Il mio quinto quarto: il fegato dei piccoli

Buongiorno e bentrovati a tutti quanti!

Avete passato una buona Pasqua? La nostra è stata un susseguirsi di disavventure iniziate in verità prima di Pasqua, quando si è rotto il cambio alla macchina. Che ovviamente non ci hanno ridato per Pasqua quindi abbiamo dovuto prendere di corsa il treno per passarla con il resto della famiglia giù a Roma!
E vabbè, alla fine però dopo qualche ora in compagnia già ci eravamo scordati della cosa! Peccato che nella fretta ho scordato a casa le uova da portare ai piccoli di casa e non vi dico in che stato le ho trovate… va sorvoliamo che è meglio!
Parliamo invece della sfida mtc di questo mese! Il quinto quarto. Quando ho iniziato a leggere subito il mio primo pensiero è stato: passo. Stavolta passo.
Sono romana, è vero, ma odio la trippa, la coratella e la testina. Una strana romana come dice mio padre. Ma c’è un pezzo che adoro. E anche se di romano non ha nulla a me piace anche perchè c’è una storia legata a questo piatto.
Allora, il mio quinto quarto è, e l’avevate già capito dalle foto, il fegato. Ma questo ha la particolarità dei porri. Non solo come abbinamento, ma come storia soprattutto.
Dovete sapere che il fegato era uno dei “piatti forte” di mia nonna ma benchè piacesse tanto ai grandi, a noi bambini faceva storcere il naso e la vista delle cipolle di certo non aiutava a mandarlo giù. Sapete cosa si inventò allora mia nonna per rendercelo più buono? Cambiò le cipolle con i porri. Più dolci e meno intensi di sapore.
Che ci crediate o no dopo il primo assaggio scettico a tutti noi è piaciuto questo piatto che ovviamente non facevamo mai assaggiare ai grandi perchè era nostro.
Il fegato dei piccoli. Nonna lo chiamava così.
La mia unica aggiunta è stata un po’ di sale nero a fine cottura.
E ora vi lascio al fegato dei piccoli modificato sperando possa piacere anche a chi il fegato non lo mangia!

Fegato con porri

250 gr di fegato di vitello
1 porro
30 gr di burro
olio evo
2 cucchiai di aceto
pepe
1 cucchiaio di sale nero 
Tagliare il porro a fettine sottili e fatelo appassire a fuoco lento in una padella con l’olio e il burro.
Quando è appassito, aggiungere l’aceto e il fegato e far cuocere per 5 minuti a fiamma alta. Pepare, salare e togliere dal fuoco. Servirlo caldo con il sughetto del porro.

Liver with Leeks 

250 grams of veal liver 
1 leek 
30 grams of butter 
extra virgin olive oil 
2 tablespoons of vinegar 
pepper 
black salt
Cut the leek into thin slices and let it dry on low heat in a pan with oil and butter. 
When wilted, add the vinegar and the liver and cook for 5 minutes on high heat. Pepper and remove from heat. Serve hot with the sauce of leeks.

4 pensieri su “Il mio quinto quarto: il fegato dei piccoli

  1. Cristiana Beufalamode ha detto:

    Questa sfida andrà ricordata per la partecipazione, purtroppo solo virtuale, delle nonne! Che piatti sapevano tirare fuori e, soprattutto: che trucchi! A volte ci si fossilizza su un piatto, non lo si ripete perché ai piccoli non piace ed invece basta cambiare un dettaglio per ottenere il risultato opposto…anche perché immagino quanto vi sarete sentiti speciali voi dall'altra parte ad avere un piatto tutto vostro vietato ai grandi! Son contenta che anche tu abbia deciso di partecipare, che abbia condiviso un ricordo pur trovandoti in mezzo alle feste pasquali e con macchina rotta! Grazie un bacio cri P.S. Pensa quanto vi sarebbero piaciuti quei chicchi neri!

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