Le chiacchiere delle sirene – Manuale di Nonna Papera

Mi stanno venendo in mente delle idee un po’ strane e forse anche malsane, non lo so, non so mai giudicare quanto assurde siano.
Sarà che è arrivato il carnevale dove ogni scherzo vale (e chi si arrabbia ha la faccia da maiale, no?) e ho voglia di sperimentare, di provare e di mettere in mostra il mio lato più giocoso che troppo spesso ė nascosto.
Perché pochi di voi sanno quale personaggio io sia. Una persona che ama la cucina si, ma anche una vera appassionata di manga e anime. O fumetti e cartoni animati, se volete chiamarli così.
Ne ho letti e visti tanti, troppi dice mio marito e mai abbastanza dico io. Ogni film Disney che esce devo vederlo, so a memoria le loro canzoni e mi sto facendo una maratona Disney con Cecilia che sembra apprezzare quanto me. O forse Cecilia è solo la scusa.
Ma l’amore Disney sono riuscita a portarlo anche nelle pagine del blog (pagine? Va bė, mi avete capita tanto!) grazie a questo manuale. Ho anche altri libri Disney di cucina ma nessuno regge il confronto.
Ma quanto penso a questo mio spazio, a questa finestra sul web, la mia finestra, penso sempre manchi qualcosa. Sapete ovviamente della mura cucina, il cuore della mia casa, sapete del mio essere mamma e moglie, sapete che sono un architetto, ma non sapete delle mie altre passioni. Non sapete che adoro disegnare anche se forse l’avete intuito dal mio negozio etsy. Non sapete che mi rilasso lavorando a maglia, non sapete che ho una passione per tutte le creature fantastiche.
Ecco, mi sono accorta di questo e cercherò di fare qualcosa. Non so ancora cosa, non so se sarà qui o su un altro mio canale, come instagram o la pagina Facebook, ma di certo farò qualcosa.
Intanto vi lascio al carnevale e alle mie frappe preferite che da piccola non sapevo avessero anche altri nomi regionali!

Le chiacchiere delle sirene – Manuale di Nonna Papera

“Non seguiremo Ulisse nel suo lungo e faticoso peregrinare da un porto all’altro: impiegheremmo dieci anni. Tanti infatti gliene occorsero per tornare a casa. E neppure Nonna Papera potrebbe dedicare una ricetta a ogni avventura vissuta e sofferta dal nostro eroe alla ricerca disperata, per terra e per mare, della sua amata ltaca. Però abbiamo pensato che qualcosa si dovesse pur dire dell’Odissea e citare almeno un episodio: quello delle Sirene. Le Sirene avevano un debole per i naviganti: infatti appena scorgevano una nave incroci are nelle loro acque si mettevano a cantare. E cantavano così bene che i marinai, lasciate perdere le manovre, si gettavano in mare e… andavano in pasto ai pesci. Ma Ulisse, quel furbacchione, conoscendo il debole delle Sirene, si fece forte e obbligò i suoi compagni a turarsi gli orecchi con “batuffoli” di cera e si fece da loro legare all’albero della nave. Fu così che quelle birichine restarono con un palmo di naso e noi con… una ricetta in più, fatta su misura soprattutto per i giorni di Carnevale, di bel tempo e di “non” compleanno.”

gr 350 farina bianca
3 uova
3 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di vino bianco secco
un pizzico di sale
olio 
zucchero al velo

In una zuppiera, o su una spianatoia o su una grande carta pesante appoggiata al piano del tavolo, disponete la farina a fontana. Nel centro ponete le uova intere (ma senza guscio), lo zucchero e il sale. Mescolate e impastate bene gli ingredienti aggiungendo poco alla volta il vino, lavorando prima con un cucchiaio di legno poi con le mani (pulite!) fino a ottenere una palla di pasta omogenea. Sistematela sul piano del tavolo e stendetela con un matterello (in mancanza di questo con una bottiglia vuota). Stendete, stendete fino a ridurre la palla in uno strato molto sottile. Tagliatelo a strisce irregolari larghe cm 3-4 e lunghe cm 7-8. Preparate in un tegame, meglio se dotato di un lungo manico, dell’olio che farete scaldare a fuoco vivo. Quando l’olio sarà bollente versate tante strisce di pasta quante ne può contenere la padella e toglietele quando le vedrete ben dorate. Appoggiatele man mano su un piatto ricoperto da una carta, del tipo carta da zucchero cioè assorbente, in modo che le chacchiere perdano l’unto, e spolverate di zucchero al velo.

The talk of the sirens – Manual Grandma Duck

” We will not follow Odysseus in his long and arduous pilgrimage from one port to another would take us ten years. Many in fact it took him to return home . Nor Grandma Duck could devote a recipe for every adventure lived and suffered by our hero desperately looking , by land and by sea, of his beloved ltaca . though we thought that even if you were to say something and cite at least one episode of the Odyssey : that of the Sirens. Le Sirene had a soft spot for boaters : it just could see a ship crossings are in their waters they began to sing. and they sang so well that the sailors , forget the maneuvers , threw themselves into the sea … and were fed to the fish. But Ulysses, that sly , knowing the weakness of mermaids, grew stronger and forced his companions to stopping your ears with ” balls ” of wax and had himself tied to the mast of the ship from them . was so that those naughty remained with the palm of your nose and us with a recipe … more tailor-made especially for the days of Carnival, the weather is nice and ” not ” birthday. “
350 gr white flour
3 eggs
3 tablespoons sugar
3 tablespoons dry white wine
a pinch of salt
oil
icing sugar
in a bowl, or on a board or on a large heavy paper resting on the table , place the flour . In the center you place the eggs (without shell) , sugar and salt. Stir and mix the ingredients well by adding little by little the wine , working first with a wooden spoon, then with your hands ( pulite! ) to obtain a homogeneous ball of dough . Place it on the table and roll out with a rolling pin ( in the absence of this with an empty bottle ) . Roll out , roll out to cut the ball into a very thin layer . Cut into irregular strips 3-4 cm wide and 7-8 cm long . Prepared in a pan , preferably with a long handle , heat the oil over high heat will do that . When the oil is hot pour a lot of strips of dough than I can hold the pan and remove them when you see golden brown . As place them on a plate covered with a paper, sugar paper type that is absorbent, so that chacchiere lose grease, and dust with icing sugar .

La pentola di coccio

Sono sempre stata restia ad usare questa pentola. In quasi quattro anni di matrimonio ė stata lì, abbandonata dentro uno sportello (poi finita sopra il frigo, poi sopra i pensili, poi di nuovo in uno sportello, W i traslochi!). Poi piano piano ho iniziato a capire che forse potevo usarla.
Forse non si sarebbe frantumata. Frantumata come quella di mia madre che ė stata per ore a pulire la cucina da quel disastro avvenuto sui fuochi. Quella sera ci mangiammo pizza con un odore di prodotti di pulizia come sottofondo.
Ecco, forse per questo ne avevo paura.
Poi un anno fa il primo esperimento, lo stinco alla birra. Ammetto di aver pensato che se fosse esplosa ci sarebbe stato solo il forno da pulire. E mi sono tenuta ben lontana. Ma non ė successo niente di brutto anzi, lo stinco era davvero squisito!
E allora ho aspettato un altro po’ ma alla fine mi sono decisa a metterla sul fuoco. E sapete cosa ė successo? Alla pentola niente, ai piatti che cucinavo invece…. Non facevo in tempo a metterli sul piatto che già finivano!
Ed ė nato un amore. Amore per questa pentola, che presto verrà affiancata da altre un po’ più grandi magari, e amore per un nuovo tipo di cottura che sto imparando quest’anno. La cottura lenta.
Adoro i profumi che sprigiona, adoro il fatto di aver qualcosa sui fornelli che già so verrà bene e adoro qualsiasi piatto cotto così. Di una morbidezza unica.
E oggi vi propongo il mio ultimo esperimento, buoni buoni e soprattutto tenerissimi: dei moscardini in umido.

Moscardini in umido con zucchine

500 gr di moscardini già puliti
150 gr di pomodorini
1 zucchina
1 bicchiere di olio evo
1 spicchio di aglio
sale
Lavare i pomodorini e tagliateli.
In un tegame di coccio dorate nell’olio uno spicchio d’aglio diviso a metà e fate insaporire nell’olio i moscardini per pochi minuti a fiamma viva.
Unite i pomodorini e salate. Coprite con un coperchio e fate cuocere per circa 45 minuti.
Dopo 30 minuti unite le zucchina tagliate, coprite nuovamente e terminate la cottura.

Curled octopus stewed with zucchini 

500 grams of squid already cleaned 
150 grams of cherry tomatoes 
1 zucchini 
1 cup of extra virgin olive oil 
1 clove of garlic 
salt 

Wash the tomatoes and cut them. 
In a crock golden oil a clove of garlic cut in half and cook the octopus in oil for a few minutes over high heat. 
Add the tomatoes and salt. Cover with a lid and cook for about 45 minutes. 
After 30 minutes, add the chopped zucchini, cover again and finish cooking.

Lasagne di minestrone o minestrone di lasagne?

Ieri c’era un sole che spaccava le pietre. E vi dirò di più, faceva caldo. Così caldo che la mattina mi sono alzata solo per spegnere i termosifoni tanto stavo sudando al letto. (Perché non ti sei levata il piumino? Eh no, le coperte non si toccano!)
E per un giorno che avevo voglia di minestrone, ma tanta voglia, niente, mi è passata appena ho pensato che un piatto del genere mi avrebbe fatto sudare ancora di più! Però avevo in mente un piatto sano e pieno di belle verdurine quindi ho comunque iniziato a pulire e affettare. Poi l’ispirazione ė venuta.
Complici quel pacchetto di lasagne che volevo fare domenica. Pacchetto? Eh si, non ho la macchinetta per fare la sfoglia e con un trasloco in vista non ho nessuna intenzione di comprarla prima di mettere piede dall’altra parte dell’oceano. Quindi la pasta la compro e poi non sarà buona come quella fatta in casa, per carità, però funziona egregiamente!
Ok, chiusa parentesi sulla sfoglia.
Fatto sta che la lasagna mi sembrava il perfetto compromesso fra la mia voglia di un piatto sano e verduroso e una pietanza che non mi facesse sudare 7 camicie. Rimaneva solo il problema forno, ma alla fine avendo spento i riscaldamenti vi dirò che è stato una bellezza accenderlo!
Ecco quindi una versione rosata delle lasagne vegetariane, o lasagne-minestrone.

Lasagna vegetariana

sedano
1 cipolla
olio
3 pomodori maturi
100 gr di piselli sgusciati
2 patate
1 cavolo
basilico
prezzemolo

Mettere a bollire le verdure tagliate a tocchetti. Io ho usato una pentola a pressione e ho cotto a vapore. 
In una pirofila rettangolare cospargere il fondo con qualche cucchiaio di besciamella. Appoggiare sul fondo il primo strato di lasagne, quindi copritele con la besciamella, il sugo e mettere le verdure sparse con il parmigiano e con un pizzico di pepe macinato. Ripetere l’operazione fino a terminare gli ingredienti. 
Infornare la lasagna a 180°C per un’ora, poi estrarla dal forno e lasciarla riposare 5-10 minuti prima di servire.

Vegetarian Lasagna 

celery 
1 onion 
oil 
3 ripe tomatoes 
100 grams of shelled peas 
2 potatoes 
1 cabbage 
basil 
parsley 

Boil the vegetables cut into chunks. I used a pressure cooker and I steamed. 
In a rectangular baking dish sprinkle the bottom with a few tablespoons of sauce. Place on the bottom of the first layer of lasagna, then cover with the sauce, the sauce and put the vegetables scattered with parmesan cheese and a pinch of ground pepper. Repeat until you finish the ingredients. 
Bake the lasagna at 180 ° C for one hour, then remove from the oven and let stand for 5-10 minutes before serving.

Mascherare per far mangiare

Eccoci arrivati al mio ultimo dilemma in fatto di cibo e Cecilia. Alti e bassi come sempre, il suo rapporto col cibo dipende spesso dal suo umore e dai colori nel suo piatto. con lei non funzionano le faccine o qualsiasi altra forma strana e divertente, se decide che un cibo non le piace è così. Punto. E’ testarda, in una maniera che non credevo possibile a nemmeno due anni ,a è così. C’è poco da fare, è tutta il padre!
Per fortuna ci sono dei semplici trucchetti a cui posso appoggiarmi quando nel piatto devo mettere per forza qualcosa che ha semplicemente deciso che non le piace. E volete sapere come faccio? Non gliele faccio vedere!
Tutti sanno cucinare le polpette al sugo, ma non tutti sanno mascherare le verdure così bene come le mamme!
E dato che Cecilia ha un vero e proprio astio contro le zucchine, almeno, contro il loro aspetto, ecco che le polpette (ma anche i polpettoni e il pesce impanato, ammettiamolo) diventano le mie complici!
Si impasta, si aggiunge e si maschera. Ecco fatto. E se qualcuno pensasse a un imbroglio no, è per il suo bene! Le verdure fanno bene e quando non si vogliono mangiare si mascherano. Almeno qui da noi si fa così. E fra un paio di anni magari invece se ne parla prima di ricorrere a certi sotterfugi. E poi mi sembra di non aver fatto niente di male, non è che io le stia mettendo nascosto nel piatto chissà quale schifezza, giusto?
E poi le polpettine così diventano anche un’ottimo fingerfood per noi adulti!

Polpettine al sugo con zucchine nascoste

250 g di carne di manzo tritata
pomodori pelati mutti 
50 g di parmigiano grattugiato
1 zucchina
prezzemolo
cipolla
1 uovo
farina 
olio evo
sale
Lavare il prezzemolo, quindi tritarlo insieme alla cipolla. Metterli in un tegame insieme all’olio e lasciate rosolare aggiungendo i pomodori pelati con un pizzico di sale e abbassare il fuoco.
Nel frattempo, mettere la carne tritata in una terrina, aggiungendovi la zucchina tritata, l’uovo, il parmigiano grattugiato e un pizzico di sale. Mescolare e impastare tutti gli ingredienti e formare le polpette, passandole nella farina e man mano aggiungerle al sugo. Lasciar cuocere per circa 15 minuti e servire.

Meatballs in tomato sauce with zucchini hidden 

250 g of minced beef 
tomatoes mutti 
50 g of grated Parmesan cheese 
1 zucchini 
parsley 
onion 
1 egg 
flour 
extra virgin olive oil 
salt 

Wash the parsley, then chop the onion together. Put them in a pan with the olive oil and let cook adding the tomatoes with a pinch of salt and lower the heat. 
Meanwhile, put the minced meat in a bowl, adding the chopped zucchini, egg, Parmesan cheese and a pinch of salt. Mix and knead all ingredients and form meatballs, passing in the flour and gradually add them to the sauce. Allow to cook for about 15 minutes and serve.

Una domenica da incubo

Ecco che inizia un’altra settimana senza il mio computer. No basta parlare di questo, vi ho già rotto le scatole la settimana scorsa, ci manca solo che mi mandate il conto dell’analista che vi cerca di fermare perché avete pensieri omicidi nei miei confronti… o verso che i tiene in computer in ostaggio.
Vabbè, basta che qui si inizia a cadere nel ridicolo e non mi sembra proprio il miglior modo di iniziare la giornata!
Ricominciamo. 
Buongiorno a tutti, come va? Avete passato un bel week end? (Meglio eh?!)
Noi ieri ci siamo voluti far male in maniera consapevole. Pioveva e siamo andati a ikea. Il-panico!
No, non solo la gente che c’era, e che se volevi anche solo guardare una cosa su uno scaffale dovevi aspettare il tuo turno, no, anche il personale sparito nei meandri di quella folla. Non ho trovato nessun omino giallo in tutto il percorso. E quando sono arrivata dove si prende la merce al dettaglio poi non vi dico che apocalisse.!
Pensate che volevo una mattarello di riserva, tanto perché ne ho rotti “appena 3” (e tutti di marca ma lasciamo perdere…) e alla fine ho preso il primo che ho trovato spinta dalla folla e dal desiderio di lasciare quel luogo infernale! 
E io adoro ikea! Ma devo dire che è la prima volta che ci vengo di domenica. Prima e ultima aggiungo. L’avevo detto io “andiamoci in mezzo alla settimana” ma no, non mi si dà mai retta.
Ho cercato di scacciare dalla mente questo incubo mettendo “le mani in pasta”. Un pane che si fa in poche ore che ben regge il paragone con le pagnotte più elaborate e di lenta lievitazione. E poi i semini… che bontà! Ok, lo scopo è stato raggiunto, la gita domenicale è stata dimenticata!

Pane integrale con semi di girasole

250 gr di pasta madre
250 gr di farina integrale

125 gr di acqua

semi di girasole
Fare la fontana con la farina, nel centro sminuzzare la pasta madre e poi impastare con l’acqua per una ventina di minuti.

Dargli la forma, disporlo su una teglia spolverizzata di farina incidete leggermente la superficie e lasciar lievitare per almeno 4 ore.
Con delicatezza, trasferire il pane sulla teglia e infornare a 200°. Dopo 5 minuti abbassate a 180° e cuocere per 35/40 minuti, avendo l’accortezza di trasferire il pane direttamente sulla griglia del forno per gli ultimi 15 minuti, in modo che si cuocia e si asciughi bene anche nella parte inferiore. 

Wholemeal bread with sunflower seeds

250 gr of sourdough 
250 grams of wheat flour 
125 grams of water 
sunflower seeds

Making the fountain with the flour in the center shred the dough and then knead with water for about twenty minutes. Giving you the shape, place on a baking sheet dusted with flour carve surface lightly and let rise for at least 4 hours. Gently transfer the bread on the baking sheet and bake at 200 degrees. After 5 minutes, turn down to 180 degrees and bake for 35/40 minutes, taking the foresight to transfer the bread directly on the oven for the last 15 minutes, so that you bake and dry well in the lower part.

Torta Monna Lisa – Manuale di Nonna Papera

E così siamo arrivati a un’altra settimana. San Valentino ci ha lasciato pieni di cioccolata (anche se non dalle mie parti a dire il vero!) e la voglia di dolce si è un po’ fermata. No, forse questo non è vero. 
Almeno qui da noi non è così. Se non c’è almeno un dolce a settimana non si può andare avanti. Si ferma tutto. Se non c’è il dolce la mattina è più amara, il pomeriggio meno colorato e la sera meno coccolosa. 
E per quanto mi riguarda è sempre stato così. Non c’era domenica che mia madre non infornasse una torta o dei biscotti, la mania delle monoporzioni non c’era e si andava di fettona di torta. Colazione, merenda e, se eri stato proprio bravo o avevi portato a casa un bellissimo voto, allora anche dopo cena. E se mamma non infornava la domenica era solo perchè veniva a pranzo mia nonna. Con ciambellone a seguito, ovviamente. E’ sempre stato così per me, quindi mi sembra logico ripetere le stesse cose con Cecilia. La domenica si inforna. Ci metto solo il pane in più. E quando i miei salgono a trovarmi la prima domanda che mi fa mia madre è “porto il  dolce?”. Che in realtà ormai è più un’affermazione che una domanda. E se dice per caso dice “non porto il dolce ma il salato” sapete già chi mi manda il dolce vero?


Torta Monna Lisa – Manuale di Nonna Papera

“A titolo di curiosità e non di pettegolezzo, sapete quanto ha impiegato Leonardo da Vinci a dipingere la famosa Monna Lisa? La bellezza di cinque anni: tanto tempo forse perché, tra una pennellata e l’altra, Leonardo strimpellava la cetra d’argento. Suo strumento musicale preferito. Bene prendete “nota” di questa ricetta e fate il vostro gioco!”
350 gr farina
250 gr zucchero
2 uova
1 limone
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di olio
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
Versate in un recipiente lo zucchero e i tuorli e sbattete bene con un cucchiaio di legno, aggiungete l’olio e lavorate ancora un po’. Aggiungete la farina e il latte a poco a poco, in modo che non si faccia troppa fatica a mescolare, e la buccia del limone grattugiata. Unite infine, sempre mescolando, il succo di limone, il sale e il lievito. Montate a neve le chiare delle uova, unitele mescolando piano e versate l’impasto in una tortiera unta e infarinata (ricordatevi di scrollare via la farina in più). Cuocete in forno a 140° per 45 minuti poi spolverate di zucchero.

Ps: sapete della mia passione per le monoporzioni, vero? Ebbene, per questa ricetta ho voluto usare lo stampo del trenino a vagoni della happyflex! Un successo per gli occhi di Cecilia!

Cake Mona Lisa – Manual Grandma Duck

“As a curiosity, and not gossip, you know how it took Leonardo da Vinci’s famous painting the Mona Lisa? The beauty of five years, perhaps because so much time, including a stroke and the other, Leonardo strumming the harp of silver. His favorite musical instrument. Well take “note” of this recipe and play your game! “
350 g flour 
250 g sugar 
2 eggs 
1 lemon 
1 cup of milk 
1 cup of olive oil 
1 teaspoon of baking powder 
1 pinch of salt

Pour into a bowl the sugar and egg yolks and beat well with a wooden spoon, add the oil and worked a little ‘. Add the flour and milk little by little, so that you do not face too much effort to mix, and grated lemon zest. United finally, stirring constantly, lemon juice, salt and baking powder. 
Whip the whites of the eggs, mix them up, stirring and pour the mixture into a greased and floured cake pan (remember to shake off the extra flour). Bake at 140 ° for 45 minutes, then sprinkle with sugar.

Blogging senza computer

Questa settimana sta per finire e arrivo alla fine veramente distrutta.
Per prima cosa ancora non ho notizie del mio computer, voi è una sola settimana che sapete che sono senza, io due che ne sono priva. E ok, non è la fine del Mondo ancora perché ho la mia scorta di foto ma inizia ad essere un problema scrivere i post. Il caro blogger non è che sia molto perfetto per scrivere da ipad, per prima cosa nella finestra di editor non posso muovermi su e giù. Ed è un problema perché la tastiera dell’ipad non è provvista di frecce direzionali. Un gran bel problema. Per fortuna ho “preso in prestito” (ma forse rubato sarebbe più appropriato) la tastiera wireless di mio marito, e così il problema è stato risolto. Poi se ne è presentato un’altro. Quello delle immagini. Un vero caos modificare la grandezza da questa finestra, bisogna passare per l’html. E anche questa è fatta. Certo, probabilmente mi scorderò qualche immagine e lì entrate in gioco voi a farmelo notare, giusto?
Ho anche scoperto un’app fichissima per iPad e per scrivere quando non si è a casa, il problema è che non ti va vedere le bozze che ho salvato su blogger, quelle piene di immagini e parole che ho messo in stato confusionale una mezz’ora prima di consegnare il computer all’assistenza. Ecco, questo quando l’ho scoperto (ovviamente dopo aver pagato l’app) non è stata una piacevole scoperta. 
Per carità, l’app è davvero ben fatta e se vuoi scrivere al volo un post è perfetta, permette anche il caricamento delle immagini da instagram o flickr. Però per ora non ci faccio nulla. 
Ok, basta parlare dei miei problemi di blogging senza computer, è tempo di pensare alla ricetta! E per oggi vi propongo un mio esperimento con la cottura lenta, non uno spezzatino, che seguirà a breve, ma delle fettine che proprio non mi andava di fare alla pizzaiola!

Fettine con carote e patate a cottura lenta

700 gr di fettine di manzo
1 grossa carota
2 grandi patate
1 scalogno
olio evo
mezzo bicchiere di vino bianco
300 ml di brodo vegetale
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro Mutti
sale
pepe

Lavare e tagliare la carota e lo scalogno.
Far soffriggere appena in una pentola in coccio con l’olio. Tagliare la carne togliendo dove possibile i filamenti nervosi e unirla al soffritto. Solo quando avrà rosolato per bene,sfumare col vino e lasciare evaporare a fuoco vivace. Aggiungere il brodo, il sale e il pepe e cuocere a fuoco basso col coperchio per circa 3 ore. 
Trascorso questo tempo unire le patate tagliate a pezzi non troppo grandi. Proseguire per una mezzoretta. Unire il concentrato di pomodoro e fate restringere in sugo se occorre a fuoco moderato senza coperchio.

Sliced ​​meat with carrots and potatoes in slow cooker

700 grams of beef slices 
1 large carrot 
2 large potatoes 
1 shallot 
extra virgin olive oil 
half a glass of white wine 
300 ml vegetable stock 
1 tablespoon tomato paste Mutti 
salt 
pepper
Wash and cut the carrot and scallions. Fry just in a crock pot with oil. Cut the meat where possible by removing the nerve filaments and add it to the mixture. Only when it has browned thoroughly, sprinkle with the wine and let it evaporate over high heat. Add the broth, salt and pepper and cook over low heat with a lid for about 3 hours.
After this time add the potatoes cut into pieces not too large. Continue for half an hour. Combine the tomato paste and simmer to reduce the sauce if necessary in over moderate heat.

Funghi magici

Una cosa davvero buffa accade quando scopro un nuovo ingrediente: mi ci immergo del tutto. Inizio piano, cercando informazioni sul web, sui blog che seguo, su qualche forum, mi ci avvicino come ad un animaletto ferito, con una delicatezza che ė paragonabile a quella di un chirurgo al lavoro (almeno nel mio immaginario dovrebbero essere così), poi analizzo i dati che ho ricavato e infine mi metto alla prova.

Ecco, questo ė l’iter che seguo la maggior parte delle volte, ho fatto così quando la prima volta ho assaggiato le bacche di goji per esempio. Anche perché non ne avevo mai sentito parlare prima. 
Stessa cosa mi è successa ieri, quando mio marito ė tornato a casa con un pacchetto di funghi shitake. Funghi che? Ho detto io. Pensavo avesse capito male il nome e invece eccolo lì scritto bello grande sulla bustina. Mai sentiti. E infatti scopro che non sono delle nostre terre ma asiatici e posseggono così tanti principi attivi da far impallidire chiunque. 
Poi leggo anche che dono molto saporiti ma di difficile abbinamento. Punto sul classico, mi sono detta, un risotto, che ho visto in giro e che mi garantisce la buona riuscita. E a dirvela tutta ho anche approfittato dello spezzatino avanzato da ieri a cena, tanto brodo, poca carne. Carne a Cecilia, brodo al risotto, mi sembra equo, no? 
Il risultato ė stato superiore alle mie aspettative. Non aspettatevi funghi delicati, questi hanno un sapore deciso che lascia il segno! 
E se come me non conoscevate la loro storia, viene in aiuto wiki.

Risotto ai funghi shitake

150 gr di funghi shitake secchi
320 gr di riso Vialone nano 
1 scalogno 
1 bicchiere di vino bianco 
1 noce di burro 
brodo 
pepe 
olio evo

Mettere i funghi a bagno in acqua fredda per almeno 5 ore. 
Scaldare il brodo vegetale. Tritare finemente lo scalogno e metterlo in una padella con l’olio, scaldare e aggiungere i funghi tagliati grossolanamente. Lasciar cuocere per circa 5 minuti girando e aggiungendo la loro acqua. Versare il riso e lasciarlo tostare sfumando con un bicchiere di vino bianco e gradualmente unire il brodo.

Cuocere per il tempo di cottura del riso, spegnere il fuoco e aggiungere una noce di burro per la mantecatura.

Risotto with shitake mushrooms 

150 grams of dried shitake mushrooms 
320 grams of rice Vialone 
1 shallot 
1 glass of white wine 
1 knob of butter 
broth 
pepper 
extra virgin olive oil
Put the mushrooms in cold water for at least 5 hours. Heat the vegetable broth. Finely chop the shallots and place in a pan with oil, heat and add the sliced ​​mushrooms.
Cook for about 5 minutes, stirring and adding their water. Pour the rice and let it toast blurring with a glass of white wine and gradually add the broth.
Cook the rice cooking time, turn off the heat and add a knob of butter for creaming.

Bastoncini a quattro mani

Da piccola andavo all’asilo dalle suore. Mi ricordo i mille lavoretti che ci facevano fare ad ogni festa, mi ricordo aeroplani, cestini, bacchette magiche. Ma anche l’albero di natale che facevamo tutti insieme l’ultimo giorno prima delle vacanze natalizie. E poi le recite! E i canti, le poesie. 
Ok, ero innamorata di quella scuola e anche della mia suora, Suor Margherita Maria, che ricordo come una seconda mamma. 
Poi ci sono anche stati i lati negativi, per carità, ma ho scoperto da poco che quella mia seconda mamma non c’è più. E’ stata “portata via dagli angioletti” come diceva lei quando doveva spiegarci qualcosa di brutto. E mi viene una gran tristezza pensare che l’ultima volta che sono andata a trovarla risale a prima del mio matrimonio, nel 2010. Era invecchiata e passata a fare la preside di quella stessa scuola ma si ricordava perfettamente certe mie marachelle che mi ha fatto quasi paura!
Cara Suor Margherita Maria, fosti tu quel giorno che io non volevo mangiare i bastoncini fatti dalle suore perchè non erano come quelli del famoso capitano, che mi portasti in cucina, e mi spiegasti come si preparano. Eccoli qui, da allora li faccio spesso ed è vero, non sono come quelli del capitano, e ora lo so, manca l’uovo. Ma sono i bastoncini delle suore, i bastoncini della mia suora e io ogni volta che li faccio mi rivedo bambina, con ancora i lacrimoni e le mani sporche di farina, Ed è questa la storia che racconterò a Cecilia quando le preparerò i bastoncini fatti a…4 mani.

Bastoncini homemade

1 filetto di merluzzo
pane grattato
farina
olio

Preparare i filetti di merluzzo e pulirli da spine e pelle. Compattarli con le mani e passarli nella farina, poi nel pangrattato. 
Cuocerli in forno a 160°C per 15 minuti irrorandoli con un filo di olio.

Fish sticks homemade 

1 fillet of cod 
bread crumbs 
flour 
oil 

Prepare the cod fillets and clean them with thorns and skin. Compacted by hand and dip in flour, then in the breadcrumbs. 
Cook in the oven at 160 ° C for 15 minutes by spraying with a little oil.

Quando il computer non c’è

Chi mi segue su facebook già lo saprà, è da una settimana che sono senza computer. Una piccola tragedia. Tragedia per i tempi, dai 20 ai 60 giorni, dipende da quanto è grave il danno, piccola perchè comunque non ho perso i dati, che sono al sicuro in un backup su un hard disk esterno.

La fortuna poi è stata dalla mia per quanto riguarda la garanzia. Ero certa che un portatile apple comprato due anni fa era sicuramente fuori garanzia non avendo fatto nessuna “proroga” su essa. E invece all’appuntamento all’apple store mi dicono, dopo un breve controllo del mio apparecchio, che bastava andare dove l’avevo comprato per usufruire della garanzia dato che la apple l’ha portata a 2 anni. Non mi sembrava vero! L’unico problema poteva essere che l’avevo comprato a un saturn di Roma (infatti l’ho preso il mio ultimo mese di gravidanza che ho passato dai miei). E invece per mia fortuna è bastata una chiamata, l’ok dal negozio di Roma, e si sono presi il mio air. Certo, mi è preso un colpo quando mi hanno detto i tempi. Mi sono subito consolata andandomi a comprare un surrogato di computer, un ipad mini, dato che il mio vecchio ipad ormai va bene solo per Cecilia. E ecco preso anche il cavetto per passare le foto dalla macchinetta all’ipad. Che dire, finora funziona tutto e il blog può andare avanti. Nella sfortuna mi dico che sono stata fortunata quindi cerco di non pensare a quanto potrei fare di più con il mio computer e mi sono anche fatta un regalo ieri: una cover di quelle stupide e indispensabili per il mio mini. Appena arriverà ve la farò vedere!

Barchette di porri e cipolle

1 porro
1 cipolla
pasta sfoglia
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di aceto
olio evo
sale

In una padella far imbiondire la cipolla e il porro tagliati a pezzetti. Unire lo zucchero e l’aceto e lasciate scurire coprendo con un coperchio.
Con la pasta sfoglia ritagliate dei rombi, io li ho inseriti negli stampi barchette della happyflex, riempire con il composto, e lasciate cuocere nel forno a 180°C per 20 minuti.

Boats of leeks and onions 

1 leek 
1 onion 
puff pastry 
1 tablespoon sugar 
2 tablespoons of vinegar 
extra virgin olive oil 
salt 

In a skillet, sauté the onion and the leek cut into small pieces. Combine sugar and vinegar and let it darken by covering with a lid. 
With a pastry cut out the diamonds, I have them placed in the molds of boats Happyflex, fill with the mixture, and cook in the oven at 180 ° C for 20 minutes.