Linguine al nero di seppia con pachino e sgombro

Oggi ho voglia di mare.
Una voglia insaziabile, pura e semplice di mare.
Sarà che sono nata vicino al mare e qui a Milano mi manca terribilmente, o sarà la gravidanza a rendermi così nostalgica, fatto sta che oggi mi manca il mare.
E non potendo correre per andarlo a vedere me lo sono portato in tavola. O almeno ho cercato di portarlo in tavola con quello che avevo a casa, in frigo, in freezer… praticamente ho ribaltato la cucina per un piatto che mi portasse lì!
E mi sono messa a impastare la pasta per non pensare a quanto sarebbe bello mangiarsi questo piatto vedendo il mare, o respirandolo.
Per fortuna quando impasto perdo cognizione di tempo e luogo e posso quasi dire di aver persino sentito un gabbiano. Che al massimo sarà stata una cornacchia sul palazzo di fronte.
Ma ecco, preparata la pasta che fa diventare le mani tutte nere e tagliati a metà i pachino che per fortuna conservo sempre sott’olio, mancava solo il tocco finale “di mare” per portarmi a sentire la sabbia fra le dita dei piedi.
Ed eccolo lì, quello sgombro nel freezer che aspettava solo di essere scoperto, scongelato (velocemente anche!) e messo a cuocere in una pasta!
Il bello dei filetti è che li puoi davvero sminuzzare, e schiacciando qualche pomodorino prendono tutto il colore del succo portando ancora più sapore al piatto!
Ed ecco qui la mia pasta al “sapore di mare”. Certo, non posso assicurarvi che sentirete le onde mangiandola, ma un raggio di sole d’estate sulla pelle, quello sì!

Linguine al nero di seppia con pachino e sgombro

300 gr di farina 0
nero di seppia
3 uova
250 gr di pomodori pachino
150 gr di sgombro
1 spicchio di aglio
olio evo

 

Mettere in una ciotola la farina, le uova e il nero di seppia e impastare con le mani fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Stendere la pasta con un mattarello, infarinarla, arrotolarla e tagliarla formando dei tagliolini della larghezza di 2-3 mm.
In una padella, far imbiondire l’aglio in 4 o 5 cucchiai di olio, poi toglierlo e unire lo sgombro tagliuzzato. Aggiungere i pachino schiacchiandone qualcuno.
Scolare i tagliolini tenendo da parte un po’ di acqua di cottura, quindi versarli nella padella unendoli al sugo ed eventualmente unire un po’ di acqua di cottura se la pasta risultasse troppo asciutta.

Linguine with cuttlefish with tomatoes and mackerel

300 grams of flour 0
sepia
3 eggs
250 gr of cherry tomatoes
150 grams of mackerel
1 clove of garlic
extra virgin olive oil

 

Place in a bowl the flour, eggs and squid ink and knead with your hands until the mixture is smooth and homogeneous. Roll out the dough with a rolling pin, sprinkle with flour, roll it up and cut the noodles forming the width of 2-3 mm.
In a skillet, sauté the garlic in 4 or 5 tablespoons of oil, then remove it and add shredded mackerel. Add the tomatoes.
Drain the noodles keeping aside a little ‘cooking water, then pour into the pan with sauce and eventually joining them together a little’ cooking water if the dough is too dry.

Salsa BBQ

Eccoci giunti alla mia ultima ricetta per questa via dei sapori: USA.

Una salsa che è sinonimo di America e che è diventata famosa proprio grazie alla particolare abilità del popolo americano di cucinare la carne alla griglia!
Sto parlando della salsa BBQ, o salsa barbecue, utilizzata soprattutto per insaporire la carne cotta ovviamente sul barbecue.
Non c’è persona che non la conosca e non l’abbia assaggiata credo!
Ma dobbiamo al noto brand che più di tutti oggi la pubblicizza, Heinz Company, la sua diffusione e popolarità.
Tante le ricette per produrla e fra le tante sperimentate posso dire che questa è quella più semplice e che mi piace di più!
Non è la versione classica, quella con la salsa di pomodoro e la cipolla, ma una resa un po’ più veloce dal ketchup! E dato che si appresta a venire la primavera ho pensato fosse perfetta con l’avvicinarsi dei pic nic all’aperto!
Io fra i suoi mille usi la adoro sulle costine di maiale e sul pollo alla griglia! Ma accetto suggerimenti per altri usi!
Fra l’altro non ho fatto in tempo a farla che già l’abbiamo usata… infatti vedete dal barattolino quanta poca ne è rimasta!!! Ma la via dei sapori: USA sta per finire e ho preferito mettere queste foto intanto!

Salsa BBQ

110 gr di ketchup
125 ml di aceto di mele
80 gr di sciroppo d’acero o melassa
1 cucchiaio di salsa worcester
1/2 cucchiaio di senape
1/2 cucchiaio di paprica
1/2 cucchiaio di peperoncino
sale
pepe
125 ml di acqua

 

Mettete tutti gli ingredienti per preparare la salsa in un pentolino, mescolate e portate ad ebollizione. Abbassate la fiamma e cuocete per 30 minuti, finché la salsa si è addensata e ridotta di circa 1/3. Lasciate raffreddare completamente a temperatura ambiente.
Se la lasciate raffreddare a temperatura ambiente potrete consumarla entro un mese conservata in frigorifero.
Se volete averla sempre pronta allora invasatela ancora calda in barattoli sterilizzati, che poi porterete a bollore per un ulteriore sterilizzazione per 30 minuti.

BBQ sauce

110 grams of ketchup
125 ml of apple cider vinegar
80 grams of maple syrup or molasses
1 tablespoon Worcestershire sauce
1/2 tablespoon mustard
1/2 tablespoon paprika
1/2 tablespoon chili
salt
pepper
125 ml of water
Put all the ingredients for the sauce in a saucepan, stir and bring to a boil. Reduce heat and cook for 30 minutes, until the sauce has thickened and reduced by about 1/3. Let cool completely at room temperature.
If you let it cool to room temperature can be enjoyed within a month stored in a refrigerator.
If you want to always have it ready then invasatela still hot sterilized jars, then bring to a boil for a further 30 minutes for sterilization.

Heureux Comme Alexandre

Oggi vi porto nell’ultimo ristorante di Parigi che mi ha davvero colpita: Heureux Comme Alexandre.
Qui potete scegliere uno tra tre menù:
– Bourguignonne: una pentola di olio caldo in cui infilare pezzi di carne (il tutto da insaporire con salsine grassissime di ogni tipo; da evitare per chi fa diete..)
– Savoyarde: fonduta di formaggio
– Pierrade: una pietra calda su cui cuocere i pezzi di carne
Ovviamente con tutte le varianti del caso per ogni menù. La prima è una fonduta di carne e si può scegliere di un solo tipo o mista. La seconda è la classica di formaggio, con varianti di funghi. E la terza è la carne alla piastra, le cui varianti comprendono i vari tipi di carne o la mista.
Noi eravamo in tre adulti e una bambina e… ci siamo presi la Savoyarde classica e la Pierrade mista. Di seguito le foto.

L’interno è accogliente, in stile retrò e pieno zeppo di quadri!
Noi siamo stati messi vicino la vetrata dell’ingresso, mentre più avanti il locale era pieno di specchi.
I camerieri sono stati molto gentili e anche pazienti considerando che c’era una bambina hanno dato subito la precedenza al nostro tavolo.
Questo quello che è arrivato dopo una decina di minuti dall’ordine! Non sapevamo da dove iniziare!!
Savoyarde: fonduta di formaggio. Accompagnata anche dalle patate al forno.
Pierrade: canre alla piastra. Accompagnata da una grande varietà di verdure crude da cuocere insieme e da tanto sale per la piastra e salsine per condire la carne.

24 Rue De La Parcheminerie,
75005 Parigi

Pagnotta intrecciata

E’ da tantissimo che non panificavo!
E devo dirla proprio tutta… in verità era da novembre che non rinfrescavo la pasta madre! E poi? E poi ho avuto un periodo di rifiuto totale per qualsiasi tipo di panificazione! Nemmeno la pizza ho più fatto in casa.
E così come è venuta questo mese se ne è andata. Per fortuna, a detta di mio marito!
E per mia fortuna ho sempre una piccola scorta di pasta madre in freezer, anche perchè stavolta ho provato e riprovato a far riprendere la mia del frigo ma niente, sembra davvero morta.
La mia ultima speranza è provare a farle un “bagnetto” o sperare in qualche consiglio da parte di chi la usa e ha tentato un recupero del genere.
Comunque dopo aver fatto scongelare quella “di riserva”, averla rinfrescata, averne messo la metà di nuovo nel freezer e l’altra di nuovo a fare un rinfresco, ecco, in parole povere mi sono ricreata la mia piccola scorta “da frigo” e “da freezer”.
Certo, magari stavolta mi serve da lezione, non posso far passare così tanto tempo! Però è anche vero che già mi preoccupo di quando nascerà la mia seconda bimba.
Con Cecilia spesso dedicare più di 5 minuti alla cucina era un lusso, non perchè non fosse buona anzi, quello fin troppo, ero io ad essere costantemente stanca! Quindi questa volta, che sono due le bambine che richiedono tutta la mia attenzione, come farò?
Ok, ho preso una decisione: insegnerò a Cecilia come si fa! Che ve ne sembra come idea??!

Pagnotta intrecciata

Pre impasto:
100 gr di farina manitoba
100 gr di acqua
25 gr di lievito madre
Impasto:
300 gr di farina 00
100 gr di farina di avena macinata a pietra
125 gr di acqua
10 gr di sale

 

La sera prima sciogliete il lievito madre nell’acqua e aggiungeteci la farina, mescolando bene. Sigillate con pellicola e lasciate fermentare per 10/12 ore.
Al mattino, aggiungete la farina, il malto e l’acqua e iniziate ad impastare per circa 10 minuti.
Aggiungete il sale e lasciate assorbire.
Rovesciate l’impasto su un piano da lavoro e arrotondatelo.
Ponetelo quindi in una ciotola fino al raddoppio del volume.
Dividete l’impasto in 2 porzioni e con ognuna create una corda. Torcete tra loro due porzioni e lasciate riposare 45 minuti.
Portate il forno a temperatura di 220° e infornate.
Trascorsi i primi 15 minuti, abbassate la temperatura a 200° e continuate la cottura per 25 minuti.

Braided bread

Pre dough:
100 grams of flour Manitoba
100 grams of water
25 grams of yeast
dough:
300 grams of flour 00
100 grams of oat flour stone-ground
125 grams of water
10 g salt
The night before dissolve the yeast in the water and add in the flour, stirring well. Sealed with plastic wrap and let it ferment for 10-12 hours.
In the morning, add the flour, malt and water and started to knead for about 10 minutes.
Add the salt and let soak.
Overturned the dough on a work surface and round up.
Then place it in a bowl until doubled in volume.
Divide the dough into 2 portions and each created with a rope. Twist together two portions and let stand 45 minutes.
Bring the oven to a temperature of 220 ° and bake.
After the first 15 minutes, lower the temperature to 200 degrees and continue cooking for 25 minutes.

Spezzatino con zucca e riso al vapore

Domani entriamo nell’anno della capra!!!

Adoro il capodanno cinese, così colorato e pieno di significati. E’ da quando è nata Cecilia che festeggio ogni capodanno cinese come fosse anche il mio e mi diverto molto a inventare ricette che possano unire la tradizione cinese con la nostra.
Quest’anno ho deciso di prendere il riso e cuocerlo a vapore, una cottura che con il riso in bianco non avevo ancora sperimentato e che replicherò al più presto per quanto è veloce, sana e… buona!
Una curiosità sul riso al vapore è un detto riguardo al fatto di non sollevare il coperchio mentre cuoce che dice: “il coperchio durante la cottura a vapore non va mai sollevato, neanche se sentirete provenire da dentro il tegame un pianto di un bambino”!
Curioso, non trovate?
Poi al riso ho voluto aggiungere uno spezzatino di manzo e zucca, ricatta letta tempo fa sul blog di Claudia che mi aveva molto colpita. Ho fatto le mie modifiche ed eccolo qui, un piatto unico sano, nutriente e molto gustoso. Da mangiare in ciotole a parte, come abbiamo fatto io e mio marito, o mescolato insieme, come ha fatto Cecilia!
E ora veniamo all’anno della capra! Sappiamo già che, secondo la tradizione cinese, ogni uomo erediterebbe le caratteristiche proprie dell’animale che influenza l’anno della sua nascita. E ogni animale ha caratteri specifici che definiscono il temperamento, le attitudini, i talenti di chi è nato sotto il suo segno. Dato che sapete tutti che aspetto una bambina mi sono andata subito a informare di quali sono le caratteristiche dei nati sotto il segno della Capra!
Ebbene, quello che ho letto mi è davvero piaciuto: generosità, creatività, timidezza, dolcezza e romanticismo. Di indole tranquilla e con un carattere introverso.
E dopo aver avuto la mia Cecilia nell’anno del drago (un nome che è tutto un programma), mi ci voleva una bimba un po’ più tranquilla non trovate?

Spezzatino con zucca e riso al vapore

300 gr di riso
500 gr di spezzatino di manzo
300 di zucca con la buccia
brodo vegetale
140 ml di latte
curry in polvere
olio evo
In una casseruola rosolare lo spezzatino e aggiungere il latte, il curry e brodo sufficiente a ricoprire lo spezzatino per un dito. Cuocete a coperchio semi-chiuso per circa 50 minuti.
Nel frattempo private la zucca della buccia, tagliatela a cubetti ed aggiungetela allo spezzatino cuocendo per altri 20 minuti, finché la zucca sarà morbida.
Mentre la zucca cuoce prendere il riso e metterlo in una ciotola, versare sopra dell’acqua e sciacquarlo più volte, finché l’acqua non rimane trasparente.
Trasferire il riso in un tegame, poggiare la mano sul riso con il palmo in giù, e versare l’acqua fino a sfiorare la superficie  del mignolo.
Sistemare il tegame a fuoco medio, e da quando il riso inizia a bollire abbassare la fiamma e calcolare 10 minuti, senza mai alzare il coperchio. Poi spegnere e lasciare riposare per 5 minuti.

Stew with pumpkin and steamed rice

300 grams of rice
500 grams of beef stew
300 Pumpkin with peel
vegetable broth
140 ml of milk
curry powder
extra virgin olive oil
In a saucepan, cook the stew and add milk, curry broth and enough to cover the stew to a finger. Cook to cover semi-closed for about 50 minutes.
Meanwhile private pumpkin peel, cut into cubes and add it to the stew and cook for another 20 minutes, until the squash is soft.
While the squash is cooking take the rice and place in a bowl, pour over water and sciaquarlo several times, until the water remains clear.
Transfer the rice in a pan, place your hand on the rice with the palm down, and pour the water until they touch the surface of the little finger.
Place the saucepan over medium heat, and when the rice starts to boil, reduce heat and calculate 10 minutes, without lifting the lid. Then turn off and let stand for 5 minutes.

Castagnole

Sono passati due anni da quando ho fatto le castagnole l’ultima volta. E sinceramente il motivo è davvero semplice: di solito è mia madre che le fa!

Ma stavolta le avevo promesse a Cecilia che le ha mangiate all’asilo e… come dire di no a quegli occhioni!
Quindi mi sono armata di santa pazienza perché se c’è una cosa che odio è friggere, e mi sono messa all’opera ripescando da un libretto la ricetta delle castagnole di mia madre.
Due versioni fa mia madre: quelle classiche condite con lo zucchero a velo, e quelle ricoperte di miele. Io fra le due preferisco quelle di zucchero per il semplice fatto che con le altre dopo qualche minuto hai il miele fino ai gomiti!
Prevedendo catastrofi del genere con la mia piccola ho preferito fare queste, le classiche, ma per chi volesse provare l’altra versione basta cospargerle di miele al posto di zucchero a velo quando sono fredde.
Anche se fredde non è detto che arrivano in tavola! Dal canto mio ne ho mangiate una decina ancora calde (e con la prima mi sono davvero bruciata la lingua, ma questa è un’altra storia!) che le trovo squisite! Certo, cercare di tenere lontana Cecilia dalla cucina è stata la parte più difficile, ma penso proprio che domani le rifarò (eh si, sono già finite!!) però mi metto all’opera quando è all’asilo così quando torna a casa avrà anche questa sorpresa!
Fra l’altro proprio oggi è andata a scuola mascherata! La sua prima festa dell’asilo, era tutta emozionata quando le mettevo il vestitino (è vestita da farfalla) e… io quasi più di lei!

Castagnole

125 gr. farina
40 gr di zucchero
1 uovo
50 ml di latte
1/2 bustina di lievito
1 cucchiaino di rum
la scorza del limone
olio da frittura
zucchero a velo q.b.

 

Preparare la scorza del limone. Sbattere l’uovo con lo zucchero e il limone, aggiungere la farina, il lievito e mano a mano latte e rum. Amalgamare bene gli ingredienti finché l’impasto non viene  morbido. Friggere (aiutandovi con il cucchiaino se serve) in olio bollente per un paio di minuti, poi scolarle e, una volta raffreddate, cospargerle di zucchero a velo.

Castagnole

200 gr. flour
1 egg
60 ml of milk
1/2 tablespoon baking
1 shot of rum
a pinch of salt
lemon zest
frying oil
powdered sugar

 

Prepare the lemon zest. Beat the egg with salt and lemon, add the flour, baking powder and gradually milk and rum. Mix the ingredients well until the dough is soft. Fry (with the aid of a spoon if necessary) in hot oil for a few minutes, then drain and, once cooled, sprinkle with powdered sugar.

Candy cookies

Vi ricordate cosa dicevo lunedì riguardo alle preferenze alimentari di mio marito riguardo ai dolci? Pochi, decisamente pochi, e quasi nessuno fra quelli che faccio io.
Bene, ho finalmente trovato il giusto compromesso!
I biscotti che tanto amo io e gli orsetti gommosi che tanto ama lui!
Eh già, per creare “l’effetto vetro” non ho usato le caramelle dure dato che non le ama molto. E devo dire che non ho notato poi questa grande differenza come effetto finale.
Trasparenti e stucchevolmente dolci, come tutte le caramelle!
Però l’effetto caramella ben si sposa con la frolla, e questi biscotti che ho sempre visto in giro per il web ma che ho sempre snobbato mi hanno stupita. E’ vero, la caramella non incontra proprio i miei gusti, troppo, troppo dolce, ma con la frolla intorno quasi non ci si fa caso. E nemmeno si attacca ai denti come di solito le caramelle gommose fanno. E anche questo per me è stato un punto decisamente positivo!
Fatto sta che questi biscotti hanno fatto felici tutti in casa: me per il biscotto, mio marito per la caramella e Cecilia per tutto!
E scoperti questi biscotti era improponibile non presentarli alla colazione di domani mattina! Quindi ecco come sveglierò i miei “Valentini” domani: caffè, latte e… biscotti!
Che ne dite? Non sembra un ottimo inizio di giornata?

Biscotti caramella

280 gr di farina 00 setacciata
30 gr di cacao
1/4 cucchiaino di sale fino
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
115 gr di burro a temperatura ambiente, morbido
200 gr di zucchero semolato
1 uovo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
orsetti gommosi

 

Setacciare farina, sale e lievito in una ciotola. Sbattere energicamente il burro e lo zucchero, incorporare l’uovo. Aggiungere quindi la farina e mescolare bene.
Dividere l’impasto in due e in uno unire un cucchiaino di estratto di vaniglia, mentre nell’altro il cacao.
Formare due palle, avvolgetele nella pellicola e ponetele a riposare in frigorifero per almeno 1 ora.
Preriscaldare il forno a 160°C.
Stendere la pasta con circa 4-5 mm di spessore. Ritagliare le forme desiderate con una taglia biscotti. Ricavate poi il centro del biscotto con un ulteriore taglia biscotti, di dimensioni inferiore.
Una volta intagliati i biscotti, porli su una teglia, e farli cuocere per circa 6 minuti. Toglierli dal forno e distribuire nella finestrella un orsetto gommoso per ogni biscotto. In cottura la caramella si distribuirà creando l’effetto vetro.
Infornare nuovamente per altri 5-6 minuti.

Candy cookies

280 grams of flour sifted 00
30 grams of cocoa
1/4 teaspoon salt
1/2 teaspoon baking powder
115 g butter at room temperature, soft
200g caster sugar
1 egg
1 teaspoon vanilla extract
gummy bears
Sift flour, salt and baking powder in a bowl. Whisk vigorously butter and sugar, stir in the egg. Add the flour and mix well.
Divide the dough in two and one add a teaspoon of vanilla extract, while in the cocoa.
Form two balls, wrap in plastic wrap and put them to rest in the refrigerator for at least 1 hour.
Preheat oven to 160 ° C.
Roll out the dough with about 4-5 mm thick. Cut out desired shapes with a cookie cutter. Obtained then the center of the cookie with another cookie cutter, size lower.
Once carved cookies, place them on a baking sheet, and cook for about 6 minutes. Remove them from the oven and distribute in the window a gummy bear for each cookie. In cooking the candy will be distributed by creating the glass effect.
Bake again for another 5-6 minutes.

Fettuccine Alfredo

Eccoci a una ricetta per la via dei sapori che mi ha sempre incuriosito: le fettuccine Alfredo!

Le ho sempre viste sul web, in tante varianti, ma la cosa che mi ha stupito di più sia come gli americani pensino che questa pasta sia la più famosa in Italia.
Ebbene io, da italiana, non la conoscevo. E allora mi sono andata a informare.
Pensando fosse un piatto nato lì in America, sono rimasta stupita quando ho letto che è vero, è davvero un piatto nato nella nostra terra!
E veniamo alla sua storia: nato a Roma nel 1914 e creato da Alfredo, a base di fettuccine di pasta all’uovo condite con burro e parmigiano, questo piatto fu fatto per la moglie gravida e poi fu inserito nel menù del suo ristorante in via della Scrofa.
La ricetta è davvero semplice, e allora come è possibile che siano diventate così famose?
Bhè, la storia delle fettuccine Alfredo nasce al tempo della Dolce Vita romana e Alfredo nel 1920 ebbe come clienti due famosi attori della vecchia Holliwood: Mary Pickford e Douglas Fairbanks. Sono piaciute così tanto ai due che questo ristorante è stato una delle mete più gettonate negli anni 20 e nel dopoguerra!
Ecco come è successo.
E ad oggi negli USA esistono anche condimenti già pronti, detti “Alfredo Sauce” con cui condire le fettuccine!
Certo se si pensa che le fettuccine Alfredo sono una versione della classica pasta al burro, mantecata con il parmigiano, fa davvero strano!

Fettuccine Alfredo

360 gr di fettuccine all’uovo
200 gr di burro
200 gr di parmigiano reggiano grattugiato
sale q.b.
acqua di cottura della pasta
Cuocere in abbondante acqua salata le fettuccine. Verso la fine della cottura, prelevare un paio di mestoli di acqua di cottura.
Quando le fettuccine saranno cotte, scolarle al dente e preparare una ciotola con il burro ammorbidito a temperatura ambiente e le fettuccine. Mescolare bene il tutto così da far sciogliere il burro e unire quindi il formaggio grattugiato, continuando a mescolare, e aggiungendo a filo un po’ di acqua di cottura.

Fettuccine Alfredo

360 g fettuccine
200 g butter
200 g of grated Parmesan cheese
salt
water from the pasta
Cook the noodles in salted water. Towards the end of the cooking, withdraw a couple of ladles of cooking water.
When the noodles are cooked, drain them al dente and prepare a bowl with the softened butter at room temperature and the fettuccine. Mix everything well so as to melt the butter and then add the grated cheese, stirring constantly, and adding to the wire a little ‘cooking water.

Torta rustica con verza e macinato

San Valentino di solito è sinonimo di dolci, è un classico.
Ma non sempre e non per tutti è così! E’ vero che la settimana scorsa vi ho fatto venire il diabete con tutte le ricette dolci che ho postato ma per la mia famiglia in verità i dolci sono sempre in secondo piano rispetto al salato.
Mio marito è un amante strano dei dolci, per lui esistono solo le tavolette di cioccolata, i pan di stelle e gli orsetti gommosi. Per tutto il resto non ci va matto. Non assaggia quasi mai i biscotti che faccio, le torte non gli fanno impazzire. Solo il mont blanc. Che ancora non gli ho mai fatto in verità!
Quindi se dovessi puntare a un piatto speciale per San Valentino non andrei mai sul dolce con lui.
Ecco come è nata questa torta rustica, che unisce una delle sue verdure preferite, la verza, con la sua amata carne.
Certo, i cuori quasi non li ha notati ma che ci volete fare… è un maschio!
Per fortuna in questo mi aiuta Cecilia che, oltre a darmi una vera mano in cucina adesso, mette tutta l’enfasi e la gioia di una bimba di quasi tre anni quando porto in tavola qualcosa di decorato.
Meno male che c’è lei! E si mette anche a sgridare il padre quando non si accorge delle cose!
Un bel duo, mi fanno morire!
E la torta è stata spazzolata metà a cena e metà al pranzo del giorno dopo, con grande stupore delle maestre che si sono viste Cecilia mangiarsi di gusto la verza. Di certo non gli ho detto che senza cuori la verza non se la sarebbe mai mangiata! A ognuno i suoi trucchi!

Torta rustica con verza e macinato

1 rotolo di pasta sfoglia
400 gr di macinato scelto
1/2 verza
olio
sale
pepe
timo

 

Stendere la sfoglia su una teglia ricoperta di carta forno, nel frattempo lessare la verza e, una volta cotta, tagliarla a pezzi.
In una ciotola condite la carne macinata con sale, pepe e timo e mescolare bene.
Disporre il macinato nella teglia, poi fare uno strato di verza e cospargere con sale, pepe e timo.
Sigillare bene i bordi, aggiungere gli avanzi della pasta sfoglia ritagliati, se ce ne sono, e cuocere in forno a 180° per 30/40 minuti.

Rustic pie with cabbage and minced meat

1 roll of puff pastry
400 grams of minced chosen
1/2 cabbage
oil
salt
pepper
thyme
Roll out the pastry on a baking sheet covered with parchment paper, in the meantime, boil the cabbage and, once cooked, cut it into pieces.
In a bowl, seasoned ground beef with salt, pepper and thyme and mix well.
Place the baking dish in the ground, then a layer of cabbage and sprinkle with salt, pepper and thyme.
Seal the edges, add leftover puff pastry cut, if any, and bake at 180 degrees for 30-40 minutes.

Biscotti bicolori

Ed ecco che chiudo la settimana con un altro dolce!
Questi biscotti bicolori hanno una caratteristica che li distingue: sono fatti con l’olio! Niente burro stavolta per i frollini ma del semplice olio di oliva.
Certo, sono molto più friabili dei loro “fratelli burrosi” ma un pochino più leggeri e, se l’olio che usate nell’impasto è davvero buono, saranno anche molto saporiti!
Io ho fatto la classica versione bianco/nera per un semplice fatto estetico, non ho aggiunto nessuna essenza alla parte “bianca”, che di solito ha sapore di vaniglia, per esaltare il gusto e il sapore dell’olio, ma ognuno è libero di fare come preferisce!
Questi frollini all’olio sono davvero nati per l’inzuppo, non si “ammollano” come i classici e ben tollerano il mio tè (che raggiunge temperature di ebollizione) senza sfaldarsi. Quindi per me sono approvati a pieni voti!
Si conservano anche molto bene in barattoli di latta, io questi che vedete in foto li ho fatti domenica e… sono ancora lì ben chiusi e buoni come il primo giorno!

Biscotti bicolori

200 gr di farina 00
2 tuorli
80 gr di zucchero
80 ml di olio
cacao
una puntina di lievito per dolci

Lavorare a lungo i tuorli con lo zucchero e aggiungere a filo l’olio mescolando delicatamente.
Aggiungere a pioggia la farina.

A questo punto dividere l’impasto in due, metterne metà, formando un palla, nella pellicola trasparente, e aggiungere il cacao all’altra. Riporre il tutto in frigorifero per un paio di ore.
Una volta trascorso il tempo stendere i due impasti su un piano infarinato e intagliare i biscotti. Se volete unite le due frolle.
Riporre in frigorifero per mezz’ora, nel frattempo preriscaldare il forno a 180°C e fate cuocere 12-15 minuti, o almeno fino a quando i bordi non si saranno lievemente dorati.
Sfornare e lasciare raffreddare su una griglia.

Biscuits bicolor

200 grams of flour 00
2 egg yolks
80 grams of sugar
80 ml of oil
cocoa
a pinch of baking powder

 

Working long the egg yolks with the sugar and add slowly the oil, stirring gently.
Add the flour.
Now divide the dough into two, put half, forming a ball in plastic wrap, and add the cocoa to another. Place them in the refrigerator for a couple of hours.
Once spent time hanging out the two bodies on a floured surface and carve cookies. If you want to join the two shortbread.
Refrigerate for half an hour, in the meantime preheat the oven to 180 ° C and bake 12-15 minutes, or at least until the edges will not lightly golden.
Remove from oven and let cool on a rack.