Siamo nell’anno del cavallo

Ecco svelato il motivo!! Oggi si festeggia per il capodanno cinese!
E dopo aver salutato l’elegante coniglio che saltellando esce di scena ecco che entra al trotto l’anno del cavallo!
E con lui in entrata mi sono accorta di non avere nemmeno una rappresentazione cavallina in casa. Nè un disegno, nè un pupazzo. Niente di niente. E io che mi immaginavo la foto alla ricetta piena di puledri. Lo sapevo, dovevo prendere a casa dei miei i “miei mini pony” di quando ero piccola. A proposito di quelli, ma chi se li ricorda gli originali? Ora c’è una versione più moderna e devo dire che forse mi piace anche di più, ma si sa, io sono per lo stile dei cartoni animati e fumetti giapponesi. Anime e manga quindi. Si, e anche in abbondanza, Cecilia cresce anche con questo bagaglio che la mamma è pronta a darle!
Tornando a parlare di cose serie… per unirmi ai festeggiamenti cinesi ho preparato la quinoa con le bacche di Goji e i pinoli. Buona, buonissima e rossa, come da tradizione. Metterci dentro della carne di cavallo non mi sembrava il caso date le circostanze ma la prossima volta la aggiungerò!
Io e mio marito siamo Cane e la piccola di casa, che dovrebbe sapere quante zampe ha un cavallo e invece continua a dire 8 con fare provocatorio, è del Drago. Chissà, forse è il suo modo di dirmi che i draghi hanno 8 zampe. Chissà.
C’è un Cavallo nella vostra famiglia? Fatemi sapere, sono curiosa! 

Quinoa con bacche di goji e pinoli

200 gr di quinoa
1/2 cipolla
50 gr di pinoli
50 gr di bacche di goji
olio evo
passata di pomodoro Mutti
sale

Lavate la quinoa sotto l’acqua corrente. In una pentola, portate l’acqua a bollore e fate cuocere la quinoa per circa 15 minuti. Quando sarà cotta, scolatela, passatela velocemente sotto l’acqua corrente e tenetela da parte.
Prendete la cipolla, lavatela e tagliatela a fettine sottili. Mettete a mollo le bache di goji.
In una padella mettete un un filo d’olio, fate rosolare la cipolla per qualche minuto aggiungendo la passata, poi aggiungete le bacche e i pinoli.
Prendete la quinoa che avete messo da parte e aggiungetela direttamente in padella. Mescolate bene gli ingredienti e fate saltare per pochi secondi.

Quinoa with goji berries and pine nuts 

200 grams of quinoa 
1/2 onion 
50 grams of pine nuts 
50 grams of goji berries 
extra virgin olive oil 
tomato sauce Mutti
salt 

Rinse the quinoa under running water. In a saucepan, bring the water to a boil and cook the quinoa for about 15 minutes. When cooked, drain, pass quickly under running water and keep it aside. 
Take the onion, wash and cut into thin slices. Soak the goji bache. 
In a pan put one a little oil, fry the onion for a few minutes adding the past, then add the berries and pine nuts. 
Take the quinoa that you have set aside and add it directly into the pan. Mix the ingredients well and saute for a few seconds.

I biscotti della Brigitta – Manuale di Nonna Papera

Questi biscotti escono dal forno qualche giorno prima dell’appuntamento del venerdì. E il perchè lo saprete solo domani. Invece quello che mi è venuto in mente scrivendo “l’appuntamento del venerdì” è il telefilm “una mamma per amica”, con le loro “cene del venerdì sera”. Sapete, amavo quel telefilm ai tempi dell’università e lo amo di più ora come mamma. E vogliamo parlare di quanto è bella l’idea della locanda?! No vabbè, la smetto altimenti vado avanti per ore e divento noiosa! 
Parliamo dei biscotti. Di questi fantastici biscotti che ci fosse una volta che mi vengono tondi! Penso di avere un problema con la frolla, decisamente la tratto troppo bene! Ho il timore possa succedere chissà quale disastro ogni volta che c’è da unirne due o arrotolarle, come in questo caso.
E quindi? Quindi faccio piano piano e anche quando affetto ci metto così tanto che finisco sempre con lo schiacciare la forma. 
E vabbè. Brigitta non me ne vorrà. Basta che io non tocchi il suo caro Paperone! Che storia poi questa di Brigitta. Una vera zitella che non faceva altro che sfornare leccornie per il suo amato. Roba d’altri tempi. E quando non informava era alle prese con il suo socio nella “premiata ditta Filo e Brigitta” oppure vestiva i panni di una supereroina “Brigittik”, ve lo ricordate? 
Sarà che sono cresciuta a pane e Topolino e tutti i fumetti che ho lasciato a riempire le pareti di casa dei miei genitori ne sono una prova! Sono stata una fedele abbonata da quando ho iniziato a leggere fino al mese del mio matrimonio. E con mio padre facevamo le caccie ai fumetti degli anni precedenti, quelli di quando non ero ancora nata! 
Ok, basta chiacchiere che oggi vi ho davvero rimbambito, vi lascio la ricetta ^^

I biscotti della Brigitta – Manuale di Nonna Papera

“Eccovi qualche particolare: le prime notizie di un popolo svedese si riferiscono al VI secolo e sono state date da Tacito. Tra i veri re che si sono succedutii, menzione merita Carlo XII, il più battagliero: trascinò il suo popolo in una serie di guerre interminabili contro la Russia. Figuratevi che nel 1709, dopo la scnfitta della Poltawa, il suo esercito in ritirata fu fermato da una immensa cortina di cavallette. Almeno così dicono.”

gr 120 di burro
gr 75 di zucchero al velo 
una bustina di zucchero vanigliato
un uovo
gr 200 di farina
un pizzico di sale 
qualche cucchiaio di cacao

Fate la pasta, lasciando da parte l’albume, dividetela in due parti e a una delle dua aggiungete il cacao e 2 cucchiai di latte. Fate due palle e lasciatele riposare per mezz’ora al fresco. Riprendetele, e tiratele separatamente formando un quadrato largo circa cm 20 e spesso circa mezzo. Sovrapponete il quadrato bianco a quello nero e arrotolate il tutto come un salame, piuttosto strettamente, lasciando al fresco un’altra ora. 
Affettate il “salame”: ciascuna fettina sarà un biscotto, che va messo sulla lastra imburrata del forno. Lasciateli cuocere a 170° circa per 10 minuti (io li ho cotti per 20), poi toglieteli dal forno, spennellateli immediatamente col bianco d’uovo sciolto con un po’ d’acqua, e inzuccherate. Pazienza, lasciateli almeno raffreddare!

The cookies Brigitta – Manual Grandma Duck

” Here are some details : the first news of a Swedish people refer to the sixth century and have been given by Tacitus . Among the true kings who have succedutii , deserves mention Charles XII , the most combative : dragged his people into a series of endless wars against Russia. Consider that in 1709 , after the scnfitta of Poltava and his retreating army was stopped by an immense curtain of locusts. least so they say. “
120 grams of butter
75 grams of icing sugar
a sachet of vanilla sugar
an egg
200 grams of flour
a pinch of salt
a few tablespoons of cocoa

Make the dough , leaving aside the egg whites , divide it into two parts and one of the dua add the cocoa and 2 tablespoons milk . Take two balls and let it rest for half an hour to cool. Reprove them , and pull them apart forming a square about 20 cm wide and often about half . Overlap the white square in the black and roll the whole thing up like a sausage , rather tightly, leaving it to cool for another hour .
Slice the ” salami ” : each slice will be a cookie , which is placed on the plate of buttered oven . Let them bake at 170 degrees for about 10 minutes ( I have them cooked for 20 ), then remove them from the oven, immediately brush them with egg white loose with a little ‘ of water, and sweetened . Patience, let them cool!

I sapori che ti fanno pensare a casa

E’ da quando sono venuta a Milano la prima volta, quando mio marito si era appena trasferito per continuare la specialistica qui a politecnico, che mi sono semplicemente innamorata dei panzerotti di Luini. E se venite a Milano penso proprio che non potete fare a meno di aspettare quella mezz’oretta in fila, per mangiarvi, in piedi ovviamente, questa bontà. Al forno o fritta, dolce e salata, sarà sempre lì bella, buona, calda e fumante ad attendervi!
Ma ora che sono in procinto di spostarmi inizio a fare “scorta di ricette”. Le indispensabili, per i momenti in cui vorresti proprio dare un bel morso che sa “di casa”. Ecco, perchè diciamo che per me i panzerotti sono diventati di casa da quando sono arrivata a Milano in pianta stabile 3 anni e 1/2 fa.
Comunque una velocissima chiacchierata con la commessa del negozio, unita a una veloce ricerca sul web ed il gioco è fatto. Anzi, il piatto è servito.
Sapete preparare la pasta per pizza? Bene allora il più è fatto! Ora dovete solo scegliere il ripieno. Come li preferite? Tradizionali pomodoro e mozzarella, oppure piccanti con il salame o ancora ripieni di verdurine tagliate sotili sottili? Sbizzarritevi come meglio credete che davvero non c’è limite alla fantasia quando si tratta del ripieno dei panzerotti!
I miei? Bhè, noi siamo andati un po’ sul classico. I mini erano per Cecilia, quindi pomodoro e mozzarella, i medi erano per me, quindi mozzarella e funghi dato che proprio non riesce a piacermi il pomodoro con la pizza (e non me ne vogliano i napoletani per questo, eh!) e  più grandi, quelli del marito, erano con il salame piccante!
Svelati i miei aspetto i vostri!

I panzerotti

500 gr di farina
300 ml di acqua
1/2 panetto di lievito di birra
sale
olio evo
1 cucchiaino di zucchero
per il ripieno:
concentrato di pomodoro Mutti
1 mozzarella
salame piccante
funghi porcini
olio evo
Fate sciogliere il lievito di birra e lo zucchero all’interno di un bicchiere con un po’ di acqua.
Fate una fontana con la farina e versate il lievito sciolto. Impastare con le mani, aggiungere il sale e l’olio. Impastate per bene gli ingredienti, aggiungendo gradualmente l’acqua, fino a ottenere un panetto. Adagiatelo in una ciotola infarinata, copritelo e lasciatelo riposare per circa 2 ore. 
Al termine del tempo previsto, stendete l’impasto e ricavatene dei dischi nei quali inserirete il ripieno scelto. Io a dire il vero ho usato l’appostito strumento per chiuderli, ma si possono richiudere anche a mano sigillando bene i bordi.
Infornare a forno già caldo a 200°C per circa 20 minuti.

The panzerotti

500 grams of flour
300 ml of water
1/2 packet of yeast
salt
extra virgin olive oil
1 teaspoon sugar
For the filling:
Mutti tomato sauce
1 mozzarella
spicy salami
porcini mushrooms
extra virgin olive oil

Dissolve the yeast and sugar in a glass with water.
Make a mound of flour and pour in the dissolved yeast. Knead with hands, add salt and oil. Mix the ingredients well for adding the water gradually until you get a dough. Lay them in a floured bowl, cover and leave to stand for about 2 hours.
At the end of the scheduled time, roll out the dough and cut out discs in which you insert the filling chosen. I actually appostito I used the tool to close them, but you can also close at hand and seal the edges well.
Bake in a preheated oven at 200 ° C for about 20 minutes.

Un piatto da gustare in compagnia. Ma anche no.

In questi giorni a Roma dai miei genitori c’è il mio cuginetto americano, Colton, che prova a sfondare le porte del successo nel mondo del calcio. Qualche giorno dai miei genitori, che non vedeva da 4 anni, poi una capatina a Milano e via al campo ad Ovada dove resterà per tre mesi!
Ma c’è stato un imprevisto. Non passa per Milano perchè Cecilia sta male. Di nuovo.
In verità più che una brutta ricaduta è stata “colpa” di mio marito che è stato male questo fine settimana. E ogni volta che lui sta male, apriti cielo! E’ davvero un lamento continuo! Insopportabile. E mentre io sbuffavo al suo ennesimo “forse ho qualcosa di più dell’influenza” la mia bambina faceva la brava infermiera. Portava libri, riviste e anche iPad e iPod al suo papà che era così contenta di avere a casa, inerme ma a casa! Non mi sono preoccupata di questa vicinanza perchè, mal pensavo, se non ha la febbre non si può attaccare. E invece mi sbagliavo. 
Cecilia malata a parte, ecco il piatto che volevo far trovare all’arrivo del mio cuginetto. Dico cuginetto perchè ci separano 11 anni. Un bel risotto mantecato con caviale e prosecco.
E invece… me lo sono fatta per me e basta. Con il marito che aveva mal di stomaco e la bimba un po’ troppo piccola che altro potevo fare, giusto?

Risotto con prosecco e caviale

350 gr di riso carnaroli
50 gr di burro
1/2 cipolla
75 gr di caviale
parmigiano reggiano
1/2 l di brodo vegetale
1/2 l di prosecco
In un tegame mettere il burro con la cipolla tagliata e fatela imbiondire.
Versare il riso e farlo tostare a fiamma alta per qualche minuto, poi versare tutto lo Champagne e mescolare continuamente il riso. Aggiungere qualche mestolo di brodo continuando a girare.
Pochi istanti prima del termine della cottura mantecare il riso con il parmigiano reggiano e aggiungere il caviale.

Risotto with prosecco and caviar 

350 g Carnaroli rice 
50 grams of butter 
1/2 onion 
75 grams of caviar 
Parmesan 
1/2 liter of vegetable stock 
1/2 liters of sparkling wine 
In a saucepan, put the butter with the chopped onion and let it brown. 
Pour the rice and toast it on a high flame for a few minutes, then pour all the Champagne and stir the rice constantly. Add a ladle of broth continuing to turn. 
A few moments before the end of cooking stir in the rice with parmesan cheese and add the caviar.

La challah della memoria

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” ( wikipedia).
Oggi è il giorno della memoria.
E io ho preparato una challah, che mi ricorda quella fede. Anche se non sono riuscita a fare la treccia tradizionale ne avevo fatta una di cannella. Non pensando che nel lievitare il mio lavoro si sarebbe vanificato.
Comunque non è della mia non-treccia che voglio parlare, cioè anche, si, ma dopo.
Ora voglio introdurvi alla tradizione che sta dietro questo dolce.
La challah è ovviamente un dolce della tradizione ebraica che viene consumata durante lo shabbat, la festa del riposo le cui celebrazioni iniziano la sera del venerdì con la preghiera del kiddush: durante il ringraziamento si benedice il vino, il pane e la challah stessa coperta con un panno ricamato. Quando la benedizione finisce, il capofamiglia la spezza in piccole parti, vi sparge sopra un po’ di sale e ne offre ai commensali. La challah è un pane adatto a ogni occasione, sia ai pasti che per colazione e merenda.
Una parrticolarità di questa ricetta è il non cambiare gli ingredienti per dei latticini, per motivi religiosi non è possibile mescolare i derivati del latte con la carne, che viene consumata in questa ricorrenza.

Challah

2 bicchieri di acqua tiepida
1 cubetto di lievito fresco
1/2 cucchiaio di zucchero
1/2 bicchiere di olio di semi
1/2 bicchiere di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di sale
1 kg di farina manitoba
1 tuorlo d’uovo
Sciogliete in una ciotola il lievito con l’acqua tiepida e lo zucchero.
Aggiungete l’olio, il sale e l’uovo, amalgamate bene il tutto. Aggiungete anche la farina molto lentamente.
Quando l’impasto diventa compatto lavoratelo bene su un piano infarinato, poi trasferitelo in una ciotola leggermente unta e fatelo lievitare per almeno un’ora coperto da un panno umido, finchè non raddoppia.
Una volta che l’impasto è ben lievitato fate la forma (il mio impasto era troppo appiccicoso! Dovevo lavorarlo di più!) e fate lievitare ancora mezz’ora.
A lievitazione ultimata, spennellate con il tuorlo diluito in un po’ d’acqua, poi infornate nel forno già caldo a 200° per 10 minuti, poi abbassate la temperatura a 180° e fate cuocere per 20 minuti.

Challah

2 cups of warm water
1 cube of fresh yeast
1/2 tablespoon of sugar
1/2 cup of vegetable oil
1/2 cup of sugar
1 egg
1 tablespoon salt
1 kg of flour manitoba
1 egg yolk
Dissolve the yeast in a bowl with warm water and sugar.
Add the oil, salt and egg, mix well. Also add the flour very slowly.
When the dough becomes compact well knead on a floured surface, then transfer it to a lightly greased bowl and let rise for at least an hour covered with a damp cloth until it doubles.
Once the dough is leavened take the form (my dough was too sticky! I had to work it more!) And let rise for another half hour.
A rising completed, brush with egg yolk diluted with a bit ‘of water, then bake in a preheated oven at 200 degrees for 10 minutes, then lower the temperature to 180 degrees and bake for 20 minutes.

La torta monoporzione

Oggi come tutti i venerdì, ci accompagna Nonna Papera.
Ma oggi ho dovuto dimezzare le dosi e ho preferito fare delle mono porzioni. Non perchè sia amante delle mono porzioni, cioè, si, è vero, ma stavolta il motivo è semplicemente di praticità!
Le torte avanzano sempre. Sempre. Io cerco il più possibile di mangiarle ma una fetta a colazione, una a merenda e poi basta. Anche Cecilia non è che può rimpinzarsi di torte! Quindi, per colpa di un marito che è amante del cioccolato ma non delle torte, spesso mi vedo costretta a buttarne un bel pezzo. E davvero mi piage il cuore ogni volta.

Stavolta ho ragionato prima di mettermi all’opera. Dato che non avevo in programma ospiti a cui rifilare la torta ecco che gli stampini per i muffin mi sono stati di grande aiuto! Una dose perfetta, e pochi giorni posso bissare con un’altro dolce! Sia per non far stancare il palato della piccola sia per la mia soddisfazione!

 Torta allo zenzero – manuale di Nonna Papera

“I maya, popolo dalla civilità molto progredita rispetto ad altri contemporanei, avevano indubbiamente un po’ il pallino dei numeri e non perdevano mai occasione per dare… i medesimi quando dovevano sacrificare a Culculcal, il loro Dio preferito, cioè il famoso serpente piumato, fior di ragazzi e fior di animali nel fiore dell’età. Sacrifici a parte, i Maya i numeri li conscevano per davvero e gli studiosi dei nostri tempi sono riusciti a decifrare i geroglifici usati per rappresentare i numeri e seguire così i loro calcoli matematici e astronomici. La scrittura, su carta di fibra d’agave e sui monoliti, resta un mistero. Bè, a ciascuno il suo etrusco!”
250 gr di farina
100 gr di zucchero
100 gr di burro
2 uova
una manciata di uva secca
la scorza grattugiata di un limone
un cucchiaino di zenzero
un pizzico di sale
una tazzina di latte
una bustina di lievito
Montate a neve le chiare d’uovo. Preparate la pasta con tutti gli ingredienti, impastate per 15 minuti e aggiungete le chiare montate a neve. Cuocete a forno molto vivo.

Ginger cake – Manual of Grandma Duck

” The Mayan people from very advanced civilization compared to other contemporaries, had undoubtedly a bit ‘ of numbers the ball and never missed an opportunity to give the same … when they had to sacrifice to Culculcal , their favorite God , that is the famous snake feathered , fine fine boys and animals in their prime age. Sacrifices aside, the Maya numbers conscevano them for real and scholars of our time have managed to decipher the hieroglyphs used to represent numbers and so follow their calculations mathematical and astronomical . writing , on paper and on the agave fiber monoliths , remains a mystery. Well, to each his own Etruscan ! “
250 grams of flour
100 grams of sugar
100 grams of butter
2 eggs
a handful of raisins
grated rind of one lemon
a teaspoon of ginger
a pinch of salt
a cup of milk
a packet of yeast

Whip the egg whites . Prepare the dough with all the ingredients , knead for 15 minutes and add the egg whites . Bake in the oven very much alive.

Il paleo coscio

Questo coscio mi ha fatto paura l’attimo dopo averlo comprato. 
Non per la ricetta o per la preparazione dello stesso, quanto per le dimensioni! 
E dato che mio marito ancora non la smette con la sua paleo-dieta (la stupido-dieta, come la chiamo io. O dieta-che-è-tutto-tranne-una-dieta)… eccolo accontentato. Un coscio che vale per due. Così grade che quasi non ci sta nel piatto. 
E grande, grosso e ciccione da tutti i lati, non è solo la lunghezza (che quasi non ci stava nella pentola), ma anche l’altezza e la larghezza. Mica pizza e fichi! 
E poi perchè no, è così buona pizza e fichi. Anzi, la prossima stagione ecco la ricetta da segnare: pizza e fichi. Magari la pizza la faccio a mano, per il forno mi dovrò accontentare del mio ma chissà, forse il mio sogno di avere in camino per cuocere la pizza troverà terreno fertile dove stiamo andando. Chissà. 
Intanto vi beccate questo mega coscio, per la ricetta ho messo le dosi di due cosci di tacchino, decisamente più umani di questo. Oddio, questa frase sembra uscita dal silenzio degli innocenti! 
Ok, sto delirando, meno male che si avvicina il week end!

Cosce di tacchino ai porri

2 cosce di tacchino
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di vino
burro
sale
pepe
aromi
2 porri medi

Far sciogliere del burro in una padella antiaderente, unire le cosce di tacchino, salate, pepate e, quando saranno dorate da entrambe le parti, unire i porri tagliati a rondelle, il latte e il vino. Fate cuocere a fuoco medio per una mezz’ora girando spesso.
A dieci minuti dalla fine della cottura aggiungere un trito di aromi e alzare la fiamma.

Turkey thighs with leeks 

2 turkey thighs 
1 cup of milk 
1 glass of wine 
butter 
salt 
pepper 
aromas 
2 medium leeks 
Melt the butter in a pan, add the turkey thighs, salt, pepper, and when they are golden brown on both sides, add the leeks, cut into rounds, milk and wine. Cook over medium heat for half an hour, stirring frequently. 
Ten minutes from the end of cooking add the chopped herbs and raise the heat.

Il terrore della pasta oltreoceano

Ora posso dirvelo. Quando penso ai primi mi viene sempre l’angoscia. Anzi, quando penso ai primi che cucinerò una volta trasferita. Cioè, mi spiego meglio. So benissimo che la pasta e mille altre cose si trovano ormai ovunque, ma non è la stessa cosa e non hanno lo stesso sapore. E lo so perchè me lo ricordo! 
Certo, la mia ultima volta in America risale a quando avevo 8 anni! (Parentesi familiare: due sorelle di mia nonna, ballerine, finirono nel dopoguerra per sposare due americani e trasferirsi. Una a Los Angeles, una a San Francisco. C’è da dire che non ho mai conosciuto i mariti, quella di San Francisco si è sposata e risposata circa quattro volte e ha due figli, i miei zii, e ho anche un cugino più piccolo di me di una decina di anni, mentre quella di Los Angeles è sempre stata fedele al marito che è morto quando ero molto piccola, e loro non hanno avuto figli.)
Ora è vero che a 8 anni ero piccola, ma la pasta burro e parmigiano che chiesi a mia zia non me la potrò mai scordare! Per non metterla in difficoltà chiesi una cosa che pensavo semplice e invece… una vera colla! Non solo il condimento (ad oggi ho ancora dubbi che quello fosse parmigiano) ma anche la pasta! Non ha fatto errori, mi ero messa in cucina apposta, ma aveva proprio un sapore diverso. 
Ok, mio marito dice che sono esagerata. Mea culpa anche non aver mai riprovato ad assaggiare una pasta negli states. 
Sapete che vi dico? Basta pensare. Lo scoprirò.
Intanto mi impasto gli gnocchi di patate fatti in casa e poi li servo come se fossero un aperitivo!

Gnocchi con formaggio filante

400 gr di patate
1 uovo
100 gr di formaggio a pasta filante
aneto
olio evo

Iniziate, se già non ne avete da parte, lessando le patate. Unitele in una ciotola, schiacciatele e aggiungerete l’uovo e la farina. Impastate bene e ricavatene dei bocconcini.
Buttateli in acqua bollente per un paio di minuti poi saltarli in padella. Quando sono dorati da tutti i lati, tempo un paio di minuti, aggiungete l’aneto e il formaggio tagliato a tocchetti.

Gnocchi with melted cheese 

120 grams of flour for pizza mills nightingales 
400 grams of potatoes 
1 egg 
100 grams of melted cheese 
dill 
extra virgin olive oil 
Start, if you do not already have the part, by boiling the potatoes. Mix them in a bowl, mash and add the egg and flour. Mix well and cut nibbles. 
Throw them in boiling water for a few minutes then sauté in a pan. When they are golden on all sides, time a couple of minutes, add the dill and cheese cut into chunks.

Viaggi e traslochi

Dopo la giornata di ieri ho pensato fosse giunto il momento di rendervi partecipi dei cambiamenti che ci saranno in questo anno nella vita della mia famiglia.
No, niente pancione se a questo state pensando. E mi viene anche il dubbio che io sia ingrassata più del dovuto in queste feste dato che mi additano tutti la pancia quando diciamo la novità.
Comunque, kg di troppo a parte, la novità è che ci trasferiamo. Ma vi racconto le cose con calma.
E’ da circa un anno e mezzo che vogliamo spostarci in America, ma per varie vicessitudini che non vi sto qui a raccontare altrimenti il post diventa lungo e noioso, è stato tutto un travaglio e una vera lotta! Finalmente poi mio marito questa estate è stato chiamato a collaborare con una startup americana che l’ha “tirato su” a San Francisco già due volte da agosto ad oggi. L’ultima, poco prima di natale, è stata la decisiva. Da metà febbraio (il tempo di licenziarsi dove sta adesso) lavorerà con loro a tempo pieno e ci fanno tutti gli incartamenti e le applicazioni visa per spostarci in pianta stabile. 

Questa è la novità. E di più non vi so dire dato che i tempi non li sappiamo nemmeno noi. La società dice settembre-ottobre, ma io finchè ho una data precisa non mi metto nemmeno all’opera. All’opera per cosa poi? Mi sto rendendo conto mentre scrivo queste righe che ancora faccio fatica a crederci. 
San Francisco. Wow. A dire la verità sono abbastanza spaventata! 
Ma per oggi basta, facciamo che ci friggo su ^^

Spiedini di gamberetti al profumo di aneto

400 gr di gamberetti
olio
aneto
farina
sale
succo di limone
pepe

Togliere la testa ai gamberetti e lavarli accuratamente. Infarinarli e spolverizzarli di aneto, quindi infilzarli in uno stecchino lungo. Friggerli in abbondante olio caldo per pochi minuti. Asciugarte sul carta assorbente e condirli con sale, pepe e altro aneto. 

Skewers of shrimp flavored with dill 

400 grams of shrimp 
oil 
dill 
flour 
salt 
lemon juice 
pepper 

Remove the head and wash shrimp. Dust with flour and sprinkle with dill, then thread them on a skewer along. Fry in hot oil for a few minutes. Asciugarte on paper towels and season with salt, pepper and dill another.

Il Martin Luther King Day

Oggi, terzo lunedì di gennaio, mi unisco ai festeggiamenti americani per il Martin Luther King Day
Quando si parla di pace, di libertà e uguaglianza non posso guardare da un’altra parte. E quando si tratta di celebrare un uomo che ha lottato per questi diritti non posso far altro che unirmi. 
Non parteciperò a sfilate, non canterò e non farò niente del genere. Voglio semplicemente rileggermi qualche riga della sua vita, qualche frase celebre, voglio essere invasa dal senso di uguaglianza e guistizia. Ok, mentre lo scrivevo non ho potuto fare a meno di pensare alla frase di Sailor Moon, ma sono seria, o almeno ci provo.
Pensare a una pietanza che potesse avvicinarmi ai pensieri di questo uomo devo ammetterlo non è stato facile. La tentazione di cadere “nella rete” del cibo complicato e di bell’effetto c’è stata, eccome. Poi ho smesso di pensare e, come sempre, la soluzione era molto più semplice.
Nessun piatto arcobaleno, nessun simbolo di pace. Nessun piatto tipico che potesse in qualche modo avvicinarmi alle sue abitudini, questo perchè, semplicemente, non sono il tipo da alette di pollo fritto. 
Solo un dolcetto. Il mio rendere omaggio a Martin Luther King è racchiuso in pochi morsi di dolcezza. Per celebrare a modo mio l’uomo che ha avuto un profondo impatto nel Mondo. Grazie per la saggezza che hai lasciato.

Muffin alle bacche di goji

70 gr di burro
90 gr di zucchero di canna
225 gr di farina
1 bustina di lievito
285 gr di latte
2 uova
Setacciare la farina con il lievito. Aggiungere lo zucchero di canna e mescolare. 
A parte sbattere le uova con lo zucchero e versarle sul composto. Unire il burro fuso e i mirtilli mescolando lentamente. Riempire i pirottini fino a 3/4 della loro altezza. 
Infornare a 210° per 10 minuti e lasciarli dentro a forno spento e aperto a metà per altri 10 minuti.

Muffins with goji berries 

70 grams of butter 
90 grams of brown sugar 
225 grams of flour 
1 packet of yeast 
285 grams of milk 
24 goji berries 
2 eggs 
Sift flour with baking powder. Add brown sugar and mix. 
Aside beat the eggs with the sugar and pour the mixture. Combine the melted butter and cranberries, stirring slowly. Fill the cups up to 3/4 of their height. 
Bake at 210 ° for 10 minutes and leave them inside the oven switched off and opened in half for another 10 minutes.