Pancakes con salmone, ricotta, avocado e aneto

Capelli. Io ho un serio problema con i miei capelli.
Quando sono nata ero pelatissima e sono rimasta una bella palla da biliardo per qualche mese. Poi è venuta la crosta lattea e poi, alla fine, i tanto sospirati capelli.
Capelli senza forma che hanno continuato a fare come gli pareva per anni.
Da brava figlia degli anni 80 ho portato la frangetta, che mi è stata sempre spuntata da mia madre manco fosse Edward mani di forbice. Anzi, magari, almeno sarebbe stata dritta.
E poi l’odiato caschetto. Io volevo i capelli lunghi, il mio ideale era Ariel, tanto per farti capire, eppure uscivo dal parrucchiere “formato Biancaneve”. E non avevo i capelli lisci, quindi il caschetto al secondo lavaggio era una bomba esplosa in testa. Motivo per cui a Cecilia ancora non le ho mai tagliato i capelli veramente. Spuntati si, ma di poco.
Vogliamo poi parlare delle tinte? Volevo i capelli rossi, che fra Ariel e Willow non ti dico quanto ho desiderato i capelli rossi. Ma no, ero un’adolescente con la mania del fai-da-te le tinte in casa e il massimo che ho ottenuto sono stati capelli che solo sotto un sole accecante avevano dei riflessi ramati. Che poi devo ancora capire se erano le mie amiche a dirmelo o se ciò accadeva veramente. Fatto sta che la prima volta che mio padre mi porta dal parrucchiere perchè non ne poteva più di tinte fai-da-te esco bionda. E bionda sono stata per anni. Perchè non rossa? Me lo chiedo ancora.
Per fortuna è arrivata l’università. Pochissimo tempo da dedicare e me stessa e la ricrescita che è avanzata così tanto da convincermi a tornare al mio castano. Che poi alla fine tanto male non era.
E castana sono tutt’ora. Ho avuto un breve amore per l’hennè, che il rosso come passione non mi ha mai abbandonata, ma il tempo è sempre poco, quindi mi tengo il mio colore naturale aspettando il giorno in cui possa vantare una chioma bianco neve, anche se di capelli bianchi non se ne vede ancora uno.
Ricapitolando i capelli per me sono amore-odio. Amo la lunghezza che hanno raggiunto adesso, i miei capelli che arrivano al sedere e che posso legare in una treccia laterale, che amo da prima che diventasse una moda (grazie Elsa per farmi sembrare una bambina) e che mi risolvono il problema di gestione del capello sciolto.
Ma la lunghezza ha i suoi contro: l’asciugatura e lo spazzolamento. Per l’asciugatura amen, con due pupe metto il phon a stecca e via, in un quarto d’ora la chioma è asciutta. Per la spazzola ho forse risolto con un regalo di natale da parte di mia mamma. Un mese che la uso e ancora non ho tirato giù i santi per i capelli spezzati. Incrocio le dita.
Tutto questo post sui capelli perché ho letto da poco che uno dei mille usi dell’avocado è proprio come maschera dei capelli (non mi credi? Guarda qui!). Buffo, ma preferisco mangiarlo.
E stavolta ho provato a fare dei pancakes salati. E’ stato il nostro brunch della domenica e ha riscosso molto successo.
L’impasto è il classico, leggermente salato, la crema di ricorra e avocado si sposa benissimo con il salmone e mette d’accordo grandi e piccini.
A parte che per far prima ho usato una padella più grande e l’effetto non è proprio da “pila di pancakes”, posso dire che saranno un piatto che farò più volte!
E ora veniamo a te, raccontami i tuoi di capelli!

Pancakes con salmone, ricotta, avocado e aneto

375 gr di farina 00
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto
375 ml di latte
3 uova
150 gr di ricotta
1/2 avocado
150 gr di salmone affumicato
aneto
burro
sale
pepe

 

In un piatto metti l’avocado e schiaccialo con la forchetta. Unisci la ricotta e mescola velocemente.
In una ciotola metti la farina, unisci le uova sbattute, un po’ di sale e pepe e, mescolando con una frusta, aggiungi il latte.
Lascia riposare la pastella coperta con della pellicola per 20 minuti poi aggiungi la miscela di bicarbonato e aceto e versa 2 cucchiaiate in un tegamino antiaderente caldo, unto di burro.
Fai cuocere il pancake per un minuto, giralo e fallo dorare dall’altro lato per un altro minuto.
Ripeti le stesse operazioni con la rimanente pastella.
Distribuisci su ognuno la ricotta, qualche fettina di salmone e cospargi con aneto.

14 pensieri su “Pancakes con salmone, ricotta, avocado e aneto

  1. Francesca ha detto:

    che delizia! Sapori freschi e molto sfiziosi, mi piace!
    Per i capelli, non mi lamento, ne ho tanto e ricci, adesso mi piacciono ma non sai da ragazzina quanto ci ho litigato, li lisciavo e poi con la nebbia tutti crespi, meglio lasciarli naturali, ma coi prodotti giusti e asciugarli è un’impresa 😀

    • arianna ha detto:

      Immagino! Io ho mia mamma che è riccia riccia quindi so bene che fatica sono i capelli ricci!

  2. Dorina ha detto:

    Io ho avuto i capelli lunghi fino alle anche fino a poco tempo fa.
    Sono liscissimi e scuro, un mix tra il caffè e il cioccolato. Li amo così come sono e non ho mai avuto fisse con colori o forme diverse.
    Ma (perchè siamo donne e un ma c’è sempre) li vorrei più voluminosi in modo da non sembrare Maria Maddalena.
    Ora che li ho tagliati fino alle spalle, convinta di averla sfangata col volume, mi accorgo di non aver risolto nulla.
    Sono segnali che non colgo? 🙂
    Per i pancake, semplicemente li adoro! Li ho fatti ultimamente dolci con le mandorle in scaglie all’interno e salati con burro di granchio e gamberetti.
    Il mio amore per i pancake è nato quando mia sorella, guardando Matilda sei mitica, li volle per colazione. Ogni volta che li preparo la rivedo piccolina e sporca di zucchero a velo.
    Il momento più bello è quando facciamo colazione insieme proprio a pancake e miele. Ci guardiamo e non abbiamo bisogno di parole: entrambe siamo ancora davanti alla tv, con la mente indietro di 18 anni, a guardare Matilda sei mitica.
    Ora proverò la tua versione decisamente invitante!!!

  3. tizi ha detto:

    belli questi pancakes! mi sa che te li copio… sono un antipastino sfizioso e da me avrebbe un gran successo, siamo tutti amanti di salmone e avocado 🙂
    come te ho avuto la frangetta per anni, come te il caschetto che odiavo… mi ricordo la gioia quando mi fecero finalmente crescere i capelli da bambina, così come la disperazione quando a dieci anni o giù di lì me li tagliarono di nuovo (a caschetto, è chiaro) e io piansi disperata nel vedere la mia chioma sul pavimento… del rosso invece mi sono tolta la voglia, tutte le sfumature possibili le ho esplorate tra i 16 e i 19 anni e ora mi è talmente venuto a noia che la prima cosa che dico al parrucchiere è di NON farmi colori riflessati di rosso 🙂
    buffo scoprire che abbiamo tante cose in comune, non solo in cucina ma anche in testa!
    baci ari, buona giornata… tienici aggiornate sui tuoi programmi di viaggio :)*

    • arianna ha detto:

      Ah ah ah ^^ l’odiato caschetto!!! Pensavo di essere l’unica con il trauma del taglio 😉
      E’ vero, siamo molto simili, è divertente scoprirlo!

  4. saltandoinpadella ha detto:

    Io invece da piccola volevo i capelli corti ma mia mamma mi ha sempre fatto tenere il caschetto. Me li faceva tagliare solo d’estate perchè così erano più pratici. Io odiavo il caschetto. altro che caschetto, sembravo un cactus 🙁 ora vado di capelli corti, li trovo troppo comodi

    • arianna ha detto:

      Anche tu traumatizzata dal caschetto! Ci consoliamo in qualche modo pensando sia capitato a tutti!

  5. Marina ha detto:

    Pancakes come questi sono una visione!
    Per i capelli… tentai una volta di diventare bionda ma con le sopracciglia nere che mi ritrovo sembravo una pazza 😀

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