Spuma di neve – manuale di Nonna Papera

Ultima ricetta del 2013. Mi fa un po’ strano scriverla oggi. Siamo al 20 e io già chiudo i battenti ^^
Ma sono giustificata dal compleanno di mio marito (domani) e dalle feste natale-capodanno-epifania che mi stanno trascinando in un vortice di cose da fare come non mi è mai successo prima d’ora. 
Cose che sono aumentate in maniera esponenziale da quando è nata Cecilia. Quest’anno l’ho vista crescere in maniera esponenziale e con tutte le cose che ha imparato, che fa, che dice,… mi impressiona ogni giorno di più. Mi stupisce e mi stupisco io stessa se penso che un anno fa aveva imparato da poco a gattonare. Era stata ricoperta dalle lucine natalizie per fare le foto e stava lì buona buona mentre noi facevamo l’albero. Quest’anno ho dovuto rincorrerla perchè si era rubata tutti gli angioletti di legno, si è messa da sola le lucine e ballava sulle note delle canzoncine natalizie. E’ vero, non abbiamo fatto l’albero (per il terrore delle nostre palle di vetro su un albero vero non innaffiato per un mese), ma abbiamo tirato fuori il resto delle decorazioni. E ci siamo divertiti, davvero tanto. Lasciamo la casa a festa per andare giù a Roma, dai nonni e dal resto della famiglia, per passare il Natale, per fare l’albero loro, per avere quel calore che solo le persone che ami sanno darti. Un po’ di amarezza perchè mia madre non mi farà mai toccare i fornelli ma tanta gioia perchè mi prepara tutti i piatti che adoro. E dopo Natale? Si aspetta l’anno nuovo, il 2014, con una lista di buoni propositi, il primo dei quali è: ricordarsi dov’è la lista dell’anno scorso. Tante buone intenzioni, tante promesse e poi via, un altro anno è passato e nessuno se ne è accorto. O quasi. 
E io vi lascio per tornare solo per la chiusura del contest. Ma sarò breve, il 24 si sa, hanno tutti da fare. 

Un grandissimo abbraccio a tutti, e tanti tanti auguri. Auguri dolci dolci con una spolveratina di sogni e panna montata. Tanta panna.

Spuma di neve

“Anno “zero” o se preferite anno “uno”. Il concetto non cambierebbe neppure se ci trovassimo nell’anno 3 o 4. Vediamo di immaginare per un momento questo pezzetto di tempo tanto lontano, questo inizio di secolo. Nonna Papera lo immagina immerso in una nuvola molto molto soffice, come… la panna montata: di cui vi fornisce alcune versioni. Poichè siamo in argomento: eccovi un regalo. “Strenna” deriva dalle “strenae”, dai “doni” cioè che i Romani solevano scambiarsi alle calende di gennaio come augurio di… buon anno!”
1/4 di panna liquida e molto fredda
due cucchiai di zucchero 
1 cucchiaio di zucchero vanigliato

Versate la panna in un recipiente possibilmente a fondo rotondo (tenendo presente che si gonfia più del doppio!) e sbattete col battiuova finchè diventa soffice, ma anche abbastanza solida (non esagerate, o altrimenti farete il burro!). Aggiungete lo zucchero, in modo che sia dolce quanto vi piace, e mescolate ancora un po’.
La “francesina”: aggiungete, insieme allo zucchero, un cucchiaino di cacao o mezzo cucchiaino di caffè in polvere, per ottenere panna al cioccolato o al caffè.
La “brillante”: prima dell’ultima sbattutina agginugete un cucchiaino di liquore (maraschino, cherry, ecc) per una “panna super”.
La “marroncina”: è ideale per guarnire dolci: quando la panna è pronta, unite tre o quattro marrons glacés finemente sbriciolati. E se non avete una torta da guarnire… consolatevi gustando la panna così! 

Foam snow

Year “zero” year or if you prefer “one.” The concept would not change even if we were in year 3 or 4. Let’s imagine for a moment this piece of time so long ago , the beginning of this century. Grandma Duck imagine him surrounded by a cloud very very soft , like … the whipped cream : of which provides you with some versions .
here’s a gift. ” Strenna ” is derived from ” strenae ” , from the ” gifts” that is, that the Romans used to exchange as a wish for … happy new year!
1/4 of cream and very cold
two tablespoons of sugar
1 tablespoon vanilla sugar

Pour the cream into a container possibly a round bottom (keeping in mind that swells more than double ! ) With battiuova and beat until it becomes soft, but also firm enough ( do not overdo it , or else you will make the butter ! ) . Add the sugar , so that it is as sweet as you like , and stir some more . ‘
The ” French girl ” add together the sugar, a teaspoon of cocoa powder or half a teaspoon of coffee powder, to get cream with chocolate or coffee.
The ” brilliant ” before the last sbattutina agginugete a teaspoon of liqueur ( maraschino cherry , etc.) to a ” super cream ” .
The ” brownish ” is ideal for garnishing desserts and when the cream is ready , add three or four marron glacé finely crumbled . And if you do not have a cake to decorate … console yourself enjoying the cream as well !

Di sogni e stelle

E tanto perchè le stelle non erano abbastanza… eccovene ancora un po’!
Queste stelle sono nate mentre mettevo a posto le mie formine. Ho preso una scatola in latta perchè avevano iniziato ad invadere lo scaffale dei dolci e piano piano con Cecilia abbiamo fatto il travaso. Per farla breve… la scatola è troppo piccola! E no, non sono io che ne ho troppe (anche perchè ne voglio comprare ancora tantissime!). Mentre pensavo a come fare per raggrupparle, magari dividendole per festività o forse lettere e numeri da una parte e le altre da un’altra, Cecilia ha trovato le stelle, ha iniziato a dire “tella” “tella” indicando la cucina e… come potevo dirle di no?
Allora l’ho messa su una sedia (le devo fare il grembiule però, con i miei è troppo buffa!) e abbiamo iniziato a preparare il pranzo. Sapete che non mollava le stelle per un attimo, ogni tanto me le porgeva come per dire “non dimenticarti, eh!”. E quando ha visto gli hamburger a forma di stella ha riso come una matta! Era felicissima, quasi voleva mangiarli crudi eprchè mi ha subito indicato il piatto!
Insomma, stavolta sono giustificata, no?

 Hamburger stellari

400 gr di macinato scelto
2 patate medie bollite
timo
1 sottiletta 
burro
acqua
parmigiano reggiano

Bollire e poi schiacciare le patate. Unire le patate alla carne macinata e formare con l’impasto gli hamburgers, poi tagliarli a forma di stella. Passarli nel parmigiano grattugiato. Ungere una padella con il burro e cuocere i burgers con un pochino di acqua. A cottura ultimata aggiungere la sottiletta.
Per la versione “mamma e papà” aggiungere pepe e una manciata di senape in grani all’impasto.

Hamburger stellar

400 grams of minced chosen
2 medium potatoes boiled
thyme
cheese slices
butter
water
Parmesan

Boil and then mash the potatoes. Add the potatoes to the meat and form the dough into hamburgers, then cut them in the shape of a star. Pass the Parmesan cheese. Grease a pan with butter and cook the burgers with a little water. When cooked, add the cheese slices.
For version “Mom and Dad” add pepper and a handful of mustard seeds to the dough.

E i regali handmade?

Come poteva mancare il regalo fatto a mano per questo natale? E se lo scorso anno, per un motivo sciocco come l’essermi scordata di fare le foto, non ho messo nessuno dei miei regali culinari, quest’anno mi dovevo rifare.
Ho sempre amato i regali handmade, quelli che profumano di casa, di affetto e  poi volete mettere la bellezza di regalare qualcosa fatto con il cuore? E’ bellissimo scartare e scoprire che c’è una storia dietro quel regalo!
La mia inizia in un pomeriggio di inizio settimana. 
Complici le fragole congelate questa estate e una bellissima radice di ginseng che proprio non potevo lasciare dal fruttivendolo ecco che ho pensato a una confettura un po’ diversa dalle solite. Poi l’essermi ricordata delle bacche che avevo comprato qualche tempo prima devo dire che ha contribuito alla magia del vasetto!
La bellezza della marmellata è avere quel buon profumo di frutta per tutta casa, poi a dire il vero
anche il fatto di poter fare al volo pane e marmellata ha il suo fascino!
Anche se quest’anno la nostra famiglia è lievitata, quindi non “è uscito” il vasetto per noi, un piccolo assaggio per la piccola di casa non poteva mancare. Peccato che fosse stato per lei se la sarebbe finita tutta! Ma no, queste si regalano. E c’è anche un pezzetto di Cecilia dato che i vasetti vengono dai suoi yogurt! 

Composta di fragole, ginseng e rosa canina

Dosi per 600 gr
350 gr di fragole (io le surgelo d’estate)
350 gr di rabarbaro
100 gr di bacche di rosa canina
400 gr di zucchero
buccia grattugiata di 1 limone

Per prima cosa mettere i vasetti a bollire. Lasciare bollire per 10 minuti e poi lasciarli in acqua bollente fino a quando metterete la marmellata.
Lavare, pulire, tagliare le fragole e grattugiare il ginseng. Sciacquare bene le bacche e asciugarle.
Mescolate in una pentola capiente la frutta e lo zucchero. Cuocete a fuoco basso per circa 60 minuti. Potete fare la prova del piattino per capire se è pronta, se non scivola inclinandolo, la marmellata è pronta.
Togliere i barattoli dall’acqua bollente, riempirli con la marmellata, chiuderli bene e lasciateli raffreddare rovesciati. In questo modo creerete il sottovuoto e la marmellata potrà durare un anno.

Strawberry, rose hips and ginseng jam

Servings per 600 grams
350 grams of strawberries
350 grams of rhubarb
100 grams of rosehips
400 grams of sugar
grated rind of 1 lemon
First, put the jars to boil. Boil for 10 minutes and then leave them in the boiling water until you put the jam.
Wash, clean, cut strawberries and grated ginseng. Rinse well and dry the berries.
Mix the fruit in a large pot and sugar. Cook over low heat for about 60 minutes. You can do the test to see if the dish is ready, if it does not slide at an angle, the jam is ready.
Remove the jars from the boiling water, fill with jam, seal them and let them cool upside down. This creates a vacuum and the jam will last one year.

Qualche stellina… ed è subito natale

Stelle e stelline! Le adoro! 
Non so se qualcuno l’aveva notato ma in questo periodo fra blog, pagina facebook e instagram sto riempendo il mondo (virtuale, s’intende!) di stelle!
In verità il dubbio che rischio grosso se porto un’altra pietanza a forma di stella a casa mi sta sorgendo ultimamente. Proprio stamattina prima di uscire mio marito mi ha detto, sapendo che dovevo andare il posta “non ritagliare il francobollo a forma di stella, eh!”.
Forse sto esagerando, che dite? 
Ma la stella fa-così-natale che proprio non posso fare a meno di metterla da qualche parte! E poi è così carino vedere Cecilia che si diverte con i piatti, con i colori, con le formine. No, mi dispiace ma prevedo altre stelle nel futuro non troppo lontano.
Poi dopo natale cambio forma, lo giuro. Ma per ora accontentatevi di stelle e stelline.
E come accompagnare un piatto semplice come possono essere le polpette? Ma con un po’ di stelle e polvere di fata. Ah no scusate, quello è pepe.

Polpette con stelle di groviera e peperoni

400 gr di carne macinata
farina q.b.
1 bicchiere di vino bianco
1 peperone medio
4 fette di groviera
sale
pepe

Tagliate i peperoni a stelline e metteteli a trifolare in padella.
Nel frattempo con la carne trita, realizzare le polpettine. Rotolarle nella farina prima di metterle nel tegame con i peperoni. Mandare per 5 minuti a fuoco alto. Coperchiare, aggiungere il vino e rosolare a fuoco medio su tutti i suoi lati. Regolare di sale e pepe.
Tagliare il formaggio a stelline e aggiungerlo nel piatto con una spolverata di pepe.  

Meatballs with Swiss cheese and peppers

400 grams of ground beef
flour q.b.
extra virgin olive oil
1 glass of white wine
1 medium bell pepper
4 slices of Swiss cheese
salt
pepper

Cut the peppers into little stars and put them iin the pan.
Meanwhile, with the ground beef, meatballs achieve. Roll them in flour before putting them in the pan with the peppers. Send for 5 minutes over high heat. Add the wine and cook over medium heat on all sides. Season with salt and pepper.
Cut the cheese into little stars and add it in the dish with a sprinkling of pepper.

Gobba? Quale gobba?

“Gobba? Quale gobba?” Ogni volta che faccio le madeleine mi piazzo davanti al forno e inizio a sperare. Perchè finchè si tratta di seguire la ricetta per l’impasto va bene, ma quando si parla di gobba… bhè, quello è un discorso a parte.
Puoi fare quello che vuoi, la danza della pioggia, raccomandarti a qualche santo, pregare in tutte le lingue del mondo o lanciare un incantesimo, ma è una bella dose di fortuna quella che ti serve. I saggi chef dicono che basta lo shock termico. E allora, saggio chef, perchè dopo 4 ore in frigo a volte la gobba non viene? E perchè altre dopo soli 5 minuti in freezer scoppiano? 
Fortuna, dea bendata o semplicemente culo. Questa è la mia conclusione. L’impasto è sempre lo stesso e l’altra volta, per le mie madeleine salate ai semi di papavero niente gobba. Stavolta mi sono esplose. 
Merito del freezer? Ne dubito, mi ha beccata la dea, ecco cosa è successo!
Ora che mi si sono finalmente ingobbite non posso fare a meno di chiedermi cosa se ne fanno di quel guscio conchiglioso se poi non riescono a stare in piedi per farlo vedere. 

O forse ho sbagliato ancora una volta io che le ho fatte “gonfiare” troppo? Mah. Mi tengo il dubbio e mi mangio una gobba.

Madeleine salate al timo e peperoncino

1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaio di aceto
10 grammi di parmigiano 
1 uovo 
fiocchi di sale falksalt affumicato al peperoncino
timo
Setacciare la farina. Sbattere le uova con il formaggio grattugiato e unirli alla farina aggiungendo tutti gli altri ingredienti pian piano. Mescolare fino a che il composto risulta liscio e omogeneo. Aggiungere il bicarbonato sciolto nell’aceto e continuare a mescolare. Lasciare raffreddare in frigorifero un paio di ore. 
Scaldare il forno a 250°C e far cuocere 4 minuti, abbassare a 200°C e cuocere altri 6 minuti.

Madeleine salted with thyme and chilli

50 grams of flour
1/2 teaspoon baking soda
1/2 tablespoon of vinegar
10 grams of parmesan cheese
1 egg
1 tbsp extra virgin olive oil
salt
chilli
thyme
Sift the flour. Beat the eggs with the grated cheese and add to the flour by adding all the other ingredients slowly. Stir until the mixture is smooth. Add the baking soda dissolved in vinegar and continue to stir. Allow to cool in the refrigerator a couple of hours.
Heat oven to 250 ° C and cook for 4 minutes, turn down to 200 ° C and bake another 6 minutes.

Panettone a sorpresa – manuale di Nonna Papera

Sia subito chiara una cosa: quando anche l’universo ti rema contro, non puoi fare niente.
Per strani leggi karmiche il Mondo intero ha remato contro di me in quella che doveva essere la ricetta più semplice di tutte. Semplice perchè ormai lo sapete anche voi che Nonna Papera non propone mai cose troppo complicate dato il pubblico al quale il libro è rivolto. Ma a questo Nonna Papera non aveva pensato. Al fato, destino, karma, chiamatelo come vi pare o semplicemente la sfiga che mi ha accompagnata dall’inizio di questa ricetta, cioè da quando mi è caduto il libro appena tolto dalla libreria. Sapete una cosa? La prossima volta lo lascio lì per terra!
Invece per terra mi è finito il panettone, dopo svariati tentativi di sabotaggio prima, sia chiaro: il marito che passandomi accanto (correndo perchè in ritardo) mi ha fatta rovesciare tutti i canditi, le altre noci che mi ha nascosto chissà dove Cecilia (e vi giuro che ieri sera erano al loro posto), la calotta rotta perchè con il coltello in mano sono una frana quando si tratta di avere la mano ferma.
Ma io volevo proprio svuotare il mio panettone e farcirlo con la bella panna appena fatta! E volevo proprio che stasera il mio papà che mi è venuto a prendere, pensasse che non avevo fatto il dolce ma solo un panettone e invece una volta aperto… sorpresa! 
E alla fine era venuto, con la calotta un po’ arrangiata e un ripieno meno ricco (però avevo messo anche le gocce di cioccolata), non mi importava, ero soddisfatta.
E invece no, Cecilia ha deciso in due secondi, il tempo di spostarmi dal tavolo al frigo, che voleva la mamma. E il tempo do aprire il frigo con una mano tenedo in bilico il panettone con l’altra era fra le mie gambe e… patatrac! Tutto per terra. Voglia di rifarlo? No. Voglia di mettersi a urlare? Tanta. 
Ma siccome poi con una figlia che ti porta la scopa non puoi far altro che metterti a ridere (istericamente, s’intende!), ecco qui a raccimolare i pezzi. Perchè ormai mi sono fissata, voglio il panettone con la panna per mio padre, peccato che si dovrà accontentare del surrogato. Buono lo stesso, per carità, ma niente effetto sorpresa.
Nonna Papera l’avevi previsto?

Panettone a sorpresa

“Sia subito chiaro che la comparsa del panettone sulle mense natalizie avvenne molto molto più tardi nel tempo, ora oggetto delle nostre rice…tte. Ma trattandosi di un dolce a sorpresa che, di sorpresa, piazzerete in tavola il giorno di Natale, pensiamo ci sia considerato chiudere un occhio sul… futuro. Secondo la leggenda, il “panettone” fu introdotto verso la fine del ‘300 dalla corte viscontea, ma si crede abbia origini più antiche.”
1 panettone (di marca) da 1/2 chilo
150 gr di panna
50 gr di frutta candita
qualche noce

Con delicatezza e tendendo il coltello con mano elastica e leggera, tagliate e togliete (e riponete) la calotta superiore del panettone. Quindi, sempre con garbo, svuotate il panettone ben bene lasciando però sia lungo le pareti sia sul fondo uno strato di “mollica” (chiamiamola così) spesso 2-3 cm. Quindi procedete al riempimento con questa crema: panna montata mescolata con la frutta candita e i gherigli di noce, tagliati tutti a dadetti. Riprendete la calotta superiore (che avete riposto) e chiudete il panettone. Mettete il dolce in fresco per un’oretta prima di servire.

Panettone surprise

“Is immediately clear that the appearance of the cake on the tables Christmas came very much later in time, but it is a sweet surprise , surprise , you place the table on Christmas Day , we think there is considered to be turning a blind eye . According to legend , the ” cake ” was introduced in late 1300 by the viscounts , but is believed to have ancient origins.”
1 cake ( brand ) 1/2 pound
150 grams of cream
50 grams of candied fruit
some walnut

Gently and pulling the knife hand with flexible and light , cut and remove ( and store ) the top cap of the cake . So , always with grace, emptied the cake very well but left both along the walls on both the bottom layer of ” crumb ” ( let’s call it ) often 2-3 cm. Then go to this cream filling with whipped cream mixed with candied fruits and walnuts , cut in all dadetti . Take back the upper cover ( you have placed ) and close the cake . Put the cake in the fridge for an hour before serving.

La ghirlanda con le stelle

Questo si può chiamare il “piatto improvvisato”. O forse la ghirlanda improvvisata! 
Colpa di un cosciotto di maiale non scongelato perchè dimenticato in frigo. Meno male che la sfoglia ci mette poco a scongelarsi perchè altrimenti non so come avrei improvvisato la cena! Ritagli di sfoglia, wustel che non mancano mai perchè mi piacciono molto e poi peperoni!
I peperoni da quando ho scoperto che posso giocarci con le formine insieme a Cecilia li sto mettendo ovunque. E poi li adoro, quindi mi diverto sia a prepararli sia a mangiarli. 
Perchè le stelle? Le stelle sono un po’ per Cecilia e un po’ per me. E poi dai, mettiamoci in mezzo anche che è natale e le stelle diventano quasi obbligatorie. 
Stelle a parte, questa ghirlanda wustelosa è stata davvero un’idea carina, veloce e buona! E dopo i wustel mummia ad halloween non potevo mancare a natale con un piatto analogo, giusto? Veloce, sfizioso e d’effetto. Peccato che le mie foto non rendono mai perchè è davvero bello portarlo in tavola! 

Ghirlanda di wurstel e peperoni

1 peperone
12 wurstel
1 rotolo di pasta sfoglia
timo
pepe
Tagliare dei quadrati di sfoglia per arrotolarci i wurstel, disporre poi i wurstel su una teglia con della carta forno.
Tagliare il peperone a metà e poi ricavarne delle stelle con le formine. Con il resto del peperone fare tanti cubetti. Disporre le stelle di peperone alternate sulla sfoglia dei wurstel e i cubetti sparsi sopra tutta la ghirlanda. Sploverizzare di timo e pepe e infornare a 180°C per circa 25 minuti.

Garland wustel and peppers

1 pepper
12 wustel
1 roll of puff pastry
thyme
pepper
Cut into squares of dough for the arrotolarci wustel, then have the wustel on a baking sheet with greaseproof paper.
Cut the pepper in half and then obtaining of the stars with the molds. With the rest of the pepper make many cubes. Arrange the stars of pepper on sheet of alternate wustel and cubes scattered all over the wreath. Sploverizzare thyme and pepper and bake at 180 ° C for about 25 minutes.

Gli shortbread del festival del whiskey

Shortbread. Amore e odio. Amore perchè si sa, sono buonissimi! Odio proprio perchè sono così buoni che ne mangeresti a vagonate ma non puoi perchè, diciamocelo, non è che siano i biscotti più leggeri del mondo, no?
La storia di questi shortbread inizia un freddo (ma che dico freddo, freddissimo!) we di qualche settimana fa, quando qui a Milano ho avuto la malsana idea di seguire mio marito al festival del whiskey. Ora, voi lo sapete, io sono astemia, e in quel momento l’idea che potevano esserci solo banchi con cose da bere non mi era passata per la testa. Ho solo pensato a “fiera-regali-natale”.
Sbagliato.
Arriviamo lì ma parcheggiamo lontanissimo, per fortuna il cecio era nel passeggino perchè non mi sentivo le dita e mai ce l’avrei fatta a portarla in braccio (dite che poteva camminare? Nooo, con il freddo che faceva e al passo di Cecilia arrivavamo congelate!) e considerando che fuori di casa vuole stare solo in braccio a me proprio no, mai senza passeggino! 
Ok, dopo aver ripreso la circolazione nel bel teporino dell’albergo dove era allestito il festival entriamo, non senza aver pagato il per me troppo caro biglietto ed esserci muniti di bicchiere apposito. Con tanto di portabicchiere da appendere al collo, ma stendiamo un velo sull’immagine che mi ha dato quel sacchettino.
Il primo banco che adocchio è uno di biscotti! Felicissima e convinta che chissà quante altre cose avrei trovato in mezzo al whiskey proseguo… per scoprire un banco di cioccolata e… basta! Tutti stand alcolici. Che delusione! La mia sola però, mio marito era al settimo cielo!
Io e Cecilia abbiamo passato il pomeriggio sedute sulle potroncine a mangiare biscotti (e cioccolata). Il prossimo anno? Mai e poi mai! 

Dato che mi sono abbuffata di questi buonissimi biscotti tipici scozzesi, ho voluto rifarli, anche perchè sono davvero così buoni e burrosi che uno tira l’altro!

Shortbread

250 gr di burro
125 gr di zucchero
125 gr di farina di mandorle
sale
In una ciotola versate le due farine, lo zucchero, il burro tagliato a pezzetti e il sale. Riducete poi il composto in un panetto schiacciato, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo in frigorifero per un’ora. Nel frattempo foderate con carta forno una teglia.
Tirate fuori il panetto dal frigorifero e tagliarlo a rondelle. Disporre i biscotti sulla teglia bucherellandoli con i rebbi di una forchetta e infornateli per circa 30 minuti a 180°C. Una volta freddi, potete servire gli shortbread.

Shortbread

250 grams of butter
250 grams of wheat
125 grams of sugar
125 grams of almond flour
salt

In a bowl, pour the two flours, sugar, butter cut into small pieces and salt. Then reduce the mixture into a loaf crushed, wrap in plastic wrap and leave in the fridge for an hour. Meanwhile a baking sheet lined with parchment paper.
Roll out the dough from the refrigerator and cut it into slices. Arrange the cookies on the baking sheet bucherellandoli with the tines of a fork and bake for about 30 minutes at 180 ° C. Once cool, you can serve the shortbread.

Stelline filanti con i coriandoli

E’ sempre difficile far mangiare le verdure. Non so il motivo ma quei pezzetti verdi o arancioni o rossi spaventano più del mostro sotto al letto (o nell’armadio, a seconda dei gusti). 
Ho avuto ospiti dei miei amici con un fantastico monello di cinque anni. La domanda, specie quando si tratta di bambini, sorge spontanea: “cosa mangia?”. Ma la risposta mi ha lasciata perplessa: “tutto tranne le verdure, poi adora i formaggi”. Sono rimasta un po’ scioccata ma il mio secondo pensiero è stato a quante volte ho già sentito questa frase. Tante, troppe. E allora che fare se un bambino non mangia le verdure? Sinceramente, non lo so. Non mi sono mai trovata in questa situazione per ora. Ma so che fare quando un bambino ha poca voglia di mettersi davanti a un piatto che non gli va, ci sono passata e ne sono uscita, anzi ne siamo usciti. Dopo l’esaurimento dei piani (e anche il mio) ho iniziato a calmarmi e a giocare con il cibo? Non vuoi più le polpette? E io te le faccio diventare un hamburger a forma di pesce. Non vuoi la zuppa? E io ti ci disegno sopra i ghirigori. E miracolo! Cecilia mangiava di nuovo tutto, e anche di gusto. 
Ho pensato a questo periodo della nostra vita quando mi sono messa a fare queste stelline filanti. “Ci provo”, mi sono detta, a mali estremi non le mangia o dice ai genitori che non vuole più venire da noi! E sapete una cosa? Le “stelline filanti con i coriandoli dentro” sono andate a ruba! Non c’è nemmeno stato un inizio scettico, ci sono state solo mani unte e briciole ovunque!

Fagottini ripieni di provola e verdurine

1 rotolo di pasta sfoglia
2 carote
2 zucchine
2 patate
200 gr di provolone dolce
Tagliare a cubetti le verdure e il formaggio. Ritagliare dalla pasta sfoglia due stelline per ogni fagottino, mettere una cucchiaiata del composto di verdure e formaggio e chiudere le punte delle stelline aiutandosi con una forchetta.
Cuocere su una placca da forno a 180°C per 20-25 minuti.

Stars filled with cheese and vegetables

1 roll of puff pastry
2 carrots
2 zucchini
2 potatoes
200 grams of fresh provolone

Dice the vegetables and cheese. Cut the puff pastry two stars for each bundle, put a spoonful of the vegetable mixture and cheese and close the tips of the stars with the help of a fork.
Bake on a baking sheet at 180 ° C for 20-25 minutes.