Pissaladiera – manuale di nonna papera

Eccolo, finalmente è arrivato. Il giorno degli innamorati, il giorno dei cuori e dei fiori. E non ditemi che non vi avevo avvertito, sono due settimane che vi lancio cuori e zucchero come se piovesse!
Ecco, ci siamo. E oggi che succede? Oggi semplicemente ci rifacciamo la bocca e niente dolcini o cioccolatini o roba zuccherata. No.
Potevo scegliere dal manuale una ricetta dolce, certo che potevo, ne saranno rimaste ancora un 200, ma no. Oggi si va controcorrente.
Un lievitato. Caldo e soffice. Buono da far invidia a un dolce. Un pane che porta il nome di una pizza, un pane che dovrebbe essere una pizza ma che non ho mai trattato come tale. Ma chissà, fatto sta che per quell’errore da piccola sono sempre stata orgogliosa di questo lievitato che si gonfiava, anche se le cipolle le faceva mamma in padella. Io però mettevo le olive, sempre studiando il disegno con molta attenzione. Architetto nell’anima.
Oggi ve lo ripropongo in una versione un po’ più “mia”. Una ricetta che fa parte della mia infanzia ma che con gli anni si è raffinata, fino a incontrarsi con la mia pasta madre.
Chi panifica con la pasta madre sa di cosa sto parlando. Quelle emozioni che ti ruba pochi altri ingredenti te le danno. E quindi oggi, San Valentino, vi metto il cuore della mia cucina, la mia pasta madre che, come tutte le storie, ha avuto i suoi alti e bassi. Ma alla fine ci siamo venuta incontro ed è tutto riassunto qui, con la variante alla ricetta di Nonna Papera.
Un grande abbraccio e un buon San Valentino a tutti!

Pissaladiera – Manuale di Nonna Papera

“Per garantire la puressa, ops, scusate, volevo dire purezza, ma la pissaladiera mi influensa! della lingua francese, il cardinale Richelieu volle fondare l’Accademia di Francia. 


I posti (anzi le poltrone) sono solo 40, e si può eleggere un nuovo membro solo quando… muore un Immortale! 

Il nome infatti non è un programma, ma solo deriva dal motto dell’Accademia: “All’immortalità”.
Il bello è che questa… pissaladiera è una specie di pizza.”

gr 500 di cipolle
abbondante olio
gr 200 di pasta di pane lievitata
gr 100 di olive nere

affettate molto sottili le cipolle (dopo averle sbucciate, lasciatele un po’ a bagno). Poi fatele friggere in molto olo finché diventano appena appena gialline. Comperate due etti di pasta da pane (la stessa che serve per la pizza), stendetela in una teglia imburrata e mettetevi sopra le cipolle, sistemando qua e là le olive nere. Versate sopra poche gocce di olio e mettetele in forno per una ventina di minuti.
Ps: la mia versione invece prevede di fare un pane, quindi di non stendere la pasta da pane ma di fargli le pieghe almeno una volta per poi procedere come da ricetta per il condimento.
Pps: Questa pissaladiera nella mia foto è stata fatta con questa ricetta. Sostituendo la farina manitoba con quella integrale.

Pissaladiera – Manual Grandma Duck

“To ensure the purity of the French language, Cardinal Richelieu wanted to found the Academy of France.
The seats (in fact the seats ) are only 40, and you can elect a new member when… Immortal dies!
The name in fact is not a program, but only comes from the motto of the Academy : “Immortality.”
The beauty is that this … pissaladiera is a kind of pizza. “
500 g of onions
plenty of oil
200 grams of bread dough leavened
100 grams of black olives

onions sliced ​​very thin ( after being peeled , let a little ‘ in the bathroom). Then let them fry until they become very ol barely yellowish . Bought a pound of bread dough (the same that is used for pizza) , roll it into a buttered pan and put over the onions , placing here and there the black olives. Pour over a few drops of oil and place in oven for about twenty minutes.
Ps: my version instead expected to make a loaf of bread , so not to stretch the dough from bread but the folds of him at least once and then proceed as the recipe for the sauce.
Pps : This pissaladiera in my photo was made with this recipe. Substituting the Manitoba flour with wholemeal .

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