La challah della memoria

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” ( wikipedia).
Oggi è il giorno della memoria.
E io ho preparato una challah, che mi ricorda quella fede. Anche se non sono riuscita a fare la treccia tradizionale ne avevo fatta una di cannella. Non pensando che nel lievitare il mio lavoro si sarebbe vanificato.
Comunque non è della mia non-treccia che voglio parlare, cioè anche, si, ma dopo.
Ora voglio introdurvi alla tradizione che sta dietro questo dolce.
La challah è ovviamente un dolce della tradizione ebraica che viene consumata durante lo shabbat, la festa del riposo le cui celebrazioni iniziano la sera del venerdì con la preghiera del kiddush: durante il ringraziamento si benedice il vino, il pane e la challah stessa coperta con un panno ricamato. Quando la benedizione finisce, il capofamiglia la spezza in piccole parti, vi sparge sopra un po’ di sale e ne offre ai commensali. La challah è un pane adatto a ogni occasione, sia ai pasti che per colazione e merenda.
Una parrticolarità di questa ricetta è il non cambiare gli ingredienti per dei latticini, per motivi religiosi non è possibile mescolare i derivati del latte con la carne, che viene consumata in questa ricorrenza.

Challah

2 bicchieri di acqua tiepida
1 cubetto di lievito fresco
1/2 cucchiaio di zucchero
1/2 bicchiere di olio di semi
1/2 bicchiere di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di sale
1 kg di farina manitoba
1 tuorlo d’uovo
Sciogliete in una ciotola il lievito con l’acqua tiepida e lo zucchero.
Aggiungete l’olio, il sale e l’uovo, amalgamate bene il tutto. Aggiungete anche la farina molto lentamente.
Quando l’impasto diventa compatto lavoratelo bene su un piano infarinato, poi trasferitelo in una ciotola leggermente unta e fatelo lievitare per almeno un’ora coperto da un panno umido, finchè non raddoppia.
Una volta che l’impasto è ben lievitato fate la forma (il mio impasto era troppo appiccicoso! Dovevo lavorarlo di più!) e fate lievitare ancora mezz’ora.
A lievitazione ultimata, spennellate con il tuorlo diluito in un po’ d’acqua, poi infornate nel forno già caldo a 200° per 10 minuti, poi abbassate la temperatura a 180° e fate cuocere per 20 minuti.

Challah

2 cups of warm water
1 cube of fresh yeast
1/2 tablespoon of sugar
1/2 cup of vegetable oil
1/2 cup of sugar
1 egg
1 tablespoon salt
1 kg of flour manitoba
1 egg yolk
Dissolve the yeast in a bowl with warm water and sugar.
Add the oil, salt and egg, mix well. Also add the flour very slowly.
When the dough becomes compact well knead on a floured surface, then transfer it to a lightly greased bowl and let rise for at least an hour covered with a damp cloth until it doubles.
Once the dough is leavened take the form (my dough was too sticky! I had to work it more!) And let rise for another half hour.
A rising completed, brush with egg yolk diluted with a bit ‘of water, then bake in a preheated oven at 200 degrees for 10 minutes, then lower the temperature to 180 degrees and bake for 20 minutes.

8 pensieri su “La challah della memoria

  1. serena ha detto:

    Ciao Arianna, credo di non aver mail sentito parlare di questo dolce che peraltro ha un ottimo aspetto. Penso che il nome abbia a che fare con il volere di Dio .. quantomeno mi ricorda l in sha' Allah degli arabi, ma non saprei!!! buon pomeriggio e a presto!

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