Arnica – Arnica Montana

Arnica è un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, dall’aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza a margherita di colore giallo aranciato con caratteristici petali “spettinati” e dal gradevole odore aromatico. Tutta la pianta è ricoperta di finissima peluria e, al tatto, risulta un po’ appiccicosa.
Il nome potrebbe derivare da una alterazione del tardo-latino ptàrmica, a sua volta derivato dal greco ptarmikos (starnutatorio) con allusione alle proprietà starnutatorie connesse con l’odore della pianta. Altri autori però preferiscono partire dalla parola greca arnakis (pelle di agnello) facendo riferimento alla delicata tessitura delle sue foglie.

Un po’ di storia

Un tempo la radice veniva impiegata per combattere ed eliminare il catarro delle persone anziane, per attenuare le crisi di asma, contro certe tossi nervose, per sostenere e stimolare l’azione del cuore e per contrastare le paralisi conseguenti a traumi cranici per cadute, insolazioni e avvelenamenti. La pericolosità della droga hanno fatto si che l’uso dell’arnica per via interna andasse gradualmente riducendosi nella medicina delle erbe ed andasse sempre più affermandosi nella medicina ufficiale e nell’omeopatia.

Coltivazione e conservazione

Cresce spontanea nei pascoli e nelle praterie alpine e, a volte, scende anche sulle colline delle Prealpi o addirittura alla pianura a ridosso dei rilievi.
Fiorisce a seconda dell’altitudine da Maggio ad Agosto. I fiori si raccolgono all’inizio della fioritura, Si essiccano rapidamente all’aria e al riparo dal sole e si conservano in vasi o scatole con buona chiusura, al buio e al riparo dall’umidità.

Impieghi terapeutici

Per uso esterno la fama dell’arnica non è mai venuta meno e il suo impiego è sempre attuale nelle distorsioni, nelle contusioni, nelle lussazioni, nei gonfiori conseguenti a traumi applicata direttamente sulla pelle della parte malata.
Viene quindi usata in traumatologia in caso di edemi post-traumatici, atralgie e disturbi articolari a carattere reumatico, versamenti articolari e flebiti non ulcerative.
A volte si impiega il decotto della radice in impacco per combattere l’acne giovanile e la tintura dei fiori contro i duroni dei piedi.

In cucina

Tutta la pianta presenta, se presa in dosi notevoli per via interna, pericolo di avvelenamento o per lo meno di irritazioni anche gravi del tubo gastro-intestinale.

Curiosità

In Francia è molto comune la denominazione di Tabac des Vosges in quanto gli abitanti delle regioni montane se ne servono come tabacco da fiuto.
Se ingerita, la tintura non diluita può provocare tachicardia, enterite e persino un collasso cardiocircolatorio. Per queste proprietà, un tempo questa pianta era utilizzata come veleno.
L’olio di arnica è stato usato per le sue magiche proprietà curative per secoli. Gli effetti magici della pianta si manifestano per contatto: basterà quindi stare vicino alla pianta e sfiorare i suoi steli, le sue foglie o i suoi fiori anche essiccati. La pianta, messa in giardino o balcone, porta fortuna e rasserena.

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