Biscotti al cacao schiacciati

Ci sono tante cose che una persona può amare, io da sempre sono una che ama la solitudine.

Amare la solitudine. Non è poi una cosa così strana da dirsi.
Amo quando c’è silenzio in casa.
Amo quando la squadra sono “io”.
E forse vado un po’ controcorrente. C’è un gran senso di condivisione e collaborazione generale e si può osare dire che la vanno di moda.
Ok, questo va anche bene. Non fraintendermi, non sto denigrando la collaborazione.
Quello che sto sostenendo è questo: il lavoro migliore viene, spesso, da persone che sono state rintanate lontano dalla gente. Prendi i violinisti, gli scacchisti e gli scrittori. Tanto per prendere i primi tre che mi sono usciti fuori da una veloce ricerca.
Per quanto mi riguarda la solitudine è il momento migliore per progettare e per scrivere.
E ci sono delle ragioni per cui funziono meglio da solo. Le mie principali sono solo due ma valgono mille per quanto mi riguarda!
1. La scrittura pretende intensa concentrazione, devo per forza essere sola e con i miei pensieri per scrivere un post o per scrivere una ricetta. Il fatto che poi verrà cucinata a quattro o sei mani è un discorso a parte. Eh no, non sono diventata la dea Kalì, pensavo a mio marito e Cecilia.
2. Il blog richiede una profonda motivazione. E questo dipende dal mio entusiasmo e non quello di chiunque altro intorno a me.
Per questo quando scrivo e penso al mio blog lo faccio in solitaria.
E se posso concedermi il lusso di mettermi a tavolino pensando solo al mio blog, non posso fare a meno di biscotti.
Questi di oggi sono i miei preferiti da sempre. Ce li faceva la mamma di una mia compagna di classe alle medie per i giorni di studio. La ricetta è passata a mia madre quando ci siamo trasferiti e sono diventati i biscotti del liceo prima e del giorno prima degli esami universitari poi.
Ora me li faccio ogni tanto, e ogni volta penso che li farò anche alle mie bambine e la tradizione continuerà.
Sono facili, si fanno in poco tempo e c’è bisogno solo di stare attenti al burro ammorbidito, non fuso, e allo zucchero di canna, non semolato.
Rimangono un po’ morbidi e con il caffè sono buonissimi. Sarà che l’accoppiata cacao-caffè è sempre vincente!
E con questo chiudo il 2015 e ti auguro di passare delle ottime feste.
Ci vediamo l’anno nuovo, buon Natale!

Biscotti al cacao schiacciati

100 gr di burro morbido
50 gr di zucchero di canna
120 gr di farina 00
30 gr di cacao amaro
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto di mele

 

Preriscalda il forno a 180°C.
In una ciotola sbatti energicamente il burro fino ad ottenere una crema morbida. Aggiungi quindi lo zucchero e continua a lavorare.
Unisci il cacao e la farina, mescolando con un cucchiaio di legno. Non appena l’impasto risulterà difficoltoso da lavorare, unisci la miscela di bicarbonato e aceto e continua a impastare velocemente con le mani.
Preleva con un cucchiaino l’impasto e disponi le cucchiaiate su una teglia già foderata con carta forno. Immergi una forchetta in acqua fredda e schiaccia le cucchiaiate di impasto. Ripeti l’operazione di immersione per tutti i biscotti per un segno perfetto.
Cuoci in forno ben caldo per 15-20 minuti.

Cookies crushed cocoa

100 grams of soft butter
50 grams of brown sugar
120 g flour 00
30 grams of cocoa
1 teaspoon baking soda
1 tablespoon of apple cider vinegar

 

Preheat oven to 180 ° C.
In a bowl, vigorously whisk the butter until creamy smooth. Add the sugar and then continues to work.
Combine the cocoa and flour, stirring with a wooden spoon. As soon as the dough will be difficult to work with, combine the mixture of baking soda and vinegar and continues to mix quickly with hands.
He picks up the mixture with a spoon and arrange them spoonfuls onto a baking sheet lined with parchment paper already. Dip a fork in cold water and crushes spoonfuls of dough. Repeat dipping for all cookies for a perfect score.
Bake in hot oven for 15-20 minutes.

Purea di pisellini dolci

Sono sempre stata una bambina che mangiava con gli occhi.

Non ho mai voluto assaggiare l’avocado perché il frutto proprio non mi piaceva alla vista e ho un’avversione per il panettone (e qui i più mi odieranno!) ma perché pieno di uvetta e frutta candita.
L’avversione con l’avocado l’ho superata con lo shock che il guacamole fosse fatto per lo più da avocado. Quella per il panettone ci sto lavorando, lo giuro.
Quando ho iniziato lo svezzamento di Cecilia non mi ero mai interessata troppo alla forma delle cose che mettevo sul piatto. Man mano che Cecilia cresceva poi ho imparato che con i bambini bisogna “giocare” e vedere le cose dal loro punto di vista.
E così come ho imparato ad abbassarmi alla sua altezza per parlarle, mi sono messa sul suo piano per farla mangiare.
Poi, come ti ho già raccontato, ho trovato che il trucchetto del cucinare insieme funziona per farla interessare a quello che c’è dietro la pietanza in sé.
Con Cornelia invece, dato che stiamo facendo questo svezzamento diverso, stavo pensando che avrà una percezione del cibo molto diversa rispetto alla sorella.
Questa stessa purea di pisellini se l’avessi fatta 3 anni fa per Cecilia sarebbe stata del tutto diversa: cotti i piselli, fatto il brodo, messo il cucchiaio di crema di riso, schiacciati e aggiunti un paio di cucchiai di piselli, olio e parmigiano. Una pappetta che sapeva sì di piselli, ma neanche troppo, e dal colore verdastro.
Invece questa è piselli e un filo d’olio. E il colore infatti è di un bel verde acceso.
Mi sento che sarà più facile far apprezzare le verdure a Cornelia se già è abituata a vederle con i loro colori nel piatto!
Per noi la purea non è stata fatta ma, una volta pronti i piselli, ho aggiunto 2 foglie di menta e li ho accompagnati con l’agnello alla griglia.

Purea di pisellini dolci

Per cinque porzioni
500 gr di piselli (freschi o surgelati)
1 cucchiaino di olio d’oliva

Metti i piselli in una casseruola, copri con acqua, porta ad ebollizione e fai cuocere a fuoco basso per 7-8 minuti. Scolali.
Frulla con l’olio d’oliva fino ad ottenere una purea liscia.

Sweet pea purée

Makes five servings
500 gr peas, fresh or frozen
1 teaspoon olive oil

 

Put the peas into a saucepan, cover with water, bring to a boil, and cook over low heat for 7 to 8 minutes. Drain. Blend with the olive oil until you have a smooth purée.
For a mildly tangy note, blend this recipe with 2 fresh mint leaves. This version is excellent for Bébé, as well as the rest of the family, with grilled lamb.

Biscotti morbidi con miele

Appuntamento al buio… con un libro!
Ho letto da poco una bellissima idea che non potevo tenermi tutta per me.
In Australia, nella libreria di Newtown, la direttrice ha un intero scaffale di libri impacchettati dove, al posto del titolo, ci sono delle parole chiave.
Io che sono una divoratrice di libri, ho trovato l’idea assolutamente geniale!
Per prima cosa è vero, comprando “al buio” usciamo dalla nostra confort zone, magari scoprendo nuovi gusti in materia di libri.
Poi… li trovo il regalo perfetto!
Quante volte hai regalato un libro? Tante, ammettilo. E chissà se il titolo scelto era quello giusto.
Invece così uno segue solo un’ispirazione data da poche parole, inoltre il titolo sarà una sorpresa anche per chi lo regala.
Un appuntamento al buio che si può avere anche online. Io mi sono spulciata quelli che avevano disponibili, ce ne sono un paio adatti per mio marito, chissà se riescono a farmi una spedizione velocissima!
Per me non ho trovato nulla ma la sezione è in continuo aggiornamento (e poi siamo sotto natale!) ma già mi vedo con il mio libro da scartare. Il mio appuntamento al buio d’altronde ora come ora posso farlo giusto con un libro!
Ecco, per accompagnare un bel libro questi biscotti poi sarebbero l’ideale.
Sono senza uova e senza latte e derivati ma pieni di miele.
Buonissimi e dolci al punto giusto, rimangono belli morbidi però si sfaldano un po’ quando li inzuppi.
Perfetti per accompagnare un tè al pomeriggio.

 

Biscotti morbidi con miele

200 gr farina 00
45 ml olio di semi di mais
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di aceto di mele
120 gr di miele millefiori

 

In una terrina unisci tutti gli ingredienti tranne il bicarbonato e l’aceto.
Impasta fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Aggiungi bicarbonato e aceto e mescola velocemente.
Dividi l’impasto in palline, poggiale sulla teglia rivestita di carta da forno e schiacciale leggermente con i rebbi di una forchetta.
Cuoci in forno caldo a 180° per 12 minuti.
Appena tolti dal forno saranno molto morbidi quindi lasciali raffreddare prima di spostarli.

 

Soft biscuits with honey

200 g flour 00
45 ml corn oil
1/2 teaspoon baking soda
1 teaspoon of apple cider vinegar
120 grams of wildflower honey

 

In a bowl, combine all ingredients except the baking soda and vinegar.
Knead until dough is smooth and homogeneous. Add baking soda and vinegar and stir quickly.
Divide the dough into balls, poggiale on baking sheet lined with parchment paper and lightly mash with a fork.
Bake at 180 degrees for 12 minutes.
Just out of the oven will be very soft then leave to cool before moving it.

Ti cucino un regalo

Ci sono post che non sai proprio come prendere, questo era uno di quelli. Ci sto pensando da giorni e, riderai all’idea, però mi sentivo proprio nervosa: ansia mista a eccitazione.
Sì, mi pare ancora strano e faccio la faccia incredula solo a nominarlo: un libro, il mio libro, il nostro libro.
Nostro? Mio, del blog, di Luca, di Cecilia, di Cornelia, di Federico, e di tutti quelli che hanno chiacchierato com me in questi cinque anni di blog.
Il blog è il blog, ma niente è paragonabile alla carta stampata. Perché tutto quello che fino a quel momento era virtuale all’improvviso diventa più vero e finalmente puoi toccarlo con mano.
E con tutti i dubbi, i sacrifici, le scelte, i rischi,… ho aspettato mi prendesse quell’attimo in cui ho abbassato la guardia e ho fatto il salto.
Quello che non credevo è che dopo un attimo ero già in volo.
“Un attimo” è molto relativo dato che ci stiamo lavorando da un anno!
Le preparazioni, gli esperimenti e le foto, all’inizio con Cecilia e una pancia in crescita, fino agli ultimi scatti la settimana prima della nascita di Cornelia, e mi piace pensare che questo finire le foto un attimo prima fosse proprio un buon segno.
Poi due pupe, un libro da impaginare, e tutto il delirio che questo ha portato in casa. Il tempo intanto scorreva.
Ma sono felice.
Rileggo le parole e so che sono esattamente quello che sento, i miei pensieri, le mie ricette preferite, tutte qui.
Il mio libro, la mia terza creatura.
Ok, faccio meno la sentimentale… alla fine questo post è per raccontare un po’ il retroscena del libro. Per dirti che non è stato solo un lavoro su carta ma anche di stomaco dato che abbiamo mangiato tutto: le prove, le varianti, le versioni finali.
Anzi, quelle sono state mangiate più volte, tanto per essere sicuri fossero buone.
Centosessantaquattro le ricette selezionate e vincitrici. E non ti dico quante ne sono state scartate.
Alla fine ne abbiamo fotografate quarantaquattro, lasciando le varianti scritte alla fine di ogni pagina, volevo un libro pratico, di quelli da tenere a portata di mano in cucina, non un’enciclopedia!
Le quarantaquattro ricette che Luca si è anche portato a casa. E se abbiamo finito le foto con qualche kg in più giuro che non è colpa mia.
Ma passiamo ai fatti adesso.
Il tema è quello dei regali golosi.
E, come è giusto che sia, ci sono ricette e incartamenti.
E finalmente il libro è pronto per la vendita: su blurb lo trovi in pdf o in ebook. Se lo preferisci in versione cartacea invece lo trovi su amazon.
Il titolo? Ti cucino un regalo.
Ma prima o poi ci incontriamo? Io spero proprio di sì. In questo momento sto prendendo accordi per una presentazione alla libreria vicino casa, una piccola piccola, che ha aperto da qualche mese e mi sa tanto di casa.
Appena tutto è definito ti faccio sapere che a me farebbe un gran piacere conoscerti e… che queste chiacchiere non fossero tutte solo virtuali.
Chiudo qui dicendoti che è vero, a volte capita che i sogni si avverino.
Il mio è un sogno da sfogliare, accarezzare, conservare negli anni e magari un domani regalare alle mie pupe.
Perché sono convinta che cucinare sia soprattutto un’opportunità per fare qualcosa per chi amiamo.

Purea di fagiolini

Il segreto dei suoi occhi.

Il film, uscito quasi un mese fa, che mi ha fatto venire un colpo al cuore.
Se non lo conoscete una veloce ricerca su wiki, non voglio parlare del film, di come è girato, di come sono bravi gli attori, ecc ecc…
No. Voglio parlare di come mi ha fatto ricordare una cose che diceva sempre mia mamma quando ero adolescente.
Spesso quando guardavamo un tg o quando parlavamo della violenza che c’era in giro nel mondo lei mi diceva “se qualcuno dovesse farti male, lo cercherei fino in capo al mondo per fargliela pagare”. Io ci ridevo su e le rispondevo che era esagerata.
Ecco, ora che sono mamma non ho così tanta voglia di riderci su.
Di violenza in giro ce ne è tanta, troppa. E se mi fermo a pensarci sento che ho paura, ma non per me, per le mie figlie.
Non voglio nemmeno pensare a quello che potrebbe succedere se qualcuno facesse del male alle mie bambine.
Quindi vado oltre a questo pensiero e mi fermo a pensare a cosa posso fare io, come madre.
Ora sono piccole e in un ambiente protetto. Stanno solo con persone fidate, ma cosa succederà quando cresceranno quel tanto che basta per chiedermi di andare da sole a scuola? Io, che sono stata accompagnata a scuola da mia madre finché non ho preso la patente (te l’ho detto che era apprensiva, no?), le dirò no?
Mio marito è dell’idea di iscriverle ad arti marziali a 6 anni e di non farle uscire di casa con le amiche fino ai 18.
Io ci sorrido e penso che l’idea delle arti marziali non sia male. Magari un corso di autodifesa. Magari alle medie piuttosto che alle elementari.
E un bello spray al peperoncino da tenere nella borsa alla sua prima uscita serale.
E se volesse andare in discoteca? Rabbrividisco, non voglio pensarci.
Meno male che con la piccolissima di casa ho tre anni in più per pensarci rispetto alla sorella!
E qui siamo ancora alle prese con i primi assaggi di cibo e con le canzoncine dei cartoni animati quindi si naviga in acque sicure!
I fagiolini, piaciuti tantissimo a Cornelia, sono stati, come sempre, apprezzati anche dai grandi… dato che ne avevo prese uno sproposito li ho aggiunti alle costolette di agnello e hanno fatto parte della nostra cena. La prossima volta voglio azzardarle in una salsa alla menta!

Purea di fagiolini

Per cinque porzioni
500 gr fagiolini
10 g di burro

Lava e prepara i fagiolini, poi taglia tutto a cubetti.
Mettili in una casseruola, copri con acqua, porta ad ebollizione, poi abbassa la fiamma, copri e cuoci a fuoco medio per 15 minuti.
Frulla con il burro fino ad ottenere una purea cremosa.

Green beans purée

Makes five servings
500 gr green beans
10 g butter

 

Wash and peel the green beans, then cut them.
Put the cubes into a saucepan, cover with water, bring the milk to a boil, stirring constantly, then lower heat, cover, and cook over medium heat for 15 minutes.
Blend with the butter until you have a smooth, creamy purée.
I serve it with beef bourguignon or lamb cutlets to older children.

Biscotti morbidi allo zenzero

Si avvicina il natale e, come ogni anno, mi si chiede cosa voglio per Natale.

Posso dire una cosa? Mi sono stufata!
Perché mi chiedi cosa voglio, poi mi sembra che il regalo me lo sono fatto da sola!
Che fine hanno fatto i regali che vengono dal cuore, quelli che anche se inutili, sono preziosi perché dicono “ti ho scelto il regalo”. Non quelli del “so che lo volevi”.
E’ Natale, e si dovrebbero scambiare regali simbolici. Dovrebbe venire prima la gioia di stare tutti insieme e poi la sorpresa dei regali.
Ecco, la sorpresa.
Se mi chiedi cosa voglio e me lo fai trovare sotto l’albero come faccio a fare la faccia sorpresa?
Se proprio non sai cosa regalare allora non chiamare me, chiama mio marito, mia madre, chiedilo a Cecilia,… qualsiasi cosa ma ti prego non chiedermi cosa voglio.
Mi piacciono le sorprese, le adoro, e in questi giorni mi stanno rovinando l’atmosfera natalizia.
Ok, sono un tantino esagerata. D’altronde se una persona vuole fare un regalo mirato fa bene a chiedere cosa. Però se io rispondo “fai tu, qualunque cosa va bene” non tenermi un’ora al telefono continuando a ripetere “no dai, cosa ti regalo a Natale?”.
Va bene qualunque cosa!!
Un paio di mutande. Una tazza. Una qualsiasi cosa inutile. Che tanto anche le cose che voglio sono solo una serie infinita di cose inutili.
Per una volta scegli tu. Va bene?
Niente. Non arriva questo messaggio. E se dico una tazza mi chiedono colore-tipologia-materiale. E se dico mutande mi chiedono taglia-colore-con o senza pizzo?
Ma i Natali di quando eravamo piccole, quelli dove si scartava e basta, senza l’ansia del regalo, non possono tornare?
Pensa che io non ho mai fatto la letterina a Babbo Natale proprio perché non mi piace chiedere.
E se non mi piaceva da bambina, quando potevo scriverci qualsiasi desiderio su quel foglio, come può piacermi adesso?
Quindi se c’è un modo per far capire a tutti che a me il regalo-che-mi-fai-perché-sono-io-a-dirtelo non mi interessa bene, fammelo sapere.
E mentre ci pensi gustati questi biscotti del nostro calendario dell’avvento appena iniziato.
Sono morbidi appena sfornati e rimangono belli morbidi se conservati in una scatola di latta. Durano più o meno una settimana, ma a noi sono sempre finiti in due giorni.
Sono una buona alternativa a quelli, decisamente più natalizi, alla cannella. Ma Cecilia amando più lo zenzero della cannella preferisce questi.
Negli ingredienti c’è lo sciroppo d’acero ma volendo puoi sostituirlo con il miele, magari uno di castagno.

Biscotti morbidi allo zenzero

150 gr di farina 00
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di aceto di mele
1 cucchiaino di zenzero in polvere
110 gr di zucchero di canna
60 gr di burro tagliato a pezzetti
30 ml di acqua bollente
1 cucchiaino di sciroppo d’acero

 

Preriscalda il forno a 180°C.
In una ciotola unisci la farina, lo zenzero e lo zucchero.
Incorpora il burro e lavoralo velocemente con la punta delle dita, fino ad ottenere un composto sabbioso.
In una ciotola unisci l’acqua bollente e lo sciroppo d’acero, mescola bene e aggiungilo al composto, poco alla volta. Alla fine aggiungi la miscela di bicarbonato e aceto.
Preleva a cucchiaiate l’impasto e disponi le palline, distanti, su una teglia coperta con carta forno. Con il fondo di un bicchiere, schiacciale leggermente.
Inforna per circa 15 minuti, girando la teglia a metà cottura.

Soft ginger cookies

150 grams of flour 00
1/2 teaspoon baking soda
1 teaspoon of apple cider vinegar
1 teaspoon ground ginger
110 grams of brown sugar
60 g butter cut into small pieces
30 ml of boiling water
1 teaspoon of maple syrup

 

Preheat oven to 180 °C.
In a bowl combine the flour, ginger and sugar.
Embed butter and lavoralo quickly with fingertips until mixture is sandy.
In a bowl combine the boiling water and maple syrup, stir well and add to the mixture, a little at a time. At the end add the mixture of baking soda and vinegar.
He picks up a spoon and arrange the dough balls, distant, on a baking sheet covered with parchment paper. With the bottom of a glass, mash slightly.
Bake for about 15 minutes, rotating the pan halfway through cooking.
They are preserved in a hermetically sealed container for about 1 week.

Biscotti vegani con marmellata

Quante energie sprechiamo nel corso di una giornata? Troppe.
No davvero, o sono troppe loro o siamo noi che prendiamo troppi impegni.
Ieri è stata una giornata devastante sotto tutti i punti di vista. A livello fisico, le due pupe mi hanno messa a dura prova con pianti in tandem. A livello emotivo, ero sola in casa perché mio marito era andato ad arrampicare e mi sono sentita davvero abbandonata e lontana da tutto e tutti. A livello materiale perchè non ho combinato nulla, le uniche cose che ho fatto erano quelle necessarie: pranzo, lavato le pupe e cena.
In giorni come quello di ieri mi viene da pensare se sono solo io l’illusa di poter fare mille cose in un solo giorno. Che poi le mille si traducono in: lavatrice, stendere, stirare, cucinare, giocare con le pupe, passeggiare fino al parco, scrivere un post, mandare una mail.
Ecco, le ho scritte. Non mi sembrano compiti tanto difficili eppure ci sono dei giorni in cui riesco solo a tenere le redini di quel cavallo in corsa che è il tempo.
Oggi, che sono di certo ancora provata dalla giornataccia di ieri, ci penso su. Sarà che co Cecilia a scuola e Cornelia a letto riesco a sentire il flusso dei miei pensieri.
Rallentare il ritmo può essere un soluzione. Cercare di mettere delle priorità e di concedermi il tempo anche per respirare un po’. Che tanto se la lavatrice la faccio domani non casca il mondo, semmai straripa il cesto della biancheria.
E con questi biscotti semplici voglio ricordarmi che le pause vanno prese. Quando servono e anche quando non servono.
La ricetta l’ho vista per la prima volta da Claudia, a sua volta ispirata da Fabiana.
Anche io ho fatto le mie varianti, come il levare del tutto lo zucchero perché già la mia marmellata era molto dolce, e cambiando farina con una semplicissima 00.
E i biscotti? Sono davvero buoni!
Morbidi, perfetti inzuppati ma ancora di più mangiati accompagnando il caffè dopo pranzo. La marmellata ai frutti rossi si sente molto, ma la prossima volta voglio metterne ancora di più.

Biscotti vegani con marmellata

200 gr farina 00
30 ml olio di semi di mais
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di aceto di mele
120 gr di marmellata ai frutti rossi

 

In una terrina unisci tutti gli ingredienti tranne il bicarbonato e l’aceto.
Impasta fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Aggiungi bicarbonato e aceto e mescola velocemente.
Dividi l’impasto in palline e poggiale sulla teglia rivestita di carta da forno.
Cuoci in forno caldo a 180° per 12 minuti.
Appena tolti dal forno saranno molto morbidi quindi lasciali raffreddare prima di spostarli.

Vegan cookies with jam

200 g flour 00
30 ml corn oil
1/2 teaspoon baking soda
1 teaspoon of apple cider vinegar
120 grams of red fruit jam
In a bowl, combine all ingredients except the baking soda and vinegar.
Knead until dough is smooth and homogeneous. Add baking soda and vinegar and stir quickly.
Divide the dough into balls and poggiale on baking sheet lined with parchment paper.
Bake at 180 degrees for 12 minutes.
Just out of the oven will be very soft then leave to cool before moving it.

Purè di patate dolci

Mangia tutto! Cecilia finisci quello che hai nel piatto!
Non so quante volte ho detto questa frase negli ultimi 3 anni. E più volte mi sono chiesta perché? Perché non lo mangia anche se è buonissimo?
Perché oggi dice di no quando fino a ieri lo voleva?
Nel periodo che va dall’anno ai tre anni Cecilia mi ha fatto diventare matta a volte. Sempre sul cibo, solo sul cibo. Ci sono due cose che poi mi fanno impazzire.
E’ una bravissima bambina su tutto ma è di una lentezza disarmante quando mangia. Non fa mai i capricci però se nel piatto si trova un qualcosa che in quel momento non le va tira fuori il peggio di sé.
Ai due anni ho pensato che le cose erano due: o la mandavo a mangiare insieme al padre in ufficio così non dovevo vedere le sue scene o eliminavo il problema alla radice, facendole vedere il retroscena di ogni piatto.
La seconda, più fattibile, anche se a volte è stata una vera sudata, si è rivelata la scelta vincente.
Cucinando con Cecilia ho scoperto che se fai vedere, toccare e partecipare i risultati ci sono su tutti i fronti. Ovviamente a me interessava solo che mangiava qualunque cosa, ma come ha preso il via devo ammettere che quello è passato in secondo piano.
Ora sa il perchè. Sa che se cuoci una cosa diventa di un certo colore, se peli una patata dentro è diversa, sa che se l’acqua bolle è ora di buttare giù la pasta.
Sembra una cosa banale ma ti giuro che non lo è. E’ vero che non ha fatto miracoli per carità, non mi sentirai mai dire “cucina con i bambini così mangiano tutto!”. Ci sono ancora delle cose che appena vede già mi dice che non le vuole. Anche preparandole insieme, non cambia nulla. Ma ora so che quando fa così non è il capriccio del momento ma proprio una faccenda di gusti.
Per esempio le patate. Adora le patate. Tutte tranne quelle americane. Le patate dolci, sai quelle che piacciono a tutti i bambini? Ecco, a Cecilia no.
Ho sempre pensato fosse per l’aspetto. Ammettiamolo, l’aspetto di questa purea non è dei migliori.
Invece no, è proprio il sapore che non le piace.
Le assaggiò a 7 mesi e poi basta. Chiuso.
Avevo quasi il terrore quando le ho fatte per Cornelia. E invece il primo assaggio è stato un successo. E dopo qualche giorno posso dire che, dopo la pera, è la cosa che ama di più.
Ma la cosa più bella non è vedere Cornelia che mangia di gusto le patate americane. No, è vedere la sua faccia di pura gioia con accanto la sorella che la guarda disgustata.

Purè di patate dolci

Per cinque porzioni
2½ patate dolci
1 cucchiaio di burro

Lava e sbuccia le patate dolci, poi tagliale a cubetti.
Metti i cubetti in una casseruola, copri con acqua, porta a ebollizione e cuoci a fuoco medio per 15 minuti. Scolale.
Frullale con il burro fino ad ottenere una purea liscia.

Sweet potato purée

Makes five servings
2½ sweet potatoes (600 g)
1 tablespoon butter

 

Wash and peel the sweet potatoes, then cut them into cubes.
Put the cubes into a saucepan, cover them with water, bring to a boil, and cook over medium heat for 15 minutes. Drain.
Blend with the butter until you have a smooth purée.

Biscotti attorcigliati con le mandorle

Da oggi entro nel periodo natalizio. E’ ufficiale.
Quindi biscotti per il calendario dell’avvento come se piovesse! Giusto per non accumulare nel computer le immagini de “la roba dolce”, che già da un po’ si sforna e si smista tra sacchetti e pacchetti.
Di già? Sì.
Perché già si respira l’atmosfera del Natale. E perché io a Natale regredisco un po’.
Ma che ci vuoi fare, mi piace! Mi piace l’atmosfera giocosa. Mi piace decorare l’albero di Natale. Mi piace il profumo di biscotti. Mi piace lo scartare il nostro calendario dell’avvento.
Anzi, i calendari. Perché negli anni sono diventati prima due, poi tre, e quest’anno saranno quattro. Wow, quattro. Ancora mi ci devo abituare.
Calendari uguali ma con contenuti diversi.
Cioccolatini per mio marito. Biscotti per Cecilia. E devo ancora decidere cosa per Cornelia.
Il contenuto del mio? Dovere del marito. Ma quest’anno ci sarà anche lo zampino di Cecilia. Sono proprio curiosa.
Se proprio devo ammetterlo però il mio preferito rimane il calendario di Cecilia.
Biscotti. Ventiquattro versioni di biscotti. Tutti diversi, così rimane una doppia scoperta: quella della vista e quella del gusto! Ci saranno quelli da appendere, che tanto lo so che non saranno appesi, ma mangiati, però il cordino ce lo metto lo stesso.
Io adoro i biscotti, ne ho una vera passione, quindi puoi immaginare cosa voglia dire per me mettere le mani in pasta per prepararne tanti, e tutti diversi. Gioia allo stato puro.
E poi i biscotti che si sfornano per il calendario dell’avvento sono anche un’ottima idea regalo per l’amica e collega. Un nastrino (si lo so, ho una dipendenza da nastri), un sacchettino e un bigliettino completeranno l’opera.
Per il primo giorno da scartare nel calendario di Cecilia ho preparato, mentre la piccola è all’asilo, questa versione di simil-frollino.
Molto secchi e senza burro né uova. Ottimi e versatili sono i classici biscotti adatti per la colazione o l’ora del tè. E considerando che vengono mangiati la mattina sono perfetti da inzuppare nel latte.

Biscotti attorcigliati con le mandorle

60 gr di farina bianca di tipo 00
50 gr di fecola di patate
10 gr di zucchero
1 fialetta di aroma alle mandorle
1 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
50 ml di latte
50 gr circa di mandorle

 

In una ciotola capiente versa la farina bianca, la fecola di patate, lo zucchero e il bicarbonato. Amalgama per bene il tutto.
Aggiungi la fialetta di aroma alle mandorle e il latte. Impasta e lascia riposare una mezz’ora.
Ripreso l’impasto ricavane delle strisce da arrotolare fra loro. Chiudile e metti una mandorla al centro.
Inforna, in forno già caldo a 180°C, per 15 minuti.
Fai raffreddare completamente prima di servire.

Twisted cookies with almonds

60 g white flour type 00
50 grams of potato starch
10 grams of sugar
1 vial of almond flavor
1 teaspoon baking soda
1 pinch of salt
50 ml of milk
About 50 grams of almonds

 

In a large bowl pour the flour, potato starch, sugar and baking soda. Combination for everything well.
Add the vial of aroma and almond milk. Kneaded and left to rest for half an hour.
Ricavane resumed the dough strips to be rolled between them. Please close them and put an almond in the middle.
Bake in preheated oven at 180 ° C, for 15 minutes.
Make cool completely before serving.