Salsiccette yè-yè – Manuale di Nonna Papera

Pausa salata. Che ci vuole davvero dopo tutte queste feste e questi ponti lunghi.
Oggi anche c’è chi fa ponte, noi no, stavolta passiamo oltre e magari troviamo anche la forza per allontanarci dalle uova di cioccolata. O dalla colomba avanzata. O da entrambe se riusciamo.
Io di certo ci devo riuscire, avevo perso peso prima di pasqua e mi è bastata questa festività e un paio di pic-nic per riprenderli, e non è stata proprio una bella scoperta.
Quindi pausa dolci, per me, e avanti con il salato!
E inizio bene con queste salsicce che mi accompagnano da quando ero piccola. E’ vero, lo ammetto, da piccola me le preparava mia mamma perchè sfigolavano un po’ troppo, e mentre le rileggevo nel manuale mi è venuto in mente che l’avrei fatto anche io. E lo farò quando sarà il momento, oppure attezzo Cecilia con un di quei scafandri anti-schizzi che nemmeno i saldatori trovano comodi! ^^
Ricordi e pensieri si sono confusi quando ho assaggiato le salsicce di nonna Papera. 
Esattamente come le ricordavo!
Buone e saporite ma anche con quel leggero retrogusto di vino, che ho preferito non far evaporare del tutto, e il burro che le rende un po’ più rosa e risalta il sapore della carne. 
Calde sono ottime, ma anche tiepide a me fanno impazzire! 

Salsiccette yè-yè

“Proseguendo a tutta dritta, Nonna Papera vi mostrerà ora come una fenicia yè-yè, antenata di Paperetta, avrebbe cucinato le salsicce se avesse avuto sottomano le medesime.”


salsicce, una per ciascun commensale 
poco burro
qualche cucchiaio di vino secco

Fate rosolare a fuoco vivo le salsicce in un tegame con poco burro fino a che non si saranno rosolate da ogni parte. Per evitare che la “pelle” scoppi, prima di arrostirle punzecchiatele con un ago di lana (col filo, così non correrete il rischio di lasciare dentro l’ago). Quando appariranno colorite, innaffiatele con il vino e lasciatelo evaporare. Tagliatele a metà nel senso della lunghezza e servitele calde. 
Ps: salsiccia viene dal latino “sal”=sale e “insiccia””carne tagliuzzata”.

Sausages yè-yè

“Going to the whole straight, Grandma Duck will show you now as a Phoenician yè-yè, ancestor of Duckie, would cook the sausages if he had to hand the same.”
sausages, one for each diner
a little butter
a few tablespoons of dry wine
Fry over high heat the sausages in a pan with a little butter until they are browned on all sides. To avoid the “skin” bangs, before roasting prick with a needle of wool (with the wire, thus not run the risk of leaving inside the needle). When they appear colorful, innaffiatele with the wine and let it evaporate. Cut them in half lengthwise and serve hot.
Ps: sausage comes from the Latin “sal” = salt and “insiccia” “shredded meat.”

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