Kreatopita – torta rustica di carne e feta

Questa non poteva mancare. Non importa quale tipo di pita conoscete, questa è assolutamente da provare!
Mi sono innamorata di questa pita grazie alla mamma di Viki, che le preparava per la merenda. La merenda. Ancora mi fa strano ripensarci.
Noi mamme italiane quando pensiamo alla merenda ci vengono in mente fette di torta, biscotti, pane e marmellata e simili. Semmai la frutta o un frullato o uno yogurt. E invece le mamme greche vanno di pita. E all’epoca la trovavo una cosa geniale! Ma io volevo anche la pasta a colazione quindi il mio stomaco di bambina non si spaventava per un pasticcio di carne alle quattro del pomeriggio!
Lo ammetto, ora avrei qualche problemino! E infatti questa che vedete non è stata la merenda ma la nostra cena.
E poi, dato che l’età avanza e il rimbambimento anche, mi sono scordata di spennellarla alla fine.
Quindi questo è l’aspetto della fillo non spennellata. Bruttino in verità. Ma nel sapore non ho sentito grandi cambiamenti.
L’abbiamo mangiata con le mani, proprio come facevo da piccola, e mentre la mangiavo pensavo a quando l’ho assaggiata la prima volta, in riva al mare, con questa mia nuova amica che nel frattempo si spazzolava il mio pane e marmellata. Perchè ovviamente ci eravamo scambiate le merende!
Voi mangiatela come volete, anche per merenda se lo stomaco vi regge! Ma l’ideale sarebbe portarla dietro, magari in un picnic, perchè mangiarla all’aperto… ha tutt’altro sapore!

Kreatopita

1 confezione di pasta fillo
250 grammi di carne macinata
1 cipolla
menta
250 grammi di feta
1 uovo
sale q.b.
pepe q.b.
olio evo

Far appassire la cipolla affettata finemente in una padella con un cucchiaio di olio. Aggiungere la carne macinata, la menta, la feta a tocchetti, e cuocere per 10 minuti. Salare e pepare.
Far intiepidire il ripieno e aggiungere l’uovo. 
Foderare una teglia rettangolare di un paio di fogli di pasta fillo, farcire con il ripieno e coprire con altri strati di pasta fillo (io gli altri 10). Tagliate a quadrotti cercando di non arrivare fino in fondo e spennellare la sfoglia con un tuorlo d’uovo sbattuto.
Infornare a 180° per 30 minuti.

Kreatopita 

1 package of phyllo dough 
250 grams of ground beef 
mint 
1 onion 
250 grams of feta cheese 
1 egg 
salt q.b. 
pepper q.b. 
extra virgin olive oil 

Sauté the finely chopped onion in a pan with a tablespoon of olive oil. Add the ground beef, mint, feta chunks, and cook for 10 minutes. Season with salt and pepper. 
Let cool the filling and add the egg. 
Line a roasting pan with a couple of sheets of phyllo dough, stuffed with the filling and cover with the other layers of phyllo dough (I do the other 10). 
Brush the pastry with a beaten egg yolk. 
Bake at 180 ° for 30 minutes.

Kolokithokeftedes – polpette di zucchine

Torno alla ribalta con la Grecia e le sue polpette! Stavolta ho voluto provare le loro vegetariane, quelle con le zucchine.
Più conosciute rispetto quelle precedenti, spesso mi sono state servite come antipasto accompagnate dal fantastico yogurt greco.
A dire il vero loro le preferisco mangiare senza salse o intingoli vari, dato che all’interno il sapore della feta si sente solo “al naturale”. Certo, a chi piace poco invece queste polpette le affogheranno nella salsa!
Le zucchine, che in Grecia ho trovato sempre piccole ma molto saporite, sono davvero l’accompagnamento ideale e con la feta ci stanno benissimo. Un connubio fresco rafforzato dall’uso di origano e menta, di certo non farebbero lo stesso effetto mangiate in inverno, ne sono certa!
E come per le keftedes, anche queste sono state cotte nel forno e non fritte in padella. E devo dire che ci sto prendendo gusto a mangiare polpette cotte così, risultano davvero più leggere e poi non mi puzza la cucina di fritto! Ok, fritta è buona anche l’aria… ma anche al forno viene bene!
Che aggiungere, mangiatele come volete, con o senza salse, cotte al forno o in padella, ma assolutamente aggiungetele nei vostri menù, per una cena o un buffet, sono velocissime e sfiziose. L’unico problema è che sono sempre troppo poche!

Kolokithokeftedes

2 zucchine
1 uovo
100 gr di feta
1/2 cipolla 
origano 
menta 
sale 
pepe
pangrattato qb 
farina qb 
olio evo

Tritare finemente le zucchine e la cipolla in una capiente ciotola, aggiungere la feta sbriciolata, l’uovo, le erbe aromatiche, sale, pepe e pan grattato quando basta a rendere il composto sodo.
Con le mani formare delle palline e schiacciarle ai poli, passarle velocemente nella farina e procedere a una delle due cotture: o le friggete in abbondante olio caldo fino a doratura, o le mettete al forno a 180°C per 25 minuti.

Kolokithokeftedes

2 zucchini 
1 egg 
100 grams of feta cheese 
1/2 onion 
oregano 
mint 
salt 
pepper 
bread crumbs to taste 
flour as needed 
extra virgin olive oil 

Finely chop the zucchini and onion in a large bowl, add the crumbled feta, egg, herbs, salt, pepper and breadcrumbs when you just need to make the mixture hard. 
With your hands roll into balls and flatten at the poles, dip in flour and quickly proceed to one of the two firings: or fry in hot oil until golden brown, or put them in the oven at 180 ° C for 25 minutes.

Biscotti di frolla salati – regali golosi

Buon inizio di settimana a tutti! Questa sarà l’ultima settimana di luglio prima delle vacanze estive.
Eh si, si chiude questo venerdì e ci rivediamo a settembre!
Ma per non farvi mancare nulla mi sono ripromessa di aggiungere una nuova sezione al blog, che finora era vuota: Regali golosi
Nel corso dei mesi aggiungerò ricette facili e veloci che potete regalare a chi volete, anche a voi stessi!
Devo ammettere che l’idea era nella mia mente da diversi mesi ma la pigrizia non mi faceva andare avanti con il progetto. A dare una spinta alla mia pigrizia è stata una nascita, quella di un bimbo, a pochi passi da casa mia. 
E’ vero, siamo sempre attratti dai bambini appena nati, così piccoli, così delicati… ma stavolta ho voluto premiare anche la mamma che è una vera supermamma, ed ha saputo affrontare tante cose nel corso della gravidanza che meritava proprio un pensiero goloso tutto per lei!
Ma cosa fare fra i mille biscotti, le torte e i cioccolatini. No, i cioccolatini con questo caldo meglio di no. Peccato, perchè lei va matta per quelli salati, che mi chiede puntualmente. E dal cioccolatino salato al biscottino salato il passo è stato breve. Ovviamente l’impasto è stato arricchito con il cacao per dare la stessa impressione di dolce-salato.
Il risultato? 
Un vasetto decorato semplicemente da un merletto adesivo (il mio l’ho preso da tiger!) e tanti biscotti pronti per essere mangiati nei momenti più adatti!
A dire il vero volevo aggiungere un’etichetta ma… non ho fatto in tempo! Sarà per il prossimo regalo goloso!

Biscotti di frolla salati

170 gr burro
185 gr farina 0
1 pizzico di sale
10 gr cacao
1 uovo
80 gr zucchero  a velo

Lavorare il burro a pomata bella liscia. Setacciare la farina con il sale e il cacao. Battere leggermente l’uovo con lo zucchero a velo. Unirlo con il burro. Riempire una sac à poche e formare i biscotti (io ho usato una sparabiscotti).
Infornare a 170°C per 12 minuti. 
Far raffreddare su gratella.
Confezionamento: io ho usato un semplice barattolo di vetro abbellito con un nastro di merletto adesivo (tiger store), ma anche una scatola di latta o di cartone si presta per confezionare questi biscotti! Attenzione che sono molto friabili, quindi che siano ben serrati fra loro!

Savory shortbread cookies 

170 g butter 
185 gr flour 0 
1 pinch of salt 
10 g cocoa 
1 egg 
80g icing sugar 
Work the butter cream pretty smooth. Sift the flour with the salt and cocoa. Lightly beat the egg with the sugar. Combine it with the butter. Fill a pastry bag and form the cookies (I used a biscuit maker). 
Bake at 170 ° C for 12 minutes. 
Cool on wire rack.
Packaging: I used a simple glass jar adorned with a ribbon lace adhesive (tiger store), but also a tin or cardboard is suitable to pack these cookies! Please note that they are very brittle, so that they are properly tightened between them!

Alessandro in… macedonia – manuale di Nonna Papera

Finiamo la settimana, come sempre, con il manuale.

Ormai è diventato quai un rito verso il fine settimana mettermi sul divano a sfogliarlo per cercare una ricetta da fare. Certo, a volte sono indecisa e metto dei segnalibri per ricordarmi di una ricetta da fare la settimana dopo, ma puntualmente mi ritrovo a sfogliarlo sul divano anche se pieno di segnalibri! Che ci volete fare, lo adoravo da piccola e mi piace ancora tenerlo fra le mani!
Anche Cecilia ha capito il giochetto dei segnalibri e una volta l’ho trovata in camera sua che metteva pezzi di carta in un libro dicendo “petta si, petta dopo”… ah, il potere dell’imitazione mi fa fare sempre grandi risate!
Tornando alla ricetta questa è una macedonia un po’ diversa dal solito perchè condita con il vino bianco. Di solito uso del succo per fare quel bel sughino che tanto piace trovare a fondo ciotola ma anche questa versione devo dire, non mi dispiace. Succo per Cecilia e vino bianco per i suoi genitori, motivo per cui ho preferito fare la macedonia direttamente nelle ciotoline piuttosto che in un’insalatiera più grande. Anche se così devo dire non è stata mischiata un granchè. Ma era buona lo stesso!

Come frutta ho scelto pesche, nocipesche, albicocche, mirtilli e bacche di goji. E penso proprio che d’inverno farò la versione con il vino rosso, ora davvero non mi ispira per niente con il caldo che fa!

Alessandro in… macedonia – manuale di Nonna Papera

“Chi non conosce Alessandro il macedone? Oltre che ad avere il pallino di tagliare i nodi con un colpo di spada quando non riusciva a scioglierli (tipo quello di Gordio), Alessandro il grande aveva anche un debole per le grandi conquiste. Già, fu proprio per questo suo “debole” che dalla macedonia… bè, un momento: visto che siamo già alla frutta vediamo di non saltarla e sentiamo che ha da dire in proposito Nonna Papera. Pst! E’ di scena la macedonia.”

La frutta base è quella di stagione, e va scelta anche cercando di combinare i colori in modo allegro. Ci sono poi macedonie con frutti particolari, indicati a ogni singola ricetta.
Macedonia “Andante allegro”
tagliate la frutta a dadini (o se preferite a fettine molto sottili), mettetela in una zuppiera e spolverate di zucchero. Unite il succo di un limone e ricoprite di vino bianco. Lasciate in frigorifero un paio di ore e servite, se volete, con panna o gelato. 
Se invece vi piace il vino rosso (per esempio il Lambrusco di papà!), fate bollire per 10 minuti in una pentola non di alluminio mezzo litro di vino rosso con abbondante zucchero e 3 o 4 chiodi di garofano. Lasciate raffreddare e versate sulla frutta tagliata a pezzetti, poi mettete in frigo.

Alexander in Macedonia … – Manual of Grandma Duck


Who does not know Alexander the Macedonian? In addition to cutting the knots with a stroke of his sword when he could not dissolve, Alexander also had a penchant for great achievements. Yeah … well, since we are the fruit, we feel he has to say Grandma Duck. Pst! is the scene of the salad.

The fruit is in season, and should be chosen in trying to combine the colors so cheerful. There are also special salads with fruits, indicated in each recipe.
Macedonia “Andante allegro” 
Cut the fruit into small cubes, place in a bowl and sprinkle with sugar. Add the lemon juice and cover with white wine. Leave in the fridge a couple of hours and serve, if you like, with whipped cream or ice cream. 
If you like red wine, boil for 10 minutes in a pot half a liter of red wine with sugar and 3 or 4 cloves. Let cool and pour over the fruit cut into small pieces, then put in the fridge.

Melitzanes papoutsakia

Il nome di questo piatto mi ha fatto ridere fin dalla prima volta. Benchè impronunciabile il suo significato è davvero buffo: “scarpette di melanzane”. 
A dire il vero ero convinta che la mia amichetta greca si sbagliasse con la traduzione ma quando mi ha fatto vedere le sue scarpe e poi una melanzana sul tavolo ho capito che non mi stava prendendo in giro. In verità l’ho anche chiesto alla mamma per conferma.
Ma devo dire che queste “scarpe” sono davvero gustose!
Pochi ingredienti, gli stessi della più famosa Moussaka, ma senza friggere nulla. Quando ho ritrovato la ricetta è stato amore, inutile negarlo!
Una variante più leggera altrettanto gustosa delle nostre melanzane ripiene, con qualche variante che si trova a seconda delle regioni: sembra che gli ateniesi amino la salsa al pomodoro messa in cottura, mentre gli abitanti del Peloponneso preferiscano le fette di pomodoro messe fra la carne trita e il topping di besciamella. Io le mangiai con la salsa e così ho voluto rifarle!
Un’altra variante della famiglia greca conosciuta è sull’erba aromatica. Loro usavano la menta, proprio come per la Moussaka, mentre in tante versioni ho visto il prezzemolo.
Io, sempre fedele alla mia ricetta, ho usato la menta.
E queste sono le mie barchette. Un po’ grandi per la verità ma davvero buonissime! Proverò a farle anche nell’altra versione, con il prezzemolo e le fette di pomodoro, ma prima ho altre ricette greche da tirar fuori dal cassetto!

Melitzanes papoutsakia

2 melanzane 
1 spicchio d’aglio
1/2 cipolla
1 mazzetto di menta
200 gr di salsa di pomodoro
200 gr di carne macinata
5 cucchiai d’olio d’oliva
125 gr di besciamella
sale 
pepe

Lavare le melanzane, avvolgerle nella carta alluminio ed infornarle per 20 minuti a 180°C.
Nel frattempo, in una padella, soffriggere la cipolla e l’aglio ed una volta dorati aggiungere la carne, il pomodoro, sale, pepe e la menta. Far cuocere il tutto per 15 minuti. Una volta pronte le melanzane, tagliarle a metà e svuotarle, con un cucchiaio o un coltello, in gran parte del contenuto. Farcirle con il ripieno di carne e ricoprirle di besciamella.
Infornare per ulteriori 20 minuti a 180°C.

Melitzanes papoutsakia 

2 eggplants 
1 clove of garlic 
1/2 onion 
1 bunch of mint 
200 grams of tomato sauce 
200 grams of ground beef 
5 tablespoons of olive oil 
125 grams of sauce 
salt 
pepper 
Wash the eggplants, wrap them in aluminum foil and bake for 20 minutes at 180 ° C. 
Meanwhile, in a skillet, saute the onion and garlic and once golden add the meat, tomato, salt, pepper and mint. Bake for about 15 minutes. Once ready the eggplant, cut in half and empty, with a spoon or a knife, much of the content. Fill with the meat filling and cover with sauce. 
Bake for a further 20 minutes at 180 ° C.

Horiatiko Psomi

Con la Grecia arriva anche un pane non molto conosciuto all’estero ma sempre presente nelle panetterie greche.
Ho girato la Grecia in lungo e largo con i miei genitori e in qualunque paesino ci fermassimo la prima cosa che facevo con mia madre era scendere dal camper con qualche dracma per comprare il pane.
Psomi. O Psciomì, come dicevo io. 
Buono, semplice e leggero. Tanta mollica, come piace a me, e adatto a qualsiasi piatto anche se la morte sua è accompagnato dallo tzatziki.
Me lo ricordo ancora e se chiudo gli occhi posso immaginare profumo e sapore. 
Sull’onda del ricordo sono andata a cercare la ricetta in rete. Difficile da trovare, specie se non si sa nemmeno come è scritto! Ma alla fine sono riuscita dal mio nome pronunciato (male) ad arrivare al pane. 
Quello che ho preparato io è il pane di tutti i giorni, quello della Grecia rurale, quello che forse più si avvicina al pane dei miei ricordi.
Ma cercando un pane ho scoperto un vero mondo di storia, praticamente la Grecia si distingue, fin dai tempi più antichi, per le varietà di pane che ha saputo… sfornare. 
Infatti i pani greci “antichi”, circa una sessantina, avevano nomi legati alle forme, ai tipi di cereali impiegati, agli ingredienti, alle modalità di cottura e sopratutto ai riti cui erano destinati. Gli impasti di acqua e farina erano anche mescolati con miele, vino, olio di oliva, latte ed erbe aromatiche. 
Si deve ai Greci l’istituzione dei primi forni pubblici e delle associazioni di panificatori con precise regole di lavoro e di lavorazione del pane. Il pane lievitato, con la conquista della Grecia da parte dei Romani e l’arrivo di schiavi panettieri Greci nell’ antica Roma, andò a sostituire il puls, pane di polenta o farro o fava, che fino a quel tempo era considerato cibo nazionale romano.
Che aggiungere, sembra proprio che dobbiamo ai greci le pagnotte nostrane di cui ci vantiamo tanto!

Horiatiko Psomi

preimpasto:
50 gr di pm
25 gr di acqua tiepida 
50 gr di farina manitoba
impasto:
250 gr di farina di grano integrale
1/2 cucchiaio di sale 
156 ml di acqua tiepida 
1 cucchiaino di latte 
1 cucchiaino di olio d’oliva 
1 cucchiaino di miele 

Preparare il preimpasto e lasciarlo lievitare per 2 ore. 
Setacciare la farina rimasta con il sale, mettere in una ciotola, e fare la fontana al centro. Aggiungere olio, miele, latte, il preimpasto, e 2 tazze di acqua. Mescolare lentamente con le mani fino a quando l’impasto non risulta bello liscio e non si attacca alle mani. 
Mettere l’impasto in una ciotola leggermente unta d’olio e rotolarlo fino a oliarlo tutto. Coprite la ciotola con un panno e metterla in un luogo caldo. Lasciare lievitare fino al raddoppio.
A impasto raddoppiato, impastare per 5-6 minuti su una superficie infarinata. Dividere la pasta se volete dei panini più piccoli o dategli una forma tonda oppure oblunga. 
Posizionare su una teglia e lasciar lievitare in un luogo caldo per un’ora.
Scaldare il forno a 220°C, fare dei tagli sul pane e infornare per 30- 35 minuti.

Horiatiko Psomi

1/2 ounce of fresh yeast
1/4 cup of lukewarm water
1/4 cup of flour for bread
4 cups of bread flour (whole wheat)
1/2 tablespoon of salt
1 1/4 cups of lukewarm water
1 tablespoons of milk
1 tablespoons of olive oil
1 tablespoons of honey

Make a sponge with 1/2 pound of starter, the 1/4 cup of lukewarm water, and 1/4 cup of flour. Set aside to rise for 2 hours.
Sift the remaining flour with the salt, put in a large mixing bowl, and make a well in the center. Add oil, honey, milk, yeast mixture, and water in the well. Pulling in the flour slowly, mix with hands until it’s a cohesive mass. Turn out onto a floured surface and continue kneading until the dough is nice and smooth and no longer sticks to the hands.
Place the dough in a lightly oiled mixing bowl and roll until all sides of the dough are lightly oiled. Place in a warm place and allow to rise until doubled, about 1 1/2 to 2 hours.
Punch down and knead for 5-6 minutes on a floured surface. Divide the dough into the number of loaves you want to make, and form into round or oblong shaped loaves. Place several inches apart on ungreased cookie sheets and cover with 3 clean dishtowels. In a warm place, allow the loaves to rise for 1 hour.
Preheat oven to 450 F and bake as is on the rack just below the middle of the oven for 30-35 minutes until browned. When tapped on the bottom, bread will sound hollow. When the loaves are done, remove from oven and cool on racks.

Insalata greca al bicchiere – La Biblioteca

Nel week end mi sono messa a riordinare i miei libri di cucina. Un lavoro lungo e meticoloso che mi ha portata a dividere i titoli in base alla “frequenza d’uso”! Non è stato semplice, specie perchè ci sono dei libri che amo a prescindere dalle ricette che ho fatto, però alla fine sono soddisfatta del risultato. Due mensole della mia cucina ospitano tutti i libri, sopra quelli che uso di meno, più a portata di mano quelli che uso di più. Un bel lavoro, che mi ha portata a mettere anche tanti segnalibri nelle pagine di ricette che mi ero ripromessa di fare ma poi, un po’ per pigrizia, un po’ per mancanza di voglia, non ho mai ricercato.
Ora sono più buffi con tutti i segnalibri che spuntano, ma almeno se mi viene voglia di un piatto speciale adocchiato in uno dei miei libri, so già dove cercarlo. 
E proprio uno di quei segnalibri di un libro è stato rimosso il giorno stesso.
La ricetta è qui di seguito riportata così come scritta nel libro. Buona, semplice e sfiziosa, perfetta sia per l’estate, sia per la nostra via dei sapori!
C’è solo una cosa che mi ha lasciata perplessa: la scelta degli ingredienti. Ora, nei miei ricordi l’insalata greca ne prevede 6: cipolla, origano, feta, pomodori, peperoncini verdi e olive kalamata. Nel web si trovano tante versioni e mi viene da pensare che anche qui vale la regola “regione che vai, ingredienti che trovi” ma questa si discosta di tanto da quella che conoscevo. 
Ok, le variazioni potrebbero essere infinite ma una costante possibile sia solo la feta? 

Insalata greca

200 gr di pomodorini
150 gr di insalatine miste
120 gr di feta
80 gr di olive nere
1 cetriolo
1 pomodoro
olio evo
aceto
sale
pepe

Mondare le insalate, lavarle e asciugarle con cura. 
Lavare i pomodori e tagliarli a spicchietti. Tagliare a dadi il formaggio. 
Disporre l’insalata in una ciotola, unendo pomodorini, feta e olive.
Preparare il condimento, emulsionando 4 cucchiaiate di olio con 2 di aceto, sale e pepe.
Condire al momento di servire e disporre in 4 bicchieri alto e stretti.

Greek salad 

200 grams of cherry tomatoes 
150 grams of mixed salads 
120 grams of feta cheese 
80 grams of black olives 
1 cucumber 
1 tomato 
extra virgin olive oil 
vinegar 
salt 
pepper 

Peel the salad, wash and dry thoroughly. 
Wash the tomatoes and cut them. Cut the cheese into cubes. 
Arrange the salad in a bowl, adding cherry tomatoes, feta and olives. 
Prepare the dressing by emulsifying 4 with 2 tablespoons of oil with vinegar, salt and pepper. 
Season before serving and place in 4 glasses high and tight.

Frullati in tavola… pitagorica

Anche questa volta nella nostra via dei sapori non poteva mancare Nonna Papera. E, anche se di greco ha solo il nome, questo frullato è davvero un’ottimo punto di partenza in vista del gran caldo che sta facendo in questi giorni!
Per il nostro frullatone misto ho scelto fragole, lamponi e more. Un frullato decisamente ai frutti rossi ma davvero buono e fresco. La frutta ammetto di non averla zuccherata perchè la preferisco al naturale, ma nessuno si è lamentato!
Una piccola accortezza che stavolta mi sono ricordata è stata quella di mettere la frutta in freezer la sera prima. Questo porta un grande vantaggio: che non c’è bisogno di aggiungere i cubetti di ghiaccio in preparazione, e per me che mi scordo sempre di farli è davvero la chiave di svolta del frullato! Mi devo ricordare più spesso di congelare mini porzioni di frutta da usare il giorno dopo nel frullato, potrebbe anche diventare la colazione della famiglia!

Frutta ghiacciata, latte e un pizzico di vaniglia. Mi sembra fresca, gustosa e salutare, giusto?

Frullati in tavola… pitagorica

“Fu intorno al 550 aC che fece la sua comparsa, alla ribalta dei… grossi grattacapi numerici per le più giovani generazioni future, un certo Pitagora. Per la precisione: Pitagora di Samo, un grande filosofo greco e matematico, che scoprì la tavola pitagorica e sostenne che la terra era rotonda. Suddivise i numeri in… pari e dispari e mise a punto il teorema del triangolo rettangolo. Nonna Papera, in vena pitagorica, ha pensato di darvi una serie di ricette per frullati che potrete voi stessi… moltiplicare a piacimento!”
Frullatone misto
Se avete sottomano, o potete prendere sottobanco e di soppiatto, della macedonia di frutta, allora… potete dire d’aver vinto un terno a lotto perchè il più è già fatto. Oppure comperate una scatola di macedonia già sciroppata. Oppure ancora (che fantasia, vero?) saltate ad Alessandro Magno e preparate una macedonia come da indicazioni del… macedone.
Torniamo al frullato: prendete due bicchieri di macedonia di frutta mista (che sia già ghiacciata, zuccherata e sciroppata) e versateli nel frullatore. Aggiungete mezzo bicchiere di latte o di succo di ananas; un pizzichino di vaniglia in polvere; 3-4 cubetti di ghiaccio pestati. Mettete in moto il frullatore e fatelo girare (prima sul minimo e poi sul massimo) per circa un minuto.

Smoothies in the Pythagorean table!

“It was around 550 BC that made ​​its appearance a certain Pythagoras. Namely: Pythagoras of Samos, a great greek philosopher and mathematician, who discovered the multiplication table and argued that the earth was round. Divided numbers in … odd and even, and he developed the theorem of the triangle. Grandma Duck has decided to give a series of recipes for smoothies that you can do it yourself! “

Smoothie mix 
If you have the fruit salad, then … you can say that he had won the jackpot because a lot more is already done. Or already bought a box of fruit salad in syrup. 
Let’s go back to the smoothie: Take two glasses of fruit salad mixed and pour them into the blender. Add half a cup of milk or pineapple juice; a pinch of vanilla powder; 3-4 crushed ice cubes. Put in motion the blender and let it run (the first minimum and then the maximum) for about a minute.

Keftedes

La Grecia, la terra delle polpette.

E qui sarebbe felicissima Cecilia perché ne è veramente ghiotta! Ogni variante è ben accetta, ogni forma e qualsiasi ingrediente basta che la chiami polpetta e lei inizia ad essere felice e cerca di arrampicarsi sul seggiolone. Non nego che i più grandi capitomboli li ha fatti proprio per “colpa” delle polpette e della sua fretta nell’arrampicarsi!
E proprio per Cecilia sto diventando una vera esperta di polpette, ne sforno sempre tante e diverse e ammetto di cercare spunto dalla Grecia molto spesso.
Non sembra ma loro sono davvero degli esperti, ne hanno tante varianti e tante forme, gli ingredienti anche spaziano molto, si va da quelle di sole verdure (che metterò presto, promesso!) a quelle di carne, che sono poi le preferite di Cecilia.
La menta nelle polpette non l’avevo mai aggiunta ma data l’enorme produzione del mio vaso in balcone non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione!
Come tutte le ricette greche provate finora anche questa mi è piaciuta molto, non ho ricordi di polpette greche con tutto che ho girato la Grecia per ben quattro estati. Tre anni in vacanza con i miei, con il nostro camper, dove abbiamo conosciuto una famiglia ateniese con cui siamo diventati subito amici. Tre eravamo noi e tre erano loro, la loro figlia, Vaso (che si pronuncia viki) era di un anno più grande di me e con il nostro inglese stentato giocavamo che era un piacere starci a vedere! Riuscivamo anche a litigare!! Ho dei bellissimi ricordi di quelle vacanze e alcune delle ricette che metterò saranno proprio quelle date da Maria, la mamma di Vaso, alla mia.
La settimana che sono stata giù a Roma le ho tutte trascritte quindi preparatevi a delle leccornie greche!
Ma torniamo al presente e alle nostre polpette con la menta. La mia variante alla ricetta originale è stata la cottura: nel forno per 20 minuti a 180°C piuttosto che fritte in padella.
Inoltre in casa sono piaciute così, al naturale, ma c’è chi le mette nel sugo, chi le nasconde nei quadratini di una pita e chi semplicemente le immerge nello tzatziki.
Io vi lascio la ricetta, per quanto riguarda la cottura e l’accompagnamento… a voi la scelta!

Keftedes

250 gr di carne macinata di bovino
1 fetta di pane
2 cucchiai di latte
1 mazzetto di menta
1 spicchio di aglio
1 uovo
sale
pepe
farina

Togliete la crosta al pane e tagliatelo a dadini, raccoglietelo in una ciotola e irroratelo con il latte. 
Mescolare la carne macinata con la menta e l’aglio tritati, l’uovo, sale e pepe. 
Formare quindi delle piccole polpette da rotolare nella farina.
Cuocerle in padella con l’olio finché non saranno dorate rigirandole un paio di volte oppure metterle in forno già caldo a 180°C per 20 minuti.
Servitele calde.

Keftedes 

250 grams of minced beef 
1 slice of bread 
2 tablespoons milk 
1 bunch of mint 
1 clove of garlic 
1 egg 
salt 
pepper 
oil for frying 
flour 
Remove the crusts from the bread and cut into cubes, pick it up in a bowl and sprinkle with milk. 
Mix the minced meat with mint and garlic, egg, salt and pepper. 
Then form small balls to roll in flour. 
Cook in a pan with olive oil until they are golden brown, turning them a few times. 
Serve hot.

Biscotti al cioccolato e bacche di goji

Ultimamente ho tanta voglia di dolci. Ho anche tanto di quel sonno che spesso mi appoggio sul divano per guardare un cartone animato con mia figlia e mi addormento di colpo.

Chissà, sarà il caldo mi dico, sarà che sto invecchiando mi dice mio marito. Ma che sia il caldo o l’età (e se è l’età mi inizio a preoccupare della mia vecchiaia, non voglio diventare una nonna narcolettica!) l’unica cosa che mi sveglia è una pausa con dei biscotti.
Quindi è un po’ di tempo che ne sforno a quintali e non bastano mai. Sebbene il caldo non aiuti l’accensione del forno, quando si tratta di dolci non mi importa più. Per biscotti e pane sarei capace anche di mettermi anche io nel forno!
Per questi biscotti golosi ho voluto seguire un po’ la classica ricetta dei double chocolate chip cookies americani, quelli preparati con cioccolato fondente e arricchiti con gocce di cioccolato, di solito al latte, ma in giro si trovano tante versioni: con nocciole, noci pecan, uvette, pezzetti di cioccolato bianco o con gli Smarties!
Mi sono discostata da questi arricchimenti per cercare nella mia dispensa qualcosa di più salutare. E mi sono venute in mente loro: le bacche di goji.
Sapete benissimo che spesso le infilo ovunque, ma devo dire che nei dolci le metto un po’ più spesso.
Sarà per il loro sapore dolce, sarà per la consistenza, ma a me legate in un impasto dolce fanno impazzire!
E non ho sbagliato se non con le dosi, ne sono usciti troppo pochi! 
Complice anche l’abbinamento con lo spumante brut drusian per un dopocena speciale e un po’ vizioso (ma i week end servono anche a questo, no?), il tempo delle foto, di riempirci i bicchieri e… erano già finiti!
Penso di aver trovato l’abbinamento perfetto per questo spumante: il cioccolato! Infatti già si sposava bene con la mia torta di anacardi al cioccolato, però mi ha piacevolmente sorpresa anche con questi biscotti più semplici. Da rifare al più presto!
C’è solo un problema da sistemare, avendo finito i biscotti mi serve qualcos’altro contro i colpi di sonno!

Biscotti al cioccolato e bacche di goji

115 gr di cioccolato fondente 
40 gr di bacche di goji
60 gr di burro
70 gr di farina 00
1 cucchiaino di aceto
1/2 cucchiaino di bicarbonato
Sale
1 uovo
75 gr di zucchero
Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria e lasciate intiepidire. Nel frattempo lasciate ammorbidire a temperatura ambiente il burro, poi unire lo zucchero e sbattere fino ad ottenere un composto chiaro e cremoso. Unire l’uovo, il sale e il cioccolato fuso ormai tiepido. 
A questo punto unire la farina e il lievito precedentemente setacciati e per ultime le bacche di goji. Amalgamare tutti gli ingredienti e poi disporre il composto a cucchiaiate su una teglia foderata con carta da forno ben distanziate tra loro (perché cuocendo i biscotti si allargheranno) e infornare in forno a 180° per circa 15-20 minuti. 
Una volta cotti appoggiateli su una gratella per farli raffreddare. 

Chocolate chip cookies and goji berries 

115 grams of dark chocolate 
80 grams of goji berries 
60 grams of butter 
70 grams of flour 00 
1 teaspoon vinegar 
1/2 teaspoon baking soda 
salt 
1 egg 
75 grams of sugar
Melt the chocolate in a double boiler and let cool. In the meantime, let the butter soften at room temperature, then add the sugar and beat until the mixture is light and creamy. Combine the egg, salt and melted chocolate warm now. 
At this point add the flour and baking powder sifted previously and for the past goji berries. Mix all the ingredients and then place the mixture by spoonfuls onto a baking sheet lined with parchment paper well spaced apart (because baking cookies dilate) and bake in the oven at 180 degrees for about 15-20 minutes. 
Once cooked, place them on a wire rack to cool them.