Happy halloween con la frolla senza zucchero

Oggi vado a mille con tutte le cose che ho da fare per stasera, però non volevo lasciarvi a bocca asciutta né volevo che halloween passasse in sordina, è una festività a cui tengo molto e mi piaceva parlarne.
Halloween è un argomento molto popolare. Ma dietro il suo volto più spettacolare e consumistico si nasconde Trinox Samoni, ovvero le tre notti di Samonios: la ricorrenza che affonda le sue radici nella storia e nella tradizione culturale dei Celti. 
Sebbene i druidi conoscessero bene i punti equinoziali e solstiziali, preferivano riferire l’inizio delle stagioni a due stelle in particolare: Antares (l’inizio della stagione invernale) e Aldebaran (l’inizio della stagione estiva). Trinox Samoni corrispondeva all’inizio dell’anno celtico. La festa inaugurava il periodo in cui era la notte a prevalere sul giorno, il buio che vinceva la luce.
Samonios (nome per i Celti continentali, Samhain per quelli insulari) decretava quindi l’inizio dell’inverno e la fine dell’anno pastorale, ma era legato anche al culto dei morti e dell’aldilà. 
I morti apprezzavano le offerte di cibo e di bevande che ognuno preparava per loro, prodigandosi in suggerimenti e consigli, sostavano curiosi e attenti accanto a chi si dedicasse alla divinazione intorno alle fiamme dei sacri falò.
E’ l’unica festività che riguarda i defunti direttamente, è un momento di riflessione, per guardarsi indietro nell’anno trascorso, per entrare in relazione con l’unico fenomeno della vita sul quale non abbiamo controllo, la morte. 
E dopo una piccola pausa per spiegare il significato di Halloween, vi lascio per i preparativi della festa, a voi un buon halloween e la ricetta della frolla senza zucchero.

Frolla senza zucchero

250 gr di farina per dolci e sfoglie molini rosignoli
80 gr di burro
1 cucchiaino di cacao
60 gr di acqua
1 uovo
Setacciare la farina, unire il cacao e il burro a temperatura ambiente. Aggiungere lo zucchero e per ultimo aggiungere l’uovo leggermente sbattuto. Far riposare la frolla almeno 30 minuti in frigo. Stenderla e ricavare le forme dei biscotti. Cuocere a forno statico per circa 15 minuti a 170° C.

Shortcrust without sugar

250 grams of flour 00
80 grams of butter
1 teaspoon cocoa
60 grams of water
1 egg
Sift the flour, add the cocoa and butter to room temperature. Add sugar and finally add the lightly beaten egg. Allow to rest the pastry in the fridge at least 30 minutes. Roll out the dough and get the shapes of cookies. Bake in conventional oven for about 15 minutes at 170 ° C.

Canederli… versione gnocchi ripieni

Un cambio direzione rispetto alla ricetta tradizionale dei canederli. Semplicemente per mancanza di pane!
Ma la voglia di mangiare un canederlo ripieno era così tanta che ho pensato di fare un impasto simile a quello degli gnocchi ma con un ripieno! Ovviamente per il -1 ad halloween è stata scelta la zucca! Sia per l’impasto (poca), sia per il ripieno. Accompagnata da un sugo con pancetta. 
Però il bello di questi finti canederli è proprio questo: libera scelta del ripieno e del sugo di accompagno. Quindi potete farli di formaggi, di verdure, di carne,… o come più vi piacciono!
A noi questi sono piaciuti un bel po’, si aspettano anche altre varianti su questa tavola!

Finti canederli

400 gr patate lesse
100 gr di zucca lessa
2 uova
sale
passata
pancetta

ripieno:
100 gr di zucca lessa

Per il ripieno frullate la zucca con la ricotta.
Schiacciate zucca e patate, aggiungete le uova, un pizzico di sale e la farina. Formate un impasto, stendetelo e formate gli gnocchi riempendoli con un cucchiaino o due del composto.
Cuoceteli, scolateli e ripassateli in padella con il sugo. 

Fake canederli

9 oz boiled potatoes
6 oz of boiled pumpkin
2 eggs
3 oz of flour mills, pasta and gnocchi nightingales
salt
past
bacon
filling:
3 oz of boiled pumpkin
ricotta
For the filling, whisk the pumpkin with ricotta.
Mash pumpkin and potatoes, add the eggs, a pinch of salt and flour. Form a dough, roll it out and form the dumplings filling them with a teaspoon or two of the compound.
Cook, drain and put in the pan with the sauce.

Fonduta di patate e zucca monoporzione

Adoro la fonduta. L’ho sempre adorata. Sarà per il suo fascino giocoso, con quei bastoncini immersi nel liquido che bolle, sarà perchè è un modo diverso di mangiare insieme. O semplicemente perchè è buona! 
Comunque per quanto mi piaccia è davvero raro che la faccio. Un po’ perchè anche la cena sta diventando una corsa: prima mangia la pasta Cecilia mentre cucino per noi, poi mangiamo il secondo tutti insieme, poi la lotta per levare il pane dalle grinfie della piccola… no, è davvero assurdo pensare alla fonduta adesso, magari quando Cecilia sarà un po’ più grande così anche lei si diverte a immergere i bastoncini.
Però ieri avevo una voglia matta di fonduta. Alla fine mi sono messa ai fornelli con l’idea di replicare il sapore della crema al formaggio, con qualche variante solo per renderla più maneggevole a tavola!
Ecco qui come è nata questa fonduta monoporzione: un letto di zucca, tante patate a tocchetti e tanta, tanta crema al formaggio!

Fonduta di patate e zucca

100 gr di zucca lessa
200 gr di patate lesse
100 gr di emmenthal
100 gr di provolone dolce
100 ml di latte
50 gr di burro
20 gr di parmigiano reggiano
noce moscata
sale e pepe qb
In un pentolino mettete a scaldare il burro, appena sciolto aggiungere i formaggi tagliati a pezzetti, il latte e la noce moscata. Mescolare a fuoco basso finchè non si sono sciolti i formaggi, aggiungere il parmigiano e regolare di sale e pepe.
Nel frattempo in una terrina mettere le fettine di zucca sul fondo e ricoprire di patate tagliate a cubetti. Scaldare in forno a 180°C per circa 5 minuti. 
Appena tolte dal forno colare la salsa al formaggio.

Potato and pumpkin fondue

3 oz of boiled pumpkin
6 oz of boiled potatoes
3 oz of Emmenthal
3 oz of sweet provolone
1 cup of milk
2 oz of butter
1 oz parmesan cheese
nutmeg
salt and pepper to taste

In a saucepan, put the butter, cheese, milk and nutmeg. Stir until they are dissolved, add the Parmesan cheese and salt and pepper.
Meanwhile, in a bowl put the slices of pumpkin on the bottom and cover with diced potatoes. Heat in oven at 450° F for about 5 minutes.
As soon as removed from the oven pour the cheese sauce.

Pan brioche con bacche di Goji

Una ricetta con le bacche di Goji per una nuova amica. 
Questa l’avevo fatta prima del trasloco, per avere la colazione pronta per l’indomani nella casa nuova. Almeno, queste erano le mie intenzioni. Sapete come è andata a finire? Con la torta in bella vista tutti i nostri amici che ci hanno aiutato nel trasloco hanno chiesto se era per loro e… come potevo dire no? E’ stata letteralmente spazzolata! 
Nemmeno mi hanno chiesto cosa erano quelle bacche, pensate un po’! Però ne hanno lasciato una fetta per Cecilia che, per contro, ne ha nascosto un pezzo con la quale ha banchettato anche il giorno dopo. Almeno lei ha fatto colazione, noi di corsa un caffè e poi via a montare i mobili!!
Se penso che per fortuna ora ho tutto montato tiro un gran sospiro di sollievo!
Ah, mi devo ricordare di farvi vedere la cucina nuova prima o poi ^^

Pan brioche con bacche di Goji

90 gr di pasta madre
55 ml di acqua tiepida + 1 cucchiaio per lucidare
una punta di sale
3 uova (uno per la finitura lucida)
2 cucchiai di miele di limone (o altro miele a scelta)
85 gr di burro fuso a temperatura ambiente
circa 100 bacche di goji

Dopo aver rinfrescato la nostra pasta madre, versare in una ciotola il quantitativo che ci serve, aggiungere l’acqua tiepida e mescolare fino a sciogliere. Aggiungere le uova sbattute, il burro fuso, il miele, la farina, le bacche e da ultimo il sale.
Lavorare il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio. Coprire con un canovaccio e far lievitare per 2 ore a temperatura ambiente, quindi in frigorifero per 24 ore.
Prendere uno stampo da cake rivestito con della carta da forno, spolverare di farina la superficie dell’impasto e dividerlo in tre palline che andranno all’interno dello stampo. Coprire con un panno umido e far lievitare per circa 2 ore. 
Spennellare la superficie della brioche con l’uovo sbattuto insieme all’acqua. 
Far cuocere in forno già caldo a 180° per 40 minuti.

Pan brioche with Goji berries

2 3/4 cups All-Purpose Flour
1/4 cup dry milk
3 tablespoons sugar
1 1/4 teaspoons salt
1 tablespoon instant yeast
3 large eggs
1/4 cup lukewarm water
10 tablespoons butter

In a stand mixer or bread machine (programmed for dough), mix together all of the ingredients to form a smooth, shiny dough. Don’t worry; what starts out as a sticky mess becomes beautifully satiny as it kneads. This dough takes longer than most to develop, so be prepared to let the dough knead for up to 15 to 20 minutes in a stand mixer. Also, we don’t recommend trying to knead it by hand. If you’re using a bread machine, let it complete its kneading cycle, then continue as directed below.
Form the dough into a ball (it’ll be very soft), place it in a greased bowl, cover the bowl, and it let rise for 1 hour. Then refrigerate the dough for several hours, or overnight. This will slow the fermentation and chill the butter, making the dough easier to shape.
Divide the chilled dough into 12 pieces to make mini-brioche; leave it whole for one large round brioche; or divide it in half for two 8 1/2″ x 4 1/2″ loaves.
Place the dough into the greased pan(s) of your choice, cover lightly, and let rise for 2 1/2 to 3 hours, until it’s doubled and looks very puffy. If you’re making two loaves, it’s fun to make simple three-strand braids, and set them in the loaf pans.
To bake a large, round brioche: Place the pan into a preheated 400°F oven. After 10 minutes, reduce the oven heat to 350°F and bake for about 30 to 35 minutes more. Check the brioche after 15 minutes; tent with aluminum foil if it appears to be browning too quickly. Brioche should be a deep brown when done, should sound hollow when tapped, and will read 190°F at the center using an instant-read thermometer. (It’s easy to underbake, since it browns so quickly!) Remove the brioche from the oven, and after 10 minutes remove it from the pan to cool completely on a rack.

Bistecche alla bucefalo – Il manuale di Nonna Papera

E’ arrivato halloween anche per Nonna Papera!
Ho scoperto due cose mentre cercavo una ricetta carina per finire questa settimana in dolcezza. La prima, che mi ha sconvolta non poco, è che in tutto il manuale non c’è una sola ricetta con la zucca! Nemmeno l’ombra! Va bene che la nonna proprio giovane non è, però ai suoi tempi di zucche ce ne erano eccome! E non venitemi a dire che è difficile da tagliare o che non piace ai bambini, sul manuale c’è di peggio!
La seconda è che questa ci sono più ricette salate che dolci. Da piccola non me ne ero mai accorta, possibile? E voi, ci avete mai fatto caso? E pensare che con lei c’è anche Ciccio! Fra l’altro… mi è sfuggita la torta di mele, ma non mi va di ricominciare la ricerca, a me non fa impazzire ma la domanda sorge spontanea: c’è?
Di certo ci sono tante ricette alcoliche!!! Anche troppe per i miei gusti! Tutte giustificate con un “per il papà”… e la mamma? La mamma aiuta in cucina, magari assaggia prima di darle al papà.

Bistecche alla bucefalo – Il manuale di Nonna Papera

“Due rose… due rose… magnifico e poetico nome! Io veramente preferirei che fosse il nome di un’osteria di campagna, quelle belle rustiche col pergolato e le tovaglie a quadretti: e invece è il nome di una sanguinosissima guerra che sconvolse per trent’anni l’Inghilterra. Gli York (rosa bianca) e i Lancester (rosa rossa) sostenevano entrambi di avere diritto al trono, e cercavano di appoggiare le loro ragioni con l’aiuto di truppe mercenarie. Il popolo inglese era piuttosto seccato di queste continue battaglie che rovinavano i suoi prati ben tenuti, e stava a guardare con disapprovazione. Come finì la guerra? Ma è chiaro, nutriti di sola avena, i mercenari tedeschi si rifiutarono di continuare a combattere e rimpatriarono in massa: mentre i cavalli, entusiasti di tutta quella stessa avena, rimasero tutti in Inghilterra, dove ancora oggi vivono i loro discendenti. Le rose… appassirono entrambe: data la prematura e violenta morte di tutti i rivali, divenne re un Tudor, Enrico VII. Che cosa c’entra Bucefalo? Bucefalo è… eh-eh, niente! E questo è il bello!”
5 cucchiai d’avena
5 cucchiai di farina
1 uovo
una presa di sale
un po’ di latte
abbondante olio

Mescolare gli ingredienti aggiungendo latte quanto basta per ottenere una “pappotta” densa ma non densissima, e versarla a cucchiaiate in una padella di olio bollente, facendo dorare dalle due parti. Se preferite le “bistecche” dolci, aggiungete alla pasta un cucchiaio di zucchero e la scorza grattugiata di un limone, e spolveratele di zucchero.

 

Steaks bucefalo – The owner of Grandma Duck

“Two roses … two roses … what a magnificent and poetic name! I really would prefer it to be the name of a country inn, but instead is the name of a British war. The York (white rose) and Lancester (red rose) both claimed to be entitled to the throne. as the war ended? Nourished by oats, German mercenaries refused to continue fighting and repatriated; horses instead they all stayed in England. it became a Tudor king, Henry VII. That what does Bucephalus? eh-eh, nothing! “
5 tablespoons oatmeal
5 tablespoons flour
1 egg
salt
milk
oil
Mix the ingredients, adding just enough milk to get a thick paste, and pour a spoon in a pan of hot oil, making brown on both sides. If you prefer sweets, add a tablespoon of sugar and the grated rind of a lemon, and sprinkle with sugar.

 

Castagnaccio

Ho girato ben quattro supermercati ieri alla ricerca della farina di castagne perchè avevo in mente questo dolce. Alla fine sconsolata quasi quasi mi immaginavo un pomeriggio a cercare di capire se la farina di castagne posso farmela da sola quando vedo un furgoncino ambulante con tante belle castagne. “Ecco, almeno mi faccio le caldarroste oggi” dico a voce un po’ troppo alta perchè il signore ambulante si rivolge a me con un “perchè, cosa voleva fare?”. E io, non meno rossa del suo furgoncino, spiego la mia ricerca infruttuosa. Non faccio in tempo a finire di parlare che nelle sue mani compare la farina! Con un sorriso veramente a 32 denti ne ho presa tantissima!! Non so ancora cosa ci farò con tutta questa ma ero troppo felice! 
Anche perchè un dolce che non può mancare in autunno, ma soprattutto quando si avvicina novembre, è proprio il castagnaccio!

Castagnaccio

650 ml di acqua
400 gr di farina di castagne
80 gr di gherigli di noci
80 gr di pinoli
rosmarino
50 gr di uvetta
sale

Mettere l’uvetta a mollo in acqua per farla rinvenire. Setacciare la farina, aggiungere il sale e versare poco per volta l’acqua. Strizzare e asciugare l’uvetta, aggiungerela all’impasto, insieme ai pinoli e alle noci tritate grossolanamente. Spennellare di olio una teglia bassa, del diametro di 25 cm, quindi versare l’impasto. Cospargere il castagnaccio con gli aghi di rosmarino, poi versare a filo due cucchiai di olio evo. Infornare per 30 minuti in forno già caldo a 200°C fino a che si sarà formata una bella crosticina tutta crepata e la frutta abbia preso un bel colore dorato.

Castagnaccio: Chestnut Flour Cake

14 ounces chestnut flour
pinch salt
2 cups water
4 tablespoons extra-virgin olive oil
1/2 cup/125 ml raisins
1/2 cup/125 ml pine nuts
Sprig fresh rosemary

Preheat the oven to 400 degrees F.
In a mixing bowl combine the flour, salt, and water. Whisk the batter well until the batter is silky smooth in consistency. Add the olive oil to a nonstick pie pan and heat in the oven for 5 minutes. Once the oil and pie pan are hot, add the batter. Smooth out the batter evenly. Sprinkle the raisins, pine nuts and rosemary. Bake the cake for 10 to 15 minutes, or until the top is golden.

Aglio e… olio

No, niente pasta aglio e olio, qui si parla solo di spicchi di aglio e olio evo. 
Ieri mi sono messa in testa che non si possono continuare a comprare bellissime teste d’aglio per poi farle marcire. Non siamo grandissimi consumatori di aglio quindi puntualmente è più quello che butto di quello che consumo. E ogni volta mi ripeto che la prossima volta mi organizzo.
Bene, è arrivata “la prossima volta”. Eccomi armata di santa pazienza che inizio la lentissima sbucciatura dell’aglio… e mentre sbuccio penso un po’ a “ma chi me l’ha fatto fare”, un po’ a cosa ci faccio con tutto questo aglio? Ed ecco poi una strana idea, alla festa di halloween si può anche aggiungere un mini vasetto con olio e aglio… antistrega! 
Bene, l’idea già ha preso forma, ora devo prendere i vasetti, prendere altro aglio e… ricominciare questa operazione! Sinceramente però non so se ne ho voglia, in un’ora ho sbucciato solo quattro teste di aglio e già non ne potevo più dell’odore. Le lascerò come ultima cosa da fare!!!
Ps: questo è semplice aglio sott’olio, ma si può anche conservare in salamoia. Quest’ultimo modo è un pochino più laborioso e prevede anche la bollitura dell’aglio in aceto. Magari la volta prossima vi metto la ricetta ^^
Pps: questo mio aglio è un pochino “povero” ma d’altronde con il trasloco ho fatto secche tutte le mie erbe aromatiche e qui a casa nuova… mi vergogno quasi a dirlo ma ancora non ho avuto il tempo di andare a ricomprarle!

Aglio sott’olio

4 teste di aglio

Sbucciate l’aglio e togliete tutte le pellicine, poi mettete gli spicchi in un barattolo di vetro a chiusura ermetica e aggiungete l’olio extravergine di oliva che serve per coprire del tutto l’aglio. Se volete potete insaporire l’olio aggiungendo delle spezie come foglie di alloro, peperoncino, finocchietto o quello che più vi piace. Potete utilizzare gli spicchi d’aglio a piacere ma anche usare l’olio aromatizzato.

Garlic in oil

4 bulbs of garlic
extra virgin olive oil

Peel the garlic, then put the slices in an airtight glass jar and add the olive oil until completely covers the garlic. If you want you can flavor the oil by adding spices such as bay leaves, pepper, fennel or whatever you like. You can use the garlic cloves to taste but also use the flavored oil.

Conchigliette con ragù di zucca e polpettone

Oggi pausa festa halloween.
No, non è che io ci abbia rinunciato, da domani si ricomincia! 
Oggi vi parlo sia di questa ricetta, che il cecio di casa (e non solo) si è mangiata di gran gusto chiedendo anche il bis, sia della storia di quella scatolina di latta che vedete.
L’ho cercata per mesi, mesi e mesi nelle torrefazioni più importanti, quelle più piccole, nei bar, negli autogrill (e guardate che si trova di tutto negli autogrill!) ma niente, sembrava proprio che io l’avessi persa. Poi mi arriva l’illuminazione. Una cosa così stupida che non so come non mi sia venuta in mente prima: internet. Ed eccola qui, nel posto più ovvio del mondo.

E’ arrivata ieri e meritava di essere mostrata! Le caramelline poi sono state già saccheggiate, il problema ora è solo uno: come farò a resistere alla tentazione di prendermi tutte le scatoline di latta che mi piacciono?
Non si può, ovvio. 

Conchigliette con ragù di zucca e polpettone

40 gr di conchigliette
50 gr di zucca
parmigiano
1 fettina di polpettone

Mettere a bollire il brodo aggiungendo la zucca tagliata a dadini e la fetta del polpettone sminuzzata.
Quando la zucca è tenera far cuocere anche la pastina e, a cottura ultimata, mescolarla con un cucchiaino di olio evo e il parmigiano.

Pasta with pumpkin ragout

vegetable broth
40 grams of pasta
50 grams of pumpkin
parmesan
1 slice of meatloaf
Boil the broth adding the diced pumpkin and chopped meatloaf.
When the pumpkin is tender cook the pasta then mix with a teaspoon of extra virgin olive oil and parmesan.

Duchesse di zucca

In famiglia adoriamo le patate e le cucino sempre in modi diversi ma alla fine penso che la patata è buona anche solo lessa! E proprio mentre stavo condendo le patate lesse mi è venuta l’idea delle duchesse, che fa sempre mio suocero. Però, dato che era tardi per prepararle, mi sono messa a lessare anche la zucca perchè una malsana idea si era già impossessata di me!
A voi quindi l’ennesima ricetta con la zucca, e nemmeno l’ultima dato che mi sto esercitando per la festa. Che comunque non sarà tutta solo a base di zucca!!
Per ora vi lascio alla ricetta, un po’ più leggera di quella delle duchesse tradizionali perchè senza burro né uova, ma per chi volesse aggiungerli basta mettere il burro nel purè e le uova poi nell’impasto!

Duchesse di zucca

300 gr di zucca 
latte qb
parmigiano grattugiato qb
sale
pepe
Bollite la zucca, poi schiacciatela, unitela al grana e mettete il tutto in una pentola e procedete come un normale purè, deve rimanere un po’ denso quindi piano con il latte! Salate e lasciate raffreddare per poi trasferire il tutto in una sacca da pasticcere. Formate su una teglia rivestita di carta forno le classiche patate duchessa. Fate cuocere in forno finché non avranno fatto una crosticina leggermente dorata. Spolverizzatele con il pepe quando sono ancora calde.

Duchess pumpkins

2 pounds pumkins, peeled and cut into chunks
1/4 cup milk
Salt
1/2 teaspoon black pepper
Place pumkins in a medium to large pot and cover with a couple inches of cold water. Add a couple teaspoons of salt to the water. Bring to a simmer and cook until the pumkins are tender, about 20-25 minutes.
Preheat the oven to 425°.When the pumkins are cooked, drain in a colander and put the potatoes back in the pot set over low heat. Allow them to release steam for a minute or so. Add the black pepper, milk and continue mashing the pumkins  Once everything is incorporated, add salt to taste. Continue to mash until the mixture is smooth. Using a piping bag with a large star point, pipe the pumkins onto a cookie sheet. Bake in the 425°F oven until nicely browned, about 20 minutes.

Costolette alla viennese – Il Manuale di Nonna Papera

E puntuale con il mio ritorno tornano anche le ricette del manuale!
Vi avevo lasciato con il grog dello spiffero a settembre ma ho pensato bene di fare una pausa dai dolci della nonna (e dalla zucca di questa settimana) con un secondo piatto che farà felici grandi e piccini!
Eh si, perchè quando si tratta di fettine panate non ci possiamo lamentare!
Un po’ troppo presto per Cecilia? Ma no basta regolarsi e anche i più piccoli di casa potranno assaggiare queste prelibatezze fritte dorate, profumate e speziate! E davvero vengono morbide come il burro in cui sono cotte: provare per credere!

Costolette alla viennese – Il Manuale di Nonna Papera

6 scaloppine
20 gr di olio
30 gr di farina
100 gr di pane grattugiato
2 uova
olio e burro per friggere
limone
prezzemolo
sale
pepe
Lavate le scaloppine (senza sapone), asciugate, salate e impepate da tutte e due la parti e poi passate leggermente nella farina. Sbattete le uova intere con l’olio, immergetevi le scaloppine e poi passatele nel pane grattugiato, premendo un po’ con le mani per farlo aderire bene. Prendete una padella grande, scaldate l’olio per friggere e metteteci le scaloppe. E il burro? Qui sta il trucco: per ottenere un fritto supereccezionale, a metà cottura tirate fuori le scaloppine dall’olio (non fatele cascare per terra!) e mettetele in un’altra padella dove soffrigge il burro.
Per una presentazione elegante, mettete su ogni fetta uno spicchio di limone e una “tritatina” di prezzemolo.

Vienna cutlets – The Manual of Grandma Duck

6 cutlets
0,7 oz of oil
1 oz of flour
3 1/2 oz of bread crumbs
2 eggs
oil and butter for frying
lemon
parsley
salt
pepper
Wash the scallops, dried, salted and peppered by both the parties and then lightly rolled in flour. Beat the eggs with the oil, dip the scallops and then roll them in the breadcrumbs. Take a large pan, heat the oil for frying and put the scallops. And the butter? For an exceptional fried, half-cooked pulled out of the scallops from the oil and place them in another frying pan where the butter.
For an elegant presentation, put on each slice a lemon wedge and parsley.