Mele in gabbia… alla Newton – Manuale di Nonna Papera

Oggi un post dedicato alle nonne che nasce dal fatto che siamo dovuti scappare a Roma perché la nonna di mio marito sta molto male. 

E questo mi ha fatto pensare che dedico troppo poco tempo a sentire la mia di nonna.
Anche io come mio marito di nonna ne ho solo una, spesso l’ho citata nei miei post, è la colonna portante della famiglia di mia madre e con i suoi 91 anni non c’è una mattina che non si sveglia alle 6 e prende l’autobus per andare ad aprire il negozio di mio zio. A volte presa dai clienti dice che si scorda anche di pranzare a arriva a casa verso le 17 con niente nello stomaco! Certo, poi dice che fa un’abbondante merenda appena arriva. 
Ha la forza di un leone ma sa essere dolce come pochi sanno fare. E’ benvoluta da tutti perché ha davvero un cuore d’oro ed è davvero la classica nonna. Cucina benissimo e non c’è volta che io scenda a Roma che non mi fa trovare una torta o le fettuccine da portare a casa. La adoro. 
Quando ero incinta di Cecilia avevo sperato che la mia piccola anticipasse per nascere lo stesso giorno, il 1° marzo, ma alla fine è successo che condividono solo il mese e il segno.
La mia altra nonna invece, quella che è venuta a mancare una decina di anni fa era molto diversa di carattere. Dalla parte di mio padre ero la nipote più piccola ma proprio per questo ero quella più sgridata! E mia nonna era davvero una carabiniera. Lei, che voleva fare la maestra ma che il padre non la fece andare a scuola perchè “femmina” mi ha insegnato a scrivere l’8. Lo scrivevo sempre storto e mi ha insegnato quello che per me è stato il trucco perfetto! Mi ricordo che amava disegnare, specialmente Biancaneve, e che cucinava solo piatti romani. Ma la cosa più buffa che la riguarda l’ho scoperta un giorno leggendo il suo campanello di casa… c’era un nome mai sentito! Eh no, non era il cognome, quello lo conoscevo! E infatti quel giorno mi disse che alla sua nascita il padre voleva chiamarla a tutti i costi “Dora” ma alla mamma non piaceva quel nome e la chiamò sempre “Lea”. Ebbene, fu sempre chiamata da tutti Lea. E io lo venni a scoprire così, per caso.
Oggi è alle mie nonne che dedico questa ricetta. L’unica che abbiamo mai cucinato in tre. Certo, all’epoca mia nonna materna aveva impastato la frolla mentre l’altra sbucciava le mele così… a me era rimasto da mescolare la marmellata con le noci.
Stavolta nonnine ho fatto tutto da sola, ma la marmellata l’ho fatta mescolare a Cecilia, tanto per mantenere la tradizione.
E abbiamo anche fatto un “tappo” di pasta sfoglia sopra e sotto il buco del torsolo. Sotto per non far cadere la marmellata, sopra per rimettere il picciolo!

Mele in gabbia… alla Newton – Manuale di Nonna Papera

“Una delle caratteristiche simpatiche di Isacco Newton, caratteristica del resto comune a molti scienziati, era la distrazione. Se, anziché sotto un albero di mele, si fosse fermato a schiacciare un pisolino sotto un albero di banane, la legge di gravità avrebbe assunto una nuova impostazione e la distrazione d’Isacco sarebbe rimasta. Narrano infatti che i cronisti dell’epoca che Isacco si dimenticava perfino a volte di mangiare (e passi) e di vestirsi (passi un po’ meno). In compenso, ora abbiamo una nonna papera con una memoria di ferro: non si dimentica certo di sfornarvi su due zampe altrettante ottime ricette.”
200 gr di farina 
50 gr di fecola
1/2 bustina di lievito
100 gr di burro
80 gr di zucchero
1 uovo intero + un tuorlo e un albume separati
un cucchiaio di rum
un pezzetto di scorza di limone grattugiata (per la pasta)
una dozzina di mele non troppo grosse
qualche cucchiaio di marmellata
una dozzina di noci tritate a pezzettini
una bustina di zucchero a velo

Mescolate insieme sul tavolo nell’ordine tutti gli ingredienti della pasta finché non diventerà liscia, e lasciatela riposare una mezz’oretta. Mentre la pasta riposa voi… lavorate alacrmente sbucciando le mele e levando cautamente i torsoli con un coltellino a punta (meglio se con l’attrezzo apposito): riempite il buco con un impasto di noci tritate e marmellata.
Recuperate la pasta, stendetela col mattarello e ritagliate con la rotella delle strisce larghe 1 cm e lunghe circa 30. Incrociate nel mezzo due strisce, deponeteci sopra la mela e imprigionatela attaccando insieme le estremità delle strisce. Pennellate le mele “ingabbiate” con la chiara d’uovo messa da parte, mettetele in uno stampo e lasciatele nel forno finché diventeranno dorate: a questo punto potete tirarle fuori, spolverarle con lo zucchero a velo e mangiarvele… approfittando del fatto che sono legate!

Apples in the cage … Newton – Manual of Grandma Duck 

“One of the nice features of Isaac Newton, the rest feature common to many scientists, it was the distraction. Instead of going under an apple tree, he stopped to take a nap under a banana tree, the law of gravity would have taken a new setting and the distraction of Isaac would remain. narrate fact that the chroniclers of the time that Isaac even sometimes forgot to eat (and steps) and dressing (steps a bit ‘less.) on the other hand, we now have a grandmother duck with an iron memory: do not forget some of sfornarvi on two legs as many delicious recipes. “
200 grams of flour 
50 grams of starch 
1/2 teaspoon of baking powder 
100 grams of butter 
80 grams of sugar 
1 whole egg + one egg yolk and egg white separated 
a tablespoon of rum 
a bit of grated lemon rind (for pasta) 
a dozen apples not too large 
a few tablespoons of jam 
a dozen chopped walnuts into small pieces 
a sachet of powdered sugar 
Mix together all the ingredients on the table in the order of the dough until it becomes smooth, and let it rest for half an hour. While the dough is resting you … worked peeling apples and cautiously raising the cores with a boxcutter to toe (preferably with the proper tool): fill the hole with a mixture of chopped nuts and jam. 
Pick up the dough, roll it with a rolling pin and cut with the wheel of wide strips 1 cm long and about 30 Crossed in the middle two strips, deponeteci over the apple and imprigionatela sticking together the ends of the strips. Brushstrokes apples “caged” with the egg white aside, put them in a mold and leave in the oven until they become golden: At this point you can pull them out, dust them with powdered sugar and enjoy!

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