emersa dalla wish list sotto Natale e, complice il fatto di aver avuto Cornelia alle prese con i suoi primi due dentini il passo dalla wish list al carrello è stato fatto in un attimo.

Arrivata la tanto attesa giraffa Sophie, che ormai la chiama per nome anche Cecilia, ecco che succede… nulla. Cornelia la guarda, ci gioca cinque minuti, e passa ad altro.

Arrivano i denti numero tre e quattro e confido di nuovo nella profumata giraffa (anche se la mia Cherry merry muffin profuma di più) ma niente, anche lì le aspettative vengono deluse. Mi consolo con una cosa: per le foto del blog Sophie è molto fotogenica!

E in questa pappa verde verde fa un bellissimo contrasto! Piaciuta molto di più la pappa della giraffa a dirtela tutta 😉

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Erbette con prosciutto cotto

Per 5 porzioni da 100 gr
500 gr di erbette
100 gr di prosciutto cotto
1 cucchiaino di olio evo
2 cucchiaini di scalogno tritato
acqua
Taglia a pezzetti il prosciutto cotto. Lava bene e taglia le erbette.
In una casseruola dal fondo pesante, scalda l’olio a fuoco medio e aggiungi lo scalogno tritato. Dopo 5 minuti aggiungi le erbette e tanta acqua quanto ne basta per coprire metà delle pietanze.
Coperchia e porta a ebollizione, riduci la fiamma, e lascia cuocere a fuoco lento per 20 minuti. Verifica che sia tutto tenero prima di togliere dal fuoco. Tritura le erbette, aggiungi il prosciutto cotto e servi con un filo di olio a crudo.

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Focaccine integrali con bicarbonato

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Queste sono le focacce dei 10 minuti.

A parte il fatto che si fanno davvero in 10 minuti, sono un modo per ricordare a me stessa i miei obiettivi per questo 2016.

Sono tante le cose che vorrei fare ma alla fine, come ogni anno, mi ritrovo con la lista dei buoni propositi piena e la voglia di fare che a febbraio si è già esaurita. Invece quest’anno è diverso perché voglio che sia diverso.

Ho instaurato una mia personale routine giornaliera. I miei 10 minuti di impegno. Ogni giorno mi prendo 10 minuti per seguire quello che è il mio più grande obiettivo dell’anno. Che poi ruota intorno al blog quindi in quei 10 minuti o seguo qualche lezione online o studio una ricetta o scrivo un post.E alla fine cosa sono 10 minuti al giorno? Non tantissimi. Non sono ammesse distrazioni, proprio l’altro ieri mi sono distratta e ho “buttato” quasi tutti i 10 minuti su pinterest, che è una droga per me, ma questo è un altro discorso.

Queste focacce sono nate ieri, nei 10 minuti, e impastate e infornate subito dopo. Sono e saranno il mio monito a non sprecare nemmeno uno dei 10 minuti per i miei obiettivi.

Sto provando a sperimentare varie focacce senza “aiuti” di pasta madre o lieviti essiccati dato che nei 7 mesi del viaggio non penso di trovarne. Anche se la mia vera domanda è come farò a capire cosa mettere nel carrello in Giappone. Ma vabbè, di quello vi parlerò poi, in tempo reale.

Tornando alle focacce, sono esattamente come sembrano dalle foto, buone, un po’ secche fuori ma molto morbide dentro. La prossima volta vorrei solo lavorare sulla finitura, quindi spennellerò di olio, magari uno alle erbe. Per il resto sono perfette per un veloce aperitivo, e con la mia dose ne vengono fuori dieci.

Invece tu per cosa useresti 10 minuti al giorno? Per te, per rilassarti o per un obiettivo personale?

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Focaccine integrali con bicarbonato

200 gr di farina integrale
100 gr acqua tiepida
1 cucchiaio d’olio evo
1 cucchiaino raso di bicarbonato
1 presa di sale

Metti la farina, il bicarbonato e il sale in una ciotola. Aggiungi l’olio e l’acqua tiepida.
Impasta a mano fino a ottenere un impasto morbido e omogeneo. Stendi l’impasto a circa 1/2 cm di altezza e forma dei cerchi.
Cuoci le focaccine in forno a 180°C per 15 minuti.

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Torta con mirtilli

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Una delle cose che mi manca di più in questa vita a quattro è un bagno caldo.

No, tranquilla, mi lavo, non intendevo il bagno in sé ma il tempo per un bagno caldo.
Sai, quello che serve per riempire la vasca, metterci le palle frizzanti che fanno le bolle (perché che bagno sarebbe senza bolle!) e immergersi lasciando tutti i pensieri fuori dall’acqua.

Ecco, non ho più fatto un bagno del genere da quando è nata Cecilia. E no, non dirmi “molla le figlie al marito” perché non funziona così. Se sono con il padre c’è sempre una delle due che piange o che gira e rigira mi cerca. O il marito che chiede dov’è una cosa. Quindi non sono mai sola, nemmeno quando fisicamente non sono con me.

E una delle cose più brutte è quando ho ricevuto per regalo di San Valentino dai miei genitori proprio un’olio per il bagno. Fra l’altro alla melagrana. “Per rilassarti un po’ ” diceva la scritta. Ah, si… e fra quanto tempo?

Lo so come finirà. Vasca piena di acqua calda, bolle e… io e Cecilia in vasca (e il bagno mezzo allagato). Che per carità, va bene e mi piace tantissimo. E lo so che un domani rimpiangerò questi giorni, ma oggi no, oggi vorrei proprio il tempo per un bagno solo per me.

E quindi? Quindi torta.

Magra consolazione ma almeno una dolce consolazione. Una torta morbida e soffice grazie al mascarpone nell’impasto, e con una cascata di mirtilli scovati in un pacchetto in fondo al freezer.

Buonissima, vale il confronto con un bagno caldo in quanto a coccolosità!
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torta CON Mirtilli (e mASCARPONE)

200 gr di farina 00
67 gr di maizena
100 gr di mirtilli
2 uova
135 gr di mascarpone
135 gr di zucchero
135 gr di latte fresco
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaino di bicarbonato
47 gr di burro

Preriscaldare il forno a 180°C.
Sbattere le uova con lo zucchero fino a quando non saranno raddoppiate di volume.
Unire un cucchiaio di mascarpone alla volta, mescolando bene.
Aggiungere, alternandoli al latte, la farina e la maizena.
Unire quindi il burro fuso. Mescolate per una decina di minuti finché l’impasto risulti liscio e privo di grumi. Aggiungere quindi la miscela di bicarbonato e aceto.
Versare l’impasto nello stampo. Adagiare i mirtilli in superficie. Porre in forno e fate cuocere per 40-45 minuti.
Sfornare e lasciare raffreddare nello stampo.

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Fettine di vitella con purea di cavolfiore

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Al posto di fare spazio nella mia cucina, iniziare a levare il superfluo io lo aggiungo.
Mi sembra ovvio, no? E tanto per essere più coerente ho appena preso un biberon per Cornelia. Ma con quello sono più giustificata, quello di Cecilia lo avevamo lasciato a Roma ai suoi 2 anni come passaggio alla tazza. Un passaggio memorabile, non ha fatto colazione per una settimana rimpiangendo la scelta. Per fortuna ha vinto la fame.

E quello di Cornelia forse sarà la stessa cosa ma pensavo che, se decidessimo alla fine del viaggio di trasferirci, sarà più difficile da lasciare perché i suoi due anni li festeggerebbe agli antipodi. Magari se vede la sorella senza biberon si abitua a bere senza. Chissà, per ora spero che il biberon le faccia prendere un po’ di acqua dato che beve solo quando allattata. Che dici, la giustificazione regge?

Nel frattempo cerco di farle mangiare più cremoso possibile, le verdure almeno. Poi la carne si sa, più di tanto non si può sminuzzare 😉

Per oggi cavolfiore ridotto in purea per lei e da contorno per noi. La fettina ai ferri per i più grandi e a pezzetti per Cornelia. Il piatto è piaciuto a tutti, e la preparazione così uguale per tutti ha anche reso felice me regalandomi un bel quarto d’ora di relax!

Meglio di così 😉

Fettine di vitella con purea di cavolfiore

Per 5 porzioni da 100 gr
600 gr di cavolfiore
100 gr di fettine di vitella
1 cucchiaino di olio evo
2 cucchiaini di cipolla bianca tritata
acqua
Taglia a pezzetti le fettine e le cime del cavolfiore.
In una casseruola dal fondo pesante, scalda l’olio a fuoco medio e aggiungi la cipolla. Dopo 1-2 minuti aggiungi la carne. Una volta che i pezzetti si sono rosolati su tutti i lati, aggiungi il cavolfiore e tanta acqua quanto ne basta per coprire metà delle pietanze.
Coperchia e porta a ebollizione, riduci la fiamma, e lascia cuocere a fuoco lento per 20 minuti. Verifica che sia tutto tenero prima di togliere dal fuoco. Schiaccia il cavolfiore e servi con un filo di olio a crudo.

 

Tuorlo strapazzato con prosecco e timo

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Finisce sempre così, uno vorrebbe levare e smaltire ma no, si ritrova ad aggiungere.

Che ci posso fare? Ho trovato questa tazza e l’ho amata da subito. E’ perfetta! Per chi come me pianifica tutti i post del blog e si ritrova a scrivere con un bel tè accanto. A proposito di pianificare, hai scaricato il mio blog planner? E’ come freebie nella newsletter, spero ti piaccia. Io ne sto facendo un uso smodato, lo ammetto. E la tazza ce la vedo proprio bene accanto a lui.

E meno male che mi sono fermata alla tazza, ci sarebbero state tantissime altre cose da aggiungere! E ora il dubbio? Come la metterò in valigia? La metterò in valigia?

In verità sto cercando di non pensare al fatto che starò 7 mesi senza il kitchenaid. 7 mesi. Sono tanti, sono davvero tanti. E non ho nessuna intenzione di impastare a mano, è una cosa che non mi è mai piaciuta fare. Chissà se nelle case di air b&b posso mettere l’opzione impastatrice? C’è la lavatrice, c’è la lavastoviglie, c’è il forno,… e perché l’impastatrice no? Cioè a parte il forno, delle altre cose ne faccio a meno. Tanto la lavatrice non la userò, ci muoveremo spesso e sarà più comoda quella a gettoni per le strade, con tanto di asciugatrici. Ma per impastare? E un mattarello? Come faccio, una volta essermi sporcata di impasto fino ai gomiti se non posso stenderlo? Mi sento in piena crisi per le cose più inutili. E ogni giorno ne sforno a milioni di pensieri che mi portano a domande senza risposta. Domande sciocche sì, ma che fanno parte di me.

La mia più cara amica mi ha consigliato di seguire la teoria delle 100 cose. Ce la posso fare. Anche se a parte i vestiti, il portatile, il telefono e il kindle sarò già a quota 100. Meglio fare una lista di cose importanti e rispondere alla domanda “se fossi in un’isola deserta, cosa vorresti avere?” Lì non penso il kitchenaid mi servirebbe a molto 😉

Se per questo nemmeno per l’antipasto che ti spiego oggi mi è servito. Forse lo sto sopravalutando.

Oggi una ricetta facile e veloce, bastano i tuorli, che tanto abbiamo spesso in frigo avanzati da qualche dolce, un po’ di prosecco e qualche spezia. Per noi timo e pepe, per Cecilia solo il timo. E’ stato davvero uno sfizio gradito, il prosecco evapora lasciando solo il retrogusto amarognolo, qui il vero protagonista è il tuorlo! E a noi che tanto piacciono le uova non poteva non piacerci!

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Tuorlo strapazzato con prosecco e timo

4 tuorli
60 gr di burro
80 ml di prosecco
sale
pepe
timo

Metti in una pentola di acciaio dal fondo spesso con i tuorli e sbattili con una frusta aggiungendo un pizzico di sale. Immergi la pentola a bagnomaria a fuoco medio. Aggiungi il burro mescolando con un cucchiaio, poi versa il prosecco a filo continuando a mescolare.
Leva dal fuoco e servi in coppette cospargendo con timo e pepe.

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Rigatoni con carciofi a pezzi

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Mi sto facendo una cultura su come organizzare gli spazi, roba da non crederci quello che le persone riescono a infilare in una valigia minuscola.

E io che ho sempre viaggiato leggera ma semplicemente perchè troppo pigra per progettare una valigia ecco che mi ritrovo, per necessità, a fare i conti con i centimetri anzi, i millimetri, delle valigie. Il bello è che sto perdendo una marea di tempo vedendo video inutili su youtube di come fare la valigia perfetta arrotolando l’arrotolabile. Ma non lo farò mai, già lo so. Eppure non riesco a smettere di guardarli. Sono ipnotici. E forse sotto c’è anche la magagna. Più che altro mi immagino la scena della valigia che esplode e schizza tutta la roba in giro perchè viene buttata da un posto all’altro senza troppa delicatezza. Ecco, questo fatto mi lascia un po’ a disagio. Le valigie vengono davvero maltrattate e pensando che noi viaggeremo con sole 3 valige dove ci sarà tutto l’occorrente per 7 mesi mi mette ancora più in ansia (ti sei persa il nostro viaggio? Ne parlo qui).

E se le perdiamo? E se esplodono? E se… non sai quanti di questi “e se…” mi sono venuti in mente l’attimo in cui ho realizzato che dovevo decidere quale valigia comprare. No, non ho ancora deciso. Le nostre vecchie valigie che sono sopravvissute in 5 anni di matrimonio in realtà sono valigie morbide, non adatte a essere strapazzate in così tanti aeroporti. Ho trovato un sito che ha fatto fare delle belle prove a otto valigie. Addirittura gli hanno lanciato una macchina sopra! A vedere quei video un po’ di ansia se n’è andata. E ho trovato un buon punto di partenza per iniziare la ricerca delle valigie. Certo, poi devo combattere con i colori. Cecilia che la vuole rosa, io che la vorrei fucsia. Ma io posso farne a meno e Cecilia spero si accontenti di una bella targhetta rosa. Incrocio le dita. Poi dovrà dividersi la valigia con Cornelia… vabbè, a questo penserò dopo!

Torno nella mia cucina, circondandomi dalla mia amata pasta che già so quanto mi mancherà.
Oggi pasta con i carciofi. Io con i carciofi ho un rapporto di amore e odio. Amo mangiarli tanto quanto odio pulirli. Ma d’altronde a chi piace pulire i carciofi?
La pasta è un classico, fatta molto semplicemente con carciofi tagliati a pezzi e poi ripassata in padella. Semplice e buona, la prossima volta voglio aggiungere panna e bottarga. La panna per la cremosità e la bottarga per il suggerimento di Imma.

Che dici, se metto in valigia la macchinetta per fare la pasta?
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Rigatoni con carciofi a pezzi

2 carciofi
50 ml di Brodo vegetale
2 spicchi di aglio
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
Sale
160 gr di rigatoni

Lava i carciofi, togli le foglie dure più esterne, taglia le punte e riducili a spicchietti.
In una padella imbiondisci l’aglio nell’olio, unisci i carciofi e falli saltare a fuoco vivo per un paio di minuti.
Abbassa il fuoco, aggiungi il brodo e lascia proseguire la cottura a fiamma media, coperto, per 10-15 minuti circa.
Lessa la pasta in abbondante acqua salata.
Salta la pasta scolata a fiamma vivace nella padella del condimento per qualche minuto, girando di frequente.

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Pastina e lenticchie

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Il filo rosso del destino.

A pochi giorni da San Valentino mi torna a casa Cecilia con un bel disegno fatto all’asilo. Arte astratta come sempre, con il significato dei segni che cambia di volta in volta, in base al suo umore. Ma non è stato il disegno che mi ha colpito, ma il filo di lana con cui era legato, di un rosso brillante.

E, sarà stato il periodo o un caso, ma a me ha fatto pensare subito alla leggenda cinese. La conosci?

Io l’ho conosciuta attraverso i vari anime e manga che si sono succeduti nella mia adolescenza, da Inuyasha a Nana, passando per Ranma, è stata una leggenda che mi ha sempre incuriosita ma non l’avevo mai approfondita.

Me la sono andata a leggere su wiki e devo dire che sono rimasta un tantino delusa. Mi aspettavo un finale diverso. E qui faccio spoiler se non hai ancora letto la leggenda, ma alla fine, quando lui gli rivela la verità del taglio sulla fronte, tu, cara fanciulla, perché non ti sei spaventata e fuggita a gambe levate? Sono strana io che ho pensato subito all’assurdità? Oltre al fatto che come minino quei due avranno 30 anni di differenza.

Vabbè, la storia del filo rosso mi piace e se ci penso bene, i miei nonni avevano 19 anni di differenza. Ma sono curiosa di sapere se la conoscevi e cosa ne pensi tu.

Per la ricetta svezzamento oggi invece propongo la classica pasta con le lenticchie. Un piatto unico e sostanzioso che mi ha levato le ansie che avevo con Cecilia sulle lenticchie decorticate. O forse è Cornelia che digerisce anche i sassi, chissà.

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Pastina con lenticchie

4 cucchiai di pastina
25 gr di lenticchie
1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva
100 ml di acqua oligominerale
1/2 cucchiaino di parmigiano

Mettere a bollire le lenticchie. Dopo 20 minuti togliere dal fuoco.
Far cuocere la pastina e, a cottura ultimata, condirla aggiungendo un cucchiaino di olio evo e il parmigiano .

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Nocciolata

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Ecco qui il mio regalo per San Valentino!

Nocciolata per tutti! Ce n’è una anche per Cornelia ma ne dubito la assaggerà. Però non volevo creare scompiglio in famiglia, specie perchè siamo nella delicata fase in cui Cecilia inizia a fare i paragoni con la sorella. Se Cornelia è in braccio, anche lei vuole stare in braccio, se Cornelia mangia, anche lei vuole mangiare, e così via… quindi cose uguali per tutti!

E anche sul cibo che sta girando per casa… ti dico solo che si stanno mangiando le stesse cose! E’ un periodo e finirà, lo so, ma a volte è davvero difficile. Specie perchè Cecilia pesa in braccio! Certo, pesa poco rispetto ad altri bambini della sua età, ma comunque si fa sentire e mi stanno facendo venire due bicipiti che nemmeno quando ero giovane e giocavo a pallavolo avevo! Se questi sono i benefici di avere due bimbe… almeno loro non mi fanno venire l’acido lattico!

Vabbè, braccia a parte, torno a parlarti della nocciolata che ieri mi ha fatto venire l’acquolina in bocca mentre la facevo.

Ci sono alcune piccole annotazioni da tenere a mente:

  1. la farina di nocciole per una consistenza più liscia, ma dovrai frullarla fino a renderla una polvere finissima. L’alternativa sarebbe quella di utilizzare le nocciole intere, farle tostare brevemente e ridurle in farina… un’operazione più lunga, io non ne avevo il tempo.
  2. un buon cioccolato, magari di pasticceria… vedrai e sentirai che sapore, non te ne pentirai! Per una “copia” della nutella fai un mix di cioccolato bianco, al latte e fondente.

Con le mie quantità otterrete un generoso vasetto da 400 gr, io ne ho fatto 4 barattoli da 100 gr. La mia carta cuoriciosa viene da tiger. Quel posto mi ha creato una vera dipendenza, se penso che l’hanno aperto a Milano nella via dove abitavo prima penso che il mio portafoglio poteva dimagrire a vista d’occhio, mi sono salvata 😉nocciolata-architectoftaste

NOCCIOLATA

50 gr di farina di nocciole
20 gr di zucchero semolato
100 gr di cioccolato fondente
50 gr di cioccolato al latte
100 gr di latte
75 gr di olio di semi
Frulla la farina di nocciole, unisci lo zucchero e spezzetta il cioccolato. Frulla il tutto fino ad ottenere un composto poco granuloso.
In un pentolino mescola il latte con l’olio e unisci il composto di cioccolato e nocciole. Fai cuocere a fiamma moderata per qualche minuto. Togli dal fuoco e versa nei barattoli ben puliti e sterilizzati. Lascia raffreddare a temperatura ambiente.
Una volta fredda riponila in frigorifero e lasciala riposare per almeno 2-3 ore prima di gustarla.
Si conserva in frigorifero per una settimana.

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Stelline di polenta al mandarino

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Ci siamo, capodanno cinese, si entra nell’anno della scimmia.

E se penso a scimmia tiro fuori la mia parte più legata ad anime e manga e penso a dragon ball o saiyuki. Certo, ce ne sono molte altre ma a me vengono queste immagini in mente. Subito dopo Donkey Kong. E mi fa strano perché io a Donkey Kong non ci ho mai giocato! Ma da poco ho visto il film più assurdo che ci sia, Pixel, e ancora mi domando se c’è un senso in quel film. Di certo mi ha fatto ridere. A mio marito molto di più ma lui passava ore nelle sale di videogiochi da piccolo. A me in verità non affascinavano così tanto, ma questo non dirglielo 😉

Non penso però che anime, manga o videogiochi abbiano influenzato la ruota degli animali del capodanno cinese, c’è stato però un bellissimo (e romanticissimo) manga quando ero adolescente, fruits basket, e parlava proprio degli animali dell’oroscopo cinese. La storia è bella intrecciata ma posso solo dirti che mi piacque molto da subito. So che ne hanno fatto anche un anime ma quello non l’ho mai visto.

A parte questa parentesi, veniamo ai fatti, cioè cosa porterà questa scimmia in questo suo anno? Dovrebbe essere l’anno delle opportunità, dei cambiamenti e della tolleranza. Sembra un anno sotto il segno di Babbo Natale messa così! Ma a differenza del bianco babbo la scimmia è ambiziosa e un po’ opportunista. Quindi? Quindi ben vengano i cambiamenti ma meglio stare con gli occhi aperti ricordando che non è tutto oro quello che luccica!

Però se parlo di dolci mi devo ricredere! Non ho mai trovato un dolce bello e non buono. Sarà il caso di dire che i dolci rientrano nell’eccezione che conferma la regola?

E qui in casa si festeggia l’anno della scimmia con un qualcosa che di cinese non ha proprio origini. Però più pensavo a questa festività più l’immagine di mettere in un antipasto il mandarino si faceva largo fra i miei pensieri.

Ed è stato un amore a primo assaggio. La farina di mais fa un bel contrasto con il succo di mandarino, e anche la piccolissima di casa ha gradito questo insolito sapore (senza sale per lei!)

I semi di papavero sono stati un’aggiunta “di colore”, volevo usare la buccia del mandarino per fare delle scorzette ma il tempo di spremerlo e iniziare a fare la polenta e… Cecilia l’aveva già messo sul termosifone per farlo seccare! Quindi niente scorzette.

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Stelline di polenta al mandarino

125 gr di polenta
60 gr di acqua
succo di 1 mandarino
sale
semi di papavero

Cucina la polenta in acqua e succo di mandarino e, una volta pronta, falla raffreddare.
Taglia dei tocchetti di polenta con le forme per dolci e mettili in un piatto. In alternativa, se non vuoi farlo con le formine, taglia la polenta a cubetti di media grandezza.
Distribuisci sulla polenta sale e semi di papavero e servi l’antipasto di polenta a temperatura ambiente.

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