Parigi e i suoi angoli

E’ difficile. Il rientro è sempre difficile.
E rientrare da Parigi lo è stato davvero tanto. Un pezzo del mio cuore è rimasto lì, in quei tetti tutti alla stessa altezza e in quella città che profuma di fiori e di gomme alla fragola. Tante le cose da raccontare, con gli occhi pieni di meraviglie e la bocca piena di prelibatezze.
Per non allontanare troppo i ricordi di questa città ho deciso di aprire una sezione del blog dedicata sia questa città sia a tutti i viaggi che farò. 
Consideratelo l’unico modo che avevo per rendervi partecipi e per farvi entrare nei sapori che mi hanno conquistata. 
Qui trovate la raccolta e ogni lunedì aggiungerò un pezzetto di Parigi dato questo mio recente viaggio. Non fate caso alla qualità delle foto. Spesso sono stati scatti rubati e con una compatta è stato il massimo che potevo fare. Eviterò di mettere quelle troppo sfocate ^^
Peccato non averlo mai fatto con gli tutti gli altri posti che ho visitato ma… meglio tardi che mai, giusto?

Inizio con il raccontarvi questo negozietto: Ma collection.
Si trova sulla strada che porta a casa di una delle mie migliori amiche e proprio con lei e Cecilia stavamo passeggiando quando ho visto la vetrina.
Potevo resistere?

Bianco, arancione e nero. Con una cura maniacale dell’ordine, piccolo e perfetto in tutti i dettagli. Con una gentilezza che ben pochi sanno darti ci siamo ritrovate a passeggiare in questi pochi metri quadrati assaggiando una prelibatezza dietro l’altra. 
La mia amica è stata conquistata dalle mandorle ricoperte di formaggio, io dalle marmellate e Cecilia dai biscottini che vedete qui sotto nella ciotolina. Era piena quando siamo entrate! 
Dopo i vari assaggi alla fine abbiamo optato per l’acquisto delle mandorle ricoperte e di una marmellata all’arancia e pane tostato: la marmellata des Jardins de Marie, «meilleure confiture au monde 2013», cioè vincitrice del premio come migliore confettura mondiale 2013. 
Quest’ultima l’ho regalata a mio marito non appena arrivati in albergo che ovviamente ha ditrutto l’accurato incartamento aprendola. Non ho fatto in tempo, perdonatemi 😉
Per quanto riguarda il negozio invece l’uscita è stata: pacchetti alla mano, foto catturate e sorriso sulle labbra. Direi che questo è stato un’ottimo inizio del viaggio!

Ma collection
33, rue Mazarine 75006 Paris

Torta mongolfiera – Manuale di Nonna Papera

Siamo quasi arrivati alla fine di questo mese. E’ stato un mese impegnativo e considerando che mi aspetta un tour de force per questa domenica ancora non è finita qui!
Ma è stato anche un mese divertente con i due anni della piccola e le nostre gite fuori porta. Fra l’altro vi prometto al più presto un resoconto di Parigi, dei posticini che abbiamo scovato io e la mia bimba mentre il papà lavorava!
Ma oggi, fine della settimana, voglio proporvi un piatto semplice semplice che viene dalle pagine del nostro manuale. Mi stupisco ogni volta pensando a quante ricette sto scoprendo, certe le facevo solo con la fantasia, specie quelle salate. Pur essendo da sempre una che preferisce i salati ai dolci non so il perchè ma in cucina mi toccavano solo le torte. Devo dire che mi sono rifatta con il tempo, e la scoperta della maggioranza di ricette salate in questo manuale mi ha fatto riflettere.
Perchè facciamo impastare solo roba dolce ai bambini? Forse per la manipolazione? Perchè non ci fidiamo del tutto? Chissà.
Fatto sta che questo tortino l’abbiamo fatto a 4 mani e non sarà l’unico salato che replicherò con la mia bimba!

Torta mongolfiera – Manuale di Nonna Papera

“E sarebbe come dire un’ottima torta di patate! Ma piano: prima è opportuno dire qualche parola sull’avvenimento che farà puntare il naso di tutto il mondo in aria. ùil motivo c’è, poichè i fratelli Montgolfier hanno inventato l’aerostato.”

500 gr di patate
50 gr di burro
1 uovo
25 gr di parmigiano grattugiato
sale
noce moscata
2 cucchiai di pane grattugiato
50 gr di mozzarella o fontina

Lessate le patate, sbucciatele, passatele e rimettetele sul fuoco aggiungendo il burro e mescolando. Toglietele dal fuoco, unite il parmigiano grattugiato, l’uovo intero e la noce moscata. Ungete e impanate un recipiente di pirofila e metteteci metà dell’impasto: sopra mettete il formaggio tagliato a fettine e qualche fiocchetto di burro. Coprite col resto dell’impasto, lasciate la superficie e cospargete di pane grattugiato. La torta deve cuocere in forno caldo per 20 minuti e va mangiata ancora calda.
Ps: il primo volo in aerostato, con navicella, i fratello Montgolfier lo fecero fare a tre… animali: una pecora, un gallo e un’anitra.

Cake balloon – Manual Grandma Duck

“It would be like saying a great potato pie ! But plan : first it is appropriate to say a few words about the event that will point the nose of the whole world in the air. UIL is no reason , since the Montgolfier brothers invented the balloon . “
500 grams of potatoes
50 grams of butter
1 egg
25 grams of grated Parmesan cheese
salt
nutmeg
2 tablespoons of bread crumbs
50 grams of mozzarella or fontina
Boil the potatoes, peel, mash them and put them back on the heat and add the butter, stirring. Remove from the heat, add the grated Parmesan cheese, egg and nutmeg. Grease a bowl of breaded and pan and put half of the dough: Put the above sliced ​​cheese and some butter. Cover with the rest of the dough, let the surface and sprinkle with breadcrumbs. The cake is baked in a hot oven for 20 minutes and should be eaten while still hot.
Ps: the first balloon flight with spacecraft, the Montgolfier brother made ​​him do … three animals: sheep, rooster and duck.

Mtc marzo – il mio soufflè, + salsa ovviamente.

Ebbene si, mi sono lasciata andare anche io e sono entrata nel tunnel.
Il loro tunnel. Quello in cui mi sono imbattuta circa un anno fa e non ho mai avuto il coraggio di imboccare. Guardavo la partenza, aspettavo il passaggio e mi godevo l’arrivo. Sperimentavo spesso, nel mio piccolo, ma senza osare mai.
Ma questa volta non ho saputo dire di no. La tentazione era troppo forte. Un soufflè. E chi l’aveva mai fatto! Mangiato si, specie in quest’ultima settimana, ma fatto mai.
E mi sono voluta mettere in gioco, con una ricetta di base collaudata e una variante che non si discosta troppo dall’originale per timore di non vedere salire la gobba.
E invece mi ha stupita. La gobba c’è stata, niente di troppo esagerato ma c’è stata. E non si è nemmeno affosciata subito dopo anzi, mi ha permesso di fare più foto. E a ogni scatto vedevo come scendeva. E’ stato anche divertente in verità seguirne l’abbassamento.
Per la salsa sono stata molto indecisa. Volevo una cosa particolare ma non invadente. Una salsa vellutata che potesse accompagnare questa nuvola ma anche un colore a contrasto che mi risaltasse sul piatto. E poi un sapore forte e deciso che si accompagnasse con il soufflè. 
Pensavo che mai sarei iuscita, e invece mi sono lanciata su una base salsa spagnola, arricchendola quel tanto che bastava ad avere il sapore che avevo in mente. 

Soufflé patate, ricotta e timo

100 ml di panna fresca
1 cucchiaio di maizena
10 gr di burro
2 uova 
1 patata media
50 gr di ricotta
timo
pepe bianco
parmigiano reggiano
pan grattato
Imburrare gli stampi, cospargerli di parmigiano grattugiato e pan grattato e riporli in frigo.
Lessare la patata, sbucciarla e schiacciarla. 
Mescolare la maizena con un po’ di panna. Portare ad ebollizione la restante panna, unendo poi il composto e abbassando la fiamma.
Spegnere ed unire il burro mescolando sempre. Rompere le uova e unire i tuorli poi la purea di patata e la ricotta.
Pepare, aggiungere il timo e mescolare bene.
Montare gli albumi ed in più riprese unirli al composto.
Versare negli stampi fino a 2/3, aggiungere una spolverata di parmigiano in superficie e infornare per 20 minuti in forno caldo a 200°C.

Salsa bruna tartufata

1/2 tazzina di fondo bruno
100 ml di Madeira 
1 punta di aglio tritato molto finemente
1 scalogno
tartufo nero grattugiato
100 gr burro
2 cucchiai di passata di pomodoro
sale
pepe
Mettere la salsa spagnola in una casseruola e farla ridurre della metà girando con un cucchiaio di legno. Aggiungere il fondo bruno e, continuando a mescolare, far sobbollire ancora a fuoco medio.
Togliere dal fuoco e aggiungere il vino mescolando fino a rendere la salsa del tutto amalgamata.
Appassire lo scalogno con 50 gr di burro, unire il tartufo e cuocere per un paio di minuti.
Fuori dal fuoco aggiungere il tutto al composto, poi unire la passata di pomodoro, una punta d’aglio e regolare di sale e pepe.
Rimettete sul fuoco e cuocere a fuoco basso fino ad ottenere la giusta consistenza.
Togliere dal fuoco e aggiungere la restante parte di burro mescolando di continuo.

Soufflé potatoes , cottage cheese and thyme

100 ml of fresh cream
1 tablespoon cornstarch
10 g butter
2 eggs
1 medium potato
50 g cheese
thyme
white pepper
Parmesan
breadcrumbs

Butter the molds, sprinkle with grated Parmesan cheese and bread crumbs and put them in the fridge.
Boil the potatoes, peel and mash.
Mix the cornstarch with a little cream. Bring to a boil the remaining cream, then combining the mixture and lowering the flame.
Turn off and add the butter stirring constantly. Break the eggs and add the yolks and the mashed potato and cottage cheese.
Pepper, add the thyme and mix well.
Beat the egg whites and add them to the mixture several times.
Pour into molds up to 2/ 3, add a sprinkling of parmesan on the surface and bake for 20 minutes in a hot oven at 200 ° C.

Brown sauce with truffle

1 liter of Spanish sauce
1/2 cup brown background
100 ml of Madeira
1 dash of garlic finely chopped
1 shallot
grated black truffle
100g butter
2 tablespoons of tomato puree
salt
pepper

Put the Spanish sauce in a saucepan and let it reduce by half stirring with a wooden spoon. Add the brown stock and, stirring constantly, simmer again over medium heat.
Remove from heat and add the wine, stirring until completely blended to make the sauce.
Soften the shallots with 50 grams of butter, add the truffle and cook for a few minutes.
Off the heat, add all the mixture, then add the tomato sauce, a touch of garlic and season with salt and pepper.
Put on the heat and cook over low heat until you get the right consistency.
Remove from heat and add the remaining butter, stirring constantly.

Cioccolatini per la festa?

Cosa ne pensate di questi cioccolatini come regalo per la festa di Cecilia? Io li trovo adorabili!!! 
Salati al punto giusto perchè fatti con il sale rosa, ma hanno un cuore morbido di bacche che davvero non ti aspetti. 
E se penso che proprio l’anno scorso per il suo compleanno avevo pensato ai cioccolatini salati… direi che è un’idea perfetta!
Sono indecisa sulla forma a dire il vero. Il cuore è bellissimo ma non si addice molto al tema della festa. Eh no, il tema ancora non ve lo dico ^^ aspettate poi di vedere le foto!
E comunque dalle mille e una idea che avevo in mente mi sono dovuta ridimensionare. Primo: sono sola a cucinare, allestire, preparare e pulire. Secondo: voglio essere abbastanza riposata quella sera! Ok, questa seconda è pura utopia, ma almeno proviamoci!
Questi cioccolatini hanno un lato davvero positivo che può venirmi incontro: posso farli prima e poi dimenticarmene fino alla festa. 
Ma vediamo se in questi giorni mi viene in mente altro. Si accettano suggerimenti ovviamente!

Cioccolatini salati con cuore di bacca di goji

100 gr di cioccolato peyrano
sale rosa

Nello stampino (io ho usato cioccocuori della happyflex) mettete un po’ di sale alla base di ogni forma.
Mettete a fondere il cioccolato a bagnomaria. Quando è tutto sciolto mettete un cucchiaio di cioccolato in ogni forma dello stampo, ponete una bacca al centro e ricoprite con altro cioccolato. Fate rapprendere bene i cioccolatini in frigorifero per almeno 4 ore.

Salted chocolates with a heart of goji berry 

100 grams of chocolate Peyrano 
pink salt 
goji berries 

In the stencil put a little salt at the base of each form. 
Put the chocolate in a double boiler to melt. When it’s all melted put a spoonful of chocolate in every shape of the mold, place a berry in the center and cover with more chocolate. Let thicken fine chocolates in the fridge for at least 4 hours.

Gelatina sottocoperta e… auguri ai papà!!!

Settimana-lampo. Non trovo altre parole per descrivere questi pochi post di questa settimana.

Ma lo sapete no, sono tornata da Roma e domani si va a Parigi, nemmeno il tempo di una lavatrice!
E se penso a quanto sono in ritardo sulle decorazione per la festa di Cecilia mi prende un colpo!
Vabbè, oggi è un altro giorno di festa quindi non pensiamo ai miei impegni ma dedichiamoci a chi di dovere: i papà!
Qui doppio festeggiamento, uno per il papà che ho in casa, amore incondizionato di mia figlia, a cui dedichiamo questa ricetta, e l’altro è il papà che ho lasciato a Roma con una piacevole sorpresa che scarterà fra qualche ora e che conoscerete fra qualche giorno!
Per mia fortuna ho un marito così sbadato sul tema feste che nemmeno si è accorto dei nostri traffici in cucina, dato che pasticcio spesso con le manine paffute di casa. Quindi stamattina sarà una vera sorpresa, soprattutto perchè abbiamo cercato di fare la gelatina che accompagna i suoi ricordi, quella che gli faceva sua nonna tedesca. Lungi dall’essere uguale a quella almeno anche questa ricetta viene da… una nonna!
E con questo vi lascio e vado a fare i bagagli, ci vediamo fra una settimana e state certi che avrò ancor di più da fare per la festa del nostro scricciolo!

Gelatina sottocoperta – Manuale di Nonna Papera

“Perchè… sottocoperta? Perchè a star sopra, quella mattina del 15 luglio 1588, ci sarebbe stato il rischio di vedersi capitare tra capo e collo una palla. No, non quella! Questa: bum! Teatro dell’azione: la baia di Calais. Personaggi principali: Elisabetta I d’Inghilterra e Filippo II di Spagna. Comparse: 132 fra galeazze, galeoni e galere spagnole. Ma l’invincibile armata ci lasciò le penne, i remi e la sua fino ad allora incontrastata supremazia marinara.
700 gr di mele
50 gr di mandorle sbucciate
un limone
1 lt di acqua
350 gr di zucchero

Preparare lo sciroppo con lo zucchero e l’acqua, aggiungere le mele sbucciate e affettate, con la scorzaa di limone grattugiata, lasciando bollire finchè otterrete una specie di gelatina. Versatela quindi in uno stampo da budino mescolando insieme alle mandorle. Mettete di nuovo sul fuoco per pochi minuti e fate raffreddare. Al momento di servire, capovolgere lo stampo su un piatto.

Ps: per un assaggio veloce ho messo un po’ di gelatina ancora calda nello stampo bundt della happyflex!

Gelatin deck – Manual Grandma Duck 

“Why… deck? Because a star on that morning of July 15, 1588, there would be the risk of having happen between a ball head and neck. No, not that! This: bum! Theatre action: the bay Calais. main Characters: Elizabeth I of England and Philip II of Spain. Appearances: 132 between galleys, galleons and galleys in Spain. But the invincible army left us pens, rowing and its hitherto unchallenged maritime supremacy. 
700 gr of apples 
50 gr blanched almonds 
lemon 
1 liter of water 
350 gr of sugar 
Prepare the syrup with sugar and water, add the apples, peeled and sliced​​, with lemon rind scorzaa, letting it boil until you get a sort of jelly. Then pour it into a pudding mold by mixing together the almonds. Put back on the heat for a few minutes and let cool. When ready to serve, invert the mold onto a plate.

Problema riso?

Il riso si sa è uno dei miei piatti preferiti. Il problema non è mai come farlo perchè, fosse per me, lo mangerei anche in bianco. Olio e limone,  puro e semplice. 
Certo poi non avrei più un blog di cucina.
Ma il problema qui non sono i miei gusti. Il problema diventa come prepararlo quando si tratta di servire il riso anche per mio marito. Perchè lui è l’esatto opposto di me su questa pietanza. 
Come io ne amo la semplicità lui ne ama le elaborazioni e rielaborazioni, i sapori forti che coprono del tutto il sapore delicato. 
E’ sempre una sfida portare in tavola un risotto che possa unire i nostri gusti opposti.
A volte vinco io, a volte vince lui. Poche sono le vie di mezzo che ho trovato e pochi i risotti che mangiamo inisieme.
Ieri però posso dire che ne ho trovato un’altro da aggiungere alla lista. E niente di più semplice.

Un risotto che rimane delicato ma la nota salata del prosciutto e del sale rosa hanno conquistato anche il più scettico di casa.

 Risotto al taleggio con prosciutto croccante

200 gr di riso carnaroli
50 gr di burro
80 gr di taleggio
4 fette di prosciutto
1/2 cipolla
parmigiano reggiano
1/2 l di brodo vegetale
sale rosa dell’Himalaya
In un tegame mettere una noce di burro, farla leggermente sciogliere, aggiungere il prosciutto tagliato a listarelle e lasciar abbrustolire. Talgiere dal fuoco appena si scurisce.
In una risottiera mettere il restante burro con la cipolla tagliata e fatela imbiondire. 
Versare il riso e farlo tostare a fiamma alta per qualche minuto, poi aggiungere qualche mestolo di brodo continuando a girare.
Pochi minuti prima del termine della cottura aggiungere il taleggio tagliato a dadini e mantecare il riso con il parmigiano reggiano unendo il sale rosa.
Impiattare con il prosciutto in cima.

Risotto with Taleggio cheese with crispy prosciutto 

200 g Carnaroli rice 
50 grams of butter 
80 g taleggio 
4 slices of ham 
1/2 onion 
Parmesan 
1/2 liter of vegetable stock 

In a pan, put a knob of butter, melt it slightly, add the ham cut into strips and let it toast. Talgiere from the heat as soon as it darkens. 
In a rice cooker put the remaining butter with the chopped onion and let it brown. 
Pour the rice and toast it on a high flame for a few minutes, then add a ladle of broth continuing to turn. 
A few minutes before the end of cooking, add the diced taleggio cheese and stir the rice with parmesan cheese. 
Serve with ham on top.

La biblioteca

Buon inizio di settimana a tutti!
Come ogni anno da quando è nata, Cecilia mi spinge a dare il meglio e mettermi sempre alla prova con nuove idee, nuovi progetti e nuove sperimentazioni!
E allora iniziamo questi due anni e una manciata di giorni con un nuovo progetto proprio per il blog. Per me, per lei, e per voi.
Il progetto è molto semplice e banale ma, come sempre quando ci sono passioni (e bambini) di mezzo, è anche impegnativo e divertente.
Allora, bando alle ciancie e vengo al punto che di lunedì penso proprio che avete voglia di tutto tranne che di starmi a sentir parlare a vanvera (cosa che faccio fin troppo spesso ahimè o ahivoi!).
Vi presento dunque “la biblioteca”, uno spazio dove inserirò le ricette trovate nei libri di cucina, seguite passo passo e raccolte in una pagina facilmente accessibile per una rapida consultazione mia e vostra.
Diciamo che “provato per voi” sarebbe il titolo più giusto ma non è evocativo del percorso che mi ha portato a scrivere delle ricette prese dai libri. Quei libri che mi hanno accopagnata e mi stanno formando come cuoca di casa. Quei libri che ho iniziato a sfogliare con curiosità (e per vedere le figure) da bambina e che ora ricerco chiudendomi un paio di ore in libreria.
Ecco, questo è il progetto. Non so ancora che cadenza avrà, ma quello non è un problema per ora.

 

E inizio con una ricetta semplice semplice, che racchiude due ricordi: il primo da sposina, con questo libro appena comprato fra le mani; e il secondo quando sono tornata a casa con Cecilia di una settimana e una voglia matta di farmi il polipo che non mi ero potuta mangiare in gravidanza perchè l’odore mi dava fastidio!
Il terzo ricordo lo aggiungo proprio adesso condividendolo con voi.

Polpo e olive

800 gr di piovra, fresca o surgelata
qualche oliva nera
1 limone (succo)
1 spicchio di aglio
prezzemolo
60 ml di olio evo
sale
pepe bianco
Pulire la piovra e lessarla, partendo da acqua fredda non salata, per circa un’ora.
Salare e lasciar raffreddare nel liquido di cottura.
Eliminare le ventose dai tentacoli e tagliare a cubetti.
Pulire con cura e tritare l’aglio e il prezzemolo.
Preparare la salsa emulsionando bene olio, succo di limone, sale e pepe. Completare con il trito di aglio e prezzemolo.
Unire gli altri ingredienti e mescolare con cura.
Distribuire in 4 bicchieri freddi.
Servire.
Consiglio: per un’antipasto ancora più sostanzioso, unire all’insalata 400gr di patate, lavate con cura, lessate, reffreddate, sbucciate e tagliate a cubetti.

Octopus and olives

800 grams of squid, fresh or frozen
some black olive
1 lemon (juice)
1 clove of garlic
parsley
60 ml extra virgin olive oil
salt
white pepper

 

Clean the octopus and boil it, starting with cold unsalted water for about an hour.
Season with salt and allow to cool in the cooking liquid.
Remove the suckers from the tentacles and cut into cubes.
Thoroughly clean and chop the garlic and parsley.
Prepare the sauce good emulsifying oil, lemon juice, salt and pepper. Complete with chopped garlic and parsley.
Combine remaining ingredients and mix thoroughly.
Distribute into 4 chilled glasses.
Serve.
Tip: un’antipasto even more substantial, add to salad 400g of potatoes, washed thoroughly, boiled, reffreddate, peeled and cut into cubes.

Redazionale – S.Carlo Più Gusto Fior Di Senape

È sera, siete appena rientrati a casa stanchi, il tempo è poco e la fame inizia a farsi sentire. E allora? Allora si apre la dispensa e si tirano fuori le patatine alla senape.
Ebbene si, la senape non si abbina solo al panino ma anche alle patatine, e questa è la scelta vincente che ha fatto San Carlo. 

Mangiandole ci sentiamo un po’ la regina Vittoria, grande estimatrice di senape, ma poi ci sorprende la nota di arancio che smorza il sapore deciso della senape, e allora la regina è solo un lontano ricordo. 
E la nuova proposta dalla linea “Più Gusto” risulta essere vincente: un sapore raffinato ed un profumo inebriante, e sempre restando fedeli al processo tradizionale che le rende croccanti e leggere. 
La ricetta “Fior di Senape” è raccontata in un nuovissimo video con un’esplosione di fuochi d’artificio nei toni caldi del senape, con protagonisti gli ingredienti della ricetta. 
Vale la pena di provare…

La torta dei due anni

E così siamo arrivati a due. E io ti guardo e ancora non ci credo.
Non ci credo che sei nata due anni fa esattamente a quest’ora. Dopo 14 ore di travaglio, ma volevi nascere proprio il 14 in tutto e per tutto! 
E adesso? Ho finito di contare i giorni dopo una settimana, poi le settimane dopo i mesi e i mesi dopo l’anno. Ora inizia la scalata, siamo a due e questo secondo gradino l’hai fatto non in braccio ma solo con la manina, per ricordarmi che sei piccola ma stai crescendo.
Questo due è entrato nella nostra vita al mattino, con la torta, ma anche con il biberon di accompagnamento a cui ancora non rinunci. 
Certo, ora lo prendi da sola, ma la tazza la mattina proprio no. Così come a fare la colazione “in baccio”. Non rinunci tu e, lo ammetto, non rinuncio nemmeno io, da mamma vogliosa di vederti crescere ma bisognosa della sua bambina. 
A differenza dell’anno scorso dove ci accompagnava un dolce/salato che proprio non potevi mangiare quest’anno la ricetta l’abbiamo scelta insieme. 
Con un libro che è una gran festa ogni volta che lo apriamo. E la torta lo so che l’abbiamo scelta per l’immagine, e il vedere da poco quel cartone animato forse ti ha un po’ influenzata ma il risultato è stato strepitoso!
Una torta che sa di buono, è una ricetta semplice e evocativa, che sa di latte. Ci sono dentro i nostri ricordi e tutto il bello che ti aspetta per questo “due”, così grande e così piccolo. 
Buon compleanno Cecilia Romana.

Torta Beatrice – Manuale di Nonna Papera

“Bisognava stare molto attenti a litigare col buon padre Dante: non ci avrebbe pensato due volte a mandarvi all?inferno e a relegarvi in un bel girone pieno di diavoli zannuti, sotto una pioggia di fuoco e simili piacevolezze! Se invece gli andavate a genio, era capace di approntarvi squisitezze…. davvero paradisiache!”
gr 100 zucchero semolato
gr 50 fecola
gr 50 farina di semola
gr 60 burro
2 tuorli
2 uova intere
gr 20 zucchero al velo
la buccia grattugiata di mezzo limone

sbattete i tuorli con lo zucchero, aggiungete dopo un po’ le uova, uno alla volta, sempre sbattendo con forza per rendere soffice l’impasto. Anzi, se voleste raggiungere la perfezione, dovreste mescolare “a caldo”, tenendo cioè la ciotola a bagnomaria. In tal caso, a questo punto, levate la ciotola dal fuoco. Sempre sbattendo leggermente con un cucchiaio di legno, aggiungete le farine e la buccia di limone, il burro fusoe date un’ultima mescolatine. Versate l’impasto nella tortiera e fate cuocere per mezz’ora a 130° circa. Togliete dal forno e spolverate con lo zucchero al velo.

Cake Beatrice – Manual Grandma Duck

” You had to be very careful to quarrel with the father Dante would not think twice to send to ? Relegarvi in hell and a nice round full of devils fanged , under a rain of fire and similar amenities! However, if you went to the genius , was able to point you to the heavenly delicacies …. really! “
gr 100 sugar
gr 50 starch
gr 50 flour
gr 60 butter
2 egg yolks
2 whole eggs
gr 20 icing sugar
grated rind of half a lemon

Beat the egg yolks with the sugar, add a little after the eggs, one at a time, always beating vigorously to make a soft dough. In fact, if you wanted to achieve perfection, you should mix “hot” ie to the bowl in a double boiler. In this case, at this point, and lift up the bowl from the fire. Always beating lightly with a wooden spoon, add the flour and lemon peel, butter fusoe dates last mescolatine . Pour the batter into the pan and cook for half an hour at 130°. Remove from oven and sprinkle with icing sugar.

Biscotti in padella

Oggi vi propongo una ricetta davvero “strana”.
Questi sono dei semplicissimi biscotti, e fin qui niente di strano. L’impasto è molto semplice e basico, e questo anche rientra nella normalità ma questi biscotti sono… cotti in padella!
Eh si, avete capito bene! Niente forno! 
La ricetta è di mia nonna che ne faceva davvero tantissimi per i suoi nipoti e non poteva di certo stare con il forno sempre acceso (queste sono parole sue!).
Di certo sono dei biscotti inusuali e molto basici, ma si possono arricchire con degli aromi. Sconsiglio le gocce di cioccolata altrimenti vi troverete tutta la padella sporca! 
Ma che dire, sono i biscotti della mia infanzia, quelli che c’erano a merenda quando la famiglia si riuniva e ,dopo quello che è successo a mia nonna ecco, avevo bisogno di qualche ricordo importante. Allora ieri ho chiamato nonna chiedendole la ricetta. Tanta emozione al suono della sua voce meravigliata “te li ricordi ancora?”, perchè non ce li fa da anni.
“Siete grandi, fateveli da voi”, dice lei. E non ha tutti i torti.
Ma i suoi rimangono imbattibili!
La ricetta è più o meno la sua, l’unica modifica: al suo “ad occhio” ho dato un peso. 

Biscotti semplici cotti in padella

75 gr di farina 00
25 gr di zucchero
40 gr di burro freddo
8 ml di latte
3 gr di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Setacciare la farina, lo zucchero, il lievito e sale e mescolate bene. Aggiungere il burro e lavorare l’impasto con la punta delle dita. Incorporare il latte e la vanillina e impastare fino a rendere il composto sodo.
Stendere l’impasto fino ad ottenere uno spessore di circa 5 mm.
Ritagliare i biscotti con uno stampino e lasciare i biscotti in frigrifero per 15 minuti.
Riscaldare una padella antiaderente, togliete i biscotti dal frigo e farli cuocere per circa 5 minuti a lato, poi farli raffreddare su una griglia.

Plain biscuits cooked in a pan 

75 grams of flour 00 
25 grams of sugar 
40 grams of cold butter 
8 ml of milk 
3 grams of baking powder 
1 pinch of salt 

Sift the flour, sugar, baking powder and salt and mix well. Add the butter and work the dough with your fingertips. Stir in the milk and vanilla and mix until the mixture is boiled. 
Roll out the dough to obtain a thickness of about 5 mm. 
Cut out cookies with a stencil and let the cookies in frigrifero for 15 minutes. 
Heat a non-stick pan, remove the cookies from the fridge and cook for about 5 minutes to the side, then let them cool on a rack.