Brownie alle bacche di Goji

Ieri ho fatto schifo. Letteralmente. Abbiamo fatto una cena a base di fritti e non vi dico quanta roba c’era! Patatine, verdurine, mozzarella in carrozza, bacon, french toast,… in quantità industriali! A mio marito era venuta voglia di friggere e io non ho saputo dirgli di no. Anche perchè quello è campo suo, a lui la cucina, a lui il cappello da cuoco e… i guanti per pulire!
Ma ha esagerato! E voi sapete bene che i fritti si devono mangiare subito perchè il giorno dopo sono tutti mollicci, quindi abbiamo cercato il più possibile di smaltirli. Ma a che prezzo!
Stanotte sono stata malissimo. E non c’è peggior cosa dello stare male per fritti. E poi l’odore… lo sentivo ovunque!
Basta, non si può friggere in estate, con questo caldo non si possono fare le abbuffate e soprattutto mai, e dico mai proprio per dire mai, lasciare un marito in cucina senza avergli preparato almeno lo dosi!
La cosa più assurda è che eravamo sì pieni ma abbiamo trovato lo spazio per il dolce!

Ingredienti:
– 200 gr di zucchero semolato
– acqua q.b.

– 100 gr difarina “dolci e sfoglie” del Molino Rosignoli
– 175 gr di burro
– 2 uova
– sale fino
– 50 gr di bacche di goji
– 200 gr di cioccolato fondente peyrano
– 1 cucchiaino di bicarbonato
– 20 gr di cacao amaro
– zucchero a velo

Procedimento:
Tagliare il cioccolato a pezzi e metterlo a sciogliere con il burro a bagnomaria. Aggiungere il cacao, spegnere e lasciate intiepidire.
In una ciotola montare le uova con lo zucchero, aggiungere il composto di cioccolato, il bicarbonato, la farina e il sale e amalgamare per incorporarle bene.
Versate il composto in uno stampo rettangolare rivestito di carta forno e aggiungere le bacche di goji.
Infornate in forno caldo a 180º per 35 minuti. Una volta freddo sploverizzate con lo zucchero a velo

Spezzatino di vitella con carciofi e paprika

Giugno è uno dei mesi che ha segnato la mia vita. Due avvenimenti importanti sono successi in questo mese: il mio matrimonio e, dopo un anno, la scoperta che aspettavamo un bambino.
Mese importante e mese speciale, e oggi festeggio con voi il mio anniversario di matrimonio.
Tre anni dal sì, tre anni dall’emozione di fare quella navata sotto braccio a mio padre senza cedere alle lacrime e guardando il mio punto fisso, il ragazzo che stavo per sposare.
Quante emozioni in quella giornata che, seconda solo alla nascita di Cecilia, è stata davvero la più bella della mia vita.
Essere con la persona che si ama ed essere circondate dall’affetto di tante persone è una sensazione inebriante.
Quindi oggi si festeggia. A pranzo cucino io, a cena cucina lui (ho il terrore ma passiamo oltre…!).
Niente di troppo complicato o di assurdo, un piatto un po’ speciale ma molto semplice che spero piaccia anche a voi!

Ingredienti:
– 300 gr di spezzatino di vitella
– farina
– 1/2 bicchiere di insaporitore vinchef
– 1/2 litro di brodo
– 2 carciofi

– paprika
– prezzemolo

Procedimento:
Pulire e tagliare i carciofi a spicchi, poi metterli da parte in una ciotola con acqua e limone per non farli annerire.

Tagliare in pezzi non troppo grandi la carne, poi passarla velocemente nella farina. Metterla con il burro a rosolare in una padella senza coperchio.
Aggiungere l’insaporitore e lasciatelo evaporare, poi aggiungete brodo poco a poco, i carciofi e coperchiare la padella e far cuocere finchè la carne non risulta tenera.
Alzare la fiamma e aggiungere paprika e prezzemolo, mescolare velocemente e servire.

Penne croccanti con pistacchi e limone

A forza di leggerlo da tutte le parti anche io ho dovuto far chiarezza su quella che sarà la fine dei miei lettori fissi.
Che dal 1° luglio Google reader abbandona tutti non mi tocca più di tanto, mi sono sempre affidata a feedly quindi la mia vita non cambia per la questione feed.
Diversa è la questione di chi seguiva me su G reader. Infatti non avevo pensato che avesse così tanto seguito un servizio, a mio avviso, non proprio fatto bene. Ma ognuno ha le sue fisse, a me basta quella che la grafica non era curata per non usufruirne, ma che ci volete fare, sono fissata per queste cose.
Comunque ultimamente ho letto che tanti, tantissimi si stanno unendo a bloglovin. Ed io… mi ero completamente scordata di avere un account anche lì (li ho provati quasi tutti!), quindi, per chi vuole e per chi già è lì, bè… ci sono anche io! Basta cercarmi o cliccare sull’icona dei feed del mio blog e sarete reindirizzati lì.
Ok, fine del post “tecnico”.
Iniziamo a parlare di cucina!

Non mi perdo in altre chiacchiere e vi lascio con una ricetta semplice, fresca e veloce.

Ingredienti:
– 250 gr di pasta
– 30 gr di pistacchi sgusciati
– 1/2 limone
– pangrattato
– sale
– pepe
– 50 gr di burro

Procedimento:
Frullare i pistacchi e insaporirli in padella con il burro per un paio di minuti.
Cuocere la pasta, scolarla e saltarla in padella con i pistacchi aggiungendo una manciata di pangrattato e il succo del limone.

Pescatrice e asparagi bianchi

E come ogni anno l’ultima settimana di giugno mi prende l’ansia delle vacanze. Non ci penso mai prima, forse per pigrizia, ma poi si avvicina luglio e già penso: devo programmare una vacanza!!
Ecco, puntuale anche quest’anno mi tocca pensare al da farsi.
Abbiamo deciso ieri sera di tirare fuori la nostra tenda e di goderci una vacanza in campeggio, in tre ci stiamo, c’è lo spazio anche per il cucinino, ora c’è da scegliere un posto carino, non distantissimo perchè qui si odiano i lunghi viaggi in macchina, con il mare ma anche pieno di verde.
La scelta è caduta sulla Croazia, ma ora mi domando… campeggio attrezzato e super impegnativo con animazione e co, oppure un campeggio più spartano e tranquillo? D’altronde la pupa ha solo 15 mesi e non credo possa godere dei servizi di un mega camping con attività bimbi. Poi penso… al mare nelle ore meno calde, ok, e il resto del tempo? In giro per le cittadine? Ci buttiamo in piscina? Ma poi il sole c’è anche lì!! E poi ancora… mi conviene preparare i pasti o mangiamo sempre fuori? Ma per 21 giorni non farà male alla pupa?
Insomma, non so se l’avete capito ma sto andando nel pallone! Chiedo a chi ci è già passato… ma come avete fatto? Io sto impazzendo!!

Ingredienti:
– 80 gr di pescatrice sfilettata
– 50 gr di asparagi bianchi

– olio evo
– timo
– parmigiano

Procedimento:
Pulire e mettere a bollire gli asparagi e intanto cuocere a vapore il pesce. 
Tagliare la parte più dura degli asparagi e frullare le punte e la parte morbida con un goccio di acqua.
Tagliare il pesce e unirlo agli asparagi nel piattino con il timo.
Aggiungere un cucchiaino di olio evo a crudo e parmigiano per i non amanti del pesce (il parmigiano lo camuffa un pochino).

Pane sciapo

E’ estate. E con l’estate arrivano puntuali due cose, entrambe fastidiose in ugual misura.
La prima è la pigrizia, che raggiunge livelli preoccupanti. Non ho voglia di alzarmi dal letto, ho sempre sonno, non ho voglia di finire le cose che stavo facendo. Adoro le insalate estive perchè la mia pigrizia raggiunge il suo apice nelle ore più calde, a pranzo appunto, e quindi sono perfette per lei, per me e per la mia voglia di fresco.
La seconda è che iniziano i cantieri. Non importa dove abiti, stai pur certo che qualcuno nei paraggi sta facendo dei lavori in casa (o fuori, come quest’anno tocca al nostro cortile condominiale). E quindi sei costretta ad alzarti, ad inveire contro quei poveri operai che d’altronde stanno facendo solo il loro lavoro ma ti hanno svegliato la pupa che già sai che non dormirà finchè non finiscono. Alle 5 del pomeriggio.
E quindi inizi a pensare a quale era l’anno scorso il cantiere molesto (ah si, è arrivata la famiglia al piano di sopra e ha fatto, ovviamente, i lavori di ristrutturazione) e quale era la tua formula contro  la pigrizia (non c’era, la pupa mi impegnava troppo anche solo per pensare alla pigrizia).
E dato che avevo bisogno di un qualcosa di ritmico e rilassante mi sono messa a rinfrescare la mia pm. E poi? Il risultato è stato apprezzato anche dalla pupa che ne ha nascosto un pezzo anche per dopo. Sia mai finisse!

Ingredienti:
– 250 gr. di farina 0 manitoba
– 150 gr. di farina di grano duro monino chiavazza
– 175 gr di acqua
– 150 gr. di pasta madre (rinfrescata con 100 gr. di farina 0 e 50gr di acqua)
– 1 cucchiaino di miele

Procedimento:
Setacciare i due tipi di farina in una ciotola, versare 150 gr. di acqua, mescolare con una forchetta e lasciare riposare 30 minuti.
Aggiungere il lievito madre nella ciotola e la restante acqua con il cucchiano di miele. Impastare per circa 15-20 minuti e mettere a riposare per circa 3 ore con un telo bagnato.
Spianare l’impasto, fare le pieghe e lasciare riposare l’impasto per un’altra ora sempre coperto dal telo bagnato. Definire la forma e mettere il pane in una teglia cosparsa di farina per l’ultima lievitazione. Coprire con il telo bagnato e mettere a riposare in forno con un pentolino di acqua bollente sul fondo per altre 3 ore.
Accendere il forno a 200° e infornare per 20 minuti, ridurre la temperatura a 180° e proseguire la cottura per altri 20.
Ponetelo a raffreddare in piedi poggiato ad una parete.

Per conservarlo io uso il sacchetto frescopane della valmar.

Nocino

Oggi è il 21 giungo, il solstizio estivo: le rose sono sbocciate, gli uccellini cantano e il sole è alto nel cielo!
E’ il giorno più lungo dell’anno con la notte più breve, quando il sole è più forte e l’estate raggiunge il suo apice, non per niente è chiamato anche Midsummer.
Con il sole allo zenith, anche se i giorni più caldi devono ancora venire, si vuole trascorrere quanto più tempo possibile al sole e all’aria aperta, non credete anche voi?
Dopo il Solstizio d’Estate, le giornate iniziano lentamente ad accorciarsi fino al solstizio d’inverno,   quindi oggi sembra che il sole indugi un po’ prima di riprendere il suo cammino discendente. Infatti la parola “solstizio” deriva dal latino “sol stat”: il sole si ferma.
Forse per questo fin dai tempi più remoti il cambio di direzione che il sole compie, è visto come un momento particolare e magico.
E tradizionalmente oggi si raccoglie sia l’iperico, “l’erba di San Giovanni”, che raggiunge la sua massima fioritura in questo periodo, e la leggenda vuole che se si inciampa sulla radice di san Giovanni questa notte si viene trasportati nel regno delle fate; e si raccolgono le noci ancora immature per preparare il nocino, e proprio il noce era considerato sacro per le streghe ma non per i contadini che lo piantavano a distanza dagli altri alberi da frutto perché era radicata la credenza che questo albero fosse velenoso e che la sua influenza negativa contagiasse il terreno su cui poggiava.
Ok, mi sono persa in chiacchiere ma oggi è davvero un giorno speciale e, dato che ne ho già parlato, vi lascio anche la ricetta del nocino.

Nocino

350 ml di alcool a 95°

500 gr di zucchero
300 ml di acqua
21 noci
1/2 stecca di cannella 
5 chiodi di garofano
Raccogliere le noci, tagliatele in 4 parti, metterle in un vaso coprendole interamente con l’alcool. Il giorno successivo aggiungere le spezie e lasciare in infusione agitandolo ogni tanto per un paio di mesi circa (questo l’anno scorso è stato iniziato il 24 giungo e filtrato il 2 agosto). 
Trascorso il tempo procedere facendo sciogliere lo zucchero nell’acqua, filtrare il nocino, versarlo nello sciroppo di zucchero e mescolare fino a che lo sciroppo di zucchero e l’alcool non si siano fusi.
Lasciare raffreddare, imbottigliare e aspettare almeno 3 mesi prima di consumarlo, conservandolo al buio.
Da servire come digestivo e… ottimo da regalare. Dati i mesi di preparazione si possono fare per Natale!

Nocino

1 1/2 cups alcool 95°
2 cups sugar
1 cup water
21 green walnuts
1/2 cinnamon sticks
5 whole cloves
Rinse and pat dry the walnuts. Cut them into quarters with a sharp chef’s knife or cleaver. 
Put walnuts, spices, zest, sugar, and vodka into a large glass container. The alcool should cover the walnuts. Cover and shake to mix well. The day after put spices. Store for 6 weeks, shaking daily. 
After the time proceed by dissolving sugar in water, remove the walnuts, solids with a slotted metal spoon and mix until the sugar syrup and alcohol do not have melted. Strain the liquid through several layers of cheesecloth into glass bottles. Cork tightly. It’s best at least a year after it was first bottled.

Polpettine alla rosa camuna e basilico con zucchine trifolate

Ieri mi sono fatta un regalo. Sapete una di quelle cose inutili di cui non si può fare assolutamente a meno? Ecco, proprio un oggetto del genere.
Ma la storia che c’è dietro all’acquisto è ancora più carina.
Nella passeggiata pomeridiana con la pupa mano nella mano, cercando strade alternative per tornare a casa (leggi: cercando di evitare la vecchietta che ogni volta vuole stampare un bacio in fronte a Cecilia con lei che non vuole) ci siamo infilate in una stradina laterale che si è rivelata un vero tesoro!! In questa stradina abbiamo scoperto un negozietto di casalinghi dove io sono letteralmente impazzita!!
E’ stato un bene e un male uscire di casa con pochi soldi dietro ma il fatto di averlo così vicino è davvero pericoloso!
Alla fine fra mille cose che volevo, mi sono innamorata di queste forbici per polpette. Prese subito!! E ovviamente potete ben immaginare cosa ho cucinato ieri per cena, vero?

Ingredienti:
– 400 gr di carne macinata
– 30 gr di formaggio Rosa camuna CISSVA
– farina q.b.
– olio evo
– insaporitore vinchef
– 6 foglie di basilico

– 3 zucchine

Procedimento:
Tagliate le zucchine a fettine e mettetele a trifolare in padella.
Nel frattempo con la carne trita, realizzare le polpettine impastate con il basilico sminuzzato e in ognuna mettere dentro un pezzetto formaggio. 

 Rotolarle nella farina prima di metterle nel tegame con le zucchine.

Aggiungere le polpette alle zucchine e mandare per 5 minuti a fuoco alto. Coperchiare, aggiungere l’insaporitore e rosolare a fuoco medio le polpettine su tutti i suoi lati. 
Una volta cotte aggiungere nel tegame dei tocchetti di formaggio e mandare a fiamma alta per 5 minuti.
Servite separate o su un unico piatto.

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con CISSVA

Cous cous

Caldo caldo e ancora caldo! Certo che se un paio di settimane fa ci lamentavamo di quel freddo che non sembrava finire più ora siamo quasi obbligate a lamentarci del caldo torrido di questi giorni.

Roba che sono passata dal piumino al lenzuolo, dal pigiamone alla canotta saltando a piè pari una stagione, saltando le coperte leggere, le magliette a mezze maniche e la magia della primavera.
Se non fosse che sono una creaturina che sopporta meglio il caldo del freddo quasi quasi mi lamenterei. Ma forse solo un attimo se penso a quanto era bella la primavera, a quanto era bello andare dal freddo al tiepido prima del caldo. A quanto era bello non ammalarsi per il cambio clima. Perchè ammettiamolo, ci siamo ammalati tutti quest’anno!
Comunque pazienza, questa primavera è andata. Speriamo nell’autunno. E intanto godiamoci questo caldo che finalmente è arrivato, un po’ prepotente, ma è arrivato!
E per me il caldo è sinonimo di cous cous! Non chiedetemi il motivo ma lo faccio ogni anno al primo caldo.

Ingredienti:
– cous cous molino chiavazza
– 1 melanzana
– 2 petti di pollo
– curry
– prezzemolo

– aglio
– sale
olio dante

Preparazione:
Iniziate con il tagliare la melanzana a tocchetti, e il petto di pollo a strisce molto sottili e fate rosolare in una padella con olio e uno spicchio d’aglio per circa 15 minuti, poi salate e spegnete il fuoco.
Mettete il cous cous in una padella capiente con due cucchiai di olio, mescolate, aggiungete l’acqua e continuate a mescolare finchè non si è gonfiato.
Aggiungere il pollo e verdure nella padella del cous cous e cuocere per un paio di minuti aggiungendo curry e prezzemolo.

Zuppa fredda di tacchino e mela

Ci credete se vi dico che questo post lo sto scrivendo in palestra?? Approfittando della bicicletta con splendida vista sulla piscina eccomi qui con l’iPod scarico e con zero canzoni sull’iphone! Che faccio mentre pedalo?? Ma scrivo un post,ovvio, no?!!

Mi sembra assurdo se penso che l’unica cosa che mi è venuta in mente sia stata lo scrivere un post ma il blog è un mio pensiero fisso, dopo Cecilia ovviamente ^^
Quindi mi fate compagnia mentre sono qui seduta (forse le reclinate in palestra servono proprio a questo!!) e con le mani impegnate e le gambe che…non me le sento più!!! Ok, forse è meglio se la smetto di scrivere… vi lascio con una ricetta per pupi e con qualche chilo in meno, me lo sento!

Ingredienti:
– 40 gr di petto di tacchino
– 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva

– 1/2 mela
– 200 ml di brodo vegetale
– parmigiano
– aneto

Procedimento:
Cuocere a vapore il petto di tacchino con la mela a pezzetti. Quando il petto di tacchino è tenero frullarlo con la mela e il brodo.
Riporre in un contenitore ermetico e lasciar raffreddare.

Al momento di servire aggiungere un cucchiaino di olio extravergine d’oliva, l’aneto (io sulle zuppe lo aggiungo sempre) e il parmigiano.

Pane alle olive

Oggi vi porto a fare un salto nel passato.
Sapete quando vi capita si incontrare qualcuno che non vedevate da tempo e di trovarvi a ricordare e ridere fino alle lacrime di aneddoti accaduti anni fa? Ecco, ieri mi è successo questo.

Passeggiavamo per il centro quando mi sento chiamare. E davanti a me chi ti vedo? Un vecchio compagno di scuola che davvero non so come abbia fatto a riconoscermi dato che sono passati così tanti anni!
Comunque eravamo entrambi increduli, dopo 10 anni (ma anche di più!) ci siamo incrociati in una città che non è la nostra così…per caso! Inutile dire che dopo le chiacchiere e le presentazioni di marito e figlia siamo finiti davanti a un gelato a parlare di come era la nostra classe, degli scherzi ai prof, delle persone con cui siano rimaste in contatto e quelle che non sappiamo che fine abbiano fatto. E non c’è social che tenga, quattro chiacchiere di persona sono tutt’altra cosa!
Ci siamo lasciati con la promessa di rivederci anche se io qui a Milano ci vivo e lui era qui per un concerto. Ci siamo scambiati i numeri ma lo so che non ci sentiremo, anni di scuola senza stringere amicizia, anni di lontananza e come pensa di avere qualcosa in comune per far nascere un’amicizia ora? O sbaglio?

Ingredienti:
– 200 gr di farina per pasta fresca e gnocchi molini rosignoli

– 375 gr di acqua 
– 150 gr di pasta madre (rinfrescata con 100 gr di farina manitoba e 50 gr di acqua) 
– 30 ml di olio d’oliva dante
– 1 cucchiaino di sale fino 
– 1 cucchiaino di zucchero semolato
– 160 gr di olive verdi denocciolate

Procedimento: 

In una ciotola sciogliere il lievito nell’acqua e mescolate il tutto con l’olio, il cucchiaino di zucchero e quello di sale fino. Aggiungere poco a poco la farina e impastare.

Quando l’impasto non si attacca più alle dita incorporare le olive tritate grossolanamente.
Formare un panetto e mettetelo a lievitare per circa 3 ore nel forno (ho messo le foto perchè mi sono quasi spaventata del risultato!)

Trascorso il tempo fare le solite pieghe e lasciar coperto per una mezz’ora.
Preriscaldare il forno a 210°, infornare, dopo 10 minuti abbassate la temperatura a 180° e proseguite per altri 25 minuti.