Finte colombe

E anche quest’anno è arrivata Pasqua! Anche prima di quanto pensassi in verità dato che non ho fatto in tempo a levare le decorazioni per la festa di Cecilia che già iniziamo a colorare con le uova di pasqua!
E quest’anno la nostra Pasqua sarà un po’ diversa dagli altri anni, non si scende a Roma perché io sono troppo avanti con la gravidanza e il mio ginecologo l’ha sconsigliato. Quindi una Pasqua solo noi tre, fatta però di colori, dolci, ricette di famiglia e l’immancabile cioccolato!
Il primo “profumo di Pasqua” che ho portato in tavola sono state queste finte colombe, cioè dei muffin a forma di colomba. Questo perchè a Cecilia l’impasto della colomba non piace ma volevo avesse l’impressione che anche lei mangiava una cosa simile a noi.
Ovviamente con il cioccolato per giustificare la differenza ^^
A lei sono piaciute, certo poi ha detto “sembrano come i dolci di mamma” quindi penso abbia un po’ capito l’imbroglio. Ma che importa, lei era felice e a me basta quello!

Muffin colomba

30 gr di cacao amaro
70 gr di farina 00
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di aceto di mele
85 gr di zucchero semolato
1 uovo
15 gr di burro fuso
Preriscaldare il forno a 180°C.
In una ciotola unire la farina, il cacao e lo zucchero. Mescolare bene poi aggiungere l’uovo, il latte e il burro fuso. Mescolare fino a quando non si saranno ben amalgamati.
Versare quindi l’impasto riempiendo solo 2/3 di ogni stampo (io 6 colombe della happyflex).
Cuocere in forno già caldo per 10-15 minuti o comunque fino a quando non saranno ben cotti. Sfornare e lasciare raffreddare completamente.

Muffin doves

30 grams of cocoa
70 grams of flour 00
1/2 teaspoon baking soda
1 teaspoon of apple cider vinegar
85 g sugar
1 egg
15 grams of melted butter

 

Preheat oven to 180 ° C.
In a bowl combine the flour, cocoa and sugar. Mix well then add the egg, milk and melted butter. Stir until they are well blended.
Pour the mixture filling only 2/3 of each mold.
Bake in preheated oven for 10-15 minutes or until they are thoroughly cooked. Remove from oven and let cool completely.

3 anni: festa “Trilli”

Ho sempre adorato le feste. Sarà perché trovo ci sia un’emozione nell’attesa, una gioia nel ricevere, che mi viene naturale organizzare per il compleanno di Cecilia una festicciola.
In realtà non abbiamo fatto nulla di complicato: un semplice sabato sera a casa nostra con una serie di amici. Però ho voluto che ogni cosa fosse magica. Le decorazioni, i piatti e il regalo finale. Il tutto organizzato in una settimana, con il rallentamento della pancia e con la complicità di una bimba aiutante.
A dire il vero circa un’ora prima di allestire ho mandato papà e pupa a lavarsi e vestirsi, quindi Cecilia quando è tornata in sala l’ha trovata tutta decorata e la mia fatica è stata cancellata dalla risata e dall’urlo di gioia di quando è entrata. E la cosa meravigliosa, è che so esattamente cosa ha provato.
Quest’anno il tema della festa era ben chiaro fin da gennaio e sono diventata matta per cercare qualcosa di originale e “fataloso” come dice Cecilia!
Quindi festa in tema “Trilli” con un menù vegetale per attenersi ai gusti delle fate.
Mi sono messa alla ricerca di tutte le immagini dei personaggi del cartone animato, poi ho cercato le sagome di Trilli, ne volevo una diversa per ogni pietanza, e alla fine ho comprato edera, fiori finti e una farfalla per allestire la tavola da Ikea.
Devo ammetterlo, mi sono divertita!
Ma se penso che dall’anno prossimo saranno due le bimbe da accontentare mi prende un po’ un colpo!
Per ora vi mostro quello che abbiamo fatto noi, che ne dite, è abbastanza fataloso?

Da bere avevamo:
– nettare delle fate (succo di frutta)
– rugiada del mattino (acqua)
– linfa di vite (vino rosso)
– bollicine fatate (spumante)

Da mangiare invece:
Riso della radura incantata (insalata di riso) con salsa fatata (maionese) e aceto magico (aceto di pomodoro)

Focaccia dei boschi (focaccia integrale con pomodorini)

Crackers incantati (crackers all’acqua di tre tipi: salati, con sesamo e con semi di papavero)
Shortbread dei folletti (biscotti salati alle noci)
Crema di polvere magica (crema al radicchio)

Torta floreale (torta di carote)

Cake dell’Isola che non c’è (cake zucchine e sesamo)

Non poteva mancare la frutta: Bacchette fruttate (spiedini di frutta).

Il menù per far capire agli ospiti che in realtà con quei nomi “fatalosi” non li stavo avvelenando 😉

Poi un piattino speciale per l’unico bimbo della festa che ha 8 mesi!

Non poteva mancare la torta! Per desiderio di Cecilia il suo brownie preferito, quello ai pistacchi. E il nome non poteva essere altro che “torta pensieri felici”!

E per gli invitati? Da portare a casa a fine festa c’erano dei biscottini ai pinoli a forma di farfalla. Ovviamente mi sono ricordata di fotografarli quando erano già impacchettati!!!

Ecco qui la nostra festa! E devo dire che siamo stati benissimo e Cecilia era al settimo cielo. Sono soddisfatta di tutte le pietanze e mi sono anche divertita. Certo, sono arrivata a letto barcollando, ma questa è un’altra storia 😉

Carciofi alla romana

Eccoci di nuovo alla ricetta della via dei sapori! E anche questa è romana!! Marzo è stato un mese alla scoperta delle ricette che amo di più della mia città, e la via dei sapori mi ha dato l’occasione di poterle mettere sul blog e di preparare anche cose che non facevo da un po’.
Come questa ricetta. Niente di più semplice in verità, chi non ha mai fatto i carciofi alla romana? E’ stata la prima ricetta che ho preparato quando mi sono sposata e quando ero sotto terapia erano l’unica cosa non mi facesse sentire nauseata. Poi c’è stato il periodo della gravidanza di Cecilia dove, per contro, avevo voglia di mangiarli ma non di prepararli, ed è lì che è nata la mia versione in pentola a pressione. Con Cecilia piccola invece i carciofi sono letteralmente spariti dalla mia tavola, sarà che non avevo il tempo per pulirli o prepararli, ma poi sono tornati e, benché ancora non riesco a farglieli mangiare a Cecilia in questa versione, ne approfitto per prepararli ogni volta che trovo i carciofi giusti: le mammole, quelli senza spine e più morbidi! Eh si, non è facile trovarli qui al nord ma per fortuna il mio fruttivendolo ha ceduto il negozio a una famiglia siciliana che riesce a portare tantissime cose che mi sono mancate! Fra le tante proprio i carciofi! E che carciofi, davvero buoni!
Vi lascio alla ricetta dei miei carciofi e chissà se non riesco anche a trovare il tempo per friggere e farvi vedere anche la ricetta dei carciofi alla giudia. Sempre romana, ovviamente!

Carciofi alla romana

4 carciofi mammola
150 gr di olio evo
50 gr di pangrattato
1 spicchio di Aglio
2 rametti di mentuccia
2 rametti di prezzemolo
Pulire i carciofi privandoli delle punte esterne ed eliminando le foglie coriacee esterne.
Tritare finemente la mentuccia, il prezzemolo e l’aglio. Mettere il trito in una ciotolina, con sale e pepe, e aggiungere il pangrattato con un filo di olio.
Aprire al centro i carciofi e farcirli.
In un tegame far scaldare l’olio e adagiare i carciofi capovolti aggiungendo a filo un bicchiere di acqua (l’acqua non deve superare la metà della testa dei carciofi).
Cuocere a fuoco moderato per 30 minuti con un coperchio.

Artichokes

4 artichokes violet
150 grams of extra virgin olive oil
50 grams of breadcrumbs
1 clove of garlic
2 sprigs of mint
2 sprigs of parsley
Clean the artichokes by depriving them of the outer tips and removing leaves leathery exterior.
Finely chop the mint, parsley and garlic. Put the mixture in a bowl with salt and pepper, and add the bread crumbs with a little oil.
Open the center artichokes and stuff.
In a saucepan, heat the oil and lay the artichokes upside down flush adding a glass of water (the water should not exceed half of the head of the artichokes).
Cook over medium heat for 30 minutes with a lid.

Mousse al cioccolato fondente e tè verde

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti!

Vi capita mai di essere invitati e non avere idea di cosa portare? Ecco, oggi per la mia rubrica “regali golosi” vi suggerisco un dolce che farà gola a grandi e piccini!
Una mousse, ma non una mousse qualsiasi perchè questa necessita solo di tre semplici ingredienti che nessuno non può non avere in casa. E non solo!
Dato che voglio stupirvi con effetti speciali, questa mousse può essere tranquillamente portata in giro perchè non necessita di frigo!
Vi ho incuriosito? Almeno un pochino?
Bene, ecco la ricetta della mia mousse al cioccolato fondente e tè verde. Ovviamente si può mettere il tè che si vuole, a seconda dei gusti di ognuno. Io finora ne ho provate altre versioni: una con il tè alla vaniglia, che è piaciuta tantissimo a Cecilia, una con il tè all’arancia, che è piaciuta a mio marito. Mi aspetta per questo week end la versione con il tè alla rosa dato che l’ho appena finito! E sicuramente quella sarà al mia preferita. Ma poi vi saprò dire!
Un’ultima cosa… ovviamente più a lungo lasciate il tè in infusione, più si sente l’aroma. Io ho trovato che una decina di minuti sia il tempo ideale ma siete liberi di fare più o meno, a seconda dei gusti!

Mousse al cioccolato fondente e tè verde

250 gr di cioccolato fondente di buona qualità
200 ml di acqua bollente
tè verde Sencha

 

Far bollire l’acqua e mettere in infusione il tè per circa 10 minuti.
Nel frattempo rompere il cioccolato fondente. Iniziare a scioglierlo a bagnomaria e versarci pian piano il tè alla menta ancora caldo.
Mescolare fino a quando il composto non sarà omogeneo.
Riempire una grande ciotola con acqua fredda e ghiaccio e metterci il tegame; sbattere con una frusta fino a quando non sarà ben freddo ed inizierà ad indurirsi.
Toglierlo dal ghiaccio e montare la mousse per circa 5 minuti (fino a quando non inizierà a diventare spumosa).
Volendo si può gustare subito oppure, se ben conservata in un recipiente chiuso, resterà morbidissima e consistente per tutto il giorno, anche senza riporla in frigo.

Dark chocolate and green tea mousse

250 grams of dark chocolate good quality
200 ml of boiling water
Sencha green tea

 

Boil water and infuse the tea for about 10 minutes.
Meanwhile, break the chocolate. Begin to melt in a double boiler and pour slowly mint tea is still hot.
Stir until the mixture is homogeneous.
Fill a large bowl with cold water and ice and put the pan; beat with a whisk until well chilled and will begin to harden.
Remove from the ice and fit the mousse for about 5 minutes (until it starts to become foamy).
If you want you can enjoy right away or, if properly stored in a closed container, will remain soft and consistent throughout the day, even without storing it in the fridge.

Grano saraceno con bocconcini di pollo e piselli

Incredibile ma vero, il nostro periodo di “meno carne” sta andando ancora avanti. Mai l’avrei pensato. Eppure sono certa che se non usassi certi accorgimenti ad hoc sarebbe finito da un pezzo.
Come questo piatto. Facile mettere un po’ di pollo in un primo e spacciarlo come piatto unico. Facile far mangiare così la carne, le verdure e i cereali a marito e figlia!
Eppure ho scoperto negli anni che il matrimonio e l’essere madre è anche questo, il saper presentare le cose. C’è chi chiama spaccia le verdure per strane cose di altri pianeti. E se funziona be vengano i cavoletti da Marte e le carote da Giove!
Invece c’è chi mette tutto insieme, come me. Con la mia piccola è facile, basta aggiungere pasta, riso o altro cereale che si mangerebbe qualsiasi cosa. Con il marito un po’ più complicato.
Ho provato a dire che era un piatto spaziale ma non ci ha creduto. Quindi metto tutto insieme… alla carne, lui funziona in maniera inversa rispetto alla figlia.
E finchè riesco a preparare un unico piatto mettendo d’accordo tutti… va bene ricorrere a qualsiasi mezzo, non trovate?!

Grano saraceno con bocconcini di pollo e piselli

200 gr di grano saraceno
3 petti di pollo
1/2 cipolla
1 l di brodo vegetale
200 gr di piselli in scatola
olio evo
sale
pepe

 

Tagliare i petti di pollo a pezzetti. Tagliare la cipolla a listarelle.
In un tegame mettere un filo di olio, la cipolla e la carne e lasciar soffriggere.
Quando la carne è rosolata aggiungere 2 bicchieri di brodo e lasciar cuocere abbassando la fiamma.
A parte cuocere il grano saraceno. Frullare i piselli.
Quando il grano è cotto scolarlo e aggiungerlo al tegame con il pollo. Aggiungere anche i piselli e aggiustare di sale e pepe.

Buckwheat with chicken nuggets and peas

200 grams of buckwheat
3 chicken breasts
1/2 onion
1 liter of vegetable stock
200 grams of canned peas
extra virgin olive oil
salt
pepper
Cut the chicken breasts into pieces. Cut the onion into strips.
In a pan put a little oil, the onion and the meat and let it fry.
When the meat is browned, add 2 cups of broth and cook lowering the flame.
Apart cook the buckwheat. Mash the peas.
When the corn is cooked, drain and add to the pan with the chicken. Add the peas and season with salt and pepper.

Coda alla vaccinara

Non c’è niente da fare, per questa nostra via dei sapori non mi vengono in mente altri piatti se non quelli della cucina romana!
Però stavolta vi parlo di un signor piatto, quello che non a tutti piacerà ma che se piace sarà la vostra rovina!
Sto parlando di un piatto della cucina romana “povera”, che veniva preparato nelle osterie del quartiere romano dei “Vaccinari”, cioè coloro che macellavano la carne.
Avete capito di cosa si tratta? Ebbene sì, della coda alla vaccinara!
Per chi non l’avesse mai mangiata posso dire che, come carne, è molto simile allo spezzatino ma più grassa. Inoltre il sugo è una cosa davvero speciale, se faccio la coda noi tre ci finiamo anche la pagnotta che cuocio. E meno male che ne lascio sempre da parte un po’ per la pasta altrimenti finirebbe anche quello!
Infatti a Roma è usanza condire con il sugo della coda i rigatoni. A mio parere i rigatoni, le fettuccine,… tutto sta bene con il sugo della coda ma provatelo con gli gnocchi: vi stupirà!

Coda alla vaccinara

1 kg di coda di bue
olio evo
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
2 spicchi di aglio
prezzemolo
chiodi di garofano
400 ml di vino bianco
500 gr di passata
500 gr di pelati
sale
pepe
1 cucchiaino di cacao
Preparare un trito con aglio, cipolla, carota e sedano. Tritare a parte anche il prezzemolo.
In una pentola capiente mettere l’olio, unire la coda e farla sbianchire. Aggiungere i chiodi di garofano, il trito di verdure e una manciata di prezzemolo, salare, pepare, sfumare con il vino e lasciare cuocere a fuoco basso, con il coperchio, per 20 minuti. Trascorso questo tempo, aggiungere i pelati, la passata, e mescolare.
La coda dovrà cuocere, coperta e a fuoco basso, per un minimo di 2-3 ore: la carne sarà pronta quando accennerà a staccarsi dall’osso.
Poco prima di spegnere il fuoco, prelevare un mestolo di sugo nel quale sciogliere un cucchiaino di cacao, aggiungetelo alla coda e fare cuocere per gli ultimi 15 minuti.

Oxtail

1 kg oxtail
extra virgin olive oil
1 onion
1 carrot
1 celery
2 cloves of garlic
parsley
cloves
400 ml of white wine
500 grams of past
500 grams of peeled
salt
pepper
1 teaspoon cocoa
Chop garlic, onion, carrot and celery. Chop the parsley also.
In a large pot put the oil, add the tail and make blanching. Add the cloves, the chopped vegetables and a handful of parsley, salt and pepper, sprinkle with the wine and cook over low heat, with the lid, for 20 minutes. After this time, add the tomatoes, the past, and mix.
The tail should cook, covered over low heat, for a minimum of 2-3 hours: the meat is ready when will mention to break away from the bone.
Just before you turn off the heat, take a ladle of gravy in which dissolve a teaspoon of cocoa, add it to the queue and cook for the last 15 minutes.

E…. sono già 3: torta al cocco

Non credo ci sia stato un anno intenso come quest’ultimo: l’inizio della materna per Cecilia, l’arrivo di un’altra miss per tutti noi e il mio libro che sta prendendo forma.
Ora sono qui a scrivere, c’è Cecilia che gioca e parla di nuovi amici, e mentre la guardo, penso a quanto ci sia ancora da raccontare e fare. Con lei, anno dopo anno.
Quest’anno si festeggia a più riprese, prima il 14, giorno del suo compleanno, la prima del mattino a colazione con mamma e papà, poi la sera per la festa con i parenti a casa dei nonni, poi oggi le spegnerà all’asilo con maestre e amici e poi il 21 la festa a casa nostra con i nostri di amici.
E da portare oggi all’asilo sapete cosa ha voluto? Una torta “con la neve”.
Ieri sera mi sono ostinata a preparare all’ultimo momento la torta, stamattina ho fotografato veloce prima dell’arrivo della piccoletta. E ho pensato che era una vera meraviglia, proprio come lei.
La guardavo e c’era la sensazione di vedere Cecilia e vedere me, e scoprirci tanto simili. E le diversità, le sue, sono un concentrato di quello che è la sua natura ma anche di quello che stiamo costruendo insieme.
La torta in sé è di una facilità sorprendente, le maestre mi avevano già raccomandato una torta senza cioccolato, senza creme e senza frutta rossa. Per mia fortuna Cecilia non ha chiesto niente di tutto ciò anche se per la festa del 21 ha scelto, per contro, un dolce che è l’apoteosi del cioccolato. Ma di quello parlerò in seguito.
In più questa torta è molto soffice e ovviamente con un buon gusto di cocco. E già questi ultimi due aspetti non potevano non rendermela amabile.
L’ultima cosa da dire è lo stampo, ho usato uno a ciambella perché ha tanti spicchi quanti sono i bambini della materna, ma è venuto un po’ bassino. Per questa dose raccomando uno stampo di 20 cm, dovrebbe essere perfetto!

Torta al cocco

200 gr di farina
50 gr di farina di cocco
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto
90 gr di zucchero di canna
2 uova
190 gr di latte
30 gr di burro fuso
Preriscaldare il forno a 180°C.
In una ciotola unire la farina, il cocco e lo zucchero. In un’altra ciotola, aggiungere tutti gli ingredienti “liquidi” come l’uovo, il latte e il burro fuso ormai freddo. Incorporare quindi gli ingredienti liquidi all’interno della ciotola con gli ingredienti solidi.
Mescolare brevemente fino a quando non si saranno ben amalgamati.
Imburrare bene una teglia, versare in essa il composto e mettere in forno ben caldo per circa 30 minuti.
Lasciatela raffreddare completamente all’interno dello stampo.

Coconut cake

200 grams of flour
50 g of coconut flour
1 teaspoon baking soda
1 tablespoon vinegar
90 grams of cane sugar
2 eggs
190 grams of milk
30 grams of melted butter
Preheat oven to 180 ° C.
In a bowl combine flour, coconut and sugar. In another bowl, add all the ingredients “liquid” as the egg, milk and melted butter now cold. Incorporate then the liquid ingredients into the bowl with the dry ingredients.
Stir briefly until they are well blended.
Grease a baking pan well, pour into it the mixture and place in a hot oven for about 30 minutes.
Let cool completely in the mold.

Zuppa di cavolfiore e lenticchie

Per rimanere in tema di piatti caldi e invernali non poteva proprio mancare una bella zuppa!
Sarà l’ultima prima della stagione, lo prometto!
E mentre qui infervono i preparativi per la festa di Cecilia, anzi le feste, dato che la piccoletta di casa festeggia domani a Roma e fra una settimana qui a Milano! Così piccola e già viene festeggiata in due città, mi fa sempre sorridere questo pensiero!
Ma oggi zuppa, e zuppa verde, come la chiama lei, che di solito mi aiuta sempre a prepararla. Anzi a dire il vero mi manca un gran bel po’ verso l’ora di pranzo quando mi metto ai fornelli. Perchè lei è all’asilo e io non ho la mia piccola aiutante che aggiunge spezie e cuoce il sugo ormai anche meglio di me!
Ma almeno oggi avrà il piatto in comune con la mamma, perchè è avanzata così tanta zuppa che ci mangiamo io, mio marito e Cecilia! E mi domando se racconterà mai agli amichetti di come a casa cuciniamo insieme.

 

Mi tengo il dubbio e vi lascio alla ricetta, da provare con gli ultimi cavolfiori veramente saporiti e con le lenticchie che, non so voi, ma io dopo capodanno mi ritrovo ovunque!

Zuppa di cavolfiore e lenticchie

1 cavolfiore grande
250 gr di lenticchie
1/2 cipolla
1 bicchiere di latte
1l di brodo
olio evo

 

Lasciare in ammollo le lenticchie per una notte.
Pulire e affettare il cavolfiore mentre in una pentola fare un soffritto con olio e cipolla tritata finemente.
Mettere il cavolfiore con un bicchiere d’acqua e cuocere coperto per una decina di minuti. Frullare e mettere da parte.
In una pentola mettere il brodo e le lenticchie e far cuocere peer 45-50 minuti.
Unire il cavolfiore frullato, il bicchiere di latte, e lasciar cuocere per 5-10 minuti.
Servire con dei grissini.

 

Cauliflower soup and lentil

1 large cauliflower
250 grams of lentils
1/2 onion
1 cup milk
1l broth
extra virgin olive oil

 

Soak the lentils overnight.
Clean and slice the cauliflower while in a pot to make a pan with the oil and finely chopped onion.
Put the cauliflower with a glass of water and cook covered for about ten minutes. Whisk and set aside.
In a saucepan, bring the broth and lentils and simmer 45-50 minutes peer.
Add the cauliflower smoothie, glass of milk, and cook for 5-10 minutes.
Serve with breadsticks.

Trippa alla romana

Per la prima ricetta della via dei sapori vi porto nella mia regione, il Lazio, e nella mia città, Roma.
Un piatto che faceva spesso mia nonna paterna perchè mio padre ne era veramente ghiotto e che non ho saputo apprezzare finchè non sono cresciuta.
La ricetta è quella della mia nonna, più o meno la versione tradizionale della trippa romana, con tanto pecorino e tanta mentuccia.
Nella mia preparazione ho messo la metà della mentuccia perché a mio marito non piace, ma nella ricetta che ho scritto le dosi sono corrette.
Che aggiungere, per noi la trippa è un antipasto, nonna la portava in tavola con gli affettati, mentre spesso l’ho vista nei menù come secondo vero e proprio. Sinceramente non ce la farei a mangiarmi un piatto intero di trippa. Una ciotolina o un piattino sì, ma di più mi stuccherebbe. D’altronde proprio leggera non è. Almeno la nostra di versione.
Però sono curiosa… vi piace la trippa? E in quale modo la conoscete?

Trippa alla romana

1 kg di trippa di vitello
sedano
1 carota
1 cipolla 1
olio evo
400 gr di passata
1 bicchiere di vino rosso
80 gr di pecorino
15 foglie di mentuccia
sale
pepe
Lavare la trippa sotto l’acqua e lasciarla scolare.
Preparare un trito con il sedano, la carota e la cipolla e far soffriggere in un tegame insieme all’olio, poi aggiungere la trippa e lasciarla asciugare. Aggiungere il vino, la polpa di pomodoro, il pepe e il sale. Lasciare cuocere coperta.
Nel frattempo, in una ciotola grattugiare il pecorino e aggiungere la mentuccia sminuzzata.
Quando la trippa sarà cotta, spegnere il fuoco e aggiungerci il contenuto della ciotola.

Roman tripe

1 kg of veal tripe
celery
1 carrot
1 onion 1
extra virgin olive oil
400 grams of cut
1 glass of red wine
80 grams of cheese
15 mint leaves
salt
pepper
Wash the tripe under water and let it drain.
Chop the celery, carrot and onion and fry in a pan with the olive oil, then add the tripe and let it dry. Add the wine, the chopped tomatoes, pepper and salt. Let cook covered.
Meanwhile, grate the cheese in a bowl and add the chopped mint.
When the tripe is cooked, turn off the heat and add us the contents of the bowl.

Stifado – la biblioteca

Inizio la settimana con qualcosa di caldo caldo, dato che le temperature stanno salendo mi concedo questi ultimi piatti invernali prima che arrivi la primavera!
Sarà la gravidanza, non lo so, ma la mia voglia di piatti caldi è decisamente aumentata ultimamente.
Quindi piatti a cottura lenta, zuppe e minestre. E alla materna mi guardano in modo strano ogni volta che lascio il pranzo per Cecilia. Ma che ci volete fare, a me (e a lei) i piatti invernali piacciono un bel po’!
Comunque oggi vi propongo una ricetta direttamente da uno dei libri che ho scartato per il mio compleanno (che, se vi ricordate bene è ad agosto… guardate che titolo però!). Un libro che adoro e che consiglio vivamente.
La pietanza di oggi ha origini greche, a leggerla prima l’avrei fatta anche per la via dei sapori, incurante del fatto che fosse estate! E’ un piatto unico, dal sapore dolce/salato che vi stupirà.
Certo, ci mette circa 3 ore – 3 ore e mezza per cuocere e ha bisogno di frequenti “visite” alla casseruola, ma davvero, ne vale la pena!

Stifado

4 cucchiai di olio evo
1,8 kg di girello di manzo
1 cucchiaino di cumino
2 cipolle tritate
3 spicchi d’aglio schiacciati
250 ml di vino rosso secco
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
4 cucchiai di aceto di vino rosso
2 bastoncini di cannella
10 chiodi di garofano
2 foglie di alloro
2 cucchiaini di zucchero
1 kg di cipolle sottaceto
4 cucchiai di uva sultanina
200 gr di feta, tagliata a cubetti

 

Mettere la metà dell’olio in una casseruola e far rosolare il manzo a più riprese aggiungendo altro olio se necessario. Mettere la carne in una ciotola con il cumino e lasciarla da parte. Aggiungi l’olio, la cipolla e l’aglio e lascia sul fuoco per 5-6 minuti. Unisci la carne e sfumala con il vino.
Aggiungi 1/2 lt di acqua, il concentrato di pomodoro e l’aceto e porta ad ebollizione.
Aggiungi la cannella, i chiodi di garofano, l’alloro, lo zucchero, il sale e il pepe. Abbassa la fiamma, copri con stagnola e coperchio e lascia cuocere per un’ora a fuoco basso.
Aggiungi le cipolle e l’uva sultanina e continua la cottura finché la carne non è molto tenera. Togli cannella e alloro e unisci il formaggio. Fai bollire per 3-4 minuti senza coperchio e porta in tavola.

 

Stifado

4 tablespoons olive oil
1.8 kg of beef silverside
1 teaspoon cumin
2 chopped onions
3 cloves garlic, crushed
250 ml of dry red wine
3 tablespoons tomato paste
4 tablespoons red wine vinegar
2 cinnamon sticks
10 cloves
2 bay leaves
2 teaspoons sugar
1 kg of pickled onions
4 tablespoons currants
200g feta, diced

 

Put half the oil in a saucepan and brown the beef several times, adding more oil if necessary. Put the meat in a bowl with the cumin and leave aside. Add the oil, onion and garlic and let cook for 5-6 minutes. Combine the meat and sfumala with wine.
Add 1/2 liter of water, tomato paste and vinegar and bring to a boil.
Add the cinnamon, cloves, bay leaf, sugar, salt and pepper. Lower the heat, cover with foil and cover and cook for one hour over low heat.
Add the onions and raisins and continue cooking until the meat is very tender. Remove cinnamon and bay leaves and combine the cheese. Boil for 3-4 minutes without a lid and bring to the table.