Penne con triglie e pesto prezzemolato

E’ quasi fatta, ci sono quasi, finalmente!! Domani sarà il mio compleanno! Finalmente arriva il mio giorno, che ho sempre atteso più del Natale, con l’attesa e la magia del risveglio la mattina. Lo so, la mia è una caratteristica infantile, ma personalmente questo tratto da bambina me lo tengo ben stretto.
Oggi devo darmi da fare in cucina perchè la regola dei compleanni è il non fare nulla. Quindi oggi si pensa anche alla colazione e al pranzo di domani, la cena no perchè sarà, su mia richiesta, al ristorante greco. Ho voglia di moussaka da qualche settimana e allora perchè non approfittare del compleanno?
Ma la cosa a cui dovrò assolutamente non pensare oggi è il regalo di mio marito. E’ finito il tempo in cui mi organizzava delle cacce al regalo (per fortuna, aggiungerei, mi piaceva l’idea ma sono troppo agitata nello scartare per “perdere tempo”, se le beccherà tutte Cecilia fra qualche anno!!!). Ma aumenta il sadismo, con le frasi lasciate in sospeso, con gli sms dove dice “è appena arrivata una parte del tuo regalo in agenzia”… e io brancolo nel buio e muoio di curiosità! E considerando che ogni anno mi faccio idee sbagliate e assurde sul regalo che verrà, quest’anno devo cercare di non pensarci! Tanto mi sorprende ogni volta!
Basta, ci ho pensato anche troppo! A voi la pasta e a me le mani impegnate!

Penne con triglie e pesto prezzemolato

160 gr di penne rigate
180 gr di triglie
1 spicchio di aglio
Mettere a bollire la pasta in acqua non troppo salata. 
Nel frattempo preparare il pesto prezzemolato come da ricetta e mettere, in un tegame con aglio e olio, le triglie a rosolare. A un minuto dalla fine della cottura aggiungere il pesto alle triglie, poi la pasta, e dare una veloce ripassata in padella.

Penne with parsley pesto and red mullet

160 g penne
80 g with parsley pesto
180 grams of red mullet
extra virgin olive oil
1 clove of garlic
Boil the pasta in water is not too salty.
Meanwhile, prepare the pesto with parsley as recipe and put in a pan with garlic and olive oil to fry the fish. A minute from the end of cooking add the pesto mullet, then the pasta and give it a quick sauté.

Conchigliette burro e alici

Conto i giorni che mi separano dalle vacanze, non so voi ma più si avvicinano più sembra siano lontane. 
E mentre il caldo in città si sta facendo sentire in tutto il suo splendore sogno ad occhi aperti di spiagge deserte e mare cristallino. Da piccola ripetevo che volevo una casa nell’acqua. E anche ora il mio sogno non è così distante, magari non esattamente dentro l’acqua ma ecco, facciamo nelle vicinanze. Un cancelletto che mi separa dalla spiaggia e poter guardare il mare in ogni giorno della mia vita, in qualsiasi stagione. Questo è quello che vorrei.
D’altronde sono una figlia dell’estate e proprio non posso fare a meno di pensare al mare. Ed è la cosa che più mi manca qui a Milano. Specie perchè la casa dei miei genitori era a 3km dal mare. Certo, non un mare limpido e pulito, d’altronde era quello di Ostia, ma pur sempre mare. 
Sognando ad occhi aperti porto il mare a tavola oggi. A Cecilia sembrerà nu gioco nuovo e io posso avere l’illusione di stare in spiaggia!

Conchigliette burro e alici

50 gr di pastina
1 cucchiaino di olio evo
aneto
Mettere a bollire l’acqua e nel frattempo riscaldate appena il burro.
Far cuocere la pastina e, a cottura ultimata, mescolarla nella padellina con il condimento aggiungendo l’aneto. Servire con un cucchiaino di olio a crudo.

Pasta butter and anchovies

50 grams of pasta
20 g anchovy butter
1 teaspoon extra virgin olive oil
dill
Boil the water and in the meantime just heated butter.
Cook the pasta and cooked, mix it in the pan with the sauce by adding the dill. Serve with a teaspoon of olive oil.

Avocado al forno con formaggio e aceto balsamico

Chi ha detto che non è bello inscatolare per un trasloco? Certo, può essere noioso e faticoso ma vi giuro che invece è davvero divertente!
Poi si finisce con il tirare fuori cose che ancora non si sa come hanno fatto a finire nel mio armadio, o a pensare che “ebbene si, li ho messi”. Oppure si trovano cose perdute che cercavamo da mesi, ovviamente nel posto sbagliato, e per ultimo, si trovano ricordi.
Tanti, belli o brutti che siano. Ricordi sotto forma di oggetti con storie che li accompagnano.
Per ora ho trovato due cavigliere che mi hanno accompagnata nelle lontane estati liceali e che mi sono messa per un’oretta finchè non mi ci sono impigliata tirando tutti i fili di un lavoro all’uncinetto che stavo facendo. Ora l’ho levata, devo dire con un po’ di rammarico, ma ero troppo arrabbiata per pensarci troppo!
E i ricordi della cavigliera mi hanno portata in America, a quando per la prima volta siamo andati a trovare le mie zie che vivono lì e che, al nostro arrivo, ci hanno fatto trovare questo strano (almeno, per una bambina di 7 anni lo era!) antipasto che vi ripropongo un po’ modificato. Non pretendete troppo dalla mia memoria!!

Avocado al forno con formaggio e aceto balsamico

1 avocado
formaggio a pasta filante tipo gabanino
olio evo
sale
pepe
aceto balsamico

Tagliare a metà l’avocado e levate il nocciolo. Cercate di tagliare il più possibile le due metà “a grata” e inserite dentro dei pezzetti di formaggio. Salare, pepare, oliare e irrorare con l’aceto balsamico.
Mettere in una pirofila l’avocado e poi in forno a 180°C per 10 minuti. Levate dal forno, date una mescolata e aggiungete sopra delle fette molto sottili di formaggio. Lasciate altri 5 minuti in forno caldo e, al momento di servire, pepare e irrorate con l’aceto balsamico la superficie. 

Avocado baked with cheese and balsamic vinegar

1 avocado
cheese stringy
extra virgin olive oil
salt
pepper
balsamic vinegar
Cut each avocado in half and remove the pit. Using a knife, cut the avocado like a grate.
Add pieces of cheese, salt, pepper, oil and drizzle with balsamic vinegar.
Put in a pan the avocado and then in the oven at 450 °F for 10 minutes. Remove from the oven, and garnish with slices of cheese. Let another 5 minutes in a hot oven and ready to serve and pepper and drizzle with balsamic vinegar the surface.

Le 7 marmellate di Enrico VIII: susine – manuale di nonna papera

E’ da qualche mese che sono abbonata a un servizio che mi porta frutta e verdura bio a casa. Mi sono sempre trovata bene, e se c’è qualche problema basta una mail che mi risolvono tutto.
Devo dire che questo è il terzo servizio diverso che ho provato e finora mi ha soddisfatta, ordino una cassetta mista, frutta e verdura, una volta ogni due settimane e si mantiene tutto benissimo. 
Ogni tanto mi mandano qualche omaggio e ogni volta mi portano la cassetta al piano, senza disturbarmi.
Però ieri mi è arrivata questa cassetta che mi ha un po’ deluso. E’ l’ultima del mese perchè per agosto sono chiusi ma la frutta è tutta troppo matura!! 
Mi sono mangiata un paio di susine che mi si scioglievano nelle mani e con il resto… marmellata (confettura per i più pignoli)! E dato che mi ricordavo le “7” di nonna papera che non avevo mai provato a fare… bè, per mia fortuna ce ne era una di susine, anzi, era la preferita del re! Ora, non so se le mie sono proprio della specie “Claudia” ma la marmellata è davvero buona! 
E indovinate come ho fatto colazione oggi!

Le 7 marmellate di Enrico VIII: susine

“Enrico VIII, vissuto fra il 1491 e il 1547, oltre che il pallino delle mogli (una alla volta, ne sposò infatti ben sei) aveva anche il pallino delle marmellate. Ogni moglie, da Caterina d’Aragona ad Anna Bolena, a Jane Seymour, ad Anna di Cleve, a Catherine Howard, a Catherine Parr, sembra portasse in dote addirittura intere collezioni di barattoli. Per farne che cosa? Per riporvi le confetture che avrebbe confezionato per mister Enrico. Però… eh, però, eccoci al punto: le mogli, conoscendo il punto debole dell’illustre futuro sposo, si esercitavano durante il fidanzamento a preparare marmellate. Così che Caterina fu insuperabile nella marmellata di pere; lo stesso dicasi di Anna per quella di ciliegie… Ma nessuna pensò alle susine Claudia, il frutto preferito dall’Enrico. Fu così che il tapino, esaurite le mogli, fu costretto a prepararsi la marmellata da sé. Si fa tanto per ridere, è chiaro: infatti a Enrico VIII si deve l’inizio dell’espansionismo inglese, grazie alla cura da lui posta nella formazione della marina.”
750 gr di zucchero
1 kg di susine claudia 
La marmellata si prepara facendo bollire, e cuocere logicamente, insieme una certa quantità di frutta e zucchero per un po’ di tempo. La frutta deve essere scrupolosamente lavata, asciugata, snocciolata e sbucciata. Appena la frutta candidata a diventare marmellata leva il bollore, dovete abbassare al minimo la fiamma e continuare a mescolare dolcemente e con una certa frequenza. Per la mescolatura sarà meglio usare un cucchiaio di legno. Alla fine della cottura togliete la schiuma con l’apposito mestolo. Come farete ad accorgervi se effettivamente la marmellata è cotta? Semplicemente così: mettetene una goccia su un piattino. Se questa goccia non scorre neppure a piattino inclinato, allora la marmellata è cotta!
Fate raffreddare del tutto la marmellata, versatela in vasetti di vetro, pulitissimi e asciutti.

The 7 jams of Henry VIII: plums – Grandma Duck

“Henry VIII, who lived between 1491 and 1547, in addition to being fixed with the wives (he married six) also had one of the jams. Every wife, Catherine of Aragon to Anne Boleyn, Jane Seymour, Anna of Cleve , to Catherine Howard, Catherine Parr, seems to bring a dowry collections of cans. Whatever for what? for jams for Mr. Henry. Yet wives, knowing the weakness of the groom, were drilled during the engagement to prepare jams.
But none of that prepared plums, the favorite fruit of Henry. So it was that he had to prepare the jam itself.
A Henry VIII was responsible for the beginning of expansionism English, thanks to the care he has given to the formation of the navy. “
5 cups of sugar
8 cups of plums
The jam is prepared by boiling together a certain amount of fruit and sugar. The fruit must be washed, dried, pitted and peeled. As soon as the fruit bubbles, you have to turn down the heat and continue stirring with a wooden spoon. At the end of cooking, remove the foam.
How are you going to actually recognize if the jam is cooked? So: place one drop on a saucer. If this drop is not flowing even in tilted saucer, then the jam is cooked!
Let cool completely jam, pour into glass jars, squeaky clean and dry.

Persico con pomodorini in salsa di cipolle

Mi sono appena lasciata sfuggire un vestito. E mi sta salendo un nervoso che se inizio la mattina così proprio non può andare bene.
Il tempo di rispondere al telefono e quello mi sparisce dal carrello. Mancava un passo al pagamento. Che nervoso!!!!
Ma perchè proprio stamattina mi sono decisa che per il mio ultimo paio di scarpe dovevo assolutamente trovare qualcosa da abbinarci. Dopo due settimane che non ci pensavo perchè proprio oggi. E perchè ho visto quel dannato vestito online!
Ora lo so, appena la pupa si sveglia mi metterò alla ricerca del vestito per le mille vetrine con la scusa di andare a prendere la ricetta dal dottore (che proprio scusa non è, mica è colpa mia se il suo studio è su una delle vie con più negozi di Milano,no?).
E non troverò nulla che mi piacerà perchè mi sono fissata con quello che mi sono fatta soffiare da sotto il naso. E finirò con comprare qualcosa alla pupa! Ma chissà, magari trovo qualcosa di mille volte meglio.
Vi saprò dire e intanto vi lascio con questo pesciotto che, con tutte le cipolle, è piaciuto tantissimo anche a Cecilia!

Persico con pomodorini in salsa di cipolle

3 filetti di persico
20 pomodorini ciliegino
sale
pepe

In una terrina mettere i pomodorini tagliati, aggiungere la salsa alle cipolle, l’olio d’oliva, salare e pepare e lasciare macerare per 30 minuti circa.
Lavare il pesce sotto l’acqua corrente, adagiarlo in una padella, oliare e cuocere circa 20 minuti a fuoco basso.
Quando il pesce è cotto aggiungere i pomodori con la salsa e alzare il fuoco saltando il tutto per un paio di minuti.

Persian with cherry tomatoes in onions sauce

3 fillets of perch
20 cherry tomatoes
extra virgin olive oil
salt
pepper
onions sauce

In a bowl, put chopped tomatoes, onions sauce, olive oil, salt and pepper and leave to marinate for 30 minutes.
Rinse the fish, put it in a pan, oil and cook about 20 minutes over low heat.
When the fish is cooked, add the tomatoes with the sauce and increase the heat for a few minutes.

Mezze penne con tofu e zafferano

Ho scoperto di avere in casa una piccola gazza ladra dalle manine paffute!
Eh si. Tutto questo quando ieri stavo buttata sul letto per vedere se Cecilia si sarebbe arrampicata per saltarmi sopra, come suo solito. Ero già pronta a una serie di solletico e pernacchie infinite quando è entrata. Ho chiusi gli occhi per fare scena ma quando l’ho sentita armeggiare li ho socchiusi. E cosa ho scoperto? Quatta quatta si era messa in punta di piedi davanti al ripiano dove tengo le collane. Ha guardato verso me e ne ha tirata giù una. Un’altra sbirciata e svelta esce dalla stanza. Intenzionata a seguirla mi fermo mentre sento che torna indietro. Stessa scena. Sbirciata, collana, corsetta via. Stavolta mi velocizzo e sbircio oltre la porta. E’ entrata nel salone. Corsetta (ma piano) e… eccola lì che sotto la tenda che abbiamo per lei in salotto sta mettendo la sua refurtiva. Quando si gira alza le mani e mi fa “no Cecilia”! Ah ah ah!!! E che potevo dirle!

Mezze penne con tofu e zafferano

160 gr di mezze penne rigate
150 gr di tofu
cipolla
zafferano
sale 
prezzemolo
parmigiano reggiano

Mentre le mezze penne stanno cuocendo, mettere a soffriggere in una padella la cipolla e il tofu tagliato a pezzetti. Aggiungere lo zafferano sciolto in mezzo bicchierino di acqua e far colorire bene il tofu. Scolare la pasta e versarla nella padella con il condimento. Fate amalgamare bene e mettete nel piatto spolverizzando con scaglie di grana.

Tofu and saffron pasta

160 gr pasta
12 ozs firm silken tofu (drained but not pressed)
1/2 onion
saffron
extra virgin olive oil
salt
1 1/2 tsps parsley
parmesan cheese
While the pasta is cooking, put in a pan to fry the onion and tofu. Add saffron dissolved in half a glass of water and give good coloring tofu. When mixed, heat thoroughly in a pan before putting on pasta. Add pasta, mix well and put in the pot sprinkle with parmesan cheese.

Hamburger e cavolfiori

La lista delle cose da portare in vacanza con una pupa a seguito sembra infinita. Un po’ rimpiango la spensieratezza dei primi camping quando ci accorgevamo che mancava quasi tutto e c arrangiavamo come meglio potevamo. E ora? No, ora le priorità sono altre e ci si mettono tutti, marito, nonni, parenti e anche amici che non hanno figli, a dirti cosa fare, cosa portare, come essere equipaggiati. Però mi domando… non staremo esagerando? Cosa me ne faccio di un milione di bende, dell’amuchina, del televisore (ebbene sì, c’è chi me l’ha consigliato!!!). Eh no, io sono in vacanza. Non sono scellerata e mi porto qualche cerotto e crema per le scottature ma poi basta. La tecnologia rimane a casa, almeno quella ingombrante. Per qualsiasi cosa andiamo in un camping attrezzato, non in mezzo al deserto.
Ma sono io che la prendo troppo alla leggera o sono gli altri che sono esagerati? Oppure è tutto questo essere circondati dalle cose che ci sta rimbambendo?
La mia vacanza sarà in riva al mare e passeggiate. Niente tv. Niente radio. Il cellulare per le emergenze e un libro quando la pupa dorme.

Hamburger e cavolfiori

400 gr di macinato scelto
2 patate medie bollite
timo
500 gr di cavolfiori 
olio evo
parmigiano reggiano

Bollire e poi schiacciare le patate. Lessare i cavolfiori e riduceteli a purè.
Unire le patate alla carne macinata e formare con l’impasto gli hamburgers, magari con il magico strumento. Passarli nel parmigiano grattugiato.
Ungere una padella con olio, scaldare e cuocere i burgers. In alternativa pote fare dei mini hamburger da cuocere nel cestello a vapore. Servire sopra la purea di cavolfiore.
 Per la versione “mamma e papà” aggiungere pepe all’impasto e una manciata di senape in grani al cavolfiore.

Hamburger and cauliflower

400 grams of minced meat
2 medium potatoes boiled
thyme
500 grams of cabbage
extra virgin olive oil
parmesan cheese

Boil and then mash the potatoes. Boil the cabbage and cut it into puree.
Add the potatoes to the meat and form the hamburgers. Turn them in grated Parmesan. Grease a frying pan with oil, heat and cook the burgers. Alternatively pote make mini burgers to be cooked in the steam basket. Serve over mashed cabbage.
For version “mom and dad” add pepper mixture and mustard seeds.

Pane cafone

In una settimana sono cambiate le cose con la mia pasta madre e non ci credo che dopo avermi fatto tante penare è bastata una settimana di diversi accorgimenti per migliorare la situazione.
In poche parole il mio errore grande, grandissimo, madornale, della serie ma-come-è-possibile-che-l’hai-solo-pensato è stato il metodo di conservazione. Poi, a detta di esperti, ce ne sono stati altri ma, rispetto a questo, erano gocce di acqua nell’oceano.
Io, nella mia beata ingenuità da neofita mamma di pasta madre (e non pensate che sia ridicolo un nome del genere, mi tiene impegnata quasi quanto Cecilia!) ad ogni rinfresco aspettavo le canoniche 3/4 ore e poi spostavo in frigo quella da conservare. 
Ma no no no!! Così non si fa! Bisogna si rinfrescarla ma spostarla in frigo un’ora, massimo e ripeto massimo dopo 2 ore. Altrimenti non ha da mangiare! E a queste parole e alla serietà con cui mi sono state dette non ho potuto replicare, rischiavo di offendere qualcuno. Ok, va bene la pasta madre, va bene che in effetti se non le presti un minimo di attenzione rischi davvero che funziona male o per niente. Ma dai, a volte si esagera quando si parla di questo lievito! 
A parte questa parentesi per il “culto della pasta madre” (che non mi stupirebbe scoprire anche dei santuari a lei dedicati) in parole povere l’ho indebolita o denutrita. Madre degenere!
Per fortuna niente di irreparabile perchè, ammettiamolo, a questo blob che cresce in frigo mi ci sono affezionata.
E oggi vi metto un pane che, dopo parecchio tempo, è tornato buono e crostoso come una volta. La mollica non è come piace a me però ci sto lavorando!

Pane cafone

Primo rinfresco (ore 12:20)

32,5 gr pasta madre
37,5 gr farina di manitoba molini rosignoli
22,5 gr acqua
Si unisce sulla spianatoia la farina con la pm, si aggiunge l’acqua e si impasta fino ad ottenere un impasto ben omogeneo da mettere in una terrina e faro lievitare coperto per circa 3 ore.
Secondo rinfresco (ore 15:30)
tutto l’impasto precedente
45 gr farina di manitoba molini rosignoli
22,5 gr acqua

Procedere allo stesso modo del primo rinfresco.

Impasto (ore 18:40)
tutto l’impasto precedente
425 gr farina di manitoba molini rosignoli
250 gr circa di acqua
12,5 gr sale
Procedere al solito modo, aggiungendo l’acqua poca alla volta. L’impasto andrà lavorato per bene una decina di minuti, battendolo anche sulla spianatoia. Una volta lavorato lo lasciar riposare per 30 minuti.

(ore 19:20)

Prendere l’impasto e dargli una forma allungata. Lasciar riposare altri 15-20 minuti poi formare una palla tonda inserendo sotto le punte e arrotondando il tutto. Mettere su un canovaccio ben infarinato (o su carta forno) appoggiato su una teglia, ricoprirlo con altro canovaccio ben infarinato e lasciarlo lievitare in luogo tiepido per 12 ore circa (io in forno con il tegame di acqua a bollore e luce del forno accesa).

(ore 7:20)
Rigirarlo sulla teglia di cottura e cuocere in forno caldo a 240°C. Appena inforniamo abbassiamo a 200°C e facciamo cuocere 45 minuti.
Se ci sono problemi per rigirarlo o non si vuole fare (a me per esempio non viene mai bene), si può mettere l’impasto infarinato direttamente a lievitare sulla teglia, far lievitare di più e cuocere 55-60 minuti.

Daily bread

Biga:
1/2 Teaspoon Active Dry Yeast
1 Cup Lukewarm water
2 Cups Unbleached, All-purpose Flour
Mix the yeast and water together, and then slowly start adding the flour, mixing well. Cover with plastic wrap and let sit at room temperature for up to 6 hours. Refrigerate overnight. Bring out of the refrigerator an hour before you plan to make your bread to allow the biga to come to room temperature.
Bread:
2 Cups Warm Water (about 90 degrees F.)
1 Pkg. Active Dry Yeast
5-6 Cups All-purpose, Unbleached Flour
2 Teaspoons Salt

Place the water in a large bowl, sprinkle the yeast overtop and mix well. Let sit 10 minutes until bubbly. Add all of the biga, flour, and salt and stir with a wooden spoon (or mix with your hands) until everything is mixed. The dough will be fairly wet and sticky at this point. Cover and let stand in a warm spot for about 1 to 1 1/2 hours until doubled in volume. Punch down the dough, folding it over on itself two or three times, cover and let rise once more until doubled, about 1 hour. If you choose, you could refrigerate your dough at this time and leave it overnight, or up to three days, and finish baking it later. When ready to bake your bread, turn out your dough onto a floured baking sheet, and without overworking it too much shape into one large or two smaller round or oval shaped loaves, using as much extra flour as needed to keep it from sticking. Slash across the tops of the loaves with a serrated knife or razor just prior to baking. If using sesame seeds, lightly wet your hands and run them over the bread to moisten. Sprinkle the seeds over the bread, gently patting them to help them adhere to the dough.
Preheat the oven to 350 degrees F. and place a casserole dish with boiling water on the lower oven rack. Bake your bread 30 minutes, turn the baking sheet around, and reduce the heat to 300 degrees and bake for another 30-45 minutes. At this point your bread should be golden brown and should sound hollow when you tap the bottom. Allow the bread to cool to room temperature and serve.

Torta cioccolatosa senza uova

Che voglia di dolci!!!
E come si può stare senza una torta? Almeno una volta a settimana per me è un must fare un dolce. E stavolta mi sono superata. Fatto ieri sera in vista degli ospiti pomeridiani di oggi e soprattutto dato che con il caldo che fa tollero il forno acceso solo di sera, dopo cena preferibilmente!
C’era il problema di fare un dolce goloso ma senza uova dato che uno degli ospiti non può mangiarle. Devo dire che non è la prima volta che gli faccio un dolce senza uova ma stavolta volevo che fosse cioccolatoso! E allora che fare, guarda una ricetta, aggiungi questo, leva quello e chissà cosa uscirà fuori!
Ancora non so il sapore ma l’odore… quello si che è buono! Non vedo l’ora che arrivi il pomeriggio! Davvero, ma perchè l’ho fatta ieri sera, è una tentazione continua entrare in cucina e vederla lì, in bella mostra. Per fortuna l’odore invitante che ieri sera ci ha accompagnato a letto è andato via, altrimenti la torta aveva i minuti contati!!!

Torta cioccolatosa senza uova

200 gr di farina per dolci e sfoglie molini rosignoli
250 gr di zucchero
75 gr di cacao amaro 
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di aceto
380 ml di latte
50 ml di succo d’arancia 
40 ml di olio di semi dante
1 cucchiaio di essenza di vaniglia flavourart 
In una ciotola mescolare la farina con lo zucchero e il cacao setacciato. Aggiungere il latte con il succo d’arancia, l’olio e l’essenza di vaniglia. Mescolare il composto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto omogeneo. Fare un foro nel composto e versare il cucchiaio di aceto e subito dopo il bicarbonato, lo sentirete “friccicare”. Mescolare bene e versare l’impasto della torta nello stampo e infornare a 160°C e cuocere per 35 minuti circa.
Io ho usato lo stampo happyflex “10 fette“. Ormai per le mie torte non posso farne a meno!

No Egg Chocolate Cake

1-1/2 cups all-purpose flour molini rosignoli
1 cup sugar
3 tablespoons baking cocoa
1 teaspoon baking soda
1/2 teaspoon salt
6 tablespoons vegetable oil
1 tablespoon white vinegar
1 teaspoon vanilla extract 
1 cup cold water
In a large bowl, combine the flour, sugar, cocoa, baking soda and salt. Using a spoon, make three wells in the dry ingredients. Pour oil into one, vinegar into another and vanilla into the third. Slowly pour water over all. Beat on low speed until thoroughly combined (batter will be thin.)
Pour into a greased and floured 8-in. square baking dish. Bake at 350° for 30-35 minutes or until a toothpick inserted near the center comes out clean. Cool on a wire rack.

con questa ricetta partecipo al contest di Dolcizie “3° compleanno di DOLCIZIE

Seppioline limone e zucchine

Oggi ho una fame da lupo! Sarà che ho da poco finito di allenarmi a casa ma mangerei di tutto!
Ho deciso di rimettermi in forma perchè solo la palestra, una sola volta a settimana perchè solo da settembre possono tenermi Cecilia nell’area bambini (e poi mi devono spiegare perchè dai 18 mesi e non prima… almeno dai 12!), non mi basta.
Poco tempo fa per fare ordine e inscatolare, dato il trasloco a ottobre, mi sono capitate per le mani le foto dei miei anni pre-gravidanza. E mi è preso un po’ il magone.
Non fraintendetemi, adoro Cecilia e anche se ho preso una ventina di chili in gravidanza non mi importa e rifarei tutto da capo per la sola gioia di essere mamma.
Però di quei 20 me ne sono rimasti 3. E tutti su pancia e “maniglie dell’amore”. E poi levate 1kg di tette che con la fine dell’allattamento si sono spostati anche loro su pancia e fianchi.
Per carità, non sono mai stata una piuma ma una donna semplicemente normale, mi vantavo solo della mia terza misura e della mia pancia piatta. Poi ho le coscione ma questa è un’altra storia.
Ora, il mio seno è ‘na schifezza, ma ho smesso di allattare a marzo e dicono ce ne vuole prima che torni florido. Ma la pancia?? Cos’è questa cosa che balla quando mi muovo? E non è nemmeno sexi come quella delle danzatrici del ventre. E’ solo pancetta. Nemmeno buona fritta secondo me!!
Ricerca su ricerca mi sono detta che dovevo fare qualcosa, e allora la mattina eccomi spaparanzata sul tappetino a fare addominali. Ho iniziato lunedì, e dovrebbero essere 42 giorni di seguito prima di vedere un miglioramento. Vi saprò dire, sempre se riesco ad essere costante!!
Nel frattempo, tanto per mettere su un altro po’ di ciccia, vi lascio con queste seppioline. Che così tenere e fresche sono piaciute a tutti!

Seppioline limone e zucchine

400 gr di seppioline già pulite
2 zucchine
30 gr burro
prezzemolo
1 scalogno
1 bicchiere di insaporitore vinchef (o vino bianco)
1/2 limone
250 ml di brodo di pesce o vegetale
fiocchi di sale falksalt affumicato al peperoncino
pepe
In un tegame sciogliere il burro e aggiungere lo scalogno tritato. Lasciare appassire per 10 minuti e aggiungete le zucchine tagliate a julienne. Far rosolare per bene, salare e pepare, quindi unire un mestolo di brodo. Nel frattempo lavare le seppioline sotto l’acqua e scolarle bene). 

Unire le seppioline alle zucchine, farle scottare per una decina minuti e poi unire il bicchiere di insaporitore o vino che lascerete sfumare. Lasciare cuocere a fuoco molto basso per 10 minuti, coprendo con un coperchio, fino a quando le seppioline diventeranno tenere. Cinque minuti prima di spegnere il fuoco, aggiungete il prezzemolo tritato e il limone.

Cuttlefish, lemon & Zucchini

14 ounces small to medium cuttlefish
2 whole medium cloves garlic, peeled
5 tablespoons olive oil
juice of 1 lemon
pinch of ground chile
1 teaspoon dried parsley
3 zucchini
1 heaping tablespoon chopped parsley
small fistful of basil leaves
salt and freshly ground black pepper
Clean the cuttlefish. Squash a clove garlic with a large knife and combine with 2½ tablespoons of olive oil, the lemon juice, and the chile. Crumble in the parsley and season with salt and pepper.
Heat the remaining 2½ tablespoons of olive oil in a large nonstick skillet, add the other whole clove of garlic and the zucchini and sauté until the zucchini is nicely colored and cooked through, but not soggy. Toss the pan now and then to turn the zucchini. Season with salt and pepper.
Put a grill pan over high heat and when it’s very hot, add the cuttlefish steaks, and the tentacles and wings on the sides. Cook until they turn opaque and golden marks appear underneath, then turn and cook the other side. Transfer to a board and scatter with a little salt. Slice up the steaks and tentacles into strips of about ¼ inch. Arrange the zucchini on your serving plate and then layer the cuttlefish on top. Scatter with the parsley.